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MessaggioInviato: 29/07/2009, 08:58 
Ancora una cronca dal passato

La "croce luminosa" vista da Dino Compagni nel 1301 sopra il Palazzo dei Priori in Firenze e riportata nel documento "Dino Compagni: Cronaca delle cose occorrenti nè tempi suoi" (come per altri eventi antichi dello stesso genere).
Ecco il testo originale di Compagni: "La sera appari' in cielo un segno meraviglioso il quale fu un croce vermiglia sopra il Palazzo dei Priori (in Firenze), fu la sua lista (cioe' la lunghezza apparente dei due segmenti formanti la struttura) ampia piu' che palmi uno e mezzo (corrispondenti a 45 metri circa) e' l'una linea di lunghezza (la lunghezza dei due segmenti componenti la croce) era braccia 20, (corrispondenti a 1168 m. circa); la quale duro' per tanto tempo, quanto penasse un cavallo a correre due arringhi (15-20 m.). Onde la gente, che la vide, ed io che chiaramentemla vidi, potemmo comprendere che Iddio era fortemente contro alla nostra citta' crucciato".

Fonte: C.R.U.L.


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:00 
Ancora una cronaca dal passato

Il primo gennaio 1254, una ennesima cronaca storica ci riferisce l'avvistamento di un oggetto anomalo. Alcune monache dell'abbazia di Sourin-Albans (Midllesex, G.B.) osservarono, verso mezzanotte, una specie di grande vascello dalle forme eleganti e gradevoli, di un colore meraviglioso, con un cielo sereno e di bel tempo. Le religiose contemplarono il vascello per lungo tempo prima che questo scomparisse.
Nello stesso anno, nel cielo di Parigi, molti testimoni videro - a mezzanotte - un oggetto come un grande vascello, alto nel cielo sereno, dove rimase a lungo visibile prima di scomparire lentamente. La cronaca, riportata da da Mathieu de Paris nella sua Opera letteraria "Historia Anglorum" conclude il resoconto chidendosi se il fenomeno visto sia imputabile ad un miraggio, ad un'aurora ovvero ad "uno strabiliante naviglio dello spazio".

Fonte: C.R.U.L.


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:00 
Un'altra cronaca dal passato

960-1127 d.C.: durante la Dinastia Sung.
Nel febbraio del 1980 il quotidiano scientifico cinese "Chiarezza", in un articolo concernente il possibile sbarco di esseri extraterrestri avvenuto in Cina in epoca remota, ha riportato la testimonianza di un letterato, certo Shen Kuo, vissuto all'epoca della dinastia Sung (960-1127 d.C.).
In una sua opera questi racconta di un oggetto "brillante come una perla", che si spostava "come se volasse" sulla superficie di un lago presso Yangzhou, nella provincia centro-orientale del Jiangtsu. Secondo Shen Kuo, il misterioso oggetto fu visto' cosi' frequentemente da diventare un'attrattiva della religione; da lontano appariva della grandezza di un pugno ed emanava "una luce argentea che illuminava i dintorni per un'area di circa 5 chilometri. In questa cronaca inoltre, viene precisato come tale oggetto volante sembrasse a volte ingrandirsi ed aprirsi in 2 emisferi e come le sue periodiche apparizioni si fossero protratte per una decina di anni.
Nel commentare tale notizia, il giornale Cinese ha evidenziato come la dovizia di dettagli escluda la possibilita' che si tratti di un parto della fantasia. L'unica spiegazione plausibile, secondo la testata, è che "si trattasse di un oggetto volante di origine aliena di cui, all'epoca non si poteva neppure immaginare l'esistenza.

Fonte: C.R.U.L.


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:03 
Data: 2009, 1 Maggio
Luogo: Italia


Qualche giorno fa ci è pervenuta una segnalazione riguardante un presunto avvistamento ufo sul lago Dirillo a Ragusa (Sicilia), accompagnata da materiale fotografico,che abbiamo analizzato e catalogato come O.V.N.I. reale in base ai riscontri effettuati dall’elaborazione grafica.

Il Sig.Cristoforo T. ci scrive:
..Sono stato in questo posto il Primo Maggio scorso, si trova in provincia di Ragusa ed ero con amici; le rive del lago pullulavano di persone in scampagnata e per tutto il tempo che siamo rimasti sule rive del lago nessuno ha notato nulla. Io solo ho visto/notato ma haimé 3 gioni dopo… Ho fatto delle foto panoramiche, dopo aver scaricato la digitale sul computer ed averle catalogate mi sono accorto che qualcosa di strano era rimasto impresso; ingrandendole sono rimasto sconcertato…
…Ho sempre creduto all’esistenza di forme di vita extraterrestre ma ho sempre rifiutato la fantasia dei “dischi volanti”; li ho sempre considerati stupidi e privi di ogni fondamento, qualcosa che abbracciava ottimamente la fantascienza e destinata ad avere una ridicola collocazione nei film di mediocre realizzazione. Invece dopo aver trapassato le foto dalla digitale al computer mi sono ritrovato la sorpresa della “foto 1#8243;. Dopo qualche ingrandimento sono rimasto di stucco…

Di seguito il materiale fotografico e l’analisi grafica effettuata:
Azioni intraprese:
1 – Individuazione del particolare
2 – Circoscrizione e isolamento del particolare rispetto all’intera scena
3 – Contorni contrastati
4 – Ingrandimento dell’immagine mantenendo le proporzioni e ricampionando l’immagine in maniera da non avere perdita di risoluzione.
5 – Applicazione di speciali filtri d’immagine e regolazione dei livelli di forma e cromatici.

Foto 1:La foto pervenuta risulta la prima di tre scatti nell’arco di 20 minuti eseguita in direzione sud rispetto al lago.

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Abbiamo ingrandito e isolato la zona interessata dall’intera scena,contrastando i contorni dell’oggetto che ora risulta chiaro e visibile.

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Procedendo nell’ingrandimento massimo del particolare analizzato,questo ci permette di effettuare una comparazione attraverso speciali filtri d’immagine,regolando i livelli di forma e cromatici.Quello che otteniamo è il particolare definito e distinguibile.

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Giudicando dalle varie analisi grafiche,l’oggetto in questione,puo’ verosimilmente essere associato ad un OVNI reale. Si distingue chiaramente una forma non comune,non riconducibile a nessun velivolo terrestre conosciuto,inoltre si noti la composizione geometrica e lineare dell’oggetto (come da Prospetto 1 e 2) le cui forme risultano definite e proporzionate,il che esclude la possibilità a nostro parere che il particolare sia associato ad insetti o uccelli.

Fonte: http://evidenzaliena.wordpress.com


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:05 
L'UFO di Giacomo Casanova

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Tracce di oggetti volanti non identificati si trovano persino nelle memorie del celeberrimo Giacomo Casanova che, nella Storia della mia vita, ricorda: “Raggiunsi Otricoli a piedi, perché volevo vedere con calma il ponte antico, e da Otricoli un vetturino mi condusse per quattro paoli a Castelnuovo. Ne partii a mezzanotte e feci la strada ancora a piedi arrivando a Roma alle nove dei mattino dei primo di settembre. Ma ecco un episodio che forse divertirà alcuno dei miei lettori.
Avevo lasciato Castelnuovo da un’ora e me ne andavo alla volta di Roma in un’aria tranquilla e sotto un cielo sereno quando notai a dieci passi da me a destra una fiamma piramidale alta un cubito e sollevata da terra quattro o cinque piedi, che mi accompagnava. La fiamma si fermava quando io mi fermavo, e quando la strada era fiancheggiata da alberi non la vedevo più, ma tornavo a vederla quando avevo superato le piante. Mi ci avvicinai parecchie volte e di tanto io mi avvicinavo di tanto essa si allontanava.
Provai a tornare sul miei passi e allora non la vedevo più, ma quando riprendevo il cammino la ritrovavo allo stesso posto. Scomparve soltanto con la luce del giorno. Debbo dire che, a dispetto delle mie conoscenze di fisica, la vista di questa piccola meteora mi fece nascere delle strane idee. Ebbi l’accortezza di non parlarne a nessuno. Arrivai a Roma con sette paoli in tasca”.

