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Rettiloide
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 Oggetto del messaggio: Manufatto sumero in Sud America: Vaso Fuente Magna
MessaggioInviato: 25/06/2010, 18:57 
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I Sumeri viaggiarono fino al Sud America? Una prova schiacciante sembra confermare questa incredibile tesi

Uno dei reperti archeologici più controversi dell’intera America è la Fuente Magna, detta anche Vaso Fuente, un grande vaso di pietra, simile ad un recipiente per effettuare libagioni, battesimi o cerimonie purificatorie.
Secondo la versione ufficiale il vaso fu scoperto in Bolivia nel 1960, da un contadino, in un terreno privato che si dice sia appartenuto alla famiglia Manjon, situato a Chua, circa 80 chilometri da La Paz, nelle vicinanze del lago Titicaca.
Nella parte esterna il vaso riporta alcuni bassorilievi zoomorfi (di origine Tihuanacoide), mentre nell’interno, oltre a una figura zoomorfa o antropomorfa (a seconda dell’interpretazione), vi sono incisi due tipi di differenti scritture, un alfabeto antico, proto-sumerico, e il quellca, idioma dell’antica Pukara, civiltà antesignana di Tiwanacu.
Nel 1960 l’archeologo boliviano Max Portugal Zamora attuò alcuni piccoli lavori di restauro sul vaso di pietra, e tentò di decifrare senza successo la misteriosa scrittura che è incisa nella parte interna.
Il vaso fu consegnato da un membro della familia Manjon al municipio di La Paz nel 1960. In cambio la familia Manjon ottenne un terreno in una zona adiacente la capitale.
L’oggetto rimase in uno scantinato del “Museo de los metales preciosos” per 40 anni.

Fino alla fine del XX secolo nessuno sapeva in realtà da dove venisse la Fuente Magna, e nessuno poteva immaginare la straordinaria e affascinante storia che racchiude.
Nel 2000 due ricercatori di La Paz, l’argentino Bernardo Biados e il boliviano Freddy Arce, viaggiarono fino a Chua, luogo situato nel nord del lago Titicaca, e chiesero informazioni ai nativi di lengua aymara sul ritrovamento della Fuente Magna nel 1960.
Inizialmente nessuno sapeva dare informazioni, nè sul Vaso Fuente, nè sulla famiglia Manjon, che sembrava essere scomparsa nel nulla. Successivamente incontrarono un anziano di 92 anni, detto Maximiliano, che dopo aver osservato una foto della Fuente Magna, la riconobbe come sua, e la denominò in spagnolo “el plato del chanco”, ovvero il vaso dove mangiavano i maiali.

Maximiliano dichiarò che il vaso fu trovato molti anni prima nelle vicinanze del villaggio e non gli fu data alcuna importanza fino a quando alcuni uomini lo portarono via (forse pagando un corrispettivo), per poi consegnarlo al municipio di La Paz.
Proprio così: uno degli oggetti più importante dell’intera Storia umana era utilizzato da un campesino come recipiente per dar da mangiare ai maiali!

Bernardo Biados e Freddy Arce fotografarono e studiarono a fondo il celebre vaso, giungendo alla conclusione che era utilizzato nell’antichità per cerimonie religiose purificatorie. I due ricercatori inviarono le foto delle iscrizioni al famoso epigrafista statunitense Clyde Ahmed Winters, che decifrò le enigmatiche iscrizioni proto-sumeriche che si trovano all’interno della Fuente Magna.
Ecco la traduzione del pannello centrale dove vi sono i caratteri cuneiformi:

"Avvicinati nel futuro ad una persona dotata di grande protezione nel nome della grande Nia. Questo oracolo serve alle persone che vogliono raggiungere la purezza e rafforzare il carattere. La Divina Nia diffonderà purezza, serenità, carattere. Usa questo talismano (la Fuente Magna), per far germogliare in te saggezza e serenità.
Utilizzando il santuario giusto, il sacrario unto, il saggio giura di intraprendere il giusto camino per raggiungere la purezza e il carattere. Oh sacerdote, trova l’unica luce, per tutti coloro che desiderano una vita nobile."


Immagine
Secondo alcuni ricercatori, la "rana" nella "Fuente" è la rappresentazione di Nia, la Dea dei Sumeri.

