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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 18/08/2020, 10:26 
edit: sopra ho fatto un errore, la sfera in un pilastro di Gobekli Tepe rappresenterebbe il Sole, con zodiaco annesso...

andreacorazza ha scritto: "Atlantide dalle Galapagos fino all'isola di pasqua"

nel mezzo c'è la cordigliera delle Ande, l' Amazzonia e fiumi e oceani vari, difficile sistemarci in un blocco unico e contiguo Atlantide...
parli di un'area con almeno 4-5000km di diametro
si pensa a diversi siti, tra l'altro un pò eterogenei... non uno solo...

e... questo Kintor chi è?



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 18/08/2020, 11:22 
Cita:
"Zelman"]guarda che il nome di Atlantide è uno, ma le versioni regionali e diluite nel tempo sono diverse

i greci certo non c'erano 8000 anni fa

la civiltà primigenia di Atlantide, cioè FINO a 12000 anni fa, MINIMO, e cioè non si sa quando siano apparsi dato che tutto è stato lavato nel fango e nei fondi sottomarini, non era certo il rimasuglio che più di una volta si è dovuto ricostruire ed organizzare

cioè Atlantide che si diffonde in tutto il pianeta, con le versioni locali, pensi che non avesse potuto, nella sua forma originaria, fare polvere dei greci tipo quelli di solo 4000 anni fa?

Innanzitutto la data di 4000 anni fa chi l'ha stabilito? .

Cita:
e se si pensa che erano in grado di fare costruzioni megalitiche
,
Chi l'ha detto? dove sono queste costruzioni Megalitiche imputabili specificatamente ad Atlantide?.

Cita:
non si capisce bene come, o perchè erano giganti o con strumenti incredibili, tipo una sfera o un cosidetto "betili" se pietre cadute dal cielo o strano strumento tecnologico, leggi Hancock, ne è raffigurato uno in un pilastro a Gobleki Tepe, come riverenza, altri nella forma di pigna in alcuni bassorilievi egiziani con strani esseri ibridi uomo-animale, e altri collegamenti con monumenti inca e nell'isola di pasqua, e in certe iscrizioni viene detto che riuscivano a dare vita alle pietre (edit 21.21)

Tutte queste certezze non sono citate da Platone, sarà che Hanckoc racconta un'altra storia di un'altro tempo di qualche altro scrittore antico!!!, non si deve abbandonare mai gli scritti di Platone se vogliamo parlare di Atlantide da lui citata e tramandata dagli antichi Egiziani.

Cita:
non penso che a quei tempi ai "greci" sarebbero potute rimanere scappatoie, non credo che i greci tardivi e vicini a noi avessero potuto qualcosa contro Atlantide
è tutto compresso nella mancanza di documenti e differenziazioni di epoche e nelle tradizioni orali...

solo dopo ennesimi disastri i greci si sono trovati e hanno potuto prevalere con quello che era rimasto molto residuo di Atlantide


Per farti un'altra idea su Atlantide leggi il libro di --- ALBERTO ARECCHI ---

" ATLANTIDE UN'IPOTESI PER RITROVARLA " Edizioni Liuprand.


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 18/08/2020, 14:24 
bleffort ha scritto:
Cita:
"Zelman"]guarda che il nome di Atlantide è uno, ma le versioni regionali e diluite nel tempo sono diverse
i greci certo non c'erano 8000 anni fa
la civiltà primigenia di Atlantide, cioè FINO a 12000 anni fa, MINIMO, e cioè non si sa quando siano apparsi dato che tutto è stato lavato nel fango e nei fondi sottomarini, non era certo il rimasuglio che più di una volta si è dovuto ricostruire ed organizzare
cioè Atlantide che si diffonde in tutto il pianeta, con le versioni locali, pensi che non avesse potuto, nella sua forma originaria, fare polvere dei greci tipo quelli di solo 4000 anni fa?

Innanzitutto la data di 4000 anni fa chi l'ha stabilito? .

la storia ortodossa e ufficiale l'"ha" stabilito, parlo di quello che è evidente (non di quello che non accettano) e l' "ha" stabilito con documenti, manufatti, costruzioni, cronache, svolgimenti storici e si sa che i greci a cui ci RIFERIAMO sono comparsi, come popolazione influente nell'area, non molto prima del XV sec a.c.
se poi, contrariamente alla limitata storia ortodossa, si sospetta giustamente altro ti devi affidare, non solo a Platone, ma a reperti, perchè anche se Platone ha riportato quello e quanto l'altro dopo, poi si fanno ricerche e si verifica...
tra l'altro, non è che preferisci questa "IPOTESI per ritrovare Atlantide" del tale corregionale Arecchi, perchè vuoi portare acqua di Atlantide al mulino della Sicilia, tuo centro del mondo?
come situazione mi sembra un pò limitata
e ti faccio notare che tu stai passando sopra su un'infinità di cose trovate in giro per il mondo,

