ESPLORAZIONE SI AFFIDA A ROBOT INTELLIGENTI
Inviato: 13/07/2009, 10:12
CRESCE INTERESSE PER MACCHINE CHE POSSONO IMITARE UOMO
(ANSA) - AOSTA, 9 LUG - Saranno automi intelligenti, capaci di prendere decisioni in contesti difficili, ad aiutare l'uomo nell'esplorazione spaziale. Robot autosufficienti e in grado di organizzarsi in modo autonomo, utilizzabili ad esempio per dare un 'cervello' ai rover - i veicoli come quello che sta visitando Marte - che potranno risolvere problemi con le stesse modalità di un'intelligenza biologica. Con buona pace di Stanley Kubrick e del suo Hal 9001.
A lavorare su questa ipotesi sono tecnici e scienziati che hanno presentato i loro studi ad Aosta durante i lavori del sesto 'Symposium on realistic near-term advanced scientific space missions', organizzato dall'Accademia internazionale di astronautica (Iaa, la massima istituzione mondiale in materia di scienze astronautiche).
"Il campo della robotica - spiega Salvatore Santoli dell'International Nanobiological Testbed - si sta ampliando sempre di più. Siamo molto oltre l'automazione a cui siamo abituati, confinata nelle industrie e nelle catene di montaggio e legata a compiti definiti e ripetitivi". Già nel 1995 il direttore della Nasa, Daniel Goldin, parlò di "creare veicoli spaziali autonomi e con capacità di adattamento, proprio come il corpo umano, per non avere più bisogno di centinaia di uomini a terra costretti a controllare quadranti e spostare manopole".
Secondo Santoli, "oggi c'é un crescente interesse nella realizzazione di robot che possano simulare il comportamento umano. Le recenti scoperte nel mondo delle nanoscienze e delle nanotecnologie permettono di creare componentistica a livello molecolare, di immaginare reti neuronali di calcolo e l'applicazione, alle macchine, di una cosiddetta logica cinetica, capace di evolversi e adattarsi con il tempo".
Oltre che di un cervello, tuttavia, i rover del futuro avranno bisogno anche di buoni muscoli, ovvero di una struttura capace di muoversi in ambienti vari e quasi sempre ostili. Per questo Giancarlo Genta, del Politecnico di Torino, ha presentato ad Aosta il suo studio per un mezzo destinato a esplorare uno dei satelliti di Saturno, Titano. "Con la sua superficie solida e i suoi laghi di metano - spiega Genta - Titano è uno degli obiettivi più interessanti dell'esplorazione spaziale. Il suo clima estremamente freddo e la densa atmosfera devono essere affrontate con motori e sistemi di alimentazione ad elevata performance. Veicoli del genere potranno servire anche per l'esplorazione di altri corpi celesti, anche fuori dal sistema solare". (ANSA).
(ANSA) - AOSTA, 9 LUG - Saranno automi intelligenti, capaci di prendere decisioni in contesti difficili, ad aiutare l'uomo nell'esplorazione spaziale. Robot autosufficienti e in grado di organizzarsi in modo autonomo, utilizzabili ad esempio per dare un 'cervello' ai rover - i veicoli come quello che sta visitando Marte - che potranno risolvere problemi con le stesse modalità di un'intelligenza biologica. Con buona pace di Stanley Kubrick e del suo Hal 9001.
A lavorare su questa ipotesi sono tecnici e scienziati che hanno presentato i loro studi ad Aosta durante i lavori del sesto 'Symposium on realistic near-term advanced scientific space missions', organizzato dall'Accademia internazionale di astronautica (Iaa, la massima istituzione mondiale in materia di scienze astronautiche).
"Il campo della robotica - spiega Salvatore Santoli dell'International Nanobiological Testbed - si sta ampliando sempre di più. Siamo molto oltre l'automazione a cui siamo abituati, confinata nelle industrie e nelle catene di montaggio e legata a compiti definiti e ripetitivi". Già nel 1995 il direttore della Nasa, Daniel Goldin, parlò di "creare veicoli spaziali autonomi e con capacità di adattamento, proprio come il corpo umano, per non avere più bisogno di centinaia di uomini a terra costretti a controllare quadranti e spostare manopole".
Secondo Santoli, "oggi c'é un crescente interesse nella realizzazione di robot che possano simulare il comportamento umano. Le recenti scoperte nel mondo delle nanoscienze e delle nanotecnologie permettono di creare componentistica a livello molecolare, di immaginare reti neuronali di calcolo e l'applicazione, alle macchine, di una cosiddetta logica cinetica, capace di evolversi e adattarsi con il tempo".
Oltre che di un cervello, tuttavia, i rover del futuro avranno bisogno anche di buoni muscoli, ovvero di una struttura capace di muoversi in ambienti vari e quasi sempre ostili. Per questo Giancarlo Genta, del Politecnico di Torino, ha presentato ad Aosta il suo studio per un mezzo destinato a esplorare uno dei satelliti di Saturno, Titano. "Con la sua superficie solida e i suoi laghi di metano - spiega Genta - Titano è uno degli obiettivi più interessanti dell'esplorazione spaziale. Il suo clima estremamente freddo e la densa atmosfera devono essere affrontate con motori e sistemi di alimentazione ad elevata performance. Veicoli del genere potranno servire anche per l'esplorazione di altri corpi celesti, anche fuori dal sistema solare". (ANSA).