Time zone: Europe/Rome [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 169 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ... 12  Prossimo
Autore Messaggio

Astronave
Astronave

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 698
Iscritto il: 30/07/2010, 21:03
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 08/02/2011, 21:37 
Volevo spiegare meglio quello che ho pensato riguardo i condotti ..... la piramide di Cheope e' diversa da tutte le altre per quanto riguarda la presenza dei condotti di "areazione" e la presenza di blocchi di granito enormi, allora forse le due cose sono collegate.
La teoria dei condotti che puntano verso le stelle non sta' in piedi in quanto i condotti fanno delle curve e hanno diversi cambi di pendenza.... anche la teoria che servissero per l'anima del faraone morto come viaggio simbolico verso l'aldila' non mi convince perche' allora tutti gli altri faraoni cosa facevano? i condotti li aveva solo Cheope e guarda caso e' li che si trovano dei blocchi di granito cosi' pesanti che non si sa' come li abbiano tirati su' fin la' a piu' di 65 m. Quindi ho pensato dopo aver visto la teoria di Houdin e la slitta nella grande galleria, che questi condotti venissero usati per far passare delle corde per creare un movimento di slitte per alzare i blocchi.
Ho preso un disegno dal web e ho aggiunto uno schizzo di come la vedo io



Immagine:
Immagine
17,85 KB

1 sono il blocchi di granito della camera del re
2 sono le slitte ,come quelle di Houdin o di Pincherle che ne aveva prevista solo una nella grande galleria
3 e' il sarcofago di Cheope ( che secondo me e' stato carotato in loco grazie al movimento delle corde col peso delle slitte)
4 sono i blocchi che servivano da peso nella slitta nella grande galleria e che alla fine sono stati fatti scorrere nel gun per chiudere il passaggio alla galleria
5 slitta
6 altro carico di blocchi piccoli del esterno che serviva per far scendere questa slitta che una volta arrivata in fondo andava liberata per essere ritirata su dal peso delle altre slitte

Praticamente si caricava la slitta 2 con un blocco di granito ,le corde che passavano dal condotto di sinistra la collegavano alla slitta 5 che doveva essere piu' pesante e poi da questa ,che discendeva nella grande galleria, veniva tirata su. Una volta arrivata in alto la 2 veniva scaricato il blocco e la slitta 5 che ora si trovava in basso veniva collegata con altre corde alla slitta 7 dell'altro condotto ,che con un peso maggiore della 5 la tirava a sua volta aiutata anche dalla 2 che ora ridiscendeva vuota . La 7 una volta arrivata in basso doveva essere svuotata per essere nuovamente tirata su dalla 5 insieme all'altra slitta 2 ora carica . Con questo sistema non c'era nessuno sforzo fisico per far salire i blocchi di granito e i condotti hanno uno scopo ..... che ne dite? se son stato troppo confusionario son disposto a chiarire. [:D]


Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Lo Storico dai mille nomiLo Storico dai mille nomi

Non connesso


Messaggi: 14263
Iscritto il: 01/10/2009, 21:02
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 10/02/2011, 11:26 
LA SFINGE HA 12.0000 ANNI?

La datazione al carbonio 14 dell'antico tempio di Gobelki Tepe ha riacceso il dibattito sulla vera età della Sfinge. Nuove prove suggeriscono possa essere 8000 anni più antica di quanto precedentemente pensato.
Gobelki Tepe potrebbe essere più vecchia di quanto si pensasse! Quando un po' di anni fa Robert Bauval, Graham Hancock, John Anthony e altri, sfidarono la datazione della Sfinge comunemente accettata, gli accademici risposero gridando "eresia!" Successivamente, Robert Schoch, professore di geologia dell'Università di Boston, ha datato il monumento di Giza intorno al 7000 a.C., due volte la data accettata, invocando un'analoga retrodatazione.
"Non ci sono proprio prove che possa essere vero" disse l'egittologa Carol Redmount dell'Università della California di Berkeley (Los Angeles Time, 23 ottobre 1991). "La popolazione di quella regione non avrebbe avuto la tecnologia, le istituzioni di governo, o anche la volontà di costruire tali strutture migliaia di anni prima del regno di Chefren." E questa, in poche parole, era la visione condivisa da simili scienziati ed egittologi.
La Sfinge è dello stesso periodo di Gobekli Tepe? Potevano uomini delle caverne aver costruito la Sfinge? Gli accademici avevano di fronte un problema di fattibilità. Come potevano gli uomini delle caverne del neolitico avere costruito un tale impressionante esemplare come la Sfinge migliaia di anni prima della data di costruzione accettata per, diciamo, Stonehenge e le piramidi? In un'epoca antecedente al 3000 a.C., gli accademici velocemente mettevano in evidenza, i soli manufatti conosciuti erano punte di lancia di selce e tende per nascondersi dagli animali. In nessun modo le popolazioni del primo neolitico potevano aver costruito qualcosa di così elaborato come le piramidi giganti o la Sfinge. Una dichiarazione, paradossalmente, con cui gli eretici erano assolutamente d'accordo! Infatti, gli "eretici" credevano che la Sfinge e gli altri antichi monumenti fossero stati costruiti da una "perduta civilizzazione", che era stata cancellata alla fine dell'ultima era glaciale, e diffondevano prove convincenti di questa fine. Ma anche quest'idea era scansata dagli accademici, i quali rimanevano risoluti nelle loro dogmatiche asserzioni secondo cui le date dovevano essere sbagliate. Poi venne la scoperta di Gobekli Tepe.
Ciò che gli scienziati accademici non si aspettavano fu la scoperta nel 1994 di un sito comprendente un massiccio, complesso ed elaborato tempio megalitico sepolto sotto gli altopiani dell'Anatolia, nel sud-est della Turchia, conosciuto come Gobelki Tepe, che significa "collina con l'ombelico". Inizialmente, si pensava avesse un'età simile agli altri monumenti megalitici. Dai primi scavi al suo disseppellimento, Gobelki Tepe ha riservato molte sorprese. Ma nessuna in grado di "fermare il tempo" come i risultati dei test effettuati per determinare la sua precisa età.
Per la costernazione degli studiosi accademici, la datazione al carbonio di Gobelki Tepe è uno sconcertante 11.000 a.C., una data troppo remota per rientrare nei modelli accettati dell'evoluzione umana. Diversamente dalle date proposte da Schoch e da altri eretici, la datazione per mezzo del "Carbonio 14″ non poteva essere messa in discussione. Oggi Gobelki Tepe è considerato il più importante sito archeologico nel mondo, e situato com'è tra i fiumi Eufrate e Tigri, è considerato da qualche eminente archeologo, essere il sito del favoloso "Giardino dell'Eden", anche solo in un contesto allegorico.
Riferimenti biblici a parte, la questione resta in piedi: chi ha costruito questo impressionante anacronismo? Uomini delle grotte? Alieni? …o una perduta civilizzazione dell'antichità? Per il momento, gli studiosi accademici si erano dati alla fuga.
Delle costruzioni vecchie di 13.000 anni così complesse ed elaborate come Gobekli Tepe, semplicemente non dovrebbero esistere per l'attuale modo di considerare la preistoria. Il fatto che esistano ha forzato l'archeologia ufficiale a ripensare le sue teorie del mondo antico e, cosa più importante, le persone che popolavano quel mondo. Nessuno, nell'ambito della scienza ufficale, è naturalmente ancora preparato a considerare seriamente la possibilità che il complesso di Gobekli Tepe possa essere stato costruito da una perduta civilizzazione che una volta popolava la Terra, e forse era più avanzata tecnologicamente di quanto si possa comunemente pensare, e che è stata spazzata via contemporaneamente allo scioglimento dei ghiacci durante la fine dell'ultima era glaciale.
Sebbene tale scenario potrebbe venire associato al "mito di Noè" - l'estinzione di un intero popolo in una grande alluvione, o qualche altra catastrofe globale intorno a 12.000 anni fa - il mondo accademico resta fermamente convinto che tale civilizzazione non esistesse. Ma dunque chi edificò Gobekli Tepe?
Incredibilmente, la visione accettata dall'archeologia ufficiale, è che i nostri antenati cacciatori-raccoglitori sarebbero stati in grado di "disegnare linee dritte" dopo tutto…
Quando solo una manciata di anni prima, gli accademici non retrocedevano dal dire che gli "uomini delle caverne" i quali popolavano la regione, non potevano in alcun modo aver costruito qualcosa di sofisticato come la Sfinge, tanto meno il
sito del tempio altamente complesso di Gobekli Tepe, adesso sono costretti a rimescolare le carte e ad ammettere che si erano sbagliati.
Adesso sostengono che i cacciatori-raccoglitori del Neolitico costruirono le antiche strutture, tutto da soli.
Sebbene questa notevole inversione di marcia nell'opinione degli accademici, sia stata salutata da qualcuno come una "breccia", altri restano convinti che queste antiche strutture, come la Sfinge e Gobekli Tepe, siano le tracce di una civilizzazione perduta. Comunque la pensiamo, ciò che può essere definito come certo è che la cifra di 11.000 anni a.C. per Gobelki Tepe, proveniente della datazione al carbonio, significa che possiamo riesamenare le prove riguardanti l'età della Sfinge con rinnovato entusiasmo.
Commentando il lavoro di Robert Schoch sulla nuova datazione della Sfinge, ricordiamo, l'egittologa Carol Redmount dell'Università della California disse: "Non ci sono prove che possa essere vero!" Le sue ragioni per avere questa opinione erano che le tribù di cacciatori-raccoglitori di quel periodo "non avrebbero avuto la tecnologia, le istituzioni governative o anche la volontà di edificare tali strutture migliaia di anni prima del regno di Chefren." Noi adesso sappiamo che Carol Redmount si sbagliava.
Ma Robert Schoch non era la sola voce nel deserto che proclamava un punto di vista alternativo.
Secondo certi allineamenti astroarcheologici scoperti da Robert Bauval e Graham Hancock, sono state suggerite date di gran lunga più vecchie per le piramidi di Giza e la Sfinge. Queste datazioni sono state, naturalmente, "gettate nella spazzatura" dagli studiosi ufficiali, ma con la scoperta di Gobelki Tepe, una nuova prospettiva è stata lanciata su quando venne costruito il complesso di Giza.
Stando alla cronaca, i lavori combinati di Bauval ed Hancock proposero date stabilite intorno al 10.500 per la costruzione della Sfinge, e suggeriscono come possa essere ancora più antica. In una certa misura, questo punto di vista è condiviso anche da scrittori ed egittologi. John Anthony West, la cui ricerca durante gli anni 70 e 80 gli fece concludere che la Sfinge era di gran lunga più antica di quanto gli archeologi ortodossi erano preparati ad accettare. West inoltre concluse, per di più, come ci fossero buone probabilità che potesse essere stata costruita da una civiltà ora perduta nella notte dei tempi.
Allo stesso modo di Schoch, West propose che l'erosione del piedistallo della Sfinge, dovuta all'azione delle acque, provava come il monumento in questione fosse molto più antico della data di 2.500 a.C. generalmente attribuitagli. A causa dell'evidenza dell'erosione dovuta alle abbondanti precipitazioni piovane - venne fatto osservare -la Sfinge deve essere stata edificata in un periodo prossimo a 10.000 anni fa, l'ultima volta che la regione fu teatro di precipitazioni tali da causare simili erosioni.
E in un recente studio intitolato Geological aspect of the problem of dating the great egyptian sphinx construction ("Aspetti geologici sui problemi di datazione della grande costruzione egizia - chiamata - Sfinge") pubblicato nel 2008 e presentato presso la Conferenza Internazionale di Geoarcheologia e Archeomineralogia, sono state presentate prove che dimostrano come la costruzione della Sfinge è infatti retrodatata indietro nel tempo fino all'era pleistocenica, vale a dire 10.000 anni fa.
Dovrebbe essere osservato che il principale argomento a favore della cosiddetta "data ufficiale" di 2.500 a.C. per l'edificazione della Sfinge dipende fortemente dal confronto coi monumenti raffiguranti volti umani come quello del Faraone Chefren (2520-2494 a.C.). L'archeologia ufficiale insiste col dire che la Sfinge è un qualche tipo di monumento dedicato al Grande Faraone perchè vengono percepite somiglianze nel volto scolpito. Ma dovrebbe anche essere osservato che diversi test di tipo forense hanno dimostrato come il volto della Sfinge non è presumibilmente quello di Chefren, e dunque l'assunzione che la Sfinge venne edificata durante il regno di Chefren è lontana dall'essere certificata una volta per tutte.
Infatti, molte delle evidenze tendono adesso a supportare i punti di vista degli eretici, su come la Sfinge possa essere stata edificata all'incirca nel 10.500 a.C., diventando così praticamente contemporanea al complesso di Gobelki Tepe, entrambi con un'età di 12.500 anni.
E'interessante rendersi conto di come un crescente consenso sia pronto anche ad accettare come una "perduta" civiltà, la quale popolava le aree costiere del mondo antico possa avere costruito la Sfinge, così come le piramidi e Gobelki Tepe, prima di essere spazzata via da una grande alluvione causata dallo scioglimento delle calotte di ghiaccioo alla fine dell'ultima era glaciale, verso il 10.000 a.C. Ricerche in questo ambito sono in corso, e i prossimi aggiornamenti potranno riservare sorprese. Queste antiche meraviglie sono state costruite grazie all'aiuto di intelligenze non terrestri da una civilizzazione umana avanzatissima completamente sconosciuta? …o sono state costruite da nostri antenati cacciatori-raccoglitori, "uomini delle caverne" che popolavano la regione nord-mediorientale tra i 12.000 e i 13.000 anni fa?!

