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Ci sono molti riferimenti da parte di Seneca a "travi", "globi", e strani avvenimenti celesti. Seneca, tuttavia, cerca spesso di giustificarli con la scienza e con la logica. Ecco cosa son riuscito a trovare fin'ora;

http://www.thelatinlibrary.com/sen/sen.qn1.shtml

"Interim illud existimo, eiusmodi ignes existere aere uehementius trito, cum inclinatio eius in alteram partem facta est et non cessit sed inter se pugnauit: ex hac uexatione nascuntur trabes et globi et faces et ardores. At cum leuius collisus et, ut ita dicam, frictus est, minora lumina excutiuntur, 'crinemque uolantia sidera ducunt»."

Traduzione;

"Per il momento, penso che i fuochi di questo tipo si generino dall’aria compressa con violenza, quando una massa d’aria inclinatasi da un lato non ha ceduto a questo movimento, ma ha lottato contro se stessa: da questo conflitto hanno origine le travi, i globi, le fiaccole e le meteore ardenti. Ma quando la collisione è stata meno violenta e si è verificato, per così dire, solo uno sfregamento, si originano luci più deboli, e le stelle, volando, traggono dietro a sé una chioma."

E..

"..nam sereno quoque aliquando caelo tonat ex eadem causa qua nubilo, aere inter se colliso, qui, etiamsi est lucidior ac siccior, coire tamen et facere corpora quaedam similia nubibus potest, quae percussa reddant sonum. Q,uando ergo fiunt trabes, quando clipei et uastorum imagines ignibm? Ubi in talem materiam similis incidit causa sed maior."

Traduzione;

"Infatti, talvolta tuona anche a ciel sereno, per lo stesso motivo di quando è nuvoloso, cioè che l’aria si scontra con se stessa, perché, anche se è abbastanza trasparente e secca, tuttavia può condensarsi e dare origine a masse simili a nubi, che, urtate, producono un suono. Quando, dunque, si formano le travi? Quando gli scudi rotondi e le immagini di fuochi enormi? Quando su quel tipo di materia cade una causa analoga, ma più potente."

E..

"At quibus longior mora est et ignis fortior motumque caeli sequens aut etiam proprios cursus agunt, cometas nostri putant, de quibus dictum est. Horum genera sunt pogoniae et cyparissiae et lampades et alia omnia, quorum ignis in exitu sparsus est; dubium, an inter hos ponantur trabes et pithiae raro uisi: multa enim conglobatione ignium indigent, cum ingens illorum orbis aliquantum matutini amplitudinem solis exuperet."

Traduzione;

"Ma quelli che hanno una vita più lunga e un fuoco più potente che segue il movimento del cielo o anche che seguono una propria orbita, i nostri li ritengono comete, delle quali si è già parlato. Del genere di questi sono le comete barbute, le meteore-cipresso, le fiaccole e tutte le altre meteore il cui fuoco termina nella forma di una coda diffusa; è dubbio se fra queste si debbano mettere le travi e le botti che si vedono raramente: essi, infatti, hanno bisogno di una grande massa di fuoco, dato che la loro massa sferica supera sensibilmente le dimensioni del sole mattutino."

Molto interessante risulta;

"[5,1] Ut a proximis mendaciis incipiam, falsum est faces et trabes exprimi turbine: turbo enim circa terras concipitur ac fertur ideoque arbusta radicitus uellit et, quacumque incubuit, solum nudat, siluas interim et tecta corripiens, inferior fere nubibus, utique numquam altior; at contra trabes editior caeli pars ostentat: itaque numquam nubibus obstiterunt.

[5,2] Praeterea turbo omni nube uelocius rapitur et in orbem uertitur; super ista uelociter desinit et ipse se ui sua rumpit. Trabes autem non transcurrunt nec praeteruolant ut faces sed commorantur et in eadem caeli parte collucent.

