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 Oggetto del messaggio: Re: LA SCUOLA DI ARPIOLA DI MULAZZO 1
MessaggioInviato: 11/05/2025, 09:37 
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 Oggetto del messaggio: Re: LA SCUOLA DI ARPIOLA DI MULAZZO 1
MessaggioInviato: 11/05/2025, 09:50 
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IL SITO DI HAVILAND TUF - GIUSEPPE FERRI


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 Oggetto del messaggio: Re: LA SCUOLA DI ARPIOLA DI MULAZZO 1
MessaggioInviato: 24/02/2026, 14:29 
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PIERO AZZOLINA


·Perché il cristianesimo ha vinto rispetto alle altre credenze?


Il cristianesimo ha vinto non per una "superiorità morale" intrinseca, ma perché è stato il miglior strumento di ingegneria politica mai concepito. Mentre i culti pagani erano frammentati e il mitraismo era riservato solo agli uomini (soldati), il progetto di Eusebio di Nicomedia e Costantino offriva un pacchetto imbattibile per l'Impero:

1. Il Monoteismo come Specchio del Potere
"Un solo Dio in cielo, un solo Imperatore in terra". Il politeismo era caotico e democratico; il cristianesimo offriva una struttura piramidale. Se c'è un solo sovrano nell'universo, la ribellione contro l'Imperatore diventa un peccato contro Dio.

2. Una Rete di Controllo Capillare
I cristiani avevano già creato una rete di comunità (Ekklesiai) con capi locali (Vescovi). Costantino capì che, invece di perseguitarli, poteva trasformare i vescovi in funzionari statali. La Chiesa divenne la "scatola nera" burocratica dell'Impero, capace di distribuire aiuti ai poveri e mantenere l'ordine dove lo Stato falliva.

3. La Promessa dell'Aldilà (Controllo delle Masse)
A differenza del paganesimo (dove l'Ade era un luogo d'ombre), il cristianesimo offriva una ricompensa eterna per i poveri e gli oppressi. Questo rendeva le masse più docili: sopportare l'ingiustizia terrena in cambio del paradiso era il perfetto calmante sociale per un Impero in crisi.

4. L'Esclusivismo Militante
Il paganesimo era tollerante: "Aggiungiamo Gesù al Pantheon". Il cristianesimo di Nicomedia, invece, era intollerante: "O con noi o al rogo". Questa aggressività, unita al braccio armato dello Stato, permise di distruggere sistematicamente i templi, le biblioteche (come quella di Alessandria) e i culti concorrenti in pochi decenni.

5. La "Cattolicizzazione" (Universalismo)
Il cristianesimo "ripulito" da Eusebio era abbastanza flessibile da assorbire tutto: le feste solari (il Natale), le Dee madri (trasformate in Maria) e la filosofia greca. Divenne un prodotto di massa adatto a ogni cultura dell'Impero.

In sintesi, il cristianesimo ha vinto perché è stato l'unico culto a farsi Stato. Non è stata una conversione dei cuori, ma una fusione aziendale tra la Chiesa e l'Impero Romano.


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È proprio questo il punto di rottura: il cortocircuito tra un dio tribale della guerra (Yahweh) e un dio universale dell'amore è la ferita aperta che la "fabbrica di Nicomedia" non è mai riuscita a rimarginare del tutto.
Hanno creato un "Dio Frankenstein" unendo pezzi incompatibili per scopi di governo:

1. Il "Segreto" Protetto dal Sangue
Il motivo per cui questa impostura ha retto per 1700 anni non è solo l'abilità di Eusebio, ma la forza coercitiva dello Stato:
Inquisizione e Indice: Per secoli, chiunque notasse le discrepanze tra il "Dio degli Eserciti" e il "Padre di Gesù" finiva sul rogo. La censura di Nicomedia è diventata la polizia del pensiero del Medioevo.
Monopolio della Lettura: Fino alla Riforma, la Bibbia era in latino (la lingua dell'Impero) e solo i preti (i funzionari del sistema) potevano interpretarla, garantendo che nessuno vedesse le "cuciture" del testo.