[align=right]Fonte: http://www.antikitera.net/news.asp?id=9962&T=5[/align]


Ultima modifica di Bastion il 21/06/2012, 10:13, modificato 1 volta in totale.

Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Lo Storico dai mille nomiLo Storico dai mille nomi

Non connesso


Messaggi: 14263
Iscritto il: 01/10/2009, 21:02
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 11/02/2011, 12:11 
Sul libro "Scoperte archeologiche non autorizzate" (http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=4276), ho letto un capitolo in cui viene detto che nelle cave attorno a Giza, (quella che prende in riferimento è Abusir), sono stati trovati giacimenti di diorite e granito con buchi da carotaggi (trivellazioni).
Siccome non posso postare il capito perchè protetto da copyright, chi mi aiuta a ricercare questa cosa?

Questa è una foto proveniente da Giza:

Immagine

Fonte della foto: http://www.gizapower.com/pma/index.htm


Ultima modifica di Bastion il 12/02/2011, 09:02, modificato 1 volta in totale.

Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Lo Storico dai mille nomiLo Storico dai mille nomi

Non connesso


Messaggi: 14263
Iscritto il: 01/10/2009, 21:02
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 12/02/2011, 12:54 
POSIZIONE DELLA PIRAMIDE DI CHEOPE

E' posta al centro esatto della massa emersa terrestre, all'incrocio tra il meridiano e il parallelo principale, a un terzo della distanza fra equatore e polo nord. Rappresenta lo "zero" naturale di longitudine ed è allineata con l'asse di rotazione terrestre. Il meridiano che passa per il vertice taglia la terra in due parti quasi uguali, manca infatti di soli cinque chilometri il polo.

[align=right]Fonte: Libro "Scoperte archeologiche non autorizzate"[/align]


Ultima modifica di Bastion il 21/06/2012, 10:14, modificato 1 volta in totale.

Top
 Profilo  
 

Essere Interdimensionale
Essere Interdimensionale

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 8132
Iscritto il: 24/01/2011, 14:04
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 13/02/2011, 01:57 
Recentemente ho letto di un interessante ritrovamento presso una struttura situata dietro il Tempio di Seti I a Abydos (per capirci quello in cui c'e' il geroglifico dell'elicottero),

Immagine


chiamata "Osirion o Osireion" in cui sono stati rinvenuti un certo numero di "Fiori della vita" incisi sui pilastri della struttura.
Ora, volendo tralasciare la solita diatriba sulla datazione della struttura, che mai credo trovera' una risposta accettabile da tutti, volevo concentrarmi sui simboli ritrovati e in particolare sulle modalita' con cui questi sono stati incisi. Pare infatti che i simboli attraversino tutta la sezione del pilastro; mi spiego meglio: sembra che l'incisione passi da parte a parte il pilastro. Ovviamente nessuno ha tagliato il pilastro per verificare la cosa, ma nelle parti dove i simboli sono abrasi o danneggiati, si continua a vedere l'incisione che quindi e' presente anche in profondita'. Se cio' e' confermato ci troviamo di fronte a qualche cosa di effettivamente straordinario, che anche oggi non e' possibile replicare.

Mi chiedevo se qualcuno ha sentito di questo ritrovamento e se ci sono altre conferme sul fatto che le incisioni sono effettivamente in profondita' nei pilastri.


Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine

http://www.thelighthouseonline.com/articles/osireon.html

In questo caso i simboli non sembrano incisi con la solita tecnica di martello e scalpello, ma sembrano come incastonati nel gratito.
Cioe' le incisioni tradizionali in pratica asportano del materiale dalla pietra e realizzano un disegno (tipo basso rilevo, ecc). Quindi se si stacca un pezzo dell'incisione (intendo anche diversi cm in profondita') sotto non trovi piu' il disegno. Qui invece sembra proprio il contrario. Sotto ai pezzi staccati c'e' ancora il disegno, come se fosse passato in tutta la profondita' del pilastro fino a riemergere dalla parte opposta. Inoltre il tratto usato e' sottilissimo e di una precisione assoluta. Per capirci, sembra fatto a macchina, stampato con il Laser: cioe' in pratica e' come se fossero cotti all'interno del granito. La tecnica e' unica e non ci sono altri esempi conosciuti. Inoltre il soggetto (il fiore della vita) riporta ai concetti espressi da Platone (vedi solidi platonici e la civilta' Atlantidea) che in teoria dovrebbero risalire a Platone, cioe' molto piu' tardi rispetto alla posa dei pilastri. Questo richiamo ha anche innestato la presunta diatriba sulla datazione. Infatti basandosi sulla quota del sito (intendo l'altezza del suolo) e quindi dei sedimenti che lo avevano ricoperto e dalla tipologia di costruzione (completamente difforme da tutto quanto trovato in Egitto) si e' portati a ritenere che che si tratti di un Edificio megalitico risalente a circa 15'000/20'000 anni b.c. Ovviamente vi potete immaginare la reazione dell'archeologia tradizionale: impossibile. Addirittura, c'e' chi dice che siccome i glifi riportano a Platone (unitamente a qualche lettera in graco antico che hanno ritrovata incisa sui pilastri anche se con tecnica completamente tradizionale) allora fanno risalire il sito al periodo intorno al 400 b.c. (A volte gli archeologi sono davvero assurdi).


