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Marziano
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MessaggioInviato: 25/06/2009, 07:18 
primo sbilanciamento su vita extraterrestre?


http://www.repubblica.it/ultimora/24ore ... io/3684743



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MessaggioInviato: 25/06/2009, 08:06 
o.O ma sbaglio o l'avevano gia detto qualche anno fa questa notizia?


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MessaggioInviato: 25/06/2009, 09:03 
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http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=842

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MessaggioInviato: 25/06/2009, 10:44 
Scoperto un oceano salato sulla sesta luna di Saturno

ENCELADUS, ve lo ricordate? ne abbiamo parlato molte volte in passato, in occasione dei vari flyby della sonda Cassini, attualmente in orbita intorno a Saturno.

Ebbene oramai pare confermato: sul satellite esiste un enorme oceano di acqua salata, proprio come i nostri oceani sulla terra. Certo questo non implica automaticamente la sicura esistenza di vita su Encelado, ma è una notizia davvero intrigante.

Questo importante risultato è la naturale conclusione della mole di dati che la sonda Cassini ha raccolto in occasione dei diversi voli radenti fatti su questa luna.

La prova sarebbe attribuibile ai minuscoli grani di sodio individuati nei geyser che, svliluppandosi nel polo sud della luna, vanno poi ad alimentare l’anello E di Saturno, quello più esterno ed anche il più esteso del pianeta.

Già in passato, la presenza di vapore acqueo nei pennacchi epulsi da Enceladus, rivelavano la presenza di acqua nel sottosuolo di Encelado, ciò che non si sapeva era se l’acqua fosse allo stato liquido oppure solido.

Adesso, grazie anche al riscontro dell’alta percentuale di sali disciolti, che determinano quindi un abbassamento crioscopico (del punto di congelamento), si è certi che l’acqua si trovi nello stato liquido.

Fonte: sidereus-nuncius.info


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MessaggioInviato: 25/06/2009, 11:59 
http://sites.google.com/site/dresda99/m ... di-saturno

Sotto la superficie di Encelado potrebbe esserci un oceano
Lo testimonia la presenza di sali di sodio nei pennacchi vulcanici


ROMA
Sotto la superficie di Encelado, una delle lune di Saturno, potrebbe esserci un oceano di acqua liquida. Lo afferma un gruppo di scienziati tedeschi del Max-Planck Institute for Nuclear Physics , Heidelberg, Germania, che ha scoperto sali di sodio espulsi da pennacchi vulcanici. Encelado è, infatti, uno dei tre corpi, che si trovano nella parte esterna del Sistema Solare, dove sono state osservate eruzioni vulcaniche. Il ritrovamento di queste particelle, riferiscono oggi su Nature Frank Postberg e colleghi, sono la prova che questi pennacchi sono alimentati dall’ acqua, che potrebbe essere, addirittura, quella di un oceano che si trova sotto la superficie del piccolo pianeta.

Recenti immagini inviate dalla sonda Cassini hanno svelato che al polo sud di Encelado ci sono geyser simili a quelli del parco di Yellowstone con getti di vapore acqueo e particelle di ghiaccio che ora si pensa siano la principale fonte dell’anello E, il più esterno del sistema degli anelli di Saturno . I getti, dicono i ricercatori, indicano che sotto la superficie ci potrebbe essere una riserva di acqua, ma non è chiaro se l’oceano liquido esiste ancora oggi o se si è congelato.

Postberg e colleghi hanno analizzato la composizione chimica delle particelle di ghiaccio nell’anello E ed hanno trovato tracce di sodio, un elemento che è considerato un indicatore cruciale della presenza di acqua e forse un oceano. Secondo gli autori i minerali salini sarebbero stati estratti dalle rocce sul fondo del mare con un processo simile a quello che avviene sulla Terra.

Nicholas Schneider, un altro astronomo, in un’altra ricerca pubblicata anch’essa su Nature, utilizzando il telescopio, ha cercato i sali di sodio direttamente nel materiale del pennacchio stesso ed ha scoperto che il limite massimo nel contenuto di sodio del vapore, è ben al di sotto di quello che ci si sarebbe aspettato se sotto la superficie ci fosse veramente un oceano salato. Questo fa pensare, suggerisce Schneider, che la fonte del pennacchio potrebbe essere diversa: un oceano profondo, una riserva di acqua dolce oppure del ghiaccio.




