Mithra: culto stellare
Inviato: 21/08/2011, 21:22
Ricordavo di aver letto anni fa un articolo in cui si parlava dell'origine stellare del mito di Mithra. Parlava delle figure del Cane, dello Scorpione, del Serpente... come di costellazioni. No... non era "Il Mulino di Amleto" di Hechend-De Santillana, ho controllato proprio questa sera, su Mithra c'è solo un breve accenno.
Allora ho fatto una ricerca con Google inserendo proprio quei nomi: Mithra cane scorpione serpente e ho trovato un articolo che tratta di questo argomento, riportando i nomi di alcuni autori che si sono occupati proprio dell'interpretazione delle storie legate a Mithra come rappresentazioni dei movimenti della volta celeste. Come in innumerevoli altri miti raccontati nel "Mulino di Amleto".
http://giancarloinfante.blogspot.com/20 ... paolo.html
Non è l'articolo che ricordavo, letto come minimo vent'anni fa, ed è un sito di... esoterismo cattolico (!?!)... ma non importa. Cita studi di altri autori che mi piacerebbe trovare.
Qui riporto un brano:
Le figure del cane ed del serpente vennero interpretate dal belga Franz Cumont, nel 1896, come i simboli delle forze del bene e del male, perché alcuni antichi testi iranici presentano queste due figure come elementi rappresentativi del dualismo zoroastriano.
Ma osservando con attenzione la scena della tauroctonia, si può notare che il cane ed il serpente non sono in lotta fra loro, ma sembrano ignorarsi del tutto. La tesi presentata dal Cumont, che il mitraismo romano altro non fosse che il culto iranico di Mitra trapiantato a Roma, costituiva peraltro una sorte di circolo vizioso. Infatti, egli aveva costruito la sua interpretazione sull’assunto che l’origine del mitraismo fosse iranica, e che dunque il serpente ed il cane fossero simboli del bene e del male. La conclusione come si vede è già nella premessa.
Lo studioso tedesco K. B. Stark, nel 1869, aveva interpretato la tauroctonia, con scarso successo, in chiave diversa. Non riconducendola cioè alla mitologia iranica. Ma considerandola come una vera e propria mappa del cielo. Stark aveva infatti semplicemente notato che le figure di contorno della famosa scena (toro, scorpione, cane, serpente, corvo, leone, coppa) corrispondevano ad alcune costellazioni visibili in particolari periodi dell’anno. Inoltre, Spica, la stella più luminosa della Vergine, richiamava le spighe di grano che in genere compaiono sulla punta della coda del toro. Secondo Stark queste corrispondenze non potevano essere casuali.
In effetti, in molti monumenti mitraici è presente lo zodiaco, sotto forma di un arco o di un cerchio che racchiude la scena centrale del sacrificio. Inoltre, nella stessa iconografia sono presenti, insieme alle figure del sole e della luna, quelle dei sette pianeti, spesso sotto forma di stelle, in genere disposti sul mantello di Mitra o intorno a lui. Scrive Porfirio che gli stessi mitrei, all’interno dei quali si celebravano ritualmente i misteri, erano costruiti in modo tale da richiamare una caverna, proprio perché la caverna comunica un’immagine del cosmo.
Peraltro, già Origene, in «Contro Celso», faceva riferimento ai significati astronomici ed astrali del culto di Mitra: «In questi misteri vengono simboleggiate due orbite nei cieli (una per le stelle fisse e l’altra per i pianeti) e il passaggio dell’anima attraverso esse. Il simbolo è questo: c’è una scala a pioli con sette porte, e sulla sommità un’ottava porta». La scala a sette porte, che per Origene rappresenta i pianeti, richiama i sette gradi dell’iniziazione mitraica, citati anche da San Girolamo: «Corvo, Ninfo, Soldato, Leone, Persiano, Corriere del Sole e Padre.
Nel 1971, nell’Università di Manchester, si svolse il Primo Congresso Internazionale di Studi Mitraici.