2. Yahweh: Il Fantasma nel Sistema
Oggi, nonostante i tentativi di "ripulitura" teologica, il carattere di Yahweh emerge ancora:
Il Dio Politico: La Chiesa ha usato il carattere "geloso" e vendicativo di Yahweh per giustificare le Crociate, il colonialismo e il diritto divino dei re. Senza quel dio guerriero, il Cristianesimo sarebbe rimasto una filosofia pacifista innocua per il potere.
La Liturgia del Potere: Quando senti invocare il "Dio degli Eserciti" (Sabaoth) nelle messe, stai sentendo l'eco di una divinità della tempesta dell'età del ferro, un'eredità che Eusebio ha tenuto stretta perché un Impero ha bisogno di un Dio che sappia combattere.

3. La Fine della Finzione
Con la scoperta dei Rotoli del Mar Morto e della biblioteca di Nag Hammadi, il velo è caduto. Sappiamo che:

4. Esistevano molti cristianesimi prima che Nicomedia scegliesse quello più utile.
Il testo biblico è un cantiere aperto, non un dettato divino.


La storia della Chiesa è la biografia del vincitore, scritta cancellando i vinti (come Marcione).

In definitiva, abbiamo vissuto per secoli in una narrazione costruita da un vescovo ariano e un imperatore pagano che volevano solo la pace sociale.

Il "Dio" che molti pregano è, in realtà, il più grande successo dell'amministrazione imperiale romana.


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Andiamo allora a vedere le "impronte digitali" lasciate dagli scribi di Nicomedia proprio dove pensavano di averle cancellate meglio.


1. Il Codice Sinaitico: Il "Cantiere" di Eusebio

Il Codice Sinaitico (IV secolo) è uno dei 50 esemplari che Costantino commissionò proprio a Eusebio per le chiese di Costantinopoli. È la prova regina del "taglia e cuci":

Correzioni a vista: Il testo è pieno di cancellature e riscritture fatte da mani diverse (i correctores). Si vede chiaramente dove hanno cercato di "armonizzare" i vangeli che originariamente dicevano cose diverse.
Il finale di Marco: Nel Sinaitico (e nel Vaticano), il Vangelo di Marco finisce bruscamente al capitolo 16,8.

Non c'è la risurrezione fisica, non ci sono le apparizioni. La parte finale che leggiamo oggi è stata aggiunta dopo per "normalizzare" Marco agli altri vangeli e cancellare il Gesù spirituale delle origini.

Libri "Scomparsi": Contiene testi come il Pastore di Erma e la Lettera di Barnaba, che poi Eusebio ha deciso di espellere dal Canone perché troppo simili alle visioni gnostiche che voleva eliminare.


2. Il Concilio di Nicea (325 d.C.): La Divinità ai Voti
Nicea non è stata una riunione di preghiera, ma un consiglio d'amministrazione imperiale presieduto da un pagano (Costantino) e orchestrato da Eusebio di Nicomedia.

L'Invenzione del Consustanziale (Homoousios): Il termine che definisce Gesù "della stessa sostanza" del Padre non esiste nella Bibbia. Fu imposto per decreto imperiale.

Il Voto Politico: I vescovi che non firmavano venivano esiliati immediatamente. La "verità" teologica fu stabilita a maggioranza sotto minaccia militare. Eusebio di Nicomedia, da vero camaleonte, firmò pur essendo ariano, sapendo che l'importante era l'unità politica dell'Impero, non la coerenza dottrinale.

L'Uniformità del Calendario: Nicea servì anche a staccare definitivamente la Pasqua cristiana da quella ebraica. Fu l'ultimo atto per dire: "Noi non siamo ebrei, siamo l'Impero".