Secondo i testi antichi Ni-ash (Nammu o Nia), era la Dea che diede luce al Cielo e alla Terra, al tempo dei Sumeri. Il bassorilievo situato nella parte interna del vaso, che può richiamare ad una rana (simbolo di fertilità), secondo alcuni ricercatori è proprio la rappresentazione di Nia, la Dea dei Sumeri.
Gli altri simboli che si trovano ai lati del bassorilievo e nella parte adiacente alle incisioni proto-sumeriche, sono stati interpretati come quellca, idioma scritto della civiltà Pukara, ma non sono stati decifrati.
Nella parte esterna del vaso ci sono alcuni bassorilievi zoomorfi, che richiamano la cultura di Tiwuanacu: pesce e serpente. E’ molto probabile che la Fuente Magna venisse utilizzata come vaso sacro per cerimonie esoteriche, che richiamavano il culto della fertilità e la ricerca della purezza.

A questo punto sorge la domanda? Come è possibile che vi siano delle iscrizioni proto-sumeriche in un vaso ritovato presso il Titicaca, a ben 3800 metri d’altezza sul livello del mare, distante decine di migliaia di chilometri dal luogo di espansione della civiltà dei Sumeri?
A mio parere La Fuente Magna è autentica, ed è uno degli oggetti antichi più importanti del mondo, attraverso il quale si può venire a conoscenza del passato remoto dell’umanità e dei suoi viaggi interoceanici.
Innuanzitutto si deve ricordare che l’esistenza del Nuovo Mondo era perfettamente conosciuta ai Fenici e ai Cartaginesi che circumnavigarono l’Africa nel I millennio prima di Cristo. Ma le loro conoscenze derivavano dai Sumeri, il popolo che spesso si associa erroneamente con la “nascità della civiltà”.

E’ noto che i Sumeri navigavano sulle loro imbarcazioni attraverso i canali del Tigri e dell’Eufrate allo scopo di commerciare. E’ invece poco conosciuta la navigazione marittima dei Sumeri, che avevano come base l’attuale isola di Bahrein, dove recenti scavi hanno dimostrato l’esistenza di un porto commerciale che era in attività nel terzo millennio prima di Cristo. Nei testi Sumeri l’odierno Behrein era identificato come Dilmoun, e da quel punto le flotte sumere partivano per la foce dell’Indo da dove rimontavano il grande fiume, giungendo a Mohenjo-Daro, per intercambiare tessuti, oro, incenso e rame. Le imbarcazioni sumere erano lance che potevano dislocare fino a 36 tonnellate.

Secondo Bernardo Biados i Sumeri circumnavigarono l’Africa già nel terzo millennio prima di Cristo, ma, arrivati presso le isole di Capo Verde, si trovarono sbarrato il passaggio dai venti contrari che soffiano incesantemente verso sud-est. Si trovarono pertanto obbligati a fare rotta verso ovest, cercando venti favorevoli. Fu così che giunsero occasionalmente in Brasile presso le coste dell’attuale Piauì o Maranhao. Da quei punti esplorarono il continente risalendo gli affluenti del Rio delle Amazzoni, in particolare il Madeira e il Beni.

In questo modo arrivarono all’altopiano andino, che probabilmente nel 3000 a.C. non aveva un clima così freddo. Si mischiarono così alle genti Pukara che a loro volta provenivano dall’Amazzonia (espansione Arawak), e ai popoli Colla (i cui discendenti parlano oggi la lingua aymara). La cultura Sumera influenzò le genti dell’altopiano, non solo dal punto di vista religioso, ma anche lessicale. Molti linguisti infatti hanno trovato molte similitudini tra il proto-sumerico e l’aymara.
Alcuni Sumeri rientrarono nel Vecchio Mondo e vi trasportarono la coca, che fu trovata anche nelle mummie di alcuni faraoni egizi.

Ultimamente Bernardo Biados e Freddy Arce hanno analizzato e studiato a fondo il monolito di Pokotia, che riporta interessanti iscrizioni nella parte dorsale, che possono anch’esse essere relazionate con viaggi inter-oceanici avvenuti antecedentemente al terzo millennio a.C.
Solo con lo studio comparato di genetica, archeologia, linguistica e scienza epigrafica si potrà giungere in futuro alla reale comprensione delle relazioni tra gli antichi popoli del mondo, in modo da poter tracciare così una mappa dettagliata dell’intera evoluzione umana.