Cita:
Cita:
e se si pensa che erano in grado di fare costruzioni megalitiche
,
Chi l'ha detto? dove sono queste costruzioni Megalitiche imputabili specificatamente ad Atlantide?.

e allora chi le ha fatte queste costruzioni? i greci? i siciliani? i bambini dell'asilo? lo zio pino di port'empè? non credo

Cita:
Cita:
non si capisce bene come, o perchè erano giganti o con strumenti incredibili, tipo una sfera o un cosidetto "betili" se pietre cadute dal cielo o strano strumento tecnologico, leggi Hancock, ne è raffigurato uno in un pilastro a Gobleki Tepe, come riverenza, altri nella forma di pigna in alcuni bassorilievi egiziani con strani esseri ibridi uomo-animale, e altri collegamenti con monumenti inca e nell'isola di pasqua, e in certe iscrizioni viene detto che riuscivano a dare vita alle pietre (edit 21.21)

Tutte queste certezze non sono citate da Platone, sarà che Hanckoc racconta un'altra storia di un'altro tempo di qualche altro scrittore antico!!!, non si deve abbandonare mai gli scritti di Platone se vogliamo parlare di Atlantide da lui citata e tramandata dagli antichi Egiziani.

ma da quale altro scrittore antico! sei tu che non leggi
se si trovano delle cose inspiegate ci si fanno domande, e correlazioni, oltre alla sola cosa che tu tieni presente:
le testimonianze tramandate da Platone [:(!]
edit 15.08
quelle delle pietre che prendono vita sono in un papiro egiziano che si trova a londra e in alcune iscrizioni se non ricordo male del tempio di edfu egizio e ce ne è traccia altrove
e tu saresti quello documentato?
e se ne parla anche in leggende e tradizioni ovunque nel sud-america, che hanno in comune il diluvio come nella genesi... ma non sto discutendo la versione di diluvio,
senz'altro è stato un imprinting dato da fatti ultracatastrofici lontani almeno 1000 anni.. e planetari
hancock ha trovato reperti e indicazioni di cui Platone non sapeva nulla: Platone ha avuto sì indicazioni ripetute da Solone da tradizioni orali dei saggi sacerdoti egizi, tramandate da MILLENNI, e ci sarebbe qualcosa ma poco poco nel tempio di Edfu sud-egitto,
e si usa come PUNTO DI PARTENZA (da verificare)
Platone non sapeva nemmeno di gobekli tepe, perchè era sepolta, e non si sa perchè fu sepolta, nè la avrebbe messa in collegamento con le civiltà avanzate distrutte, nè aveva visto certe cose comuni tra i pilastri di lì e altre manifatture del sud-america, che manco conosceva e di rimbalzo anche dell'isola di pasqua
se ti vuoi affidare al conosciuto, trovi poco, e se vuoi tralasciare il non conosciuto dall'archeologia ortodossa guarda oltre la sicilia
in tutto questo, poi c'è una sovrapposizione di ere, civiltà risorte e nuovamente distrutte, a cui appartenevano i tuoi tanto preferiti greci che avrebbero sconfitto Atlantide, secondo le cronache regionali e TARDIVE dell'epoca, che comunque con quelli individuati dalla storia ortodossa non c'entrano e non se ne trova nulla, quindi anche loro distrutti, e la civiltà presunta di Atlantide addirittura sconfitta da loro, era probabilmente la quarta mano molto pallida dell'originaria Atlantide
e poi c'è anche il vanto greco, è vero sì che è stata una civiltà che ha portato la logica che non si contraddice per studiare pressochè tutto, che praticamente ha preso il posto della civiltà Atlantidea fatta da giganti o dei precipitati dal cielo, ma parliamo sempre del 1 millennio a.c.
prima facevano i pastori e niente scontri con Atlantide chissà quando, forse i loro predecessori, anche loro distrutti, non ti interstardire per fare storia locale forzata...
queste evidenze non te le portano nei libri di storia elementare e nemmeno universitaria, ad ora, si deducono da altro,
tu ne parli come ne fossi certo, senza visione di reperti, solo un documento per te vale tutto
non mi pare proprio che per fare una cronaca storica di una civiltà bastino solo le cose scritte insieme alla geopolitica regionale, siciliana
[:(!]
da quel poco che ho letto del libro di Arecchi mi sembra una versione limitata del tutto, solo per farlo rientrare nella regionalità locale
ecco da dove venivano le tue ipotesi

Il libro in questione ha come autore il Prof. Alberto Arecchi, specialista in storia dell'arte ed in storia medioevale in particolare del Pavese e fratello del grande fisico Tito. Il libro affronta la sempre aperta e controversa questione dell'esistenza o meno di Atlantide e della sua collocazione nel tempo e nello spazio. L'autore si basa oltre che su intuizioni ed argomenti personali su letteratura in buona parte di origine francofona e prodotta nel periodo fra le due guerre, quando le ricerche di geologia dei fondali marini misero per la prima volta in evidenza strutture sommerse di origine relativamente recente (dorsali oceaniche, etc.). Mancano invece riferimenti bibliografici a lavori più recenti dell'area anglofona, in particolare riferimenti a lavori che vedono l'evoluzione del pianeta Terra, anche in tempi recenti, non tanto come la conseguenza di lenti processi, sebbene di eventi catastrofici, ... ...