Ultima modifica di zakmck il 10/09/2012, 09:49, modificato 1 volta in totale.


_________________
"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

"People willing to trade their freedom for temporary security deserve neither and will lose both" - Benjamin Franklin
"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

"Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni" - Emil Cioran

"Quanto piu' una persona e' intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo" - Joseph Conrad

"Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse." – Osho

Immagine
Top
 Profilo  
 

Essere Interdimensionale
Essere Interdimensionale

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 8132
Iscritto il: 24/01/2011, 14:04
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 13/02/2011, 21:19 
Da quello che ne so io, il sito in questione e' praticamente chiuso al pubblico e non sono riuscito a trovare nessuna fonte ufficiale che riporti delle foto o delle analisi sui glifi. Le uniche foto che circolano sono quelle di qualche appassionato che e' riuscito ad entrare sul posto grazie a qualche conoscenza o a qualche mancia. Anche io ho solo letto racconti di gente che ha visto di persona. Il fatto che i glifi siano passanti credo sia stato dedotto in parte dall'esame visivo delle parti danneggiate e dall'altra perche' sulla facciate opposte delle colonne ci sono gli stessi simboli ma in posizione speculare.
Nell'immagine che allego potete vedere (in rosso) i lati dei pilastri in cui ci sono i glifi.

Immagine:
Immagine
19,14 KB

Quindi, se qualcuno ha in programma di passare da Abydos non si dimentichi di fare qualche foto piu' dettagliata e magari anche qualche misura. [:D]



_________________
"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

"People willing to trade their freedom for temporary security deserve neither and will lose both" - Benjamin Franklin
"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

"Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni" - Emil Cioran

"Quanto piu' una persona e' intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo" - Joseph Conrad

"Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse." – Osho

Immagine
Top
 Profilo  
 

Astronave
Astronave

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 698
Iscritto il: 30/07/2010, 21:03
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 16/02/2011, 20:03 
Cita:
manucaos ha scritto:

Volevo spiegare meglio quello che ho pensato riguardo i condotti ..... la piramide di Cheope e' diversa da tutte le altre per quanto riguarda la presenza dei condotti di "areazione" e la presenza di blocchi di granito enormi, allora forse le due cose sono collegate.
La teoria dei condotti che puntano verso le stelle non sta' in piedi in quanto i condotti fanno delle curve e hanno diversi cambi di pendenza.... anche la teoria che servissero per l'anima del faraone morto come viaggio simbolico verso l'aldila' non mi convince perche' allora tutti gli altri faraoni cosa facevano? i condotti li aveva solo Cheope e guarda caso e' li che si trovano dei blocchi di granito cosi' pesanti che non si sa' come li abbiano tirati su' fin la' a piu' di 65 m. Quindi ho pensato dopo aver visto la teoria di Houdin e la slitta nella grande galleria, che questi condotti venissero usati per far passare delle corde per creare un movimento di slitte per alzare i blocchi.
Ho preso un disegno dal web e ho aggiunto uno schizzo di come la vedo io



Immagine:
Immagine
17,85 KB

1 sono il blocchi di granito della camera del re
2 sono le slitte ,come quelle di Houdin o di Pincherle che ne aveva prevista solo una nella grande galleria
3 e' il sarcofago di Cheope ( che secondo me e' stato carotato in loco grazie al movimento delle corde col peso delle slitte)
4 sono i blocchi che servivano da peso nella slitta nella grande galleria e che alla fine sono stati fatti scorrere nel gun per chiudere il passaggio alla galleria
5 slitta
6 altro carico di blocchi piccoli del esterno che serviva per far scendere questa slitta che una volta arrivata in fondo andava liberata per essere ritirata su dal peso delle altre slitte

Praticamente si caricava la slitta 2 con un blocco di granito ,le corde che passavano dal condotto di sinistra la collegavano alla slitta 5 che doveva essere piu' pesante e poi da questa ,che discendeva nella grande galleria, veniva tirata su. Una volta arrivata in alto la 2 veniva scaricato il blocco e la slitta 5 che ora si trovava in basso veniva collegata con altre corde alla slitta 7 dell'altro condotto ,che con un peso maggiore della 5 la tirava a sua volta aiutata anche dalla 2 che ora ridiscendeva vuota . La 7 una volta arrivata in basso doveva essere svuotata per essere nuovamente tirata su dalla 5 insieme all'altra slitta 2 ora carica . Con questo sistema non c'era nessuno sforzo fisico per far salire i blocchi di granito e i condotti hanno uno scopo ..... che ne dite? se son stato troppo confusionario son disposto a chiarire. [:D]


Mi sono quotato da solo perche' ho altre informazioni che potrebbero coincidere con la teoria dei condotti usati come passaggio delle funi.
In uno dei condotti della camera del re e' stato trovato da Vyse un pezzo di piatto di metallo.

riporto un pezzo di "custodi della genesi" di G. Hanckock
La storia dei pozzi della Grande Piramide e le risposte stranamente contraddittorie degli egittologi a qualunque cosa si scoprisse in essi – a qualunque nuova proposta formulata su questo argomento – risale al 1830, quando Howard Vyse, esploratore e colonnello britannico, «sedette davanti alla Grande Piramide come davanti a una fortezza che dovesse essere assediata ». Questo commento da parte di uno dei suoi contemporanei allude al ripetuto utilizzo della dinamite, da parte di Vyse, per « esplorare » la Grande Piramide. Sarebbe stato più appropriato, benché meno educato, dire che Vyse considerava l’ultima meraviglia rimasta del mondo antico come una donna da stuprare. Tuttavia, resta il fatto che durante un febbrile periodo di esplorazioni e scavi intrusivi (1836-37), Vyse e la sua squadra riuscirono a realizzare due scoperte che apparvero estremamente importanti.
1. La sezione di un piatto piano di metallo spesso 3 millimetri, lungo 30,48 centimetri e largo 10,16 centimetri, estratta dalla muratura della facciata meridionale della Piramide nel punto di uscita del pozzo meridionale della Camera del Re (il pozzo rivolto verso la Cintura di Orione).


Quel piatto e' tutto quel che rimane per cio' che poteva servire per creare delle guide per le funi all'interno dei condotti .Condotti che avevavo cambi di pendenza e diverse curve, che secondo me servivano per esigenze di cantiere. ( e ho anche in mente perche')
Le funi venivano "guidate " all'interno dei condotti per non strisciare contro i blocchi direttamente nelle curve e le guide di metallo venivano cosparse di limo o qualsiasi altro materiale gli egizi usavano per far scorrere le slitte.
Come facevano le funi uscite dai condotti a girare e andare nella grande galleria ? con questi.....

Immagine:
Immagine
29,47 KB
Questi sono due djed in avorio della I dinastia , probabilmente dei modellini a imitazione di quelli usati per il lavoro.
Ricordo che gli egizi sapevano creare corde di canapa con elevatissime capacita' di tiro , difatti per estrarre gli obelischi alcuni dal peso di diverse centinai di tonnellate, usavano le corde.
Nei condotti e' stata trovata anche una sfera di granito (reperti Dixon) che , sempre secondo me , serviva per controllare il passaggio libero per le funi, lasciandola rotolare giu' per i condotti...

Io mi sono fatto l'idea che chi ha costruito la G.P. non lo abbia fatto improvvisando ma ha seguito qualcosa di scritto , dei disegni o progetti.
E , altra ipotesi, forse i sacerdoti o i responsabili dei lavori ai tempi delle prime dinastie, e a distanza di molto tempo, hanno visto questi disegni interpretando alcuni attrezzi da lavoro come simboli magici.
Difatti con questi simboli, tra i piu' diffusi nel antico egitto,

Immagine:
Immagine
20,6 KB

si puo' ottenere un sistema per bloccare e guidare delle corde (casualmente nella foto il serpente come corda) se si fa passare una corda all' interno dell' Ank ( la croce ansata) e si fa ruotare questo di 180 gradi bloccandolo su due Was si puo' bloccare la corda.
se la mia e' tutta fantasia queste sono una bella serie di coincidenze..... [:D]


Top
 Profilo  
 

Astronave
Astronave

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 698
Iscritto il: 30/07/2010, 21:03
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 17/02/2011, 22:38 
i tori sacri di Apis.

Questo era il nome che veniva dato al toro simbolo di fertilità e potenza sessuale e fisica. Il Dio si incarnava nel toro e quindi poteva esistere solo un toro sacro alla volta; quando ne moriva uno si cercava un altro esemplare con le stesse caratteristiche. I tori morti venivano sepolti nel Serapeum con sontuosi funerali.

Il Serapeum è una tomba sotterranea, ingrandita durante il "nuovo regno" sotto la gestione di Ramesses II, che contiene sarcofaghi di granito e di basalto con i resti dei tori Apis. Queste scatole di pietra pesano almeno 65 tonnellate ciascuno e, con il coperchio, raggiungono 100 tonnellate.


