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 Oggetto del messaggio: I ROTOLI DI QUMRAN E l'ORIGINE DEL CRISTIANESIMO
MessaggioInviato: 01/01/2009, 17:31 
Continua da :

http://www.ufologia.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9949




Allora, la puntata de LA7 sui Rotoli di Qumran e il DNA delle pergamene

è andata in onda il 22 Agosto 2007 su LA 7 DOC , dalle 21.30 alle 23.30

Un link di studio :

http://www.aaas.org/news/releases/2006/ ... olls.shtml



zio ot [img]/Public/data/Barionu/200842184257_bevo.gif[/img]


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http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
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MessaggioInviato: 02/01/2009, 16:44 
caro Barionu, in questo sito, si possono visionare "on line"
http://www.imj.org.il/shrine_center/Isa ... index.html
ciao
mauro



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sono lo scuro della città di Jaffa
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MessaggioInviato: 02/01/2009, 18:49 
Una panoramica generale sull'argomento in attesa di ulteriori approfondimenti, per chi (come me ^_^) conosce meno questa affascinante vicenda...

http://it.wikipedia.org/wiki/Manoscritti_del_Mar_Morto

Con la locuzione manoscritti del Mar Morto, detti anche rotoli o manoscritti di Qumran, ci si riferisce a quella che è stata definita come la più importante scoperta archeologica del XX secolo; l'espressione allude ai rotoli e ai frammenti trovati in undici grotte nell'area di Qumran.

La località

Sulla sponda nord-occidentale del Mar Morto, 12 chilometri a sud di Gerico, si incontrano delle rovine isolate che gli arabi chiamano Khirbet Qumran (dall'arabo khirba, dial. khirbet, "rudere").

Il terreno su cui sorge il Khirbet Qumran è costituito da una terrazza marnosa che si stende tra il ripido versante roccioso di una montagna del deserto di Giuda e un dirupo che sovrasta il Mar Morto. Il fatto che la zona si trovi a 400 metri sotto il livello del Mar Mediterraneo, e che sia incassata tra catene di montagne, rende il clima pesante in tutte le stagioni per l'afa, il gran caldo e l'aria immobile, carica di un'alta percentuale di umidità dovuta alla rapida evaporazione delle acque del lago salato.

Il complesso archeologico comprende oggi le costruzioni sulla terrazza marnosa costituenti un quadrilatero di circa 35 metri per lato, ove sono identificabili le abitazioni, i luoghi comuni, i servizi, la torre, l'acquedotto con le cisterne nella parte sud-occidentale, detta "dei vivi", che si prolunga per 140 metri, e ad est la necropoli con circa 1200 tombe.


La scoperta delle grotte

Attorno all'aprile del 1947, un giovane pastore beduino di nome Muhammad Ahmad al-Hamid, soprannominato Muhammad al-D#299;b (Maometto il lupo), appartenente alla tribù Ta‘amire, scoprì casualmente quella che oggi è chiamata "grotta 1", posta a circa 1 Km. a nord di Qumran. Sembra che Muhammad abbia scoperto la grotta inseguendo una capra che si era staccata dal suo gregge.

Il giorno dopo ritornò sul posto con un compagno e si arrampicò nella grotta scoprendo una serie di giare di terracotta, tutte più o meno cilindriche e munite di coperchio, nelle quali erano stati deposti dei rotoli avvolti nel lino. Secondo l'intervista fatta ai beduini nel documentario "L'Enigma dei Rotoli del Mar Morto" (The Enigma of the Dead Sea Scrolls), il giovane beduino aveva l'abitudine di tirare pietre nelle cavità che localizzava nei dintorni in cerca di tesori nascosti. E un giorno sentì il suono di un vaso che si infrangeva. Non è certo però che il giovane beduino fosse da solo quando si recò all'esplorazione della grotta per la prima volta.


Frammenti dei manoscritti, conservati nel Museo Archeologico di Amman (Giordania).Alcuni mesi dopo quell'inattesa scoperta, i beduini, con alcuni dei rotoli prelevati dalla grotta, si recarono al mercato di Betlemme da un mercante cristiano di nome Khalil Iskandar Shahin, che prese in consegna i rotoli in cambio di una piccola somma di denaro. Khalil, che era membro della Chiesa cattolica sira, portò i rotoli a Gerusalemme dal suo superiore religioso, il metropolita Athanasius Yeshue Samuel, che li acquistò per 97,20 dollari. Athanasius, avendo intuito l'importanza dei documenti, riuscì a scoprire la posizione della grotta, la raggiunse ed effettuò anche un provvisorio sopralluogo. In seguito l'ecclesiastico trasportò i quattro rotoli acquisiti negli Stati Uniti e si mise a cercare un acquirente.

Intanto, alla fine del 1947 altri tre rotoli furono acquistati per vie analoghe da un archeologo dell'Università Ebraica di Gerusalemme, il professor Eliezer Lipa Sukenik, che si rese immediatamente conto dell'autenticità e dell'antichità dei testi. Sukenik era il padre del noto archeologo Yigael Yadin. Il 29 novembre dello stesso anno Sukenik si recò a Betlemme presso il mercante al quale i beduini si erano rivolti inizialmente. Esaminò le giare provenienti dalla grotta e altri materiali manoscritti, e li acquistò in blocco.

La Guerra arabo-israeliana del 1948, seguita alla dichiarazione d'indipendenza d'Israele, bloccò le ricerche. Soltanto il 28 gennaio 1949 fu individuata la "grotta 1" e, fra il 15 febbraio e il 5 marzo di quell'anno, fu effettuato il primo scavo archeologico. Si trovarono giare, vasi, pezzi di stoffa e altri 70 manoscritti o frammenti, che si erano staccati da quelli ritrovati dai beduini. Furono anche individuati, ad 1 chilometro a sud della grotta, i resti di edifici che costituivano l'insediamento umano di Qumran, fino ad allora variamente considerati.

Gli istituti culturali israeliani si misero sulle tracce dei manoscritti per riportarli in loco. Nei primi anni Cinquanta Yigael Yadin, che si trovava negli USA riuscì a contattare Athanasius Yeshue Samuel. Venne a sapere che il metropolita non avrebbe ceduto i rotoli ad un acquirente ebreo, così alzò l’offerta a 250.000 dollari e ne venne in possesso tramite un intermediario.

Nel 1955 il primo ministro israeliano Moshe Sharett annunciò alla nazione che i rotoli erano stati tutti recuperati. Vennero esposti per la prima volta nel 1967, ma dopo soli due anni vennero ritirati per timore che si deteriorassero.

Grazie ai beduini e agli archeologi furono scoperte negli anni successivi altre grotte, sia nelle vicinanze di Qumran, sia in altre zone nel deserto di Giuda, lungo il Mar Morto e in altre località del sud d'Israele. Le grotte e le fessure della roccia esaminate furono alcune centinaia; in una trentina venne ritrovato materiale interessante; in undici si è trovato materiale scritto su pergamena, papiro o rame.

