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Stellare
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Lo Storico dai mille nomiLo Storico dai mille nomi

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 Oggetto del messaggio: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 27/10/2019, 11:59 
UNA VITA DI CONTATTI CON I FRATELLI DELLO SPAZIO

Alto, longilineo, lunghi capelli biondi… Nicolò Di Lella sembra un pleiadiano, ma è un giovane di 29 anni che racconta di essere in contatto, mentale e fisico, con alcuni membri della Federazione Galattica di Luce, un insieme di civiltà extraterrestri che seguono gli avvenimenti terrestri (e non solo) e lo hanno incaricato di divulgare i loro messaggi per il risveglio e la salvezza del nostro povero pianeta martoriato. Tiene conferenze e fa anche degli “avvistamenti programmati”, un po’ come Stephen Greer e Ricardo Gonzalez. I Fratelli, come lui li chiama, gli dicono dove e quando e, da solo o con altre persone, Nicolò si reca sul posto e le navi si mostrano puntualmente, facendosi anche fotografare. Ho incontrato Nicolò in occasione di una gita alle piramidi di Montevecchia, dove ero andata con alcune amiche per rivedere Paola Harris, e mi aveva fatto una buona impressone. Ci eravamo salutati con l’intenzione di risentirci e così è stato. Con un’amica comune, Francesca, sono andata a trovarlo nella sua casa di Origgio, in provincia di Lecco, la sera del 5 luglio scorso. L’idea era di passare una serata tranquilla e informale, chiacchierando un po’ mentre cenavamo e lui ci raccontava delle sue esperienze. Così, mi sono incontrata con Francesca alla stazione di Fino Mornasco, da dove lei avrebbe dovuto “caricarmi in auto” e accompagnarmi da Nicolò. Quando arriva, Francesca è emozionatissima: “Mi ha scritto un messaggio Nicolò, i Fratelli hanno detto che stasera si mostreranno! Dobbiamo andare alle 23 su una delle piramidi di Montevecchia”. Io non riesco a condividere il suo entusiasmo. In tanti anni, non ho mai visto un UFO e di appostamenti ne ho fatti parecchi. “Tranquilla Fra – le dico – che se ci sono io non vedremo niente”. “Ma come fai a fare il tuo lavoro ed essere così scettica?”, mi chiede lei e non per la prima volta. Io sorrido: non è scetticismo, è esperienza. Ma comunque, andiamo e una volta arrivati, veniamo accolti da Nicolò e dalla sua attuale compagna con calore e simpatia. Nicolò si dimostra una persona squisita, paziente, umile. Semplice, nonostante le esperienze che mi racconta non siano affatto semplici da raccontare. Credo di poterlo definire solare e molto concentrato sulla sua missione di risveglio delle persone alla realtà extraterrestre. Ora probabilmente vi starete domandando se alla fine, dopo una simpatica cena in cui gli ho fatto il terzo grado, siamo andati nel posto indicato dai “Fratelli” e abbiamo visto qualcosa. La risposta è sì. Alle undici di sera del 5 luglio scorso siamo andati in auto alle piramidi di Montevecchia, abbiamo parcheggiato e appena scesi Nicolò e Francesca mi hanno indicato un insolito bagliore nel cielo, durato pochi secondi. Ma che volete farci, per me un veloce bagliore nel cielo non significa per forza un UFO, tanto meno un’astronave extraterrestre, e così ho smorzato il loro entusiasmo. Ci arrampichiamo sulla prima piramide e ci sistemiamo con le coperte sull’erba, in attesa. Passa un’oretta, il cielo si copre, minacciando tempesta, e decidiamo di tornare indietro. Per loro, i Fratelli si sono mostrati prima, io non ne sono tanto sicura. Verso mezzanotte imbocchiamo il sentiero di ritorno, vediamo un aereo che passa e vicino una luce bianca che sfreccia e poi scompare. “Hai visto?” mi chiedono. Mah, è buio, ci vedo poco, rispondo, per convincermi avrei bisogno di qualcosa di più grande e che duri un po’ di più. Mi rendo conto di essere una guastafeste. Be’, neanche un minuto dopo che ho pronunciato quelle parole, vediamo comparire davanti a noi un’enorme sfera di luce bianca molto intensa. Il cielo è completamente coperto e sta per piovere, di stelle non se ne vedono e quella luce manifestatasi così all’improvviso stupisce anche me. Ciononostante, dico poco convinta: “Sarà una stella, è immobile!”. Quando lo dico, la luce comincia a scendere in verticale. Poi si ferma e sembra esplodere di luminosità, una cosa che non ho mai visto. E poi, all’improvviso, in un secondo, scompare. La grande sfera di luce in espansione non c’è più, come se si fosse riassorbita nel nulla nel giro di un battito di ciglia. Non era una stella, glielo concedo. È stato il mio primo UFO ed è stato incredibile, emozionante e lo abbiamo testimoniato tutti e quattro, io, Francesca, Nicolò e la sua compagna. Per quanto mi riguarda, a quell’avvistamento ne sono seguiti altri, davanti a casa mia, a Milano, ma questa è un’altra storia. L’ottobre scorso sono tornata con Francesca a casa di Nicolò e abbiamo registrato una lunga intervista di cui di seguito potete leggere la prima parte. La sfera di luce avvistata il 5 luglio, invece, è stata fotografata dalla compagna di Nicolò (io, come spesso succede in questi casi, ero troppo stupefatta per tirare fuori il cellulare) e la pubblico in queste pagine per dovere di cronaca. L’immagine, ripresa con un cellulare, non rende purtroppo la luminosità e l’intensità di quella sfra, ma è stato il mio primo UFO e il primo UFO non si scorda mai.

Com’è iniziato il tuo contatto con quelli che chiami i Fratelli e quando?

Da quando sono nato. La mia storia, per molti anni, è stata un qualcosa di difficile da raccontare. Sono venuto al mondo con dei ricordi lucidi della fase dell’incarnazione, della gestazione, del parto… ricordo perfettamente tutto. Durante l’infanzia avevo contatti con entità che gli altri non vedevano e che per me, invece, erano la normalità, e la cosa, puoi immaginare, ha creato non pochi problemi. I contatti che avevo quando ero bambino erano diversi da quelli che ho adesso. O meglio, erano sempre loro, ma si mostravano in forme e con approcci differenti. Quando ero piccolo, si mostravano come esseri umani, mi accudivano, giocavano con me. Poi, man mano che sono cresciuto, hanno assunto la forma di arcangeli e, infine, si sono mostrati per quelli che sono davvero. Non hanno mai violato il mio libero arbitrio, ma fatto sì che arrivassi ad accettarli e a capirli piano piano. Quando ero abbastanza maturo per instaurare un rapporto con loro, per quelli che sono realmente, allora si sono palesati nella loro vera identità.

Hai detto che quando eri piccolo ti si mostravano come esseri umani. Dove si mostravano e in quali circostanze? I tuoi genitori lo sapevano?

