Time zone: Europe/Rome




Apri un nuovo argomento Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 6 messaggi ] 
Autore Messaggio

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Connesso


Messaggi: 12357
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: NAGGAR TEKTON LO SWASTIKA E IL PRESEPE
MessaggioInviato: 19/08/2019, 13:27 
---------

Carpentiere ?


( o l' origine del Presepe )












Immagine





RIPORTO LO STUDIO CHE VEDETE QUI , AGGIORNATO E CORRETTO


https://originidellereligioni.forumfree ... y563740026


zio ot [:305]



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Connesso


Messaggi: 12357
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: NAGGAR TEKTON LO SWASTIKA E IL PRESEPE
MessaggioInviato: 31/01/2021, 17:40 
----------------



il presepe nasce dalla svastica .... [:293]





Strutture antropologiche dell'immaginario.

Introduzione all'archetipologia generale



Gilbert Durand



Immagine




Immagine




http://originidellereligioni.forumfree.it/?t=69597676



zio ot [:305]



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Connesso


Messaggi: 12357
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: NAGGAR TEKTON LO SWASTIKA E IL PRESEPE
MessaggioInviato: 25/12/2025, 17:01 
--------------




Autori in nick hard Rain , Abramo, maitra e barionu





Ma Gesù era figlio di un falegname-carpentiere ?


τεκτων in greco è un lavoratore del legno, falegname, carpentiere, a vari livelli, come artigiano oppure come operaio addetto alla lavorazione del legno.

Così ad es. il filosofo stoico Epitteto, vissuto nel periodo 50-120 d.C. c.a.,

ως γαρ τεκτονος υλη τα ξυλα ανδριαντοποιου ο χαλκος

= lett. "Poiché come (la) materia del falegname (è) il legno, (la materia) dello scultore (è) il rame (ecc..)" (ARR.EpictD. 1,15,2).



Nel Vangelo Greco , falegname-carpentiere è tekton τεκτονος

Ma in Ebraico è naggar נַגָּר


Nagar (נַגָּר) generalmente è l'artista del legno, il falegname.

נַגָּר


In Ebraico dalla stessa radice abbiamo


מְגֵרָה


(megheràh)=grossa sega per tagliare legno o pietra che è un termine biblico:


2Samuele 12:31 (וַיָּשֶׂם בַּמְּגֵרָה) =e li impiegò nei lavori delle seghe (CEI);

וַיָּשֶׂם בַּמְּגֵרָה


1Re 7:9 (מְגֹרָרוֹת בַּמְּגֵרָה ) pietre pregiate, squadrate secondo misura, segate con la sega sul lato interno ed esterno. (CEI).

מְגֹרָרוֹת בַּמְּגֵרָה

La sega è una lama che scorre e questa radice "garar" significa "scorrere", da cui deriva anche "neger"="scorrimento d'acqua", "canale" (in Arabo مَجَرَّة(magiara)è la "Via Lattea") .

مَجَرَّة

In Accadico abbiamo "gararu"="correre" e in Arabo la radice جرر(giarar)="tirare",


جرر



"trasportare", ma dalla stessa radice abbiamo: اَلْمُجْتَرَّات (al-mugiir-at),


اَلْمُجْتَرَّات




che sono la famiglia dei "ruminanti" (in Ebraico מַעֲלֵי הַגֵּרָה)


מַעֲלֵי הַגֵּרָה


e quindi anche il senso di masticare che è anche "stritolare" ed è forse da ricondurre a "scorrimento" dato che questo fa immaginare uno scorrere di particelle, come lo è l'acqua per esempio, infatti si intende anche con il senso di "versare".

In Ebraico abbiamo anche la radice גרד (garad)=


גרד



grattare e una sega compie proprio questa operazione scomponendo in particelle il taglio. Forse è con lo stesso senso base di "scorrere/versare" cui possiamo accostare "svelto" a "scorrevole/versato" (oppure perché l'artista del legno era considerato il padre degli artisti), che nella letteratura ebraica antica "nagar" designava anche la persona svelta e saggia.