Oggi i reperti sono conservati in parte nel Museo d'Israele e nel Museo Rockefeller, entrambi a Gerusalemme, in parte ad Amman, altri alla Biblioteca Nazionale di Parigi. Vari frammenti sono poi in possesso di istituzioni o di privati.


Gli scavi

Alla fine del 1951 gli studiosi cominciarono ad interessarsi a tutta l'area attorno alla grotta in cui furono rinvenuti i manoscritti. Ulteriori campagne di ricerca e di scavi portarono, alla fine di marzo del 1956, alla scoperta di altre dieci grotte contenenti manoscritti e resti di vario genere.

Il totale di tutti i documenti frammentari ritrovati è di circa 900. Si presume che, in origine, nelle grotte fossero custoditi circa 1000 documenti; una parte dei rotoli è stata scoperta e portata via già nell'antichità e nel Medioevo. Altri rotoli sono marciti nel corso di circa due millenni senza lasciare tracce o sono stati trasformati dall'umidità in solidi blocchi impossibili da sciogliere. Inoltre, di rotoli originariamente molto grandi, sono rimasti nella maggior parte dei casi, solo pochi frammenti. Non di rado i frammenti sono così piccoli che non è stata possibile neppure l'identificazione dell'opera di provenienza.


I MANOSCRITTI

Numerazione

Le singole grotte nelle quali sono stati rinvenuti dei rotoli sono state enumerate da 1 a 11 nell'ordine cronologico della loro scoperta e contrassegnate con la lettera Q (Qumran), per distinguere i manoscritti ivi rinvenuti da quelli trovati altrove. Queste indicazioni di provenienza sono sempre seguite da una designazione relativa al contenuto del manoscritto, per lo più con le abbreviazioni abitualmente in uso nelle pubblicazioni scientifiche. Le sigle che identificano i manoscritti di Qumran, si presentano quindi in una forma che può essere, ad esempio, 1QIs in riferimento al rotolo con il testo del libro biblico di Isaia, scoperto nella grotta 1 del complesso di Qumran.

Nel caso in cui diversi manoscritti di una determinata opera provengano dalla stessa grotta, si usano per distinguerli, delle lettere collocate in posizione di apice. Così, ad esempio, i due rotoli di Isaia rinvenuti nella prima grotta vengono indicati con 1QIsa e 1QIsb


Lingua
La grande maggioranza dei testi di Qumran è scritta in lingua ebraica, ma un considerevole numero di essi è stato redatto in aramaico, una lingua strettamente connessa con l'ebraico e usata dalla maggioranza dagli ebrei di Palestina negli ultimi due secoli a.C. e nei primi secoli d.C. Ci sono anche pochi testi dell'Antico Testamento in greco, trovati nelle grotte 4 e 7.


Datazione

La datazione dei rotoli va dal III secolo a.C. al I secolo d.C.
La datazione è stata effettuata principalmente con il metodo paleografico, ossia attraverso l'individuazione della forma e dello stile (variabile nel corso dei secoli) con cui gli scribi hanno redatto i testi. Alcuni manoscritti sono stati datati con il metodo della spettrometria di massa e del radiocarbonio.
Sono stati distinti tre periodi paleografici:

Arcaico (250 – 150 a.C.),
Asmoneo (150 – 30 a.C.) ed
Erodiano (30 a.C. – 68/70 d.C.).
La datazione con la spettrometria di massa ha comunque fornito alcuni termini di gran lunga anteriori: 4Q534 (388 – 353 a.C.), 4Q365 (339 – 324 a.C.).


La comunità

Esistono evidenti somiglianze tra i dettagli citati da antichi scrittori come Giuseppe Flavio, Plinio il Vecchio, Filone Alessandrino, riguardo gli Esseni, e i manoscritti del Mar Morto. In effetti, l'identificazione della comunità di Qumran con gli Esseni è oggi l'opinione della maggioranza degli studiosi che hanno studiato i manoscritti, tra i quali si possono citare: Sukenik, Dupont-Sommer, Yadin, Vermes, Milik, Cross, Soggin, Fitzmyer, Stegemann, Martinez, Moraldi, Riesner, Martone.


Il contenuto

I manoscritti sinora letti e ritenuti più importanti sono:

1QIsa - questo testo, datato paleograficamente al 125 – 100 a.C. e con il radiocarbonio al 202 – 107 a.C., contiene tutti i 66 capitoli del libro di Isaia; è scritto su 54 colonne di varia larghezza, su 17 pezzi di pelle di pecora cuciti insieme a formare un rotolo di 7,35 m di lunghezza per 30 cm di larghezza. Il rotolo rende testimonianza della fedeltà con cui il libro di Isaia è stato copiato nei secoli dagli scribi ebrei, poiché 1QIsa è sostanzialmente identico al testo masoretico, di mille anni posteriore.

1QS - Il serek hayyahad, più comunemente chiamato "Regola della comunità" o "Il Manuale di disciplina", datato al 100 – 75 a.C. Questa è la copia di un regolamento comunitario scritto in calligrafia asmonea e contiene undici colonne di uno scritto settario ebraico. Il Manuale di disciplina ha un'introduzione che fissa lo scopo e il fine della comunità insediata a Qumran, descrive poi il rito d'ingresso nell'alleanza della comunità, i principi teologici settari, come ad esempio la dottrina dei due spiriti, il codice penale, il testo di un inno di lode al Creatore. Il testo è chiaramente composito ed ha subito revisioni a varie riprese, riscontrabili nei diversi livelli di composizione.

1QM - Il milhamah, anche detto "Regola della guerra", scritto in calligrafia erodiana. Composto verso la fine del I secolo a.C., è un libro di istruzioni per una guerra escatologica di quarant’anni che la comunità di Qumran, chiamata "i figli della luce", pensava di intraprendere insieme a Dio e ai suoi angeli, contro i suoi nemici, "i figli delle tenebre", alla fine dei tempi. Inizia con una generica descrizione della guerra a venire, il massacro finale e la distruzione dei figli delle tenebre. Più in dettaglio detta regole circa le trombe, gli stendardi e gli scudi da usare nella lotta e descrive l'ordine di battaglia della fanteria e le sue armi.

1QH - Gli hodayot, ossia gli "Inni di ringraziamento", così chiamati perché molti degli inni iniziano con le parole odeka adonay, "ti ringrazio o Signore". Questa copia è scritta in calligrafia erodiana, datata paleograficamente al 50 a.C. – 68 d.C., e raccoglie almeno 25 salmi o inni rassomiglianti ai salmi canonici, che tendono ad imitare.