[5,5] Numquid ergo Aristoteles non illam tantum sed omnes trabes cometas esse credebat hanc habentes differentiam quod his continuus ignis est, ceteris sparsus? Trabes enim flammam aequalem habent nec ullo loco intermissam aut languidam, in ultimis uero partibus coactam, qualem fuisse in illa de qua modo rettuli Callisthenes tradit.
"

Traduzione;

"[1] Per cominciare dalle falsità che ho menzionato per ultime, non è vero che le fiaccole e le travi escano da un turbine: il turbine, infatti, si forma e si sposta nelle vicinanze della terra, e perciò sradica gli alberi e, dovunque passi, spoglia il terreno, travolgendo persino tetti e foreste, quasi sempre al di sotto delle nubi, comunque mai al di sopra; al contrario, è una parte più alta del cielo quella dove appaiono le travi: perciò, esse non si mettono mai davanti alle nubi.

[2] Inoltre, il turbine gira in tondo, trascinato in un movimento più veloce di qualsiasi nube; oltre a ciò, viene meno presto, distrutto dalla sua stessa violenza. Le travi poi non attraversano velocemente il cielo come le fiaccole, ma restano ferme e brillano nella stessa parte del cielo.

[5] Aristotele pensava forse che non soltanto quella, ma tutte le travi fossero comete, con la differenza che nelle une il fuoco è privo di discontinuità, nelle altre è diffuso? Le travi, infatti, hanno una fiamma uniforme, che non si interrompe né si indebolisce in alcuna parte, ma si concentra alle estremità, ed era così secondo Callistene quella di cui ho appena parlato.
"


Ultima modifica di Lawliet il 28/12/2009, 16:17, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 13/12/2009, 14:53 
Pausania (http://it.wikipedia.org/wiki/Pausania_il_Periegeta) nella sua opera maggiore, "Periegesi della Grecia", porta la testimonianza di eventi insoliti;

http://artflx.uchicago.edu/perseus-cgi/ ... .8&getid=0

".. blasts of wind sometimes swoop upon the land and overturn the trees; occasionally great flames dart across the sky; the shapes of stars too appear such as have never been witnessed before, producing consternation in those that witness them.."

Traduzione;

".. alcune volte delle raffiche di vento sceserò sulla terra e ribaltarono gli alberi; spesso grandi fiamme sfrecciarono nel cielo; e la forma stessa di alcune stelle apparì come non era mai apparsa prima, producendo scalpore in quelli che le vedevano.."



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Giuseppe Flavio (http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Flavio) racconta nella sua opera storica; "Guerra giudaica", sua opera maggiore che tratta della rivolta del popolo ebraico contro i romani scoppiata nel 66 e repressa nel 70 d.C., il seguente avvenimento;

http://www.perseus.tufts.edu/hopper/tex ... ection=343

".. Servant.. at the seventh time of his going up, he said that he saw a small black thing in the sky, not larger than a man's foot."

Traduzione;

".. la settima volta che salì, lo schiavo disse di aver visto una piccola cosa nera nel cielo, non più grande di un piede."



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Secondo la leggenda, Costantino I, adottò la seguente frase; "hoc signo vinces", come motto di battaglia, dopo averla vista nel cielo, insieme al suo esercito, proprio alla vigilia del confronto con le milizie di Massenzio.

"Poco dopo il mezzodì marciando Costantino in capo al suo esercito, essendo il tempo tranquillo e sereno, vide in mezzo al cielo una croce raggiante di luce, nella quale in caratteri luminosi si leggevano queste parole: «in hoc signo vinces», «con questo segno vincerai». Tutto l’esercito, non solamente l’imperatore, vide quello strano fenomeno, e tutti facevano le loro considerazioni; ma più colpito, più attonito d'ogni altro il Principe pensò il rimanente del dì a quello che mai potesse presagire quella maraviglia. "Gesù Cristo" la notte gli apparve con quel medesimo segno, gli comandò che facesse uno stendardo in forma di quella croce, e che lo portasse nelle battaglie come un salvaguardia contro gli assalti de' suoi nemici."

http://www.documentacatholicaomnia.eu/0 ... ae,_LT.doc
http://www.documentacatholicaomnia.eu/0 ... 5D,_IT.pdf
http://www.documentacatholicaomnia.eu/0 ... na,_IT.doc

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Ultima modifica di Lawliet il 02/01/2010, 15:39, modificato 1 volta in totale.


