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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 07/09/2015, 23:05 
Aztlan ha scritto:
Riporto una frase dalla tramissione "Rebus, questioni di conoscenza":

"Un Dio che parla nel 1917 e si dimentica dell' ascesa del nazifascismo e dell' Olocausto non è credibile"



Ieri nello spostare alcuni libri mi sono imbattuto nel capitolo che qui allego in foto, tratto da "L'ultima veggente di Fatima. I miei colloqui con Suor Lucia", 2007.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 08/09/2015, 00:33 
andrebbero verificate le fonti in ogni caso che 5 milioni di ebrei sarebbero morti di lì a poco era noto nelle cronache già dagli albori del '900 bisognerebbe chiedersi CHI e PERCHE' era a conoscenza di questa strage e perfino del numero :)



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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 08/09/2015, 08:59 
O chi ha VOLUTO che ciò accadesse per forza!

[;)]

"... siamo profeti per essere re, siamo re perché le profezie si compino..."

[:306]

Chi sono questi profeti-re?

[:305]



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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 08/09/2015, 15:02 
A fare le profezie DOPO i fatti sono buono anche io.

Il minimo sarebbe stato aspettarsi un pronunciamento esplicito NELLA profezia, non una chiosa moderna su richiesta della Chiesa in imbarazzo.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 09/09/2015, 08:56 
Intervento alieno a La Salètte?

Immagine

19 settembre 1846, La Salètte, villaggio delle Alpi tra Grenoble e Gap, a sud del dipartimento di Isère.

Due pastorelli, Melanie e Maximin, stanno percorrendo pendii erbosi per condurre una piccola mandria verso gli alpeggi. I due bambini - Melanie ha 15 anni, Maximin 11 – giunti sul pascolo montano verso mezzogiorno, si fermano per rifocillarsi e riposarsi, mentre le mucche ruminano tranquillamente. Quando la fanciulla scende a prendere il tascapane, adagiato poco dabbasso su una panca di pietra, scorge un globo luminoso, “come se il globo fosse caduto là”.

Indicata la sfera al bimbo, ambedue restano meravigliati, allorché vedono aprirsi un varco in mezzo alla luce ed una donna seduta su una panca di pietra: la signora, che tiene la testa tra le mani, con i gomiti sulle ginocchia, sta piangendo. Ella è abbigliata come le valligiane, con un lungo abito orlato da perle, un grembiule giallo ed uno scialle sulle terga. Indossa calze gialle, calza scarpe bianche con fibbie ed un copricapo da contadina, abbellito da una ghirlanda di rose. Sulle spalle porta una catena, da una catenina al collo pende un crocifisso.

La signora rivolge un’esortazione edificante ai pastorelli, ma i due non intendono quasi alcunché, perché la donna ha usato il francese, invece del patois, una variante del provenzale, parlato dai due indotti pastorelli. Così l”ambasciatrice” comincia ad esprimersi in patois con un invito alla conversione, alla preghiera ed alla santificazione della domenica. Infine prega i piccoli di farsi latori del suo messaggio presso gli abitanti del luogo.

Compiuta la sua missione, la figura, procede verso un ruscello senza voltarsi, guardando ora il cielo ora la terra. La sua immagine a poco a poco si affievolisce: prima il capo, poi gli omeri, infine il busto, tutto si fonde nella luce da cui è emersa. Rimane solo una rosa che Maximin tenta di afferrare: inutilmente, poiché la sua mano stringe il vuoto.

La notizia della sorprendente epifania si diffonde presto tra le vallate, suscitando incredulità o una fervida devozione. Nel 1851, il vescovo di Grenoble, Monsignor Filibert de Brouillard, sancisce che cinque anni prima a La Salètte è apparsa la Vergine Maria.

L’apparizione di La Salètte, sommariamente ripercorsa, presenta alcune invarianti della casistica ufologica. Senza escludere l’esistenza dei fenomeni soprannaturali, ci sembra di poter enucleare in questo caso alcuni aspetti riconducibili ad un “prodigio” tecnologico piuttosto che ad una manifestazione mariana

• La sfera di luce, più luminosa del Sole, è una presenza frequente negli avvistamenti.