3Q15 - Il rotolo di rame. Nella grotta 3 sono state trovate due sezioni di un testo inciso su una piastra di rame, datato verso il 100 d.C. È l'unico documento scritto su un materiale diverso dal cuoio o dal papiro. Quando è stato trovato, il rotolo era talmente ossidato che è stato impossibile srotolarlo; per poterne leggere il contenuto è stato necessario tagliarlo in strisce verticali. Negli studi qumranici questo testo rappresenta una specie di enigma, perché nessuno sa che cosa rappresenti o che cosa l'autore volesse dire. Il contenuto è formato da dodici colonne di testo che elencano una lista di sessantaquattro località della Palestina in cui si ritiene che siano nascosti dei tesori in metallo e altri materiali preziosi. Il professor J.M. Allegro, credendo che la lista parlasse di un reale tesoro sepolto, diresse una campagna di scavi nel 1962 in alcuni dei siti facilmente identificabili nel testo, ma non rinvenne nulla.

7Q5 - Frammenti attribuiti nel 1972 dal Gesuita spagnolo Padre J. O’Callaghan con un passo del Vangelo di Marco, precisamente Mc 6:52-53. Questa attribuzione è controversa in quanto non è condivisa dalla maggioranza degli studiosi. In particolare, Ernest Muro sostiene che tale frammento si riferisce al cap. 103 del Libro di Enoch.

11QMelch/11Q13 - Rinvenuto nella grotta 11 è stato datato paleograficamente tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C. Esso è composto di tredici frammenti dai quali si sono ricavate due colonne. La colonna 2 è preservata molto bene, la colonna 3 è ricostruita solo con alcune parole. Può essere riguardato come una sorta di targum, una parafrasi dei passi biblici che serve a spiegare e a interpretare i brani delle sacre scritture. Ed in particolare della figura di Melchisedec, figura biblica qui identificata come una creatura celeste ed un Messia. La traduzione in italiano è stata effettuata da Corrado Martone.

11QTemple/11Q19 - Il rotolo del tempio, datato con il radiocarbonio al 97 a.C. – 1 d.C., è un testo ebraico più lungo del libro di Isaia, conservato in 66 colonne e scritto in calligrafia erodiana. Questo testo sembra aver rappresentato, per la comunità di Qumran, una seconda Torah: esso non solo cita molte norme del Pentateuco, ma spesso le affina e le riformula in modo da renderle più stringenti e rigorose. Le sue esigenze di purificazione culturale, in particolare, sono molto rigide. L'inizio frammentario del rotolo contiene alcune parole che richiamano la seconda alleanza stipulata sul monte Sinai (Es 34). Segue una lunga sezione che riguarda il tempio, con le relative feste e i sacrifici. Il tempio che viene descritto qui, non corrisponde a nessuno dei santuari storici d'Israele: era pensato come modello di un nuovo tempio che si sarebbe costruito in futuro, quando i giusti sarebbero riusciti a prevalere. Secondo un elenco steso dallo studioso J. H. Charlesworth è uno dei 30 manoscritti del Mar Morto non biblici che contengono il Tetragramma biblico.



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MessaggioInviato: 15/03/2009, 16:00 
UN LINK SONTUOSO

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/DatazioneDSS.htm


zio ot [8D]



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MessaggioInviato: 17/03/2009, 13:03 
UN OTTIMO ARTICOLO DA



http://cristianesimoprimitivo.forumfree ... t#lastpost



Dato che si parla di Qumran,scaricai tempo fa un articolo riguardo un ritrovamento di un antico manoscritto sulla costa orientale del Giordano;qualcuno mi può dire se si sa qualcosa su questo manoscritto?Riporto di sotto l'articolo:

L'undici ottobre 1999 nel Jerusalem Report, un bisettimanale in lingua inglese di Gerusalemme compare un articolo della giornalista Netty C. Gross che rivela l'esistenza di un antico manoscitto proveniente dal Mar Morto, getta qualche luce sulle vicende del suo ritrovamento e della sua successiva storia e fornisce qualche elemento relativo alla sua datazione e al suo contenuto.
Qualche mese prima la Gross era stata avvicinata da 'un musicologo di Gerusalemme' e invitata 'ad incontrare con l'impegno di non divulgarne i nominativi, il preside di una scuola superiore locale e un noto medico dedito a studi cabalistici3, costoro le avrebbero raccontato le vicende del manoscritto dopo la sua scoperta e mostrato la sua trascrizione, nel Luglio del 1999 la giornalista contattò S. Pfann della "University of the Holy Land" e noto studioso dei manoscitti di Qumran, chiedendogli un aiuto per verificare l'autenticità del presunto Manoscritto del Mar Morto finora inedito.
Il Rotolo dell'Angelo sarebbe stato scoperto da un beduino, verso la fine degli anni '60, sulla costa orientale del Giordano, dunque sul lato opposto a quello dei ritrovamenti di Qumran. Dopo il suo ritrovamento il rotolo sarebbe stato venduto a un antiquario di Amman. Le successive trattative, evidentemente clandestine, per la vendita del rotolo a persona o ente interessato, sarebbero state condotte da un certo Ziyad H., mercante d'armi.
In questo periodo sarebbero incominciati i contatti con un monaco benedettino tedesco, un certo Matheus Gunther (?). Le trattative condotte dal monaco8 avrebbero portato in un primo momento alla consegna di un frammento del manoscritto ed infine, nel 1981, alla conclusione della transazione con il trasferimento, evidentemente clandestino, del rotolo in Europa, in un monastero benedettino in Germania nella zona di confine con l'Austria (?). Qui il rotolo sarebbe stato oggetto di studio da parte di monaci benedettini, sotto voto di mantenere il silenzio sulla vicenda.
Matheus Gunther sarebbe morto nel 1996, ma prima della morte, non volendo portarsi per sempre nella tomba il suo segreto, avrebbe fatto pervenire le sue annotazioni e una copia del rotolo ad un amico israeliano, un certo Steve Daniels, che con la collaborazioni di altri due israeliani ne curerebbe la pubblicazione. Uno dei due sarebbe stato intervistato dal Sunday Times, mantenendo però l'anonimato.
Secondo gli israeliani, che al momento sarebbero impegnati nella pubblicazione del testo, il rotolo contraddirebbe il resoconto tradizionale delle origini del cristianesimo, e per il suo contenuto esplosivo le autorità religiose avrebbero deciso di mantenere il segreto. Si ripropone qui l'antica tesi del "complotto", che già ha avuto tanto spazio nelle polemiche nate intorno ai rotoli del Mar Morto. La coincidenza tra i contenuti del rotolo e quella del messaggio cristiano sarebbe tale mettere in dubbio l'originalità del cristianesimo e del messaggio di Gesù, lasciando l'impressione che egli sia stato fortemente influenzato e persino membro del movimento (esseno?) dal quale proviene il rotolo. Dunque, nonostante i titoli un po' roboanti di alcuni degli articoli o delle notizie di agenzia, in fondo nulla di nuovo. La tesi della prossimità (con le dovute differenze) tra il primo cristianesimo e l'essenismo non è certo cosa nuova, ma forse si può affermare che recentemente ha acquisito numerosi nuovi sostenitori.


