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 Oggetto del messaggio: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 03/12/2018, 10:47 
Ho appena finito di leggere il nuovo lavoro di Hancok,che a distanza di 20 anni da “impronte degli dei “ ci aggiorna sulle ultime scoperte archeologiche e approfondisce lo studio a sostegno dell’impatto cometario che avrebbe distrutto in due diversi momenti le antiche civiltà. Interessante quando parla di un codice precessionale conosciuto dagli antichi e usato per lasciar testimonianza di loro stessi attraverso l’osservazione del cielo tramite la disposizione dei monumenti e la rilettura dei miti di ogni popolo,simili in tutto il mondo. La conclusione a cui giunge è che questi nostri antenati abbiano non solo voluto dirci in quale epoca vivevano,ma che cerchino anche di metterci in guardia dal possibile ritorno della cometa o meglio dei suoi giganteschi frammenti,per evitarci l’estinzione. Tra l’altro,en passant,scredita Sitchin(da lui conosciuto) dicendo che non conosceva il sumero e portando a supporto la sua traduzione di “nephilim ,secondo lui ”i discesi dal cielo”,mentre la menzione corretta (come sostiene Biglino) è “i grandi uomini “,”i giganti “figli degli Elohim e delle donne e non “puri”com’egli sostiene. A me che ho appena iniziato “Il pianeta degli dei “ha dato un po’ fastidio, prima di tutto perché mi ha insinuato il dubbio che Sitchin “scriveva libri di fantascienza “e poi anche perché è morto e ovviamente non può ribattere. Comunque sia,se per caso l’avete letto o ne avete l’intenzione,mi piacerebbe conoscere il vostro parere.



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 03/12/2018, 13:22 
Come sempre si aspetta che uno muoia e non possa replicare per screditarlo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 03/12/2018, 15:06 
Ciao Wilde [:)]
Il Pianeta Degli Dei è stato il primo libro di Sitchin che ho letto, lo ritengo uno dei migliori assieme a L'altra Genesi..
Anche a me da fastidio quando i detrattori dello scrittore avanzano insinuazioni che rasentano a volte la menzogna..
Nessun accademico ha mai detto che TUTTA la traduzione di Sitchin sia errata, a parte discordanze su singoli termini e da qui a dire che tutta l'opera dello scrittore sia mera invenzione ce ne passa...

Nel libro di cui sopra, scritto nel 1978(77?), Sitchin riporta la traduzione di una tavoletta sumera in cui viene narrato di Nettuno come di una sfera blu/verde...la sonda Voyager2, partita nel 1977 e arrivata nei pressi di Nettuno nel 1989, ha reso conferma del fatto che Nettuno sia una bella sfera blu/verde...
Questo tanto per dire che probabilmente un minimo di romanzato c'è, tuttavia screditarlo ad honorem è un crimine, anzi penso che quelli che lo screditano ad oltranza non hanno mai letto un suo libro...

Forse a scapito di Sitchin posso dire che alcuni dei suoi libri sono solo ripetizioni dei precedenti



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 03/12/2018, 16:41 
Impronte degli Dei e' stato il libro che più ho letto assieme a Papillon di Henri Charriere.
Senza per forza di cose parlare di alieni e omini verdi, ha fatto intendere che molto prima della cosidetta "civiltà moderna" sono esistiti "giganti" tecnologici e cultrali di cui solo ora stiamo sospettando l'esistenza.

Di molte civiltà antiche che appunto hanno creato una "impronta" e molti avvertimenti disperati verso le future generazioni (noi appunto) non conosciamo praticamente nulla, ed e' cio' che Hancock riesce a dimostrare.

Tutte le info da lui spiegate già esistevano ma e' stato lui a metterle tutte assieme nel libro e teorizzare qualcosa che solo ora sembra evidente.