Scoperto un oceano di acqua salata su una luna di Saturno24 giugno 2009.


La scoperta è davvero sensazionale: c’è acqua in una delle lune di Saturno. Anzi ci sarebbe un vero e proprio oceano di acqua salata, simile a quella dei nostri mari. Due gruppi di ricercatori internazionali avrebbero accertato l’esistenza di minuscoli grani di sodio frammisti ai vapori espulsi dai geyser del Polo sud di Enceladus, una delle lune del pianeta. Giovedì la scoperta, rilevante per quanto riguarda la ricerca di forme di vita extraterrestre, apparirà sulle pagine di Nature.L'importante traguardo scientifico è stato raggiunto in virtù dei dati forniti dalla sonda Cassini (frutto della missione Cassini-Huygens della Nasa, Esa ed Asi) analizzati dal gruppo guidato dal tedesco Frank Postberg dell'Istituto Max-Planck per la fisica nucleare e grazie ad osservazioni eseguite con telescopi dai ricercatori coordinati dall'americano Nicholas Schneider dell'università del Colorado a Boulder.

Il satellite preso in considerazione è uno dei tre corpi celesti del sistema solare dove sono state osservate eruzioni attive. Alcune immagini inviate dalla sonda Cassini hanno evidenziato l’esistenza di geyser al Polo Sud di Encelado che emettono pennacchi di vapore e di particelle di ghiaccio. Fin da subito si era ipotizzato che ci fosse una riserva d’acqua sulla luna ma non si sapeva se fosse liquida o ghiacciata. Gli ultimi studi analizzando la composizione delle particelle hanno individuato la presenza del sodio.

Questo dimostrerebbe senza dubbio la presenza di un oceano di acqua salata, perché - secondo gli scienziati - i grani di sodio ne sono un indicatore indubitabile. Le percentuali di sali, inoltre, sarebbero tali da giustificare una grandissima quantità di sodio nelle profondità di Encelado, cosa giustificabile solo con la presenza di una enorma quantità di acqua liquida e salata.




Sarà la comunità dei planetologi a dichiarare il vincitore

Acqua su una luna di Saturno, è guerra di ipotesi tra gli scienziati

Su Nature due tesi contrastanti: a) Su Encelado oceani sotto la crosta ghiacciata; b) Non è vero
Guerra dell’acqua sulle pagine della rivista scientifica britannica Nature. Sul numero di questa settimana due articoli dicono uno l’opposto dell’altro. Uno annuncia la presenza di oceani di acqua salata sotto la crosta gelata di Encelado, la sesta maggiore luna di Saturno, l’altro smentisce la loro esistenza. La scienza è ovviamente anche discussione di tesi contrapposte e nel caso specifico gli scienziati incaricati di vagliare i due lavori contrapposti prima della pubblicazione hanno concluso che era meglio pubblicarli entrambi: sarà la più ampia comunità di planetologi lettori dei resoconti a decretare il vincitore. Così Ponzio Pilato accende ulteriormente la discussione e la tiratura della rivista. Ecco le due versioni della vicenda.

ARTICOLO A - Enormi getti d’acqua sono sparati nello spazio dal polo sud di Encelado. I getti si alzano per centinaia di chilometri e sono formati da vapore acqueo, gas e minuscoli granelli di ghiaccio. La prova è raccolta dagli obiettivi della sonda Cassini della Nasa in orbita attorno al pianeta inanellato. La conclusione è di Juergen Schmidt dell’Università di Potsdam (Germania) e di Nikolai Brilliantov dell’Università di Leicester alla guida di un gruppo di ricercatori. Le loro analisi portano a stabilire che tra i granelli ghiacciati c’è del sodio, quindi – dicono – sotto la crosta ci sono degli oceani d’acqua salata e il cloruro di sodio è presente in una concentrazione pari a quella esistente negli oceani terrestri. Ciò significa che, tra i flutti, potrebbe anche essere presente qualche forma di vita.