http://www.cartesio-episteme.net/episte ... -arecc.htm

e ancora prima:

Quel che lascia interdetti, invece, è la totale assenza di giustificazioni scientifiche per lo scenario geografico e geologico che ne è alla base. Vista l'enormità della proposta, che appare shockante anche a chi è digiuno di queste materie, ci si aspetta che l'Autore fornisca un minimo di prove, vuoi di carattere geologico che storico. L'attesa, però, viene immediatamente delusa. Infatti egli confessa candidamente che gli unici documenti "scientifici" su cui basa la sua ipotesi sono costituiti da atlanti e carte nautiche del Mediterraneo edite nel 1921 e liquida la questione fondamentale delle prove in due parole, limitandosi a dichiarare che quello scenario "è possibile" (pag. 53), senza peraltro fornire la benché minima giustificazione alla sua affermazione. Decisamente poco!

Una regola dichiarata della ricerca scientifica è che "ad affermazioni straordinarie devono accompagnarsi prove di carattere straordinario". Arecchi non ne fornisce alcuna (e come potrebbe!!) e demanda ad altri questo compito, auspicando che qualcuno sia in grado, prima o poi, di fornire prove geologiche a sostegno di quella che è l'ipotesi fondamentale della sua teoria.

Peccato! Perché quanto al resto il suo libro nasce da una ricerca storica e letteraria approfondita, di indubbio interesse e validità, che poteva sfociare in una riproposizione convincente delle teorie del Berlioux e Co., basate su più credibili scenari geografici e geologici.

questo citato ora ti sembra irrilevante?
trova altre cose da leggere, come fai in fretta, invece delle ipotesi, inverificate, per la geopolitica locale...



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 18/08/2020, 18:51 
Il guaio è che di questi tempi ho poco tempo per scrivere.
Comunque io ti ho portato decine di indizi, tu con Hancok e altri portate delle cose che per voi sono degli indizi",Atlantide alle Bahamas, un'altra a Göbekli Tepe, un'altra ancora all'Isola di Pasqua, tutte questa Poltiglia non porta a nessun risultato, scollegando completamente il Racconto di Platone con le loro ipotesi portate da voi e il tempo in cui è stata la tragedia.
Ancora una volta mi accusi di campanilismo!, io ho valutato tutte le ipotesi di Arecchi nel suo libro, analizzando e confrontando il territorio di cui cita la capitale di Atlantide, la distanza, il clima ,la Fauna, i Vulcani ,lo sbarramento Vulcanico, Le Amazzoni , Le Esperidi, il Mare sahariano, L'Oricalco l'Ossidiana, le miniere di rame e tante altre cose che non sto a citare in quanto mi manca il tempo per scrivere, tutto porta a non allontanarsi dal mare Mediterraneo Occ/le tra Sicilia ed Africa, se ti rode che la capitale fosse in questo mare, fatti una cura per il Fegato Zelman.


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 18/08/2020, 19:03 
ma quale fegato, a questo ci devi pensare tu,
le tue ipotesi sono campate in regione sicilia e limitrofi e mi chiami poltiglia quello che hai letto,
non hai capito che dopo il disastro, già che esistevano manifestazioni contemporanee o antagoniste di Atlantide (Mu, Lemuria) o come dire... espansioni,
quella gente, si chiamano "i sette saggi" si mise a girare il mondo per cercare di aiutare e recuperare a un'organizzazione i superstiti, chi ti ha detto che gobekli tepe fosse atlantide
già sminuendo gobekli si vedono le tue intenzioni
che cioè posti con in mente il risultato, che per te viene prima delle prove: la sicilia e territori limitrofi
apriti un thread specifico, non inquinare qui con le tue intenzioni



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 19/08/2020, 10:09 
Zelman ha scritto:
ma quale fegato, a questo ci devi pensare tu,
le tue ipotesi sono campate in regione sicilia e limitrofi e mi chiami poltiglia quello che hai letto,
non hai capito che dopo il disastro, già che esistevano manifestazioni contemporanee o antagoniste di Atlantide (Mu, Lemuria) o come dire... espansioni,
quella gente, si chiamano "i sette saggi" si mise a girare il mondo per cercare di aiutare e recuperare a un'organizzazione i superstiti, chi ti ha detto che gobekli tepe fosse atlantide
già sminuendo gobekli si vedono le tue intenzioni
che cioè posti con in mente il risultato, che per te viene prima delle prove: la sicilia e territori limitrofi
apriti un thread specifico, non inquinare qui con le tue intenzioni



