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 Oggetto del messaggio: Giganteschi monoliti in Russia/Siberia
MessaggioInviato: 29/01/2011, 11:44 
GIGANTESCHI MONOLITI IN SIBERIA SCOPERTI NEL 1876


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"Siamo nel 1876, nel Turkestan Sovietico in Siberia. Thomas Witlam Atkinson viaggiò attraverso le steppe, quando arrivò su una valle circondata da rupi dove scorre un fiume. Lì scopre su una pianura 5 enormi blocchi di pietra, il più grande misurava più di 22 metri di altezza, 7 metri di larghezza su un lato e 5 metri su un altro, gli altri 4 giganteschi blocchi tra i 13 e i 15 metri di altezza e i lati circa 4,5 metri.
I 5 monoliti sono enormi e si è potuto stimare il peso dei più grandi di circa 3800 tonnellate. Sono senza dubbio i più grandi monoliti che si siano visti. Questo posto è chiamato "Tombs of the Genii", nessuno conosce le loro origini e le forme sono conosciute tramite l'unico disegno che mostra la descrizione fatta da Thomas Witlam Atkinson".
Questo articolo apparve nel volumetto "The Early Dawn of Civilization..." scritto da John Eliot Howard, edito dal Victoria Institute, Journal of the Transactions, 9:239, pubblicato nell'anno 1876.
Di questi giganteschi monoliti non si sa più nulla, si conosce solo il disegno (vedi immagine in apertura articolo) che fu pubblicato nel sopracitato libro.
Per notare meglio le dimensioni, nel disegno si noti un cavallo in piedi. Sono blocchi di pietra davvero enormi.
Secondo frammentarie informazioni, questi monoliti esisterebbero ancora e sarebbero situati nei pressi del fiume Kora. La piu grande di queste pietre si trova a 23 metri sopra il livello del suolo e penetrerebbe il terreno di circa 12 metri.
Se queste monoliti esistessero per davvero, supererebbero di 10 volte il peso di Er Grah, la pietra più grande in piedi in Bretagna e più di due volta la massa del monolite di Baalbek, in Libano.
Da quel lontano 1876 di questi affascinanti e misteriosi reperti non si sa più nulla.


[align=right]Fonte:
- http://www.centroufologicoionico.com/ar ... a-nel-1876
- http://www.science-frontiers.com/
[/align]


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MessaggioInviato: 29/01/2011, 11:54 
Impressionante.
Come è possibile che non si hanno più notizie? Difficile nascondere dei sassi di queste dimensioni...



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MessaggioInviato: 29/01/2011, 12:31 
Cita:
Semeru ha scritto:

Impressionante.
Come è possibile che non si hanno più notizie? Difficile nascondere dei sassi di queste dimensioni...


E' facile...se non esistono [:D]


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MessaggioInviato: 29/01/2011, 12:34 
Ipotesi sicuramente da tenere a mente.
O magari sono stati fatti sparire.
Per caso la zona è la stessa dell'esplosione di Tunguska?


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MessaggioInviato: 29/01/2011, 12:42 
peccato che sia un disegno, in ogni modo, se vogliamo dare credito alla notizia od al disegno, qualcosa non quadra, i monoliti nel disegno sono ben sei, a mio vedere.



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http://www.vecchimeli.it

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viewtopic.php?f=45&t=18452&p=430060&hilit=unicorno#p430060

topic.asp?TOPIC_ID=7098&whichpage=1
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MessaggioInviato: 29/01/2011, 13:03 
Farli sparire.
Spostarli non credo si possa, l'unico modo è andarci di TNT...



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MessaggioInviato: 29/01/2011, 13:13 
Tutto si può fare.... anche farli sparire. Un po di camion e via.

Cita:
donnacinzia ha scritto:

peccato che sia un disegno, in ogni modo, se vogliamo dare credito alla notizia od al disegno, qualcosa non quadra, i monoliti nel disegno sono ben sei, a mio vedere.