Fonte: Centro Ricerche Ufo Liguria


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:06 
Data: 1994, 16 Settembre
Luogo: Zimbabwe


Il 14 Settembre 1994 un UFO si fece notare in buona parte del cielo del SUD AFRICA, molte furono le segnalazioni.
Due giorni dopo si seppe che un disco volante era atterrato vicino ad una scuola a Ruwa.
Cynthia Hind fu la giornalista che si occupo' del caso e intervisto' i 62 alunni che assistetero allo sbarco Alieno con umanoidi.
Fece disegnare loro cio' che avevano visto nell'occasione e risulto' che avevano assistito a qualcosa di davvero anomalo e inspiegabile qui sulla terra.

La descrizione:
Alle ore 10.15 gli alunni in pausa videro tre sfere argentate sorvolare la zona della scuola. Dopo un lampo improvviso scomparvero misteriosamente per poi apparire da un'altra parte.
Questo evento dopo essere accaduto per ben 3 volte, uno di questi dischi si diresse verso la scuola in una radura con alcuni alberi per poi atterrare.
Da dove i bimbi erano posizionati e l'atterraggio durante la ricreazione, c'erano circa 100 metri. Essi raccontarono che in mezzo agli alberi della gomma notarono un piccolo essere alto circa un metro, che stava venendo vero di loro. L'essere con degli occhi molto grandi a forma di pallone di Rugby era vestito con un abito aderente di colore nero. Secondo una bambina di 11 anni molto attenta, l'essere aveva un collo molto lungo e capelli che gli arrivavano fin sotto le spalle e il viso molto pallido. A un certo punto forse l'alieno resosi conto di essere stato notato di diresse verso il suo velivolo e decollo' per poi sparire definitivamente
Prima di intervistare i bimbi la giornalista fece disegnare cio' che avevano visto.
Del caso se ne occupo' tra l'altro anche John Mack.

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Fonte: Centro Ricerche Ufo Liguria



qua sotto c'è il video completo.
http://kufon.blogspot.com/search/label/AFRICA

poi c'è questa del dott. Mack su questo caso


Ultima modifica di * Cesco * il 06/08/2009, 08:55, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:09 
Rapimento multiplo di persone e animani negli anni '80

Data: 1980
Luogo: U.S.A.


Linda Moulton Howe:
La mia investigazione a livello mondiale circa le morti senza sangue - chiamate mutilazioni animali - sono iniziate nel Settembre del 1979, quasi 30 anni fa. Ero Direttore dei Progetti Speciali a Denver Colorado, affiliato alla CBS, che divenne KMGH-TV. Per nove mesi, diciotto ore al giorno senza stop, provai ad andare a fondo al mistero delle mutilazioni animali. La mia piu' grande sorpresa fu quando furono associate storie, da parte di testimioni oculari ,riguardanti "creature di altri mondi", dischi volanti che emettevano misteriosi raggi di luce e incontri con creature non umane.
Almeno 3 drammatici casi raccontati da testimoni che videro dischi e raggi di luce - e persino animali irradiati in raggi di luce - furono riportatemi da Leo Sprinkle, Ph.D., e inoltre dal Professore di Psicologia e Direttore di Terapia e Test dell'Universita' del Wyoming in Laramie.
Il Dottor Sprinkle si laureo' in Psicologia all'Universita' del Missouri nel 1961. In seguito lavoro' presso l'Universita nel Wyoming e fu uno dei primi a livello professionale ad occuparsi di persone che avevano descritto incontri con non umane entita'. Successivamente il fenomeno sarebbe stato chiamato "Sindrome dei rapimenti umani degli UFO."
Dr, Sprinkle lavoro' con me al mio documentario TV "A Strange Harvest" e prima della messa in onda nel Maggio del 1980, Leo ricevette una telefonata dallo scienziao Paul Bennewitz che lavorava al Laboratorio di Thunder Mountian vicino a Kirkland AFB in Albuquerque nel New Mexico.
Paul Bennewitz stava investigando su di una "Abduction" nel nord-est di Santa Fe a Cimarron per l'APRO (Aerial Phenomenon Research Organization) allora gestito da Coral e Jim Lorenzen, ora deceduto.

La nota originale della telefonata datata Martedi 4 Maggio 1980.
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In sintesi la nota riporta che una donna assieme al figlio di 6 anni ebbero un incontro con svariati UFO sulla loro auto. Ricordarono di aver visto un disco volante che irradiava una mucca con raggi misteriosi. Almeno 2 UFO le si posero davanti, 2 dietro e uno alla sua sinistra. Era immobilizzata. Senti' una strana sensazione al viso come se ci fosse del vento. Quattro ore passarono senza spiegazione, e la donna ventottenne non ricordo' al momento cosa accadde nelle ore perse. Poi prosegui' per il suo viaggio. Il classico "Missing Time", Tempo Mancante. Solo dopo attraverso l'aiuto di uno Psicologo emerse la verita' tempo dopo.
In seguito la storia che la donna racconto' ebbe dell'incredibile. Dopo l'ipnosi regressiva la donna ricordo' che lei suo figlio furono investiti da un raggio arancione. Si sollevarono' in aria e lei vide il panorama tutt'attorno mentre erano immersi in questa misteriosa forza e i suoi ricordi la riportarono a Roswell nel New Mexico. Vicino a quella zona, lei e il figlio furono portati in una caverna sotterranea. Era molto agitata e fremeva per il figlioletto di 6 anni, ma essa posta su di un tavolo, circondata da esseri non-umani non aveva modo di muoversi. Cerco' di combattere, li insulto' insomma gridava preoccupata per il figlio, ma gli occhi neri degli esseri puntavano su di lei le davano un senso di estremo vuoto. Era molto irrequieta in quanto sentiva il figlio piangere.

In seguito un'altro essere diverso da loro di colore verdastro vestito di bianco con lunghe dita ordino' agli altri di prenderla alla schiena, e furono eseguiti degli esami.
L'intervista originale con tutta la trascrizione fu pubblicata su "An Alien Harvest. In questa testimonianza la rapita forni'dettagli circa la caverna e gli esseri, gli oggetti visti, i contenitori di fluido con gli organi all'interno, ed esseri che parevano nutrirsi in una qualche maniera dentro queste piscine.
La donna, dal ricercatore Leo Spinkle all'epoca, fu sottoposta assieme al figlio ad ipnosi regressiva ed entrambi raccontarono la medesima storia.
I due inoltre raccontarono che a bordo di questo velivolo vi erano anche mucche rapite nella stessa maniera.
Lo Psicologo fu molto impressionato da queste testimonianze, in quanto le due versioni parevano combaciare. L'esperienza, affermo' il ricercatore, fu reale e davvero drammatica.

Fonti: Articolo tratto da Earthfiles.com e adattato da Raffaele Di Nicuolo


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:11 
Data: 2008, 7 Giugno
Luogo: Inghilterra


Un elicottero della Polizia (un EC135T21) ha inseguito un UFO dopo che l'oggetto si e' quasi scontrato contro il mezzo militare.
Il pilota e' stato costretto a compiere una brusca manovra per evitare la collisione contro l'UFO. Tutto questo episodio e' avvenuto mentre l'equipaggio era di ritorno dalla base di St. Athan, vicino a Cardiff.
I tre dell'equipaggio, hanno descritto l'oggetto come un disco volante. Lo hanno inseguito in direzione di North Devon, inseguimento durato fino a quando il velivolo militare ha dovuto fare dietro-front a causa del carburante che era quasi esaurito.
L'inseguimento e avvenuto a circa 500 piedi di altezza.
Un portavoce della Polizia ha confermato l'incidente e l'episodio e' stato segnalato alle autorita' competenti che hanno ribadito la competenza dell'equipaggio.
Stranamente, l'equipaggio non ha potuto vedere l'oggetto misterioso con il visore notturno in dotazione, ma l'UFO era 'chiaramente visibile' a occhio nudo.
Dal rapporto emerge che l'UFO era in rotta di collisione contro l'elicottero a grande velocita'. I militari hanno inseguito l'oggetto fino sopra al canale di Bristol, ma a causa di mancanza di carburante sono dovuti tornare indietro.
Anche se l'elicottero e' dotato di telecamere e altre apparecchiature pare che nessun filmato o foto siano state catturate.
Questo avvistamento avviene dopo il recente rilascio dei misteriosi files che il Governo ha pubblicato circa gli avvistamenti di UFO.

