Cita:
Hynekeniano ha scritto: Cita:
Paolo Bolognesi ha scritto:
Domanda lecita, TTE.
Alla quale rispondo che no, non sto cercando di accreditare prove che confermino la mia ipotesi, sto solamente usando le prove concrete e materiali che ho a disposizione.
E finora l 'unica prova concreta e materiale (a sostegno di un' evoluzione precedente la nostra) sono le impronte di Laetoli.
Le testimonianze sono una casistica, non una prova.
Dal punto di vista della ricerca scientifica Paolo ha perfettamente ragione, secondo la vecchia scuola, anche quella di Hynek nel campo "paranormale" vanno usati gli stessi criteri di ricerca della scienza ufficiale, e questo già avveniva a cavallo tra '800 e '900 nei gabinetti medianici.
Paolo cosa ha detto la scienza ufficiale per le orme di Laetoli?
Fino a qualche anno fa le impronte erano attribuite all' Australopitecus Afarensis, dato che la scienza ufficiale riteneva che questi adottarono l' andatura eretta e di conseguenza dovevano avere un piede anatomicamente formato come l 'Homo Sapiens.
La controversia sulla conformazione del piede dell’ Australopitecus Afarensis è stata fino ad oggi il punto di forza su cui si basava la teoria evoluzionistica; infatti i suoi sostenitori hanno sempre affermato che questo ominide, nonostante fosse un primate arboricolo, camminasse anche in posizione eretta e di conseguenza dovesse avere un piede anatomicamente formato (quindi come il nostro) per sostenere questa posizione.
I primati arboricoli avevano (ed hanno) la prerogativa di avere i quattro arti prensili, con pollici ed alluci opponibili, mentre il genere Homo ha solamente i pollici con questa caratteristica.
Finora non era mai stato ritrovato uno scheletro di australopiteco completo di estremità inferiori, quindi il gioco della scienza ufficiale di attribuire all’ australopiteco le orme di Laetoli non aveva mai incontrato molta resistenza.
Ma nel 1998, lo scheletro di un ominide vissuto circa tre milioni e mezzo di anni fa e' stato ritrovato inglobato nella breccia di una grotta a Sterkfontein, una localita' a una cinquantina di chilometri a nord di Johannesburg, in Sudafrica. Si tratta di un esemplare di Australopiteco di cui si e' conservato il cranio completo di mandibola e gran parte dello scheletro delle gambe e delle braccia (femore, tibie, piedi, omero, radio). Le ossa ancora in parte inglobate nel blocco di roccia indicano un individuo adulto alto circa un metro e venti centimetri. La scoperta e' stata fatta da un gruppo di ricercatori dell' universita' di Witwatersrand (Johannesburg), diretti dal paleoantropologo Ron Clarke, da anni impegnati nella zona. L' importanza del ritrovamento sta sia nell' alta antichita' del reperto (la celebre Lucy rinvenuta in Etiopia nel 1974 e' datata a circa 3,2 milioni di anni), sia nella relativa completezza dello scheletro. che ha permesso di stabilire definitivamente che l' Australopiteco camminava in posizione eretta pur avendo ancora caratteristiche del piede che gli permettevano di arrampicarsi agevolmente sugli alberi.
Quindi piedi prensili con alluce opponibile, come tutti i primati.
Questa è la conferma che le impronte di Laetoli appartengono ad un essere umano moderno vissuto 3,7 milioni di anni fa quindi 1,7 milioni di anni prima della presunta data della sua comparsa sulla Terra (2 milioni di anni fa con l’ H. Habilis) e contemporaneo degli australopitechi.
Qui si può vedere il disegno della ricostruzione del piede dell' australopiteco, ed è ben evidente la differenza con le impronte di Laetoli:
http://it.wikipedia.org/wiki/Little_FootPer comodità le metto anche qui:
le impronte di Laetoli

il disegno del piede dell' australopiteco ritrovato da Ron Clarke