Il rotolo sarebbe stato datato al I secolo con l'esame del carbonio radioattivo (si ignora chi avrebbe eseguito l'analisi). Una trascrizione del testo, ma nessuna fotografia, è stata sottoposta all'esame di alcuni studiosi, che naturalmente in mancanza di un esame dell'originale o per lo meno di una sua fotografia, mantengono un atteggiamento di prudenza nella loro valutazione.
"If it is the real thing, we'll be talking about something phenomenally important to understanding the background of Christianity and Jewish mysticism," said Professor Stephen Pfann15 of the University of the Holy Land, an expert on the scrolls. "I haven't yet seen anything that discredits it in such a way that I would put it outside the realms of possibility".
"The text itself is very queer. There is Hebrew with Aramaic words," said Magen Broshi, former curator of the Jerusalem museum that holds the Dead Sea scrolls. "The whole thing is so strange and I think, if I were about to commit a forgery, this is what I would have done".
Il testo descrive una visione che Yeshua ben Padiah avrebbe ricevuto a Ein Elgatain, un sito collocato sulla costa orientale del Mar Morto. Accompagnato dall'angelo Panameia (o Pnimea, secondo altri resoconti), avrebbe attraversato le porte di un palazzo celeste entrando nei cieli. Naturalmente si sottolinea nei resoconti che Yeshua è l'equivalente ebraico di Gesù, ma ciò ha, evidentemente, un valore ben limitato poichè Yeshua era un nome ampiamente diffuso. Ma, nel caso di un falso, l'uso di questo nome potrebbe essere stato scelto appositamente per colpire di più l'attenzione del pubblico. Anche nel nome ben Padiah, qualcuno sottolinea la somiglianza col nome di Ben Pandera, che in alcune fonti giudaiche viene attribuito a Gesù. Di nuovo potrebbe trattarsi di un'assonanza cercata ad arte, comunque anche Padiah (o meglio le sue varianti) è un nome noto già nella Bibbia.
In quanto al contenuto, la descizione di questo rotolo ricorda le voci che circolavano già negli anni sessanta sull'esistenza di rotoli inediti, in mano di privati. Dell'esistenza di tali rotoli si ha conferma anche nella testimonianza di studiosi autorevoli. Come ricordavo altrove: "Resta però la possibilità , suffragata dalla testimonianza di alcuni autorevoli studiosi, che esistano ancora dei rotoli in possesso di privati , secondo Strugnell si tratta di ben quattro rotoli fra cui un testo completo di Enoc". Ma finora tali rotoli, la cui autenticità naturalmente deve essere ancora provata, sono rimasti occultati in qualche cassaforte.
Ecco ora una descrizione sommaria basata sulle informazioni fornite da S. Pfann.
Il rotolo (ammesso che sia veramente un unico rotolo) si baserebbe su almeno due fonti bene individuabili e risalenti verosimilmente a due differenti autori.
Fonte A.
Attribuibile a un certo Yeshua ben Padiah (ma come Pfann sottolinea, le due differenti trascrizoni delle prime linee, che egli stesso ha visto, contenengono un nome diverso).
Il testo descrive una visione che Yeshua ben Padiah avrebbe ricevuto a Ein Eglatain, un sito collocato sulla costa orientale del Mar Morto.
Il rotolo sarebbe databile al I sec. d.C. (ma quella di Pfann è in questo caso una testimonianza indiretta)
La lingua del rotolo sarebbe un ebraico postbiblico con prestiti dall'aramaico e dal greco.
La fraseologia del testo presenterebbe parecchie analogie con quella dei manoscritti esseni di Qumran: "figli della luce", "figli delle tenebre", "entrare nell'alleanza", "Belial", "Mastema", "figli di Belial", "midrash ha-torah", "congregazione di Dio", "Santa assemblea", " Alleanza rinnovata per sempre", "Torah di Mosè", "sacerdoti guardiani dell'allenaza", uso del nome divino El . L'ortografia del testo mostrerebbe analogie con quella dei testi qumranici.
Struttura del testo:
a. Introduzione. Protagonisti, occasione e luogo dell'evento-visione. Nella discussione avvenuta sulle liste di Ioudaios e Orion, qualcuno ha fatto notare come l'accumulo di informazioni in questa sezione sia piuttosto insolito, e come al più possa ricordare documenti più tardi.
b. Sezione profetico-apocalittica: visione dell'assedio di Gerusalemme e del tempio, sofferenze dei giusti.
c. Ascensione al cielo di Yeshua ben Padiah, in compagnia dell'angelo Panameia. Attraversamento delle porte di un palazzo celeste (hekal) e visita delle regioni celesti. (Pfann non è in grado di precisare se si tratti di un unico palazzo o se nelle sezioni da lui non esaminate si parli di più palazzi, secondo la tradizione conservata in altre fonti).
d. Caratteristiche dei Figli della luce. Alcune espressioni di questa sezione ricordano concezioni teologiche del Nuovo Testamento o dei Manoscritti del Mar Morto. Si tratta di idee che rappresentano un evoluzione di concetti veterotestamentari. In almeno due casi si cita espressamente il testo biblico accompagnato da un'interpretazione midrashica.