Sì, i miei genitori ne erano a conoscenza ma mi credevano pazzo, e per me è stato molto traumatico. Si mostravano prevalentemente in casa e giocavano con me. L’unico motivo per cui mi sono reso conto che la loro presenza non fosse qualcosa di “normale” è perché io li vedevo ma gli altri no, e naturalmente mi domandavo perché. Poteva capitare che stessi giocando con qualcuno, degli amici magari, e io vedevo quelle presenze che gli altri non vedevano. Allora chiedevo “lo vedi?” e i miei amici, o i miei parenti, mi rispondevano di no. Le cose sono andate avanti così, ma potete immaginare il mio stato d’animo, tanto che a un certo punto ho dovuto dire loro che non ce la facevo più: non venivo creduto, non potevo condividere con gli altri quella che per me era la normalità, ed era diventato un peso troppo grande da sopportare. Mi risposero che mi avrebbero aiutato a dare una dimostrazione della veridicità di quanto raccontato a mia madre. Avrei dovuto chiederle di nascondere una delle mie macchinine giocattolo in un posto che solo lei avrebbe saputo, mentre io dormivo. Lei lo fece, la nascose e il mattino dopo l’oggetto non c’era più.

E tua mamma come ha reagito?

Con tre giorni di silenzio totale in casa, e il quarto giorno è tornato tutto come prima. Quindi la cosa non aveva funzionato… Quando ho avuto undici anni ho chiesto espressamente di essere lasciato in pace perché era una situazione che non riuscivo più a sostenere. Volevo fare una vita normale… e così è stato. Per sette anni.

Da bambino, quando non riuscivi più a sopportare quella situazione, non hai chiesto loro perché venissero da te?

Da bambino no, gliel’ho chiesto poi, una volta adulto.

Quindi tutto è ricominciato dopo sette anni. Come e com’è cambiato il contatto?

Per sette anni ho fatto una vita “normale”, che però non mi apparteneva e soffrivo più di quando non ero creduto. Vivevo la vita di un altro. Non era la mia realtà. Poi c’è stata una notte fatidica, quando avevo 18 anni, in cui sono stato svegliato da una grande sensazione d’amore e in camera mia è apparso un essere di luce. È stata un’esperienza incredibile e l’essere emanava un amore meraviglioso.

Com’è era? Una sagoma di luce? Un umanoide?

Una sagoma, non un umanoide: era una forma che si capiva avesse una testa e degli arti, ma non ben definiti, luminosissima, tanto che illuminava la stanza, ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la sensazione di grande amore assolutamente avvolgente che emanava dall’essere. L’essere pian piano si è avvicinato a me e più si avvicinava più avevo la sensazione di sentirmi bene, finché a un certo punto è entrato nel mio corpo. In quel momento ho avvertito un grande calore e ho cominciato a scuotermi, come se il mio sistema nervoso non sopportasse quel tipo di energia e ho cominciato a sudare. La cosa è durata alcuni secondi. Ho pensato che potesse essere un angelo venuto a portarmi via. Infatti, prima li avevo sempre visti come persone, non come esseri di luce, e così, influenzato dall’immaginario religioso, dai film, ho pensato che fosse un angelo. Non appena ho formulato questo pensiero, l’essere è uscito da me e se n’è andato. Da quella notte è cambiato tutto e sono cominciati i messaggi telepatici… Ricordo e ricorderò sempre che la mattina dopo quell’esperienza sul mio cuscino c’era un disco, grande più o meno come il bottone di un pigiama, per intenderci, di un materiale molto particolare. Era semitrasparente, colore avorio con riflessi blu-violacei. Lo avevano lasciato come prova che ciò che era successo non era un sogno.

E tu hai tenuto questo disco?

Sì, ma è scomparso dopo due mesi. Probabilmente se lo sono ripreso.

Ah, che peccato, stavo per chiederti di farmelo vedere… Torniamo ai messaggi telepatici. Dopo quanto tempo dall’incontro con l’essere di luce sono cominciati?

Una settimana.

E che tipo di messaggi erano?

Il primo messaggio è stato: “Io sono ciò che tu vuoi che io non sia”. Cominciamo bene… Ero seduto sul letto, non avevo sonno e all’improvviso mi è arrivato questo messaggio. Inizialmente i messaggi erano delle voci, ora hanno assunto più la forma di pensieri. Ma in principio ho sentito una voce, molto calda, dal timbro maschile, che mi diceva questa frase. Ho pensato per settimane al suo possibile significato e poi ho capito che era l’essere di luce di cui avevo avuto paura. Sono accadute molte cose strane, ma forse la più strana è che dopo quella notte ho cominciato a cambiare. Ho cambiato abitudini… non m’interessava più uscire con gli amici e preferivo restare in solitudine; ho cominciato a sapere cose sulla respirazione e come entrare in stati alterati di coscienza, che non avevo mai studiato, e non sapevo spiegarmelo. Prima il mio interesse principale era la moto, figurati. Ho cominciato a fare meditazione, senza nemmeno sapere che si trattasse effettivamente di meditazione e che fosse praticata da moltissime altre persone. Da quel giorno non ho mai smesso queste pratiche, che sono fondamentali per ritrovare se stessi e sono la prima cosa che mostro alle persone.

E fisicamente hai avuto dei cambiamenti?

Il giorno dopo quella notte sono andato al lavoro…

Che lavoro facevi?

Lavoravo in un’agenzia di assicurazioni. Il giorno dopo non sentivo né fame né stanchezza. Quando sono tornato a casa, non sono riuscito ad addormentarmi fino alle quattro o cinque del mattino per la tanta energia che sentivo addosso. Poi sono cominciati gli incontri notturni, in cui mi svegliavo e vedevo una figura che sembrava un angelo, enorme e con le ali e la spada. Non sono mai stato un tipo religioso... Ad ogni modo l’essere – che poi ho scoperto essere un’immagine olografica – emanava un grande amore…

Se era un ologramma come poteva emanare un sentimento?

Hanno una tecnologia che glielo permette. Manipolando l’energia, manipoli la realtà. Questa figura si presentava a me come l’arcangelo Michele e mi dava dei messaggi. Ma a un certo punto gli ho chiesto cosa volesse da me. Perché io? Che oltretutto non ero nemmeno mai stato religioso… Lui mi diceva di non preoccuparmi, che mi sarebbe stato spiegato tutto e di avere pazienza.

Che tipo di messaggi ti dava?

I messaggi non erano mai per me. Riguardavano la Terra, lo stato della Terra e della necessità di risvegliare le persone e mi invitavano a parlarne con la gente. Dopo alcuni mesi che l’arcangelo mi si manifestava, una notte mi è apparso con un extraterrestre di fianco. Il classico extraterrestre dei film ho pensato (ho scoperto dopo che erano scienziati): occhi grandi, mento e cranio molto allungati…

Un Grigio?