Fonte: http://www.telegraph.co.uk

Aggiornamento

Dopo le coraggiose affermazioni dei tre agenti coinvolti nell'inseguimento dell'UFO, altri testimoni si sono fatti avanti.
Sta suscitando notevole scalpore tra le fonti di informazione mondiale, l'episodio avvenuto il 7 giugno di quest'anno che ha visto coinvolti tre poliziotti inglesi all'inseguimento aereo di un oggetto volante non identificato.
I tre agenti stavano atterrando con il loro elicottero alla base di St. Athan nei pressi di Cardiff, quando l'UFO è apparso a gran velocità e in apparente rotta di collisione con il mezzo inglese.
Gli agenti, dopo aver scongiurato l'impatto, si sono lanciati all'inseguimento dell'oggetto che hanno descritto con dovizia di particolari come il "classico disco volante", corredato da luci lampeggianti tutte intorno.
Le affermazioni schiette e audaci degli agenti, portate ad una visibilità mondiale dai media, hanno fatto si che centinaia di testimoni dapprima timorosi di essere ridicolizzati, si facessero avanti a supporto di quanto dichiarato dai poliziotti.
Sembra che l'UFO si sia dato un bel da fare durante quella notte, non essendo evidentemente afflitto dai problemi di carburante che hanno costretto l'elicottero della polizia a desistere dall'inseguimento.
La signora Williams ha addirittura temuto una invasione in stile "Indipendence Days", quando ha visto nella cielo spora al parco di Aberdare Country, volteggiare per circa un minuto e mezzo e poi sparire un classico disco volante, con tanto di cupola, "...come un pianeta con cerchi intorno.".
La signora di 45 anni, la cui testimonianza è stata raccolta dal "The Sun", quotidiano inglese sempre più attento a questa fenomenologia negli ultimi mesi, non si è fatta avanti prima per timore di essere presa in giro, vista la peculiarità della sua esperienza.
Stessa reazione ha avuto il duo di cabaret di Katy Cunnion and Russell Quinn, che incoraggiati dall'atteggiamento degli agenti si sono esposti affermando che quella stessa sera, dopo la "caccia" dell'elicottero delle forze dell'ordine, una strana luce li ha seguiti.
"All'inizio pensavo che fosse un elicottero - racconta Katy - ma ogni volta che cambiavo direzione era nello stesso posto. E' sparita e poi mi sono spaventata un po' quando la luce è riapparsa dal nulla, ma questa volta abbastanza vicina da distinguerne la forma. Era a forma di disco, con luci che lampeggiavano in sequenza. Non era assolutamente un aeroplano o un altro velivolo di quelli che conosco.
Infine dopo un'ora circa è sparito all'indietro in un baleno, come una stella cadente".
David Coggins, uno studioso del fenomeno UFO da circa 30 anni, fa sapere che negli ultimi tre mesi, i piloti di linea hanno segnalato almeno 2-3 incontri a settimana con oggetti volanti non identificati sul Canale di Bristol.
Il Ministero della Difesa Inglese, mentre in tutto il mondo quello di Cardiff è già un punto cardine nella casistica ufologica, a distanza di due settimane sta ancora aspettando che gli venga recapitato il rapporto della polizia sull'accaduto.

Fonte: Terninrete


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:17 
UFO nel film "Rio Bravo"

Per quanto riguarda il film "Rio bravo" si conosce già nella storia dell'ufologia il seguente filmato:
Primo Avvistamento UFO nel film "Rio bravo" :



Dove si può notare più sfere o "Foo Fighters" che volano nel paesaggio dietro al set di ripresa cinematografica così come ho rappresentato nelle immagini "1" e "2", aggiungo che secondo alcune fonti in rete il paesaggio è reale e non finto.

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Nelle scene successive sono riuscito ad individuare un oggetto non identificabile cioè un UFO che ruota sul proprio asse cosi come ho rappresentato nelle immagini "3", "4" e "6" mentre l'asse di rotazione l'ho definito nell'immagine "5", i relativi filmati sono:

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il filmato:





Fonte: http://ufoonline.altervista.org/primo216.htm


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MessaggioInviato: 29/07/2009, 09:38 
IL NOBEL FRANCIS CRICK AFFERMO' CHE LA VITA E' DI ORIGINE EXTRATERRESTRE ARTIFICIALE

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Francis Crick fu il cooscopritore della struttura elicoidale del DNA (assieme a James Watson) nel 1953, che gli valse il premio Nobel. Ma non tutti sanno che affermò anche che la vita è comparsa sulla Terra grazie ad una intelligenza extraterrestre. Egli dichiarò in quel periodo che " La vita non è stata la prima ad evolversi sulla Terra , Una concezione estremamente di avanzata civiltà essendosi minacciata ha ideato un modo per trasmettere la propria esistenza. Essi hanno spedito fuori dal loro pianeta il loro DNA geneticamente modificato attraverso batteri o meteoriti con la speranza che ciò entrasse in collisione con un altro pianeta. Questo è stato fatto, è questo il motivo per cui siamo qui. "

Fonte: http://centroufologicotaranto.blogspot. ... he-la.html


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MessaggioInviato: 30/07/2009, 12:29 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:


L'AVVISTAMENO DI MASSA DI PHOENIX


Testo tratto da: http://cunnetwork.freeforumzone.leonard ... 06913.html

Il 13 marzo 1997 avvenne il più spettacolare avvistamento UFO nella storia degli stati americani del Nevada e dell’Arizona, un evento che viene usualmente chiamato il caso delle “Luci di Phoenix”. Circa 800 rapporti da testimoni oculari del caso Phoenix riferiscono quanto segue: «Tra le 20:15 e le 20:45 abbiamo registrato la presenza di una gigantesca astronave che ha attraversato il centro della valle di Phoenix ad altitudine variabile, preceduta da una formazione di globi di luce visibile da quasi tutta l’Arizona». Una formazione che superava i 1.500 metri di lunghezza, gigantesca, con cinque luci disposte a “V”.

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Un rapporto di avvistamento non confermato arrivò in quei giorni anche dallo Stato del New Mexico. Molti aspetti del caso rimangono tuttora controversi e irrisolti. Considerata la mole di dati e indizi, raccolta da molti validi ricercatori, l’evento fu straordinario, eppure sulle prime venne virtualmente ignorato dalla stampa, salvo una manciata di brevi articoli apparsi sui quotidiani locali dell’Arizona. La storia alla fine fece irruzione con un importante articolo in prima pagina su “USA Today” il mercoledì 18 Giugno 1997, a tre mesi dall’accaduto. Decine di migliaia di testimoni hanno visto almeno un oggetto passare e/o rimanere sospeso nel cielo e lo hanno descritto come enorme, gigantesco o inimmaginabilmente grande. Molti testimoni hanno descritto l’oggetto come di forma generalmente triangolare, con un numero variabile di luci sul bordo più lungo, da cinque a “incalcolabili”. Tre luci erano raggruppate vicino al “naso” dell’oggetto, con una luce per ognuno degli altri due angoli del triangolo. Altri osservatori hanno riferito di un oggetto che sembrava avere sette grandi luci distribuite in maniera equidistante lungo il bordo. L’oggetto sembrava capace di volare molto velocemente, probabilmente persino a velocità supersonica, anche se pochi testimoni hanno udito suoni provenienti dall’oggetto, la cui traiettoria è stata verso sud-est sopra Henderson, Nevada, alle 18:55 (ora del Pacifico) e circa 22 minuti dopo, alle 20,17 (ora delle montagne) è stato avvistato che si dirigeva ancora verso sud a Paulden, Arizona. In meno di un minuto dall’avvistamento di Paulden, l’oggetto è stato visto nelle vicinanze di Prescott Valley, Arizona, circa 30 miglia a sud.