Fonte B.
Data e Lingua non differiscono rispetto a quelle della Fonte A.
In particolare però, non solo è presente la terminologia qumranica, ma ci sono frasi che si potrebbero considerare citazioni dai testi di Qumran, in parrticolare dalla Regola della comunità .
Inoltre sono presenti alcune caratteristiche grammaticali che ricordano quelle dell'ebraico mishnico (cioè della Mishna): nunazione della desinenza del maschile plurale (in invece di im), uso di sh- come pronome relativo, uso di shel come particella genitivale. Come ricorda lo stesso Pfann si tratta di caratteristiche presenti anche in 4QMMT (un testo qumranico della IV Grotta, la famosa "Lettera(e) halachica(e)", e nel "Rotolo di Rame" della terza grotta (3Q15).
"The second source seems to be providing additional material which is intended to illuminate or elaborate on elements or themes provided by the account of Yeshua ben Padiah. It concerns itself with the mechanics of Religion and Creation in a more scientific or detailed form". Tra l'altro sono presenti ricette con gli ingredienti per la resurrezione dei morti (seguendo un procedimento di imbalsamazione), e indicazioni sull'uso terapeutico di particolari erbe e minerali dotati di speciali poteri (il che ricorda analoghe informazioni concernenti gli esseni, cfr. Jucci, "Il 'Pesher'. Un Ponte fra il Passato e il Futuro", in Henoch VIII, 1986, 321-338). Piuttosto insolita per il suo tempo sarebbe invece l'idea che l'essere umano nasca dall'unione del seme maschile e di quello femminile, ma è un'idea che si può far derivare da Genesi 3. Inoltre La descrizione di quanto Dio ha compiuto all'atto della creazione serve spesso in questa fonte come modello per il comportamento dell'uomo che desidera partecipare alla sua attività salvifica.
Pfann conclude la sua presentazione con la seguente prudente affermazione, che possiamo ampiamente condividere:
"Until the authenticity and the palaeographic dating of the scroll (or scrolls as the case may be) can be confirmed by photographs or the actual manuscript(s), we must be cautious not to make too much from the content of the text. However, if this would be confirmed unambiguously, then this new discovery may well prove to be an important witness or 'missing link' to the connection between Qumran, early Christianity, and early Judaism during the first century of the Common Era".
Certamente dunque, ancora una volta, contrariamente alle speranze di coloro che cercano notizie sconvolgenti o scandali travolgenti, ammesso che il rotolo sia autentico, informazioni da vagliare con cura, da collocare storicamente; informazioni che, se confermate, possono arricchire, la nostra comprensione del passato.


ELIO JUCCI


http://seth.studenti.pv.it/jucci.htm





Nuovi Manoscritti del Mar Morto?


di Elio Jucci



Facoltà di Lettere e Filosofia
Dipartimento di Scienze dell'Antichità
tratto da:
SETH - Semitica et theologica. Pagine curate da Elio Jucci
http://dobc.unipv.it/SETH/index.htm
(indirizzo originale della pagina)
http://dobc.unipv.it/SETH/bpadiah.htm
pubblicata su
"Bibbia e Oriente", vol. XLII (2000) n. 203
The contents of this site are copyright (C) by Elio Jucci
L'articolo é stato ripreso su autorizzazione esplicita del prof.Jucci

L'articolo è di Elio Jucci, Pavia giovedì 11 novembre 1999.

Riporto anche le note dell'articolo,che non ho pubblicato precedentemente:

N O T E

1. Jerusalem Report, October 11 1999, 40-44. La notizia è¨ apparsa anche nell'edizione in rete (sul sito http://www.jrep.com/ ), ma la pagina ora è¨ stata spostata negli archivi accessibili solo ai sottoscrittori.
2. "Mystery of the Angel Scroll: Elaborate Hoax or Find of the Century".
3. Cfr. l'articolo di R.A. Segre su Il Giornale del 18 Ottobre 1999.
4. Lo stesso S. Pfann mette a disposizione del pubblico in una pagina-web del sito della "University of the Holy Land"
(The "Angel Scroll" or the Book of the Visions of Yeshua ben Padiah http://www.csec.ac.uk/benpadia.html - La stessa pagina si può raggiungere dall'indirizzo http://uhl.u-k.ac ) una breve sintesi (datata 27.9.99) di quanto al momento si sa di questo presunto rotolo.
Qualche altra informazione si può leggere in una pagina del Sunday Times http://www.sunday-times.co.uk/news/pages/s...id01001.html?99, in un articolo datato Jerusalem, 7 novembre 1999 a firma di Matthew Kalman, Scroll names Jesus as sect member. Qualche utile scambio di opinioni e di informazioni è avvenuto nella mail-list dell'Orion Center (http://orion.mscc.huji.ac.il ), un centro dell'Università ebraica di Gerusalemme dedicato ai Manoscritti del Mar Morto, e in quella del "First Century Judaism Discussion Forum" (ioudaios-l ioudaios-l@Lehigh.EDU). Tra i contributi più rilevanti segnalo i commenti di Stephen Goranson.
Un breve articolo di R.A. Segre è stato pubblicato anche su Il Giornale del 18 Ottobre 1999.
Si può ricordare ancora qualche breve nota: quella datata 09-27-99, a firma di Mark Lavie dell'Associated Press, apparsa in http://www.newsday.com/ap/rnmpin0j.htm ; quella a firma di Jeffery L. Sheler "Finding a missing link. If authentic, this purported Dead Sea Scroll could be the discovery of the century", pubblicata nella pagina http://www.usnews.com:80/usnews/issue/991011/scroll.htm e infine quella di Karin Laub, ("Scroll Said Resembles Sea Scrolls", Sept. 27, 1999) pubblicata nella pagina http://www.washingtonpost.com/wp-srv/aponl...e195514_000.htm .
5. Cfr. Jucci, "I manoscritti ebraici di Qumran: a che punto siamo?", in Istituto Lombardo (Rend. Lett.) 129 (1995), 243-273.
6. Buona parte dei nomi che identificano i personaggi convolti nella vicenda sono per il momento da assumere con una certa riserva, alcuni sono indicati esplicitamente come pseudonimi, di altri ne circolano differenti versioni.
7. Oppure: Günther. Ma in altre fonti (ad es., nell'articolo, citato, di Segre) viene ricordato come Gustav Matteus (o Gustave Mateus). Potrebbe dunque trattarsi di un nome fittizio, magari giocando anche sulla somiglianza con il nome di qualche persona realmente esistente. "Pixner also said Mateus was alive and well in Germany" (Mark Lavie).
8. Per conto del suo ordine, del suo monastero (?) Anche questo punto non è per nulla chiaro. E lascia piuttosto perplessi.
9. Ma di nuovo le informazioni si fanno confuse, in altri casi si parla della Germania settentrionale. Viene anche fatto il nome di Kiel.
10. Il padre Bargil Pixner, monaco benedettino, archeologo, noto per i suoi studi sul cristianesimo primitivo e sui suoi rapporti con l'essenismo, sostiene di non avere avuto mai notizia di questo Matheus Gunther, morto nel 1996, né del rotolo - e si dice "molto scettico" sull'autenticità della notizia. Come riferito da Mark Lavie, Pixner "called the report 'a lot of nonsense'' and 'sensationalism'.'' He told The Associated Press that if the Benedictines were in possession of another scroll, 'I would know about it'.''
11. Un certo Steve Daniels esiste davvero (Steve Daniels, The Archaeology Workbook, 1982). ma al momento non si ha conferma della sua identità .
12. Secondo l'articolo citato di Segre le avrebbe consegnate 'ad un avvocato col compito di farle pervenire ad un amico in Israele onde essere pubblicate in un libro dedicato alla memoria del grande archeologo israeliano Ygael Yadin'.
13. Cfr. Jucci, "I manoscritti ebraici di Qumran: a che punto siamo?", in Istituto Lombardo (Rend. Lett.) 129 (1995), 243-273).
14. Cfr. Jucci, "I manoscritti ebraici di Qumran: a che punto siamo?", in Istituto Lombardo (Rend. Lett.) 129 (1995), 243-273, 270. Cfr. anche Il recente volume di E. Nodet, J. Taylor, Essai sur les origines du christianisme. Une secte éclatée, Paris 1998. Recensito con utili osservazioni da J. Harrington in Biblica 80 (1999), 443-447 (Della rivista Biblica esiste ora una edizione in rete all'indirizzo http://www.bsw.org/project/biblica/ . Sono consultabili gli indici completi e gli articoli delle ultime annate).
15. Pfann ha potuto esaminare la trascrizione di circa un quarto dell'intero testo.
16. Dalla citata nota di Kalman.
17. Dalla citata nota di Kalman.
18. In ciò il testo sarebbe da accostare alla letteratura echalotica o a testi come il Canto del Sabato di Qumran.
19. L'ascensione al cielo con la guida di un angelo invita al confronto con tutta una serie di testi apocalittici.
20. R. Di Segni, Il Vengelo del Ghetto, Roma 1985. Cfr. J.A. Fitzmyer, Responses to 101 Questions on the Dead Sea Scrolls, London 1993, pp. 10-11; Avi Katzman, "Interview with Chief Scroll Editor John Strugnell", in H. Shanks, Understanding the Dead Sea Scrolls. A Reader from the Biblical Archaeology Review, (New York 1992) London 1993, 259-263.
21. Jucci, "I manoscritti ebraici di Qumran: a che punto siamo?", in Istituto Lombardo (Rend. Lett.) 129 (1995), 243-273, 262. Cfr. J.A. Fitzmyer, Responses to 101 Questions on the Dead Sea Scrolls, London 1993, pp. 10-11; Avi Katzman, "Interview with Chief Scroll Editor John Strugnell", in H. Shanks, Understanding the Dead Sea Scrolls. A Reader from the Biblical Archaeology Review, (New York 1992) London 1993, 259-263.
22. Come ricorda lo stesso Pfann:"I was aware of a story, known by other scholars, that there was at least one rather well-preserved scroll which had made its way to Europe and which was similar to the Book of Enoch or Jubilees. This may be identified as the source of a scroll fragment examined by Prof. John Strugnell sometime in 1967-1968 which he described elsewhere as something 'resembling the Book of Enoch'."


