Time zone: Europe/Rome [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 72 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5
Autore Messaggio

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 14/12/2020, 10:00 
51IyQMwyV+L._SX329_BO1,204,203,200_.jpg





Nella cultura azteca lo studio dell'astronomia ricopriva un ruolo centrale. Credenze, riti, vita sociale e religiosa dipendevano dall'osservazione del cielo e degli astri e dai calcoli matematici compiuti dai sacerdoti, straordinariamente precisi nonostante l'assenza di strumentazioni avanzate.

I codici redatti dai religiosi europei che nel '500 entrarono in contatto con gli aztechi dopo la scoperta del Nuovo Mondo descrivono con dovizia di particolari il complesso sistema calendariale di questo popolo e la stretta associazione fra la loro mitologia e gli astri del cielo.

Questo legame è fondamentale per capire costumi e convenzioni di una civiltà che, come tutte le altre che l'avevano preceduta nell'area mesoamericana, considerava l'universo ciclico e riteneva che ogni era fosse destinata a concludersi fra immani disastri di origine naturale.

Codex 2027 è un viaggio multidisciplinare in questo mondo remoto. Grazie alle sue conoscenze astronomiche e allo studio approfondito dei codici rinascimentali, l'autore è in grado di descrivere tutte le convinzioni di un popolo persuaso che la fine dei tempi potesse avvenire ogni 52 anni, quando i calendari tornavano in sincronia.

Come capiterà nel 2027.


https://www.amazon.it/dp/8833361969/ref ... lWcljMjG4o



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 14/12/2020, 10:06 
barionu ha scritto:


da rileggere ....


zio ot [:305]



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 14/12/2020, 17:18 
Nel 2021 prove generali per deviare un asteroide



Con la missione Dart della Nasa, che parla anche italiano
Stampa
Scrivi alla redazione
Redazione ANSA 13 maggio 201912:51
FacebookTwitterLinkedinMail

Rappresentazione artistica della missione Dart (fonte: Johns Hopkins Applied Physics Laboratory) © AnsaRappresentazione artistica della missione Dart (fonte: Johns Hopkins Applied Physics Laboratory) - RIPRODUZIONE RISERVATA
+CLICCA PER INGRANDIRE



E' prevista nel 2021 con l'obiettivo di colpire l'asteroide Didymos, la missione della Nasa progettata per deviare un asteroide: un'impresa finora vista solo nei film di fantascienza, come Armageddon. La missione si chiama Dart (Double Asteroid Redirection Test) e parla anche italiano perche' un mini satellite dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) sara' liberato poco prima dell'impatto, per documentarlo.

Lo scopo e' colpire, nel 2022, il piu' piccolo degli asteroidi della coppia che costituisce il sistema Didymos, quando si trovera' a 17 milioni di chilometri dalla Terra. Il sistema e' infatti composto da un corpo piu' grande, del diametro di circa 780 metri, e di una piccola luna, chiamata Didymoon, dal diametro di 160 metri.

La coppia non e' una minaccia per la Terra ed e' un bersaglio ideale per il test: l'impatto modifichera' il modo in cui Didymoon ruota intorno all'asteroide piu' grande e questo permettera' di studiare le variazioni dell'orbita.

Per condurre la sonda sul bersaglio desiderato bisogna pero' comprendere come si comporta il sistema, ma soprattutto bisogna studiarne la composizione. Da quest'ultima dipende infatti l'esito dell'impatto: una superficie morbida assorbirebbe di piu' la forza della sonda rispetto a una rocciosa e l'asteroide potrebbe non essere deviato come previsto.

A tal fine una campagna coordinata da Cristina Thomas, dell'americana Northern Arizona University, sta facendo osservazioni con potenti telescopi, come il Very Large Telescope, dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), in Cile.

La squadra osservera' nuovamente Didymos dalla fine del 2020 alla primavera del 2021 e poi durante l'avvicinamento della sonda e durante l'impatto. I ricercatori porranno vedere Didymos in primo piano grazie alla fotocamera di bordo di Dart, chiamata Draco, e grazie al satellite italiano LiciaCube. Costruito dall'azienda Argotec di Torino, il satellite grande quanto una scatola da scarpe, sara' liberato poco prima dell'impatto.