Quando si presentava un contesto talmudico molto difficile si usava questa 'espressione aramaica: "לית נגר ובר נגר דיפרקינה " (let nagar ubar nagar difarkina)



לית נגר ובר נגר דיפרקינה


= "Non c'è saggio (naggar), ne figlio di saggio che può risolverla"

(Avodàh zaràh 50b).

https://it.wikipedia.org/wiki/Avodah_Zarah

Shalom

Anche in Sumer e Accadico lo stesso significato


Immagine
















IL PRESEPE NASCE DA LO SWASTIKA










IL FIGLIO DEL CARPENTIERE PAG 333 DI G . DURAND



Immagine







pagina straordinaria desunta da

Le Vase Sacre di Emile Burnouf


Le vase sacré et ce qu'il contient. Dans l'Inde, la Perse, la Grèce et dans l'Eglise chrétienne. Avec un appendice sur le Saint-Graal .


Immagine


http://en.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile-Louis_Burnouf


con un 'importante specifica :




cit maitra


Si tratta di una fantasia di Durand (e non di Burnouf, si noti bene) imputabile alla solita mancanza di competenza glottologica. Il greco χρίω viene da una radice IE (= indoeuropea) *ghrī “spalmare, ungere”,


mentre Kṛṣṇa कृष्ण non significa affatto “essenza, profumo” bensí “nero” e viene da una rad. IE *kers, da cui proviene tra l’altro il russo чёрень (= čëren’), quello di “Oci ciornie” (“Occhi neri”).




KRISHNA



कृष्ण


https://www.learnsanskrit.cc/translate? ... SNa&dir=se




CARPENTIERE E' TVASTR IN SANSCRITO



तक्षक

https://www.learnsanskrit.cc/translate? ... %95&dir=se

ANCHE :

त्वष्टृ

https://www.learnsanskrit.cc/translate? ... %83&dir=au


http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=43700690


CIT MAITRA


Sí, ci sono numerosi riscontri. Agni è detto in numerosi inni figlio delle due araṇi, cioè i due bastoncini di forma diversa dalla cui frizione sprizzava il fuoco;

ed è anche detto figlio di Tvaṣṭṛ (= il “carpentiere”), benché in quel contesto (Ṛg Veda 1, 95, 2) sia detto figlio non di due ma di dieci madri (= le dieci dita che fanno prillare l’araṇi superiore).

Lo svastika (il termine è maschile), come dice la parola stessa, è un simbolo di buon auspicio tuttora molto diffuso in India. L’uso perverso che ne ha fatto il nazismo in una manciata di anni non costituisce una buona ragione per mettere al bando un simbolo antichissimo che continua a risplendere nell’immaginario di milioni di persone.


SVASTIKA


स्वस्तिक

https://www.learnsanskrit.cc/translate? ... %95&dir=se





segue in lavorazione



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Connesso


Messaggi: 12357
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: NAGGAR TEKTON LO SWASTIKA E IL PRESEPE
MessaggioInviato: 27/12/2025, 13:18 
-------------------




Immagine





simbolo_svastica_significato.jpg




Nelle raffigurazioni più antiche lo swastika ha i 2 bracci di lunghezza differente



SAMI : albero maschio , più lungo


ASVATTHA :albero femmina

Burnouf cita i


RIGVEDA I , 95-2 / III , 29 / V , 6-11 / VI , 48 /


La lunghezza differente consente ai sacerdoti vedici di muovere i bracci uno in senso orario

e l' altro in senso antiorario fin quando compare la scintille che accende il fuoco .



A questo punto il Sacerdote Vedico supremo proclama :



SV WASTI


ovvero felicità , salute

e nasce AGNI ( GESU' BAMBINO )




AGNI



आमी





Agni_god_of_fire AGNI.jpg






e a fianco di AGNI troviamo TVASTR ( Giuseppe )


TVASTR

त्वष्टृ


( l' artigiano , falegname, carpentiere padre di Agni )



tvastrofvishvakarma_03 TVA.jpg



tvastrofvishvakarma_01 TVA.jpg






Nell'altro lato abbiamo ADITI ARANI ( Maria )




ADITI

अदिति,


( Aditi , detta anche Arani , è la madre di Agni )


Lord_Brahma_and_Adhiti_-_19th_Century_Illustration aditi.jpg





ed ecco dietro KAMADHENU ( il bue -la vacca )


KAMADHENU

कामधेनु,


( la vacca sacra il cui burro alimenta il fuoco di Agni )




Kamadhenu7a.jpg





e nell 'altro lato abbiamo KALATATRI ( l' asino )


