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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 18/01/2021, 11:39 
---------------







un semplice SMS inquina come una automobile che fa 60 mt ...

sembra niente , ma in un giorno vengono mandati dai 7O ai 150 miliardi di SMS ...

sono 100 GIGAWATT ,,,

con almeno 80 centrali nucleari che lavorano a pieno ritmo

solo per il cloud mobile









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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 18/01/2021, 13:07 
non male...

"fortuna" che c'è WhatsApp che ne ha ridotto drasticamente il numero



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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 18/01/2021, 14:45 
MaxpoweR ha scritto:
non male...

"fortuna" che c'è WhatsApp che ne ha ridotto drasticamente il numero



purtroppo è la stessa cosa .... tragitto medesimo ....


e il cloud mobile è il primo fruitore della industria estrattiva più inquinante ( terre rare )

speventoso :


https://it.euronews.com/2019/08/19/terr ... o-elettric


zio ot [:305]


Ultima modifica di barionu il 18/01/2021, 14:51, modificato 2 volte in totale.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 18/01/2021, 14:48 
si lo so, forse è anche peggio, ero ironico ^_^ Ma c'è poco da fare purtroppo qualunque attività umana ha questi effetti, perfino la carne che mangiamo produce il 30% delle emissioni tutali che comunque non sono pèiù del 3% DEL TOTALE che naturalmente si riversa in atmosfera ogni anno. Quindi pensare che il 3% sia il problema e che quindi il clima sia influenzato da questo in maniera preponderante è un pò presuntuoso.

queste amissioni nuociono a noi perchè inquinano l'aria che respiriamo direttamente, ma come detto a livello globale si tratta di un 3% in più; non è trascurabile certo ma non è nemmeno un elemento decisivo.



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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 23/02/2021, 18:11 
In Texas il congelamento è molto green
La rete elettrica sta diventando sempre meno affidabile a causa della crescente dipendenza dal vento e dal solare, che non possono fornire energia 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana | Italia verde, come si useranno i 70 miliardi del Recovery Fund. L'inchiesta di Milano Finanza in edicola


I prezzi del gas e dell'energia elettrica sono aumentati in tutti gli stati centrali degli Usa e le autorità regolatorie del Texas hanno ordinato dei blackout lunedì 15, poiché una tempesta polare ha congelato le turbine eoliche. Ecco il paradosso dell'agenda climatica della sinistra americana: Meno usiamo i combustibili fossili, più ne abbiamo bisogno.

Un mix di ghiaccio e neve ha attraversato il paese dallo scorso fine settimana, con le temperature sono scese sotto i meno 15 gradi nell’alto Midwest e a meno dieci a Houston. Le ondate di freddo capitano, gli Stati Uniti hanno anche sperimentato un vortice polare nel 2019, così come quelle di calore. Eppure la rete elettrica sta diventando meno affidabile a causa della crescente dipendenza dal vento e dal solare, che non possono fornire energia 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana.

Nonostante il Texas sia normalmente inondato di gas e petrolio, l'Electric Reliability Council of Texas, l’autorità che supervisiona il mercato all'ingrosso dell'energia dello stato, ha esortato i residenti questo fine settimana a risparmiare energia per evitare interruzioni di corrente. I regolatori hanno razionato il gas per usi commerciali e industriali per garantire il carburante per le centrali elettriche e il riscaldamento domestico.

L'emergenza energetica del Texas potrebbe durare tutta la settimana, dato che si prevede che il tempo rimarrà gelido. "Per quello che ho capito, le turbine eoliche sono tutte congelate", ha detto venerdì 12 il presidente della Public Utility Commission, DeAnn Walker. "Stiamo già lavorando per cercare di assicurarci di avere abbastanza energia, ma c'è voluto molto lavoro di coordinamento".