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecn ... 5d769.html



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 14/12/2020, 17:18 
Nel 2021 prove generali per deviare un asteroide



Con la missione Dart della Nasa, che parla anche italiano
Stampa
Scrivi alla redazione
Redazione ANSA 13 maggio 201912:51
FacebookTwitterLinkedinMail

Rappresentazione artistica della missione Dart (fonte: Johns Hopkins Applied Physics Laboratory) © AnsaRappresentazione artistica della missione Dart (fonte: Johns Hopkins Applied Physics Laboratory) - RIPRODUZIONE RISERVATA
+CLICCA PER INGRANDIRE



E' prevista nel 2021 con l'obiettivo di colpire l'asteroide Didymos, la missione della Nasa progettata per deviare un asteroide: un'impresa finora vista solo nei film di fantascienza, come Armageddon. La missione si chiama Dart (Double Asteroid Redirection Test) e parla anche italiano perche' un mini satellite dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) sara' liberato poco prima dell'impatto, per documentarlo.

Lo scopo e' colpire, nel 2022, il piu' piccolo degli asteroidi della coppia che costituisce il sistema Didymos, quando si trovera' a 17 milioni di chilometri dalla Terra. Il sistema e' infatti composto da un corpo piu' grande, del diametro di circa 780 metri, e di una piccola luna, chiamata Didymoon, dal diametro di 160 metri.

La coppia non e' una minaccia per la Terra ed e' un bersaglio ideale per il test: l'impatto modifichera' il modo in cui Didymoon ruota intorno all'asteroide piu' grande e questo permettera' di studiare le variazioni dell'orbita.

Per condurre la sonda sul bersaglio desiderato bisogna pero' comprendere come si comporta il sistema, ma soprattutto bisogna studiarne la composizione. Da quest'ultima dipende infatti l'esito dell'impatto: una superficie morbida assorbirebbe di piu' la forza della sonda rispetto a una rocciosa e l'asteroide potrebbe non essere deviato come previsto.

A tal fine una campagna coordinata da Cristina Thomas, dell'americana Northern Arizona University, sta facendo osservazioni con potenti telescopi, come il Very Large Telescope, dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), in Cile.

La squadra osservera' nuovamente Didymos dalla fine del 2020 alla primavera del 2021 e poi durante l'avvicinamento della sonda e durante l'impatto. I ricercatori porranno vedere Didymos in primo piano grazie alla fotocamera di bordo di Dart, chiamata Draco, e grazie al satellite italiano LiciaCube. Costruito dall'azienda Argotec di Torino, il satellite grande quanto una scatola da scarpe, sara' liberato poco prima dell'impatto.

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecn ... 5d769.html



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 19/02/2021, 09:21 
cometa1.jpg












https://www.galileonet.it/cometa-asteroide-dinosauri/


La cometa che spazzò via i dinosauri


di Sandy Fiabane -17 Febbraio 2021




Amati dai bambini per le grandi dimensioni e i nomi suggestivi delle diverse specie, i dinosauri continuano a tenere impegnati gli scienziati di tutto il mondo, che si interrogano sulla loro origine, sulle loro caratteristiche biologiche ed evoluzione, e soprattutto sul motivo della loro scomparsa. Circa 66 milioni di anni fa, l’estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene provocò la morte di quasi il 75% delle specie viventi, tra cui i dinosauri. Recentemente, una ricerca ha escluso il ruolo diretto delle eruzioni vulcaniche dalle possibili cause: il responsabile, piuttosto, sembrerebbe essere stato l’impatto di un corpo celeste, Chicxulub, che prende il nome dalla località nella penisola dello Yucatan dove si trova il cratere. Finora, la maggior parte degli scienziati riteneva che si trattasse di un asteroide ma da oggi potrebbe non essere più così. Potrebbe piuttosto essere stata una cometa, o meglio una frazione di una cometa di lungo periodo. Cosa significa? A raccontarlo sono Amir Siraj e Abraham Loeb della Harvard University, che in uno studio pubblicato su Scientific Reports presentano la loro nuova teoria sulla natura e la provenienza dell’impattatore Chicxulub.

La “strada” delle comete
La maggior parte delle comete orbita nella nube di Oort, una sorta di sfera ghiacciata di detriti ai margini del Sistema Solare. A causa di perturbazioni provocate da altre stelle, le comete a volte si allontanano e iniziano un viaggio verso il Sistema Solare, descrivendo delle orbite ellittiche attorno al Sole (vicino al quale assumono la caratteristica coda). Le comete di lungo periodo sono quelle che impiegano più tempo a compiere questo tragitto (dell’ordine anche di migliaia di anni).