Uhttp://siciliaterredoccidente.blogspot ... nale.htmln

Scoperto nel Canale di Sicilia un sito sommerso di 9500 anni fa. E’ più antico delle celebri Piramidi di Giza, in Egitto, databili secondo l’archeologia ufficiale a circa 4500 anni fa. Ed è più remoto anche del misterioso circolo neolitico di Stonhenge, in Inghilterra, risalente intorno ai 4000 anni fa.
Parliamo del sito archeologico sommerso, a 60 km dalla costa siciliana, è stato rinvenuto un monolito lavorato di 12 metri di lunghezza e 15 tonnellate di peso, che presenta fori regolari su alcuni dei suoi lati ed un foro che lo attraversa per intero in una sua estremità. L’eccezionale ritrovamento testimonia la presenza di antiche popolazioni in questo angolo del Mediterraneo, intorno a 9500 anni fa, quando il livello globale del mare era più basso di oltre 40 metri, profondità alla quale il reperto è adagiato.

A rendere particolarmente affascinante la scoperta nel Canale di Sicilia è il fatto che quello identificato è uno fra i siti sommersi più antichi finora conosciuti, di età Mesolitica, più o meno coevo delle sbalorditive strutture di Göbekli Tepein Turchia, al momento il più antico complesso templare dell’umanità, che ci riporta direttamente all’era glaciale (circa 12 mila anni fa); sito le cui caratteristiche sono narrate dall’archeologo tedesco Klaus Schmidt nel libro “Costruirono i primi templi”.



I dati ci riportano ad un arcipelago di isole che già nel Mesolitico furono abitate e che fino a circa 9000 anni fa costellavano il settore nord-occidentale del Canale di Sicilia facendo da “ponte” tra le coste della Sicilia e l’Isola di Pantelleria (Trapani). Esso sarebbe stato progressivamente inghiottito dall'innalzamento del mare seguito allo scioglimento della calotta di ghiaccio che copriva buona parte dell’odierna Europa settentrionale, durante l’Ultimo Massimo Glaciale (circa 18000 anni fa). “Il Canale di Sicilia è una delle zone del Mediterraneo centrale nelle quali le conseguenze del mutamento del livello del mare furono più drammatiche ed intense”, dichiarano in proposito i due studiosi.

Sebbene la scoperta del monolite sia avvenuta nel Mediterraneo centro-occidentale a poca distanza da Pantelleria, non può non evocare il mito della civiltà sommersa di Atlantide, almeno secondo quelle ricostruzioni che lo vorrebbero ambientato nel Mare Nostrum piuttosto che nell’Oceano Atlantico: una fra le più note è ad esempio quella elaborata dal giornalista italiano Sergio Frau che nel suo libro Le colonne d’Ercole (2002) propone di identificare le “colonne” di cui parla Platone non con lo Stretto di Gibilterra ma proprio con il Canale di Sicilia e l’isola di Atlantide con la Sardegna, patria del misterioso popolo dei Shardana.

Uscendo dalle dense nebbie del mito per entrare nelle foschie della protostoria, è ancora più interessante citare Quando il mare sommerse l’Europa, volume di Vittorio Castellani, astrofisico dell’Università di Pisa e Accademico dei Lincei, su cui si è peraltro basato lo stesso Frau. Castellani, interrogandosi sull’ipotesi che il mito atlantideo rappresenti una reminiscenza reale di popoli ed epoche antichissime e studiando le variazioni geomorfologiche subite da varie zone d’Europa a seguito dell’ultima glaciazione, pone al centro della sua attenzione quella civiltà delle “grandi pietre” di cui rimangono cospicue tracce in area continentale e mediterranea e che allo sciogliersi dei ghiacci, col conseguente innalzamento del livello del mare, dovette subire in molti luoghi l’azione distruttiva delle acque. Proprio parlando del Canale di Sicilia, Castellani fa riferimento alla presenza di terre, oggi sommerse, che portavano la Sicilia meridionale “ad avvicinarsi sensibilmente, se non a congiungersi, con le attuali isole di Malta a sud e di Pantelleria ad Occidente”. Una tesi questa – già basata su dati geologici e archeologici concreti – che sembra trovare sorprendente conferma nel recente ritrovamento siciliano, il quale ci parla proprio di terre un tempo abitate ed oggi coperte dalle acque marine.




Siamo nell'estate del 1957. Il capitano Raimondo Bucher, medaglia d'oro al valore sportivo, esplora assieme al fratello i fondali del canale di Sicilia, tra l'isola di Linosa e il golfo della Sirte. I due rimangono incantati davanti a una mastodontica muraglia di natura vulcanica che si getta fino a una profondità di circa 60 metri. Gli esperti sommozzatori (Bucher era stato il primo campione del mondo d'immersione in apnea nel 1950) non ebbero dubbi che quei fondali, in prossimità di Linosa, conservassero straordinarie testimonianze archeologiche, che non potevano essere ignorate. In una seconda immersione, infatti, si trovarono davanti a qualcosa di molto più interessante: una sorta di idolo faraonico circondato da centinaia di anfore. Le sorprese non erano finite: tra un groviglio di alghe un'altra statua dalle forme imprecisate catturò la loro attenzione. Si dice che il capitano avrebbe scattato alcune foto subacquee, ma alla stampa sarebbero risultate poco nitide, considerata l'attrezzatura del tempo e la profondità.