Non mi piace chiamarli Grigi, perché nel nostro immaginario hanno assunto una valenza negativa, mentre ci sono umani ben più cattivi. Sentivo che l’amore che proveniva dall’arcangelo proveniva anche dall’extraterrestre, ma nessuno dei due parlava. La cosa si è ripetuta per tre notti. La terza notte ho avuto l’intuizione che in realtà fossero lo stesso essere e a quel punto si è dissolta l’immagine dell’arcangelo ed è rimasta quella dell’extraterrestre, che è tornato nei giorni seguenti a manifestarsi nella mia stanza, senza mai parlare ma sorridendomi. Sorrideva e basta. Io continuavo a tempestarlo di domande: chi sei, cosa vuoi, cosa sta succedendo… ma lui non rispondeva mai. Nonostante questo, non avevo paura. Dopo un po’ di tempo mi sono trasferito in provincia di Como, ad Albiolo ed è stato allora che è accaduto il secondo grande fatto destinato a cambiarmi la vita ancora di più, se possibile. Era il 30 novembre del 2013, giorno che ha in un certo senso sancito la terza fase del mio contatto con loro, che da persone “normali” si sono mostrate come angeli e poi, finalmente, come extraterrestri. Quella sera sono andato a letto come sempre, e mi sono risvegliato in un posto che non conoscevo, di notte, ed ero ovviamente completamente spaesato. Era un parcheggio, con una via e degli alberi – sono tornato in seguito sul posto – ma vedevo solo gli alberi e la strada sterrata. Non ricordavo assolutamente di essere arrivato fin lì, tanto più che ero in pigiama! Era chiaro che qualcuno mi ci aveva portato, ma sai lì per lì… ero da solo, puoi immaginare come mi sentivo. Dopo alcuni secondi ho avvertito una forte attrazione verso il cielo, ho alzato gli occhi e ho visto un disco in fase di atterraggio verticale. Ero terrorizzato, ho pensato che fosse venuto per portarmi via, ma allo stesso tempo ero affascinato dall’oggetto, che una volta atterrato ha aperto un portello facendone uscire extraterrestri simili a quello che avevo già visto nella mia stanza. Avevano la pelle azzurra, erano alti circa un metro e venti, vestiti, con una tuta colorata e mi sono passati davanti con una provetta. Allora mi sono reso conto di essere vicino a un lago. Da dove era atterrata l’astronave a dove ho avuto il colloquio con gli extraterrestri c’era una distanza di 900 metri e io non so come ho percorso quei 900 metri.

Fammi capire: è atterrata l’astronave, ne sono usciti degli esseri e sono venuti verso di te. O sei tu che sei andato verso di loro?

Quando si è aperto il portello c’è stato come un salto… mi sono ritrovato vicino all’astronave, non so come, e mi sono accorto che eravamo vicino a un lago. Il paese è Baveno, sul Lago Maggiore, mentre il colloquio è poi avvenuto dove c’è il molo delle barche. Gli extraterrestri sono usciti e ho visto che uno di loro stava prelevando campioni di acqua. Ce n’era anche uno dall’aspetto umano, un maschio, con indosso una specie di poncho verde e davanti all’occhio una specie di vetrino con dei dati. In quel momento mi sono reso conto di avere in mano il cellulare. La notte ero andato a letto scrivendo dei messaggi, e devo essermi addormentato col telefono in mano. Forse nel trasportarmi lì, loro hanno voluto che portassi con me anche il cellulare come prova che mi trovassi lì veramente e che non fosse solo un sogno. Naturalmente ho pensato subito di registrare tutto ma, quando ho cercato di farlo, l’essere mi ha detto che non mi era permesso, che avrebbe preso lui il telefono e me lo avrebbe restituito in seguito. Il mio cellulare è volato a mezz’aria dalla mia mano alla sua. Poi sono uscite due persone, uguali a noi umani ma molto più alti, circa due metri e mezzo, con le orecchie leggermente più a punta delle nostre, occhi grandi e azzurri, di un azzurro così intenso che non ho mai visto sulla Terra, leggermente obliqui. Entrambi emanavano luce. A quel punto mi è passata la paura e sono stato pervaso da una profonda sensazione d’amore. I due “ragazzi” si sono messi ai lati del portello, a gambe divaricate, si sono toccati il punto in mezzo alla fronte dove si trova il terzo occhio e poi hanno fatto cenno verso di me, dicendomi telepaticamente: “Noi siamo i tuoi fratelli di Sirio”. Poi si sono messi a scherzare tra di loro, e mi ha molto colpito il modo in cui alternavano un comportamento gioioso a una grande fermezza. Io ho pensato: se venite da un altro mondo e io sono della Terra, come facciamo a essere fratelli? A quel punto è uscito un altro umanoide, anche lui emanava luce, biondo – i due siriani erano uno biondo e l’altro castano – e tutti e tre, l’ultimo arrivato e i due siriani, avevano la pelle rosa chiarissima. Anche l’ultimo arrivato era molto alto ma meno degli altri. I siriani avevano una tuta molto aderente bianca e blu con la stella di David di colore blu sul petto sulla sinistra. L’ultimo essere, invece, aveva la tuta bianca e rossa e con la stella di David dorata, e all’altezza del costato delle targhette che sembravano indicare dei gradi; sulla parte destra del torace c’era una targhetta col nome, ma ovviamente in quel momento non l’ho letto. Non ho mai sentito la loro voce, erano solo conversazioni telepatiche. Possono fare in modo di parlare con te o di parlare tra loro e di non essere sentiti da te. Rivolgendosi a me, mi ha spiegato, telepaticamente, che ero lì per un motivo molto importante. Si è presentato come il Comandante della Federazione Galattica di Luce, il suo nome era Ashtar Sheran e ha continuato a parlare. La sostanza del nostro colloquio verteva sulla situazione della Terra, l’inquinamento, il nucleare, e il fatto che sulla Terra non abbiamo quasi più acqua pulita. In parte questo inquinamento è stato voluto e in parte è stato inconsapevole. Hanno detto che siamo stati folli a costruire delle centrali nucleari perché non abbiamo la tecnologia per limitare i danni.

Senti, questo extraterrestre ha detto di chiamarsi Ashtar Sheran. Sei consapevole che siano diversi i contattisti che nel tempo hanno detto di aver ricevuto messaggi da un comandante della federazione alto e biondo, con lo stesso nome? Credi che possa davvero trattarsi della stessa persona oppure è un nome simbolico?

Lui mi ha detto: “Il mio nome è Ashtar Sheran”, quindi credo fosse proprio il suo nome e visto quanto possono vivere, due o tre mila anni secondo quanto mi hanno detto, potrebbe trattarsi davvero della stessa persona.

Ma era anche lui siriano? Pleiadiano?

Non me l’ha detto.

E poi cosa è successo?

Mi ha spiegato che avrebbero la tecnologia per ripulire le nostre acque ma che non possono farlo perché se lo facessero tutte le forme di vita che vi si sono adattate morirebbero. E loro rispettano ogni forma di vita, dalla più grande alla più piccola. E poi perché il pianeta è nostro e siamo noi che dobbiamo darci da fare per cambiare le cose. C’è il rischio che ci autodistruggiamo, anche col nucleare… Il nucleare oggi sembra meno minaccioso del riscaldamento globale… Questo perché, secondo quanto mi hanno detto, non ci permetterebbero mai di scatenare una guerra nucleare. Non ci è più permesso. Siamo arrivati a un livello, purtroppo, in cui la potenza e il numero di armi nucleari potrebbero distruggere il mondo, polverizzarlo.