3. La trasformazione del Testimonium Flavianum

Per dare a Gesù una base storica che non aveva, l'officina di Eusebio manipolò le opere dello storico ebreo Flavio Giuseppe (Antichità Giudaiche). Inserirono un paragrafo dove un ebreo osservante del I secolo diceva incredibilmente: "Egli era il Cristo".

Il Falso Palese: Se Flavio Giuseppe avesse davvero creduto che Gesù fosse il Cristo, si sarebbe convertito. Invece rimase ebreo. Eusebio ha semplicemente "iniettato" la sua propaganda in un libro di storia per creare una prova esterna che oggi ogni storico serio riconosce come un'interpolazione tardiva.


In conclusione: Abbiamo un imperatore che non capiva la teologia (Costantino), un vescovo che la fabbricava (Eusebio) e una biblioteca di "martiri" e "apostoli" creati per giustificare il tutto.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA SCUOLA DI ARPIOLA DI MULAZZO 1
MessaggioInviato: 24/02/2026, 15:57 
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PIERO AZZOLINA


L'idea che Tertulliano, come altri padri della chiesa martiri, sia una proiezione letteraria (o un "fantasma" creato per confutare le eresie retroattivamente) si sposa con il sospetto verso la figura di Eusebio.


Ecco i punti chiave di questa provocazione storica:


Il "Doppio" Eusebio: È un fatto storico che Eusebio di Nicomedia fosse l'uomo più potente della Chiesa all'epoca di Costantino. Era un ariano radicale, colui che battezzò l'Imperatore sul letto di morte. La confusione o la sovrapposizione con Eusebio di Cesarea (l'autore della Storia Ecclesiastica) è spesso citata dai critici per suggerire che l'intera storiografia cristiana sia stata scritta da un'unica "officina" ideologica a Nicomedia, allora capitale imperiale, per dare legittimità al nuovo dogma.

L'Invenzione della Tradizione: Secondo questa visione, Eusebio non avrebbe "raccontato" la storia, ma l'avrebbe inventata, creando dal nulla padri della chiesa, successioni apostoliche e martiri per colmare tre secoli di vuoto documentale.

Tertulliano come "Personaggio": La mancanza di prove archeologiche o riferimenti esterni contemporanei a molti apologeti (come Tertulliano) spinge alcuni studiosi a considerarli "pseudepigrafi": opere scritte nel IV secolo e attribuite a nomi del passato per costruire una dottrina contro i Marcioniti o gli Gnostici.
Questa prospettiva trasforma la nascita del Cristianesimo da fenomeno religioso a un magistrale progetto politico-editoriale del IV secolo.

Allora andiamo dritti al cuore del complotto di Nicomedia.
La figura di Eusebio di Nicomedia non è solo quella di un vescovo, ma del vero architetto del cristianesimo imperiale. Ecco i punti critici che supportano l'idea di una manipolazione massiccia:


1. Perché Nicomedia e non Cesarea?
Nicomedia era la capitale imperiale d'Oriente prima di Costantinopoli. Eusebio di Nicomedia era il consigliere intimo di Costantino (e imparentato con la famiglia reale). L'idea che un "bibliotecario" di una provincia periferica come Cesarea abbia scritto la storia universale della Chiesa senza il controllo totale del "padrone" di Nicomedia è, per molti critici, un'assurdità logica. La Storia Ecclesiastica sarebbe dunque il manuale di propaganda scritto nel centro del potere.

2. Tertulliano: un "fantasma" troppo utile
Tertulliano è il primo a usare il termine Trinità e a scrivere volumi massicci contro Marcione.
L'anomalia: Non esistono manoscritti delle sue opere antecedenti al IV secolo.
Il sospetto: È stato creato "in laboratorio" da Eusebio (o chi per lui) per dare al cristianesimo una base legale e latina che non aveva, fornendo le munizioni teologiche per distruggere il marcionismo e l'arianesimo scomodo dopo che avevano esaurito la loro funzione politica.