ARTICOLO B - I getti di vapore acqueo che escono da Encelado e già visti negli anni scorsi, non sono dei geyser provenienti da oceani sotterranei come previsto da altri scienziati, dice il professor Nicholas Schneider del Laboratorio di fisica spaziale e atmosferica del centro di ricerca di Boulder in Colorado (Usa). Schneider e i suoi colleghi americani analizzando le immagini con il telescopio Keck-1 del diametro di 10 metri sostengono di aver misurato troppo poco sale.

In presenza di oceani la quantità dovrebbe essere molto maggiore. Per gli studiosi americani i getti escono da caverne sotterranee. Da queste si manifesta una periodica e lenta evaporazione di vapore acqueo. Ma lo stesso Schneider alla fine non è certo della sua idea e ammette che ci possono essere tante altre spiegazioni. Ad esempio una frizione tra i ghiacci superficiali che finisce per vaporizzarli generando getti vaporosi verso l’alto. «Possiamo avanzare tante ipotesi che non siamo però in grado di verificare – ammette - dobbiamo prenderle tutte in considerazione con un grano di sale», conclude con un pizzico di ragionevole ironia.




SU UNA LUNA DI SATURNO C'È UN OCEANO SALATO

C'è un oceano di acqua, liquida, salata come quella dei nostri mari, su Encelado, una delle lune di Saturno. Lo provano minuscoli grani di sodio individuati fra i vapori espulsi dai geyser del Polo Sud della luna da due separati gruppi di ricerca internazionali che domani pubblicano la scoperta su Nature. Il risultato, che ha importanti implicazioni per la ricerca della vita extraterrestre, è stato ottenuto grazie ai dati forniti dalla sonda Cassini (frutto della missione Cassini-Huygens deella Nasa, Esa ed Asi) analizzati dal gruppo guidato dal tedesco Frank Postberg dell'Istituto Max-Planck per la fisica nucleare e grazie ad osservazioni eseguite con telescopi basati a terra dai ricercatori coordinati dall'americano Nicholas Schneider dell'università del Colorado a Boulder.

Encelado è uno dei tre oggetti del sistema solare sui quali sono state osservate eruzioni attive. Recenti immagini inviate dalla sonda Cassini hanno svelato l'esistenza di geyser al Polo Sud della luna che emettono pennacchi di vapore acqueo e di particelle di ghiaccio che alimentano l'anello più esterno di Saturno, l'anello E.

Il vapore, già fin dalla sua scoperta, ha fatto ipotizzare la presenza di una riserva d'acqua posta nelle profondità della luna ma finora non era chiaro se fosse di acqua liquida o ghiacciata. Gli studi di Nature che, analizzando la composizione delle particelle dell'anello E hanno individuato i grani di sodio, dimostrano la presenza di un oceano liquido perchè, spiegano i ricercatori, i grani di sodio sono un cruciale indicatore di acqua salata allo stato liquido.

Inoltre le percentuali di sali individuate fra i pennacchi sono tali che si ipotizza una enorme quantità di sodio dissolto nelle viscere di Encelado, giustificabile solo con la presenza di un oceano di acqua liquida e salata. Il minerale, secondo i ricercatori, sarebbe rilasciato dalle rocce poste nelle profondità dell'oceano attraverso



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http://sites.google.com/site/dresda99/m ... di-saturno

Luna di Saturno potrebbe celare caverne con acqua - e vita?

LONDRA (Reuters) - Enceladus, la gelida luna di Saturno, potrebbe contenere caverne sotterranee ricche d'acqua, costituendo un habitat potenziale per vita aliena.

Ricercatori tedeschi hanno trovato sale -- elemento chimico che segnala acqua marina -- negli atomi ghiacciati all'interno dei getti di vapore che fuoriescono dalle fenditure sulla superficie, fornendo la più sostanziosa prova di una riserva liquida di acqua all'interno della crosta ghiacciata della luna.

Un team statunitense dice che la quantità di sale trovata utilizzando un metodo diverso suggerisce che una precedente teoria, in base a cui l'acqua bolle in modo esplosivo all'interno dello spazio vuoto sotto la superficie e viene espulsa attraverso i geyser, era sbagliata e che l'evaporazione avviene molto più lentamente.

Entrambi gli studi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature.

