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Grigio
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MessaggioInviato: 22/04/2009, 11:24 
http://sites.google.com/site/dresda99/m ... xtrasolari

[22/04/2009] - Scoperto il pianeta più leggero

Immagine


L'esopianeta, pianeta extrasolare, più leggero mai osservato finora è stato scoperto nella costellazione della Bilancia da un gruppo di astronomi europei e ginevrini. La massa di "Gliese 581 e" corrisponde a circa il doppio di quella della Terra, indica l'Università di Ginevra in un comunicato. Il pianeta, di tipo probabilmente roccioso, è situato a 20,5 anni luce. Nel medesimo sistema di "Gliese 581" sono stati osservati altri tre pianeti, uno dei quali assomiglia a Nettuno. Gli altri due sono considerati come delle "super Terre", con una massa 5 e 7 volte superiore alla massa del pianeta blu. "Gliese 581 d", il pianeta più lontano rispetto alla stella del sistema, si trova all'interno di una zona che gli scientifici definiscono "abitabile", nella quale l'acqua può esistere allo stato liquido

"Gliese 581 d" potrebbe essere un pianeta-oceano: sarebbe cioè ricoperto di acqua e ghiaccio.



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MessaggioInviato: 26/04/2009, 13:04 
Io mi ricordavo che si chiamava Gilese e non Gliese... comunque la notizia è vecchia.
Mi ricordo anche che il pianeta in questione dovrebbe avere un diametro che è una volta e mezza quello della Terra, e un clima temperato-caldo, con temperature comprese fra 0 e 40 gradi centigradi, illuminato da un sole rosso nano, con anni che durano solo 13 giorni.
E' il primo pianeta extrasolare scoperto che può essere simile alla Terra.
Stranamente, nel mondo dell'ufologia sembra essere passato inosservato.
Non mi risulta che nessuno abbia ipotizzato, per esempio, che gli alieni potrebbero venire da lì, anche se dista solo 20 anni-luce.
Nemmeno i contattisti mi sembrano che l'abbiano notato.... valla a capire certa gente....


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MessaggioInviato: 28/04/2009, 02:02 
Cita:
Enkidu ha scritto:


E' il primo pianeta extrasolare scoperto che può essere simile alla Terra.
Stranamente, nel mondo dell'ufologia sembra essere passato inosservato.
Non mi risulta che nessuno abbia ipotizzato, per esempio, che gli alieni potrebbero venire da lì, anche se dista solo 20 anni-luce.
Nemmeno i contattisti mi sembrano che l'abbiano notato.... valla a capire certa gente....



E' vero, è assai curioso che nonostante si teorizzi la presenza di forme di vita sul satellite lunare, privo persino di atmosfera, o in altri pianeti e lune inospitali, non si consideri nemmeno un pianeta che è così straordinariamente simile alla Terra, per dimensioni, temperatura, e forse persino presenza massiccia di acqua liquida.

Dovrebbe essere questo il nostro candidato ideale per la ricerca della vita nell' Universo!

E invece silenzio assoluto.


E' evidente che ci troviamo di fronte a un problema culturale nell' ufologia.

Forse perchè da molto siamo costretti a non fidarci troppo della scienza ufficiale, forse proprio perchè nessun contattista aveva citato Gliese mentre riempiva di alieni il resto dell' Universo - e ciò non giova certo alla sua credibilità - e forse anche perchè siamo abituati dalla fantascienza a misurarci a parole su distanze intergalattiche e costretti dalla realtà a non poter uscire dal nostro sistema solare, e quindi ci dobbiamo accontentare di discutere del nostro vicinato cosmico, il solo pezzetto d' Universo di cui abbiamo qualche informazione utile, forse è per tutto questo che abbiamo completamente ignorato non solo Gliese 581 d, ma l' intera questione dei pianeti extrasolari.