Sul fatto che Sitchin non può difendersi dalle teorie oblique, anche Stephen Hawking magari si sarà già reso conto di aver fatto qualche errore di calcolo e non potrà difendersi quando scopriranno incongruenze nelle sue teorie...per cui non vedeo il motivo dello scandalo.



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 03/12/2018, 17:11 
C'è una storia tratta dai testi indù che ho letto in un libro di Biglino e che mi ha colpito molto.

Per farla breve si racconta di una principessa il cui padre non trova nessuno degno di lei qui sulla terra quindi decide di recarsi nella dimora del loro "DIO" affinché questi potesse trovare qualcuno a lei idoneo. I due salgono sulla loro nave spaziale, lasciano la terra e dopo un lungo viaggio nelle oscurità dello spazio giungono alla dimora del loro dio circondata da un nugolo di altre navi che andavano a venivano. Questi ricevuti dal loro dio fanno una figura barbina in quanto il loro dio li mette di fronte alla dura realtà: quando tornerete indietro vostri cari, la vostra gente l'intera vostra razza sarà ormai estinta da generazioni il mondo che conoscevate non esisterà più. Questi tornano sulla terra e si rendono conto che il tempo trascorso per loro è in realtà molto meno di quello che è passato sulla terra tanto che i nuovi popoli che bivaccano sulla terra sono addirittura di dimensione "molto più piccola".

A prescindere dal paradosso dei "due gemelli" che ben descrive la relatività di Einstein in un testo induista di migliaia di anni fa, è notare il riferimento ad una specie umana di dimensioni maggiori rispetto a quelle canoniche. Chissà magari, come avviene per gli animali addomesticati o geneticamente manipolati, per renderci meglio sfruttabili ci son state ridotte pure le dimensioni...



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 04/12/2018, 14:48 
shighella ha scritto:
Ciao Wilde [:)]
Il Pianeta Degli Dei è stato il primo libro di Sitchin che ho letto, lo ritengo uno dei migliori assieme a L'altra Genesi..
Anche a me da fastidio quando i detrattori dello scrittore avanzano insinuazioni che rasentano a volte la menzogna..
Nessun accademico ha mai detto che TUTTA la traduzione di Sitchin sia errata, a parte discordanze su singoli termini e da qui a dire che tutta l'opera dello scrittore sia mera invenzione ce ne passa...

Nel libro di cui sopra, scritto nel 1978(77?), Sitchin riporta la traduzione di una tavoletta sumera in cui viene narrato di Nettuno come di una sfera blu/verde...la sonda Voyager2, partita nel 1977 e arrivata nei pressi di Nettuno nel 1989, ha reso conferma del fatto che Nettuno sia una bella sfera blu/verde...
Questo tanto per dire che probabilmente un minimo di romanzato c'è, tuttavia screditarlo ad honorem è un crimine, anzi penso che quelli che lo screditano ad oltranza non hanno mai letto un suo libro...
Forse a scapito di Sitchin posso dire che alcuni dei suoi libri sono solo ripetizioni dei precedenti

C'è un'altra conferma alle dichiarazioni di Sitchin ...
Gli "scienziati" hanno sempre ritenuto impossibile che potesse esistere un pianeta con una ellisse eccentrica come quella di Nibiru, come indicato da Sitchin
In pratica si riteneva che un corpo celeste non potesse mantenere un'orbita così "estrema", avrebbe dovuto perderla e disperdersi nello spazio
Poi è stato scoperto Sedna e da allora si è capito che invece è possibile ...


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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 04/12/2018, 16:36 
Grazie x le vostre opinioni, sto andando avanti con la lettura di Sitchin e lo trovo molto interessante. Cosa pensate riguardo alla cometa che dovrebbe tornare e annientare la nostra civiltà?