Documentario con testimonianze (da vedere assolutamente)



L’oggetto apparve quindi su Phoenix, dove sarebbe rimasto sospeso a mezz’aria per 4-5 minuti nelle vicinanze dell’incrocio tra Indian School Road e la 7th Avenue. L’oggetto ha attraversato lo spazio aereo dell’aeroporto di Sky Harbor, dove è stato avvistato dai controllori del traffico aereo nella torre di controllo e l’equipaggio di un aereo commerciale ha comunicato via radio che l’oggetto era passato direttamente sopra la fusoliera dell’aereo, ancora in pista pronto a decollare da Sky Harbor. L’oggetto non sarebbe apparso sui radar e non avrebbe comunicato né via radio né via transponder. Dalla zona di Phoenix, l’oggetto si sarebbe diretto verso sud in direzione di South Mountain, continuando a sudovest verso Tucson, Arizona, lungo la Interstate 10. Una famiglia che si stava spostando in auto verso Phoenix lungo la Interstate 10 nei pressi di Casa Grande, Arizona, ha dichiarato che l’oggetto è rimasto sospeso su di loro per circa 1-2 minuti mentre viaggiavano sui 120 km/h. L’oggetto era talmente largo che i due figli seduti sul sedile posteriore potevano vedere simultaneamente le due ali da entrambi i finestrini.

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Il National UFO Reporting Center ha ricevuto una telefonata circa sette ore dopo l’accaduto da una persona che si è identificata come un aviere di stanza alla base aerea di Luke, situata a 32 km a ovest di Phoenix. Il pilota ha raccontato che la base aerea aveva lanciato due caccia F-15c e uno di essi aveva intercettato un gigantesco oggetto in corrispondenza dell’incrocio tra Indian School Road e la 7th Avenue. Il militare ha anche detto che il caccia che lo aveva intercettato ha subito improvvisamente un’interruzine delle comunicazioni, e che simultaneamente le luci dell’oggetto si sono affievolite, scomparendo dalla vista del pilota.

Filmato amatoriale dell’UFO di Phoenix



Il 14 Marzo 1997 gli ufficiali responsabili della base aerea di Luke hanno dichiarato di non sapere niente dell’accaduto e che la base non aveva ricevuto rapporti dall’aviazione civile riguardo all’evento. I tabulati telefonici delle chiamate a lunga distanza, che indicano chiamate effettuate alla base, contraddicono le dichiarazioni di questi ufficiali. Alcuni membri del personale militare e dei ricercatori UFO hanno affermato che l’intero evento era stato causato da “razzi militari” che erano stati lanciati approssimativamente tra le 21:30, orario delle montagne, da un aereo USAF A-10 nelle generiche vicinanze del Gila Bend Bombing Range, un campo di esercitazioni situato ad un centinaio di km a sudovest di Phoenix. Questo evento si dovrebbe essere approssimativamente verificato tra le 21:30 e le 22, circa 45 minuti dopo l’avvistamento UFO nel nord dell’Arizona, a Phoenix e a Tucson. I testimoni sono architetti, medici, ufficiali giudiziari, educatori, avvocati, piloti di aerei di linea, scienziati, agenti immobiliari e altri cittadini affidabili.

Quella sera, migliaia di persone attendevano di cogliere, anche fugacemente, il passaggio della Cometa Hale-Bopp nel cielo. Michael Tanner fa parte di un team di inquirenti che ha ricevuto circa 800 rapporti da testimoni oculari del caso Phoenix: «Tra le 20:15 e le 20:45 abbiamo registrato la presenza di una gigantesca astronave che ha attraversato il centro della valle di Phoenix ad altitudine variabile, preceduta da una formazione di globi di luce visibile da quasi tutta l’Arizona». Una formazione che superava i 1.500 metri di lunghezza, gigantesca, con cinque luci disposte a “V”. Una sul davanti e due su ogni lato, in un perfetto triangolo. Mike Fortsan la vide dal cortile dietro casa a Chandler, alla periferia di Phoenix: «Se si guarda verso nord, in direzione di Phoenix, le luci della città, di Tempe e Scottsdale formano uno sfondo grigio chiaro, davanti al quale passò quell’ immenso oggetto nero: capimmo subito che non era roba nostra perché era troppo dannatamente grande! Era enorme. Quando qualcuno dice: «Mike, quello era un bombardiere B-2” io rispondo che, in realtà, su una sola ala di quella nave potrebbero atterrare 40 dei nostri B-2!».



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I dati radar

http://www.mufon.com/documents/MUFONSte ... Report.pdf


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Phoenix Lights Documentary




















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Discovery Science - UFO su Phoenix











Ultima modifica di Bastion il 22/01/2010, 09:23, modificato 1 volta in totale.

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La battaglia di Los Angeles

Cinque anni prima di Roswell, cinque anni prima dell’avvistamento di "dischi volanti" sul Nord-Ovest del Pacifico del pilota Kenneth Arnold, due anni prima della "battaglia dei giganti" (Ardenne, 1944), due anni prima del D-Day, e ben prima che la cosiddetta "era-UFO moderna" iniziasse ufficialmente, avvenne la Battaglia di Los Angeles, probabilmente il più sensazionale e drammatico rapporto di un incontro in massa di UFO. Ne avete mai sentito parlare? A pochi è capitato. Immaginate un’astronave che arriva da un altro mondo o dimensione, che fluttua su una Los Angeles in preda al terrore e oscurata da un blackout in piena notte, proprio qualche settimana dopo Pearl Harbor, al culmine della paranoia e della paura della Seconda Guerra Mondiale. Immaginate come questa enorme astronave, presumendo che si trattasse di un qualche velivolo sconosciuto giapponese, sia stata attaccata mentre si trovava, quasi stazionaria, su Culver City e Santa Monica, da dozzine di batterie contraeree dell’esercito che le esplosero contro circa 2000 proiettili da 450 grammi sotto gli occhi di migliaia di cittadini. Immaginate tutto questo e avrete un’idea della Battaglia di Los Angeles. L’improvvisa apparizione dell’enorme oggetto circolare getta Los Angeles e parte della California del Sud in un immediato blackout da attacco aereo, con migliaia di responsabili della protezione antiaerea che corrono da una parte all’altra di una città buia, mentre la tragedia incombe nei cieli sopra di loro... una tragedia che avrebbe causato la morte di sei persone e la caduta dal cielo di frammenti di bossoli su case, strade e palazzi per chilometri e chilometri.

Dozzine di riflettori della 37a Brigata di Artiglieria Costiera intercettarono immediatamente l’enorme nave, come una magica e surreale lanterna nel buio e limpido cielo invernale sopra la città degli angeli. Pochi in città riuscirono a dormire dopo che i cannonieri della difesa costiera aprirono il fuoco scaricando centinaia e centinaia di raffiche di proiettili verso l’astronave luminosa, avvistata inizialmente mentre fluttuava sopra gli studios Metro Goldwin Mayer di Culver City. Il fragore delle artiglierie e il sibilo dei traccianti vennero avvertiti ovunque a Los Angeles, mentre i militari erano certi di essere riusciti a centrare il bersaglio... senza alcun risultato. Nella foto qui riprodotta, si vede il cielo di Los Angeles come appariva all’altezza del fuoco incrociato.
Facendo attenzione alla convergenza delle luci dei riflettori si noterà chiaramente la forma della nave visitatrice all’interno dell’area illuminata. È un GRANDE corpo volante, apparentemente del tutto incurante delle centinaia di proiettili antiaerei esplosi di cui è fatto bersaglio, senza alcun effetto. Comunque le perdite si contarono, ma a terra. Almeno sei persone morirono come risultato diretto dell’attacco dell’esercito sull’UFO, che lentamente e pigramente si fece strada verso Long Beach prima di dileguarsi definitivamente.