Se questa prova fosse confermata, avverrebbe la più grande rivoluzione archeologica di tutti i tempi e alcuni ricercatori/scrittori considerati scrittori di fantascienza, potrebbero drammaticamente aver ragione! (ndMcPaul)


Fonte: http://nemsisprojectresearch.blogspot.c ... erica.html - http://codenamejumper.wordpress.com/201 ... ovo-mondo/


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MessaggioInviato: 25/06/2010, 19:20 
Ottima notizia. [;)]


Molto interessante, finalmente abbiamo le prove di quel che si è sempre pensato sui contatti passati tra le civiltà antiche dalle due sponde degli oceani.

Fa rabbia pensare che un antico oggetto rituale, un reperto storico di quella importanza, sia stato usato in passato come mangiatoia.

E che quando si è scoperto di cosa si trattava in realtà sia stato abbandonato in un oscuro magazzino, nascosto agli occhi del mondo.


Speriamo che ora venga studiato come merita dai ricercatori, e che non diventi off-limits. Come invece temo.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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MessaggioInviato: 25/06/2010, 20:54 
in questo articolo si vede meglio il manufatto

http://nibiru2012.forumfree.it/?t=47003897



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MessaggioInviato: 26/06/2010, 11:02 
Cita:
Aztlan ha scritto:


Fa rabbia pensare che un antico oggetto rituale, un reperto storico di quella importanza, sia stato usato in passato come mangiatoia.


E vabbè, per un allevatore sono certamente più importanti i suoi animali che un vaso "strano" [:)].


Ultima modifica di Glypto il 26/06/2010, 11:03, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 26/06/2010, 16:37 
Comunque se il vaso è stato scperto nel 1960,prima c'è stato tutto il tempo per portarlo li da parte di altri ricercatori,esploratori e archeologi in tempi più recenti rispetto a quelli sumeri.



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Fuoco e vento provengono dal cielo, dagli dei del cielo, ma è Crom il tuo dio, Crom che vive nella terra. Un tempo i giganti vivevano nella terra Conan, e nell'oscurità del caos mistificarono Crom e gli sottrassero il segreto dell'acciaio. Crom si adirò e la terra tremò e fuoco e vento si abbatterono su quei giganti e scagliarono i loro corpi nelle acque. Ma nel loro furore gli dei si dimenticarono del segreto dell'acciaio e lo lasciarono sul campo di battaglia, e noi che lo trovammo non siamo che uomini. Né dei, né giganti. Solo uomini. E il segreto dell'acciaio ha sempre portato con sé un mistero; devi impararne il valore Conan, devi impararne la disciplina. Perché di nessuno, di nessuno al mondo ti puoi fidare, né uomini, né donne, né bestie. Di questo solo ti puoi fidare.



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Per i truffatori ufologici, dobbiamo far applicare l'articolo 661 del C.P.: "Abuso della credulità popolare"
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MessaggioInviato: 26/06/2010, 22:13 
Sitchin aveva ragione?


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MessaggioInviato: 27/06/2010, 02:33 
Mah.


Qui gli alieni, gli UFO o i presunti Annunaki di Nibiru c' entrano poco - modo retorico per dire "niente".

Dimostra solo che in passato ci sarebbero davvero stati contatti tra civiltà antiche considerate "indipendenti".

Confermando una tesi portata avanti ormai da 60 anni da una schiera di studiosi non allineati e finora derisi.


Speriamo giungano presto notizie riguardo questo manufatto. Analisi, ulteriori studi, re-interpretazioni....