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Simeone di Durham riporta nel suo "Historia regum Anglorum et Danorum", un evento accaduto tra il 664 e il 673 d.C.;

http://www.archive.org/stream/publicati ... t_djvu.txt

"Etenim intempesta noctis quiete visa est Divinitus corusca super aulam palatii regis fulsisse luminis columpna, quae illustratione insolita plures turbavit ex regis familia. Dantesque fragorem clamoris in admiratione nimia expergefactus est rex, et hoc minime cognoscens surrexit a stratus sui cubiculo, et iter paravit ad nocturnales matutinorum hymnos. Cum digressus a domo, videt orbem novi splendoris incanduisse albedine, cujus procreatio diffluebat a praefato lucis mirabili solio."

Traduzione:

"Durante la notte si manifestò Dio sottoforma di un pilastro di luce luccicante e brillante sulla piazza del re (Ergbert I), la sua luce agitò molti dei domestici, che tra la confusione totale piangerono ad alta voce svegliando il re stesso, il quale, ignorando ciò che stava accadendo, si alzò dal letto e decise di andare, mentre era ancora notte, a recitare gli inni mattutini. Andandosene da casa, il re vide un globo di straordinario splendore bruciare con una fiamma bianca, ed era proprio quel globo l'origine del pilastro di luce prima descritto."


Ultima modifica di Lawliet il 07/11/2010, 19:07, modificato 1 volta in totale.


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http://www.archive.org/stream/annalsofc ... e_djvu.txt

Nel "Annals of Clonmacnoise" (http://en.wikipedia.org/wiki/Annals_of_Clonmacnoise), traduzione del 17° secolo di un antico scritto irlandese, che tratta degli eventi più importanti avvenuti in Irlanda dalla preistoria all'anno domini 1408, troviamo nell'anno 744, il seguente evento;

"There was snow this yeare of wonderfull Greatness
that there was in no man's memory such seen. In so much
that the cattle of Ireland for the most part Died, after which
ensuing Great & unaccustomed Drowth in the world. The
Rules of O'Swany of Rahin were established in Leigh Coynn"
or Con's half in Deale. There were shipes seen in the skyes
with their men this yeare
"

Traduzione;

"[...] Furono viste delle navi con equipaggio nel cielo quest'anno."



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Di seguito il racconto dell'avvistamento di strani "scudi infuocati" presente nell'Annales Laurissenses Maiores, avvenuto nel 766 d.C. durante l'assedio del Castello di Sigiburg, in Francia..

Annales Laurissenses Maiores, in MGH SRG 6, p. 44;

http://www.thelatinlibrary.com/annalesr ... corum.html

"[...] et quadam die, cum bellum praeparassent adversus christianos, qui in ipso castro residebant, apparuit manifeste gloria Dei supra domum ecclesiae, quae est infra ipsum castrum, videntibus multis tam aforis quam etiam et deintus, ex quibus multi manent usque adhuc; et dicunt vidisse instar duorum scutorum colore rubeo flammantes et agitantes supra ipsam ecclesiam.."

Traduzione;

"[...] e lo stesso giorno, mentre loro (i Sassoni) si stavano preparando per un altro assalto contro i Cristiani, che vivevano nel Castello, la gloria di Dio si manifestò sopra la chiesa, dentro la fortezza. Coloro che osservarono il fenomeno dalla piazza al di fuori della fortezza, dissero che videro qualcosa simile a due grandi scudi infuocati di colore rossastro muoversi sopra la chiesa stessa.."

Mi preme sottolineare, tuttavia, che le immagini spacciate sulla rete riguardo l'evento sono dei clamorosi falsi, non esiste infatti nessuna rappresentazione reale dell'evento nel libro.


Ultima modifica di Lawliet il 22/02/2010, 20:20, modificato 1 volta in totale.