Date la colpa a una tempesta perfetta, fatta di politiche governative sbagliate, cattivo tempismo e tempo orribile. Il carbone e il nucleare sono le fonti di energia più affidabili. Ma la concorrenza dell'energia eolica, pesantemente sovvenzionata, e del gas naturale poco costoso, combinata con una regolamentazione più severa sulle emissioni, ha fatto sì che la quota del carbone nell'elettricità del Texas precipitasse di oltre la metà in un decennio, fino al 18%.

La quota dell’energia eolica è triplicata a circa il 25% dal 2010 e ha rappresentato il 42% dell'energia prodotta la scorsa settimana, prima del blocco. Circa la metà dei texani si affidano alle pompe elettriche per il riscaldamento, che i liberali vogliono imporre ovunque. Ma le pompe usano un sacco di energia con il tempo gelido. Così, mentre le turbine eoliche si stavano congelando, la domanda di energia stava aumentando.

Le centrali elettriche a gas sono aumentate, ma il gelo artico ha aumentato la domanda di gas in tutto il paese. I produttori non possono facilmente aumentare la loro offerta, dato che un terzo degli impianti di perforazione in tutto il paese sono stati messi fuori produzione durante la pandemia a causa di una minore domanda di energia. Anche alcuni pozzi di gas e condutture in Texas e Oklahoma sono stati chiusi per il gelo.

L'enorme nuova domanda accoppiata con un'offerta limitata hanno causato un'impennata dei prezzi spot del gas naturale negli stati centrali degli Usa a quasi 600 dollari per milione di unità termiche britanniche da circa 3 dollari di un paio di settimane fa. I prezzi future dell'energia all’ingrosso in Texas per l'inizio di questa settimana sono saliti a 9.000 dollari per megawattora da una media stagionale di 25 dollari.

I prezzi sono saltati anche nel Midwest, anche se meno drammaticamente perché ci sono più centrali a carbone e nucleari. L'Illinois e il Michigan hanno più stoccaggio di gas del Texas, che esporta molto del suo gas di scisto in altri stati e, sempre più in tutto il mondo in forma liquida.

Anche l'Europa e l'Asia stanno importando quest'inverno più combustibili fossili per il riscaldamento e l'energia. Le esportazioni di gas liquido degli Stati Uniti sono aumentate del 25% rispetto all'anno precedente a dicembre, mentre i prezzi sono triplicati nei mercati spot dell'Asia settentrionale e raddoppiati in Europa. La radiotelevisione pubblica tedesca ha recentemente riferito che "le energie verdi della Germania sono messe a dura prova dall'inverno". Il rapporto ha notato che l'energia "attualmente proviene principalmente dal carbone, e le centrali elettriche di Lausitz" sono ora "in funzione a piena capacità".

Il carbone rappresenta ancora il 60% dell'energia cinese, e le importazioni sono triplicate in dicembre. La Cina ha circa 250 gigawatt di impianti a carbone in sviluppo, abbastanza per alimentare tutta la Germania. A differenza dei democratici negli Stati Uniti, i leader cinesi capiscono che i combustibili fossili sono necessari per sostenere le rinnovabili intermittenti. "Le carenze di energia e i prezzi incredibilmente alti del gas di questo inverno stanno ricordando ai governi, alle imprese e ai consumatori l'importanza del carbone", ha detto recentemente a Reuters un consulente di Wood Mackenzie.

I progressisti californiani hanno bandito da tempo il carbone. Ma un'ondata di calore l'estate scorsa ha messo a dura prova la rete elettrica dello stato, con il vento che affievoliva e il solare che la sera diminuiva. Dopo aver imposto dei blackout a rotazione, i regolatori della rete hanno fatto ricorso all'importazione di energia da carbone dallo Utah e al funzionamento di generatori di emergenza diesel.