Una delle spiegazioni dell'evaporazione più lenta potrebbe essere che l'acqua sale da delle camere pressurizzate sotto le fratture delle cosiddette strisce della tigre sulla superficie della luna, secondo quanto riferisce John Spencer, dell'Istituto di Ricerca del Sudest, a Boulder, in Colorado.

"La nostra fotografia dell'ambiente sotterraneo deve ora includere la possibilità di caverne di ghiaccio nebuloso pavimentate di vasche e canali di acqua salata, nascosti sotto le strisce della tigre", ha scritto in un commento sulle due ricerche scientifiche.
"Che cos'altro si può nascondere in quelle vasche salate, se esiste, resta da vedere".



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MessaggioInviato: 25/06/2009, 14:18 
Al massimo ci sara' qualche pesce [:D]


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E se fosse qualche pesce evoluto? Tipo delfini evoluti?



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MessaggioInviato: 25/06/2009, 14:40 
Sarebbero delfini curiosi magari e gli potremmo dare le caramelle [:D] [:D]
No a parte tutto,a mio modo di vedere qualsiasi pianeta potrebbe ospitare forme di vita anche intelligente perche' io penso che non per forza debbano respirare ossigeno o abbiano bisogno di acqua,chi ha la certezza di questo????Se smettessimo di paragonare le altre forme di vita a noi forse potremmo "vedere" piu cose....


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MessaggioInviato: 27/06/2009, 12:29 
In realtà l'ipotesi che alcuni mondi del nostro sistema solare possano avere grandi quantità di acqua addirittura oceani risale a diversi anni or sono.Quando alla nasa ipotizzarono la presenza di unoceano d'acqua qualche km al di sotto della crosta ghiacciata di europa,uno dei satelliti di giove.La crosta è fratturata in più punti in quanto galleggia
su un liquido che ne causa il lento movimento e la conseguente rottura e sfregamento tra i diversi enormi iceberg.Un po' come quello che succede sulla terra con la tettonica delle placche che ha dato vita ai 5 continenti che anziche galleggiare su un mare d'acqua galleggiano sul magma.Il principio però è lo stesso.
La nasa aveva in mente anche l'invio di una sonda con tanto di trivella alimentata da motori nucleari che avrebbe dovuto perforare la crosta di ghiaccio fino ad arrivare all'acqua.Dio solo sa cosa avrebbe potuto trovare,verosimilmente anche organismi complessi.
Il progetto chiamato JIMO fu abbandonato per le enormi difficoltà tecniche.
Per quanto riguarda encelado la possibilità che la fonte dei gayser che fuoriescono dalla superfice sia un oceano d 'acqua è data dalla presenza del sodio
rilevato nei pennacchi dei gayser stessi,presenza che è compatibile con la presenza di acqua sotto la superfice.
L'analisi spettroscopica dei gayser è recente quindi la notizia direi sia nuova...



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MessaggioInviato: 23/07/2009, 11:08 
Sonda Cassini individua miscela composta da ammoniaca e deuterio

(ANSA)- ROMA, 23 LUG - Si fa piu' consistente l'ipotesi che sotto la superficie di Encelado, una delle lune di Saturno, possa nascondersi un oceano di acqua liquida. Su Nature, ricercatori coordinati dal Southwest Research Institute, in Texas annunciano di aver scoperto, nei getti dei geyser della luna, una miscela che presenta alcuni composti tipici dei nostri oceani. Le sostanze individuate dalla sonda Cassini sono infatti ammoniaca e deuterio. Soprattutto l'ammoniaca, sarebbe indizio di acqua liquida.


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 Oggetto del messaggio: Re: Su Encelado condizioni di vita
MessaggioInviato: 02/07/2018, 15:43 
Cita:

Trovate sostanze adatte alla vita su Encelado, piccola luna di Saturno
I dati di una sonda spaziale che ormai ha smesso di funzionare, suggeriscono che, oltre alla Terra, questo satellite potrebbe essere il posto migliore per la vita che conosciamo

Su Encelado, piccola luna di Saturno, delle sorgenti perpetue di acqua marina aliena lanciano nello spazio ogni sorta di materiali, molti dei quali sono ingredienti per la vita a noi nota: volano nel vuoto, acqua, sale, silice e persino semplici composti di carbonio.
Adesso, gli scienziati che lavorano con i dati provenienti da una sonda spaziale che ha cessato di funzionare, hanno scoperto qualcosa potenzialmente ancora più intrigante: composti organici pesanti, contenenti centinaia di atomi disposti ad anelli e catene. Queste sono le molecole organiche più complesse scoperte finora a Encelado e – ci dispiace per Europa - possono rendere tale luna il posto più promettente del nostro sistema solare per trovare la vita oltre alla Terra.