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 14/08/2020, 12:49 
Cita:
Tra l’altro,en passant,scredita Sitchin(da lui conosciuto) dicendo che non conosceva il sumero e portando a supporto la sua traduzione di “nephilim ,secondo lui ”i discesi dal cielo”,mentre la menzione corretta (come sostiene Biglino) è “i grandi uomini “,”i giganti “figli degli Elohim e delle donne e non “puri”com’egli sostiene




lo fa a pag 383 ...analisi tutta traslitterata .... per il resto libro formidabile !

preparo uno studio con il testo originale ...


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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 15/08/2020, 09:21 
barionu ha scritto:
preparo uno studio con il testo originale ...


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Grande!



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 15/08/2020, 09:49 
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ciao
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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 15/08/2020, 15:37 
barionu ha scritto:
Cita:
Tra l’altro,en passant,scredita Sitchin(da lui conosciuto) dicendo che non conosceva il sumero e portando a supporto la sua traduzione di “nephilim ,secondo lui ”i discesi dal cielo”,mentre la menzione corretta (come sostiene Biglino) è “i grandi uomini “,”i giganti “figli degli Elohim e delle donne e non “puri”com’egli sostiene




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Secondo Biglino un'altra via potrebbe essere "gli orionnniani" perchè la radice della parola in aramaico (mi pare) significa Orione



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 16/08/2020, 09:58 
MaxpoweR ha scritto:

Secondo Biglino un'altra via potrebbe essere "gli orionnniani" perchè la radice della parola in aramaico (mi pare) significa Orione

Ah,questa non la sapevo! Grazie [:)]



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 16/08/2020, 19:31 
wildwind ha scritto:
MaxpoweR ha scritto:

Secondo Biglino un'altra via potrebbe essere "gli orionnniani" perchè la radice della parola in aramaico (mi pare) significa Orione

Ah,questa non la sapevo! Grazie [:)]


consiglio mooooolta cautela ...... sto iniziando ; almeno 15 volumi in consultazione tra dizionari e testi vari ,,,,,

http://www.antiqui.it/archeoastronomia/ ... stiana.htm

Delle costellazioni sono nominate soltanto, nei libri di Amos e di Giobbe, il Kimal, il Kesil, che probabilmente corrispondono alle Pleiadi e a Orione,

molto note agli antichi poiché la loro apparizione segnava l'inizio o la fine della stagione delle piogge. Giobbe cita anche l'ash, che la versione greca dei Settanta traduce con Espero, la Vulgata latina con Arcturum, e più esattamente quella italiana con Orsa, dato che l'identica parola ash anche in arabo significa Orsa.

Gli Ebrei non facevano distinzione tra stelle e pianeti, ma di questi solo tre sono citati nell'Antico Testamento: Saturno, che gli Atti degli apostoli chiamano col nome persiano Kaivan o Refan; più frequentemente è nominata la Luna, e una o due volte Helel, "il dio dell'aurora" (lsaia 14,12) l'egiziana "stella del mattino" ossia Venere, che però è tutt'altra cosa dalla Venere del tramonto, e che dai Romani era detta Lucifero (portatore di luce), poi identificato dai Padri della Chiesa con Satana, l'angelo (o Dio?) cacciato da Jahve.

Ma l'astro per eccellenza era naturalmente il Sole, creato da Dio dopo la luce, unitamente alla Luna, nel quarto giorno della creazione (Genesi 1,14) e che Dio a propria volontà poteva anche fermare nel suo cammino, come infatti avvenne, pregato da Giosué, onde permettergli di continuare la strage degli Amorriti (Giosué 10,12-13). Essendo la Terra immaginata un disco piatto, anche gli Ebrei come gli altri popoli antichi risolvevano il problema del tramonto del Sole pensando che di notte attraversasse gli abissi sotterranei (Salmi 19,6-7).