E loro perché non vogliono che ci distruggiamo?

Per prima cosa c’è un piano divino. La Federazione Galattica di Luce a sua volta esegue gli ordini di chi sta sopra di loro, quelli che noi chiameremmo gli Esseri di Luce.

La Federazione da chi è composta?

Loro mi hanno spiegato che sono più di 80 pianeti in pianta stabile e altri centinaia che collaborano, quindi sono una famiglia di centinaia e centinaia di pianeti che vivono in fratellanza, scambiandosi informazioni, tecnologia, tutto. Nella Federazione c’è poi una parte extraplanetaria che va in aiuto concreto. Questa parte è quella che viene a contattare noi.

Cos’altro ti hanno detto quella notte?

Dato il mio sbalordimento, mi hanno mostrato, su una specie di schermo quadrato, la prova che quello che mi stavano dicendo era vero e del mio legame del passato con alcune persone in particolare, che hanno vissuto sulla Terra anche in altre epoche.

Vite passate?

Sì. Poi mi ha detto che devo continuare a cercare di svegliare le persone, che devo cominciare a informare la gente della loro presenza, della situazione e che avrei dovuto raccontare tutto quello che era successo quella notte. Che è esattamente quello che sto facendo. Poi è arrivato il momento di tornare a casa, al che li ho pregati di farmi rimanere con loro, ma non hanno voluto e mi hanno detto di non preoccuparmi, che saremmo rimasti in contatti telepatico…

Ma tu puoi contattarli?

Chiunque può farlo.

No, io se li chiamo non funziona… ma se tu fai loro una domanda ti rispondono?

Non faccio mai domande personali, sempre sulla missione e quelle pochissime volte che li contatto rispondono appena possono, con dei messaggi telepatici, o, se in quel momento non sono pronto, li affidano a una macchina, un computer che li trasmette. Premetto che il messaggio telepatico lo sento in qualsiasi momento, sia che stia parlando con qualcuno, che stia guidando, ecc., ma ci sono dei frangenti in cui forse ritengono sia meglio non fare in quel modo e quindi lo affidano a una macchina che attende che io sia da solo o in un certo stato mentale…

Ma come ti accorgi che il messaggio viene dalla macchina?

Perché mi viene mal di testa. È una specie di segnale radio le cui frequenze, restando attorno al cervello prima che io riceva il messaggio, mi fanno venire mal di testa. Una volta “scaricato” il messaggio, il dolore scompare.

Con quanta frequenza ricevi dei messaggi?

Quasi quotidianamente.

E sei sempre in contatto con i siriani?

Quasi sempre con uno dei due fratelli siriani che ho conosciuto quella notte e il comandante Ashar, ma in questi anni ho avuto contatti telepatici e anche fisici con molti altri esseri.

Articolo di Lavinia Pallotta


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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 27/10/2019, 13:01 
Domanda:

Quelli che fanno, si portano i "risvegliati" sulle Pleiadi? Altrimenti che senso ha?



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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 27/10/2019, 13:09 
La risposta alla tua domanda è nel video qui sotto: [:)]

Guarda su youtube.com

https://missionediluce.weebly.com/

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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 27/10/2019, 13:35 
Su dai Anubi, pure tu credi che questi morti hanno "tutto in mano"? Io direi ben altro.

Simpatico il soggetto, ma i Pleiadiani sono più... felini.



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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 27/10/2019, 13:38 
Non sò, non conosco Pleiadiani [:)]



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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 27/10/2019, 13:48 
Condotta tipica di entità extraumane/ultraterrene, cioè spiriti, dei,angeli, demoni, comunque li si voglia chiamare. Viene anche descritta una tipica possessione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 28/10/2019, 10:49 
Bastion ha scritto:
UNA VITA DI CONTATTI CON I FRATELLI DELLO SPAZIO

Alto, longilineo, lunghi capelli biondi… Nicolò Di Lella sembra un pleiadiano, ma è un giovane di 29 anni che racconta di essere in contatto, mentale e fisico, con alcuni membri della Federazione Galattica di Luce, un insieme di civiltà extraterrestri che seguono gli avvenimenti terrestri (e non solo) e lo hanno incaricato di divulgare i loro messaggi per il risveglio e la salvezza del nostro povero pianeta martoriato. Tiene conferenze e fa anche degli “avvistamenti programmati”, un po’ come Stephen Greer e Ricardo Gonzalez. I Fratelli, come lui li chiama, gli dicono dove e quando e, da solo o con altre persone, Nicolò si reca sul posto e le navi si mostrano puntualmente, facendosi anche fotografare. Ho incontrato Nicolò in occasione di una gita alle piramidi di Montevecchia, dove ero andata con alcune amiche per rivedere Paola Harris, e mi aveva fatto una buona impressone. Ci eravamo salutati con l’intenzione di risentirci e così è stato. Con un’amica comune, Francesca, sono andata a trovarlo nella sua casa di Origgio, in provincia di Lecco, la sera del 5 luglio scorso. L’idea era di passare una serata tranquilla e informale, chiacchierando un po’ mentre cenavamo e lui ci raccontava delle sue esperienze. Così, mi sono incontrata con Francesca alla stazione di Fino Mornasco, da dove lei avrebbe dovuto “caricarmi in auto” e accompagnarmi da Nicolò. Quando arriva, Francesca è emozionatissima: “Mi ha scritto un messaggio Nicolò, i Fratelli hanno detto che stasera si mostreranno! Dobbiamo andare alle 23 su una delle piramidi di Montevecchia”. Io non riesco a condividere il suo entusiasmo. In tanti anni, non ho mai visto un UFO e di appostamenti ne ho fatti parecchi. “Tranquilla Fra – le dico – che se ci sono io non vedremo niente”. “Ma come fai a fare il tuo lavoro ed essere così scettica?”, mi chiede lei e non per la prima volta. Io sorrido: non è scetticismo, è esperienza. Ma comunque, andiamo e una volta arrivati, veniamo accolti da Nicolò e dalla sua attuale compagna con calore e simpatia. Nicolò si dimostra una persona squisita, paziente, umile. Semplice, nonostante le esperienze che mi racconta non siano affatto semplici da raccontare. Credo di poterlo definire solare e molto concentrato sulla sua missione di risveglio delle persone alla realtà extraterrestre. Ora probabilmente vi starete domandando se alla fine, dopo una simpatica cena in cui gli ho fatto il terzo grado, siamo andati nel posto indicato dai “Fratelli” e abbiamo visto qualcosa. La risposta è sì. Alle undici di sera del 5 luglio scorso siamo andati in auto alle piramidi di Montevecchia, abbiamo parcheggiato e appena scesi Nicolò e Francesca mi hanno indicato un insolito bagliore nel cielo, durato pochi secondi. Ma che volete farci, per me un veloce bagliore nel cielo non significa per forza un UFO, tanto meno un’astronave extraterrestre, e così ho smorzato il loro entusiasmo. Ci arrampichiamo sulla prima piramide e ci sistemiamo con le coperte sull’erba, in attesa. Passa un’oretta, il cielo si copre, minacciando tempesta, e decidiamo di tornare indietro. Per loro, i Fratelli si sono mostrati prima, io non ne sono tanto sicura. Verso mezzanotte imbocchiamo il sentiero di ritorno, vediamo un aereo che passa e vicino una luce bianca che sfreccia e poi scompare. “Hai visto?” mi chiedono. Mah, è buio, ci vedo poco, rispondo, per convincermi avrei bisogno di qualcosa di più grande e che duri un po’ di più. Mi rendo conto di essere una guastafeste. Be’, neanche un minuto dopo che ho pronunciato quelle parole, vediamo comparire davanti a noi un’enorme sfera di luce bianca molto intensa. Il cielo è completamente coperto e sta per piovere, di stelle non se ne vedono e quella luce manifestatasi così all’improvviso stupisce anche me. Ciononostante, dico poco convinta: “Sarà una stella, è immobile!”. Quando lo dico, la luce comincia a scendere in verticale. Poi si ferma e sembra esplodere di luminosità, una cosa che non ho mai visto. E poi, all’improvviso, in un secondo, scompare. La grande sfera di luce in espansione non c’è più, come se si fosse riassorbita nel nulla nel giro di un battito di ciglia. Non era una stella, glielo concedo. È stato il mio primo UFO ed è stato incredibile, emozionante e lo abbiamo testimoniato tutti e quattro, io, Francesca, Nicolò e la sua compagna. Per quanto mi riguarda, a quell’avvistamento ne sono seguiti altri, davanti a casa mia, a Milano, ma questa è un’altra storia. L’ottobre scorso sono tornata con Francesca a casa di Nicolò e abbiamo registrato una lunga intervista di cui di seguito potete leggere la prima parte. La sfera di luce avvistata il 5 luglio, invece, è stata fotografata dalla compagna di Nicolò (io, come spesso succede in questi casi, ero troppo stupefatta per tirare fuori il cellulare) e la pubblico in queste pagine per dovere di cronaca. L’immagine, ripresa con un cellulare, non rende purtroppo la luminosità e l’intensità di quella sfra, ma è stato il mio primo UFO e il primo UFO non si scorda mai.