In questa sede, Roger Bek riportò in auge l’adombrata teoria di Stark, mettendo in evidenza che, quando osserviamo le stelle più luminose della costellazione del Toro e dello Scorpione, Aldebaran ed Antares, possiamo vedere sull’eclittica alcune costellazioni che corrispondono alle principali figure che compaiono nella scena sacrificale: Taurus il toro, Canis Minor il cane, Hydra il serpente, Corvus il corvo, Scorpio lo scorpione. Questa nuova tesi non spiegava tuttavia perché le altre costellazioni visibili nella parte del cielo rappresentata dalla tauroctonia (Gemelli*, Orione, Cancro, Bilancia…) non facessero parte dell’iconografia mitraica.
E non chiariva nemmeno una questione davvero cruciale: se tutte le figure della tauroctonia rappresentano e sono rappresentate dalle relative costellazioni, perché a Mitra, che pur costituisce la figura centrale del mito, non corrisponde una costellazione propria? Questa contraddizione è facilmente risolvibile con un’ipotesi solo apparentemente ardita: l’identificazione di Perseo con Mitra.
Infatti, nella mappa celeste, proprio sopra le stelle del Toro, è situata una costellazione che rappresenta un giovane guerriero, che impugna una spada e che porta un copricapo frigio.
E’ la costellazione di Perseo. Il mito narra che il copricapo dell’eroe Perseo, che rendeva invisibile chi lo indossasse, gli fosse stato donato dalle ninfe per metterlo in grado di sconfiggere la Gorgone Medusa. E Perseo, mentre uccide la Medusa, distoglie lo sguardo dalla preda, perché il suo sguardo provoca la morte.
Vi è una sorprendente somiglianza fra Perseo e Mitra. Se Perseo nacque in una caverna sotterranea, Mitra emerse miracolosamente dalla roccia, rivelandosi ad alcuni pastori. La costellazione di Perseo è sopra quella del Toro, così come Mitra è rappresentato sopra il toro nell’atto di ucciderlo. Sia Perseo che Mitra sono raffigurati come giovani guerrieri che brandiscono una daga. Entrambi indossano lo stesso copricapo frigio.
Ed entrambi distolgono lo sguardo, mentre uccidono le loro prede.
Continua...http://giancarloinfante.blogspot.com/20 ... paolo.html
*I Gemelli però secondo me ci sono: Cautes e Cautopates
Allora ho fatto una ricerca con Google inserendo proprio quei nomi: Mithra cane scorpione serpente e ho trovato un articolo che tratta di questo argomento, riportando i nomi di alcuni autori che si sono occupati proprio dell'interpretazione delle storie legate a Mithra come rappresentazioni dei movimenti della volta celeste. Come in innumerevoli altri miti raccontati nel "Mulino di Amleto".
http://giancarloinfante.blogspot.com/20 ... paolo.html
Non è l'articolo che ricordavo, letto come minimo vent'anni fa, ed è un sito di... esoterismo cattolico (!?!)... ma non importa. Cita studi di altri autori che mi piacerebbe trovare.
Qui riporto un brano:
Le figure del cane ed del serpente vennero interpretate dal belga Franz Cumont, nel 1896, come i simboli delle forze del bene e del male, perché alcuni antichi testi iranici presentano queste due figure come elementi rappresentativi del dualismo zoroastriano.
Ma osservando con attenzione la scena della tauroctonia, si può notare che il cane ed il serpente non sono in lotta fra loro, ma sembrano ignorarsi del tutto. La tesi presentata dal Cumont, che il mitraismo romano altro non fosse che il culto iranico di Mitra trapiantato a Roma, costituiva peraltro una sorte di circolo vizioso. Infatti, egli aveva costruito la sua interpretazione sull’assunto che l’origine del mitraismo fosse iranica, e che dunque il serpente ed il cane fossero simboli del bene e del male. La conclusione come si vede è già nella premessa.