• La donna parla in francese, anziché in patois, come se si fosse preparata per un incontro con Francesi tout court. Lo sbaglio di lingua è un fenomeno non raro nelle presunte apparizioni mariane: a volte le donne, poi identificate con la Beata Vergine Maria, adoperano una versione arcaica dell’idioma dei destinatari, talora si servono di un codice totalmente ignoto ai percipienti.

• Le sembianze e l’abbigliamento della figura muliebre paiono essere uno strategico adattamento al milieu dei pastorelli. Naturalmente la madre del Messia sarebbe stata vestita in tutt’altro modo.

• La comparsa e soprattutto la progressiva sparizione della donna ricordano da vicino un ologramma, come la fissità della messaggera che, quando avanza sul prato, non si volta. Anche la rosa, che Maximin non riesce a prendere, richiama una proiezione olografica.

Mutatis mutandis, il caso di La Salètte assomiglia più di altri ai noti avvenimenti di Fatima, la cui natura squisitamente ufologica (e mistificatrice) è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio.

http://zret.blogspot.it/2015/09/interve ... lette.html



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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 09/09/2015, 13:27 
Alighieri Dante ha scritto:
Aztlan ha scritto:


Ieri nello spostare alcuni libri mi sono imbattuto nel capitolo che qui allego in foto, tratto da "L'ultima veggente di Fatima. I miei colloqui con Suor Lucia", 2007.


Dante...Mille Grazie...molto importante...! [;)]



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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 10/09/2015, 01:54 
Atlanticus81 ha scritto:
Intervento alieno a La Salètte?

Immagine

19 settembre 1846, La Salètte, villaggio delle Alpi tra Grenoble e Gap, a sud del dipartimento di Isère.

Due pastorelli, Melanie e Maximin, stanno percorrendo pendii erbosi per condurre una piccola mandria verso gli alpeggi. I due bambini - Melanie ha 15 anni, Maximin 11 – giunti sul pascolo montano verso mezzogiorno, si fermano per rifocillarsi e riposarsi, mentre le mucche ruminano tranquillamente. Quando la fanciulla scende a prendere il tascapane, adagiato poco dabbasso su una panca di pietra, scorge un globo luminoso, “come se il globo fosse caduto là”.

Indicata la sfera al bimbo, ambedue restano meravigliati, allorché vedono aprirsi un varco in mezzo alla luce ed una donna seduta su una panca di pietra: la signora, che tiene la testa tra le mani, con i gomiti sulle ginocchia, sta piangendo. Ella è abbigliata come le valligiane, con un lungo abito orlato da perle, un grembiule giallo ed uno scialle sulle terga. Indossa calze gialle, calza scarpe bianche con fibbie ed un copricapo da contadina, abbellito da una ghirlanda di rose. Sulle spalle porta una catena, da una catenina al collo pende un crocifisso.

La signora rivolge un’esortazione edificante ai pastorelli, ma i due non intendono quasi alcunché, perché la donna ha usato il francese, invece del patois, una variante del provenzale, parlato dai due indotti pastorelli. Così l”ambasciatrice” comincia ad esprimersi in patois con un invito alla conversione, alla preghiera ed alla santificazione della domenica. Infine prega i piccoli di farsi latori del suo messaggio presso gli abitanti del luogo.

Compiuta la sua missione, la figura, procede verso un ruscello senza voltarsi, guardando ora il cielo ora la terra. La sua immagine a poco a poco si affievolisce: prima il capo, poi gli omeri, infine il busto, tutto si fonde nella luce da cui è emersa. Rimane solo una rosa che Maximin tenta di afferrare: inutilmente, poiché la sua mano stringe il vuoto.

La notizia della sorprendente epifania si diffonde presto tra le vallate, suscitando incredulità o una fervida devozione. Nel 1851, il vescovo di Grenoble, Monsignor Filibert de Brouillard, sancisce che cinque anni prima a La Salètte è apparsa la Vergine Maria.