Com’è iniziato il tuo contatto con quelli che chiami i Fratelli e quando?

Da quando sono nato. La mia storia, per molti anni, è stata un qualcosa di difficile da raccontare. Sono venuto al mondo con dei ricordi lucidi della fase dell’incarnazione, della gestazione, del parto… ricordo perfettamente tutto. Durante l’infanzia avevo contatti con entità che gli altri non vedevano e che per me, invece, erano la normalità, e la cosa, puoi immaginare, ha creato non pochi problemi. I contatti che avevo quando ero bambino erano diversi da quelli che ho adesso. O meglio, erano sempre loro, ma si mostravano in forme e con approcci differenti. Quando ero piccolo, si mostravano come esseri umani, mi accudivano, giocavano con me. Poi, man mano che sono cresciuto, hanno assunto la forma di arcangeli e, infine, si sono mostrati per quelli che sono davvero. Non hanno mai violato il mio libero arbitrio, ma fatto sì che arrivassi ad accettarli e a capirli piano piano. Quando ero abbastanza maturo per instaurare un rapporto con loro, per quelli che sono realmente, allora si sono palesati nella loro vera identità.

Hai detto che quando eri piccolo ti si mostravano come esseri umani. Dove si mostravano e in quali circostanze? I tuoi genitori lo sapevano?

Sì, i miei genitori ne erano a conoscenza ma mi credevano pazzo, e per me è stato molto traumatico. Si mostravano prevalentemente in casa e giocavano con me. L’unico motivo per cui mi sono reso conto che la loro presenza non fosse qualcosa di “normale” è perché io li vedevo ma gli altri no, e naturalmente mi domandavo perché. Poteva capitare che stessi giocando con qualcuno, degli amici magari, e io vedevo quelle presenze che gli altri non vedevano. Allora chiedevo “lo vedi?” e i miei amici, o i miei parenti, mi rispondevano di no. Le cose sono andate avanti così, ma potete immaginare il mio stato d’animo, tanto che a un certo punto ho dovuto dire loro che non ce la facevo più: non venivo creduto, non potevo condividere con gli altri quella che per me era la normalità, ed era diventato un peso troppo grande da sopportare. Mi risposero che mi avrebbero aiutato a dare una dimostrazione della veridicità di quanto raccontato a mia madre. Avrei dovuto chiederle di nascondere una delle mie macchinine giocattolo in un posto che solo lei avrebbe saputo, mentre io dormivo. Lei lo fece, la nascose e il mattino dopo l’oggetto non c’era più.

E tua mamma come ha reagito?

Con tre giorni di silenzio totale in casa, e il quarto giorno è tornato tutto come prima. Quindi la cosa non aveva funzionato… Quando ho avuto undici anni ho chiesto espressamente di essere lasciato in pace perché era una situazione che non riuscivo più a sostenere. Volevo fare una vita normale… e così è stato. Per sette anni.

Da bambino, quando non riuscivi più a sopportare quella situazione, non hai chiesto loro perché venissero da te?

Da bambino no, gliel’ho chiesto poi, una volta adulto.

Quindi tutto è ricominciato dopo sette anni. Come e com’è cambiato il contatto?

Per sette anni ho fatto una vita “normale”, che però non mi apparteneva e soffrivo più di quando non ero creduto. Vivevo la vita di un altro. Non era la mia realtà. Poi c’è stata una notte fatidica, quando avevo 18 anni, in cui sono stato svegliato da una grande sensazione d’amore e in camera mia è apparso un essere di luce. È stata un’esperienza incredibile e l’essere emanava un amore meraviglioso.

Com’è era? Una sagoma di luce? Un umanoide?

Una sagoma, non un umanoide: era una forma che si capiva avesse una testa e degli arti, ma non ben definiti, luminosissima, tanto che illuminava la stanza, ma la cosa che mi ha colpito maggiormente è stata la sensazione di grande amore assolutamente avvolgente che emanava dall’essere. L’essere pian piano si è avvicinato a me e più si avvicinava più avevo la sensazione di sentirmi bene, finché a un certo punto è entrato nel mio corpo. In quel momento ho avvertito un grande calore e ho cominciato a scuotermi, come se il mio sistema nervoso non sopportasse quel tipo di energia e ho cominciato a sudare. La cosa è durata alcuni secondi. Ho pensato che potesse essere un angelo venuto a portarmi via. Infatti, prima li avevo sempre visti come persone, non come esseri di luce, e così, influenzato dall’immaginario religioso, dai film, ho pensato che fosse un angelo. Non appena ho formulato questo pensiero, l’essere è uscito da me e se n’è andato. Da quella notte è cambiato tutto e sono cominciati i messaggi telepatici… Ricordo e ricorderò sempre che la mattina dopo quell’esperienza sul mio cuscino c’era un disco, grande più o meno come il bottone di un pigiama, per intenderci, di un materiale molto particolare. Era semitrasparente, colore avorio con riflessi blu-violacei. Lo avevano lasciato come prova che ciò che era successo non era un sogno.