I liberal sostengono che i prezzi delle energie rinnovabili e dei combustibili fossili sono ora comparabili, il che può essere vero grazie ai sussidi, ma non sono un pranzo gratis, come dimostra l'emergenza energetica di questa settimana. Il piano dell'amministrazione Biden di bandire i combustibili fossili è una minaccia esistenziale per gli americani più grande del cambiamento climatico.


https://www.milanofinanza.it/news/in-te ... 1559359700


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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 05/03/2021, 09:08 
https://www.metallirari.com/chi-produce ... -10-paesi/




Chi produce più terre rare?

Ecco i primi 10 paesi


REDAZIONE

04/06/2020, 6:30 amMetalli

Chi detta legge nella produzione mondiale di terre rare è ancora la Cina. Ma quali sono gli altri paesi produttori? Ecco l’ultima classifica disponibile…



Per fortuna, soprattutto per i produttori di rinnovabili e di high-tech, la produzione di terre rare nel 2019 è aumentata, passando a 210.000 tonnellate dalle 190.000 tonnellate dell’anno precedente.

Man mano le energie rinnovabili diventano più importanti in tutto il mondo, la domanda di questi metalli cresce. Terre rare come il neodimio e il praseodimio, che sono indispensabili per la cosiddetta energia verde e per il settore dell’alta tecnologia, sono sotto i riflettori del mercato. Infatti, non appena i veicoli elettrici e le auto ibride guadagneranno ulteriore popolarità, assisteremo ad un boom di richieste per questi due metalli.



Inoltre, il mercato guarda con preoccupazione le tensioni in atto tra Stati Uniti e Cina, il principale produttore di terre rare del mondo. Se le cose dovessero peggiorare, la catena di approvvigionamento globale di questi metalli potrebbe rischiare di interrompersi.

In questo contesto è assai interessante conoscere da vicino tutti i numeri relativi alla produzione di questi metalli nel mondo. Qui di seguito troverete i 10 paesi che hanno estratto più terre nel mondo, secondo gli ultimi dati (2019) dello US Geological Survey (USGS).


CINA (produzione mineraria: 132.000 tonnellate)
Come accennato, la Cina è il primo produttore mondiale e, da anni, domina il mercato. Nel 2019, la sua produzione nazionale è cresciuta di 12.000 tonnellate rispetto all’anno precedente. Attualmente, la produzione è in mano a 6 aziende minerarie di proprietà statale, consentendo alla Cina di mantenere un forte controllo sul settore.


STATI UNITI (produzione mineraria: 26.000 tonnellate)
La produzione negli Stati Uniti attualmente proviene solo dalla miniera di Mountain Pass, in California, che è tornata in produzione nel 2018. Era gestita da Molycorp, fallita, e poi è stata acquistata da MP Mine Operation. Il paese è un grosso importatore di terre rare, con una domanda di 170 milioni di dollari nel 2019.


MYANMAR (produzione mineraria: 22.000 tonnellate)
Anche il Myanmar ha visto crescere la produzione rispetto al 2018 (+3.000 tonnellate). Pur non essendoci molte informazioni sui giacimenti minerari di terre rare del paese, sappiamo che gli stretti rapporti con la Cina gli hanno permesso di esportare nel 2018 il 50% delle terre rare pesanti cinesi. Tuttavia, alla fine del 2019, il Myanmar ha chiuso i suoi confini con la Cina, come misura di protezione ambientale.


AUSTRALIA (produzione mineraria: 21.000 tonnellate)
Il paese detiene la sesta riserva di terre rare più grande al mondo e si pensa che nei prossimi anni aumenterà la sua produzione. L’australiana Lynas è l’azienda più importante del settore e gestisce la miniera di Mount Weld.


INDIA (produzione mineraria: 3.000 tonnellate)
La produzione di terre rare in India è molto al di sotto del suo potenziale. Infatti, il paese detiene quasi il 35% dei depositi minerali mondiali di sabbia da spiaggia, fonti importanti di terre rare.