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E' riferita al periodo carolingio una storia ambigua su una terra fantastica (?) chiamata Magonia, descritta da S. Agobardo e rielaborata poi dall'abate Montfaucon de Villars, vissuto nel XVII secolo, in un testo dal titolo "Il Conte di Gabalis ovvero Conversazioni sulle Scienze Segrete"..

http://en.wikipedia.org/wiki/Magonia

Nella pagina inglese "Magonia" di wikipedia, troviamo tra le referenze;

"Magonia is also the name of the cloud realm whence felonious aerial sailors were said to have come in the treatise on weather magic composed by Carolingian bishop Agobard of Lyons in 815. The Magonians were said to travel the skies in "cloud ships" (storm clouds) and worked with Frankish tempestarii, "tempest-raisers" or weather-magi, to steal grain from the fields during magically raised storms."

Traduzione;

"Magonia è anche il nome del reame delle nuvole, da dove si diceva provenissero dei malevoli marinai celesti per trattare sulla "magia del tempo", parola composta dal vescovo carolingio Agobard of Lyons (http://en.wikipedia.org/wiki/Agobard) nell'815 (d.C.). Si diceva che i "Magonesi" navigassero nel cielo con "navi di nuvole" e lavorassero con i "tempestarii" (http://en.wikipedia.org/wiki/Tempestarii) franchi, "evocatori di tempeste" o maghi del tempo, per rubare il grano dai campi durante le magiche tempeste evocate dagli stessi."


Nel "Comte de Gabalis" (http://en.wikipedia.org/wiki/Comte_de_Gabalis) troviamo;

http://www.sacred-texts.com/eso/cdg/cdg10.htm#fr_166

193:CXXXII p. 194
"THE FOUR AMBASSADORS OF THE SYLPHS.--We have, however, seen and heard many men plunged in such great stupidity, sunk in such depths of folly, as to believe and say that there is a certain region, which they call Magonia, whence ships sail in the clouds, in order to carry back to that region those fruits of the earth which are destroyed by hail and tempests; the sailors paying rewards to the storm wizards and themselves receiving corn and other produce. Out of the number of those whose blind folly was deep enough to allow them to believe these things possible, I saw several exhibiting, in a certain concourse of people, four persons in bonds--three men and a woman who they said had fallen from these same ships; after keeping them for some days in captivity, they had brought them before the assembled multitude, as we have said, -in our presence to be stoned. But truth prevailed."
TRANSLATED FROM AGOBARD, LIBER DE GRANDINE ET TONITRUIS, CHAPTER II

Traduzione;

"I QUATTRO AMBASCIATORI DEI SILFI. --Comunque noi abbiamo visto e sentito molti uomini, immersi in grande stupidità, affondata in un abisso di follia, credere nell'esistenza di una certa regione, che chiamano "Magonia", da dove partano le navi tra le nuvole, al fine di riportare in tale regione i frutti della terra che vengono distrutti dalla grandine e dalle tempeste (provocate dai Tempestarii), essi credono che i marinai pagassero in mais ed altri prodotti, i "maghi della tempesta" (tempestarii). [...] Ho visto alcune di queste persone portare dinanzi un'assemblea quattro di loro (i marinai), tre uomini ed una donna, che, dissero, caddero dalle navi stesse. Li mantennero per alcuni giorni di prigionia prima di portarli da me, seguiti da una folla, che li avrebbe poi lapidati. Ma "la verità venne a galla" (e riuscii ad evitare la lapidazione, si intende)."

L'unico riferimento ad Agobard la troviamo nel libro; "Thunder over Lyons: Agobard, the tempestarii, and Christianity", di Rob Meens, dove è riportata una lettera del vescovo Agobard of Lyons, che include la testimonianza di alcune persone del popolo che credevano ai "maghi del tempo" (tempestarii);

"1, 146: Plerosque autem vidimus et audivimus tanta dementia obrutos, tanta stultitia alienatos, ut credant et dicant, quandam esse regionem quae dicatur Magonia, ex qua naves veniant in nubibus, in quibus fruges quae grandinibus decidunt et tempestatibus pereunt, vehantur in eandem regionem, ipsis videlicet nautis aëreis dantibus pretia tempestariis, et accipientibus frumenta vel ceteras fruges. Ex his item tam profunda stultitia excoecatis, ut hoc posse fieri credant, vidimus plures in quodam conventu hominum exhibere vinctos quatuor homines, tres viros et unam feminam, quasi qui de ipsis navibus ceciderint: quos scilicet, per aliquot dies in vinculis detentos, tandem collecto conventu hominum exhibuerunt, ut dixi, in nostra praesentia, tanquam lapidandos. Sed tamen vincente veritate post multam ratiocinationem, ipsi qui eos exhibuerant secundum propheticum illud confusi sunt, sicut confunditur fur quando deprehenditur."