KALARATRI


कालरात्री




( La Dea legata al consumo del somà , lo spirito che alimenta il fuoco di Agni .... )



maa-kaal-ratri1 kala.gif




_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Connesso


Messaggi: 12357
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: NAGGAR TEKTON LO SWASTIKA E IL PRESEPE
MessaggioInviato: 28/12/2025, 16:31 
------------







AGNI


आमी



Immagine

https://it.wikipedia.org/wiki/Agni_(divinit%C3%A0)

https://www.sapere.it/enciclopedia/Agni ... ne%29.html


dal sanscrito, Fuoco), divinità vedica, nella quale si raccoglie la più antica manifestazione religiosa del brahmanesimo introdotta dall'Iran mediante i popoli ariani.

Essenza cosmica, Agni , dio del fuoco e del sacrificio, è considerato figlio del dio Cielo (Dyaus) e della dea Terra (Prthivi). Agni è anche la folgore sprigionata dalle nuvole ed è considerato quindi figlio delle Acque Celesti. Nella sua duplice entità e nelle varianti della sua origine (tipiche della mitologia indù),

Agni è talvolta chiamato “Figlio delle due madri”. Per sua natura legato al cielo e alla terra, Agni assolve il ruolo di mediatore tra gli uomini e gli dei nel suo aspetto più significativo di “fuoco sacrificale”, attraverso il quale protegge l'uomo dai suoi nemici e ne assicura l'immortalità.

La sua essenza in terra veniva sprigionata mediante lo sfregamento di due pezzi di legno (arani), che consistevano di un bastoncino e di una tavoletta: la tavoletta, provvista di un foro entro cui si inseriva l'estremità appuntita del bastoncino, veniva fissata al suolo.

Attorno al bastoncino vi era una cordicella arrotolata, che, tirata ritmicamente ora in un senso ora nell'altro, imprimeva un movimento rotatorio alternato fino a infiammare la tavoletta di legno nel cui foro girava l'estremità appuntita del bastone.


§ In genere Agni è raffigurato con due teste (per simboleggiare il fuoco domestico e quello del sacrificio) e quattro braccia, in ogni mano egli tiene gli attributi che gli sono propri: l'ascia, il flabello, il soffietto per rianimare il fuoco e il cucchiaio per il sacrificio. La sua cavalcatura tradizionale è l'ariete.

Oltre che nell'arte dell'India, così rappresentato Agni figura nei bassorilievi dell'arte Khmer (sec. VI-XIII) e in quella del Tibet.



SEGUE IN LAVORAZIONE



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 

Stellare
Stellare

Avatar utente

Il saggioIl saggio

Connesso


Messaggi: 12357
Iscritto il: 03/12/2008, 13:35
Località: GOTHAM
 Oggetto del messaggio: Re: NAGGAR TEKTON LO SWASTIKA E IL PRESEPE
MessaggioInviato: 30/12/2025, 11:32 
----------------------



LE STATUINE DEL PRESEPE

http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/ ... resepe.htm


PRESEPIO A GRECCIO


Nei primi giorni d’agosto dell'anno 1220, San Francesco sbarcava a Venezia, di ritorno dall’Egitto, dove aveva incontrato il sultano Melek el-Kamel, discendente del grande Saladino. San Francesco si trattenne un anno in Terrasanta, disponendosi ad un tentativo di dialogo interreligioso, fra una cristianità che esprimeva sprezzo per i cosiddetti “infedeli”, verso un mondo arabo che si mostrava indifferente al “diverso”, etichettandolo come inferiore e imperfetto.

Resosi conto dell’impossibilità di dialogo, che avrebbe precluso una qualche sicurezza, ai pellegrini cristiani, durante la visita ai Luoghi Santi; il grande San Francesco propose l’idea di considerare “luogo sacro” una qualunque contrada delle Terre Cristiane, dove si producesse la struttura materiale, o anche soltanto spirituale, dei fatti suggeriti dai Vangeli.

Dal luglio del 1223, ritiratosi nell’eremo di Fonte Colombo, con alcuni fratelli, Francesco provvedeva alla stesura della “Regola dell’Ordine”; quindi, passando dall’eremo di Greccio, il 10 dicembre 1223, predisponeva la rappresentazione della Natività in grotta, realizzando il primo Presepio cristiano della storia.