Solo dopo il 538 a.C. si conobbe lo Zodiaco, costruito per la prima volta in quell'anno dai Babilonesi. Prima di allora i Babilonesi stessi fissavano le stazioni solari in corrispondenza di 36 stelle o costellazioni, divise in gruppi di tre per ciascun mese. I simboli degli asterismi del nuovo Zodiaco corrispondevano a quelli attuali, eccetto il Capricorno, che era detto Cinghiale, e la Vergine, chiamata Spiga (nome rimasto ancora oggi alla sua stella α) rappresentata come una fanciulla con due spighe in mano.

La tradizione mesopotamica è ben visibile in un mosaico della sinagoga di Bethalpha (immagine a lato): in esso le spighe della Vergine sono sintetizzate in due elementi decorativi ai fianchi della figura, mentre ritorneranno esplicite nelle raffigurazioni cristiane, diventando infine attributi della Madonna. Prima di conoscere le stazioni zodiacali del Sole, gli Ebrei ne dividevano il corso annuale soltanto nei quattro momenti degli equinozi e dei solstizi, e anche a questi attribuivano significati religiosi.


https://it.qwe.wiki/wiki/Hebrew_astronomy

Kesîl (כְּסִ֥יל),

generalmente inteso come Orion ,

( MA VALE ANCHE COME CIELO ; E CURIOSAMENTE ANCHE COME STOLTO )

http://search.freefind.com/find.html?id ... D7%9C&s=ft

http://www.mechon-mamre.org/f/ft/ft2709.htm

GIOBBE IX , 9

עֹשֶׂה-עָשׁ, כְּסִיל וְכִימָה; וְחַדְרֵי תֵמָן.


LA CEI TRADUCE

9 Crea l'Orsa e l'Orione, ----- Kesîl (כְּסִ֥יל)

le Pleiadi e i penetrali del cielo australe.


ANCHE

https://scholarsgateway.com/parse/%D7%9 ... 7%99%D7%9C

Psalm 49:11

כִּי יִרְאֶה חֲכָמִים יָמוּתוּ יַחַד כְּסִיל וָבַעַר יֹאבֵדוּ וְעָזְבוּ לַאֲחֵרִים חֵילָֽם׃

11 Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna.



Proverbs10:1

מִשְׁלֵי שְׁלֹמֹה פ בֵּן חָכָם יְשַׂמַּח־אָב וּבֵן כְּסִיל תּוּגַת אִמֹּֽו׃

1 Proverbi di Salomone.
Il figlio saggio rende lieto il padre;
il figlio stolto contrista la madre.





Ecclesiastes 2:14

הֶֽחָכָם עֵינָיו בְּרֹאשֹׁו וְהַכְּסִיל בַּחֹשֶׁךְ הֹולֵךְ וְיָדַעְתִּי גַם־אָנִי שֶׁמִּקְרֶה אֶחָד יִקְרֶה אֶת־כֻּלָּֽם


14 Il saggio ha gli occhi in fronte,
ma lo stolto cammina nel buio.
Ma so anche che un'unica sorte
è riservata a tutt'e due.


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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 17/08/2020, 11:20 
barionu ha scritto:
Cita:
Tra l’altro,en passant,scredita Sitchin(da lui conosciuto) dicendo che non conosceva il sumero e portando a supporto la sua traduzione di “nephilim ,secondo lui ”i discesi dal cielo”,mentre la menzione corretta (come sostiene Biglino) è “i grandi uomini “,”i giganti “figli degli Elohim e delle donne e non “puri”com’egli sostiene




lo fa a pag 383 ...analisi tutta traslitterata .... per il resto libro formidabile !

preparo uno studio con il testo originale ...


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PAG 383


Che cosa significa dunque il termine Nefilim? Derivando dalla radice semitica NFL («essere gettato giù»)
significa esattamente ciò che dice. Cioè coloro che furono gettati sulla terra!880



Il problema, tuttavia, come Michael S. Heiser ha dimostrato con ragioni conclusive, è che:
Sitchin presume che «nephilim» derivi dalla parola ebraica «naphal» che in genere significa «cadere».