In breve, essi credevano che tali "maghi del tempo" (chiamati tempestarii) erano pagati per portare le tempeste sui campi degli altri, oppure per tener lontane le tempeste dai campi dei "magonesi", una operazione che gli era stata assegnata dalla "gente che viaggiava nelle navi volanti" che ripulivano i campi distrutti a meno chè non li si pagasse per non farlo. Non erano quindi i tempestarii stessi a causare le tempeste, quanto i loro amici che operavano, apparentemente, in mezzi volanti.

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Ultima modifica di Lawliet il 07/11/2010, 19:17, modificato 1 volta in totale.


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http://www.archive.org/stream/kingsmirr ... t_djvu.txt

Ecco cosa troviamo nel "The king's mirror" (Speculum regale-Konungs skuggsjá), tradotto nel 1917 dal norvegese antico all'inglese da Laurence Marcellus;

"there is a church dedicated to the memory of a saint
named Kiranus.* One Sunday while the populace was
at church hearing mass, it befell that an anchor was
dropped from the sky as if thrown from a ship; for a
rope was attached to it, and one of the flukes of the
anchor got caught in the arch above the church door.
The people all rushed out of the church and marveled
much as their eyes followed the rope upward. They saw
a ship with men on board floating before the anchor
cable; and soon they saw a man leap overboard and dive
down to the anchor as if to release it. The movements of
his hands and feet and all his actions appeared like those
of a man swimming in the water. When he came down
to the anchor, he tried to loosen it, but the people immediately
rushed up and attempted to seize him. In this
church where the anchor was caught, there is a bishop's
throne. The bishop was present when this occurred and
forbade his people to hold the man; for, said he, it might
prove fatal as when one is held under water. As soon as
the man was released, he hurried back up to the ship;
and when he was up the crew cut the rope and the ship
sailed away out of sight. But the anchor has remained
in the church since then as a testimony to this event.
"

Traduzione;

"C'è una chiesa dedicata alla memoria del santo Kiranus. Una domenica, mentre la gente era alla chiesa, accadde che un'ancora fu calata dal cielo come se buttata da una nave; ed una corda era attaccata ad essa, ed una delle punte dell'ancora si bloccò nell'"arco" sopra la porta della chiesa. Tutti uscirono fuori dalla chiesa e si meravigliarono non appena videro a cosa era attaccata la fune. Loro videro una nave con degli uomini a bordo navigare attaccata al cavo dell'ancora; e subito videro un uomo abbandonare la barca e scendere giù verso l'ancora come per liberarla. I movimenti delle sue mani e dei suoi piedi, e tutte le sue azioni, apparirono come quelle di un uomo che nuota nel mare. Quando scese sull'ancora, provò a liberarla, ma la gente immediatamente cercò di bloccarlo. In questa chiesa, dove l'ancora si bloccò, c'era un vescovo. Il vescovo era presente quando avvenne l'evento, e impedì alla sua gente di mantenere l'uomo; "poichè", disse,"potrebbe rivelarsi fatale, come per un uomo che vien trattenuto sott'acqua". Appena l'uomo fu rilasciato, egli corse subito verso la nave, e quando fu sopra di essa, la ciurma tagliò la fune, e la nave ripartì e se ne perse la vista. Ma l'ancora è rimasta nella chiesa come testimonianza dell'evento."

Invece nell'irlandese "Nennius" (211-213), troviamo un'altra versione dello stesso racconto;

riu, IV, 13
"Congalach, son of Maelmithig, was at the fair of Teltown on a certain day, when he saw a ship (sailing) along in the air. One of the crew cast a dart at a salmon. The dart fell down in the presence of the gathering, and a man came out of the ship after it. When he seized its end from above, a man from below seized it from below. Upon which the man from above said: * I am being drowned,' said he. ' Let him go,' said Congalach; and he is allowed to go up, and then he goes from them swimming."