Il giorno dopo, solo sul quotidiano Los Angeles Times, in un articolo di spalla a firma di un redattore, apparve una descrizione dell’UFO. Se ne evince un senso dell’energia e dell’emozione di quella notte.
L'articolo recita:

Una folla infreddolita guarda il cielo illuminato dai colpi dell’artiglieria. Le esplosioni forano l’oscurità come piccole stelle fiammeggianti... le luci dei riflettori sembrano dita protese a scrutare il cielo notturno... Urlano le sirene antiaeree... "Prendete quegli sporchi invasori!" ovunque echeggiano le grida dei militari e della polizia. Ma l’oggetto nel cielo si muoveva lentamente, catturato al centro delle luci come il mozzo della ruota di una bicicletta circondato dai raggi splendenti. Il fuoco sembrava esplodere in cerchio tutto attorno al bersaglio. Gli astanti, tremanti al gelo del primo mattino, comunque non hanno avuto la possibilità di vedere un velivolo precipitare o bombe sganciate. "Forse è solo un’esercitazione", ha rimarcato qualcuno. "Test un accidente!" è stata la risposta. "Non spari in aria tutto quel metallo a meno che non stai cercando di tirare giù qualcosa". L’oggetto bersagliato continuava a muoversi fiancheggiato da esplosioni vermiglie, mentre le casalinghe, avvolte dalle loro vestaglie, rabbrividivano e guardavano quella scena terrificante.

In prima pagina, sul Los Angeles Times del 26 Febbraio 1942, il titolo a caratteri cubitali dice: "L’Esercito dichiara che l’allarme è reale", eppure nelle molte colonne dedicate all’evento, non appare la benché minima descrizione dell’oggetto, per quanto fosse stato per oltre mezz’ora chiaramente inquadrato dall’occhio dei riflettori e visibile da centinaia di migliaia di cittadini. Se non si era trattato di un falso allarme, cosa aveva penetrato lo spazio aereo di Los Angeles? Chi era l’intruso?

Su conferma della presenza sulla costa Sud di aeromobili non identificati da parte del comando a San Francisco, due le dichiarazioni ufficiali della Marina da Washington: la prima liquida la faccenda, per bocca del Segretario Frank Knox, con i "nervi scossi" della popolazione; la seconda dichiara: "L’aereo che ha causato il blackout nell’area di Los Angeles per diverse ore questo mattino non è stato identificato".
Il comando della Army’s Western Defense ha affermato che il blackout e le azioni antiaeree sono state il risultato di un velivolo non identificato avvistato sull’area della baia. La città è stata oscurata - conseguentemente all’ordine di sbarramento antiaereo emesso dal 14° Comando Intercettore - dalle 2:25 alle 7:21 del mattino dopo che un precedente allarme giallo delle 19:18 era rientrato alle 22:23. Il blackout si estendeva effettivamente fino al confine messicano e oltre, nella San Joaquin Valley. Non sono state sganciate bombe e non sono stati abbattuti aerei e miracolosamente, viste le tonnellate di proiettili lanciati in aria, solo due persone sono state ferite dalla caduta dei frammenti. (Quest’ultima affermazione del Los Angeles Times verrà successivamente smentita, portando il bilancio delle vittime a sei, N.d.R.).

Riguardo quanto accadde la notte del 25 Febbraio 1942, lo scrittore Ralph Blum, che all’epoca aveva nove anni, scrisse che credette che i Giapponesi stessero bombardando Beverly Hills:
"C’erano le sirene, luci di riflettori, proiettili della contraerea che esplodevano in gran quantità nei cieli di Los Angeles. Mio padre, che nella Prima Guerra Mondiale era stato un osservatore dell’aeronautica e riconosceva l’artiglieria pesante quando la udiva, disse a mia madre di portare le mie sorelline nel rifugio sotterraneo, mentre io andavo con lui sul balcone al piano di sopra. Che scena! Erano passate le tre del mattino: le luci dei riflettori sondavano il cielo a occidente. Tra coloro che sparavano contro gli intrusi volanti riconoscemmo gli artiglieri del 65° reggimento Artiglieria Costiera di Inglewood e il 205° reggimento della contraerea di Santa Monica. L’oggetto bianco a forma di sigaro incassò molti colpi diretti, ma continuò il suo volo verso est".
Gli osservatori da terra videro anche più di 25 UFO. L’allora redattore del Los Angeles Herald Examiner, Peter Jenkins, disse:
"Vidi chiaramente la formazione a V di circa 25 velivoli argentei che muovevano lentamente verso Long Beach".
Il capo della polizia di Long Beach, J.H. McLelland dichiarò:
"Vidi quella che fu descritta come la seconda ondata di aerei dall’ultimo dei sette piani del municipio di Long Beach. Un osservatore della Marina con un potente binocolo Carl Zeiss, disse di aver contato nove velivoli nel cono dei riflettori. Il gruppo (di UFO) passava da un cono di luce all’altro, e sotto il fuoco delle mitragliatrici dell’artiglieria antiaerea volò dalla direzione di Redondo Beach e Inglewood a Fort MacArthur e continuò verso Santa Ana e Huntington Beach. Il fuoco dell’antiaerea era così pesante che era impossibile sentire il rombo dei motori degli aerei".
Il reporter Bill Henry del Los Angeles Times scrisse:
"Pur trovandomi a notevole distanza dall’oggetto lo vidi chiaramente, ma senza poterlo identificare... sarei pronto a scommettere che su quell’oggetto è stato diretto un gran numero di colpi".
Alle 2:21 del mattino il Generale John L. De Witt diede l’ordine di cessare il fuoco, mettendo di fatto fine a quei 20 minuti di battaglia nel cielo di Los Angeles.

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Un esempio di come si "risolvono" le cose...

Aerei militari dopo l’avvistamento. «L’Aeronautica sa, ma non parla»
Ogni mese ricevono decine e decine di segnalazioni, alcune delle quali vengono «promosse» al rango di «probabili avvistamenti di ufo». Ma Mauro Luigi Panzera e Giovanni Nicoletti rispettivamente del Cun (centro ufologico nazionale) della Basilicata e della Puglia preferiscono andare cauti con i giudizi e le valutazioni legate all’acquisizione di immagini e foto: «Personalmente - dicono - non riteniamo che la sola presenza di un filmato debba naturalmente conferire una maggiore dignità al caso.
Anzi, più passa il tempo e più si consolida la diffusione del digitale (soprattutto di videofonini a bassa o a bassissima risoluzione) in mano a gente che al 99 per cento è priva di nozioni elementari di cultura scientifica. Le possibilità che vengano analizzati dei pessimi prodotti sono numerosi. Preferiamo - concludono - di gran lunga un resoconto dettagliato scritto da parte di testimoni che un cattivo filmato, spesso incomprensibile. Certo, se il fenomeno di Vaglio è stato davvero visto da una ventina di persone, il fatto assume maggiore rilevanza». Giacomo Casale, del centro accademico studi ufologici, sottolinea che avvistamenti del genere spesso vengono seguiti da presenze di aerei militari. Si riconoscono per le luci ad intermittenza.

E nella notte di Vaglio, un’ora dopo l’accaduto, in molti hanno notato nei cieli un aereo. Tanto che qualcuno, sulla scia del precedente avvistamento, ha continuato a parlare di ufo, di fenomeno extraterrestre: «Quando un oggetto viola lo spazio aereo - dice Casale - i radar lo segnalano e scattano i controlli». Insomma, l’Aero - nautica avrà visto qualcosa? «Forse sì - aggiunge Casale - ma da quelle fonti non si avranno mai riscontri. La politica ufficiale dei governi, d’altra parte, è di negare questi fenomeni anche se poi ognuno ha creato archivi sugli avvistamenti. Probabilmente è anche giusto che sia così per evitare un allarme tra la gente». [ma.bra.]