Per quanto riguarda questo, ti rimando di qua: http://www.ufoforum.it/topic.asp?whichp ... _ID=145802


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Non riesco a trovare il fiume Kora , volevo navigarlo su google earth, qualcuno sa dove si trova?

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MessaggioInviato: 29/01/2011, 15:18 
caro manucaos ,
dovrebbe trovarsi in Kazahstan
http://www.maxtravel.kz/eng/engdjungaria

ps questi monoliti , che avevo gia visto tempo fa su un altro foru, mi hanno fatto tornare in mente quelli che vidi io tempo fa, mi pare in Valsesia,quando non mi interessavo acora molto di misteri [V] e purtroppo non sono più riuscito ad individuarli [xx(] [xx(] [xx(]
Non erano proprio monoliti, ma somigliavano di più a grandi lastre,
messe in posizione obliqua.
ciao
mauro


Ultima modifica di mauro il 29/01/2011, 15:18, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 29/01/2011, 16:03 
Uhm...di Thomas Witlam Atkinson ho trovato il libro "Travels in the regions of the upper and lower Amoor".
E ho trovato un capitolo riguardo alla "Tombs of the Genii". Deve essere proprio il capitolo che riguarda questo argomento...da come potete vedere dallo screen che ho preso dal libro:

Immagine

Il capito in questione parte da pag. 116 (del libro). Sarebbe UTILISSIMO se qualcuno potesse leggerlo e dirci almeno cosa dice (E' in inglese).

Il libro ve l'ho uppato qui:
http://rapidshare.com/files/445156770/T ... er_and.pdf


Non vorrei che fosse semplicemente un libro di avventura....[8]


Ultima modifica di Bastion il 29/01/2011, 16:04, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 29/01/2011, 17:56 
Grazie Mauro, gentilissimo! ho trovato il fiume grazie a te , adesso sto scaricando il libro di Secret per vedere se c'e' qualche informazione in piu perche' il fiume Kora e' lunghissimo, guardando le terre che passa comunque si capisce come mai non sono piu' stati visti i monoliti.


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MessaggioInviato: 30/01/2011, 14:36 
Ho posto il libro all'attenzione del C.U.I. e mi hanno risposto che appena la loro traduttrice ha tempo, vedrà di leggere il capitolo in questione per capire se si tratta di una storia reale o inventata. Anche se a guardare il curriculum di Atkinson dovrebbero esserci pochi dubbi.


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MessaggioInviato: 08/02/2011, 10:40 
E' arrivata la traduzione del libro che avevo posto all'attenzione del CUI.

Il viaggio di Atkinsons nel 1876 era vero!


Immagine


Qualche giorno fa l'articolo Giganteschi megaliti scoperti in Siberia nel 1876? scritto da Antonio De Comite sul nostro sito ha destato molto interesse ed ha avuto seguito anche su altri Blog/Forum incuriosendo moltissimi utenti. Il perchè è facilo dirlo, si narra nell'articolo della presunta scoperta fatta da Thomas Witlam Atkinson di alcuni giganteschi megaliti nel Turkestan Sovietico (Siberia), ma ai più (compreso me), questa storia sembra essere preccoschè sconosciuta. Molti di voi si sono chiesti come mai nessuno si sia preso la briga di andare sul posto a verificare una scoperta del genere, su altri forum si sono ipotizzate altre teorie più o meno bizzarre (ma nemeno troppo fantasiose) riguardo al fatto che qualcuno abbia fatti sparire in qualche modo questi monoliti. Perchè nasce questo approfondimento?
Semplice, perchè il nostro utente Sheenky ha sollevato un dubbio (giustissimo), e cioè quello di verificare se questo viaggio è stata una storia vera oppure una semplice avventura raccontata in un libro. Nelle sue ricerche Sheenky ha trovato il libro originale dove è raccontato il viaggio di Atkinson intitolato "Travels in the regions of the upper and lower Amoor" e nel capitolo VI a Pag 120 del libro ci imbattiamo nelle "Tombs of the Genii" dove si parla proprio di questi giganteschi megaliti (e non solo!).
Abbiamo chiesto alla nostra traduttrice se poteva confermarci la veridicità di questo viaggio con una traduzione del capitolo interessato, purtroppo per problemi di tempo, questa volta non ha potuto aiutarci a tradurre la parte interessata, anche se ci ha dato conferma che il viaggio non era inventato e quindi si trattava di una storia vera.
Fortunatamente ci siete voi a compensare il nostro "lavoro" e a venirci in aiuto quando serve, ed è grazie a Mike Cris ( autore del Blog mikecrissblog.blogspot.com ) se questo articolo è stato possibile.
Mike Criss infatti, si è offerto di tradurre la Prefazione e il Capitolo VI ed abbiamo in questo modo verificato che il viaggio di Atkinson è stato reale e non un'avventura.
In questo articolo vi proponiamo la Prefazione del libro "Travels in the regions of the upper and lower Amoor" tradotta in modo egregio da Mike Cris:

___________________________________________________________



TRAVELS IN THE REGIONS OF THE UPPER AND LOWER AMOOR

PREFAZIONE


Ho pubblicato questo lavoro con la volontà di far conoscere al lettore inglese gli scenari di una lontana parte del globo, della quale non era ancora disponibile nessuna descrizione e non ho cercato di fare nulla al di la di un resoconto di episodi e di osservazioni così come venivano annotate giorno per giorno, lo stesso ho fatto per illustrare le mie rappresentazioni pittoriche. In questo lavoro l' elevato interesse del soggetto in questione mi ha indotto a produrre informazioni di un livello qualitativo superiore, intese a soddisfare, almeno in alcuni aspetti, le aspettative di geologi, botanici, etnologi ed altri studiosi e scienziati che si aspettano di trovare, ovviamente, in un documento su una nuova nazione, materiali che possano estendere il cerchio dei loro studi principali o rafforzare le convinzioni sulle quali essi si basano.
Ci sono state anche altre richieste da soddisfare, alle quali, come si vedrà, ho dato la medesima importanza. Il nostro prodigioso commercio, così come lo sono le sue azioni, è, come è noto, capace di infinite espansioni ed ho così aperto un campo dalle possibilità quasi incalcolabili dove l' impresa, l' abilità imprenditoriale e l' industria possono sicuramente trovare investimenti remunerativi. Dopo aver proposto di stabilire una fiera sulla frontiera indiana mi sia permesso di dire che questo non è stato fatto senza una conoscenza di ciò che sta accadendo in un' altra parte dell' Asia. Lo “Yermak” a Irbit, sulla frontiera siberiana, è cresciuto, nel corso degli ultimi dieci anni, passando da insignificante a luogo di grande importanza. Le transazioni commerciali nello scorso febbraio hanno raggiunto l' ammontare di più di 12 milioni.
Per i miei connazionali allarmati dall' approccio della Russia verso l' impero indiano, ho fedelmente dichiarato ogni passo recentemente compiuto in questa direzione ed ho offerto loro l' opportunità di comprendere la sua attuale posizione a nord dell' Himalaya. Le sue attuali relazioni con la Cina, ora che siamo in guerra con il suo governo, porteranno senza dubbio maggior interesse verso i fatti che sono stato in grado di riportare evidenziando i grandi progressi che essa ha abilmente compiuto nel territorio cinese ed il suo conseguente straordinario sviluppo.
Sono in debito con molti ufficiali russi impiegati nella grande spedizione in Manciuria che mi hanno aiutato ad acquisire informazioni durante i miei viaggi e li prego, assieme a numerosi amici asiatici ai quali sono legato da obblighi simili, di accettare i miei sinceri ringraziamenti.
Riguardo le illustrazioni, è necessario affermare che ai numerosi paesaggi che ho realizzato io stesso, ho aggiunto alcuni ritratti caratteristici copiati da un lavoro recentemente pubblicato dal governo russo.
Non mi rimane che esprimere un vivo auspicio che gli sforzi che ho compiuto per rendere questa edizione più fruibile rispetto alla precedente, saranno accettati come prova che non sono insensibile all' indulgenza dimostrata dai critici.