Immagine:
Immagine
44,1 KB

qui tutto l'articolo per chi vuole approfondire http://www.edicolaweb.net/edic082a.htm


Top
 Profilo  
 

Astronave
Astronave

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 698
Iscritto il: 30/07/2010, 21:03
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 18/02/2011, 22:24 
notare il livello raggiunto da gli egizi in alcune statue del particolare degli occhi ....

Immagine:
Immagine
11,27 KB

Immagine:
Immagine
9,93 KB

Immagine:
Immagine
110,31 KB
http://commons.wikimedia.org/wiki/Categ ... ted_Scribe

Immagine:
Immagine
50,28 KB

La cornea era di quarzo bianco e l' iride in cristallo di rocca , per quanto ne sò gli egittologi non hanno ancora scoperto come venivano lavorate queste pietre , che sono convesse su una superficie e concave sull' altra....e poi si racconta che i primi operai che entrarono nella mastaba di Rahotep al buio con le torce scapparono fuori vedendosi osservati da persone che credevano vive. [8]
http://www.egyptorigins.org/rahotepandnofret.htm


Top
 Profilo  
 

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 43
Iscritto il: 14/12/2010, 10:15
Località: Zurigo
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 04/03/2011, 20:41 
L'EGITTO DI R.A. SCHWALLER DE LUBICZ



http://sensoaisensi.splinder.com/post/1 ... ller-de-lu


René Schwaller de Lubicz

Molte persone non hanno mai sentito nominare René Schwaller de Lubicz. Ma se osserviamo appena sotto la superficie dei lavori di Graham Hancock, Robert Bauval e altri scrittori moderni sull’Egitto e la sua antica civiltà, troviamo la sua influenza. Chi era esattamente René Schwaller de Lubicz e perché non abbiamo mai sentito parlare di lui?
Il primo motivo è che molto del suo lavoro è disponibile solo in francese, sua lingua natale (in italiano: Edizioni Mediterranee). La seconda è che è molto difficile da leggere. Poichè egli credeva nella sacralità del linguaggio e dei numeri, se n’è servito con rispetto e in una forma che richiede una considerazione lenta, meditativa. I suoi lavori non hanno senso se letti frettolosamente, devono essere “ruminati e digeriti”. Non molte persone sono abituate a questo, in quest’era di libri tascabili e notizie comunicate e dimenticate in due minuti. Proprio per questi motivi è importante considerare le sue intuizioni uniche sulla natura della civilizzazione dell’antico Egitto.

Sacralità del Numero

Ciò che sta alla base della visione di de Lubicz è la sacralità dei numeri e della lingua. Come gli antichi Ebrei de Lubicz vedevano il linguaggio non solo come un semplice mezzo di comunicazione, ma come un’interfaccia fra l’uomo e il Divino. Quando il Sepher Yetzirah afferma che YHVH ha creato l’uomo con le lettere infuocate dell’alfabeto e il Vangelo di Giovanni afferma che “in principio il Verbo era Dio” abbiamo un’indicazione di una comprensione più profonda del linguaggio che l’attuale. Lo stesso si applica ai numeri: il segreto più grande dei pitagorici era la relazione fra numero, suono e forma.

La visione tradizionale

Possiamo domandarci perché tali relazioni erano importanti o se avevano un qualche valore oltre a quello puramente speculativo. Ecco dove risiede il grande significato del lavoro di de Lubicz. Egli ha compreso, attraverso i suoi studi sull’Alchimia e l’Ermetismo, che nella visione tradizionale dell’Universo la vita era parte di una “Grande Catena degli Esseri”. Dalla particella più infima alla divinità più grande, tutto partecipa di certe caratteristiche ed è collegato in un grande schema. Le basi di questo ponte di risonanza erano tra le lettere sacre e i numeri, insieme a vibrazioni e armoniche.

...........(continua nel link)





Di Adriano Forgione
http://turistipercaso.it/egitto/24472/s ... -amon.html

Uno dei templi faraonici più affascinanti è quello dedicato al dio Amon a Luxor, risalente al Nuovo Regno, iniziato sotto il faraone Amenhotep III (1391-1353 a.C.). Negli ultimi dieci anni ho guidato numerosi lettori della mia rivista mensile Fenix, dedicata ai misteri storici e archeologici, alla scoperta dei misteri di questo tempio, informazioni che nessuna guida condivide con il pubblico, perché fanno parte dell’antica scienza sacra egizia, oggi quasi del tutto scomparsa. Questo tempio non è, infatti, solo quello che appare ai nostri occhi. I sapienti sacerdoti egiziani vi codificarono un sapere che solo oggi iniziamo a riscoprire grazie allo studioso alsaziano, René Schwaller de Lubicz (1887-1961), che negli anni Trenta del secolo scorso si dedicò allo studio di questa struttura. Nel corso di quasi vent’anni di ricerca, fu capace di ricongiungere i frammenti della “Scienza Sacra” degli antichi egizi e di presentarla in maniera documentata nel suo saggio Il Tempio dell’Uomo, definizione con cui de Lubicz chiamò questo tempio. Egli scoprì, infatti, che nelle dimensioni, nella geometria, nelle armonie e proporzioni del tempio di Luxor erano criptati gli elementi della scienza sacra del mondo antico.


La sezione aurea, ovvero la formula dell'Armonia

Misurando il tempio cercò di trovare la proporzione matematica universale chiamata “Sezione Aurea” (ovvero, il rapporto fra due grandezze diverse, dove la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la loro somma), che aveva affascinato studiosi di scienze naturali, cosmologi, filosofi neoplatonici e artisti rinascimentali (Leonardo Da Vinci in particolare). De Lubicz sapeva che se avesse trovato la Sezione Aurea inscritta nel Tempio di Luxor, questo avrebbe provato che gli antichi egizi conoscevano l'armonia delle proporzioni universali. Non passò molto tempo prima che lo studioso trovasse quel che cercava. De Lubicz non solo provò l'esistenza di una Scienza Sacra, ma affermò che tale Scienza faceva da supporto alla mitologia e al simbolismo egizio. Tutte le strane divinità antiche con teste d’animali, infatti, non erano il prodotto di una primitiva religione animista, ma l’incarnazione di principi cosmici. Erano le “idee” attraverso le quali la Coscienza Universale discendeva nell’Universo manifesto. Schwaller de Lubicz definì la scienza sacra egizia la dottrina dell’Antropocosmo (l’Uomo- Cosmo). Attentamente, passo dopo passo, indagò su questa linea di pensiero che attraverso le sue ricerche sembrava trovare sempre più conferme nell'intera struttura templare egizia. De Lubicz ne Il Tempio dell'Uomo riesce a spiegare questa grande dottrina come nessun altro era stato in grado di fare sino ad allora (e neanche dopo), e insegna come essa – da molti erroneamente considerata superstizione – sia responsabile della geometria, delle proporzioni e dell’armonia del Tempio di Luxor che svolgerebbe un ruolo chiave in questo sistema interamente correlato.

L'uomo divino è iscritto nella pianta del tempio

La figura dell’Uomo divino, come lo definivano gli egizi, è iscritta nella pianta del tempio di Luxor, incorporando le leggi stesse della creazione e del suo sviluppo spirituale in una sorta di megalitica biblioteca in cui i libri sono le misure, le proporzioni, le armonie, i geroglifici e le iscrizioni dell'edificio. Il Tempio fu originariamente diviso su tre assi e ogni modifica successiva rispettò il progetto di base. Si era cercato per decadi di spiegare la strana deviazione che si nota lungo l’asse centrale del tempio. Alcuni ipotizzavano che il Tempio di Luxor si inclinò a causa dell’aumento di livello delle acque del Nilo (alla destra del tempio). Altri, che la deviazione fosse progettata per allineare il recinto sacro rispetto alla posizione della stella Sirio in una determinata epoca dell’anno. Ma nessuno aveva azzardato tanto quanto René Schwaller de Lubicz. Secondo lui, la deviazione fu voluta per meglio rappresentare la figura di un uomo visto di profilo, in modo che il recinto deviato (in basso) corrisponda alle gambe in posizione di movimento. Per questo motivo lo battezzò il Tempio dell’Uomo. Secondo l'interpretazione dello studioso alsaziano, lo scopo dei progettisti del tempio fu quello di inserire nella costruzione, le proporzioni del corpo umano e delle sue funzioni creatrici superiori in quanto l'uomo era incarnazione delle leggi della Creazione. Attenzione, però, il Tempio di Luxor non è l'equivalente in pietra di un corpo umano, ma un modello simbolico conforme alla scala umana. Le funzioni delle diverse parti del corpo per gli egizi erano da considerarsi manifestazioni di funzioni cosmiche presenti nello stesso universo. Dai piedi alla testa, dall'ingresso al Sancta Sanctorum, il tempio ripropone questo schema che vede l'Uomo avventurarsi in un cammino che lo porterà ad ottenere la “Parola Divina”, il Verbo Creatore, la Perfezione Sacerdotale. L'Antropocosmo è l'Uomo Ideale che in sé riconcilia il dio Seth (il male) e il dio Horus (il bene) vincendo il dualismo di cui è vittima a causa della sua umana condizione. “La Filosofia Antropocosmica – scriveva de Lubicz - basa tutte le funzioni e misure sulla "cristallizzazione" o "incarnazione" del Cosmo nell’uomo”. Una scienza che però era riservata alla classe sacerdotale e alla quale il popolo non poteva e non doveva avere accesso. Gli egizi si basavano sul principio della gerarchia, poiché la conoscenza dava potere e per maneggiare questo potere bisognava che l'individuo fosse pronto e perfettamente in armonia con sé stesso. Schwaller dimostrò che questa dottrina rivelava una comprensione delle scienze matematiche simile a quella nascosta nei codici Maya o nella geometria dei templi indù. Ci fu un tempo, in un passato molto remoto, nel quale gli iniziati di tutte le grandi civiltà ebbero accesso a questa dottrina, comprese le cosiddette tribù primitive. Siamo noi uomini “moderni” ad aver perduto tale accesso.