Ed è un peccato, perchè è un' area di ricerca fondamentale per chi studia scientificamente la possibilità di vita nell' Universo, ed è senza dubbio destinata a regalarci molte sorprese. Teniamo gli occhi aperti!


Aztlan



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

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Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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MessaggioInviato: 19/04/2013, 11:37 
VIA LATTEA
Scoperti due pianeti simili alla terra
Nuovo risultato del satellite Kepler della Nasa. Soddisfatti gli astrofisici della Notre Dame University in Indiana

Immagine
La Terra (a destra) e i pianeti simili scoperti : da sinistra Kepler-22b, Kepler-69c, Kepler-62e, Kepler 62f (Reuters)

Altro passo avanti nella caccia al pianeta gemello della Terra. Il satellite Kepler ne ha trovato addirittura cinque attorno alla stella Kepler-62 uguale nelle caratteristiche al nostro Sole. Ma del gruppetto sono due i più interessanti (Kepler-62e ed f) perché ruotano nella zona detta «abitabile», cioè a quella ideale distanza (come la Terra rispetto al Sole) in cui possono ricevere la dose giusta di radiazione. Così l’acqua eventualmente in superficie può mantenersi allo stato liquido e quindi favorire le condizioni di una possibile vita.

IN ILLINOIS - La loro taglia porta gli astronomi guidati da Justin Crepp della Notre Dame University in Indiana, a immaginarli solidi, vale a dire composti di roccia oppure di ghiaccio d’acqua come spiegano sulla rivista americana Science. «Giudicando il raggio e il periodo orbitale questi sono i due pianeti più simili alla Terra che abbiamo trovato finora», nota Crepp che per essere certo del risultato ha compiuto anche varie osservazioni con telescopi terrestri.
Fonte:http://www.corriere.it/scienze/13_aprile_18/scoperti-pianeti-terra_b557e978-a84a-11e2-96ed-0ed8c4083cbe.shtml



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MessaggioInviato: 04/08/2013, 17:48 
Tristezza mi coglie a vedere ferma una tematica che adoro.

Dispiace se provvedo a qualche aggiornamento?

[:)]



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MessaggioInviato: 04/08/2013, 17:55 
In realtà non è ferma come tematica.
È solo sparsa su vari thread.
[;)]


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MessaggioInviato: 04/08/2013, 18:21 
Cita:
Sheenky ha scritto:

In realtà non è ferma come tematica.
È solo sparsa su vari thread.
[;)]


Hahahah...hai ragione. Faccio il figo con termini ricercati e poi toppo il concetto che volevo esprimere.

Senza altri ghirigori neurali che capisco solo io che li genero...hehehehe...intendevo dire che contribuirò alla cartella astronomica, a partire da questo thread, in quanto è la mia passione principale, lo Spazio.

Questo il succo. [:)]



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 Oggetto del messaggio: Re: Pianeti extrasolari
MessaggioInviato: 02/09/2019, 14:08 
Non so in che topic inserirlo, spero di non sbagliare.

Cita:
Hr 5183 b : un pianeta grande ben tre volte il nostro Giove, che ruota con un’orbita fortemente ellittica

Hr 5183 è una anonima stellina di bassa magnitudine che si trova nella costellazione della Vergine a poco più di cento anni luce da noi. Questa relativa vicinanza ne ha fatto da molti anni un oggetto molto osservato in quanto potenziale candidato a ospitare uno o più esopianeti.

Una ricerca, condotta dalla ricercatrice del Caltech Sarah Blunt, in uscita su The Astronomical Journal, ha individuato intorno alla stella un pianeta grande ben tre volte il nostro Giove, ribattezzato Hr 5183 b, che le ruota intorno con un’orbita fortemente ellittica. Talmente ellittica che, se fosse collocato nel nostro Sistema solare, spazierebbe dalla fascia degli asteroidi, da una parte, fino a toccare l’orbita di Nettuno dalla parte opposta, come mostrano chiaramente sia l’immagine che l’animazione video fornita dagli stessi autori.