L’apparizione di La Salètte, sommariamente ripercorsa, presenta alcune invarianti della casistica ufologica. Senza escludere l’esistenza dei fenomeni soprannaturali, ci sembra di poter enucleare in questo caso alcuni aspetti riconducibili ad un “prodigio” tecnologico piuttosto che ad una manifestazione mariana

• La sfera di luce, più luminosa del Sole, è una presenza frequente negli avvistamenti.

• La donna parla in francese, anziché in patois, come se si fosse preparata per un incontro con Francesi tout court. Lo sbaglio di lingua è un fenomeno non raro nelle presunte apparizioni mariane: a volte le donne, poi identificate con la Beata Vergine Maria, adoperano una versione arcaica dell’idioma dei destinatari, talora si servono di un codice totalmente ignoto ai percipienti.

• Le sembianze e l’abbigliamento della figura muliebre paiono essere uno strategico adattamento al milieu dei pastorelli. Naturalmente la madre del Messia sarebbe stata vestita in tutt’altro modo.

• La comparsa e soprattutto la progressiva sparizione della donna ricordano da vicino un ologramma, come la fissità della messaggera che, quando avanza sul prato, non si volta. Anche la rosa, che Maximin non riesce a prendere, richiama una proiezione olografica.

Mutatis mutandis, il caso di La Salètte assomiglia più di altri ai noti avvenimenti di Fatima, la cui natura squisitamente ufologica (e mistificatrice) è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio.

http://zret.blogspot.it/2015/09/interve ... lette.html



Mi sembra la solita mistificazione e\o rielaborazione e\o manipolazione di un qualche evento in salsa cristiana.



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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 10/09/2015, 16:32 
PAPA FRANCESCO, LA TERZA GUERRA MONDIALE E IL QUARTO SEGRETO DI FATIMA: SIAMO AGLI ULTIMI TEMPI?

C’è una novità nel giallo del “terzo segreto di Fatima”, una profezia che attraversa tutto il Novecento e sembra proiettata alla sua realizzazione finale.

La novità è contenuta in una pubblicazione ufficiale del Carmelo di Coimbra, quello dove è vissuta ed è morta (nel 2005) suor Lucia dos Santos, l’ultima veggente.

Immagine

S’intitola “Un caminho sob o olhar de Maria” ed è una biografia di suor Lucia, scritta dalle consorelle, con dei preziosi documenti inediti della stessa veggente. Prima di vederli bisogna ricordare bene qual è la storia di Fatima.

La storia di un secolo

Nel divampare della Grande Guerra, il 13 maggio 1917 la Madonna appare, nel villaggio portoghese, a tre pastorelli. I giornali laici irridono i “creduloni” sfidando la Vergine a dare un segno pubblico della sua presenza.

Lei preannuncia ai tre bimbi che darà il segno e nell’ultima apparizione, quella del 13 ottobre, 70 mila persona accorse alla Cova de Iria assistono terrorizzati al vorticare del sole nel cielo. Un fenomeno che l’indomani sarà riferito sui giornali (pure anticlericali).

Nell’apparizione del 13 luglio la Madonna aveva affidato ai bambini un messaggio per il mondo intero. Era la grande profezia sui decenni successivi se l’umanità non fosse tornata a Dio. In effetti si realizzò tutto: la rivoluzione bolscevica in Russia, la diffusione del comunismo nel mondo, le sanguinose persecuzioni contro la Chiesa e infine la seconda tragica guerra mondiale.

C’era poi una terza parte di quel segreto che si doveva rivelare – disse la Madonna – nel 1960. Arrivata quella data Giovanni XXIII secretò tutto perché terribile era il suo contenuto.

Provocò così una ridda di ipotesi. Nel 2000 Giovanni Paolo II rese noto il testo del terzo segreto che contiene la famosa visione del “vescovo vestito di bianco”, con il Papa che attraversa una città distrutta, i tanti cadaveri e poi il martirio del Santo Padre, di vescovi, preti e fedeli.

Da molti elementi si poteva intuire che non era tutto. Anche io, come altri autori, nel 2006 pubblicai un libro, “Il quarto segreto di Fatima”, dove mostravo che mancava la parte, scritta e inviata successivamente, con le parole della Madonna che spiegavano la visione medesima.