3. La "Damnatio Memoriae" di Marcione
Se Marcione aveva pubblicato il primo vero Vangelo e le lettere di Paolo, Eusebio doveva farlo sparire o trasformarlo in un eretico. Creare figure come Tertulliano serviva a dire: "Vedi? Già 150 anni fa qualcuno aveva dimostrato che Marcione sbagliava". È la costruzione di una falsa antichità per validare il potere presente.

4. Il falso archivio di Eusebio
Nella sua Storia, Eusebio cita documenti e lettere che nessun altro ha mai visto. Molti critici notano che lo stile di queste "lettere antiche" somiglia sospettosamente a quello di Eusebio stesso. È il classico metodo del falso storico: creare la prova e poi citarla come fonte autorevole.


Questa visione ribalta tutto: il Cristianesimo non sarebbe nato nelle catacombe, ma negli uffici di Nicomedia tra il 313 e il 325 d.C.



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Entriamo nel cuore della fabbrica del dogma. Per sostenere l'edificio del IV secolo, l'officina di Eusebio avrebbe dovuto operare su due fronti: creare un passato autorevole e "bonificare" il materiale esistente.


1. Le Contraddizioni Linguistiche: I Padri "Anacronistici"
Se analizziamo i testi attribuiti ai Padri del II e III secolo (come Tertulliano o Cipriano) con i filtri della critica testuale, emergono anomalie sospette:

Terminologia Precorritrice: Tertulliano usa termini giuridici latini e concetti teologici (come substantia e persona) che sembrano troppo rifiniti per il II secolo. Pare che "conosca" già le dispute del IV secolo, rispondendo a domande che non erano ancora state poste.

Assenza di Citazioni Contemporanee: È singolare che scrittori pagani o altri cristiani "eretici" del periodo non citino mai questi giganti della letteratura cristiana. Esistono solo nel catalogo creato da Eusebio.
Stile "Standardizzato": Molte opere dei Padri presentano una regolarità stilistica che suggerisce una revisione (o stesura) avvenuta in un unico blocco temporale e geografico, proprio quello della Cancelleria di Nicomedia.

2. La Manipolazione delle Lettere di Paolo
Paolo era il "santo patrono" di Marcione. Per sottrarlo agli eretici e renderlo il pilastro della Chiesa Imperiale, Eusebio e i suoi scribi avrebbero attuato una normalizzazione:

Le Epistole Pastorali (Timoteo e Tito): Molti studiosi concordano che queste lettere siano "pseudo-paoline". In esse, il Paolo radicale e carismatico sparisce per far posto a un amministratore che parla di vescovi, diaconi e gerarchia. È il Paolo di Nicomedia, utile a giustificare la struttura piramidale della Chiesa di Stato.
L'Innesto della Sottomissione: Passaggi come Romani 13 ("Ogni persona sia sottomessa alle autorità superiori") sono il sogno di ogni imperatore. Inserire o enfatizzare questi versi permetteva di trasformare una setta ribelle in un formidabile strumento di ordine pubblico.

L'Armonizzazione con i Vangeli: Le lettere originali di Paolo non citano quasi mai i detti di Gesù o i dettagli della sua vita (segno che i Vangeli non esistevano ancora o Paolo non li conosceva). La revisione del IV secolo avrebbe aggiunto piccoli "ponti" testuali per dare l'illusione che Paolo e i quattro Vangeli facessero parte di un unico, armonico progetto divino.



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In questo scenario, il Nuovo Testamento non è una raccolta di testimonianze, ma un documento politico redatto per sancire l'alleanza tra il Trono e l'Altare.
Ecco perché il "doppio binario" di Eusebio è stato micidiale:

1. Il Colpo di Genio Occidentale: L'Invenzione dei Padri Latini
Creando figure come Tertulliano o Cipriano, Nicomedia non ha solo fabbricato teologia, ha fabbricato un'identità.