PUBBLICAZIONI DI ELIO JUCCI



1. L' altra Bibbia che non fu scritta da Dio. 2, Nuovo Testamento / a cura di Erich Weidinger ; edizione italiana a cura di Elio Jucci
Casale Monferrato : PIEMME pocket, c2002
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\CFI\0550155]
2. Testi religiosi per lo studio dell'Antico Testamento / a cura di Walter Beyerlin ; in collaborazione con Hellmut Brunner ... \et al.! ; edizione italiana a cura di Elio Jucci
Brescia : Paideia, \1992!
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\LO1\0101619]
3. Manoscritti segreti di Qumran : tradotti e interpretati i Rotoli del Mar Morto finora tenuti segreti : i 50 documenti chiave che fanno discutere l'esegesi biblica mondiale / \a cura di! Robert H. Eisenman, Michael Wise ; edizione italiana a cura di Elio Jucci
Casale Monferrato : Piemme, 1994
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\RAV\0239760]
4. Gli Apocrifi : l'altra Bibbia che non fu scritta da Dio / a cura di Erich Weidinger ; edizione italiana e traduzione a cura di Elio Jucci
Casale Monferrato, Alessandria : Piemme, 1994
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\UBO\0237600]
5. Gli apocrifi : l'altra Bibbia che non fu scritta da Dio / a cura di Erich Weidinger ; edizione italiana e traduzione a cura di Elio Jucci
Casale Monferrato : Piemme, 1992
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\RAV\0200743]
6. Jucci, Elio
I manoscritti ebraici di Qumran: a che punto siamo? / Elio Jucci
Milano : Istituto lombardo accademia di scienze e lettere, 1995
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\TO0\0854041]
7. L' altra Bibbia che non fu scritta da Dio. 2, Nuovo Testamento / a cura di Erich Weidinger ; edizione italiana a cura di Elio Jucci
Casale Monferrato : Piemme pocket, c2002
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\CFI\0563417]
8. Gli apocrifi dell'Antico e del Nuovo Testamento : la Bibbia che non fu scritta da Dio / a cura di Erich Weidinger ; edizione italiana e traduzione a cura di Elio Jucci
Casale Monferrato : Piemme, 2004
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\TO0\1368903]
9. L' altra Bibbia che non fu scritta da Dio : Antico Testamento / a cura di Erich Weidinger ; edizione italiana e traduzione a cura di Elio Jucci
Casale Monferrato : Piemme Pocket, [2001]
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\LO1\0542910]
10. Manoscritti segreti di Qumran : tradotti e interpretati i rotoli del Mar Morto finora tenuti segreti : i 50 documenti chiave che fanno discutere l'esegesi biblica mondiale / [a cura di! Robert H. Eisenman, Michael Wise
Casale Monferrato : Piemme, 1998
Monografia - Testo a stampa [IT\ICCU\TSA\0041157]


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MessaggioInviato: 18/03/2009, 00:09 
Ciao Barionu..sono di passaggio..Cosa fece decadere l'Ordine dei Templari...che furono i creatori di tante innovazioni ?nelle fondamenta del Tempio di salomone trovarono non Segreti ma le prove di qualcosaltro dato che le cotruzioni auree le hanno fatte in tutto il mondo...quindi non il segreto di costruire una dimora Divina ma..che il Divino non esisteva....Anzi non eramai esistito li'...quindi quel popolo che anoroggi rea problemi non ha nulla di eletto.In altri posti pero'...qualcosa mostrava un rapporto diretto con il Concetto Divino.Scusa se esemplifico ma alla fine...Anghelos e Cherubini sono egizi mica di Sion..Ma non si dice...o non si legge..hai fatto bene all'articolo sopra di corredarlo con interessanti fonti...che Conosco... L' altra Bibbia che non fu scritta da Dio. 2, Nuovo Testamento / a cura di Erich Weidinger ; edizione italiana a cura di Elio Jucci .Qui c'e' una citazione anche mia Nel testo che sto realizzando.Di questa fonte...Domandandoci..perche' la conoscono in pochi?Personalmente il Titolo citato merita ATTENTISSIMA LETTURA.Le chiacchiere in certi temi valgono poco.un'abbraccio al mio Barionu preferito.E non sorprenderti..Stasera dovevo scrivere qui..e cosi' e' stato.Lucio>>> [;)]



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MessaggioInviato: 18/03/2009, 10:26 
Ciao Barionu, questa mattina sul Corriere della sera ho trovato l'articolo che trascrivo qui, e che mi sembra interessante. Non sapevo dove postarlo, in ogni caso puoi sempre toglierlo.