___________________________________________________________



Domani vi proporremo la traduzione completa del capitolo VI del libro sempre tradotta e scritta da Mike Cris.....



[align=right]Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/ar ... 6-era-vero
Traduzione a cura di Mike Cris - mikecrissblog.blogspot.com
Articolo scritto da Walter Conidi
[/align]


Ultima modifica di Bastion il 08/02/2011, 10:42, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 09/02/2011, 10:59 
Le Tombe dei Genii e i Megaliti scomparsi


Come accennato ieri e dopo aver letto la PREFAZIONE del libro "Travels in the regions of the upper and lower Amoor" di Thomas Witlam Atkinson, vi proponiamo oggi l'intero capitolo VI del libro dove parla delle tombe dei Genii e soprattutto di quegli antichi e misteriosi megaliti visti lungo le rive del fiume Kora e di cui non si hanno più tracce.
Leggiamo il capitolo VI tradotto da Mike Criss:


___________________________________________________________



CAPITOLO VI

IL KORA E LE TRADIZIONI


Un' altra splendida mattina ci salutò, creando i presupposti per completare in fretta il giro di quel giorno. Fu ancora ordinato ai cacciatori di procurarci viveri freschi, anche se i rami bassi degli alberi che formavano la nostra dispensa custodivano ancora una buona quantità di carne di cervo. Tenni poi una riunione ed ascoltai il rapporto di Sergae ed altri cacciatori, abituati a ben destreggiarsi all' aperto durante le battute.
Essi avevano trovato un piccolo lago nella vallata, distante circa tre ore di cammino e pensavano che le montagne di quella regione fossero più accessibili quindi decidemmo di andare là e di cercare una via percorribile dai buoi che ci portasse velocemente sulla cima. Lasciando il nostro campo, raggiungemmo in poco tempo il posto dove i cosacchi avevano scoperto il guado e passammo agevolmente nella notte non appena il fiume divenne più calmo. L' acqua iniziò a crescere rapidamente verso le quattro del pomeriggio e continuò a farlo fino alle nove di sera dopodichè tornò a calmarsi. Da questo punto la valle divenne estremamente impervia, le granitiche rupi a nord divennero quasi perpendicolari raggiungendo quasi i 1.000 piedi.

MASSE DI ROCCIA
Sul lato sud una densa foresta si estendeva dalla riva del fiume fino ad un ripido pendio per circa 500 metri alla base di alcune grosse rocce. Queste crescevano formando tre terrazze fino a raggiungere la linea della neve; in parte erano boschive, in altre le cime erano cadute, formando una massa di detriti che si estendeva dalla cima della foresta alle alte falesie ritte fuori dalla neve come torrette di avvistamento merlate.
Circa tre miglia avanti nella valle trovammo un punto dove una valanga aveva spazzato via quelle terrazze, formando un grande salto, strappando le rocce e lanciandole in un grosso mucchio di macerie. Questa massa era lunga più di un miglio e le rocce erano impilate tra i 900 ed i 1.000 piedi come se una montagna fosse stata gettata giù dall' alto. Un poco oltre questo posto, le cime a nord spiccavano vicino al centro della vallata, terminando in alte falesie, le quali in alcune parti sporgevano considerevolmente dalla base.
Appena gli passai attorno mi si presentò uno scenario estremamente selvaggio. La foresta sul lato sud era stata abbattuta da una terribile tempesta, informi tronchi spogli con i rami strappati via e migliaia di alberi giacevano sparsi in ogni direzione. Qui era visibile l' effetto dell' uragano che aveva sradicato grandissimi alberi come fossero stoppia. Molto oltre questo scenario di devastazione, raggiungemmo la catena innevata dell' Ac-tau, dove i suoi picchi si ergevano in volte blu scuro di sublime grandezza. Dopo diversi chilometri, arrivai nella parte della valle dove il Kora fa una curva verso le scogliere a nord, lasciando uno spazio di circa 180 metri di larghezza tra la base delle rocce ed il fiume.
Raggiunto questo punto, fui quasi indotto a credere che Giganti che vissero prima di me avessero fatto quel lavoro, visto che cinque enormi rocce si trovavano in piedi ed isolate, il primo segno che mi diede l' idea che la loro disposizione non era accidentale e che una mente superiore aveva disposto l' erezione delle stesse; il gruppo era in completa sintonia con lo scenario naturale. Uno di questi blocchi poteva costituire una torre abbastanza larga per una chiesa, la sua altezza era di circa 23 metri