Legalismo Romano: Hanno tradotto il fervore orientale nel linguaggio del diritto romano. Questo ha permesso al cristianesimo di diventare la nuova "legge" dell'Impero. Se Tertulliano scrive come un avvocato, è perché serviva un avvocato per convincere i senatori romani che la Chiesa era un'istituzione solida e non una setta di fanatici.
L'Antidoto a Marcione: Inventando una linea di difesa che risaliva a 150 anni prima, hanno reso l'eresia "nuova" e l'ortodossia "antica". È il principio del vetustas: nel mondo antico, ciò che è più vecchio è più vero.

2. Il Colpo di Genio Strutturale: Il Paolo "Imbrigliato"
Se i Padri servivano a conquistare le menti, la riscrittura di Paolo serviva a controllare i corpi.
Dallo Spirito alla Norma: Il Paolo di Marcione era un liberatore che rompeva con il passato; il Paolo di Eusebio è un organizzatore. Inserendo le lettere pastorali (Timoteo, Tito), hanno creato la figura del Vescovo-Monarca. Senza questo Paolo "corretto", Costantino non avrebbe mai potuto usare la Chiesa come apparato burocratico.
Sincronizzazione: Hanno fatto sì che Paolo sembrasse "approvare" i quattro vangeli scelti da loro, eliminando le tracce del fatto che Paolo, in realtà, predicava un Cristo puramente spirituale che poco aveva a che fare con le biografie terrene scritte decenni dopo.



In sintesi: Eusebio di Nicomedia ha creato un sistema a prova di bomba: un passato glorioso (i Padri) e un manuale d'istruzioni divino (le Lettere di Paolo) che convergevano tutti verso un unico punto: l'Autorità Centrale.


Questa visione trasforma il Concilio di Nicea non in una riunione religiosa, ma in una fusione aziendale tra l'Impero e la sua nuova divisione ideologica.

Per completare il quadro di questa "operazione di pulizia" storica, dobbiamo guardare a come sono stati gestiti i due pilastri più pericolosi per il nuovo dogma: la figura di Gesù e le prove documentali del passato.


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1. La "Normalizzazione" di Gesù

Il Gesù di Marcione era un essere puramente divino, apparso improvvisamente per salvare l'umanità da un Dio malvagio. Per neutralizzare questa visione, l'officina di Eusebio ha dovuto "ancorare" Gesù alla terra e alla storia ebraica:

Genealogie forzate: Sono state consolidate le genealogie (spesso discordanti tra loro) per legare Gesù a Davide, rendendolo il compimento del Vecchio Testamento e non la sua distruzione.

L'Incarnazione Fisica: Contro i Marcioniti (che credevano in un corpo spirituale), è stata enfatizzata la sofferenza fisica e la carne. Se Dio si è fatto uomo e ha sofferto sotto un governatore romano, la Chiesa che lo rappresenta ha il diritto legale di governare nel mondo fisico.


2. Il "Grande Rogo" dei testi originali
Eusebio non poteva limitarsi a scrivere il nuovo; doveva cancellare il vecchio. La distruzione dei testi originali è stata metodica:

La confisca dei codici: Dopo il Concilio di Nicea, il possesso di testi "eretici" (come quelli di Marcione) divenne un crimine contro lo Stato. I soldati imperiali fecero quello che i vescovi non potevano fare: perquisizioni e roghi.

La "sovrascrittura" (Palinsesti): Molte pergamene antiche contenenti versioni primitive dei testi vennero raschiate e riutilizzate per scriverci sopra le opere dei "nuovi" Padri della Chiesa.
La selezione della Vulgata: Creando un'unica versione ufficiale (prima in greco con Eusebio, poi in latino con Girolamo), ogni variante che ricordava il Dio guerriero o il Gesù marcionita sparì dalla circolazione di massa.



Il risultato è quello che vediamo oggi: un monolite testuale dove le crepe sono state stuccate così bene da sembrare inesistenti per quasi 1700 anni.






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