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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:35 
MA VEDIAMO COSA SUCCESSE A CARONIA

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QUALCUNO si vuol far notare...?
Sfogliando il mio archivio ho ritrovato un argomento di cui si fa finta di niente... "Canneto di Caronia", Sicilia.
Mi dispiace deludere gli scettici ma il fenomeno UFO é di primaria importanza a Caronia.
Intanto per tutto il 2007 c'e' stata una mini-ondata di avvistamenti UFO in tutta la Penisola, specialmente in Sicilia; poi,se permettete, gli esperimenti segreti (proprio in quanto tali) non si vanno a fare vicino ai centri abitati,tutt'altro...La COSA STRANA , poi, non e' che prendano fuoco indiscriminatamente tutti gli oggetti, in un luogo, ma alcuni si' e alcuni no...
Questo e' il bello della situazione. Perciò QUALCUNO li controlla...
Ma chi e' che puo' controllare una simile irradiazione elettromagnetica a piacimento,senza essere scoperto (con tutti i mezzi di rilevamento,anche satellitare). Poi, dopo cinque anni abbondanti, fa ancora di questi "giochini"e sempre allo stesso posto...?
Non ci vedo proprio il modo di agire umano.
Sembra piu' un voler attirare l'attenzione per farci comprendere che c'e' un QUALCUNO che ci osserva e vuol abituarci alla sua presenza...
Comunque gli esperimenti militari si effettuano ben alla larga da qualsiasi centro abitato; poi chi avesse un'arma simile (vista la nostra mentalita') non esiterebbe ad usarla seriamente in luoghi che conosciamo... ( vedi Irak e"compagni" ).
Vedete,Caronia, è un po come i cerchi nel grano : perché il grano piegato ad arte, da un qualcosa di MOLTO POTENTE e direttivo, CONTINUA a crescere mentre gli insetti rimangono attaccati,uccisi,in fase spasmodica (con le ali aperte); oppure il grano appena piegato, non cresce più, se fatto da buontemponi, e gli insetti fuggirebbero via prima...
Invece,come a Caronia, questo fortissimo campo elettromagnetico, o microonde ad altissima frequenza, fa guai selezionati... In mano nostra, succederebbe come con i falsi crops circle, quello che capita sotto verrebbe totalmente coinvolto ( distrutto )...
Non siamo ancora in possesso di una simile energia applicata selettivamente; chi la possedesse, ed ormai sono 5 anni, la sperimenterebbe in una delle tante guerre purtroppo sparse in tutto il mondo, o perlomeno, prima o poi, qualcuno ne avrebbe visto o sperimentato gli effetti .
Ma perdonatemi, non credo proprio che siamo in possesso di una tale arma, se così vogliamo chiamarla; a me sembra, come detto in precedenza, che sia più una cosa sgradita ( quanto si vuole ) per attirare la nostra attenzione, proprio come i cerchi...
Altre spiegazioni le lascio al CICAP,che deve riempire il vuoto dei cosiddetti opinionisti sparsi su tutti i canali...
Ma vi rendete conto del tipo di fenomeno: CHE DISCRIMINA cosa deve fare, cosa deve bruciare, cosa deve far funzionare (o interrompere)...
Siamo seri; almeno noi.
Perche'poi non credere a chi avvista QUALCOSA volare in cielo, muoversi sotto la superficie,uscire dall'acqua o immergersi (senza produrre rumore o colonne d'acqua)?
Parla la gente di Caronia, non io.
Per forza che e' tutto sottomano del Ministero dell'Interno; certo non si puo' affermare, magari mettendolo in prima pagina, cio' che si possa presumere accada veramente ( riguardo gli UFO ), altrimenti il panico prevarrebbe; e così, tutti zitti, con la speranza che finisca il tutto.
Certo quella degli UFO e' soltanto una mia conclusione, modestissima, personale.
Comunque noi ufologi stiamo svolgendo da tempo le appropriate indagini.
Ma come tutte le cose che riguardano gli U.F.O. passeranno nel piu' profondo oblio, per gli altri. Noi avremo un'indagine in piu' (un tassello del mosaico in piu') ed eventualmente, una CONFERMA in piu'...