Questa storia, dimenticata per più di mezzo secolo, riemerge nell'inverno del 2010 quando, in prossimità degli stessi fondali, alcune navi della marina libica scoprono i resti di diversi edifici urbani. Attorno vi sono anche frammenti di sculture, vari oggetti metallici e la testa di Melqart, un eroe semi-divino, nume tutelare della città fenicia di Tiro. Questi e altri preziosi reperti sono stati recuperati per essere esaminati da una equipe di esperti di archeologia subacquea. C'è stato un rigoroso riserbo sui rinvenimenti, ma si è avanzata un'ipotesi clamorosa: si tratta forse dei reperti di un'antica Atlantide? La località del ritrovamento è nota ai pescatori come la Dimora di Satana (Deir ash Sheytan, in lingua maltese, Kadal Diawul), una sorta di minuscolo Triangolo delle Bermuda, dove si sono registrati frequenti e gravi danni alle attrezzature da pesca.

Parlare di Atlantide a molti sembra un'esagerazione frutto di fantasia, ma le coordinate coincidono con il sito della leggendaria isola indicato dallo studioso ed esperto di storia dell'arte Alberto Arecchi. Sulla base di meticolose ricerche, Arecchi ipotizza che il mitico regno descritto da Platone nei Dialoghi sia realmente esistito e che si trovi al centro del Mediterraneo. Platone descrive una vasta pianura fertile al largo delle coste tunisine, che si spingeva fino alle estremità occidentali della Sicilia. Qui si sarebbe sviluppata una potenza marittima, una civiltà molto avanzata. Sarebbe stato un catastrofico maremoto a spazzare il bassopiano di Atlantide e a inghiottirla, facendola entrare nella leggenda.

C'è chi ritiene impossibile che i reperti siano tracce riconducibili ad Atlantide, in quanto localizzati a una profondità eccessiva - 400 metri - e ben lontano dalla costa. Altri però controbattono affermando che il VII e il VI millennio a.C. il livello del Mediterraneo era molto più basso rispetto a oggi, per cui l'area interessata dalla ricerca poteva benissimo essere illuminata dal sole e pullulare di gente.

Secondo le ricerche di esperti come ad es. Tjeerd van Andel, geologo dell'Università di Cambridge, superfici costiere oggi sommerse erano all'asciutto, molte attuali isole erano unite le une alle altre, ed alcune addirittura non lo erano ancora, poiché unite alla terraferma. Era questo il caso ad esempio delle attuali isole Egadi (al largo di Trapani) fuse in una vasta superficie asciutta del Canale di Sicilia a sua volta unita all'isola siciliana. Dall'altro versante anche le isole maltesi erano inglobate in un vasto promontorio unito alla parte meridionale sempre della Sicilia, mentre le coste tunisine erano molto più vicine al litorale siciliano incorporando anche le attuali Isole Pelagie: Pantelleria, Lampedusa, ed ovviamente anche Linosa. Anche la parte occidentale del Golfo della Sirte era in gran parte asciutto. E' provato che in quei tempi remoti esisteva già la civiltà nelle regioni mediorientali : le rovine ed i numerosi reperti ad esempio della città anatolica di Catal-Uiuk, o di Gerico in Palestina risalenti anche all'VIII millennio a. C. stanno lì a dimostrarlo. Ed esistevano anche centri urbani costieri poi sommersi dall'innalzamento del mare.

Al largo della città israeliana di Haifa ad una trentina di metri di profondità sono state infatti scoperte nel secolo scorso i resti di insediamenti grandi e piuttosto sofisticati risalenti al VII millennio a. C. Atlit-Yam, Neve-Yam, Megadim, ed altre ancora si dimostrano essere state cittadine costiere i cui abitanti erano dediti alla pesca oltre che al commercio di prodotti ittici, ed il cui livello di vita doveva essere tutt'altro che povero: le rovine presentano infatti edifici in muratura, magazzini ancora pieni di scorte, piazze lastricate, pozzi per l'acqua e luoghi di culto megalitici.