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MessaggioInviato: 27/06/2010, 14:34 
Interessantissimo, senza alcun dubbio. Leggendo la notizia, ho avuto l'impressione che questo ritrovamento possa essere legato ad altri misteri dell'archeologia e anche con la possibilità di incontri alieni nel passato, anche se sono d'accordo con il fatto che Sitchin non c'entra niente con questo ritrovamento.
Infatti, come ho sempre sostenuto, sono sempre più convinto che i Sumeri abbiano avuto contatti con gli alieni, ma non quelli immaginati da Sitchin.
Procedo con ordine, elencando altri misteri legati forse a questo ritrovamento:
1) Da molto tempo è stato accertato che c'è un'indubbia stretta parentela fra la scrittura dell'isola di Rapa Nui, meglio nota come Pasqua, e la scrittura della civiltà dell'Indo delle famose citta di Harappa e Mohenjo-Daro, le quali avevano indubbi rapporti con la civiltà dei Sumeri (e che, come essi, da antiche leggende e da ritrovamenti archeologici, sembrano avere avuto anch'essi contatti con alieni).
Nell'articolo si dice che i Sumeri sarebbero venuti in America attraverso l'Atlantico. E se invece fossero andati attraverso l'Indiano e il Pacifico? In fin dei conti, c'è chi ha teorizzato la possibile origine sumerica dei Polinesiani (così come ce n'è una dai Mauretani, per cui i Maori discenderebbero dai loro quasi omonimi Mauri del Nord-Africa).
2) Sulle coste andine sono stati ritrovati reperti archeologici giapponesi risalenti a 6000 anni fa (sì, avete capito bene!) appartenenti alla cultura Jomon, una cultura europoide e non mongolica che viveva allora in Giappone, di cui sono discendenti gli attuali Ainu.
3) L'origine dei Sumeri è sconosciuta, ma si suppone che essi venissero "dal mare". Non si sa da dove, però, perché il loro linguaggio non è imparentato con nessun altro conosciuto.
E se in realtà i Sumeri fossero venuti da una patria posta ad oriente, in qualche parte dell'Asia, magari dalle parti del Giappone (ricordiamoci di Yonaguni), da dove gli antenati dei Sumeri si sono diffusi in varie parti del mondo, fra cui l'Indo e anche regioni del Pacifico e del Sud-America? In fin dei conti, è stato riscontrato in alcune popolazioni di Americani Nativi geni provenienti dall'Asia Meridionale....
4) La Dea Nia, o Nammu, in forma di "rana" e con simboli come il pesce e il serpente, creatrice del Cielo e della Terra, assomiglia in modo spaventoso, impressionante, ad altri miti, e si collega alla teoria dei mitici Uan, o Oannes, o Nommu, o Naga e mille altre forme simili, creature in parte umanoidi, in parte reptiloidi, acquatici, anfibi con le mani e i piedi palmati come le rane, e associati nel folklore popolare appunto ai pesci e ai serpenti.
Creature che hanno avuto il merito, secondo le leggende di tutto il mondo, di aiutare l'umanità sul cammino della conoscenza e del progresso tecnico e civile, fondando civiltà, città, regni e dinastie.
E se dietro queste migrazioni antiche, ci fossero stati loro, a guidare le navi degli emigranti nuotando al loro fianco, per diffondere la civiltà sul pianeta?
Sto facendo galoppare la fantasia, ok.... ma gli indizi che si stanno accumulando hanno per me un valore e un volume impressionanti.
Non trovate anche voi?


Ultima modifica di Enkidu il 27/06/2010, 14:37, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 04/07/2010, 04:41 
Gli indizi che si sono accumulati nel corso di questi ultimi 60 anni di ricerche alternative richiederebbero ormai una biblioteca a sè.

Su quale sia la risposta, l' interpretazione da dare a questi indizi, ci si divide e ci si dividerà fino a che non ci saranno le prove.

Fino ad allora possiamo solo fare ipotesi e discuterle e cercare di trovare quelle migliori.


Sono d' accordo che ci siano stati antichi Contatti e che questi possano avere avuto un ruolo nella civilizzazione e persino nella genesi della specie umana.

Tengo però a ricordare che i miti non vanno presi alla lettera: come sempre secondo il loro meccanismo, esemplificano, metaforizzando, e si tramutano passando di bocca in bocca da una generazione all' altra per migliaia di anni.

Per cui quel misterioso popolo di civilizzatori che solcavano i mari di tutto il mondo per far (ri)partire il cammino dell' Uomo (avviato all' origine forse da Chi ci avrebbe creato), nel ricordo dei discendenti dei beneficiari delle loro azioni, dopo millenni di trasmissione orale del racconto, sono divenuti, in quanto provenienti dal mare, esseri acquatici, in parte umani in parte pesce, anfibi.


Ma questa è solo il risultato di millenni di storpiature, metaforizzazioni e esemplificazioni del messaggio originale.


Questa ovviamente è solo la mia opinione.