I primi dati utilizzati dallo studio risalgono addirittura al 1997, quando nel quadro del progetto osservativo di lungo termine del California Planet Search, condotto da Andrew W. Howard, lo spettrometro HiRes del Keck Observatory di Maunakea, isole Hawaii, iniziò a puntarle gli occhi addosso a cadenza regolare, seguito a ruota da altri due istituti, il Lick Observatory nel nord della California e il McDonald Observatory in Texas. L’obbiettivo era quello di monitorare il movimento della stella.

In pratica, tutte le stelle – compreso il Sole – che hanno intorno dei pianeti risentono, nel loro movimento, della gravità esercitata da questi ultimi. Di conseguenza, non stanno ferme – se ci consentite una metafora puramente filosofica – come l’aristotelico “primo motore immobile”, ma ruotano intorno a un centro di gravità niente affatto permanente, anzi: mutevole in base alle posizioni reciproche tra i due corpi. La misurazione del movimento delle stelle in queste orbite quasi impercettibili è chiamata velocità radiale”.

In mancanza di riferimenti celesti certi, l’unico modo per misurare la velocità radiale di una stella è capire se si sta allontanando o avvicinando rispetto all’osservatore sulla Terra, ed è qui che entra in gioco la tecnica della spettroscopia doppler (ben illustrata in questa animazione dell’Eso). Se la stella è in allontanamento, nello spettro osservato aumenta la componente rossa, mentre se si avvicina aumenta la componente blu. La ricorrenza di queste fasi di “andata e ritorno” consente agli astronomi di calcolare orbita e massa – non precisa, ma almeno “minima” – di un esopianeta in grado di generare quel movimento nella stella.

Il fatto è che non sempre si ha il tempo di vedere un ciclo chiudersi con la stella che torna al punto di partenza, perché le orbite dei pianeti possono durare giorni, mesi, ma anche decine o centinaia di anni. Dunque quel che si vede è un arco limitato dell’orbita che gli astronomi possono solo ipotizzare per quella stella.

A volte, però, la pazienza e la perseveranza premiano. Nel 2018, dopo più di vent’anni di osservazioni continue, su Hr 5183 si è notata un’accelerazione mai vista, seguita da un’altrettanto intensa e regolare decelerazione. Questo è stato un segno inequivocabile del passaggio ravvicinato di un grosso pianeta alla stella, in quello che viene chiamato “periastro” e che – analogamente al “perielio” che avvicina Sole e Terra – produce un’accelerazione dei corpi e un conseguente effetto di fionda gravitazionale.

«Questo pianeta», dice Howard, «trascorre la maggior parte del tempo a vagare nella parte esterna del sistema planetario della sua stella descrivendo un’orbita altamente eccentrica, quindi inizia ad accelerare fino ad eseguire una fionda gravitazionale attorno alla sua stella. La chiave di tutto è stata la perseveranza. Il nostro team ha seguito questa stella per oltre due decenni e ha visto prove dell’esistenza di un pianeta solo negli ultimi due! Senza questo sforzo di lungo termine, non avremmo mai trovato Hr 5183 b».

Dalle lunghe osservazioni è dunque emerso che l’orbita di Hr 5183 b rientra in un intervallo tra 45 e 100 anni ed ha un’ampiezza di ben 18 unità astronomiche: quasi tre miliardi di chilometri. Resta tuttavia da capire perché quest’orbita sia così eccentrica. «Il fatto che questo pianeta abbia un’eccentricità così elevata», osserva Blunt, «indica una certa differenza nel modo in cui si è formato o si è evoluto rispetto agli altri pianeti. I pianeti si formano dai dischi di materiale rimasto in orbita dopo la formazione delle stelle. Ciò significa che i pianeti dovrebbero iniziare ad aggregarsi in orbite piane e circolari. Per potersi trovare su un’orbita così eccentrica, il pianeta deve aver ricevuto un calcio gravitazionale da qualche altro oggetto».

