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 Romanzo di una Strage (il film)
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Thethirdeye

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Inserito il - 22/04/2012 : 23:21:24  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Thethirdeye Invia a Thethirdeye un Messaggio Privato Aggiungi Thethirdeye alla lista amici  Rispondi Quotando
Romanzo di una Strage



Romanzo di una strage è un film culturale di assoluto valore, un esempio di cinema al servizio del cittadino proprio quando lo Stato NON vuole o preferisce nascondere la verità per i propri interessi più "sporchi".

E' il caso di dire finalmente. Finalmente qualcuno che ha il coraggio di raccontare come sono andati i fatti. Sì perché la strage di Piazza Fontana è una delle pagine più nere e buie della storia della Democrazia Italiana. Dopo ben 43 anni dalla vicenda, un regista si cimenta in un'opera cinematografica tanto difficile quanto piena di pericoli. Il risultato, lo si può dire fin da subito, è molto confortante e chiarificatore. Romanzo di una strage non parte dall'immediato attentato alla Banca dell'Agricoltura di Milano in Piazza Fontana, ma da prima. Ricostruisce in modo fedele l'atmosfera pesante che si respirava nel nostro paese, i movimenti anarchici, gli scioperi, le rivolte in piazza: era il "caldo" 1969. In maniera didascalica, non per questo meno lodevole da altre forme narrative, il regista Marco Tullio Giordana (autore de I Cento Passi e la Meglio Gioventù) divide il film in piccoli capitoli tematici per aiutare lo spettatore, soprattutto per quelli più giovani e non testimoni dell'accaduto, a capire come si svolsero realmente i fatti. Elemento fondamentale è capirne fin da subito gli schieramenti, le forze politiche in campo, i personaggi storici che governavano il paese e, soprattutto, chi agiva nell'ombra affichè la ricostruzione delle dinamiche prendesse una piega preferenziale per gli interessi dello Stato.



In tutto questo "Gioco di potere" vi sono due vittime, oltre ai morti dell'attentato a Piazza Fontana (ricordati all'inizio e ai quali è dedicato il film), il commissario Luigi Calabresi e l'anarchico Giuseppe Pinelli. Il primo perché troppo ligio a conoscere la Verità, il secondo perché era il capro espiatorio ideale per risolvere un caso del genere, dato l'instabile equilibrio geopolitico dell'Italia e la situazione internazionale (siamo in Piena Guerra Fredda). Giordana ricostruisce con estrema minuzia ogni passaggio, ciascun personaggio, grazie ad una documentazione accurata, materiali di repertorio (telegiornali e articoli di giornali), oltre ad una sceneggiatura, firmata da Sandro Petraglia e Stefano Rulli, semplicemente perfetta, anche per ciò che concerne la psicologia dei personaggi. La ricostruzione storica è di quelle maniacali, a fronte è molto probabile di un budget di produzione alto per lo standard italiano: lo spettatore è catapultato perfettamente in quegli anni e progressivamente si appassiona al caso per il desiderio di sapere come veramente sono andati i tragici eventi. Tecnicamente girato bene, a parte qualche piccola pecca stilistica (esempio la scena della madre di Pinelli all'obitorio), il film nonostante il titolo ammiccante non vuole farsi piacere a tutti i costi, ma preferisce che la storia e i suoi interpreti risultino interessanti e appassionino. Ottimo il cast a partire da Valerio Mastandrea (Luigi Calabresi), attore sempre più maturo e adatto a ruoli impegnativi, Pierfrancesco Favino (Giuseppe Pinelli) è sempre una certezza in qualunque ruolo lui interpreti. Da lodare anche il cast che fa da contorno: i politici, gli anarchici, i fascisti veneti e persino il tassista interpretato da Francesco Salvi, non risultano per niente stereotipati, ideali per i personaggi che interpretano. L'unica vera nota dolente è Laura Chiatti, moglie di Calabresi, parla poco ma risulta sempre fuori dal coro in modo inequivocabile.

Romanzo di una strage è un film culturale di assoluto valore, un esempio di cinema al servizio del cittadino proprio quando lo Stato NON vuole o preferisce nascondere la verità per i propri interessi più "sporchi". Giordana ritorna al film di denuncia e riesce a sorpassare con passionalità e garbo i suoi celebri 100 passi, descrivendo con assoluta oggettività un periodo nero e buio del nostro paese. Da non perdere, la Vera storia di Piazza Fontana rivive al cinema.

VOTO: 8


Fonte: http://pellicolerovinate.blogosfere...-verita.html








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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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Piazza Fontana: Procura Milano, non ci fu la doppia bomba

I magistrati chiedono l'archiviazione dell'ultima inchiesta

28 aprile, 14:44

http://www.ansa.it/web/notizie/rubr...6788035.html

MILANO - La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto l'archiviazione dell'ultima indagine sulla strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 (17 persone uccise, 89 ferite), che ha avuto come principale spunto investigativo la tesi della doppia bomba: una dimostrativa e l'altra piazzata all'insaputa del primo attentatore proprio per uccidere.

Tesi sostenuta tra l'altro nel film 'Romanzo di una strage' di Marco Tullio Giordana. Lo rivela il Corriere della Sera che spiega come i magistrati milanesi abbiano giudicato "inverosimile" la tesi della doppia bomba e gli spunti investigativi indicati dal colonnello dei carabinieri Massimo Giraudo, che in questi anni ha raccolto testimonianze nel mondo dell'estrema destra in relazione alla strage di piazza Fontana.

La procura ha chiesto l'archiviazione anche per il giornalista che con un libro su piazza Fontana ha ispirato il film di Giordana e che non ha rivelato la fonte che gli parlò del piano della doppia bomba.








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