Il team di Harvard ha avanzato l’ipotesi che a produrre l’impatto catastrofico con la Terra sia stata proprio una di queste. Per ricostruirne il percorso, gli studiosi hanno simulato le interazioni gravitazionali tra le comete di lungo periodo e il sistema composto da Giove, la Terra e il Sole. Percorrendo la sua orbita, infatti, un’ipotetica cometa sarebbe stata letteralmente spinta dal campo gravitazionale di Giove verso il Sole. E poi?

“Il Sistema Solare” sostiene Siraj “agisce come una specie di flipper: Giove, il pianeta più massiccio, spinge le comete di lungo periodo in arrivo in orbite che le portano molto vicine al Sole”, motivo per cui sono chiamate pascolatrici del Sole. Questa vicinanza fa sì che la parte più vicina al Sole subisca una maggiore attrazione rispetto a quella più lontana, provocando una forza di marea, che da ultimo ne determina la rottura in molti pezzi attraverso un fenomeno noto come interruzione di marea. “Nel viaggio di ritorno verso la nube di Oort – continua Siraj – c’è maggiore probabilità che uno di questi frammenti colpisca la Terra”. Una probabilità – si parla di un evento che può verificarsi una volta ogni 250-730 milioni di anni rispetto ai 3-11 miliardi delle comete di lungo periodo – compatibile con l’impatto che avrebbe poi spazzato via i dinosauri.


A caccia di indizi nei crateri, terrestri e lunari
Inoltre, lo studio spiegherebbe anche gli indizi secondo cui l’impattatore era composto da condrite carbonacea, materiale comune nelle comete di lungo periodo ma non negli asteroidi (o meglio pochi ne hanno). Per verificare ulteriormente la composizione degli impattatori, e dunque confermare la loro ipotesi sulle comete, per i ricercatori saranno fondamentali ulteriori analisi in altri crateri, sia terrestri sia quelli presenti sulla superficie lunare. Inoltre, il nuovo Osservatorio di Vera Rubin, in Cile, potrebbe permetterci di osservare direttamente il fenomeno dell’interruzione delle maree nelle comete di lungo periodo e di avere a disposizione dati e prove ulteriori. Il vantaggio sarà duplice: risolvere definitivamente il mistero attorno alla scomparsa dei dinosauri e valutare una possibile futura minaccia per il pianeta.

Riferimenti: Scientific Reports

Credits immagine di copertina: Gerd Altmann da Pixabay



-------------------------------


cominciano le prove tecniche di comunicazione ,,,, porca boia .....





zio ot [:305]



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 13/03/2021, 19:43 

Un nuovo ramo delle tauridi aumenta il pericolo di impatto sulla Terra


Giugno 7, 2017 Luca Nardi 0 commenti impatto, meteoroidi, Stelle cadenti, tauridi

Lo sciame meteorico delle tauridi è generato dai residui della cometa 2P/Encke, che periodicamente lascia parte dei suoi materiali durante il passaggio vicino al Sole. Un recente studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics sembra indicare come i resti di tale cometa, le tauridi appunto, potrebbero presentare un pericolo serio dal punto di vista degli impatti meteorici.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... rip_of.gif
La cometa 2P/Encke durante il suo passaggio vicino al Sole
Lo sciame meteorico delle tauridi produce in genere una debole attività tra ottobre e novembre, anche se in alcuni anni tale attività (intesa come numero ed intensità delle “stelle cadenti”) è significativamente aumentata. Questo aumento potrebbe essere causato dalla risonanza con l’orbita di Giove, che periodicamente fornisce energia ai detriti della 2P/Encke.

Il 2015 è stato uno di questi anni e lo studio di Spurný e colleghi ha analizzato 144 meteoroidi delle tauridi di quell’anno. 113 di esse hanno mostrato un andamento orbitale comune e sono state perciò raggruppate in un unico ramo di tauridi che è per l’appunto legato alla risonanza con l’orbita di Giove. La massa dei meteoroidi è compresa tra 0.1 grammi fino a 1000 kg, con quelli maggiori di 300 grammi molto fragili, mentre quelli minori di 30 grammi molto più compatti.