L’idea di San Francesco sulla modularità dei “Luoghi Sacri” veniva applicata in sostanza, trasformando la tradizione pagana della “sigillaria”, in quella cristiana del “presepe”, che avrebbe trasferito in ogni casa della cristianità, il “mistero” della grotta di Betlemme, come se si fosse stati presenti nella Basilica della Natività, in una Palestina ormai araba, per tutto il periodo, corrente dal 24 dicembre, fino all'Epifania, il 6 gennaio successivo.

Cartolina alemanna


Greccio notturno




Solstizio d'invernoLari domestici e statuine U T'APIAIXE
U PRESEPIU ?
La Voce Intemelia

home

... E L'ALBERO ?

I SANTUI IL DIES NATALI SOLIS INVICTI PRESEPIO A GRECCIO PRESEPIU E SIGILLARIA




Che l'iconografia del bambinello nella mangiatoia possa essere riferita all'astro solare ri-nascente, nell'atto di riprendere il suo cammino in cielo verso lo zenit boreale, che raggiungerà in estate, e rimarcato dalla presenza, dietro la testa del bambinello, di una corona di raggi solari, che non sono soltanto, indice di santità cristiana.

Statuine figulinare col medesimo soggetto erano esposte nei templi romani del III e IV secolo.




Dopo l’istituzione delle feste Sigillaria, in Roma, i Saepta Iulia erano diventati anche sede di una sorta di mercato temporaneo dove si esponevano, in stand a forma di piccole capanne, doni da offrire in occasione delle feste: «Si innalzavano delle impalcature di legno dinanzi alle pareti dei Saepta e vi si esponevano, nelle piccole capanne, veri e propri presepi, dentro le quali si collocavano le immagini degli dei Lari, protettori della Famiglia, insieme con altre statuette (sigilla) di cera, gesso o argilla, che i Romani si offrivano in dono scambievolmente durante la festività, accompagnandole con libri, vasi di vetro, coppe di argento, gemme incise, perle, monili, scatole di avorio, ecc.»

Tra i doni scambiati nei giorni precedenti il Solstizio invernale, erano molto presenti le candele, per il loro simbolismo di luce. Oggi ritroviamo le candele sull'albero di Natale.

Se si pensa che ancor oggi il grande mercato temporaneo di Roma per le feste natalizie (che sono notoriamente la prosecuzione cristiana dei Saturnali), si svolge a Piazza Navona, che si trova a due passi dai Saepta, sembra di poter notare qui un altro dei numerosi fenomeni di persistenza nell’uso del territorio.
Per il Ponente Ligure, la produzione ed il mercato più importante per i sigilla è sempre stato Albissola, dove operavano famosi "figulinai", prima e dopo l'istituzione del presepe.



I più diffusi erano i Lares familiares, che rappresentavano gli antenati. L’antenato veniva raffigurato con una statuetta, di terracotta o di cera, chiamata sigillum. Tali statuette venivano collocate in apposite nicchie a forma di capanna e, in particolari occasioni, onorate con l’accensione di una fiammella.
Introdotta da Caligola, nei Saturnali, in prossimità del Solstizio d’inverno, il 20 dicembre, si svolgeva la festa detta "Sigillaria", durante la quale i parenti si scambiavano in dono i sigilla dei familiari defunti durante l’anno. In attesa della celebrazione, il compito dei bimbi delle famiglie riunite nella casa patriarcale, era quello di lucidare le statuette e disporle, secondo la loro fantasia, in un piccolo recinto nel quale si rappresentava un ambiente bucolico in miniatura.

Nella vigilia della festa, dinnanzi al recinto bucolico dei Lari, la famiglia si riuniva per invocare la protezione degli avi e lasciare ciotole con cibo e vino. Il mattino seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci, “portati” dai loro trapassati nonni e bisnonni.
Dal IV secolo, dopo l’assunzione del potere nell’impero, nel giro di pochi secoli i cristiani tramutarono le feste tradizionali in feste cristiane, mantenendone i riti e le date, ma mutando i nomi ed i significati religiosi. Essendo una tradizione molto antica e particolarmente sentita (perché rivolta al ricordo dei familiari defunti), il presepe sopravvisse nella cultura rurale con il significato originario almeno fino al XV secolo e, all'interno delle nostre Vallate, ben oltre, anche dopo l'intervento francescano del XIII secolo.