LUXOR - TROVATA LA CAPPELLA SISTINA DELL'ANTICO EGITTO
MADRID - E' la cappella Sistina dell'antico Egitto. Così la stampa spagnola ha definito la nuova scoperta effettuata a Luxor (un tempo Tebe) dall'archeologo iberico Josè Manuel Galan. 11 team di ricercatori ha messo in luce una camera funeraria con scritture geroglifiche risalenti a circa 3.500 anni fa e costruita in memoria di Djehuty, un nobile egiziano alto dignitario della regina Hatshepsut.
I lavori di scavo sono durati otto anni nella località di Dra Abu el-Naga. Galan ha scoperto vari reperti di grande valore, ma la vera sorpresa è arrivata quest'anno, quando l'équipe ha individuato un pozzo che conduceva a una sala mortuaria affrescata con geroglifici scritti in corsivo.
"Al di là dell'indubbio valore estetico, il fatto ancora più importante è che in quell'epoca, all'inizio del XVIII secolo avanti Cristo, non si decoravano le camere funerarie. Si conoscono solo altri quattro esempi di camere decorate" ha detto Galan a El Mundo. "Il fatto che Djehuty abbia fatto decorare il proprio sepolcro lo colloca fra i personaggi più importanti e influenti del momento".
La camera mortuaria di Djehuty ha le pareti e il tetto decorati con disegni e geroglifici che riproducono diversi passaggi del Libro dei Morti. Sul soffitto la dea dei cieli Nut, accanto a una rondine o al dio del sole, Ra, che accompagna i morti nell'aldilà. E una vera "Cappella Sistina del 1500 avanti Cristo" ha spiegato Galan ad Abc.
Resta però un mistero. Gli archeologi hanno rinvenuto
anche vari oggetti d'oro, ma non il sarcofago e neppure la mummia del defunto. Si escludono furti. Almeno non nel periodo in cui si sono svolti gli scavi.

Chiedo scusa per l'invasione, ti leggo sempre con interesse, Con tanta stima! Isa
[:51] [:51] [:51]


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MessaggioInviato: 18/03/2009, 17:02 
caro Barionu, hai già letto questa news presa da Antikitera?
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1070797.html
ovvero
CLAMOROSO : GLI ESSENI NON SONO MAI ESISTITI ( QUELLI DEI ROTOLI DEL MAR MORTO )
13 Marzo 2009 -

(ANSA) - GERUSALEMME, 13 MAR - La setta degli Esseni, a cui viene attribuita la scrittura dei Rotoli del Mar Morto, non e' mai esistita.Lo riferisce il quotidiano Haaretz, citando uno studio. I Rotoli sarebbero stati scritti dalla setta dei Sadducei. Questa tesi non ha persuaso il professor Hannan Eshel della Universita' Bar Ilan. ''Ci sono 70 studiosi importanti che concordano nell'attribuire i Rotoli agli Esseni - ha detto Eshel - e alcuni altri persuasi che noi siamo tutti stolti''
ciao
mauro


Ultima modifica di mauro il 18/03/2009, 17:03, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 23/03/2009, 15:05 
Cita:
mauro ha scritto:

caro Barionu, hai già letto questa news presa da Antikitera?
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1070797.html
ovvero
CLAMOROSO : GLI ESSENI NON SONO MAI ESISTITI ( QUELLI DEI ROTOLI DEL MAR MORTO )
13 Marzo 2009 -

(ANSA) - GERUSALEMME, 13 MAR - La setta degli Esseni, a cui viene attribuita la scrittura dei Rotoli del Mar Morto, non e' mai esistita.Lo riferisce il quotidiano Haaretz, citando uno studio. I Rotoli sarebbero stati scritti dalla setta dei Sadducei. Questa tesi non ha persuaso il professor Hannan Eshel della Universita' Bar Ilan. ''Ci sono 70 studiosi importanti che concordano nell'attribuire i Rotoli agli Esseni - ha detto Eshel - e alcuni altri persuasi che noi siamo tutti stolti''
ciao
mauro


Dresda99 ne parla qui

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MessaggioInviato: 24/03/2009, 16:02 
Ho trovato questo sul web.. ma non funziona più...

oppure glielo hanno imposto di toglierlo??

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus ... 55581.html

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MessaggioInviato: 25/03/2009, 12:19 
DA LA STAMPA MERCOLEDì 25 MARZO 2009

TUTTO SCIENZE

I ROTOLI DA MEZZO SECOLO SULLA SCENA

SOLVENTI E PIXEL: PER I ROTOLI L'ULTIMA CHANCE DI SALVEZZA

ARCHEOLOGIA. Un team italiano collabora al restauro dei celebri manoscritti del Mar Morto.
L'obiettivo è digitalizzarli e diffonderli sul Web. Saranno accessibili dopo 50 anni di polemiche.