RUSSIA (produzione mineraria: 2.700 tonnellate)
Anche la produzione russa non sembra troppo soddisfacente, anche in considerazione del fatto che da alcuni anni IST Group e Rostec hanno investito 1 miliardo di dollari in produzione di terre rare. Si prevede che la produzione in Russia aumenterà nel tempo.


MADAGASCAR (produzione mineraria: 2.000 tonnellate)
La produzione del Madagascar é rimasta stabile nell’ultimo anno. Il paese sta sviluppando il sito Tantalus, che si dice contenga 562.000 tonnellate di ossidi di terre rare.


THAILANDIA (produzione mineraria: 1.800 tonnellate)
La produzione in Thailandia è aumentata di 800 tonnellate rispetto al 2018. Anche se le sue riserve di terre rare non sono note, il paese rimane uno dei primi paesi produttori al di fuori della Cina.


BRASILE (produzione mineraria: 1.000 tonnellate)
Leggera diminuzione della produzione brasiliana: -100 tonnellate. Nel 2012, in Brasile è stato scoperto un deposito di terre rare da 8,4 miliardi di dollari, ma non è ancora stato fatto molto per sfruttarlo.

10°
VIETNAM (produzione mineraria: 900 tonnellate)
Il paese ospita numerosi depositi, soprattutto sul confine nord-occidentale con la Cina e lungo la costa orientale. Dal momento che il Vietnam vuole sviluppare il settore interno delle energie pulite, sta cercando di estrarre più terre rare per le sue catene di approvvigionamento.

Produzione mondiale di terre rare, anno 2019 (migliaia di tonnellate) – metallirari.com



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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 05/03/2021, 13:51 
se sommi la quantità prodotta dal secondo posto all'ultimo arrivano a stento ai 2\3 rispetto a quanto prodotto dalla sola Cina, il che fa ben capire chi ha in mano il VERO potere.



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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 30/03/2021, 14:57 
Cita:
La Cina si prepara all’inverno che verrà facendo avida incetta di terre rare

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di Ivana Suerra, ComeDonChisciotte.org



Per il momento, fortunatamente, le favole di Esopo sono ancora note ai più. Tuttavia, nutrendo seri dubbi sulla Didattica A Distanza, mi soffermerei alle basi:
– la cicala, chiassosa e spavalda, che, avendo cantato tutta l’estate, patirà il rigido inverno;
– la formica, previdente e laboriosa, la quale si prepara diligentemente al clima che verrà.
Le critiche alla stolta cicala sono piuttosto comuni, ma, una volta tanto, è della formica che mi vorrei occupare. Essendo nata nella stessa cittadella di Rodari non mi è difficile (fosse anche per banale campanilismo) concordare con la sua rima: “Chiedo scusa alla favola antica, se non mi piace l’avara formica”.
Oggi, a ben vedere, i panni della formica li indossa la grande Repubblica Popolare Cinese. Quest’ultima, a forza di accumulare briciole, si è trasformata – con il 36% di riserve sfruttabili – nel primo possidente al mondo di terre rare (1).
Tale strategia monopolistica ha avuto inizio negli anni settanta, quando la Cina si aggiudicò il primato delle esportazioni dei prodotti derivati dalla lavorazione degli rare-earth elements/metals. Seguono gli anni dell’ascesa del mercato Hi-Tech, in cui il colosso asiatico riveste il ruolo di protagonista prevaricante. Trova così giustificazione l’adozione irrinunciabile di politiche protezioniste: forti restrizioni sul rilascio delle licenze estrattive nel proprio territorio; favoritismi alle imprese statali ed a quelle che operano in sintonia con gli interessi nazionali; imposizione di tassazioni elevate sulle esportazioni (2).
Sul finire degli anni novanta la Cina può, a ragione, rivendicare il suo successo nello sfruttamento delle terre rare, trasformato ormai in un proficuo monopolio di Stato. I più avveduti cominciavano, già in allora, ad intravedere il sorpasso cinese sugli USA nell’ambito della c.d. guerra commerciale.
I sorpassati, gli Stati Uniti d’America, non possono che essere la cicala. La fatica degli Statunitensi nel rincorrere la conquista delle terre rare fa il tipico chiasso del canto della cicala, verso cui tutti concentrano l’attenzione muovendo critiche a dir poco scontate.
È delle ultime settimane la notizia relativa alle ingerenze negli affari interni della Bolivia da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito. In particolare, il recente arresto dell’ex Presidente Jeanine Áñez ha fatto luce sui fatti risalenti al golpe militare del Novembre 2019, caldeggiato da Washington e Londra con lo scopo di far capitolare Evo Morales (3).
Ben lungi dal rivelarsi originale, la trama è sempre la medesima…
Le potenze coloniali, attratte dalle immense risorse dell’America Latina, hanno fatto di tutto per disinnescare i tentativi promossi da alcuni Presidenti – eletti democraticamente – di imboccare le vie dell’autosufficienza e dell’indipendenza effettiva.
L’11 Settembre, in coloro che hanno buona memoria, evoca ancora l’anno 1973. I misfatti del mondo anglosassone, così come il canto della cicala, fanno oggi più rumore che notizia.
Nel frattempo, tuttavia, il lavorio della formica prosegue indisturbato.