L'opera di Schwaller Il Tempio dell'Uomo è anche scaricabile....
http://www.kickasstorrents.com/schwalle ... 14367.html


Altri libri

STUDIO SUI NUMERI
http://www.scribd.com/doc/46929509/eBoo ... Sui-Numeri

ESOTERISMO E SIMBOLO
http://www.scribd.com/doc/36996746/R-A- ... -e-Simbolo



_________________
Mente: una misteriosa forma di materia secreta dal cervello. La sua attività principale consiste nel tentare di appurare la sua stessa natura, tentativo peraltro futile giacché per conoscersi non può fare affidamento su nient'altro, a parte se stessa.
Ambrose Bierce, The Devil's Dictionary (1906)
Top
 Profilo  
 

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 43
Iscritto il: 14/12/2010, 10:15
Località: Zurigo
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 17/05/2011, 21:58 
GEOMETRIA EGIZIA

http://xoomer.virgilio.it/geometria_egizia/
(18 CAPITOLI)

Dall’introduzione:

.........Schwaller de Lubicz affermò, da filosofo e storico della scienza quale era, che i veri depositari della scienza e della filosofia fossero gli Egizi che la trasmisero (ormai sulla via del "tramonto") come retaggio alla civiltà Greca, ed esortò gli studiosi della nostra epoca a rivoluzionare il nostro giudizio sulle civiltà antiche considerando in modo più corretto le profonde conoscenze scientifiche di cui esse erano portatrici.

Fra gli studiosi moderni che hanno cercato di capire i Miti arcaici, un posto particolare spetta a Giorgio de Santillana e Herta von Dechend, autori di un saggio sul Mito e la Struttura del Tempo: Il mulino di Amleto. Secondo questi due studiosi, il pensiero dello scienziato arcaico era tutto "cosmologico" e di conseguenza l'unità di misura del suo universo non poteva che essere il Tempo, che era circolare rispetto al nostro che è lineare. Tradotto nel linguaggio tecnico, equivale a dire che la loro unità di misura doveva essere goniometrica e perciò non metrica.
Giorgio de Santillana e Herta von Dechend sono giunti alla conclusione che lo “scienziato” arcaico, che era fondamentalmente astronomo, dovendosi esprimere usando un idioma per narrare i fenomeni celesti (in particolare la Precessione degli Equinozi), non disponendo di uno specifico linguaggio tecnico ha dovuto servirsi del linguaggio di tutti i giorni. Il linguaggio mitologico non sarebbe altro che il linguaggio scientifico usato dagli astronomi arcaici. Un vero e proprio linguaggio cifrato, dove ogni frase rappresenta una specifica “notazione matematica”. Naturalmente il "racconto" doveva avere una sua logica narrativa, per cui assumeva la forma di una favola o di una storia fantastica. Le scoperte astronomiche vennero così tramandate nel Tempo anche da narratori inconsapevoli, senza alcun rischio che potessero essere capite da coloro "che non sapevano". Il Mito non sarebbe altro che il vettore con il quale i nostri antenati hanno tramandato le loro conoscenze scientifiche.

..............


Un dato di fatto è innegabile: le Piramidi d'Egitto sono immensamente grandi, antichissime e completamente inutili.

C'è una particolare caratteristica che accomuna le sei grandi piramidi costruite dalla quarta dinastia. Se le piramidi della terza dinastia e delle successive quinta e sesta contengono nel loro interno bassorilievi ed iscrizioni, tanto che a Saqqara nella piramide di Unas, un re della quinta dinastia (2350 a.C. circa), la camera funeraria è letteralmente tappezzata dai Testi delle Piramidi (il più antico corpus letterario egizio), le piramidi della quarta dinastia sono completamente mute. Non esiste alcun bassorilievo, pittura o iscrizione nel loro interno che sia riferita al faraone di turno o al suo costruttore. Con una battuta possiamo dire che oltre che inutili sono pure anonime.
Dalle pubblicazioni dei giorni nostri (che possiamo definire “commerciali”) emergono alcuni particolari tecnici che non possono e non devono essere ignorati.

1)- Le Grandi Piramidi sono state edificate utilizzando una tecnica costruttiva che ha sfiorato la perfezione assoluta. L'errore medio riscontrato sulle dimensioni dei lati delle basi non supera lo 0,1 per cento. L'angolo più preciso formato dai due lati adiacenti della Grande Piramide è stato calcolato in 89°59'58". E’ un dato impressionante.
2)- L'orientamento della Grande Piramide è sfasato di 5 primi di grado sul riferimento dei punti cardinali. E' un risultato stupefacente per quei tempi, il che implica conoscenze astronomiche non certo ascrivibili ad un popolo primitivo.
3)- La camera principale della Grande Piramide è stata costruita alla quota in cui la sezione piramidale è esattamente la metà della superficie della base. Questo fatto riferito ad un volume piramidale implica conoscenze molto puntuali della geometria solida.
4)- L'inclinazione della Grande Piramide e della piramide di Meidum è di 51°51'14", angolazione che comporta valori trigonometrici equivalenti a costanti che si rifanno ad una geometria sferica, tanto che il rapporto tra il semiperimetro e l’altezza di queste due piramidi è uguale al pi greco.
5)- E non per ultimo, il fatto che l'angolazione comune alle due piramidi di Dahshur è strettamente correlata con l'angolo di inclinazione di 51°51'14", implica una correlazione matematica tra le prime quattro piramidi costruite dalla quarta dinastia.

Queste caratteristiche geometriche, ben note agli archeologi operanti alla fine del diciannovesimo secolo, sono state inspiegabilmente sottovalutate dagli egittologi in quanto assegnate alla semplice fatalità. E’ diventato quindi logico che siano state riprese e fatte oggetto di speculazione da parte degli studiosi cosiddetti alternativi, che hanno formulato teorie più o meno "strampalate", la più seria delle quali è l'aver assegnato agli Atlantidi la paternità delle tre piramidi di Giza. Suggestiva e di grande presa sul pubblico è l'attribuzione delle piramidi a visitatori alieni provenienti dallo Spazio. Queste teorie stanno a dimostrare il profondo disagio che le moderne generazioni hanno provato di fronte alla perfezione di questi monumenti.

Della matematica usata al tempo della quarta dinastia non si sa assolutamente nulla. Dai primi duemila anni di storia egizia ci sono pervenuti pochissimi documenti matematici e quelli giuntici sono datati attorno al 1600-1800 a.C., mille anni dopo la costruzione della prima piramide a gradini progettata da Imhotep. E’ la stessa epoca in cui compaiono anche i primi documenti matematici paleobabilonesi.
Per il tipo di materiale usato (tavolette di argilla), i documenti matematici babilonesi ci sono giunti con più abbondanza, ma pur disponendo di un discreto numero di tavolette, le nostre conoscenze sono ancora limitate, in quanto non tutte sono state completamente decifrate. Queste scoperte, che datano alla metà del secolo scorso, sono state minimizzate se non completamente ignorate, poichè è opinione comune di tutti gli storici che l'evoluzione della matematica prima dei greci, sia in Egitto che in Mesopotamia, ha avuto scarso rilievo per la storia a venire. Se alla matematica ionica gli studiosi occidentali hanno dedicato centinaia e centinaia di pagine nelle loro storie specialistiche, agli Egizi e ai Babilonesi hanno dedicato pochissime righe.
E’ sconosciuto ai più che i Paleobabilonesi, quattromila anni fa, erano molto evoluti in campo matematico. Erano a conoscenza di importanti relazioni geometriche, millecinquecento anni prima che queste venissero "scoperte" dai matematici greci. Conoscevano il teorema di Pitagora, la soluzione delle equazioni di secondo grado a tre termini e disponevano di tabelle per risolvere le equazioni semplici di terzo grado e sapevano, inoltre, risolvere anche equazioni logaritmiche. Una tavoletta riporta terne pitagoriche che hanno tutto il sapore di terne trigonometriche, duemila anni prima che fosse inventata la goniometria moderna. La scoperta dell'eccezionale padronanza del mezzo tecnico per risolvere algoritmi anche complessi, se non completamente ignorata dai matematici occidentali è stata inspiegabilmente sottovalutata.
Sui circa 150 problemi ed esercizi matematici che ci sono giunti dall'antico Egitto, il giudizio espresso dagli storici della matematica è tutt’altro che lusinghiero, poiché, a parte la formula esatta per calcolare il volume di un tronco di piramide a base quadra, che di per sè è una conquista geometrica notevole, la formula per calcolare l'area di un cerchio risulta approssimata, in quanto gli scribi hanno utilizzato una formulazione in cui il pi greco derivato assume il valore di 3,1605 contro il valore esatto di 3,141592. Da qui è derivato il giudizio generalizzato che la matematica egizia fosse solo "un far di conto" più che una scienza esatta e gli storici della matematica ne hanno tratto la logica conclusione: se nel 1600 a.C. i matematici egizi utilizzavano un pi greco approssimato, risultava evidente che nell'Età delle Piramidi i costruttori non potevano aver utilizzato il vero pi greco e quindi non ne conoscevano il vero significato. E' una proposizione che è difficile da contestare, la legge dell'evoluzione è quanto mai categorica al riguardo. Ma c'era un "ma" grande come le sei piramidi costruite dalla quarta dinastia.