In teoria dunque anche nelle aree oggi sommerse, ma a quei tempi ancora all'asciutto, del Mediterraneo centrale ed occidentale, potevano esservi insediamenti di ogni dimensione ed importanza, ancora ovviamente tutti da scoprire. Ma è poco probabile che si trovino ad una profondità superiore a 90 - 100 metri, poiché come ci dicono le ricostruzioni geologiche tale è stata la portata dell'innalzamento dei mari in tutto il mondo in seguito allo scioglimento dei ghiacci alla fine dell'ultima era glaciale (e non è certo una misura di poco conto). In particolare le due sponde opposte del Canale di Sicilia che doveva apparire più simile ad uno stretto, largo non più di 50 - 100 chilometri certamente presentavano una geografia costiera ricca di golfi e approdi, favorevoli al sorgere di insediamenti urbani dediti alla pesca ed agli scambi, sia con le altre cittadine, sia con i gruppi di cacciatori/allevatori/coltivatori dell'entroterra. In conseguenza dello scioglimento dei ghiacci e della mutata situazione climatica, in quel remoto periodo anche le precipitazioni risultavano molto più abbondanti dovunque anche negli attuali territori desertici del Sahara. A sud di Tunisi si trovava un lago chiamato Ouargia dai geologi, e veniva alimentato da un fiume che dagli altopiani del Tassili oggi assolutamente secchi e aridi scorreva verso nord lungo un territorio allora molto più umido e fertile. In mezzo alle attuali sabbie ardenti dell'Algeria meridionale e del Mali settentrionale si stendevano grandi laghi azzurri chiamati dai geologi Taouat, Taoudenni, Azouak, ecc. Queste vaste zone umide, e le praterie che sostituivano l'attuale sabbia arida, richiamavano una gran quantità di specie animali cacciate dai numerosi gruppi umani presenti in tutto il Sahara, come testimoniato dai graffiti e dalle pitture rupestri che ci hanno lasciato in molte parti del grande deserto, come ad esempio proprio negli altopiani del Tassili.

Il fiume che nasceva da questi altopiani in pieno Sahara sfociava come si è detto in un grande lago nell'attuale Tunisia, l'Ouargia appunto. Questo poteva in realtà essere il misterioso Tritonide lago o "palude" - di cui parlano molti scrittori antichi, da Apollonio di Rodi nelle "Argonautiche" a Scilace di Carianda, Erodoto e Diodoro Siculo. Quest'ultimo riporta sorprendenti notizie ricavate a sua volta da un testo perduto del II sec. a. C. di un certo Dioniso Scitobrachione di Alessandria, il quale affermava che il lago in questione era il regno delle Amazzoni della Libia (nel senso di Nord-Africa) molto più antiche e ben distinte (Diodoro ci tiene a sottolinearlo) dalle più famose Amazzoni incontrate dagli Argonati nel Ponto, l'attuale Turchia settentrionale.

Il regno nordafricano delle Amazzoni era "un paese ad Occidente agli estremi confini della Terra, governato da donne che avevano uno stile di vita dissimile dal nostro. Infatti era costume di queste donne coltivare con impegno l'esercizio della guerra per conservarsi vergini. Poi passati gli anni dedicati all'attività militare, si univano agli uomini per procreare. Soltanto loro però governavano, comandavano ed esercitavano i pubblici uffici. Gli uomini, come le donne sposate da noi, conducevano una vita casalinga, eseguendo gli ordini delle loro spose e non curandosi né dell'attività militare né del governo del regno. Non appena i bambini nascevano le donne li consegnavano agli uomini affinchè li nutrissero con latte ed altri cibi adatti all'infanzia. Alle bambine bruciavano le mammelle affinchè non crescessero, convinte che fossero di impedimento nei combattimenti.

Per questo venivano chiamate "Amazzoni", ovvero senza mammelle. Vivevano su di un'isola la quale per il fatto di trovarsi ad occidente era chiamata Esperia, ed era situata nella palude Tritonide, vicino all'Oceano [il Mar Mediterraneo?] che prende il nome dal fiume Tritone che in esso affluisce. Si dice che questa palude fosse ai confini dell'Etiopia [il Magreb?] vicino ad un monte, presso l'Oceano, chiamato dai Greci Atlante, che sorpassava in altezza tutti gli altri. L'isola appena citata era ben grande, e piena di alberi da frutto di vario genere, da cui la gente del paese si procurava cibo..." (Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, Libro III). Diodoro continua narrando di come le donne guerriere riuscirono a sottomettere le località vicine tranne una città sacra di nome Mene, vicina ad un grande vulcano attivo che forniva anche Ossidiana ed altri minerali. Poi dopo avere sconfitto anche i Libi e i nomadi dell'interno, fondarono anche una grande città di nome Cherroneso sempre nella loro isola all'interno del Lago Tritonide. Sempre secondo lo storico di Agira tuttavia, isola e città scomparvero successivamente insieme a tutto il lago sommersi dalle acque del Mediterraneo allorchè il mare irruppe nel bacino di acqua dolce in seguito ad un forte terremoto. Proprio sul racconto dello storico siciliano, tra l'altro, si basa la ricostruzione del prof. Alberto Arecchi.

Diodoro Siculo si rendeva perfettamente conto che una storia come questa poteva sembrare fantasiosa già ai lettori dei suoi tempi, ma a parte donne guerriere e città sommerse i più recenti studi geologici nel Canale di Sicilia sembrano dargli ragione, come abbiamo visto. Nonostante vi sia chi identifichi il regno delle Amazzoni con le Isole Canarie, se è vero che il Lago Tritonide corrispondeva con l'antico lago tunisino di Ouargia e si trovava nella parte un tempo emersa del Golfo della Sirte, sia terremoti che innalzamento del Mediterraneo provocarono dopo il 6000 a. C. anche il suo inabissamento, lasciando in superficie solo i picchi più alti come le attuali Isole Pelagie, ovvero Lampedusa, Linosa e Pantelleria, quest'ultima all'epoca un vulcano attivo che forniva anche Ossidiana lavorata ed esportata nei millenni successivi in tutto il Mediterraneo Occidentale.