E tu hai tenuto questo disco?

Sì, ma è scomparso dopo due mesi. Probabilmente se lo sono ripreso.

Ah, che peccato, stavo per chiederti di farmelo vedere… Torniamo ai messaggi telepatici. Dopo quanto tempo dall’incontro con l’essere di luce sono cominciati?

Una settimana.

E che tipo di messaggi erano?

Il primo messaggio è stato: “Io sono ciò che tu vuoi che io non sia”. Cominciamo bene… Ero seduto sul letto, non avevo sonno e all’improvviso mi è arrivato questo messaggio. Inizialmente i messaggi erano delle voci, ora hanno assunto più la forma di pensieri. Ma in principio ho sentito una voce, molto calda, dal timbro maschile, che mi diceva questa frase. Ho pensato per settimane al suo possibile significato e poi ho capito che era l’essere di luce di cui avevo avuto paura. Sono accadute molte cose strane, ma forse la più strana è che dopo quella notte ho cominciato a cambiare. Ho cambiato abitudini… non m’interessava più uscire con gli amici e preferivo restare in solitudine; ho cominciato a sapere cose sulla respirazione e come entrare in stati alterati di coscienza, che non avevo mai studiato, e non sapevo spiegarmelo. Prima il mio interesse principale era la moto, figurati. Ho cominciato a fare meditazione, senza nemmeno sapere che si trattasse effettivamente di meditazione e che fosse praticata da moltissime altre persone. Da quel giorno non ho mai smesso queste pratiche, che sono fondamentali per ritrovare se stessi e sono la prima cosa che mostro alle persone.

E fisicamente hai avuto dei cambiamenti?

Il giorno dopo quella notte sono andato al lavoro…

Che lavoro facevi?

Lavoravo in un’agenzia di assicurazioni. Il giorno dopo non sentivo né fame né stanchezza. Quando sono tornato a casa, non sono riuscito ad addormentarmi fino alle quattro o cinque del mattino per la tanta energia che sentivo addosso. Poi sono cominciati gli incontri notturni, in cui mi svegliavo e vedevo una figura che sembrava un angelo, enorme e con le ali e la spada. Non sono mai stato un tipo religioso... Ad ogni modo l’essere – che poi ho scoperto essere un’immagine olografica – emanava un grande amore…

Se era un ologramma come poteva emanare un sentimento?

Hanno una tecnologia che glielo permette. Manipolando l’energia, manipoli la realtà. Questa figura si presentava a me come l’arcangelo Michele e mi dava dei messaggi. Ma a un certo punto gli ho chiesto cosa volesse da me. Perché io? Che oltretutto non ero nemmeno mai stato religioso… Lui mi diceva di non preoccuparmi, che mi sarebbe stato spiegato tutto e di avere pazienza.

Che tipo di messaggi ti dava?

I messaggi non erano mai per me. Riguardavano la Terra, lo stato della Terra e della necessità di risvegliare le persone e mi invitavano a parlarne con la gente. Dopo alcuni mesi che l’arcangelo mi si manifestava, una notte mi è apparso con un extraterrestre di fianco. Il classico extraterrestre dei film ho pensato (ho scoperto dopo che erano scienziati): occhi grandi, mento e cranio molto allungati…

Un Grigio?

Non mi piace chiamarli Grigi, perché nel nostro immaginario hanno assunto una valenza negativa, mentre ci sono umani ben più cattivi. Sentivo che l’amore che proveniva dall’arcangelo proveniva anche dall’extraterrestre, ma nessuno dei due parlava. La cosa si è ripetuta per tre notti. La terza notte ho avuto l’intuizione che in realtà fossero lo stesso essere e a quel punto si è dissolta l’immagine dell’arcangelo ed è rimasta quella dell’extraterrestre, che è tornato nei giorni seguenti a manifestarsi nella mia stanza, senza mai parlare ma sorridendomi. Sorrideva e basta. Io continuavo a tempestarlo di domande: chi sei, cosa vuoi, cosa sta succedendo… ma lui non rispondeva mai. Nonostante questo, non avevo paura. Dopo un po’ di tempo mi sono trasferito in provincia di Como, ad Albiolo ed è stato allora che è accaduto il secondo grande fatto destinato a cambiarmi la vita ancora di più, se possibile. Era il 30 novembre del 2013, giorno che ha in un certo senso sancito la terza fase del mio contatto con loro, che da persone “normali” si sono mostrate come angeli e poi, finalmente, come extraterrestri. Quella sera sono andato a letto come sempre, e mi sono risvegliato in un posto che non conoscevo, di notte, ed ero ovviamente completamente spaesato. Era un parcheggio, con una via e degli alberi – sono tornato in seguito sul posto – ma vedevo solo gli alberi e la strada sterrata. Non ricordavo assolutamente di essere arrivato fin lì, tanto più che ero in pigiama! Era chiaro che qualcuno mi ci aveva portato, ma sai lì per lì… ero da solo, puoi immaginare come mi sentivo. Dopo alcuni secondi ho avvertito una forte attrazione verso il cielo, ho alzato gli occhi e ho visto un disco in fase di atterraggio verticale. Ero terrorizzato, ho pensato che fosse venuto per portarmi via, ma allo stesso tempo ero affascinato dall’oggetto, che una volta atterrato ha aperto un portello facendone uscire extraterrestri simili a quello che avevo già visto nella mia stanza. Avevano la pelle azzurra, erano alti circa un metro e venti, vestiti, con una tuta colorata e mi sono passati davanti con una provetta. Allora mi sono reso conto di essere vicino a un lago. Da dove era atterrata l’astronave a dove ho avuto il colloquio con gli extraterrestri c’era una distanza di 900 metri e io non so come ho percorso quei 900 metri.

Fammi capire: è atterrata l’astronave, ne sono usciti degli esseri e sono venuti verso di te. O sei tu che sei andato verso di loro?