Il problema è che gli asteroidi 2015 TX24 e 2005 UR, di diametro compreso tra 200 e 300 metri, sono membri di questo nuovo ramo di tauridi, ed è quindi probabile che questo ramo contenga anche altri oggetti di dimensioni moderatamente pericolose, di varie decine di metri di diametro. Se è così, è possibile che l’incontro con questo ramo di tauridi accresca la probabilità di un impatto da parte di asteroidi di dimensioni superiori ai 100 metri di diametro, sufficienti a generare grossi danni a livello regionale o anche superiore, ed è quindi necessario che futuri studi approfondiscano lo studio di questi oggetti.

https://www.cronachedalsilenzio.it/2017 ... lla-terra/



------------------------------


ragazzi seguiamo questa faccenda ....



zio ot [:305]



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Galattico
Galattico

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 21587
Iscritto il: 08/07/2012, 15:33
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 14/03/2021, 12:41 
Leggi Encke e pensi subito ad Enki..



_________________
la prima religione nasce quando la prima scimmia, guardando il sole, dice all'altra scimmia: "LUI mi ha detto che TU devi dare A ME la tua banana. (cit.)
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 14/03/2021, 17:47 
MaxpoweR ha scritto:
Leggi Encke e pensi subito ad Enki..


E' prevista nel 2021 con l'obiettivo di colpire l'asteroide Didymos



------------------


YOKANAN

grande drago viennese arriva e ci mangerà tutti

il vangelo di giovanni guardandoti allo specchio

alea para bellum ipsi profecti a palude ad ripas

Sequanae e regione Lutetiae

contra Labieni castra considunt.


a pranzo non distingue i colori



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 15/09/2021, 22:50 
prove tecniche ....




https://it.sputniknews.com/20210915/ast ... sputnik_it


Nella notte tra il 13 e il 14 settembre, alle 00.39 ora italiana,

è stato osservato un bagliore sulla superficie di Giove della durata di circa un paio di secondi.

Sul web è stata pubblicata una sequenza filmata dell'impatto.



zio ot [:305]



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Grigio
Grigio

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 2224
Iscritto il: 09/07/2012, 10:56
Località: Arcadia
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 20/09/2021, 15:33 
barionu ha scritto:

https://www.galileonet.it/cometa-asteroide-dinosauri/



La “strada” delle comete
La maggior parte delle comete orbita nella nube di Oort, una sorta di sfera ghiacciata di detriti ai margini del Sistema Solare. A causa di perturbazioni provocate da altre stelle, le comete a volte si allontanano e iniziano un viaggio verso il Sistema Solare, descrivendo delle orbite ellittiche attorno al Sole (vicino al quale assumono la caratteristica coda). Le comete di lungo periodo sono quelle che impiegano più tempo a compiere questo tragitto (dell’ordine anche di migliaia di anni).



Il team di Harvard ha avanzato l’ipotesi che a produrre l’impatto catastrofico con la Terra sia stata proprio una di queste. Per ricostruirne il percorso, gli studiosi hanno simulato le interazioni gravitazionali tra le comete di lungo periodo e il sistema composto da Giove, la Terra e il Sole. Percorrendo la sua orbita, infatti, un’ipotetica cometa sarebbe stata letteralmente spinta dal campo gravitazionale di Giove verso il Sole. E poi?

“Il Sistema Solare” sostiene Siraj “agisce come una specie di flipper: Giove, il pianeta più massiccio, spinge le comete di lungo periodo in arrivo in orbite che le portano molto vicine al Sole”, motivo per cui sono chiamate pascolatrici del Sole.
Questa vicinanza fa sì che la parte più vicina al Sole subisca una maggiore attrazione rispetto a quella più lontana, provocando una forza di marea, che da ultimo ne determina la rottura in molti pezzi attraverso un fenomeno noto come interruzione di marea. “Nel viaggio di ritorno verso la nube di Oort – continua Siraj – c’è maggiore probabilità che uno di questi frammenti colpisca la Terra”. Una probabilità – si parla di un evento che può verificarsi una volta ogni 250-730 milioni di anni rispetto ai 3-11 miliardi delle comete di lungo periodo – compatibile con l’impatto che avrebbe poi spazzato via i dinosauri.