Traduzione;

"Congalach (un re irlandese), figlio di Malemithig, era alla fiera di Teltown in un certo giorno, quando vide una nave (navigare) nell'aria. Uno della ciurma "lanciò un dardo al salmone" (??). Il dardo cadde giù in presenza della folla (di persone che stavano vedendo l'evento), ed un uomo uscì dalla nave per afferrarlo. Quando riuscì a prendere la sua estremità superiore, un uomo da terra prese la parte inferiore. Per questo l'uomo della nave che aveva afferrato da sopra il dardo disse; "Sto per annegare!". E Congalach disse; "Lascialo andare", e così l'uomo della nave riuscì a tornare su, e a raggiungere gli altri "nuotando"."

E' un passo molto controverso ed ambiguo, ma non per questo poco interessante.

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Ultima modifica di Lawliet il 28/12/2009, 16:20, modificato 1 volta in totale.


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Shen Kuo, famosissimo scienziato cinese, scrisse che durante il regno dell'imperatore Renzong (1022-1063 d.C.) un oggetto luccicante come una perla volò sulla città di Yangzhou di notte, e fu visto e descritto in precedenza già dagli abitanti di Anhui e poi da quelli di Jiangsu.
Shen ottenne la testimonianza diretta di un uomo che vide l'oggetto curioso vicino al lago di Xingkai, dicendo che esso;

http://en.wikipedia.org/wiki/Shen_Kuo

Passo tratto dal; "Dream Pool Essays", capitolo; "Strange Happenings" Dong (2000), 69–70:

"...opened its door and a flood of intense light like sunbeams darted out of it, then the outer shell opened up, appearing as large as a bed with a big pearl the size of a fist illuminating the interior in silvery white. The intense silver-white light, shot from the interior, was too strong for human eyes to behold; it cast shadows of every tree within a radius of ten miles. The spectacle was like the rising Sun, lighting up the distant sky and woods in red. Then all of a sudden, the object took off at a tremendous speed and descended upon the lake like the Sun setting."

Traduzione;

"...si aprì la "porta", e ne uscì una inondazione di luce così forte da sembrar provenire del Sole stesso. Poi si aprì l'altro guscio, dalle dimensioni di un letto, e si notò una perla dalla grandezza di un pugno che ne illuminava l'interno di un bianco argentato. L'intensa luce era troppo forte per poter essere osservata dall'occhio umano; tanto da proiettare ombra dagli alberi in un raggio di dieci miglia. La luce era simile a quella sprigionata dal sole all'alba, che illumina il cielo lontano e gli alberi di rosso. Poi, tutto d'un tratto, l'oggetto se ne andò ad una velocità incredibile, scendendo sull'orizzonte del lago, proprio come il sole."

Shen proseguì nel racconto, affermando che Yibo, un poeta di Gaoyou, scrisse addirittura un poema sulla "Perla". Dopo essere stata vista dagli abitanti di Fanliang in Yangzhou, aggiunge Shen, essi eressero un "Padiglione alla Perla", verso la quale gli uomini iniziarono a peregrinare nella speranza di vedere, anch'essi, il grande e misterioso oggetto volante.

Testo originale (che non sono, tuttavia, in grado di tradurre meglio di quanto già sia stato fatto da altri);
http://www.gutenberg.org/files/27292/27292-0.txt

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Ultima modifica di Lawliet il 11/10/2010, 21:21, modificato 1 volta in totale.


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http://www.ucc.ie/celt/published/T100005B/index.html

Uno strano passo, tratto direttamente dagli "Annali dei Quattro Maestri" (di cui è riportata l'intera traduzione sul sito appena linkato), racconta uno strano evento accaduto nell'anno 1161 d.C.;

"Demon ships were seen on the Bay of Gaillimh, and they sailing against the wind. The fortress on the day following was consumed by fire."

Traduzione;

"Le navi del demonio furono viste sopra la Baia di Galway, esse navigavano controventro. La fortezza, il giorno seguente, fu distrutta dal fuoco."