TRADIZIONI
fuori dal terreno, un lato misurava oltre i 7 metri e quasi 6 metri l' altro. Era situato 76 passi dalla base delle rupi ed era inclinato di circa 2,5 metri fuori dalla perpendicolare verso il fiume. I restanti quattro blocchi variavano dai 14 ai 15 metri di altezza, uno era quadrato con il lato di 4,5 metri e gli altri qualcosa di meno. Due di loro stavano ritti in verticale, gli altri pendevano in diverse direzioni, uno di questi pendeva così tanto che era vicino dal perdere l' equilibrio. Un sesto masso di dimensioni ancora più grandi giaceva a terra mezzo sepolto; su di questo, qualche albero di picta aveva messo radici e cresceva lussureggiante. Circa 180 metri verso est, erano distesi altri tre blocchi e sotto uno di essi si trovava una cavità che in parecchi in Kopal avrebbero considerato una splendida abitazione. Non distante da questi blocchi si trovava una pila di rocce indubbiamente opera dell' uomo, con una grande quantità di quarzi, assieme ad altro materiale, usati per costruirla.
Era circolare, di 13 metri di diametro e quasi 9 di altezza a forma di cupola: un cerchio di blocchi di quarzo era stato formato sul terreno che racchiudeva uno spazio largo 3 metri attorno alla tomba. Trovare un tumulo di questo tipo in questa valle mi sorprese moltissimo; poteva non essere la tomba di un capo recente, era sicuramente vecchia almeno quanto quelle che avevo trovato nella steppa. I miei compagni Kirghis guardavano questo posto con terrore, e alla tomba con venerazione. Ognuno di loro lasciò una striscia di un suo indumento come offerta all' anima del defunto. Questo eccitò la mia curiosità e da uno di loro, Tursun, che si credeva un discendente di Genghiz ottenni la seguente spiegazione sulla loro tradizione.
La parola Kora significa sigillato o chiuso. “ La valle del Kora fu un tempo abitata da diversi e potenti Genii i quali ebbero continue faide con altri della loro razza, nelle differenti regioni del Tarbagatai, del Barluck e del Gobi. Essi spesso devastarono le nazioni o le tribù dei loro fratelli del nord, e sempre si ritirarono nella sicurezza del Kora.