La Cina si prepara all'inverno che verrà facendo avida incetta di terre rare

Nel 2019 il Governo Boliviano ha raggiunto un importante accordo con la Società cinese Xingjing TBEA Group: gli interessi degli investitori asiatici si sono concentrati, in quell’occasione, sulle meravigliose distese di sale argenteo che racchiudono inestimabili riserve di litio (4).
Il litio è l’oro bianco della Bolivia, impiegato nella produzione degli ormai diffusissimi apparecchi di alta tecnologia dotati di batterie elettriche ricaricabili. A suggellare l’accordo del 2019 furono, in allora, le trionfali parole dell’Ambasciatore cinese che, dopo uno sforzo persuasivo in merito ai grandi vantaggi che la Bolivia ne avrebbe ricavato, stimava il fabbisogno di litio per la Cina entro il 2025 in 800.000 tonnellate l’anno (5).
Quell’operazione ha, com’era prevedibile, subìto un rallentamento causa “pandemia”, ma, recentemente, il progetto sta ripartendo con regolarità su sollecitazioni del Presidente in carica Luis Arce.
Peraltro, il cheto interessamento cinese al Sud America riguarda diverse parti del continente: analogie con la questione del litio boliviano possono essere fatti sui giacimenti in Argentina, sulle miniere Cilene di Atacama, o sulle riserve di coltán – l’oro blu del Venezuela.
Cile e Venezuela, due Stati dove, nell’ultimo anno, si è manifestata un’insospettabile solidarietà cinese: dalle massicce elargizioni di vaccini CoronaVac, all’esportazione della politica intransigente sulla necessità della vaccinazione di massa (6).
Curioso notare che il paradigma professato dalla Cina per il superamento della “crisi pandemica” prevede, per mera coincidenza, un modello di società basato irreversibilmente sull’iper-tecnologizzazione della vita dei cittadini, da attuarsi con l’uso smisurato di strumenti elettronici.
Ebbene, se questo fosse l’anno in cui calerà l’inverno, la formica pare essersi già attrezzata adeguatamente. Laddove tenesse fede alla sua avarizia, al suo noto attaccamento alle ricchezze, non è difficile prevedere che a pagare pegno – a ballare, direbbe Esopo – sarebbero in molti…
La cicala, questa volta, è in buona compagnia!

fonte: https://comedonchisciotte.org/la-cina-si-prepara-allinverno-che-verra-facendo-avida-incetta-di-terre-rare/



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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 22/04/2021, 19:31 

