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 Oggetto del messaggio: Stampa 3d
MessaggioInviato: 18/10/2019, 21:30 
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In arrivo dagli Stati Uniti una super stampante 3D

È talmente grande e veloce da poter riprodurre un oggetto grande come un corpo umano in sole due ore. I ricercatori della Northwestern University hanno sviluppato una nuova stampante 3D, battezzata Harp (High-area rapid printing).

Il prototipo è alto quasi 4 metri ed è in grado di stampare circa mezzo metro in un'ora. Può, inoltre, riprodurre sia una singola parte grande, che diversi pezzi di piccole dimensioni contemporaneamente. Harp, che dovrebbe arrivare in commercio nei prossimi 18 mesi, rivoluzionerà la produzione di oggetti in 3D su misura. In particolare, la nuova super stampante dà nuove speranze in ambito medico, accelerando i successi della medicina personalizzata.

"Questa nuova stampante - commenta all'Adnkronos Salute Giuseppe Novelli, genetista dell'Università di Roma Tor Vergata - incrementa e migliora quanto già si poteva fare in medicina con il bioprinting, che ci offre già oggi valvole cardiache in 3D". Ma ora, grazie a questa nuova tecnologia, si potranno ottenere organi semplici, tipo la vescica, per i trapianti. Infatti, conoscendo le dimensioni esatte della vescica di un paziente, "la stampante 3D sarà in grado di produrne una 'tagliata su misura' per lui".

Negli Stati Uniti, ci sono già stampanti 3D in grado di riprodurre versioni semplificate di alcuni organi, per testare l'effetto dei farmaci. Ma anche in Italia, questi dispositivi vengono usati per riprodurre ossa da sostituire a quelle malate del paziente.

Si tratta quindi di un filone della ricerca "che dalla fantascienza entrerà sempre di più nella vita quotidiana delle persone, grazie a dispositivi medici innovativi destinati a cambiare la qualità e l'approccio alle cure".

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http://www.ilgiornale.it/news/salute/ar ... 71365.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Stampa 3d
MessaggioInviato: 22/10/2019, 19:25 
Eccezionale intervento a Firenze: ricostruito l’orecchio a un bambino grazie alla stampa 3D
"Al Meyer si inaugura una nuova frontiera della chirurgia ricostruttiva, che apre la strada anche ad altri tipi di ricostruzione 3D"

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La stampa 3D ha consentito ai chirurghi del Meyer di ricostruire da zero l’orecchio di un bambino.

È la storia di Lapo (nome di fantasia) paziente 13enne del Meyer, toscano, affetto da microtia, una malformazione congenita rara (colpisce 5 bambini su 10.000 nati), nel suo caso bilaterale, che porta a un’assenza di sviluppo dell’orecchio esterno. Il chirurgo plastico del Meyer che lo ha operato ha potuto ricostruire l’orecchio a partire da una piccola porzione di cartilagini costali prelevate dal bambino dando loro la forma dell’orecchio grazie a modelli stampati in 3D.

Chirurghi e ingegneri in sala. Quello appena eseguito al Meyer è il primo intervento in Italia che si avvale di questa tecnologia ed ha visto la collaborazione del team di chirurghi del pediatrico fiorentino, guidati in sala dal dottor Flavio Facchini (specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva) insieme alla dottoressa Alessandra Martin (Chirurgo Pediatra), chirurghi dell’equipe del professor Antonino Morabito, anestesisti e infermieri. In sala erano inoltre presenti alcuni ingegneri di T3Ddy: la professoressa Monica Carfagni, responsabile del laboratorio, Yary Volpe e Elisa Mussi. Il laboratorio T3Ddy (www.t3ddy.org), sostenuto dalla Fondazione Meyer, nasce dall’incontro tra le eccellenze cliniche del Meyer e quelle dei ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze e ha come obiettivo l’introduzione di tecnologie 3D altamente innovative nella pratica clinica.