GENII
Le tante alte falesie permettevano alle guardie di scrutare il nemico da molto distante e le sentinelle stazionavano su queste torri di avvistamento rendendo questo posto inespugnabile. Le legioni che osavano avvicinarsi venivano attirate nei passi montani e venivano rese inoffensive o distrutte con grandi blocchi scagliati dai dirupi soprastanti. La loro audacia e la loro crudeltà divennero così grandi che venne sancita un' alleanza atta a scatenare una terribile vendetta e Shaitan fu invocato per intervenire nella loro distruzione. “
Come al solito, i primi corpi vennero subito scoperti e vennero adottate delle misure per distruggerli nel passo. Poco dopo altre due grandi legioni furono viste marciare attraverso differenti gole; ed ora tutte le forze degli assediati Genii furono attivate per distruggere i residenti. La battaglia fu terrificante e la montagna risuonò dei rumori della guerra fino a che la distruzione delle valanghe scagliate nelle gole scosse le montagne fino alle cime. La vittoria sembrava assicurata ai Genii quando, proprio nel momento in cui stavano per coronare il loro successo un suono spaventoso fu sentito nelle regioni alte che fece tremare le montagne.
Improvvisamente comparve una nuvola di fumo e fiamme che raggiungeva la metà del cielo e dal vapore si generò un fulmine rosso ed il tuono rimbombò in ogni vallata. In questo tremendo tumulto, l' “artiglieria infernale” ruttò via rocce roventi causando la terrificante distruzione delle legioni del Kora. In questi spaventosi rumori i Genii riconobbero la potenza delle tenebre e furono presi dal panico, furono spinti indietro nella valle dove nessuno aveva ancora avuto il coraggio di andare. Le legioni dei conquistatori furono spinte ancora da Shaitan e, dall' orlo del precipizio, grandi rocce furono scagliate in basso spaccandosi e creando la tomba dei Genii.” Dopo questo terribile evento il Kora fu sigillato per anni ma la tradizione fu tramandata da padre in figlio. In seguito un audace capo determinato a visitare la valle ed a prenderla come sua dimora nonostante le rimostranze dei suoi familiari ed amici partì con i suoi seguaci, attraverò le montagne, discese lungo il Kora e stabilì il campo sul suolo sacro. Vennero uccisi animali per festeggiare, i seguaci si sedettero attorno al capo, esultando per la prodezza del loro Sultano che si era avventurato con loro per condurli in questo posto
misterioso.

LA TOMBA DEI GENII

Immagine

Tomba dei Genii del Kora


Quando, al culmine delle loro baldorie, un forte rumore di tuono rimbombò lungo la valle ed echeggiò tra le falesie. Improvvisamente e prima che il rumore finisse apparve uno dei Genii, terribile nella sua rabbia.

SUL KORA
Il suo aspetto minaccioso e la sua spada luccicante li riempirono di terrore. Affrontando il Sultano con una voce che fece sussultare ogni cuore, egli disse “Mostro! Hai avuto il coraggio di portare qui i tuoi schiavi e di inquinare questo posto sacro, per questo devi morire.” “Veloce come il luccicare delle lama, la spada corse attorno alla testa del Sultano tranciando la dura roccia in due parti ed in un attimo tutti erano seppelliti sotto il poderoso masso. Alcuni videro la tragedia a distanza e fuggirono portando la notizia alla famiglia del Sultano ed alla tribù. La moglie divenne inconsolabile e portò il lutto per anni. Alla fine, uno spirito chiamato “La signora bianca” ebbe pietà di loro e, grazie alla sua intercessione, venne permesso alla tribù di togliere i tumuli. Dopodichè la valle venne chiusa ancora una volta e nessun Kirghis si è più avventurato qui a nutrire il suo gregge.”


[N.D.T.: a questo punto il viaggio di Sir Thomas Witlam Atkinson prosegue abbandonando il luogo dei monoliti.]


___________________________________________________________



Un mistero rimane insoluto ed è lo stesso che è stato posto nell'articolo Giganteschi megaliti scoperti in Siberia nel 1876?..... Che fine hanno fatto i Megaliti? E' possibile ricercarli tramite Google Earth?
Difficile dirlo soprattutto perchè l'ubicazione non è facile da individuare, sappiamo che questi Megaliti si trovavano adiacenti al Fiume Kora, nel Kazakhstan.

Un sentito ringraziamento a Mike Criss per la disponibilità e la velocità con cui ci ha fornito questa traduzione.

[align=right]Fonte: http://www.centroufologicoionico.com/ar ... -scomparsi[/align]


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Semeru ha scritto:

Impressionante.
Come è possibile che non si hanno più notizie? Difficile nascondere dei sassi di queste dimensioni...


Se si trovano in un posto dove non c'è assolutamente nient'altro, è facilissimo..... ci sono tante regioni dell'Asia Centrale e Settentrionale che rimangono pressoché inesplorate.....


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