Aztlan



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MessaggioInviato: 18/07/2010, 12:58 
Infatti, è solo una tua opinione, in quanto un conto sono le leggende di civilizzatori provenienti dal mare (in barca o in nave) e un conto sono le leggende di esseri "usciti dall'acqua" o che vivono in acqua, e che non necessariamente provengono dal mare, ma molto spesso dal sottosuolo o da un fiume, o addirittura dalle stelle, come nel caso dei Nommu dell'Alto Volta.
Invocare "le storpiature" nell'analisi dei miti senza specificare dove tali "storpiature" siano potute avvenire o meno, significa semplicemente forzare la mano all'interpretazione. Soprattutto quando si vuole dire che tali "storpiature" sarebbero avvenute nello stesso modo in paesi e contesti culturali completamente diversi.
Può anche darsi che la mente umana sia portata ad associare i serpenti ai fiumi per il semplice fatto che i primi strisciano sinuosamente sulla superficie della terra come fanno anche i secondi.... ma quando poi tale simbolo si trova associato a una serie di altri simboli come i pesci, le rane, la fonte del sapere, gli abissi sotterranei.... sinceramente mi sembra che non si possano più invocare le "storpiature".
Certo, quello che affermo e che vado elaborando ormai da alcuni anni sulla presenza di alieni anfibi e reptiloidi civilizzatori nel nostro passato e nel nostro presente è solo una teoria, ma non è una teoria uguale a tante altre, in quanto si fonda sulla conoscenza non di una mitologia (come invece fanno altre teorie paleoastronautiche) ma cerca di fondarsi su tutte le mitologie della Terra.
Fino a quando uno storico delle religioni non mi darà una convincente spiegazione antropologica sul perché tanti popoli hanno prodotto determinate figure mitiche che ancora adesso sembrano condizionare enormemente la fantasia umana, io continuerò a pensare che la mia teoria sia più fondata di quella che vuole ricondurre tutto ad Atlantide o quella che vuole ricondurre tutto a Nibiru.....


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 Oggetto del messaggio: Re: Manufatto sumero in Sud America
MessaggioInviato: 19/02/2015, 12:27 
VASO FUENTE MAGNA


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Uno dei reperti archeologici più controversi dell’intera America è la Fuente Magna, detta anche Vaso Fuente, un grande vaso di pietra, simile ad un recipiente per effettuare libagioni, battesimi o cerimonie purificatorie.
Secondo la versione ufficiale il vaso fu scoperto in Bolivia nel 1960, da un contadino, in un terreno privato che si dice sia appartenuto alla famiglia Manjon, situato a Chua, circa 80 chilometri da La Paz, nelle vicinanze del lago Titicaca.
Nella parte esterna il vaso riporta alcuni bassorilievi zoomorfi (di origine Tihuanacoide), mentre nell’interno, oltre a una figura zoomorfa o antropomorfa (a seconda dell’interpretazione), vi sono incisi due tipi di differenti scritture, un alfabeto antico, proto-sumerico, e il quellca, idioma dell’antica Pukara, civiltà antesignana di Tiwanaku.

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Nel 1960 l’archeologo boliviano Max Portugal Zamora attuò alcuni piccoli lavori di restauro sul vaso di pietra, e tentò di decifrare senza successo la misteriosa scrittura che è incisa nella parte interna.
Il vaso fu consegnato da un membro della familia Manjon al municipio di La Paz nel 1960. In cambio la familia Manjon ottenne un terreno in una zona adiacente la capitale.
L’oggetto rimase in uno scantinato del “Museo de los metales preciosos” per 40 anni.
Fino alla fine del XX secolo nessuno sapeva in realtà da dove venisse la Fuente Magna, e nessuno poteva immaginare la straordinaria e affascinante storia che racchiude.
Nel 2000 due ricercatori di La Paz, l’argentino Bernardo Biados e il boliviano Freddy Arce, viaggiarono fino a Chua, luogo situato nel nord del lago Titicaca, e chiesero informazioni ai nativi di lengua aymara sul ritrovamento della Fuente Magna nel 1960.
Inizialmente nessuno sapeva dare informazioni, nè sul Vaso Fuente, nè sulla famiglia Manjon, che sembrava essere scomparsa nel nulla. Successivamente incontrarono un anziano di 92 anni, detto Maximiliano, che dopo aver osservato una foto della Fuente Magna, la riconobbe come sua, e la denominò in spagnolo “el plato del chanco”, ovvero il vaso dove mangiavano i maiali.
Maximiliano dichiarò che il vaso fu trovato molti anni prima nelle vicinanze del villaggio e non gli fu data alcuna importanza fino a quando alcuni uomini lo portarono via (forse pagando un corrispettivo), per poi consegnarlo al municipio di La Paz.
Proprio così: uno degli oggetti più importante dell’intera Storia umana era utilizzato da un campesino come recipiente per dar da mangiare ai maiali!
Bernardo Biados e Freddy Arce fotografarono e studiarono a fondo il celebre vaso, giungendo alla conclusione che era utilizzato nell’antichità per cerimonie religiose purificatorie. I due ricercatori inviarono le foto delle iscrizioni al famoso epigrafista statunitense Clyde Ahmed Winters, che decifrò le enigmatiche iscrizioni proto-sumeriche che si trovano all’interno della Fuente Magna.
Ecco la traduzione del pannello centrale dove vi sono i caratteri cuneiformi:

Avvicinati nel futuro ad una persona dotata di grande protezione nel nome della grande Nia. Questo oracolo serve alle persone che vogliono raggiungere la purezza e rafforzare il carattere. La Divina Nia diffonderà purezza, serenità, carattere. Usa questo talismano (la Fuente Magna), per far germogliare in te saggezza e serenità.
Utilizzando il santuario giusto, il sacrario unto, il saggio giura di intraprendere il giusto camino per raggiungere la purezza e il carattere. Oh sacerdote, trova l’unica luce, per tutti coloro che desiderano una vita nobile.

Secondo i testi antichi Ni-ash (Nammu o Nia), era la Dea che diede luce al Cielo e alla Terra, al tempo dei Sumeri. Il bassorilievo situato nella parte interna del vaso, che può richiamare ad una rana (simbolo di fertilità), secondo alcuni ricercatori è proprio la rappresentazione di Nia, la Dea dei Sumeri.
Gli altri simboli che si trovano ai lati del bassorilievo en ella parte adiacente alle incisioni proto-sumeriche, sono stati interpretati come quellca, idioma scritto della civiltà Pukara, ma non sono stati decifrati.
Nella parte esterna del vaso ci sono alcuni bassorilievi zoomorfi, che richiamano la cultura di Tiwuanaku: pesce e serpente. E’ molto probabile che la Fuente Magna venisse utilizzata come vaso sacro per cerimonie esoteriche, che richiamavano il culto della fertilità e la ricerca della purezza.
A questo punto sorge la domanda? Come è possibile che vi siano delle iscrizioni proto-sumeriche in un vaso ritovato presso il Titicaca, a ben 3800 metri d’altezza sul livello del mare, distante decine di migliaia di chilometri dal luogo di espansione della civiltà dei Sumeri?
A mio parere La Fuente Magna è autentica, ed è uno degli oggetti antichi più importanti del mondo, attraverso il quale si può venire a conoscenza del passato remoto dell’umanità e dei suoi viaggi interoceanici.
Innuanzitutto si deve ricordare che l’esistenza del Nuovo Mondo era perfettamente conosciuta ai Fenici e ai Cartaginesi che circumnavigarono l’Africa nel I millennio prima di Cristo. Ma le loro conoscenze derivavano dai Sumeri, il popolo che spesso si associa erroneamente con la “nascità della civiltà”.
E’ noto che i Sumeri navigavano sulle loro imbarcazioni attraverso i canali del Tigri e dell’Eufrate allo scopo di commerciare. E’ invece poco conosciuta la navigazione marittima dei Sumeri, che avevano come base l’attuale isola di Bahrein, dove recenti scavi hanno dimostrato l’esistenza di un porto commerciale che era in attività nel terzo millennio prima di Cristo. Nei testi Sumeri l’odierno Behrein era identificato come Dilmoun, e da quel punto le flotte sumere partivano per la foce dell’Indo da dove rimontavano il grande fiume, giungendo a Mohenjo-Daro, per intercambiare tessuti, oro, incenso e rame. Le imbarcazioni sumere erano lance che potevano dislocare fino a 36 tonnellate.
Secondo Bernardo Biados i Sumeri circumnavigarono l’Africa già nel terzo millennio prima di Cristo, ma, arrivati presso le isole di Capo Verde, si trovarono sbarrato il passaggio dai venti contrari che soffiano incesantemente verso sud-est. Si trovarono pertanto obbligati a fare rotta verso ovest, cercando venti favorevoli. Fu così che giunsero occasionalmente in Brasile presso le coste dell’attuale Piauì o Maranhao. Da quei punti esplorarono il continente risalendo gli affluenti del Rio delle Amazzoni, in particolare il Madeira e il Beni.
In questo modo arrivarono all’altopiano andino, che probabilmente nel 3000 a.C. non aveva un clima così freddo. Si mischiarono così alle genti Pukara che a loro volta provenivano dall’Amazzonia (espansione Arawak), e ai popoli Colla (i cui discendenti parlano oggi la lingua aymara). La cultura Sumera influenzò le genti dell’altopiano, non solo dal punto di vista religioso, ma anche lessicale. Molti linguisti infatti hanno trovato molte similitudini tra il proto-sumerico e l’aymara.
Alcuni Sumeri rientrarono nel Vecchio Mondo e vi trasportarono la coca, che fu trovata anche nelle mummie di alcuni faraoni egizi.
Ultimamente Bernardo Biados e Freddy Arce hanno analizzato e studiato a fondo il monolito di Pokotia, che riporta interessanti iscrizioni nella parte dorsale, che possono anch’esse essere relazionate con viaggi inter-oceanici avvenuti antecedentemente al terzo millennio a.C.
Solo con lo studio comparato di genetica, archeologia, linguistica e scienza epigrafica si potrà giungere in futuro alla reale comprensione delle relazioni tra gli antichi popoli del mondo, in modo da poter tracciare così una mappa dettagliata dell’intera evoluzione umana.

