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This is a closeup view of part of the boulder track shown in figure 40. The track is about 10 m wide and the boulder that made the track is about 18 m in diameter (Mitchell et al., 1973). The cause of movement, other than the obvious effect of gravity, is uncertain. Various investigators have suggested that movement was initiated by seismic vibrations of internal origin, vibrations caused by repeated impact events, cyclic thermal expansion and contraction, and instability as soil accumulates above the boulder or is removed from below it. It is also possible that some tracks are formed by projectiles, presumably from impact craters, that skid or bounce along the surface before coming to rest. From detailed studies of boulder tracks, some properties related to the strength, density, and thickness of the lunar soil can be measured.-G.W.C.

L'esperimento Saturn-Crash [modifica]
Sullo sfondo della tragedia scampata di poco, è quasi completamente sfuggito agli annali l'esperimento di far precipitare il terzo stadio del razzo Saturn sulla Luna - in breve nominato Saturn-Crash - eseguito durante questa missione. Poco dopo che il modulo di comando si era staccato ed aveva effettuato con successo la manovra d'aggancio del modulo lunare, venne riacceso il congegno propulsore di questo terzo stadio del razzo vettore Saturn per portarlo su di una traiettoria di collisione con la Luna. Tale manovra riuscì perfettamente e, tre giorni più tardi, lo stadio con il peso di circa 14 tonnellate precipitò sulla Luna a circa 120 chilometri a nord-ovest del punto di allunaggio dell'Apollo 12 con una velocità d'impatto di circa 2,5 chilometri al secondo (9000 km/h). L'impatto corrispondeva a circa 10 tonnellate di TNT. Dopo circa 30 secondi il sismografo posizionato dall'equipaggio dell'Apollo 12 registrò l'impatto. Il conseguente terremoto lunare durò per oltre tre ore. Già prima dell'impatto vero e proprio, il misuratore della ionosfera - anche questo montato durante la missione precedente - registrò la fuga di una nube gassosa visibile e dimostrabile per oltre un minuto. Si presume che l'impatto abbia scagliato delle particelle della superficie lunare fino ad un'altezza di 60 chilometri, dove furono ionizzate dalla luce del Sole.
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2a) ipotesi; la Luna si è formata da una nuvola di pulviscolo che per effetto gravitazionale ha assunto la sua forma sferica e con la sua velocità critica si è stabilita (più o meno) in orbita attorno alla Terra. Però non possiamo spiegare la notevole differenza di densità media dell'una e dell'altra, cioè 3,33 g/cm al cubo per la Luna e 5,5 g/cm al cubo per il nostro Pianeta. In più, secondo gli ultimi risultati delle analisi delle rocce lunari, differiscono alquanto da quelle terrestri.
4a) ipotesi; la Luna potrebbe essere ARTIFICIALE!
Come dicono anche i russi Mikail Vassin e Alexander Cherbakov, la Luna, avendo un diametro di 3,476 Km, potrebbe essere cava! (Che sia per questo che la piattaforma del LEM abbandonata dallo stesso e fatta ricadere sulla superficie lunare creò un sisma che risonò per circa 3/4 d'ora... ?). Praticamente la Luna avrebbe una "corazza" di circa 4 Km di spessore, ed ecco allora spiegata in questo caso la densità di cui si parlava prima. Secondo calcoli effettuati, un meteorite dell'ordine di 10 Km. dovrebbe penetrare la superficie lunare da 4 a 5 volte il suo diametro, ossia da 40 a 50 Km di profondità. Invece, qualunque sia la dimensione dei meteoriti, calcolando una velocità d'impatto di almeno 60 Km al sec., i crateri hanno una profondità terribilmente modesta: 2 / 3 Km, mentre il loro diametro varia notevolmente! Come se impattassero una superficie durissima... perciò se i crateri lunari non hanno origine vulcanica (o una minima parte ) e l'impatto è neutralizzato a quel modo che risposta possiamo dare? Perché hanno quella strana origine? Bene, la bomba l'ho gettata... Di sicuro la NASA tiene tutto per sé. Gli impiegati governativi distruggono o riscrivono molti documenti per minimizzare un eventuale" impatto negativo". Oppure confondono le cose in modo da non darne un senso compiuto; e si perfezionano a migliorare i vari programmi di servizio computerizzati in modo da eludere le richieste tramite il FOIA...
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4a) ipotesi; la Luna potrebbe essere ARTIFICIALE!
Come dicono anche i russi Mikail Vassin e Alexander Cherbakov, la Luna, avendo un diametro di 3,476 Km, potrebbe essere cava! (Che sia per questo che la piattaforma del LEM abbandonata dallo stesso e fatta ricadere sulla superficie lunare creò un sisma che risonò per circa 3/4 d'ora... ?). Praticamente la Luna avrebbe una "corazza" di circa 4 Km di spessore, ed ecco allora spiegata in questo caso la densità di cui si parlava prima. Secondo calcoli effettuati, un meteorite dell'ordine di 10 Km. dovrebbe penetrare la superficie lunare da 4 a 5 volte il suo diametro, ossia da 40 a 50 Km di profondità. Invece, qualunque sia la dimensione dei meteoriti, calcolando una velocità d'impatto di almeno 60 Km al sec., i crateri hanno una profondità terribilmente modesta: 2 / 3 Km, mentre il loro diametro varia notevolmente! Come se impattassero una superficie durissima... perciò se i crateri lunari non hanno origine vulcanica (o una minima parte ) e l'impatto è neutralizzato a quel modo che risposta possiamo dare? Perché hanno quella strana origine? Bene, la bomba l'ho gettata... Di sicuro la NASA tiene tutto per sé. Gli impiegati governativi distruggono o riscrivono molti documenti per minimizzare un eventuale" impatto negativo". Oppure confondono le cose in modo da non darne un senso compiuto; e si perfezionano a migliorare i vari programmi di servizio computerizzati in modo da eludere le richieste tramite il FOIA...
Il Bacino Polo Sud-Aitken (abbr. SPA) è un enorme cratere meteoritico di circa 2500 km di diametro sulla faccia nascosta della Luna, l'emisfero perennemente opposto alla Terra, a sud dell'equatore.
Il cratere si estende quasi completamente nella faccia nascosta della Luna, risultando quindi invisibile dalla Terra, fa eccezione il contorno meridionale che è osservabile su bordo del disco selenico in prossimità del polo sud lunare sotto forma di una grande catena montuosa chiamata non ufficialmente Leibnitz.
Il bacino SPA è il maggiore cratere d'impatto sulla Luna e tra i più grandi nel Sistema Solare[1], l'unico bacino d'impatto paragonabile per dimensioni è Hellas Planitia su Marte con 2300 chilometri di diametro.
Le simulazioni di un impatto quasi verticale mostrano che nella formazione di un cratere di 2500 km di diametro il terreno verrebbe dissodato fino a una profondità di circa 200 km, conseguentemente la composizione della superficie sarebbe diversa da quella osservata e in disaccordo con le mappe dello spessore crostale indicanti la presenza di circa 10 km di crosta al di sotto della superficie. Questo suggerisce che il bacino non si sia formato per un tipico impatto ad alta velocità, ma potrebbe essersi formato a causa della collisione di un asteroide con il suolo a bassa velocità e con un piccolo angolo rispetto al piano dell'orizzonte (circa 30 gradi o meno) così da ottenere uno scavo poco profondo. Un indizio a sostegno di tale ipotesi è la considerevole elevazione della zona a nord-est del Bacino Polo Sud-Aitken, essa potrebbe rappresentare le ejecta di un tale impatto obliquo.