Sin dalla metà del diciannovesimo secolo, alcuni archeologi avevano scoperto che il perimetro della base della Grande Piramide era equivalente alla circonferenza del cerchio ideale di raggio uguale alla sua altezza. Alcuni matematici, da questa caratteristica geometrica, avevano pure derivato che la sezione piramidale rappresentava la superficie sferica di un mezzo emisfero di diametro uguale all’altezza piramidale. Questa importante relazione non è stata ripresa nè dagli egittologi nè dagli storici della matematica. Per quest'ultimi, questo concetto non poteva essere conosciuto dagli Egizi in quanto è una conquista assegnata ad Archimede, anche se nel 1700 a.C. nel Papiro matematico di Ahmes compare un problema in cui si chiede di calcolare la superficie laterale di un emisfero. La soluzione è approssimata, ma non per questo priva di un particolare significato matematico.

Da oltre due millenni i nostri concetti geometrici di base sono euclidei. Euclide aveva basato la sua geometria su un assioma fondamentale: il Piano euclideo era "dritto", derivato dal concetto dell'estensione di una "Terra Piatta". Sia una linea retta che una linea curva giacevano su un piano dritto. Il luogo geometrico di un cerchio era -la distanza costante da un punto chiamato centro- ma sempre giacente su di un Piano dritto. Se il pensiero dello scienziato arcaico era cosmologico, il matematico arcaico non poteva essere euclideo. La sua "geometria" doveva contemplare il "Piano Curvo" e se operava in un ambito non euclideo doveva conoscere la costante pi greco che è il rapporto fondamentale di una "geometria sferica". Non è un caso che alcuni studiosi siano del parere che prima della trigonometria piana i matematici abbiano inventato la trigonometria sferica.

Che il rapporto tra l'altezza ed il lato della base, sia della Grande Piramide che della piramide di Meidum, risulti uguale a 0,63661977, ossia equivalente alla notazione - 2/pi greco - che è il rapporto tra "il diametro e la semicirconferenza di un qualsivoglia cerchio", è un risultato se non probante, almeno molto indicativo di una scelta non euclidea operata dai costruttori egizi.

Isaac Newton, un genio assoluto della nostra epoca, su incarico degli egittologi inglesi misurò alcuni monumenti egizi al fine di determinare l'antica unità di misura egizia chiamata cubito reale. Dalla sua analisi ha ricavato che il cubito rendeva 0,5239 metri lineari (20,625 pollici). Nessun moderno matematico ne ha ricavato che il rapporto tra il cubito determinato da Newton ed il metro lineare è congruente con la notazione pi greco/6 (0,523598).
Se il pensiero scientifico egizio era "cosmologico" il numero 0,523598 doveva indicare un dodicesimo di angolo giro, ossia 30 gradi sessagesimali, che in termini temporali corrisponde ad un mese, ma il numero 0,523598 è anche il numero del volume della sfera di raggio 0,5 che è inscritta nel cubo di lato 1.
Che il rapporto tra il perimetro di un quadrato e la circonferenza del cerchio inscritto sia 4/pi greco, uguale al rapporto tra l’area del quadrato e l’area del cerchio inscritto e che questo rapporto sia lo stesso rapporto tra l'altezza e la semibase della Grande Piramide (e della piramide di Meidum), non può che essere l’indicazione che i costruttori della quarta dinastia hanno operato con una geometria non euclidea. Che l'angolazione comune delle due piramidi di Dahshur sia di 43°30'45", che porta come tangente la notazione 3/pi greco, che risulta in rapporto ¾ con la tangente dell’angolo di inclinazione della piramide di Meidum e della Grande Piramide, difficilmente poteva essere una fatalità, come non poteva essere una coincidenza che l’altezza delle due piramidi di Dahshur sia esattamente di 200 cubiti (100 pi greco/3 metri). Che il rapporto tra l’altezza ed il semilato della Seconda Piramide di Giza corrisponda a 4/3, alla luce di quanto sopra esposto, diventava perlomeno curioso.

Come si può ben capire, esistevano tutti gli elementi e i presupposti per approfondire lo studio della struttura geometrica delle piramidi egizie.
Proprio perchè si era a conoscenza della grande complessità dell'Enigma rappresentato dalle piramidi e dal grande interrogativo del perchè cinquemila anni fa si fosse compiuto questo immane sforzo per erigere monumenti che dal punto di vista di noi moderni sembrano assurdi, l'approccio verso la geometria egizia doveva essere quanto mai affrancato da qualsiasi tabù verso quel popolo che veniva considerato dagli storici, poco più che primitivo.
Come spesso avviene, l'input che da inizio ad una ricerca scientifica è dato da un'osservazione fatta per caso o da un'improvvisa intuizione che, per quanto interessante e stimolante all'inizio, in un secondo momento sembra assumere scarsa rilevanza, ma che tuttavia, ha avuto l'effetto di avere messo in moto un processo mentale inarrestabile.
Raramente una scoperta è il risultato di una improvvisa e folgorante intuizione, un preciso istante in cui la forma finale si manifesta nella sua compiutezza. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un lento procedere, molto spesso difficoltoso e a volte inconcludente, lungo un tracciato i cui bivi sono molteplici e la scelta del percorso, molto volte, risulta sbagliata, per cui si è costretti a procedere a ritroso perchè la via percorsa è diventata impraticabile o non porta da nessuna parte. Forse per questo che il procedimento con il quale un analista raggiunge il risultato finale è molto più affascinante del risultato stesso. Ovviamente il risultato finale è lo scopo a cui tende, ma gran parte della gratificazione sta proprio nel suo svolgimento e nell'uso di appropriati algoritmi che concorrono alla soluzione del problema. Ciò detto, anche la Fortuna è a volte determinante.

La conclusione alla quale siamo giunti dopo anni di studio è che i matematici egizi vissuti quasi cinquemila anni fa erano più evoluti dei matematici greci vissuti tremila anni dopo. Si deve prestare fede agli antichi Greci che avevano attribuito agli Egizi la scoperta della Geometria, in barba alla moderna teoria eurocentrica.

A questo punto, non possiamo che invitare il Lettore a ripercorre insieme questo affascinante percorso.



_________________
Mente: una misteriosa forma di materia secreta dal cervello. La sua attività principale consiste nel tentare di appurare la sua stessa natura, tentativo peraltro futile giacché per conoscersi non può fare affidamento su nient'altro, a parte se stessa.
Ambrose Bierce, The Devil's Dictionary (1906)
Top
 Profilo  
 

Essere Interdimensionale
Essere Interdimensionale

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 8132
Iscritto il: 24/01/2011, 14:04
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 08/06/2011, 23:11 
Grande Piramide, le prime immagini della Camera Segreta

Immagine

Enrico Baccarini© - Potrebbero essere antichi graffiti lasciati da un lavoratore o simboli dal significato religioso. Il numero appena uscito di New Scientist Life (n° 2814 del 28 maggio 2011 - http://www.newscientist.com/article/mg21028144.500-first-images-from-great-pyramids-chamber-of-secrets.html) ospita un interessantissimo articolo a firma Rowan Hooper in cui sono presentate per la prima volta al mondo le immagini della Camera Segreta della Grande Piramide.

Immagine

La scoperta è stata resa possibile grazie ad un robot inserito nel condotto cieco della Grande Piramide di Giza, svelando disegni che attendono silenti ed incorrotti da ben 4500 anni. La sonda robotizzata ha permesso anche di risolvere la controversia riguardante l’unica presenza nota di metallo nella Grande Piramide mostrando anche una porta che potrebbe condurre ad un’altra camera nascosta.



La tesi ufficiale vorrebbe la grande piramide costruita come tomba per il faraone Cheope. Al suo interno si trovano tre camere principali: la Camera della Regina, la Grande Galleria e la Camera del Re, quest’ultima con due ‘condotti di aereazione’ che giungono verso l’esterno.

Nella Camera della Regina si trovano altri due condotti , di circa 20 centimetri per 20 centimetri, che si estendono dalle pareti nord e sud ma che fino a poco tempo fa venivano considerati come ciechi, fino a quanto Rudolph Gattenbrick non identificò, con la sua terza campagna di studi nel 1993 e attraverso il suo progetto UPUAUT (http://www.cheops.org/startpage/startpage.htm), le note porte di pietra.

Anni di indagini non hanno chiarito la funzione di questi tunnel né tantomeno delle porte poste lungo il loro cammino. Zahi Hawass, oggi divenuto ministro di Stato per le Antichità egiziane, descrive queste strutture come l’ultimo grande mistero della piramide e non sono pochi coloro che considerano i blocchi con le maniglie come l’anticamera ad una nuova stanza segreta.

Nel 2002 un nuovo robot riuscì a forare la pietra e filmare una piccola camera supportata da una grande blocco di pietra. Ora un nuovo robot denominato Djedi e progettato dall’ingegnere Rob Richardson dell’Università di Leeds, UK, è riuscito a strisciare oltre la porta e a fornire le prime immagini della zona retrostante.