Fonte: http://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=97


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 Oggetto del messaggio: Re: Manufatto sumero in Sud America: Vaso Fuente Magna
MessaggioInviato: 19/02/2015, 12:42 
Riporto la segnalazione di mauro:

mauro ha scritto:



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"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

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 Oggetto del messaggio: Re: Manufatto sumero in Sud America: Vaso Fuente Magna
MessaggioInviato: 19/02/2015, 12:47 
Riporto il documento segnalato da MaxPower:

Cita:
MaxpoweR ha scritto:

Il caso più emblematico è senza dubbio questo:

FuenteMagna.pdf [127.04 KiB]
Scaricato 119 volte


Link all'originale: http://gizidda.altervista.org/down/FuenteMagna.pdf




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 Oggetto del messaggio: Re: Manufatto sumero in Sud America: Vaso Fuente Magna
MessaggioInviato: 19/02/2015, 12:52 
quisquis ha scritto:
Cita:
MaxpoweR ha scritto:

Il caso più emblematico è senza dubbio questo:

http://gizidda.altervista.org/down/FuenteMagna.pdf


Non lo sapevo, grazie.
Se il reperto fosse genuino la cosa sarebbe sicuramente dirompente. Se fosse genuino, è chiaro.
Comunque, anche se fosse genuino ed ammesso che si tratti davvero di sumero e non di un'altra lingua espressa in caratteri cuneiformi (anche oggi l'alfabeto latino si usa per molte lingue diverse tra loro), questo non significherebbe necessariamente colonie sumere in sudamerica, ma potrebbe essersi trattato di contatti culturali; certo, ottenuti come e per quale via, vista la distanza geografica, sarebbe tutto da spiegare.



La soluzione è di una semplicità evidente:

non si tratta assolutamente di scrittura cuneiforme.
Facile.
Avete mai visto una tavoletta cuneiforme?

questo a prescindere dal fatto che sia un reperto veramente antico o meno.


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 Oggetto del messaggio: Re: Manufatto sumero in Sud America: Vaso Fuente Magna
MessaggioInviato: 19/02/2015, 13:05 
cecca ha scritto:
La soluzione è di una semplicità evidente:

non si tratta assolutamente di scrittura cuneiforme.
Facile.
Avete mai visto una tavoletta cuneiforme?

questo a prescindere dal fatto che sia un reperto veramente antico o meno.


Personalmente non ho alcuna competenza in scrittura cuneiforme e quindi non posso dire assolutamente nulla.

Nel link seguente parlano di scrittura cuneiforme e di proto-sumero (??) e illustrano un tentativo di decifrazione (non ho idea con quale autorevolezza):

http://www.webcitation.org/query.php?ur ... Awen3a.htm

Qui invece, e' riportato un riferimento bibliografico:

Epigraphic Society Occasional Papers
Vol. 13, 1985

A Sumerian Inscription of the Fuente Magna, La Paz, Bolivia (5 pp) Alberto Marini 13-p 9
Inscription on a large font or libation bowl, reported by a leading authority on Sumerian (bio. of author given).

http://epigraphy.org/volume_13.htm

che tuttavia a noi normali non e' accessibile.



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