PRESEPIU E SIGILLARIA

Negli scavi effettuati dagli archeologi nella “Città Nervina”, ma soprattutto nei rinvenimenti occasionali capitati agli agricoltori delle Asse, mentre vangavano le morbide arene, sono venuti alla luce innumerevoli sigilla, ossia : quelle statuette in terracotta, rappresentazioni dei Lari domestici; che molte famiglie nervine conservano gelosamente. Nel tempo, l'abbondanza dei ritrovamenti a messo anche in movimento il mercato illecito dell’antiquariato.
I Lari sono figure della mitologia romana che rappresentano gli spiriti protettori degli antenati defunti che, secondo le tradizioni, vegliavano sul buon andamento della famiglia, della proprietà o delle attività in generale.

la antica tradizione figulinaia ponentina

Usanze solstiziali

Solstizio d'Inverno


Macrobio ci ricorda di come, nell’antica Roma, durante le feste Saturnali ci si scambiavano candele di cera, per rammentale la "aurea aetas”, quando il popolo si era elevato da una vita informe e priva di luce, giungendo alla conoscenza delle arti liberali.

Invece, la produzione dei "sigilla" risalirebbe all'epoca, nella quale Ercole attraversò l’Italia, accompagnando i buoi sottratti a Gerione. Sollecitato dagli Italici sull'argomento dei sacrifici, li consigliò di non offrire a Saturno vittime umane, ma statuette d’argilla antropomorfe, i sigilla appunto, venerando la divinità con lumi accesi.

Ercole giocò sul significato greco di “phota”, che vuol dire "uomo", ma anche “luci”. Da questo episodio derivava l’usanza di scambiarsi candele e di fabbricare, vendere e regalare statuette di argilla, durante i Saturnali.

rivista il: 17 agosto 2011home





I SANTÚI


Luigin Maccario

Nelle nostre case, l’allestimento dell’albero di Natale ha tolto molto spazio alla tradizione del presepe, la quale invece, trova nuovo vigore nelle chiese e negli oratori. Nelle case, il presepe era mantenuto fino al giorno della Candelora.

Il “nostro” presepiu, nelle vallate si chiama a créscia ma per allestirlo si usano sempre i santùi, i quali, se sono di buona fattura o in ceramica, si chiamano e fegüřìne, se per contro, sono in scadente terra cotta, si dicono i macàchi.

Tra gli animali, essenziali in un consono allestimento, c’è: u gàlétu che segnala l’alba in piena notte, segnando l’eccezionalità dell’evento; ma anche a cràvéta, i agnéli, e pégure, l’aréu o u mautùn, che fanno corte a u Bö e a l’Áse, installati dentro a Bàrma.

I personaggi indispensabili sono: u Bambìn, a Madòna e san Giousé, con l’Ángeřu, in elevazione presso u Steřùn, detto anche a stéřa cuéta. Se l’angelo suona la tromba si chiama Bufarùn.

Non possono però mancare i tre pastori: u Rapìtu o Ravìu, quello più avanzato verso la sacra culla, inginocchiato a braccia larghe, con l’espressione estatica; u Bertumé inchinato, con l’agnello vivo ad armacollo, oltre a u Zeřìndu, ritto, intabarrato e morto di freddo.

Tra le figure femminili troviamo a Bonadòna, inginocchiata presso la culla e a Léna, la pastora ritta, con la pecora al fianco, oltre a a Zeřìnda, ritta, intabarrata e morta di freddo. Nelle vallate, questa ed il compagno pastore vengono detti Geřìnda e Geřìndu.

Ma troviamo anche: u Françuà, il pastore voltato a chiamare gli altri nell’accampamento; u Bastiàn, quello accovacciato tra gli stabbi, che soffia sul fuoco; oltre a u Benìn, il giovane che dorme disteso e sereno, perché lui la scena del Natale la sta sognando.

Ritto e con la capretta per mano: u Razü non è un vero pastore ma rappresenta in particulà, così come u Pivié, che se ne sta ritto suonando a pìva. Non può mancare Margaridun, la contadina a cavallo dell’asino. Tra le figure comprimarie locali, di origine provenzale, spicca a Pesciàira, la pescivendola; a Fiřéira, la filatrice con conocchia e a Rustéira, la rostitrice di castagne, ma anche l’Amulita, l’arrotino di origini piemontesi.