Sono stati rinvenuti fin da subito alcuni geroglifici scritti con vernice rossa nonché linee del medesimo colore, forse antichi segni lasciati dai costruttori quando stavano costruendo la Grande Piramide [Si veda a questo riguardo il testo, Annales Du Service des Antiquités de l'Egypte, vol. 84, ISBN: 978-977-704-184-3].

Immagine

“Se questi geroglifici saranno decifrati, potrebbero aiutare gli egittologi a comprendere le motivazioni per cui questi pozzi misteriosi furono costruiti“, ha affermato Richardson.

«Numeri e graffiti dipinti in rosso sono molto comuni a Giza», spiega Peter Der Manuelian, un egittologo presso la Harvard University e direttore degli Archivi di Giza al Museum of Fine Arts di Boston. «Sono spesso identificatori di gruppi di muratori o marchi che denotano numeri, date o anche nomi». Shaun Whitehead della Scoutek nonché designer della telecamera ha affermato «Le nostre foto della parte posteriore di queste maniglie indicano che terminano in piccoli anelli molto ben fatti, e ciò indica che esse erano più probabilmente oggetti ornamentali, piuttosto che i collegamenti elettrici».

Immagine

Whitehead, che ha lavorato in collaborazione con la Dassault Systèmes a Vélizy-Villacoublay, Francia, aggiunge: “… la parte posteriore della porta è lucida coem se si fosse riferita a qualcosa di importante. Non sembra essere un semplice pezzo di pietra grezza usata per fermare l’entrata di detriti nel pozzo “.

Secondo l’egittologo Kate Spence (http://www.crassh.cam.ac.uk/events/1654/), dell’Università di Cambridge non coinvolto direttamente nello studio, esistono forti sospetti per ritenere che le gallerie furono costruite con un significato simbolico. ”Il metallo dei perni assomiglia ad una porta simbolica con maniglie mentre i pozzi della Camera della Regina sono orientati nord-sud e non est-ovest, quindi ho il forte sospetto che la loro funzione sia simbolica e si riferisca alle stelle, non al sole“.

Immagine

Spence ipotizza anche che la Camera della Regina possa aver anticamente contenuto una statua “Ka” del faraone, in questa interpretazione i pozzi sarebbero stati costruiti per permettere al Ka, o spirito, di Cheope di passare alla vita ultraterrena.

Per quanto riguarda la seconda “porta”, ruvida e grezza, Spence pensa che “non si troverà un’altra camera … tuttavia è affascinante da un punto di vista simbolico, e ci potrebbe permettere di capire le intenzioni dietro la costruzione della piramide“.

Immagine

Hawass, direttore del progetto Djedi (http://www.drhawass.com/blog/djedi-team-robot), afferma che non è nota nessuna altra piramide con tunnel e porte come queste e ribasdisce come dietro di essa potrebbe essere trovata una stanza nascosta. ”La Camera del Re può essere stata una sala fittizia, in quanto il fattore più importante nella mente degli antichi Egizi era quello di nascondere la camera sepolcrale“.”Abbiamo una leggenda che narra l’incontro tra il mago Djedi e Cheope, quest’ultimo alla ricerca delle sale nascoste e dei segreti del dio Thoth. Sulla base di tale leggenda, forse c’è ancora qualcosa di nascosto nella piramide “.

Fonte: http://www.enricobaccarini.com/?p=4161



_________________
"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

"People willing to trade their freedom for temporary security deserve neither and will lose both" - Benjamin Franklin
"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

"Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni" - Emil Cioran

"Quanto piu' una persona e' intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo" - Joseph Conrad

"Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse." – Osho

Immagine
Top
 Profilo  
 

Astronave
Astronave

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 583
Iscritto il: 28/04/2011, 00:53
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 16/06/2011, 00:42 
Cita:
Julien ha scritto:

GEOMETRIA EGIZIA

http://xoomer.virgilio.it/geometria_egizia/
(18 CAPITOLI)

Dall’introduzione:

Fra gli studiosi moderni che hanno cercato di capire i Miti arcaici, un posto particolare spetta a Giorgio de Santillana e Herta von Dechend, autori di un saggio sul Mito e la Struttura del Tempo: Il mulino di Amleto. Secondo questi due studiosi, il pensiero dello scienziato arcaico era tutto "cosmologico" e di conseguenza l'unità di misura del suo universo non poteva che essere il Tempo, che era circolare rispetto al nostro che è lineare.


Il mulino di Amleto è uno dei libri più affascinanti che abbia mai letto (e riletto due volte). Consigliatissimo a chiunque si interessi dell'origine dei miti.
..............

Cita:
le piramidi della quarta dinastia sono completamente mute. Non esiste alcun bassorilievo, pittura o iscrizione nel loro interno che sia riferita al faraone di turno o al suo costruttore. Con una battuta possiamo dire che oltre che inutili sono pure anonime.


Quella frase sembra tratta da Von Daniken (Eyes of the Sphinx, 1996): "The Great Pyramid is a huge, largely anonymous work... There is not a single inscription that would indicate how it was built. No one left behind even the briefest note to answer any of our questions regarding its construction. The pyramid itself features no heiroglyphics at all"

Ma è falsa.

All'interno della Grande Piramide sono presenti moltissimi "marchi di cava" con geroglifici, dipinti con vernice rossa (come quella usata per i "segni" recentemente trovati all'interno di quel cubicolo esplorato dal robottino). Si trovano nelle "camere di compensazione" che hanno la funzione di scaricare l'enorme peso dei massi sovrastanti all'esterno della camera del re. Vennero scoperti nel 1837 da Howard Vyse… Lo so! ora qualcuno risponderà che Vyse ha falsificato quei groglifici, l'unica ipotesi possibile per rifiutare la datazione classica.
C'è infatti chi (ad esempio Sitchin) sostiene che Vyse li avrebbe letteralmente dipinti lui stesso per millantare una grande scoperta archeologica.

Ma è impossibile.
Quei "marchi di cava" sono semicoperti da enormi lastroni di pietra inamovibili, sbucano da dietro gli angoli, dentro nicchie o fessure impossibili da raggiungere.

Anche Graham Hancock fino a una quindicina d'anni fa sosteneva la tesi del falso, poi durante una visita all'interno della grande piramide potè rendersi conto delle posizioni di quei geroglifici, e cambiò idea, scrivendo:

"Cracks in some of the joints reveal hieroglyphs set far back into the masonry. No 'forger' could possibly have reached in there after the blocks had been set in place - blocks, I should add, that weigh tens of tons each and that are immovably interlinked with one another. The only reasonable conclusion is the one which orthodox Egyptologists have already long held - namely that the hieroglyphs are genuine Old Kingdom graffiti and that they were daubed on the blocks before construction began." E aggiunge ""For the record I believe that Khufu did build the Great Pyramid - or anyway most of it (perhaps the subterranean chamber and some other rock-hewn parts of the structure may be earlier)."

Nessuna falsificazione sarebbe possibile anche per Hancock, perché quei geroglifici proseguono dietro gli enormi e inamovibili massi pesanti decine di tonnellate, e si vedono pure dentro le fessure tra i massi. Quindi, sempre secondo Hancock che conferma le tesi dell'egittologia classica, la grande piramide sarebbe stata costruita all'epoca di Khufu (Cheope), anche se le camere sotterranee e altre strutture potrebbero essere di epoche precedenti.
Graham Hancock ha poi aggiunto un capitolo proprio su questo argomento, nelle recenti edizioni di "Fingerprints of Gods".
http://www.grahamhancock.com/features/m ... ods-p3.htm

Ecco le illustrazioni che accompagnano il libro di Howard Vyse Operations carried on at the pyramids of Gizeh in 1837(vol1):

Immagine:
Immagine
175,46 KB

Particolare:
Immagine
155,65 KB

Immagine:
Immagine
183,26 KB

Particolare:
Immagine
177,81 KB

E altre due tratte da un altro libro che descrive le scoperte di Vyse, in cui si vedono meglio le posizioni delle pietre:

Immagine:
Immagine
184,59 KB

Immagine:
Immagine
166,87 KB

Come si può vedere i geroglifici sono posizionati in modo irregolare sui diversi massi, alcuni si vedono in orizzontale, altri in verticale, altri ancora capovolti o tagliati da fenditure delle pietre. Ma soprattutto sono parzialmente coperti dai lastroni di pietra disposti uno accanto all'altro a copertura delle diverse "camere di compensazione".

Questa è una foto recente di uno dei geroglifici, di quello che è stato decifrato come il "nome abbreviato" di Khufu.

Immagine:
Immagine
112,75 KB

Ma tra quei geroglifici ci sarebbe anche il "nome di Horus" dello stesso faraone, che veniva scritto in modo diverso.

Immagine

Chi sostiene la tesi del falso (ad esempio questo http://www.rickrichards.com/egypt/Egypt2.htm ) si arrampica sugli specchi sostenendo che l'unica vera immagine probante sarebbe l'illustrazione pubblicata da Vyse nel 1837, che conterrebbe un punto e non tre linee all'interno del cerchio (le tre linee farebbero infatti parte del nome di Khufu), mentre le recenti foto sarebbero falsificate. Ma è assurdo. Quello di Vyse era uno schizzo, ricopiato in condizioni di illuminazione molto precarie nel 1837, e poi a sua volta ricopiato dall'incisore che ha realizzato le illustrazioni del libro.