CINZIA DI CIANNI

Anche l'Italia contribuirà alla salvaguardia dei Rotoli del Mar Morto, una delle più grandi scoperte archeologiche di tutti i tempi. Un'équipe del Ministero per i Beni e le Attività Culturali collaborerà con i conservatori israeliani alla revisione dei protocolli di intervento. "La prima fase, quella analitica, è praticamente conclusa - dichiara Alessandro Bianchi dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, che della missione è il coordinatore tecnico -. Nel 2009 condurremo alcune indagini con gli esperti israeliani per capire se le procedure possano essere migliorate".
Oggi ogni intervento di conservazione e restauro sui preziosi manoscritti segue una rigida procedura, definita 15 anni fa da un team internazionale. "Ma nel tempo sono emersi alcuni problemi che non siamo riusciti a risolvere - ammette Pnina Shor dell'Israel Antiquities Authority, la sovrintendenza archeologica israeliana -. In qualche frammento, per esempio, non si capisce se sia l'inchiostro a danneggiare il supporto, e perché. Quindi abbiamo deciso di rivedere i protocolli".
Rinvenuti tra il 1947 e il 1956 in 11 grotte nella zona di Qumran, sulla riva nord-occi-dentale del Mar Morto, i manoscritti contengono più di '900 testi in ebraico, ma anche in aramaico e greco, datati fra il III secolo a.C. e il I secolo d.C. Sono la più antica testimonianza scritta esistente del Vecchio Testamento: comprendono una o più copie dei libri della Bibbia ebraica, escluso il libro di Esther, più numerosi testi non canonici, giunti fino a noi in versioni greche, etiopi, siriane, armene e latine. Fra i reperti che hanno destato maggior curiosità, ci sono le regole comunitarie della setta degli Esseni - di cui, secondo alcuni, avrebbe fatto parte Gesù - e il Rotolo di Rame, che contiene un elenco di 64 luoghi sotterranei che custodirebbero il tesoro del Tempio di Gerusalemme.
I Rotoli non rappresentano solo un'eccezionale sfida culturale e' religiosa, ma anche scientifica, visti i problemi posti dalla loro conservazione. A parte alcuni testi, abbastanza integri, la maggior parte di questo fragile patrimonio è disperso in 15 mila frammenti di pergamena e papiro, che presentano differenti livelli di deterioramento. Il clima secco del deserto di Giudea ha custodito per millenni il loro segreto. Ma, una volta estratti dalle grotte, i materiali sono stati danneggiati, talvolta in modo irreparabile, dai cambiamenti di umidità e temperatura, dall' esposizione alla luce e da manipolazioni malaccorte.
Ma oggi bisogna rimediare anche ad altri errori. "I primi a trattare i Rotoli furono gli studiosi. Lo scopo era decifrare i testi - ammette Pnina Shor - e usarono lo scotch per unire i frammenti. Poi li inumidivano e li pressavano tra lastre di vetro. Questo intervento è stato il più dannoso". Aggiunge Bianchi: "Come per molte opere d'arte, oggi anche per i Rotoli l'impegno è quello di rimediare a ciò che è stato fatto".
Nel 1991 le autorità israeliane hanno allestito un magazzino climatizzato, che riproduce le condizioni ambientali delle grotte, e ha creato un laboratorio speciale. "Abbiamo aperto centinaia di lastre - ricorda la Shor - estraendo, quando possibile, i frammenti. Poi copriamo il verso con carta giapponese e lavoriamo sul recto. Poiché i residui di adesivo disintegrano la pergamena, dobbiamo rimuoverli, usando solventi selettivi. Al termine della pulitura rinforziamo i bordi e riempiamo le lacune, quindi collochiamo i frammenti su supporti compatibili, come il cartone non acido". Ogni frammento richiede una procedura diversa e quindi le operazioni sono lente e costose. Purtroppo, il processo di invecchiamento non può essere fermato: la pergamena in qualche caso è gelificata e tanto annerita da non consentire di individuare i caratteri.
Così, qualche mistero rimane: alcuni manoscritti, come il "Genesis Apocryphon Scroll> pur essendo vergati con inchio stro a base di nerofumo, mostrano i segni di corrosione pro dotti dal ben più aggressivo inchiostro ferrogallico. Un Rotolo trovato nella grotta 4, risalente alla seconda metà del I secolo a. C., invece, è tra i meglio conservati. Contiene i Dieci Comandamenti che figurano nel Deuteronomio 5. "E' un'emozione incredibile - commenta Pnina Shor - vedere che una copia della Bibbia di 2 mila anni fa è praticamente identica a quella di oggi".
Per molti anni dopo la scoperta solo un piccolo numero di studiosi ha avuto accesso ai manoscritti, il che ha suscitato malumori e polemiche. Finalmente, nel 2001, la Oxford Unversity Press ha ultimato la pubblicazione della "Discoveries in the Judaean Desert", la raccolta integrale dei testi, a cui hanno contribuito 88 esperti ebrei, cristiani e musulmani. L'opera in 39 volumi ha consentito una più ampia diffusione dei contenuti dei Rotoli, ma il prossimo passo sarà ancora più ambizioso: la digitalizzazione e la diffusione su Internet. Il progetto consentirà a chiunque di studiare i testi, corredati da trascrizioni, traduzioni e interpretazioni.
Nell'agosto scorso è partito il progetto pilota, con la consulenza di Gregory Bearman, ex ricercatore del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, mentre la raccolta dei dati è guidata da Simon Tanner del Kings College di Londra. Sotto la luce di corpi illuminanti che non emettono calore né raggi ultravioletti, i tecnici dell'"Israel Antiquities Authority" hanno già scattato 4 mila foto, ma completare il lavoro è un'impresa titanica. Si utilizza una fotocamera digitale a colori a 39 megapixel, che assicura un' altissima risoluzione, poi una fotocamera a raggi infrarossi e, per alcuni frammenti, una multispettrale, che fa risaltare l'inchiostro, rivelando dettagli invisibili a occhio nudo.
Il progetto, che richiederà cinque anni, costerà qualche milione di dollari, che al momento non sono stati trovati. "I Rotoli sono un patrimonio universale - ricorda Pnina Shor -. Devono essere salvati, a ogni costo".


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MessaggioInviato: 09/05/2009, 14:50 
Cita:
Messaggio di barionu

Continua da :

http://www.ufologia.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9949




Allora, la puntata de LA7 sui Rotoli di Qumran e il DNA delle pergamene

è andata in onda il 22 Agosto 2007 su LA 7 DOC , dalle 21.30 alle 23.30

Un link di studio :

http://www.aaas.org/news/releases/2006/ ... olls.shtml



zio ot [img]/Public/data/Barionu/200842184257_bevo.gif[/img]


segue




INTANTO , UNA PUNTATA SU QUMRAN DE LA7 SU GOOGLE.


http://video.google.com/videoplay?docid ... 3594830747



zio ot [8D]



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Cip di esumazione.


zio ot [;)]



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MessaggioInviato: 12/08/2010, 00:50 
<EMBED WIDTH="400" HEIGHT="326" SRC="http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=-6988277203594830747&hl=it&fs=true style=width:400px;height:326px allowFullScreen=true allowScriptAccess=always type=application/x-shockwave-flash> </embed>" HIDDEN="false" AUTOSTART="true" LOOP="true" volume="100"></EMBED>



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

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MessaggioInviato: 12/08/2010, 14:33 
Cita:
Messaggio di barionu

Continua da :

http://www.ufologia.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=9949




Allora, la puntata de LA7 sui Rotoli di Qumran e il DNA delle pergamene

è andata in onda il 22 Agosto 2007 su LA 7 DOC , dalle 21.30 alle 23.30

Un link di studio :

http://www.aaas.org/news/releases/2006/ ... olls.shtml



zio ot [img]/Public/data/Barionu/200842184257_bevo.gif[/img]


segue


vi riassumo , in quella puntata de LA7 , analizzando il DNA del cuoio dei codici di Qumran ,si era potuto stabilire che proveniva da pelli di buoi , non di pecore o capre.

Sembrerebbe un dettaglio , ma in realtà è molto importante , in quanto ben difficilmente a Qumran si sarebbe potuto avere un allevamento di bovini.

Cosa che invece era possibile a Gerusalemme :

questo potrebbe avallare le tesi di quegli studiosi che vedono nei Rotoli di Qumran , un deposito di Rotoli che veniva dalla Biblioteca del Tempio,

Rotoli scampati alla sua distruzione ad opera di Tito nel 70 d.c. , in quanto portati a Qumran in precedenza .


Ne parlammo anche qui :

http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=33513128



zio ot


Ultima modifica di barionu il 12/08/2010, 14:41, modificato 1 volta in totale.


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