Lo stesso segretario di Giovanni XXIII, monsignor Capovilla, che aveva vissuto tutto in prima persona, in una conversazione con Solideo Paolini accennò proprio all’esistenza di quel misterioso “allegato”.

Da parte ecclesiastica si è ufficialmente smentito che esista e che vi siano profezie che riguardano i tempi odierni.

Ratzinger nel 2010

Ma una clamorosa conferma implicita arrivò dallo stesso Benedetto XVI che durante un improvviso pellegrinaggio a Fatima, il 13 maggio 2010, affermò: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”.

Aggiunse: “sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano… e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano”. Ma quali profezie potrebbero trovarsi in quel testo?

Fanno riflettere queste due frasi del Papa pronunciate in quel discorso a Fatima: “L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce ad interromperlo”. E poi: “La fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata”.

Dalle parole di papa Benedetto s’intuì dunque che c’è davvero dell’altro in quel Terzo Segreto ed è drammatico per il mondo e per la Chiesa. Proprio a quella visita del papa è forse dovuta l’uscita di questo libro che fa filtrare un altro pezzetto di verità.

Il volume infatti attinge alle lettere di suor Lucia e al Diario inedito intitolato “Il mio cammino”. Impressionante, fra gli inediti, è il racconto di come suor Lucia superò il terrore che le impediva di scrivere il Terzo Segreto.

L’inedito

Verso le 16 del 3 gennaio 1944, nella cappella del convento, davanti al tabernacolo, Lucia chiese a Gesù di farle conoscere la sua volontà: “sento allora che una mano amica, affettuosa e materna mi tocca la spalla”.

E’ “la Madre del Cielo” che le dice: “stai in pace e scrivi quello che ti comandano, non però quello che ti è stato dato di comprendere del suo significato”, intendendo alludere al significato della visione che la Vergine stessa le aveva rivelato.

Subito dopo – dice suor Lucia – “ho sentito lo spirito inondato da un mistero di luce che è Dio e in Lui ho visto e udito: la punta della lancia come fiamma che si stacca, tocca l’asse della terra ed essa trema: montagne, città, paesi e villaggi con i loro abitanti sono sepolti. Il mare, i fiumi e le nubi escono dai limiti, traboccano, inondano e trascinano con sé in un turbine, case e persone in un numero che non si può contare, è la purificazione del mondo dal peccato nel quale sta immerso. L’odio, l’ambizione, provocano la guerra distruttrice. Dopo ho sentito nel palpitare accelerato del cuore e nel mio spirito una voce leggera che diceva: ‘nel tempo, una sola fede, un solo battesimo, una sola Chiesa, Santa, Cattolica, Apostolica. Nell’eternità il Cielo!’. Questa parola ‘Cielo’ riempì il mio cuore di pace e felicità, in tal modo che, quasi senza rendermi conto, continuai a ripetermi per molto tempo: il cielo, il cielo!”.

Così le viene data la forza per scrivere il Terzo Segreto.

L’inedito che ho appena citato è un documento molto interessante, dove gli addetti ai lavori trovano facilmente conferma alla ricostruzione storica per cui il Terzo segreto è composto di due parti: una, la visione, fu scritta e inviata prima, mentre l’altra – quella che nelle parole della Madonna è “il significato” della visione stessa – fu scritta e inviata successivamente.

E’ il famoso e misterioso “allegato” a cui accennò Capovilla. E’ il testo, tuttora non pubblicato, dove presumibilmente sta la parte che più spaventava suor Lucia. La stessa parte che spaventò Giovanni XXIII (ma anche, prima di lui, Pio XII) e che Roncalli decise di non rendere nota perché – a suo avviso – poteva essere solo un pensiero di suor Lucia e non avere origine soprannaturale.

E’ una parte così esplosiva che si continua tuttora, ufficialmente a negarne l’esistenza. E l’apertura di Benedetto XVI nel 2010, che ha portato anche alla pubblicazione di questo volume, oggi si è richiusa.