IN CINA ATTIVE 1084 CENTRALI A CARBONE



https://www.rinnovabili.it/ambiente/cam ... -co2-2030/




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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 23/04/2021, 09:46 
GUAI IN ARRIVO .




https://www.metallirari.com/prezzi-liti ... elettrici/

https://www.metallirari.com/abbiamo-bis ... -e-nichel/

https://www.metallirari.com/terre-rare- ... -decisivo/



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 Oggetto del messaggio: Re: LA TRUFFA - FREGATURA DELLE RINNOVABILI
MessaggioInviato: 23/04/2021, 17:46 
A livello mondiale c è una scarsità di microchips che ha fermato la produzione di vari beni, dalle auto alle schede grafiche per pc


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MessaggioInviato: 23/06/2021, 13:05 
Cita:
Il futuro con l’auto elettrica: rete elettrica californiana al collasso “Vi prego, non caricate l’auto tutti assieme”

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La California ci dà un assaggio di quanto si potrà creare in futuro con l’auto elettrica introdotta senza una seria programmazione, senza una valutazione d’impatto e senza valutazioni delle fonti energetiche a disposizione. Ecco gli effetti dell’utopia verde californiana.

L’ultimo confronto con la dura realtà è arrivato questa settimana quando lo stato, di fronte a temperature attorno ai 40 gradi , ha iniziato a preoccuparsi per la pressione sulla rete elettrica statale a causa del fatto che il carico per l’uso dei condizionatori si unisce a quello del caricamento contemporaneo di tutti i veicoli elettrici.

Gli operatori della rete elettrica dello stato hanno detto ai residenti di “alleviare la pressione” dalla rete caricando i loro veicoli elettrici nelle ore non di punta, ha scritto Newsweek.

Due volte la scorsa settimana l’operatore di sistema indipendente della California (ISO) ha chiesto ai residenti di risparmiare energia volontariamente, inclusa la richiesta di caricare i propri veicoli elettrici in determinati orari non di punta. L’ISO ha anche suggerito di “evitare l’uso di grandi elettrodomestici e spegnere le luci inutili”, afferma il rapporto.



L’account Twitter dello stato Flex Alert ha pubblicato il 18 giugno: “Ora è il momento perfetto per fare un carico di bucato. Ricorda di utilizzare i principali elettrodomestici, caricare auto e dispositivi prima che #FlexAlert inizi alle 18:00 di oggi”.

Cosa succede? La gente ritorna a casa dal lavoro la sera con la propria Tesla o GM elettrica, mette in ricarica l’auto, entra in casa ed accende il condizionatore e magari anche la lavatrice. Quindi si genera un enorme picco di domanda nelle ore serali del rientro e questo, senza una rete adeguata e senza forniture elettriche sufficienti, rischia di far saltare tutto il sistema.

Nonostante il fatto che lo stato cerchi di convertire tutti i veicoli cinrcolanti in elettrici, Patty Monahan, il commissario capo per i trasporti presso la California Energy Commission, ha affermato che quando i residenti scelgono di caricare i loro veicoli sarà importante “per mantenere la rete elettrica equilibrato”.

“I comportamenti di ricarica sono importanti quando si tratta degli obiettivi della rete californiana”, ha affermato. “Incentivando, principalmente attraverso le tariffe, i comportamenti di addebito che sfruttano quando viene generata l’energia rinnovabile, fondamentalmente abbiamo una vittoria per la rete e abbiamo una vittoria per i conducenti in termini di tariffe ridotte. Le tariffe sono una strategia per il clima e La California prevede di utilizzare le tariffe per aiutare a guidare i comportamenti di tariffazione che aiuteranno lo stato a elettrificare i trasporti tagliando al contempo il carbonio dalla rete e risparmiando denaro ai contribuenti e ai conducenti”. Il problema è che la gente non può sempre scegliere quando ricaricare e lo fa quando ha una presa a disposizione e sa di non utilizzare l’auto per un certo numero di ore, cioè la sera e nelle ore notturne.Ricaricare l’auto non è un processo rapido come fare benzina e lo si fa quando uno può, anche se questo può risultare sgradito alla Stato.