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/ ... zia=255291



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MessaggioInviato: 30/07/2009, 19:48 
Visto che non ci sono discussioni, come nei due precedenti topic, potete fare domande o intervenire per qualsiasi cosa anche già trattato nell'indice; perché ho dovuto riunire tutto e non c'era spazio per gli interventi, solo per quello! Comunque sono qui anche per ... rispondere, ci mancherebbe. O se avete qualcosa d'interessante da postare...[:D]



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L'ESPERIMENTO FILADELFIA


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... e bruciarono per 18 giorni!

di Paolo Toselli


Era l'ottobre 1955, quando Morris K. Jessup, residente a Coral Gables, Florida, ricevette un pacco di lettere girategli dall'editore del suo libro The Case for the UFO. Si trattava della prima opera che scriveva sull'argomento (altre tre ne seguiranno) in cui metteva a confronto enigmi del passato con i più recenti avvistamenti di dischi volanti, coniugando i suoi studi in astronomia e la passione per le civiltà scomparse. Tra le lettere ce n'era una alquanto stravagante proveniente dalla Pennsylvania. Scritta a mano con differenti colori, e un irregolare uso delle lettere maiuscole e della punteggiatura, prendeva spunto da alcune speculazioni di Jessup per sostenere che la levitazione era un "procedimento noto" e ben sviluppato dalla tecnologia umana. L'autore si firmava col nome di "Carlos Miguel Allende". Jessup non diede molto peso alla cosa, ma il 13 gennaio 1956 ricevette una seconda lettera da Allende, che dall'indirizzo pareva risiedere alla periferia di New Kensington, nello stato della Pennsylvania.

Era evidente che Allende conosceva bene gli interessi di Jessup per la teoria dei campi unificati di Einstein, che avrebbe potuto rivelare il segreto dell'antigravità rendendo possibili i viaggi spaziali a costi ridotti. Allende giudicava terribile questa possibilità, sostenendo che già una ricerca simile aveva condotto ad un esperimento il cui risultato fu "la completa invisibilità di una nave, del genere Cacciatorpediniere, e di tutto il suo equipaggio, Mentre era in Mare. (Ottobre 1943)... Metà degli ufficiali e l'equipaggio di questa Nave sono Attualmente, Matti come Pazzi da legare." E proseguiva, "La Nave Sperimentale Scomparve dal Molo di Philadelphia e solo pochi Minuti Dopo ricomparve all'altro suo Molo dell'area di Portsmouth, Newport News, Norfolk. Fu distintamente E chiaramente Identificata in quel posto MA la nave, di nuovo, Scomparve e Tornò Indietro al suo Molo di Philadelphia in pochissimi Minuti o ancor Meno."

In una successiva lettera, datata 25 maggio, il corrispondente - che questa volta si identificava in testa alla lettera come Carlos M. Allende e come Carl Allen al fondo - si dichiarava disponibile ad essere sottoposto a ipnosi o al siero della verità onde ricordare ulteriori dettagli dell'intera vicenda e dimostrare la sua attendibilità. Di fatto, l'unica argomentazione fornita da Allende a sostegno delle proprie asserzioni erano alcuni nomi di persone che sarebbero state con lui a bordo dell'imbarcazione delle Matson Lines Liberty, la S.S. Andrew Furuseth, da cui poterono osservare tutta la scena della nave scomparsa. Tuttavia non si ricordava il periodo preciso degli avvenimenti. Solo in un secondo tempo il cacciatorpediniere "invisibile" venne identificato nell'USS Eldridge, codice DE 173.

Malgrado fosse rimasto incuriosito, Jessup continuò a non prendere molto sul serio la questione. Finché un anno più tardi ricevette un invito a recarsi presso l'Ufficio delle Ricerche Navali (ONR) di Washington, dove si sentì raccontare una strana storia. Alla fine di luglio o i primi di agosto dell'anno prima, qualcuno spedì, in un pacco proveniente da Seminole, Texas, una copia annotata dell'edizione tascabile del suo Case for the UFO all'ammiraglio N. Furth, Capo dell'Office of Naval Research. Le annotazioni, scribacchiate con tre differenti colori di inchiostro, parevano essere state scritte da altrettante diverse persone, A, B e Jemi, che, in base ad alcuni riferimenti, si poteva supporre appartenessero a qualche tribù zingara. A, B e Jemi asserivano di sapere parecchie cose sulle intelligenze che stavano dietro gli UFO (chiamate "S-M" e "L-M", i primi nemici della razza umana). L'ammiraglio accantonò il materiale, ma qualche giovane ufficiale restò tanto incuriosito da proseguire le ricerche per suo conto.

Jessup fu disorientato dall'interesse mostrato dagli ufficiali presenti, e rispettosamente sottopose a lettura il tutto. Lo stile, il tono, e la natura dei commenti, oltre i riferimenti a un esperimento segreto della Marina il cui risultato aveva reso invisibile una nave, convinsero Jessup che l'autore era lo stesso Allende/Allen che a lui si era rivolto, e così accennò agli ufficiali delle lettere che aveva ricevuto. Questi ne richiesero copie, le quali furono successivamente pubblicate come appendice di una tiratura limitata della versione annotata del Case for the UFO, a cura della Varo Manufacturing Company di Garland, Texas, una società che lavorava per la Marina. Una introduzione anonima - scritta in realtà dal comandante George W. Hoover, ufficiale dei Progetti Speciali dell'ONR, e il sottoposto capitano Sidney Sherby - spiegava: "Data l'importanza che attribuiamo alla possibilità di scoprire utili indizi circa la natura della gravità, nessuna voce, per quanto possa essere screditata dal punto di vista della scienza ufficiale, deve essere trascurata."

A Jessup venne fornita una copia dell'edizione Varo, delle 127 stampate, sulla quale appose a sua volta alcune contro-annotazioni. In considerazione dei molteplici problemi sollevati e delle spese sostenute (le annotazioni sono state ristampate nei loro colori originali) furono in molti a sorprendersi che l'argomento fosse stato ritenuto di tale interesse dagli scienziati della Marina.



UNA MORTE ANNUNCIATA
Nell'ottobre 1958, approfittando di un viaggio d'affari a New York, Jessup si recò a far visita allo scrittore Ivan T. Sanderson, un zoologo interessato al fenomeno UFO e alle anomalie in generale. Sanderson ricorda così quell'incontro: "C'era circa una dozzina di persone presenti. Ad un certo momento Morris chiese a tre di noi se poteva parlarci in separata sede. Appartatici, ci consegnò la copia originale riannotata e ci chiese di leggerla con attenzione, quindi di metterla al sicuro 'in caso mi fosse accaduto qualcosa'. Tutto ciò all'epoca ci sembrò molto teatrale ma, dopo che aver letto il libro, abbiamo dovuto ammettere che siamo stati invasi da un sentimento collettivo di natura decisamente sgradevole. E questo venne orribilmente confermato il giorno in cui Jessup fu trovato morto nella sua auto, in Florida."

Era il tardo pomeriggio del 20 aprile 1959 quando Jessup, dopo aver parcheggiato la sua station wagon nei pressi di casa, con tutta calma infilò un tubo di gomma nel condotto di scarico e l'altra estremità all'interno dell'abitacolo attraverso lo spiraglio di un finestrino. Morì di avvelenamento da monossido di carbonio. Il suicidio contribuì a enfatizzare il significato delle lettere di Allende, tant'è che qualcuno ritenne addirittura che Jessup fosse stato ucciso perché sapeva troppo. Di questa opinione un gruppo di occultisti californiani che nel 1962 pubblicò una monografia dedicata al controverso episodio e Gray Barker che raccolse i primi scritti di Jessup e le voci recenti a lui riferite nel volume The Strange Case of Dr. M. K. Jessup, edito l'anno seguente. Barker, tra l'altro, cita l'appassionato di UFO Richard Ogden, il quale sosteneva apertamente che il "suicidio di Jessup era stato architettato facendogli recapitare un nastro registrato che conteneva messaggi di auto-distruzione. Il nastro utilizzava suggestioni ipnotiche sovrimpresse a musica e mescolate con rumore bianco." E concludeva, "Nessuno può resistere all'essere ipnotizzato da onde sonore." Ma alcuna prova venne offerta da Ogden a supporto delle sue straordinarie asserzioni.