Lo scenario più plausibile, dunque, è che un tempo Hr 5183 avesse un vicino di dimensioni simili che ha avuto la peggio quando si sono avvicinati troppo ed è schizzato via dal nascente sistema planetario, costringendo tuttavia il “sopravvissuto” a un’orbita altamente eccentrica. Un’orbita, dunque, piuttosto problematica e complicata rispetto a orbite circolari non interessate da brusche frenate e ripartenze.

Questa scoperta mostra quanto la nostra conoscenza sugli esopianeti sia ancora limitata e in continua evoluzione. Fino a pochi decenni fa, infatti, eravamo convinti che il Sistema solare fosse un perfetto strumento di misura per il resto dell’universo. Abbiamo scoperto che non è affatto così e che abbiamo necessità di riscrivere le regole di convivenza tra stelle e pianeti facendo tesoro di ogni singolo caso che riusciamo ad analizzare fino in fondo.

https://www.media.inaf.it/2019/08/29/gi ... a-hr-5183/


Cita:
Trovato un esopianeta gigante con un’orbita a forma di uovo mai vista prima

Se fosse nel nostro sistema solare oscillerebbe tra Marte e Nettuno: l’esopianeta appena scoperto dagli astronomi, chiamato HR 5183 b, ha un’orbita mai vista prima, a forma di uovo, ed è veramente enorme, con una massa pari a tre volte quella del nostro Giove. L’eccezionale scoperta arriva dal California Institute of Technology (Usa).

Non è in realtà il primo pianeta gigante con orbita particolarmente ellittica, ma questo si trova ai confini del suo sistema stellare, “appena” fuori dal nostro, e comunque compie un percorso veramente bizzarro. Normalmente, infatti, o meglio come finora si era visto, i pianeti molto lontani dalla loro stella tendono ad avere orbite molto meno ellittiche, quasi circolari. HR 5183 b è veramente una sorpresa.

Il corpo celeste è stato individuato usando il metodo della velocità radiale, una tecnica ampiamente consolidata per scovare esopianeti, che si basa su un fenomeno fisico noto come Effetto Doppler: quando una sorgente di onde si muove rispetto all’osservatore cambia la frequenza di tali onde.

Lo sperimentiamo continuamente, per esempio quando sentiamo che si avvicina (o si allontana) un’ambulanza o un’auto della polizia che ha attivato la sirena. Il suono non solo si sente più o meno forte in base alla distanza da noi, ma anche con un timbro differente. Ecco, questo non succede solo alle onde sonore, ma anche a quelle di altro tipo.

Così lo spettro di emissione, ovvero la gamma di frequenze emesse, di una stella attorno alla quale ruota un pianeta non è quello che si avrebbe in quiete in laboratorio, ma risulta spostato verso il rosso (frequenze più basse) se si sperimenta una velocità negativa (allontanamento) o verso il blu (frequenze più alte) se abbiamo una velocità positiva (avvicinamento).

Tecnica molto consolidata, tuttavia le analisi di questi dati di solito richiedono osservazioni prese durante l’intero periodo orbitale di un pianeta, e per quelli che orbitano lontano dalle loro stelle tutto ciò può essere difficile, perché un’orbita completa può richiedere decine o addirittura centinaia di anni.

Ed è qui che è entrata in gioco la sua orbita proprio bizzarra. Gli astronomi infatti osservavano la stella, chiamata HR 5183, dagli anni ’90, ma non avevano dati corrispondenti a un’orbita completa del pianeta.

“Questo trascorre la maggior parte del tempo a vagare nella parte esterna del sistema planetario con questa orbita altamente eccentrica – spiega in particolare Andrew W. Howard, che ha guidato lo studio – quindi inizia ad accelerare e compie attorno alla sua stella una fionda, di cui abbiamo osservato il movimento. Abbiamo visto il pianeta entrare, mentre ora lo vediamo uscire. Si genera una firma così distintiva da essere sicuri che questo sia un pianeta reale, anche se non abbiamo tracciato un’orbita completa”.