Lo studioso tedesco K. B. Stark, nel 1869, aveva interpretato la tauroctonia, con scarso successo, in chiave diversa. Non riconducendola cioè alla mitologia iranica. Ma considerandola come una vera e propria mappa del cielo. Stark aveva infatti semplicemente notato che le figure di contorno della famosa scena (toro, scorpione, cane, serpente, corvo, leone, coppa) corrispondevano ad alcune costellazioni visibili in particolari periodi dell’anno. Inoltre, Spica, la stella più luminosa della Vergine, richiamava le spighe di grano che in genere compaiono sulla punta della coda del toro. Secondo Stark queste corrispondenze non potevano essere casuali.
In effetti, in molti monumenti mitraici è presente lo zodiaco, sotto forma di un arco o di un cerchio che racchiude la scena centrale del sacrificio. Inoltre, nella stessa iconografia sono presenti, insieme alle figure del sole e della luna, quelle dei sette pianeti, spesso sotto forma di stelle, in genere disposti sul mantello di Mitra o intorno a lui. Scrive Porfirio che gli stessi mitrei, all’interno dei quali si celebravano ritualmente i misteri, erano costruiti in modo tale da richiamare una caverna, proprio perché la caverna comunica un’immagine del cosmo.
Peraltro, già Origene, in «Contro Celso», faceva riferimento ai significati astronomici ed astrali del culto di Mitra: «In questi misteri vengono simboleggiate due orbite nei cieli (una per le stelle fisse e l’altra per i pianeti) e il passaggio dell’anima attraverso esse. Il simbolo è questo: c’è una scala a pioli con sette porte, e sulla sommità un’ottava porta». La scala a sette porte, che per Origene rappresenta i pianeti, richiama i sette gradi dell’iniziazione mitraica, citati anche da San Girolamo: «Corvo, Ninfo, Soldato, Leone, Persiano, Corriere del Sole e Padre.
Nel 1971, nell’Università di Manchester, si svolse il Primo Congresso Internazionale di Studi Mitraici.
In questa sede, Roger Bek riportò in auge l’adombrata teoria di Stark, mettendo in evidenza che, quando osserviamo le stelle più luminose della costellazione del Toro e dello Scorpione, Aldebaran ed Antares, possiamo vedere sull’eclittica alcune costellazioni che corrispondono alle principali figure che compaiono nella scena sacrificale: Taurus il toro, Canis Minor il cane, Hydra il serpente, Corvus il corvo, Scorpio lo scorpione. Questa nuova tesi non spiegava tuttavia perché le altre costellazioni visibili nella parte del cielo rappresentata dalla tauroctonia (Gemelli*, Orione, Cancro, Bilancia…) non facessero parte dell’iconografia mitraica.
E non chiariva nemmeno una questione davvero cruciale: se tutte le figure della tauroctonia rappresentano e sono rappresentate dalle relative costellazioni, perché a Mitra, che pur costituisce la figura centrale del mito, non corrisponde una costellazione propria? Questa contraddizione è facilmente risolvibile con un’ipotesi solo apparentemente ardita: l’identificazione di Perseo con Mitra.
Infatti, nella mappa celeste, proprio sopra le stelle del Toro, è situata una costellazione che rappresenta un giovane guerriero, che impugna una spada e che porta un copricapo frigio.
E’ la costellazione di Perseo. Il mito narra che il copricapo dell’eroe Perseo, che rendeva invisibile chi lo indossasse, gli fosse stato donato dalle ninfe per metterlo in grado di sconfiggere la Gorgone Medusa. E Perseo, mentre uccide la Medusa, distoglie lo sguardo dalla preda, perché il suo sguardo provoca la morte.
Vi è una sorprendente somiglianza fra Perseo e Mitra. Se Perseo nacque in una caverna sotterranea, Mitra emerse miracolosamente dalla roccia, rivelandosi ad alcuni pastori. La costellazione di Perseo è sopra quella del Toro, così come Mitra è rappresentato sopra il toro nell’atto di ucciderlo. Sia Perseo che Mitra sono raffigurati come giovani guerrieri che brandiscono una daga. Entrambi indossano lo stesso copricapo frigio.
Ed entrambi distolgono lo sguardo, mentre uccidono le loro prede.
Continua...http://giancarloinfante.blogspot.com/20 ... paolo.html
*I Gemelli però secondo me ci sono: Cautes e Cautopates