Dobbiamo tuttavia aspettare il 1965 perché il caso Allende faccia la sua apparizione in un libro a grande tiratura, ovvero Invisible Horizons scritto da Vincent Gaddis (edito in Italia da Armenia dieci anni dopo col titolo Il triangolo maledetto e altri misteri del mare), che è stato anche il primo a parlare del Triangolo delle Bermuda quale luogo di frequenti e misteriose sparizioni di navi e aerei. Due anni dopo, in un'appendice a Uninvited Visitors di Ivan T. Sanderson (tradotto nel 1974 dalle Edizioni Mediterranee col titolo UFO, visitatori dal cosmo) venivano ristampate le lettere di Allende a Jessup e l'introduzione all'edizione Varo. A commento Sanderson rimarcava: "Se il sig. A, il sig. B e/o 'Jemi' non sono altro che eccentrici, dove hanno scovato tutti questi fatti e tutte queste asserzioni che, sebbene singolarmente sono stati discussi per anni, richiederebbero molti anni di ricerca per essere rintracciati?" L'anno successivo, sempre negli Stati Uniti, sull'argomento vennero pubblicati altri due volumi a cura di Brad Steiger e Joan Whritenour, i quali ne enfatizzavano i contenuti riferendosi a una "nuova e provocatoria teoria" sulla natura e origine degli UFO. Secondo gli autori, Allende avrebbe potuto addirittura rappresentare un potere extraterrestre giunto sulla Terra molti secoli orsono. Altri avanzarono l'ipotesi che durante il periodo in cui la nave restò invisibile, la Marina Militare degli Stati Uniti sarebbe stata in grado di contattare entità aliene con le quali si accordò per una proficua forma di collaborazione.

Nel 1974, del "mistero" fece menzione il best-seller di Charles Berlitz The Bermuda Triangle, e lo stesso divenne nel 1979 il soggetto del libro di William L. Moore The Philadelphia Experiment (pubblicato in Italia lo stesso anno per i tipi della Sonzogno). Finché nel 1984 la New World Pictures produsse il thriller fantascientifico diretto da Stewart Raffill, The Philadelphia Experiment, con protagonista Michael Pare (nel ruolo del marinaio evanescente) e Nancy Allen.



L'UOMO DEL MISTERO
Morto Jessup, Carlos Allende prese a scrivere lettere ad altri ricercatori del settore. Le località da cui erano spedite variavano da una volta all'altra. Nell'estate del 1967, dopo aver letto uno dei suoi primi libri sugli UFO, Allende scrisse anche a Jacques Vallée. Con la sua prima missiva, una cartolina illustrata - "vista notturna dei grandi magazzini Sanger Harris di Dallas" - Allende informava Vallée che per poco più di un milione di lire poteva ricevere le istruzioni su "come costruire il proprio disco volante". In una successiva lettera di quindici pagine imbucata sempre a Dallas, Texas, ma con un indirizzo di Minneapolis, Allende congetturava che l'universo un bel giorno si sarebbe contratto per ritornare al suo punto di origine, proprio come era accaduto alla DE 173 di fronte ai suoi occhi. Inoltre sosteneva che anche Einstein aveva letto l'edizione Varo del libro di Jessup e le rivelazioni contenute nelle famose "lettere" avevano influenzato a tal punto la sua salute da portarlo di lì a poco alla morte.

Secondo Allende, a causa della eccessiva esposizione al campo magnetico, molti membri dell'equipaggio impazzirono, mentre altri svilupparono malattie misteriose. Due marinai sarebbero addirittura scomparsi da una taverna del posto lasciando le cameriere terrificate e confuse. La fotocopia di un ritaglio di giornale, senza testata né data, che descrive l'episodio sarebbe stata fatta recapitare anonimamente all'indirizzo dello scrittore William Moore.

Allende restò un personaggio estremamente elusivo, finché nell'estate 1969 si presentò presso gli uffici di Tucson, Arizona, dell'Aerial Phenomena Research Organization (APRO), dove confessò che l'intera vicenda era una burla da lui architettata, salvo poi ritrattare la sua confessione poco tempo dopo.

Nel 1978 Allende prese casa a Benson, Minnesota, e l'anno successivo si spostò alla vicina Montevideo, non molto lontano da Morris, dove William Moore viveva. Il 28 giugno il Montevideo American-News riferì che Allen, ovvero Allende, si recava sovente agli uffici del quotidiano "da quattro a cinque volte al giorno". Nell'articolo veniva così descritto: "E' alto, magro, veste in stile occidentale e di solito indossa un cappotto di lana. I suoi argomenti preferiti sono il comunismo e la condizione delle ferrovie del Milwaukee. Afferma di essere l'autore di svariati testi su argomenti scientifici e asserisce che il suo nome è menzionato in numerosi altri libri. Dice di essere una 'persona controversa nei circoli scientifici e pseudoscientifici, un famoso linguista internazionale e scrittore'. In Montevideo, come a Benson, chiese aiuti finanziari alla comunità religiosa e all'Esercito della Salvezza."

Nel 1983, Carlos Allende, apparve a Boulder, Colorado, dove Linda Strand, una giornalista scientifica, ebbe modo di intervistarlo brevemente e scattargli una foto, l'unica esistente di questo singolare personaggio. La Strand lo descrisse come un tipo strampalato che scribacchiò alcune note a margine della sua copia del libro di Berlitz e Moore prima di scomparire di nuovo, senza fornire ulteriori particolari su ciò che asseriva di aver visto.

Forse per emulare le gesta di Allende, più di recente, nel settembre 1989 è venuto alla ribalta un certo Al Bielek che ha asserito di essere stato uno dei marinai coinvolti nel tanto discusso esperimento di Filadelfia. Bielek nel corso di alcune conferenze e interviste, raccontò che per anni non aveva avuto alcun ricordo dei fatti, perché era stato sottoposto al lavaggio del cervello. Ma la memoria gli era tornata gradualmente dopo aver visto il film nel 1988. I suoi "ricordi" sono contenuti in un libro scritto assieme a Steiger nel 1990.



LA VERITA' VIENE A GALLA?
Ma chi è veramente Carlos Allende, alias Carl Allen? Nel luglio 1979, Robert A. Goerman, un appassionato di UFO residente a New Kensington, Pennsylvania, si accorse di aver conosciuto i genitori di Allen da sempre: Harold Allen (70 anni) e signora erano i suoi vicini di casa. Gli Allen mostrarono a lui il materiale che il figlio aveva spedito loro negli anni vantandosi dell'agitazione che i suoi scritti avevano causato e il suo certificato di nascita: Carl Meredith Allen era nato il 31 maggio 1925 a Springdale, Pennsylvania. Era il maggiore di cinque figli, quattro maschi e una femmina. I genitori lo descrissero come un "maestro della presa in giro". Suo fratello Randolph aggiunse: "Ha una mente fantastica. Ma per quanto ne so', non l'ha mai veramente utilizzata, e non ha mai lavorato in un posto tanto a lungo per guadagnare abbastanza. E' una vergogna."

E se qualcuno avesse veramente verificato al RD n.1, Box 223 di New Kensington, l'indirizzo fornito da Allende nelle sue prime lettere, vi avrebbe trovato la casa colonica di proprietà della famiglia Allen.

A questo punto, anche William Moore, convinto assertore della credibilità di Carl Allen, cercò di fare marcia indietro, arguendo che Allen aveva semplicemente diffuso una storia che altri avevano raccontato. Moore ipotizzò che la realtà poteva essere "un poco più terrestre". "Lo scopo dell'esperimento" scrive in un libro pubblicato privatamente nel 1984, "poteva essere l'invisibilità radarica, non ottica, e i bizzarri effetti riportati in connessione con esso - uomini che attraversavano muri, altri uomini che scoppiavano tra le fiamme - sembrano essere il risultato di allucinazioni causate a questi testimoni dalla troppa vicinanza al campo di forze a bassa frequenza e di grande potenza utilizzato." Ma l'evidenza anche per questa interpretazione è scarsa e aneddotica.

Di fatto, secondo alcune versioni, la Eldridge non solo divenne invisibile, ma si ritrovò smaterializzata e teletrasportata a Norfolk, per poi ritornare a Filadelfia in un tempo così breve che in condizioni normali sarebbe stato impossibile. Ma un tale evento avrebbe dovuto produrre il movimento di qualcosa come 1900 tonnellate di acqua per colmare il vuoto creatosi, col risultato che una gigantesca ondata si sarebbe dovuta abbattere sull'intera baia. Eppure questa eccezionale conseguenza dell'"esperimento" non è menzionata da alcuna parte.