Quando si è aperto il portello c’è stato come un salto… mi sono ritrovato vicino all’astronave, non so come, e mi sono accorto che eravamo vicino a un lago. Il paese è Baveno, sul Lago Maggiore, mentre il colloquio è poi avvenuto dove c’è il molo delle barche. Gli extraterrestri sono usciti e ho visto che uno di loro stava prelevando campioni di acqua. Ce n’era anche uno dall’aspetto umano, un maschio, con indosso una specie di poncho verde e davanti all’occhio una specie di vetrino con dei dati. In quel momento mi sono reso conto di avere in mano il cellulare. La notte ero andato a letto scrivendo dei messaggi, e devo essermi addormentato col telefono in mano. Forse nel trasportarmi lì, loro hanno voluto che portassi con me anche il cellulare come prova che mi trovassi lì veramente e che non fosse solo un sogno. Naturalmente ho pensato subito di registrare tutto ma, quando ho cercato di farlo, l’essere mi ha detto che non mi era permesso, che avrebbe preso lui il telefono e me lo avrebbe restituito in seguito. Il mio cellulare è volato a mezz’aria dalla mia mano alla sua. Poi sono uscite due persone, uguali a noi umani ma molto più alti, circa due metri e mezzo, con le orecchie leggermente più a punta delle nostre, occhi grandi e azzurri, di un azzurro così intenso che non ho mai visto sulla Terra, leggermente obliqui. Entrambi emanavano luce. A quel punto mi è passata la paura e sono stato pervaso da una profonda sensazione d’amore. I due “ragazzi” si sono messi ai lati del portello, a gambe divaricate, si sono toccati il punto in mezzo alla fronte dove si trova il terzo occhio e poi hanno fatto cenno verso di me, dicendomi telepaticamente: “Noi siamo i tuoi fratelli di Sirio”. Poi si sono messi a scherzare tra di loro, e mi ha molto colpito il modo in cui alternavano un comportamento gioioso a una grande fermezza. Io ho pensato: se venite da un altro mondo e io sono della Terra, come facciamo a essere fratelli? A quel punto è uscito un altro umanoide, anche lui emanava luce, biondo – i due siriani erano uno biondo e l’altro castano – e tutti e tre, l’ultimo arrivato e i due siriani, avevano la pelle rosa chiarissima. Anche l’ultimo arrivato era molto alto ma meno degli altri. I siriani avevano una tuta molto aderente bianca e blu con la stella di David di colore blu sul petto sulla sinistra. L’ultimo essere, invece, aveva la tuta bianca e rossa e con la stella di David dorata, e all’altezza del costato delle targhette che sembravano indicare dei gradi; sulla parte destra del torace c’era una targhetta col nome, ma ovviamente in quel momento non l’ho letto. Non ho mai sentito la loro voce, erano solo conversazioni telepatiche. Possono fare in modo di parlare con te o di parlare tra loro e di non essere sentiti da te. Rivolgendosi a me, mi ha spiegato, telepaticamente, che ero lì per un motivo molto importante. Si è presentato come il Comandante della Federazione Galattica di Luce, il suo nome era Ashtar Sheran e ha continuato a parlare. La sostanza del nostro colloquio verteva sulla situazione della Terra, l’inquinamento, il nucleare, e il fatto che sulla Terra non abbiamo quasi più acqua pulita. In parte questo inquinamento è stato voluto e in parte è stato inconsapevole. Hanno detto che siamo stati folli a costruire delle centrali nucleari perché non abbiamo la tecnologia per limitare i danni.

Senti, questo extraterrestre ha detto di chiamarsi Ashtar Sheran. Sei consapevole che siano diversi i contattisti che nel tempo hanno detto di aver ricevuto messaggi da un comandante della federazione alto e biondo, con lo stesso nome? Credi che possa davvero trattarsi della stessa persona oppure è un nome simbolico?

Lui mi ha detto: “Il mio nome è Ashtar Sheran”, quindi credo fosse proprio il suo nome e visto quanto possono vivere, due o tre mila anni secondo quanto mi hanno detto, potrebbe trattarsi davvero della stessa persona.

Ma era anche lui siriano? Pleiadiano?

Non me l’ha detto.

E poi cosa è successo?

Mi ha spiegato che avrebbero la tecnologia per ripulire le nostre acque ma che non possono farlo perché se lo facessero tutte le forme di vita che vi si sono adattate morirebbero. E loro rispettano ogni forma di vita, dalla più grande alla più piccola. E poi perché il pianeta è nostro e siamo noi che dobbiamo darci da fare per cambiare le cose. C’è il rischio che ci autodistruggiamo, anche col nucleare… Il nucleare oggi sembra meno minaccioso del riscaldamento globale… Questo perché, secondo quanto mi hanno detto, non ci permetterebbero mai di scatenare una guerra nucleare. Non ci è più permesso. Siamo arrivati a un livello, purtroppo, in cui la potenza e il numero di armi nucleari potrebbero distruggere il mondo, polverizzarlo.

E loro perché non vogliono che ci distruggiamo?

Per prima cosa c’è un piano divino. La Federazione Galattica di Luce a sua volta esegue gli ordini di chi sta sopra di loro, quelli che noi chiameremmo gli Esseri di Luce.

La Federazione da chi è composta?

Loro mi hanno spiegato che sono più di 80 pianeti in pianta stabile e altri centinaia che collaborano, quindi sono una famiglia di centinaia e centinaia di pianeti che vivono in fratellanza, scambiandosi informazioni, tecnologia, tutto. Nella Federazione c’è poi una parte extraplanetaria che va in aiuto concreto. Questa parte è quella che viene a contattare noi.

Cos’altro ti hanno detto quella notte?

Dato il mio sbalordimento, mi hanno mostrato, su una specie di schermo quadrato, la prova che quello che mi stavano dicendo era vero e del mio legame del passato con alcune persone in particolare, che hanno vissuto sulla Terra anche in altre epoche.

Vite passate?

Sì. Poi mi ha detto che devo continuare a cercare di svegliare le persone, che devo cominciare a informare la gente della loro presenza, della situazione e che avrei dovuto raccontare tutto quello che era successo quella notte. Che è esattamente quello che sto facendo. Poi è arrivato il momento di tornare a casa, al che li ho pregati di farmi rimanere con loro, ma non hanno voluto e mi hanno detto di non preoccuparmi, che saremmo rimasti in contatti telepatico…

Ma tu puoi contattarli?

Chiunque può farlo.

No, io se li chiamo non funziona… ma se tu fai loro una domanda ti rispondono?

Non faccio mai domande personali, sempre sulla missione e quelle pochissime volte che li contatto rispondono appena possono, con dei messaggi telepatici, o, se in quel momento non sono pronto, li affidano a una macchina, un computer che li trasmette. Premetto che il messaggio telepatico lo sento in qualsiasi momento, sia che stia parlando con qualcuno, che stia guidando, ecc., ma ci sono dei frangenti in cui forse ritengono sia meglio non fare in quel modo e quindi lo affidano a una macchina che attende che io sia da solo o in un certo stato mentale…

Ma come ti accorgi che il messaggio viene dalla macchina?

Perché mi viene mal di testa. È una specie di segnale radio le cui frequenze, restando attorno al cervello prima che io riceva il messaggio, mi fanno venire mal di testa. Una volta “scaricato” il messaggio, il dolore scompare.

Con quanta frequenza ricevi dei messaggi?

Quasi quotidianamente.

E sei sempre in contatto con i siriani?

Quasi sempre con uno dei due fratelli siriani che ho conosciuto quella notte e il comandante Ashar, ma in questi anni ho avuto contatti telepatici e anche fisici con molti altri esseri.

Articolo di Lavinia Pallotta


Grazie Bastion. [:264] Interessante, mi era sfuggito...

Riunisce un po' tutto, Ufo - sfere di luce, presenze “umane", “angeliche”, aliene, crea un filo condutture fra queste esperienze, presentate come fasi e tipi diversi di manifestazioni a seconda di quanto il soggetto è pronto a ricevere sulla sua frequenza...