La preparazione. L’intervento ha richiesto una lunga preparazione prima di arrivare in sala. Innanzitutto, la forma esatta delle cartilagini del bambino con le quali ricostruire l’orecchio è stata acquisita mediante TAC. A quel punto, grazie ad un software di ultima generazione, è stata stampata in 3D una copia delle cartilagini: da questo modello tridimensionale si è potuta vedere al millimetro la porzione di cartilagini da prelevare. Poi, per definire con la massima precisione possibile che forma avrebbe avuto un orecchio “naturale” del bambino, è stato preso a modello un orecchio della mamma del piccolo: grazie a scansioni 3D, il team ne ha riprodotto il modello tridimensionale. L’orecchio è stato stampato in tutte le sue parti e, una volta in sala, è stato fondamentale per plasmare le cartilagini ottenendo un orecchio esteticamente uguale a quello vero.

I vantaggi. Prima di arrivare in sala operatoria, grazie alle stampe 3D dell’orecchio e delle cartilagini, l’intero intervento è stato simulato più volte dal team del Meyer: questo ha consentito di affinare la tecnica. “Il vantaggio di un intervento di questo tipo, rispetto a quelli eseguiti con la precedente tecnica 2D, è l’estrema precisione, che ha consentito di ridurre al minimo le cartilagini prelevate dalle coste del bambino. Quando siamo arrivati a prelevare le cartilagini sapevamo già i frammenti da utilizzare, perché il modello che avevamo stampato le riproduceva con fedeltà assoluta”, spiega il dottor Flavio Facchini. Grazie alla stampa 3D, inoltre, si sono ridotti i tempi di esecuzione dell’intervento (6 ore) e, di conseguenza, quelli dell’anestesia.

La valenza psicologica e sociale. Lapo, tra qualche mese, verrà sottoposto ad un secondo intervento per ricostruire con la stessa tecnica anche il secondo orecchio: “Per un bambino con una malformazione che era così evidente, il recupero estetico acquista una grande valenza psicologica e sociale: lui non aveva problemi di udito ma la malformazione gli creava grande disagio”, racconta il dottor Facchini.

3D al Meyer: le prospettive. Adesso ci sono altri 6 bambini in attesa dello stesso intervento, e le prospettive sono incoraggianti: “Al Meyer si inaugura una nuova frontiera della chirurgia ricostruttiva, che apre la strada anche ad altri tipi di ricostruzione 3D: ad esempio per correggere le malformazioni del volto, alterazioni congenite del distretto testa-collo, gli esiti di traumi ed ustioni e gli esiti di interventi oncologici demolitivi”, annuncia il dottor Facchini. “La tecnica che abbiamo applicato al Meyer rappresenta il futuro della chirurgia: i modelli 3D consentono di pianificare l’intervento chirurgico e di adattare, con una precisione che era impensabile con le tecniche 2D, il modello ricostruttivo al singolo paziente”. Fino ad ora, infatti, per avere un modello di riferimento da cui partire per ricostruire l’orecchio, il chirurgo faceva tutto manualmente, disegnando i contorni anatomici su una lastra trasparente appoggiata alla parte presa a modello.

L’importanza della simulazione. La simulazione preoperatoria rappresenta inoltre un ottimo strumento per la formazione e il training dei giovani chirurghi, che in questo modo avranno una curva di apprendimento molto più rapida. Il dottor Facchini si è specializzato in tecniche ricostruttive dell’orecchio e microchirurgia nella più importante scuola mondiale del settore, l’ospedale pediatrico Necker di Parigi, e recentemente vi ha trascorso un periodo per approfondire la tecnica chirurgica grazie a una missione finanziata della Fondazione Meyer.



http://www.meteoweb.eu/2019/10/eccezion ... d/1330911/


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 Oggetto del messaggio: Re: Stampa 3d
MessaggioInviato: 14/01/2020, 16:52 
Ricostruita caviglia in 3D al Rizzoli, prima volta al mondo


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Per la prima volta al mondo una caviglia è stata ricostruita con una protesi su misura stampata in 3D. L'impianto è avvenuto il 9 ottobre scorso all'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna e il paziente di 57 anni, che aveva perso la funzionalità articolare in seguito a un incidente stradale, è tornato a camminare. L'operazione è stata presentata oggi a Bologna alla stampa.