E il suicidio di Jessup? Sarebbe stato indotto dalla profonda depressione causatagli dalla separazione con la moglie complicata da un grave incidente automobilistico di cui era stato vittima alcuni mesi prima.

Anche l'interesse della Marina per l'intera vicenda si dimostrò più un'azione personale di Hoover e Sherby, che hanno agito per proprio conto spendendo di tasca propria. Il fatto che erano ufficiali della Marina, non significava nulla, come Shelby (ora impiegato alla Varo) affermò nel 1970 in una intervista rilasciata all'ufologo Kevin D. Randle.

Tuttavia qualcosa di veramente segreto accadde a Filadelfia nel '43. L'interesse che Jacques Vallée espresse per il caso in uno dei suoi libri lo fece imbattere in un certo Edward Dudgeon. "Sono un pensionato di sessantasette anni, arruolato in Marina dal 1942 al 1945", così iniziava la lettera di Dudgeon indirizzata a Vallée il 28 novembre 1992. "Ero imbarcato su un cacciatorpediniere che era lì allo stesso tempo dell'Eldridge DE 173. Posso spiegare tutto degli strani accadimenti poiché eravamo dotati dell'identico equipaggiamento, allora segreto. Altre due imbarcazioni hanno salpato assieme a noi per le Bermuda per poi rientrare a Filadelfia."

Un paio di settimane dopo Vallée incontra Dudgeon che, avendolo convinto delle sue generalità e mostrato il foglio di congedo dalla Marina, racconta la sua versione dei fatti. La missione, che coinvolse la Eldridge e la Engstrom, la nave su cui era imbarcato Dudgeon, durò dalla prima settimana di luglio alla prima settimana di agosto del 1943, ed era considerata top-secret in quanto veniva per la prima volta sperimentato un insieme di contromisure che dovevano rendere le navi invisibili alle torpedini magnetiche lanciate dai sommergibili tedeschi. Nulla di "poco terrestre" ma all'equipaggio fu vietato di parlare della missione. L'utilizzo dell'attrezzatura speciale, consistente in un radar di bassa frequenza, un sonar, un dispositivo per il rilascio di cariche di profondità e delle eliche particolari, è stato confermato, alle richieste di Vallée, anche dal vice-ammiraglio William D. Houser.

In conclusione, l'intera vicenda non sarebbe altro che una burla organizzata dal misterioso Carl Allen? Secondo molti sì, ma altri ritengono che ci troviamo di fronte ad una operazione di disinformazione creata volutamente da non meglio identificati servizi segreti per distogliere l'attenzione da altri eventi ben più significativi. Lo stesso vale anche per il famoso caso Roswell e il discusso documento MJ12? E' forse un caso che il divulgatore di tutti questi segreti sia sempre l'americano William Moore?

Intanto di Carl Allen si sono perse le tracce. Un rapporto non confermato dice che vive in Colorado.



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(Estratto dalla prima lettera ricevuta da M. K. Jessup da parte di Carl M. Allen)
Il Campo fu efficace in una forma sferoidale oblunga, e si estendeva per Cento metri (Più o Meno, dovuto alla posizione & Latitudine Lunare) fuori da ogni estremità della nave. Ogni Persona Dentro la Sfera diventò vaga nella forma MA osservava quelle Persone a bordo di quella nave come se anch'esse fossero nello stesso stato, eppure camminavano sul nulla. Ogni persona fuori da quella sfera non poteva vedere Niente salvo la forma chiaramente definita della Chiglia della Nave nell'Acqua, PURCHE', naturalmente, quella persona fosse abbastanza vicina da vedere ancora, appena fuori da quel campo. (...) Ormai, Signore, Restano ben Pochi dell'equipaggio del cacciatorpediniere Espierimentale. Molti diventarono matti, uno semplicemente passò "traverso" il Muro di Casa sua sotto gli occhi di Sua Moglie & Figlio & altri 2 Membri dell'equipaggio (NON FU MAI RIVISTO), due "Andarono nella 'fiamma'", cioè "Gelarono" & presero fuoco mentre portavano comuni Bussole, un Uomo portò la bussola & Prese fuoco, l'altro venne per "Imporre le Mani" perché era il più vicino a lui ma prese fuoco anche Lui. BRUCIARONO PER 18 GIORNI. La fede nell'"Imposizione delle Mani" Morì Quando questo Avvenne & le Menti degli Uomini saltarono a dozzine. L'esperimento Fu un Completo Successo. Gli Uomini Furono Fallimenti Completi.

Poco Rispettosamente Suo CARL M. ALLEN



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(Estratto dalla seconda lettera ricevuta da M. K. Jessup da parte di Carl M. Allen)

Io guardo alle stelle Sig. Jessup, non mi faccio scrupolo di questo e il fatto che penso che SE MANEGGIATO ADEGUATAMENTE, CIOE' PRESENTATO ALLA GENTE & ALLA SCIENZA IN MODO PSICOLOGICAMENTE EFFICACE, io sono SICURO che l'UOMO andrà dove ora sogna di andare... alle stelle, per mezzo della forma di trasporto che la Marina trovò accidentalmente (con suo imbarazzo) usando la NAVE SPERIMENTALE partì & comparve un minuto o giù di lì più tardi a distanza di parecchie Centinaia di miglia a un altro dei suoi Attracchi nell'area della Baia di Chesapeake. Io ho letto di questo in un altro giornale & solo per Ipnosi qualunque Uomo potrebbe ricordare tutti i particolari del giornale, data & ecc., capisce? Eh. Forse la Marina si è già servita di questo incidente per costruire i vostri UFO. E' un progresso logico da ogni punto di vista. Che cosa le pare?

MOLTO RISPETTOSAMENTE CARL ALLEN



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IL PROGETTO MONTAUK
L'alone di mistero che ha circondato l'esperimento di Filadelfia è stato recentemente riproposto attraverso quello che è stato denominato il progetto Montauk, un presunto esperimento di viaggio nel tempo attuato in tutto segreto dal governo americano. I temi si ripropongono: una installazione militare (una base dell'Aeronautica nello stato di New York anziché una base della Marina nella Pennsylvania), un libro, i sedicenti testimoni.

Il tutto avrebbe avuto inizio con il lavoro pionieristico di Wilheim Reich e Nikola Tesla, prendendo forma negli anni '40 con alcuni presunti esperimenti governativi sul controllo delle condizioni meteorologiche, consolidandosi con l'esperimento di Filadelfia e giungendo tra gli anni '70 e gli anni '80 a una definitiva manipolazione dello spazio-tempo.

Il testimone chiave di queste nuove rivelazioni è Preston Nichols, che avrebbe "recuperato i ricordi repressi del suo ruolo di capo tecnico del progetto solo dopo anni di sforzi". Alfred Bielek, co-autore nel 1990 con Brad Steiger di un libro sull'esperimento di Filadelfia e uno dei due marinai sopravvissuti a tale prima avventura, avrebbe in seguito lavorato come consulente a Montauk. Costui asserisce che attraverso l'uso di tecnologia aliena, da parte di non meglio precisate agenzie segrete governative, il suo corso temporale sarebbe stato cancellato per fornirgli il corpo e la storia di Alfred Bielek, nato nel 1927, che a lui non appartiene.

Tutta la storia poteva essere appresa partecipando a un seminario organizzato da un non meglio identificato Istituto Rim di Phoenix, California, previo versamento della modica cifra di 250mila lire, più 150mila per vitto e alloggio. Attenzione però all'avviso degli organizzatori: "La storia di questi signori, sia che la accettiate o meno, è garantita estendere i limiti della vostra realtà".

http://www.arpnet.it/ufo/allende.htm



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Immagine Operatore Radar Difesa Aerea (1962 - 1996)
U.F.O. "Astronavi da altri Mondi?" - (Opinioni personali e avvenimenti accaduti nel passato): viewtopic.php?p=363955#p363955
Nient'altro che una CONSTATAZIONE di fatti e Cose che sembrano avvenire nei nostri cieli; IRRIPRODUCIBILI, per ora, dalla nostra attuale civiltà.
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