Nella stalla all’interno de a Bàrma, spicca a Grüpia, la mangiatoia a rastrelliera, mentre nel paesaggio si notano e Caséte arabe del paese di Betlemme con u Deversöriu, l’albergo, a caravan serraglio, dove l’umanità godereccia ha negato ospitalità alla vergine partoriente, oltre a u müřìn o u defìziu, aggiunti in omaggio all’imprenditoria artigiana.

Per l’Epifania saranno aggiunti: u cavàlu de Merchiù, con u Mòuru, il valletto arabo che regge le redini, u camélu di Gàsparu e u drumedàriu di Bardassà.
Merchiù, il re inginocchiato, porta uno scrigno pieno d’òuru. I suoi capelli e la barba sono grigi. Rappresenta la razza bianca e la vecchiaia. Gàsparu, rappresenta i Semiti e l’età matura; porta a mìrra che serve per imbalsamare, o forse soltanto cannella. Bardassà è u Re Mouru, che tra le mani giunte tiene u cibòriu con l’encénsu. Rappresenta la razza africana e la gioventù.

Nel paesaggio, allestito con u papé maciàu, la carta da pacchi a colori mimetici e accessoriato con u papé stagnöřa, per imitare l’acqua, capeggia u maciaférru, lo scarto di fonderia che imita le rocce, rivestito de u sfàgnu, il muschio e farcito de a bùrra, lo stoppaccio tessile per imitare la neve.
Il tutto è sormontato da u papé cu’e stéře, grandi quantità di carta azzurra, punteggiata di stelle, che non dimenticano di illuminare anche u pontétu, immancabile per attraversare il ruscello e u pùssu, situato al centro del paese.

LA VOCE INTEMELIA - gennaio 2003















provenzali






Il dies natali Solis Invicti


Nel 272, Aureliano riuscì a riunificare l'impero grazie al provvidenziale aiuto della città stato di Emesa. L'appoggio dei sacerdoti di Emesa, cultori del dio Sol Invictus, ben dispose l'imperatore verso il culto di quella divinità solare.

In seguito, nel 274, Aureliano trasferì a Roma i sacerdoti del dio Sol Invictus e ufficializzò il culto solare di Emesa, edificando un tempio sulle pendici del Quirinale e creando un nuovo corpo di sacerdoti (pontifex solis invicti). Comunque, al di là dei motivi di gratitudine personale, l'adozione del culto del Sol Invictus fu vista da Aureliano come un forte elemento di coesione dato che, in varie forme, il culto del Sole era presente in tutte le regioni dell'impero. Sebbene il Sol Invictus di Aureliano non sia ufficialmente identificato con Mitra, richiama molto del mitraismo, compresa l'iconografia del dio rappresentato come un giovane senza barba.

Aureliano consacrò il tempio del Sol Invictus il 25 dicembre del 274, in una festa chiamata dies natalis Solis Invicti, "Giorno di nascita del Sole Invitto", facendo del dio-sole la principale divinità del suo impero ed indossando egli stesso una corona a raggi. Quella festa divenne sempre più importante, innestandosi, sulla festa romana più antica dei Saturnali.

Anche l'imperatore Costantino fu un cultore del Dio Sole, in qualità di Pontifex Maximus. Egli, inoltre, raffigurò il Sol Invicuts sulla sua monetazione ufficiale, definendo la divinità come compagno dell'imperatore.

Con un decreto del 7 marzo del 321, Costantino stabilì che il primo giorno della settimana, il giorno del Sole, dies solis, doveva essere dedicato al riposo. Abbracciando la fede cristiana, nel 330, l'imperatore ufficializzò per la prima volta il festeggiamento cristiano della natività di Gesù, che con un decreto fu fatta coincidere con la festività pagana della nascita del Sole. Il "Natale Invitto" divenne il "Natale" cristiano. Nel 337, papa Giulio I ufficializzò la data del Natale da parte della Chiesa Cristiana. Il 3 novembre 383, il giorno di riposo, il dies solis, viene rinominato dies dominicus.

Sigillaria romana



_________________
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Questo argomento è bloccato, non puoi modificare o inviare ulteriori messaggi.  [ 6 messaggi ] 

Time zone: Europe/Rome


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
Oggi è 01/01/2026, 18:59
© 2015 UfoPlanet di Ufoforum.it, © RMcGirr83.org