Quelle apparentemente “religiose” sarebbero quindi solo un esempio possibile. Già questo passaggio ha dello straordinario nella sua semplicità. Dice qualcosa che qui sul forum ( più o meno ) diamo per assodato, almeno a livello di ipotesi convincente, ma "fuori" non c' è la stessa apertura...
Che ci si creda oppure no, fa un passo oltre rispetto al considerare Asthar Sheran l' arcangelo Michele, come si sente da più parti.

Lo scenario comunque, secondo me, è più ampio di così. Non solo contatti per il bene del pianeta Terra, per risvegliarci attraverso l' inconscio collettivo. Questi possibili "fratelli cosmici" ( come altri assai meno fraterni... ) saranno “incastrati” in questo piano esattamente come noi. E come noi parte di un "gioco" più complesso, fatto di cicli che costringono le Anime a "ritornare" mentre è probabile che eviterebbero volentieri, almeno la mia di sicuro.



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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 28/10/2019, 18:44 
argla ha scritto:
Grazie Bastion. [:264] Interessante, mi era sfuggito...

Riunisce un po' tutto, Ufo - sfere di luce, presenze “umane", “angeliche”, aliene, crea un filo condutture fra queste esperienze, presentate come fasi e tipi diversi di manifestazioni a seconda di quanto il soggetto è pronto a ricevere sulla sua frequenza...

Quelle apparentemente “religiose” sarebbero quindi solo un esempio possibile. Già questo passaggio ha dello straordinario nella sua semplicità. Dice qualcosa che qui sul forum ( più o meno ) diamo per assodato, almeno a livello di ipotesi convincente, ma "fuori" non c' è la stessa apertura...
Che ci si creda oppure no, fa un passo oltre rispetto al considerare Asthar Sheran l' arcangelo Michele, come si sente da più parti.



Si ma su Asthar entra in rotta di collisione con quanto detto dal nostro andreacorazza e dalle sue Guide.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 28/10/2019, 19:24 
Tempus1891 ha scritto:

Si ma su Asthar entra in rotta di collisione con quanto detto dal nostro andreacorazza e dalle sue Guide.


E' importante fare confronti, specie per chi come me non ha certezze e deve affidarsi all' approfondimento, al buon senso, all' intuito.
Mi rinfreschi la memoria Tempus, cosa dicevano le Guide di Asthar ?



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MessaggioInviato: 28/10/2019, 20:12 
argla ha scritto:

Mi rinfreschi la memoria Tempus, cosa dicevano le Guide di Asthar ?


Non erano le Guide di Asthar, ma di andreacorazza, e andreacorazza ci aveva riferito che Asthar era stato in qualche modo destituito e mandato in esilio. [:305]


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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 29/10/2019, 13:08 
Tempus1891 ha scritto:
argla ha scritto:

Mi rinfreschi la memoria Tempus, cosa dicevano le Guide di Asthar ?


Non erano le Guide di Asthar, ma di andreacorazza, e andreacorazza ci aveva riferito che Asthar era stato in qualche modo destituito e mandato in esilio. [:305]


Beh certo... " cosa dicevano le Guide ( a proposito ) di Asthar ". Lo davo per scontato. [:)]
Mi fai venire in mente che tempo fa anche Nokkiero era rimasto perplesso sul passaggio della destituzione.

Sono discrepanze che fanno pensare... ammesso di essere disposti a prendere in considerazione le varie testimonianze, a qualcuno evidentemente sono state trasmesse indicazioni imprecise. E l' aspetto interessante potrebbe essere il perché. [8]

*pardon, correggo un verbo


Ultima modifica di argla il 29/10/2019, 13:37, modificato 1 volta in totale.


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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 29/10/2019, 13:33 
argla ha scritto:

Mi rinfreschi la memoria Tempus, cosa dicevano le Guide di Asthar ?


Dicevano:

"Pace e bene a tutti cari fratelli cosmici, su, comportatevi bene, che se evolverete non vi estinguerete; e noi siamo qui di turismo per darvi la dritta, naturalmente abbiamo i guanti gialli, non si sa mai, e dunque non interferiamo, e quindi dovete cavarvela da soli, al massimo possiamo consigliarvi, ma se finirete autodistrutti distruggerete pure noi e i nostri mondi immaginari".

Ashtar, Astarte, un idolo babilonese, oggi comandante di astronave e idolo della New Age, sapete... l'evoluzione...
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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 29/10/2019, 13:43 
Morley ha scritto:
argla ha scritto:

Mi rinfreschi la memoria Tempus, cosa dicevano le Guide di Asthar ?


Dicevano:

"Pace e bene a tutti cari fratelli cosmici, su, comportatevi bene, che se evolverete non vi estinguerete; e noi siamo qui di turismo per darvi la dritta, naturalmente abbiamo i guanti gialli, non si sa mai, e dunque non interferiamo, e quindi dovete cavarvela da soli, al massimo possiamo consigliarvi, ma se finirete autodistrutti distruggerete pure noi e i nostri mondi immaginari".

Ashtar, Astarte, un idolo babilonese, oggi comandante di astronave e idolo della New Age, sapete... l'evoluzione...
Un fantasma insomma.


Morley andiamo sul pratico. Mettiamo che una persona in buona fede, come probabilmente è Andrea ( io non lo conosco ma non ho motivi per dubitare ), si trovi contattato da "qualcuno" che gli trasmette questo genere di messaggi.

Tu cosa gli consiglieresti ?
O facciamo finta che... capiti a te. Come ti comporteresti ?



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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 29/10/2019, 18:45 
Eh eh, è il rischio che un contattista corre sempre quando decide di esporre la propria storia, vera o falsa che sia: quello di trovare un altro che si mette a raccontare una storia diversa dalla tua. A quel punto è la tua parola contro la sua, come la mettiamo? Guarda caso i contattisti di solito evitano accuratamente di esprimere pubblicamente un'opinione sui loro "colleghi".


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 Oggetto del messaggio: Re: Una vita di contatti con i fratelli dello spazio
MessaggioInviato: 31/10/2019, 11:40 
argla ha scritto:

Morley andiamo sul pratico. Mettiamo che una persona in buona fede, come probabilmente è Andrea ( io non lo conosco ma non ho motivi per dubitare ), si trovi contattato da "qualcuno" che gli trasmette questo genere di messaggi.

Tu cosa gli consiglieresti ?
O facciamo finta che... capiti a te. Come ti comporteresti ?


Non potrebbe mai capitare che evanescenti esseri mi affidino delle ambasciate, capita invece a chi e terrestre, specie se slavo.

In ogni caso, facendo l'ipotesi per assurdo che un tale spilungone biondo traslucido e sorridente uscissce dalla sua nave di luce a dettarmi la panacea per il genere umano gli direi:

"Caro fratello, sei caduto così in basso che nemmeno hai la faccia di dirgliele tu le tue perle di saggezza alle tue amate scimmie?"

Ma stai tranquilla, simili personaggi stanno ben lontano da me, sanno cosa gli capita.



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