Quindi forza il significato «discendere» sulla parola, creando la sua traduzione «discendere dall’alto». Nella forma in
cui la troviamo nella Bibbia ebraica, se la parola nephilim derivasse dall’ebraico naphal, non sarebbe scritta nel
modo in cui la troviamo. La forma nephilim non può significare «i caduti» (la parola sarebbe allora scritta
nephulim).

Analogamente nephilim non significa «coloro che cadono» o «coloro che precipitano» (che sarebbe
benophelim).

L’unico modo in ebraico per ottenere nephilim da naphal secondo le regole della morfologia
ebraica (la formazione delle parole) sarebbe presumere l’esistenza di un sostantivo scritto naphil e poi farne il
plurale.

Dico «presumere» poiché questo sostantivo non esiste nell’ebraico biblico – tranne che in Genesi 6: 4 e
Numeri 13: 33, i due punti dove troviamo nephilim – e questo significherebbe dare per presupposto ciò che si
intende dimostrare!

Tuttavia in aramaico il sostantivo naphil(a) esiste. Significa «gigante», il che fa
comprendere facilmente perché la Bibbia dei Settanta (l’antica traduzione greca della Bibbia ebraica) abbia
tradotto nephilim come gigantes («giganti»).881




Heiser ha pienamente ragione su questo punto perché, come fa notare, vi è un brano successivo
nel Vecchio Testamento, in Numeri 13, dove la parola Nephilim compare nuovamente. Ciò
avviene migliaia di anni dopo il Diluvio, in effetti in epoca storica, di certo non più tardi del
1200 a.C., quando gli israeliti entrarono in Canaan per la prima volta dopo l’Esodo dall’Egitto.


Gli esploratori mandati in avanscoperta riferiscono a Mosè:
Tutta la gente che abbiamo visto è di alta statura. Vi abbiamo visto i Nephilim... Come le cavallette appaiono ai
nostri occhi, così dovevamo sembrare a loro.882

Il contesto non lascia dubbi sul fatto che i Nephilim dovessero essere gente di «alta statura», e i
riferimenti a loro come a «giganti» nella Bibbia di Re Giacomo e in altre versioni bibliche,
quindi, ha perfettamente senso, mentre la traduzione dataci da Sitchin è ovviamente erronea.

Era
consapevole che si trattava di un errore mentre ne parlava dettagliatamente nei suoi libri? Non
possiamo esserne certi perché, secondo la dimostrazione di Heiser, Sitchin aveva una
comprensione del linguaggio biblico così scarsa da non essere in grado di distinguere l’aramaico
dall’ebraico.883 L’idea che i Nephilim fossero esseri che erano «stati gettati giù dal cielo» o che
«discesero dal cielo» venne impiegata da Sitchin, secondo Heiser, semplicemente perché
favoriva la sua tesi e gli permetteva di «far apparire i nephilim come antichi astronauti».884


Di nuovo la critica è giustificata perché Sitchin va ben oltre quello che potrebbe essere un
errore innocente fornendo ulteriori «traduzioni» della parola Nephilim che sono ancora più
fasulle e autoreferenziali.

Per esempio, li rende «Dèi del Cielo sulla Terra»885 e, ancora peggio,
«Il Popolo delle Navicelle a Razzo»,886 un’interpretazione per la quale non vi è giustificazione in
nessuno degli antichi testi ma che gli permette di parlare, tra le altre sue finzioni madornali, della
«Aeronautica e Amministrazione Spaziale dei Nefilim».887


-------------------------------------


Ribadisco che presentare analisi filologiche solo con la traslitterazione è un suicidio annunciato

e un pessimo servizio ....



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 Oggetto del messaggio: Re: Graham Hancok “Il ritorno degli dei”
MessaggioInviato: 17/08/2020, 11:42 
Stò rileggendo " L' Impronta degli Dei " e ordinato " Il ritorno degli Dei ". Arriva domani e non vedo l' ora di leggerlo.



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