Oltre a dimostrare che la tecnica della velocità radiale può essere usata anche senza avere un’orbita completa (quindi con tempi più brevi), la ricerca dimostra quanto ancora poco sappiamo di tutto quello che avviene fuori dal nostro sistema solare e quanto le teorie sull’origine del cosmo possano essere messe in discussione. Un pianeta come questo, infatti, potrebbe avere avuto vita in modo differente da quanto finora “stabilito” sull’origine dei pianeti.

Si ritiene infatti che i pianeti siano nati da materiale lasciato dopo la formazione delle stelle, il che implica orbite piane e circolari, almeno all’inizio. Perché il pianeta appena scoperto si trova su un’orbita così eccentrica, deve aver ricevuto un impulso gravitazionale da qualche altro oggetto, forse un altro pianeta di dimensioni simili che l’ha spinto fuori dal sistema stellare, costringendolo in un’orbita altamente eccentrica.

Un’ipotesi tutta da verificare, ma soprattutto che spinge gli scienziati a rivedere alcune posizioni date per certe.

https://www.greenme.it/informarsi/unive ... bita-uovo/



Cita:

Radial Velocity Discovery of an Eccentric Jovian World Orbiting at 18 au

Sarah Blunt, Michael Endl, Lauren M. Weiss, William D. Cochran, Andrew W. Howard, Phillip J. MacQueen, Benjamin J. Fulton, Gregory W. Henry, Marshall C. Johnson, Molly R. Kosiarek, Kellen D. Lawson, Bruce Macintosh, Sean M. Mills, Eric L. Nielsen, Erik A. Petigura, Glenn Schneider, Andrew Vanderburg, John P. Wisniewski, Robert A. Wittenmyer, Erik Brugamyer, Caroline Caldwell, Anita L. Cochran, Artie P. Hatzes, Lea A. Hirsch, Howard Isaacson, Paul Robertson, Arpita Roy, Zili Shen
(Submitted on 26 Aug 2019)

Based on two decades of radial velocity (RV) observations using Keck/HIRES and McDonald/Tull, and more recent observations using the Automated Planet Finder, we found that the nearby star HR 5183 (HD 120066) hosts a 3MJ minimum mass planet with an orbital period of 74+43−22 years. The orbit is highly eccentric (e≃0.84), shuttling the planet from within the orbit of Jupiter to beyond the orbit of Neptune. Our careful survey design enabled high cadence observations before, during, and after the planet's periastron passage, yielding precise orbital parameter constraints. We searched for stellar or planetary companions that could have excited the planet's eccentricity, but found no candidates, potentially implying that the perturber was ejected from the system. We did identify a bound stellar companion more than 15,000 au from the primary, but reasoned that it is currently too widely separated to have an appreciable effect on HR 5183 b. Because HR 5183 b's wide orbit takes it more than 30 au (1") from its star, we also explored the potential of complimentary studies with direct imaging or stellar astrometry. We found that a Gaia detection is very likely, and that imaging at 10 μm is a promising avenue. This discovery highlights the value of long-baseline RV surveys for discovering and characterizing long-period, eccentric Jovian planets. This population may offer important insights into the dynamical evolution of planetary systems containing multiple massive planets.

https://arxiv.org/abs/1908.09925




Eppure quel " tre volte il nostro Giove, che ruota con un’orbita fortemente ellittica " mi ricorda certi articoli su Nibiru...



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 Oggetto del messaggio: Re: Pianeti extrasolari
MessaggioInviato: 02/09/2019, 17:02 
la NASA le inventa tutte pur di avere attenzione e soldi!
Non credete loro,hanno perso la partita da tempi immemorabili e cercano di farla perdere anche a noi aggrappandosi alla nostra residua vitalità:mai visti parassiti del genere!
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