Comunque sia, dalla parte opposta dell'attuale Tunisia, analoghe testimonianze di arte rupestre rinvenute nelle grotte siciliane dimostrano una similare attività di gruppi umani preistorici dell'entroterra dediti alla caccia e alla raccolta/coltivazione di piante commestibili. Nella Grotta dell'Uzzo nella Riserva naturale dello Zingaro (fra Palermo e Trapani) ed in altre vicine, oltre ad interessanti graffiti sono state rinvenute chiare prove dell'arrivo delle nuove tecniche agricole da sud, ovvero dalla prospicente costa africana, anziché da oriente. Sulle pareti della Grotta del Genovese nell'Isola di Levanzo (Egadi), sono state rinvenute oltre a tre sagome umane impegnate in una danza, anche l'immagine pittorica di un tonno, segno che la pesca veniva praticata nella zona, anche se probabilmente non da chi frequentava abitualmente quelle grotte. Non è escluso infatti che lungo le antiche linee costiere della Sicilia vi fossero numerosi insediamenti, che oggi si trovano in fondo al mare. Quest'ultimo poi finì per invadere inesorabilmente i campi e le eventuali città spinto dallo scioglimento dei ghiacci polari, anche se certamente non solo per questo motivo, come possono dimostrare le rovine sommerse di un'altra città a noi molto più vicina nel tempo.

Un paio di mesi prima dell'annuncio da parte delle autorità libiche del ritrovamento delle rovine sommerse a grandi profondità, la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana all'inizio del dicembre 2009 dava notizia della scoperta di un'antica città romana tardo-imperiale sommersa nei bassi fondali della Cirenaica, nel Golfo di Bomba. Un gruppo di archeologi italiani diretti da Sebastiano Tusa, mentre erano impegnati già da qualche anno in un progetto di ricognizione archeologica lungo le coste libiche - ArCoLibia (Archeologia Costiera della Libia) si trovarono improvvisamente di fronte a resti di case, strade, tombe, sommersi ad una profondità di appena tre metri sotto la superficie marina.

L'insediamento rimase vittima di un fenomeno geologico noto come bradisimo negativo, caratterizzato da un lento abbassamento della superficie costiera (proprio come ad esempio nel caso di Venezia). Ma segni di impatti violenti in alcuni muri di mattoni che risultano addirittura spostati fanno sospettare che la città prima di essere vinta dalle maree sempre più alte, venne devastata anche dallo tsunami che si abbattè in tutto il Mediterraneo centrale e orientale nel 365 d. C., recando danni anche ad esempio a diversi porti siciliani come Eraclea Minoa nei pressi dell'attuale Sciacca. Responsabile di quella catastrofe fu probabilmente un non meglio identificato terremoto sottomarino, ma qualche geologo avanza anche l'ipotesi di una violenta eruzione subacquea dell'Empedocle, il grande vulcano sommerso scoperto appena da pochi anni nelle profondità del Canale di Sicilia.

Innalzamento dei mari, bradisismi, terremoti, tsunami, contribuirono certamente a rendere estremamente difficile e precaria la vita di quelle antichissime città marittime probabilmente esistenti tra il 9000 ed 6000 a. C. nelle superfici oggi sommerse tra Sicilia e Africa. Senza contare che non passarono certamente indenni di fronte alla tremenda prova costituita dalla "catastrofe delle catastrofi": l'imponente e distruttivo megatsunami scatenato in tutto il Mediterraneo Centrale e Orientale dal crollo nel Mar Jonio del fianco est dell'Etna, proprio intorno al 6000 a. C. Le gigantesche ondate alte anche, secondo i calcoli dei ricercatori, più di 40 metri, si abbatterono anche lungo le coste africane del Golfo della Sirte e di riflesso secondo quanto stabilito dalle simulazioni al computer rimbalzarono verso le restanti coste siciliane e tunisine del Canale di Sicilia. Non è troppo fantasioso immaginare che quelle ipotetiche città subissero gravissimi lutti e danni soprattutto alla loro attività economica e commerciale, cadendo in rovina anche prima che l'inesorabile innalzamento del mare li ricoprisse.