-------------------------------


cominciano le prove tecniche di comunicazione ,,,, porca boia .....





zio ot [:305]


A conferma :

"Quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno lo sa,
né gli angeli del cielo, né il Figlio ma solo il Padre".
(Matteo 24,36)

"È vero senza menzogna,
certo e verissimo,
che ciò che è in basso
è come ciò che è in alto e
ciò che è in alto è come ciò
che è in basso per fare
il miracolo della cosa unica."
(Ermete Trismegisto)


Il Padre è sempre il Padre. [8D]



_________________
" La Giustizia del Padre
è lenta ed Inesorabile. "
Eugenio Siragusa
Top
 Profilo  
 

Grigio
Grigio

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 2224
Iscritto il: 09/07/2012, 10:56
Località: Arcadia
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 20/09/2021, 15:41 
barionu ha scritto:
prove tecniche ....




https://it.sputniknews.com/20210915/ast ... sputnik_it


Nella notte tra il 13 e il 14 settembre, alle 00.39 ora italiana,

è stato osservato un bagliore sulla superficie di Giove della durata di circa un paio di secondi.

Sul web è stata pubblicata una sequenza filmata dell'impatto.



zio ot [:305]


Saranno arrivate informazioni e nuove disposizioni
da parte dell'Essere Macrocosmico !mi sa...!

[:293]



_________________
" La Giustizia del Padre
è lenta ed Inesorabile. "
Eugenio Siragusa
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Non connesso


Messaggi: 11015
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 07/10/2021, 09:52 
barionu ha scritto:
Nel 2021 prove generali per deviare un asteroide



Con la missione Dart della Nasa, che parla anche italiano
Stampa
Scrivi alla redazione
Redazione ANSA 13 maggio 201912:51
FacebookTwitterLinkedinMail

Rappresentazione artistica della missione Dart (fonte: Johns Hopkins Applied Physics Laboratory) © AnsaRappresentazione artistica della missione Dart (fonte: Johns Hopkins Applied Physics Laboratory) - RIPRODUZIONE RISERVATA
+CLICCA PER INGRANDIRE



E' prevista nel 2021 con l'obiettivo di colpire l'asteroide Didymos, la missione della Nasa progettata per deviare un asteroide: un'impresa finora vista solo nei film di fantascienza, come Armageddon. La missione si chiama Dart (Double Asteroid Redirection Test) e parla anche italiano perche' un mini satellite dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) sara' liberato poco prima dell'impatto, per documentarlo.

Lo scopo e' colpire, nel 2022, il piu' piccolo degli asteroidi della coppia che costituisce il sistema Didymos, quando si trovera' a 17 milioni di chilometri dalla Terra. Il sistema e' infatti composto da un corpo piu' grande, del diametro di circa 780 metri, e di una piccola luna, chiamata Didymoon, dal diametro di 160 metri.

La coppia non e' una minaccia per la Terra ed e' un bersaglio ideale per il test: l'impatto modifichera' il modo in cui Didymoon ruota intorno all'asteroide piu' grande e questo permettera' di studiare le variazioni dell'orbita.

Per condurre la sonda sul bersaglio desiderato bisogna pero' comprendere come si comporta il sistema, ma soprattutto bisogna studiarne la composizione. Da quest'ultima dipende infatti l'esito dell'impatto: una superficie morbida assorbirebbe di piu' la forza della sonda rispetto a una rocciosa e l'asteroide potrebbe non essere deviato come previsto.

A tal fine una campagna coordinata da Cristina Thomas, dell'americana Northern Arizona University, sta facendo osservazioni con potenti telescopi, come il Very Large Telescope, dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), in Cile.

La squadra osservera' nuovamente Didymos dalla fine del 2020 alla primavera del 2021 e poi durante l'avvicinamento della sonda e durante l'impatto. I ricercatori porranno vedere Didymos in primo piano grazie alla fotocamera di bordo di Dart, chiamata Draco, e grazie al satellite italiano LiciaCube. Costruito dall'azienda Argotec di Torino, il satellite grande quanto una scatola da scarpe, sara' liberato poco prima dell'impatto.

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecn ... 5d769.html


INIZIANO LE PROVE GENERALI PER ENCKE

https://www.tgcom24.mediaset.it/2021/vi ... -coHCPaZKo




zio ot [:305]



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 72 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5

Time zone: Europe/Rome [ ora legale ]


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
Oggi è 26/10/2021, 15:56
© 2015 UfoPlanet di Ufoforum.it, © RMcGirr83.org