"Quello che conosciamo oggi porta a dire che Encelado è un obiettivo eccezionale per tentare di trovarvi la vita, e che oggi in quell'oceano potrebbero esistere dei microbi ", dice Jonathan Lunine della Cornell University.

Scoperti dalla navicella spaziale Cassini, che ha esplorato Saturno alla fine del 2005, i getti ghiacciati emessi da Encelado furono una sorpresa per molti scienziati. Esplodendo attraverso fessure nella regione polare meridionale, i getti contengono acqua
marina proveniente da un oceano globale chiuso sotto il guscio di ghiaccio della luna. Nel corso degli anni, gli scienziati sono stati in grado di studiare quei getti e calcolare la salinità e l'acidità dell'oceano, identificare i composti organici espulsi come il metano e stabilire che le prese d'aria idrotermali sul fondo marino stanno fornendo calore ed energia.

Ma le molecole complesse appena scoperte alimentano questa storia e sollevano la questione se esse siano il lavoro di una chimica senza vita o il segno che punta verso la vita aliena.
"Non possiamo rispondere a questa domanda da cento milioni di dollari, ma certamente essa dimostra che lì sta succedendo qualcosa, che si sta producendo chimica organica e complessa e che possiamo investigarla dallo spazio", afferma Frank Postberg dell'Università di Heidelberg, primo autore dell'articolo che oggi descrive questi risultati sulla rivista Nature.
"La luna consegna liberamente il suo repertorio organico ad alte concentrazioni alla sonda spaziale Cassini. È proprio una scoperta incredibile".

Il Rivelatore di polvere

Sebbene Cassini abbia concluso la sua esplorazione del sistema di Saturno precipitando intenzionalmente sul pianeta dagli anelli lo scorso settembre, l'enorme quantità di dati della sonda è piena di tesori in attesa di essere estratti. (Esplora il grande tour di Cassini su Saturno con il nostro interattivo).
Ciò include le informazioni raccolte da Cassini vicino all'anello E del pianeta. Sottile e diafano, questo nastro è formato da polvere e ghiaccio espulsi da Encelado. Mentre Cassini fiancheggiava il bordo dell'anello E, alcune delle sue particelle si sono scontrate con uno strumento di bordo progettato specificamente per studiare la polvere cosmica e restituire informazioni sui suoi ingredienti.

Postberg e i suoi colleghi hanno deciso di esaminare i dati raccolti durante il volo vicino all'anello "E" tra il 2004 e il 2008, quando lo strumento era meno contaminato dalla polvere interplanetaria proveniente da altre parti del sistema solare. Durante 15 intervalli di tempo separati, il veicolo spaziale ha raccolto e studiato circa diecimila particelle di polvere. E, grosso modo, nell'un per cento di queste, Postberg e i suoi colleghi hanno trovato le firme di composti organici complessi. "Era come il problema di cercare un ago nel pagliaio", dice.

Aggrappati ai granelli di acqua ghiacciata espulsi da Encelado, queste pesanti molecole contenenti carbonio erano state lanciate nello spazio, aspettando solo che Cassini arrivasse e le raccogliesse nell'impatto. Afferma inoltre Postberg che i composti di grandi dimensioni sono probabilmente frammenti di molecole simili, ma ancora più grandi, che potrebbero pesare migliaia di unità di massa atomica.

Pellicola galleggiante

È la prima volta che sono state identificate sostanze organiche pesanti su Encelado. In precedenza, Cassini ha rilevato molecole più leggere e gassose come il metano e l'etano, che contengono uno o due atomi di carbonio e un po' di idrogeno; queste molecole pesano circa 15 unità di massa atomica.
Ma le molecole appena rilevate sono pesanti 200 unità di massa atomica e comprendono da 7 a 15 atomi di carbonio, decine di atomi di idrogeno, oltre ad azoto e ossigeno.