In conclusione, c'è più di un motivo dunque per ritenere che il Capitano Bucher più di cinquant'anni fa abbia realmente scoperto una di queste antichissime città sommerse nei fondali di Linosa. E che analogamente anche i sommozzatori libici nel gennaio del 2010 ne abbiano localizzato un'altra nel Golfo della Sirte. Molto probabilmente tuttavia, non saranno le uniche presenti in fondo al Canale di Sicilia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 19/08/2020, 10:23 
mediterraneo-atlantide.jpg



Non è la prima volta che inserisco queste immagini, anni fa quando tu eri un lattante per il Forum se ne era già discusso e ho postato immagini molto eloquenti. [:305]

http://www.maxrap.it/atlantide/posto/quotanovanta.htm


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 19/08/2020, 16:53 
bleffort ha scritto:
L’allegato mediterraneo-atlantide.jpg non è disponibile

Non è la prima volta che inserisco queste immagini, anni fa quando tu eri un lattante per il Forum se ne era già discusso e ho postato immagini molto eloquenti. [:305]
...

ah sì, mi ricordo, se ne era discusso, cioè ho letto anni fa quel thread... e poi... come è finita?
come è finita poi?

comunque da questa foto

numero uno.jpg


se io non sono un lattante... tu, che sei più avanti negli anni, e nel forum, ne vedi?



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/08/2020, 11:08 
Zelman ha scritto:
bleffort ha scritto:
mediterraneo-atlantide.jpg

Non è la prima volta che inserisco queste immagini, anni fa quando tu eri un lattante per il Forum se ne era già discusso e ho postato immagini molto eloquenti. [:305]
...

ah sì, mi ricordo, se ne era discusso, cioè ho letto anni fa quel thread... e poi... come è finita?
come è finita poi?

comunque da questa foto

numero uno.jpg
se io non sono un lattante... tu, che sei più avanti negli anni, e nel forum, ne vedi?

Indipendentemente dalla discussione, togli il riferimento della tua località IMPOSTORE,spacciandoti per Siciliano. [:292]


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MessaggioInviato: 20/08/2020, 11:31 
Lo inserisco anche qui così forse può entrare all'interno di in qualche "crozza" un po dura. [:246]

Gli antichi Egizi parlavano di Atlantide con cognizione di causa e il cataclisma che hanno raccontato SI RIFERIVA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE ALL'ISOLA CAPITALE DELL'IMPERO ATLANTIDEO.


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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/08/2020, 12:43 
andreacorazza ha scritto:
Si ma non scrivere così grande che le lettere mi escono dallo schermo [:289]

Gli egizi temo erano convinti che il cataclisma che aveva colpito l'isola che si trovava nelle vicinanze, riguiardasse proprio la principale o l'unica isola atlantidea, ma che non sospettavano minimamente che si trattasse di una filiale.
Dall'alltra parte del mondo, c'era la sede centrale.

Del resto, un'isola, una civiltà magnifica, tecnologicamente avveniristica ecc ecc, dici che poteva stare vicino a Malta, o vicino alla Sicilia senza che nessun reperto, nessun disegno, neanche sui vasi ricchi di dettagli,potevano dimostrare o mostrare la loro presenza, o abilità tecnica, scientifica degli atlantidei?


Da bleffort:
Se leggi tutto le risposte ci sono.
Non erano solo convinti, sapevano già la sua posizione, e ripeto L'Impero di Atlantide si sospetta (come ho sempre pensato) comprendesse almeno mezzo mondo, quello Occidentale delle Americhe di sicuro, tutti i popoli antichi del Sud America e del Nord America riportano la loro venuta da Est oltre l'Oceano dopo un immane cataclisma.



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MessaggioInviato: 20/08/2020, 20:33 
bleffort ha scritto:
Indipendentemente dalla discussione, togli il riferimento della tua località IMPOSTORE,spacciandoti per Siciliano. [:292]

no, io posto contro l'autoreferenzialità da te manifestata



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 Oggetto del messaggio: Re: Atlantide - La collocazione
MessaggioInviato: 20/08/2020, 20:47 
Zelman ha scritto:
bleffort ha scritto:
Indipendentemente dalla discussione, togli il riferimento della tua località IMPOSTORE,spacciandoti per Siciliano. [:292]

no, io posto contro l'autoreferenzialità da te manifestata

Ah tu così la capisci?, [:291] si vede allora che sei un Italiano originale. [:306]


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MessaggioInviato: 20/08/2020, 20:58 
no, io considero il livello personale superiore a fatti sociali,
ritengo le finalità della "Società degli Iscritti alla Regione Sicilia" un fatto politico e molto montato,
a me le regioni, contrapposte nell' artefazione umana italica:
- non mi gonfiano la testa
- se procedono però me la gonfiano, ma non mi muovo dalla mia posizione



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MessaggioInviato: 20/08/2020, 21:50 
Zelman ha scritto:
no, io considero il livello personale superiore a fatti sociali,
ritengo le finalità della "Società degli Iscritti alla Regione Sicilia" un fatto politico e molto montato,
a me le regioni, contrapposte nell' artefazione umana italica:
- non mi gonfiano la testa
- se procedono però me la gonfiano, ma non mi muovo dalla mia posizione

Nessuno ti obbliga a rispondermi,guardati la salute se no ti scoppiano, rilassati a passare il tempo a colorare il tuo disegnino e mettere Atlantide dove ti pare. [:305]


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