Quello che fa testo non è certo una minuscola illustrazione pubblicata nel 1837 ma le foto scattate di recente.

Un articolo che confuta la teoria della falsificazione dei marchi:
http://www.badarchaeology.net/bad/misrepresentation.php

Un'altra spiegazione dettagliata dei marchi e ulteriore confutazione della "Sitchin's folly":
http://www.unexplained-mysteries.com/fo ... pic=172788


Ultima modifica di Trystero il 16/06/2011, 01:39, modificato 1 volta in totale.


_________________
Vorrei proporre alla benevola considerazione del lettore una teoria che potrà sembrare paradossale e sovversiva. La teoria è questa: che sarebbe opportuno non prestare fede a una proposizione fino a quando non vi sia un fondato motivo per presupporla vera. (Bertrand Russell)
Top
 Profilo  
 

Astronave
Astronave

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 583
Iscritto il: 28/04/2011, 00:53
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 16/06/2011, 08:56 
Cita:
barionu ha scritto:

Diego, di questa storia di Hancock e i geroglifici delle " camere di compensazione " ne parlammo nel vecchio forum , e di geroglifici in posizioni impossibili proprio non ne esistono.

Hancock , nell sua prima conferenza a San Marino ( nel 2003 ) , mi disse personalmete che questa storia l' aveva pensata, ma poi si era ricreduto.

I dati sono le vecchio forum che, prima o poi, dovremo recuperare.


I dati che ho io derivano proprio da una pagina del sito ufficiale di Hancock, che ho citato nel mio messaggio:
http://www.grahamhancock.com/features/m ... ods-p3.htm
Si vede che non l'hai letta.

Hancock si indigna perché Martin Stower (altro nome che ricorderai dalle vecchie discussioni) afferma una cosa non vera, cioè che lui e Bauval non avrebbero informato i lettori del "cambio di rotta" a proposito dei marchi di cava.
E Stower gli invia un messaggio di scuse dopo essersi informato meglio sull'ultima edizione di Fingerprints of Gods ("I've conceded already that some of my assumptions at the time of posting were erroneous and reflected in particular an incomplete examination of the updated Fingerprints of the Gods. I can see in addition that some of my wording was unfortunate. Their complaint therefore has some justification.")

La posizione ufficiale di Hancock è ben descritta in questa sua dichiarazione intitolata "A Position Statement From Graham Hancock On The Antiquity And Meaning Of The Giza Monuments" e pubblicata nel sito ufficiale:

http://www.grahamhancock.com/features/trenches-p4.htm

In quella pagina si legge chiaramente che:

"I have changed my views on the validity of the forgery theory. The relieving chambers are strictly off limits to the public and are extremely difficult to gain access to. I had been unable to obtain permission to visit them prior to the publication of Keeper/Message in 1996. However, in December 1997, Dr Zahi Hawass allowed me to spend an entire day exploring these chambers. There were no restrictions on where I looked and I had ample time to examine the hieroglyphs closely, under powerful lights. Cracks in some of the joints reveal hieroglyphs set far back into the masonry. No 'forger' could possibly have reached in there after the blocks had been set in place - blocks, I should add, that weigh tens of tons each and that are immovably interlinked with one another. The only reasonable conclusion is the one which orthodox Egyptologists have already long held - namely that the hieroglyphs are genuine Old Kingdom graffiti and that they were daubed on the blocks before construction began."

Per quello che mi riguarda questa è ancora la posizione di Hancock, visto che è pubblicata nel suo sito ufficiale.

Ma non solo. Anche nel suo libro "Lo specchio del cielo", afferma che la costruzione della grande piramide risale al 2500 a.C. Lo proverebbero tra l'altro gli allineamenti stellari dei "pozzi" con la posizione che le stelle Kochab, Thuban, Sirio e Zeta Orionis avevano in quell'epoca. Hancock sostiene che la costruzione delle piramidi risale al 2500 a.C ma gli allineamenti dei monumenti e della Sfinge sarebbero una specie di "celebrazione del primo tempo", quello del 10500 a.C., quando la costellazione del Leone sorgeva proprio di fronte alla stessa Sfinge nell'equinozio di primavera (tutto questo nei capitoli 5 e 6).

Cita:
barionu ha scritto:
( belle le scansioni , sei stato a Roma da Padre Philip ? Che io sappia l' unica copia pubblica e lì, alla biblioteca vicino a Piazza Navona ( forse sbaglio i dettagli . Io ho una copia come gruppo barionu , ma è in Germania . )


Molto più semplice: in Google Books cercando col titolo Operations carried on at the pyramids of Gizeh in 1837 si trova il testo completo di Vyse con le illustrazioni, scansionato pagina per pagina. Prodigi della scienza e della tecnica... [}:)]

Aggiungo che lo stesso Vyse in quel libro (pag 280-282) è molto dubbioso su quel marchio e propone diverse interpretazioni. I dubbi si riferiscono al fatto che secondo Vyse sarebbe disegnato male e non corrisponderebbe esattamente al cartiglio di Khufu così come era conosciuto allora.
Quello che Vyse non poteva sapere è che solo in seguito si scoprì che il nome del faraone poteva essere scritto in tre modi diversi (abbreviato, reale e divino), quelli che si vedono nell'illustrazione contornata in rosso che ho inserito nel messaggio precedente.

Vyse era non solo falsario ma anche paragnosta e preveggente?

Se fosse stato un bravo falsario e avesse voluto far credere alla sua scoperta avrebbe molto più semplicemente trascritto il nome di Khufu esattamente come gli studiosi dell'epoca si aspettavano di trovarlo, senza dover riempire pagine del suo libro per descrivere e interpretare la stranezza di un cartiglio inconsueto.


Ultima modifica di Trystero il 16/06/2011, 09:30, modificato 1 volta in totale.


_________________
Vorrei proporre alla benevola considerazione del lettore una teoria che potrà sembrare paradossale e sovversiva. La teoria è questa: che sarebbe opportuno non prestare fede a una proposizione fino a quando non vi sia un fondato motivo per presupporla vera. (Bertrand Russell)
Top
 Profilo  
 

Astronave
Astronave

Avatar utente

Non connesso


Messaggi: 583
Iscritto il: 28/04/2011, 00:53
Località:
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: 18/06/2011, 12:53 
I marchi di cava non si trovano solo nelle basse e scomode camere di compensazione sopra la camera del re. Uno è stato trovato nel 1944, dietro uno dei grandi massi che si trovano all'esterno, per la precisione nel quarto livello, lato est, settantunesima pietra partendo dal lato nord. E' documentato in un libro che tratta principalmente dei "graffiti" lasciati nei secoli dai visitatori della grande piramide:

Georges Goyon, Les Inscriptions et Graffiti des Voyageurs sur la Grande Pyramide (1944)

L'autore ne fornisce anche una riproduzione:

Immagine:
Immagine
5,07 KB

Un altro autore che cita diversi marchi visibili sulle pietre è L.V.Grinsell nella sua Archaeological Autobiography:

I made a detailed study of the builder's inscriptions in hieroglyphs on the exposed backing stones of the Giza and other pyramids, from which the casing had been removed in the middle ages to build some of the mosques of Old Cairo. The best time to see these inscriptions (all painted in red ochre which has faded with the passage of time) is in the very early morning. When staying at the Mena House Hotel I would go out at first light before breakfast with sunglasses and search the west face of each pyramid (then of course in shade) when these inscriptions can be clearly seen. They include phrases such as `this side up' (important as sedimentary rock has to be used in a building the same way up as the position it occupied in its original stratum). Other inscriptions indicate the height of the masonry (in Egyptian cubits of around 20.61 inches) above the base-line at a given date. A typical example, on the pyramid of Queen Neit, a wife of Pepy II at South Saqqara, reads `Second month of winter, day 14 . . . work on the building, on the west side'. I found that the west side of each pyramid was where these inscriptions are the best preserved. The winds (Khamseens) from the Western Desert every spring bring sand which accumulates on this side of each pyramid and helps to preserve these inscriptions; but at intervals of every few years (or longer) this accumulation of sand is removed from the west face of each pyramid as part of the pyramid maintenance programme of the Service of Antiquities: and then is the time for studying these inscriptions.

Entrambi gli autori e le loro testimonianze sui marchi sono citati da Martin Stower in questa pagina web:
http://tinyurl.com/externalquarrymarks

Altre dettagliate pagine di Martin Stower sull'argomento:
http://tinyurl.com/forgingthepharaohsname
In alto a sinistra si trova un indice con tutti i capitoli dello studio di Martin Stower sui quarry marks, purtroppo ora consultabile solo nell'Internet Archive perché il sito di Stower non c'è più (o non l'ho trovato se si è trasferito).


Ultima modifica di Bastion il 21/06/2012, 10:20, modificato 1 volta in totale.


_________________
Vorrei proporre alla benevola considerazione del lettore una teoria che potrà sembrare paradossale e sovversiva. La teoria è questa: che sarebbe opportuno non prestare fede a una proposizione fino a quando non vi sia un fondato motivo per presupporla vera. (Bertrand Russell)
Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 169 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ... 12  Prossimo

Time zone: Europe/Rome [ ora legale ]


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
Oggi è 16/06/2019, 12:32
© 2015 UfoPlanet di Ufoforum.it, © RMcGirr83.org