"Mentre in precedenza abbiamo trovato molecole di grandi dimensioni fuori dalla Terra, questa è la prima volta che esse sono state scoperte provenire da un oceano di acqua liquida", afferma Morgan Cable del Jet Propulsion Laboratory della NASA, che cerca la vita in luoghi improbabili sulla Terra. (Recentemente gli scienziati hanno anche trovato composti organici complessi sul freddo e secco Marte).

"Molte grandi molecole organiche non sono stabili nell'acqua allo stato liquido per lunghi periodi di tempo, quindi una delle prossime domande da porsi è: da dove provengono queste molecole organiche?". Postberg e i suoi colleghi pensano sia probabile che le nuove molecole organiche pesanti salgano in cima all'oceano sepolto della luna e finiscano per galleggiare in uno strato vicino a zone in cui l'acqua fuoriesce dalle fessure del polo sud. Lì si attaccano ai granelli di ghiaccio che vengono trasportati nello spazio dalle bolle che salgono dal fondo marino alla superficie.

"I nostri oceani hanno una pellicola sottile di molecole organiche che galleggiano sulla parte superiore – si pensi ad una "chiazza di petrolio", ma composta da vita e dai suoi sottoprodotti - che coprono l'oceano in misura significativa", afferma Cable. "Pare che anche Encelado abbia tutto ciò. Ma è anche fatto di vita?"

In attesa

Anche se allettante, questa zuppa di ricchezze contenenti carbonio, non è ancora indicativa della vita. Molti processi potrebbero aver creato strutture simili in assenza di metabolismo extraterrestre.
"Sono create da processi abiotici sul fondo dell'oceano, dove la roccia e l'acqua si incontrano, o sono i prodotti di scarto dei microbi? Questa è la domanda, con la D maiuscola", dice Lunine.

Fondamentalmente, il brodo molecolare dice agli scienziati che l'ambiente al di sotto del guscio ghiacciato di Encelado contiene sostanze chimiche estremamente complesse. Ancora non si sa se queste reazioni sono completamente indipendenti dalla vita e sono alimentate semplicemente dalla chimica e dalla geologia, se fanno parte di un mix prebiotico da cui un giorno potrebbe emergere la vita, se stanno attualmente costruendo microbi alieni o sono forse i rifiuti di forme di vita extraterrestri che vivono già nel mare di Encelado.
"Dovremmo cercare di tornare su Encelado il più presto possibile", dice Lunine. "Ci sta aspettando. Non sta andando da nessuna parte, e si pensi a tutta quella melma microbica che oggi potrebbe essere emessa nello spazio ed analizzata".

Gli strumenti necessari per rispondere a queste domande esistono già: basta un viaggio di ritorno. Una di queste missioni, progettata da Lunine e dai suoi colleghi e chiamata Enceladus Life Finder, avrebbe potuto volare nel futuro prossimo. Ma la NASA ha rifiutato di finanziare il progetto.
Presto, però, una flotta di veicoli spaziali verrà inviata per esplorare un altro mondo oceanico ghiacciato: Europa, che orbita intorno a Giove. Gli scienziati non sanno ancora che tipo di chimica si produca in quel mare alieno, o se gli ingredienti necessari per la vita a noi nota siano altrettanto abbondanti.
Per ora, Encelado dovrà aspettare. E così gli scienziati, che continueranno a sperare che forse in un giorno vicino, non avranno bisogno di estrarre dati di archivio per rispondere a una delle domande più pressanti dell'umanità, e invece convincere questo promettente obiettivo astrobiologico a rivelare i suoi segreti in tempo reale.



http://www.nationalgeographic.it/scienz ... o-4031892/


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 Oggetto del messaggio: Re: Su Encelado condizioni di vita
MessaggioInviato: 28/08/2018, 09:07 
Molto interessante vimana!
Ti posso dire che la nasa sta facendo da decenni sulle LUNE del sistema solare,GONFIANDO L'ESPLORAZIONE DI MARTE!
Non solo Encelado offre condizioni di vita,ma anche Ganimede,Callisto e perfino,forse la nostra luna!

[:304]


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