L'innovativo impianto - spiegano dal Rizzoli - è frutto di una tecnica di personalizzazione dell’intera procedura di sostituzione protesica di caviglia, che parte dall’anatomia di ogni singolo paziente ed è stata messa a punto grazie alla collaborazione tra chirurghi ortopedici e ingegneri dell’Istituto ortopedico Rizzoli e dell’università di Bologna.

Cesare Faldini, direttore della Clinica Ortopedica 1, ha coordinato l’équipe che ha eseguito l’impianto sul paziente, finora considerato non operabile a causa della severa alterazione anatomica della sua caviglia.

"L'intervento eseguito al Rizzoli - spiega Cesare Faldini, direttore della Clinica ortopedica 1, che ha coordinato l'équipe in sala operatoria - rappresenta un'innovazione assoluta a livello mondiale perché è la prima volta che un impianto protesico per la caviglia a conservazione dell'isometria legamentosa viene costruito in stampa tridimensionale e impiantato con una tecnica a guide di taglio personalizzate, che permettono di risparmiare tempo chirurgico e tessuto osseo in un paziente con una distruzione articolare post traumatica".

"La procedura si è svolta in due tempi - ricostruisce il Rizzoli - il paziente ha eseguito qualche settimana prima dell'intervento un esame TC della caviglia, in posizione eretta. Da questo esame, un'attenta ricostruzione 3D ha permesso di ricavare un modello tridimensionale della gamba e del piede del paziente, tramite software e procedure sviluppati al Laboratorio di analisi del movimento del Rizzoli dal gruppo di ricerca dell'ingegner Alberto Leardini".

Chirurghi ortopedici e ingegneri biomedici hanno simulato l'intervento al computer, lavorando su forma e dimensione di ogni componente protesica per venire incontro alle caratteristiche anatomiche specifiche del paziente, fino a trovare la combinazione ottimale delle componenti di astragalo e tibia, le due ossa che compongono la caviglia.

Una volta stabilita la geometria della protesi e il suo posizionamento ideale, è stato prodotto un corrispondente modello osseo e protesico in stampa 3D in materiale plastico, per le prove manuali finali. Raggiunto e verificato il risultato più soddisfacente sia per il chirurgo che per l'ingegnere, la protesi vera e propria per l'impianto finale è stata infine stampata in una lega di Cromo-Cobalto-Molibdeno con la tecnologia Ebm (un fascio di elettroni fonde strato per strato la polvere metallica in base al file fornito dal Rizzoli).

Ultima fase del percorso, il ricovero del paziente. "L'intervento chirurgico - evidenziano i medici del Rizzoli - nonostante la complessità legata alla presenza di una grave alterazione dell'anatomia, è stato reso meno invasivo dall'utilizzo di guide personalizzate, costruite sempre in stampa 3D e progettate a stampo sull'osso virtuale del paziente, che hanno permesso di rimuovere solo l'esatta parte di cartilagine e osso accessori, risparmiando il tessuto osseo necessario per ospitare le componenti protesiche". "Sia la tibia che l'astragalo, così preparati, hanno potuto 'ricevere' ottimamente l'impianto protesico su misura: già a fine intervento, in sala operatoria, è stato possibile valutare il perfetto posizionamento e l'ottimo recupero dell'arco di movimento dell'articolazione della caviglia. Anche il protocollo post operatorio è stato personalizzato: riportare in movimento continuo un'articolazione bloccata da anni è complesso e ha richiesto un'intensa collaborazione con l'Unità di Medicina fisica e riabilitativa del Rizzoli diretta dalla professoressa Maria Grazia Benedetti", concludono dal Rizzoli.



https://www.adnkronos.com/salute/medici ... refresh_ce


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 Oggetto del messaggio: Re: Stampa 3d
MessaggioInviato: 15/01/2020, 12:29 
C'è anche un servizio delle Iene che ne parla, hanno cominciato stampando vertebre su misura ed altre parti per sostituirle a quelle aggredite dal tumore. Davvero una gran cosa!



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la prima religione nasce quando la prima scimmia, guardando il sole, dice all'altra scimmia: "LUI mi ha detto che TU devi dare A ME la tua banana. (cit.)
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