Chi tace…

Lo dimostra quanto è accaduto a Solideo Paolini, il maggiore studioso italiano di Fatima che, viste le pagine di questo libro che gli ho inviato, ha scritto al Carmelo di Coimbra chiedendo di poter consultare le due opere inedite menzionate nel volume, ritenendo che lì vi siano ulteriori dettagli sulla parte secretata.

La lettera è arrivata a destinazione (ne fa fede la ricevuta), ma non ha avuto risposta. Paolini allora ha scritto di nuovo entrando nel merito e chiedendo se suor Lucia ha mai messo nero su bianco quel “significato della visione” che dall’Alto le era stato dato di comprendere e che quel 3 gennaio evitò di annotare su suggerimento della Madonna: “nelle opere che vi avevo chiesto di consultare c’è nessun riferimento a ‘qualcosa di più’ a riguardo del Segreto di Fatima, a tutt’oggi testualmente inedito?”.

La lettera risulta pervenuta il 6 giugno. Ma anch’essa non ha avuto risposta. Eppure sarebbe stato semplice rispondere di no. Evidentemente la risposta era “sì”, ma non si può dare, perché sarebbe esplosiva. Così tacciono.

Tuttavia la visione che ho appena citato rimanda ai due elementi che presumibilmente sono contenuti nel testo inedito del Segreto: la profezia di un’immane sciagura per il mondo e una grande apostasia e crisi della Chiesa. Una prova apocalittica al termine della quale – disse la Madonna stessa a Fatima – “il mio Cuore Immacolato trionferà”.

A questo sperato “trionfo” fece riferimento nel 2010 Benedetto XVI: “Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni (2017) affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.

Significa che oggi, 2014, siamo già entrati nella spaventosa prova? In effetti se si guarda la cronaca… [A. Socci]

https://alterego1977.wordpress.com/page/2/


Ma siamo sicuri che questo trionfo del Cuore Immacolato sia una buona cosa e non nasconda invece il trionfo del NWO!??!

[8)]



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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 10/09/2015, 17:41 
Fatima non è altro che la regia che dall' alto piantava i semi del "te l' avevo detto" mentre i suoi faccendieri preparavano l' Apocalisse che stiamo per vivere...

Dopo l' Apocalisse che significa Rivelazione segue il Regno...



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Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 10/09/2015, 18:28 
Marionette da agitare in faccia a chi ha il gene bovino :)



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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 10/09/2015, 21:02 
Aztlan ha scritto:
A fare le profezie DOPO i fatti sono buono anche io.
Il minimo sarebbe stato aspettarsi un pronunciamento esplicito NELLA profezia, non una chiosa moderna su richiesta della Chiesa in imbarazzo.


Lucia ha testimoniato quanto ha veduto e udito. La sua esperienza mistica non si è conclusa con i fatti del 1915-17. Traggo qualche spunto dal libro sopra citato.

“Lucia dopo una limitata formazione culturale, ha scritto moltissimo. Mai volontariamente, ma perchè si sentiva comandata a farlo. O dalla Madonna, che le è apparsa più volte nell'arco della sua parabola di vita quasi centenaria […], oppure dai suoi superiori, fossero vescovi, confessori o altri sacerdoti. Ha inviato molte lettere in Vaticano, direttamente ai Papi; è stata in corrispondenza epistolare con centinaia di persone. […] ha passato almeno settant'anni della sua vita a stendere memorie. […] La maturazione umana e religiosa e la maggior sicurezza nell'arte dello scrivere si sono trasformate in lei in una percezione in progress. Una conoscenza di sé sempre più nitida, una consapevolezza della propria esperienza divenuta sempre più trasparente. […] Le edizioni delle memorie si sono perciò moltiplicate. E ognuna aveva un'aggiunta, uno spunto in più, uno squarcio nuovo sul soprannaturale, un particolare sepolto nell'armadio della memoria. […] Quattro pubblicazioni. Memorie di Suor Lucia nella terza edizione ([…] 1995); Gli appelli del messaggio di Fatima ([…] 2001); Come vedo il Messaggio nel corso del tempo e degli avvenimenti, [...] ([…] 2006) e, infine, In memoria di Suor Lucia, di suor Maria Celina di Gesù Crocifisso, sua superiora nel monastero di Coimbra ([…] 2005).”