(Potrebbe essere la descrizione fantasiosa di una aurora boreale?)


Ultima modifica di Lawliet il 22/02/2010, 20:22, modificato 1 volta in totale.


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Alcune delle tante ambiguità nel "Prodigiorum ac ostentorum chronicon" di Lycosthenes;

Immagine
Tre sono le apparizioni, due croci ed una trave, negli anni 1479, 1480 e 1494 (non c'è bisogno di riportare il testo in quanto già presente nell'immagine).

Potete trovare il libro intero (scannerizzato) qui;

http://www.propheties.it/nostradamus/pr ... orum1.html
http://www.propheties.it/nostradamus/pr ... orum2.html
http://www.propheties.it/nostradamus/pr ... orum3.html
http://www.propheties.it/nostradamus/pr ... orum4.html
http://www.propheties.it/nostradamus/pr ... orum5.html



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Dalla autobiografia di Benvenuto Cellini, raccolta da Wikipedia, troviamo il seguente passo;

http://it.wikisource.org/wiki/La_vita_d ... olo_LXXXIX

"Montai a cavallo, venivamo sollecitamente alla volta di Roma. Arrivati che noi fummo in un certo poco di rialto, era di già fatto notte, guardando in verso Firenze tutti a dua d'accordo movemmo gran voce di maraviglia, dicendo: - Oh Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze? - Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva grandissimo splendore. Io dissi a Filice: - Certo noi sentiremo domane qualche gran cosa sarà stata a Firenze -."


Ultima modifica di Lawliet il 28/12/2009, 16:18, modificato 1 volta in totale.


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Immagine

"Il dipinto è stato fatto da Samuel Coccius, il quale volle simulare l'avvistamento del 7 agosto 1566, avvenuto in Basilea (Svizzera), durante il quale furono, per l'appunto, avvistati molti globi neri muoversi intorno al sole a velocità elevata, i quali sembravano combattessero tra di loro" (come cita lo stesso wikipedia).
Come fonte Wikipedia riporta; Walker, Charles: The encyclopedia of secret knowledge. [S.I.]: Limited Editions, 1995. ISBN 0091811139.

L'immagine è custodita nella Zurich Central Library, molti dei file presenti nella stessa biblioteca son riportati su wikimedia (questa è la pagina del suddetto; http://commons.wikimedia.org/wiki/File: ... ilehistory ). L'immagine è stata presa dalla biblioteca di:

http://ml.metabib.ch/V/D6PIHTGT2I3XXYTT ... try=000001


Ultima modifica di Lawliet il 29/07/2011, 13:57, modificato 1 volta in totale.


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Nell'edizione di Frank Moore del "Rebellion Record: a Diary of American Events: Poetry and Incidents", troviamo il seguente evento avvenuto il 23 febbraio del 1862;

http://www.perseus.tufts.edu/hopper/tex ... chapter=21

Volume 7, Ch. 21 ("Another cross in the sky", Un'altra croce nel cielo);

"A well-defined cross was seen in the sky a few nights since. A correspondent of the Wilmington (N. C.) Journal, writing from Kingston, N. C., gives the following description of the phenomena:

The moon rose cloudless. At a little before seven o'clock, two bright spots, some twelve degrees, (quarter in extent?) were visible, one north and the other south, and immediately thereafter a cross was seen in the heavens, the moon joining the four arms of the cross.

About half-past 8 o'clock the northern light went out, but the cross and the spot to the south remained until past ten, when I retired.
"

Traduzione:

"Alcune notti fa, fu vista nel cielo una croce ben definita. Un corrispondente del "Wilmington Journal", da Kingston, da la seguente descrizione del fenomeno:
La Luna sorse in un cielo senza nuvole. Un po' prima delle 19:00, furono visibili due punti luminosi (ad un angolo di 12 o 15 gradi?), uno a nord e l'altro a sud, e dopo poco tempo fu vista una croce nel cielo, che sembrava quasi delineare la circonferenza della Luna.
Dopo le 20:30 circa, il punto luminoso a nord scomparì, ma il punto luminoso a sud e la croce stessa rimasero almeno fino alle 22:00, quando io me ne andai
.
"



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