fonte: https://scenarieconomici.it/il-futuro-con-lauto-elettrica-rete-elettrica-californiana-al-collasso-vi-prego-non-caricate-lauto-tutti-assieme/


ah ma davvero? Ed io che pensavo che e macchine elettriche si nutrissero di amore per il pianeta e spirito gender



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MaxpoweR ha scritto:
ah ma davvero? Ed io che pensavo che e macchine elettriche si nutrissero di amore per il pianeta e spirito gender


[:302]


Sono arrivati al discrimine fra demagogia e realtà.



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Esatto, e sarà un godimento vederli andare in tilt non sapendo che pesci prendere per arrampicarsi sugli specchi. un ò come i cattoDEM con la questione DLzan e le dichiarazioni vaticane... O i sedicenti sbufalatori e la questione ufo [:246]



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Cita:
United compra 100 aerei elettrici che non esistono. Sarà una bolla magnifica

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United Airlines, per ridurre le emissioni è ha deciso l’acquisto di 100 piccoli aerei passeggeri elettrici che un giorno saranno utilizzati per i voli regionali. United ha un ambizioso obiettivo di zero emissioni nette di gas serra entro il 2050. Peccato che il prototipo dei 100 aerei non abbia mai volato, anzi proprio non esista.

United ha rilasciato un comunicato stampa martedì in cui affermava di voler acquistare 100 velivoli ES-19 di Heart Aerospace, un aereo di linea elettrico da 19 posti, per viaggi regionali fino a 250 miglia. “Riconosciamo che i clienti vogliono ancora più ridurre la propria impronta di emissioni di carbonio”, ha dichiarato in un comunicato Michael Leskinen, Vice President Corp Development di United.

“Ci aspettiamo che il mercato dei viaggi aerei regionali a corto raggio svolga un ruolo chiave nell’evoluzione degli aerei elettrici. Con il miglioramento della tecnologia delle batterie, gli aerei di calibro più grande dovrebbero diventare praticabili, ma non aspetteremo di iniziare il viaggio”, Leskinen ha aggiunto.

La cosa divertente, è che non c’è una tempistica su quando l’ES-19 sarà stato messo in servizio, ma United ha affermato che questi aerei voleranno volato su rotte regionali dai suoi oltre 100 hub negli Stati Uniti. Alcune delle prime rotte potrebbero essere l’aeroporto internazionale di Chicago O’Hare (ORD) per l’aeroporto di Purdue University (LAF) e l’aeroporto internazionale di San Francisco (SFO) per l’aeroporto di Modesto City-County (MOD).

“Gli aerei elettrici stanno accadendo ora: la tecnologia è già qui”, ha affermato Anders Forslund, CEO di Heart Aerospace. Peccato che non ci siano, neanche a livello di dimostratore tecnologico…

“Non potremmo essere più orgogliosi di collaborare con United per portare sul mercato il nostro aereo ES-19. Non riesco a immaginare una coalizione più forte di partner per portare avanti la nostra missione di elettrificare i viaggi aerei a corto raggio”.

Oltre a United, altre compagnie aeree, tra cui Delta e American, si sono impegnate a raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. Il tutto avviene per ora vendendo dei sogni, perché di seri prototipi di aerei da trasporto elettrico non ce n’è. O meglio ce n’è uno perfettamente regolare e immatricolato per il volo, il “Pipistrel”. Ecco qui:

Guarda su youtube.com


Fonte: https://scenarieconomici.it/united-compra-100-aerei-elettrici-che-non-esistono-sara-una-bolla-magnifica/


United farà 0 emissioni nel 2050 perchè sarà bella che fallita se proverà a perseguire questo obiettivo idiota [:246]



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