Lucia, sensibile Carmelitana, aveva la consapevolezza di essere strumento nelle mani di Dio, come ben traspare da questa graziosa, toccante miniatura, tratta dalla Quarta Memoria:
“In un nascosto cantuccio della soffitta, dove mi ritiro, alla luce d'una povera tegola di vetro, per fuggire il più possibile agli sguardi umani. Da tavolo mi servono le ginocchia: da sedia una vecchia valigia. Perchè non scrive nella sua cella? Dirà qualcuno. Il buon Dio credette bene di privarmi anche della cella, benchè qui in casa ce ne siano parecchie e vuote. E va bene, non ho bisogno d'altro: obbedienza e abbandono in Dio che opera in me. In realtà, non sono altro che un povero e miserabile strumento di cui Egli vuole servirsi, e fra poco, come il pittore che getta al fuoco il pennello inutilizzato, affinchè si riduca in cenere, così il Divino Padre ridurrà alla cenere della tomba il Suo strumento fuori uso, fino al grande giorno dell'alleluia eterno. E io desidero ardentemente quel giorno, perchè la tomba non distrugge tutto, e la felicità dell'Amore eterno e infinito comincia lì”.


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MessaggioInviato: 10/09/2015, 21:12 
Atlanticus81 ha scritto:
Mutatis mutandis, il caso di La Salètte assomiglia più di altri ai noti avvenimenti di Fatima, la cui natura squisitamente ufologica (e mistificatrice) è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio


Queste apparizioni sono state attentamente vagliate ed approvate dalla Chiesa.

Circa La Salette un elemento valutabile, traccia di studio, per tentare una lettura 'altra' del fenomeno può essere rinvenuto nel messaggio inviato da Massimino, uno dei veggenti, a Papa Pio IX il 3 luglio 1851:

“Il 19 settembre 1846 noi abbiamo visto una bella Signora. Noi non abbiamo detto che quella Signora fosse la Santa Vergine, ma abbiamo sempre detto che era una bella Signora. Io non so se fosse la Santa Vergine o un'altra persona, ma oggi credo che fosse la Santa Vergine. [...]”.


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MessaggioInviato: 10/09/2015, 21:44 
catwalk ha scritto:
Dante...Mille Grazie...molto importante...! [;)]


Ciao cat, tutto il libro ha valore documentale, suggellato dalla Presentazione di Papa Benedetto XVI.
L'intervistatore, a colloquio con il Card. Bertone a Torriglia, ha rievocato gli incontri avuti con Suor Lucia.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fatima: incontro ravvicinato del terzo tipo
MessaggioInviato: 10/09/2015, 23:52 
Inzialmente avevo pensato ad una proiezione telepatica ma lo sbaglio della lingua mi fa tendere verso
l'ipotesi olografica.

Il problema delle profezie è che se non le riveli prima, poi ti prendono per contaballe.
Se le riveli prima poi c'è qualcuno che tenta di farle avverare.



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Ed è sbagliata.
(George Bernard Shaw)
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MessaggioInviato: 11/09/2015, 12:29 
Alighieri Dante ha scritto:
Atlanticus81 ha scritto:
Mutatis mutandis, il caso di La Salètte assomiglia più di altri ai noti avvenimenti di Fatima, la cui natura squisitamente ufologica (e mistificatrice) è stata dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio


Queste apparizioni sono state attentamente vagliate ed approvate dalla Chiesa.


Perdonami ma per noi questo non conta nulla.


E' il lavoro della Chiesa certificare miracoli e quant' altro incrementi la sua ragion d' essere.


Non costituiscono un giudizio imparziale.

Diverso sarebbe stato se una commissione di luminari della Scienza odierna avesse escluso l' ipotesi dell' ologramma o simili spiegazioni razionali.



_________________
Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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Rivoluzioni democratiche, governi del cambiamento... Sta già albeggiando!
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