P.S: Per saperne di più, contattare il C.U.N. Intervistato, insieme alla Protezione Civile su "Sky News",nella persona di Vladimiro Bibolotti ( segr, del CUN ), nella quale trasmissione non si secludeva affatto il " Fattore Ufologico", anzi...
Caronia: dibattito serrato in televisione. Il caso oltre che su Internet, finisce sulla stampa internazionale. Il Telegraph: "Aliens caused Sicily fires, say officials" URL: http://www.telegraph.co.uk/news/mai...=ILC-mostv... (news del 02.11.2007)


Ultima modifica di Bastion il 05/06/2011, 10:45, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:36 
C'E' UNA FORZA CHE AGISCE...

C'è una forza che agisce quando vuole ,come vuole, quanto vuole!
E non si comporta in ugual modo con quello che..."incontra"; è lì che i Cicappini rimangono sconvolti! Non riescono a giustificare un bel nulla! Si devono essere accorti che sono sconvolte le leggi fisiche, almeno come noi le conosciamo, ergo, non è una "forza" prodotta dall'uomo...
E neppure naturale, altrimenti non sarebbe discriminante!

Comunicato stampa del 30/06/2008
Pubblicato un abstract relativo ad uno studio del CUN da parte della commissione studi interna sui fenomeni detti "fuochi di Caronia". Questo testo è stato ampiamente ripreso dal Giornale di Sicilia. Il testo dell'abstract diffuso:

Conclusioni della commissione studi interna al C.U.N. sui “fuochi di Caronia”

… Tali dati sono anche ben accertati dalla parziale diffusione il 26 ottobre 2007 del rapporto interistituzionale sui casi di Caronia detti dei “fuochi spontanei” dove leggiamo quanto segue:

“secondo gli esperti coordinati da Francesco Mantegna Venerando, il coordinatore regionale del comitato della Protezione civile siciliana, Canneto di Caronia è stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. Fasci di microonde a 'ultra high frequency' compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz. Per produrre una simile quantità di energia una macchina dovrebbe raggiungere una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt. Dov'è posizionata la sorgente, però, non si sa. Una rete composta da decine di sensori, da due anni, dà la caccia all'impulso madre proveniente dal mare, un compito quasi impossibile dal momento che l'emissione dura lo spazio di qualche nanosecondo.”

Non è ufficialmente riconosciuto su dove sia posizionata una tale potente fonte in grado di generare un fascio direttivo ed impulsivo dell’ ordine di pochi nanosecondi, ovvero di miliardesimi di secondo. Ma è ovvio affermare che tale fonte sia posizionata in mezzo al mare. Come è ovvio che questo fascio sia di origine artificiale. Si tratta infatti di un fascio direttivo e localizzato poiché oggettivamente colpisce solo quell’ area. Inoltre il fenomeno può essere considerato costante e ripetitivo, secondo schemi precisi, se viene valutato in un intervallo abbastanza ampio di tempo. E anche se non è ufficialmente riconosciuta la provenienza, i rapporti di oggetti volanti non identificati in quell’ area sono, come visto, precisi e circonstanziati

Rimane il fatto che una tale fonte impulsiva potrebbe avere serie conseguenze sulla salute delle persone che abitano in quell’ area. Le cellule del corpo umano potrebbero infatti subire gravi danni da questo letale bombardamento di microonde, seppur episodico. A questo riguardo si dovrebbero ormai vedere gli effetti di un tale fenomeno con un aumento sostanziale di tumori e leucemie nella popolazione locale. Ovviamente questo dato andrà verificato con cura.

Per altro, se questa circostanza dell’aumento di casi di tumore nella popolazione fosse verificata sarebbe indispensabile correre subito ai ripari montando una barriera protettiva come a suo tempo da noi suggerito ancora nel 2004 subito dopo il verificarsi dei primi casi. Poiché dalle bruciature e dalle misurazioni si è risaliti alla frequenza impiegata basterebbe porre una rete metallica lungo il lungomare per schermare le case degli abitanti secondo il principio elettrico della “gabbia di Faraday”, dal nome del noto fisico britannico Michael Faraday che nel 1836 scoprì il modo di isolare un oggetto da un campo elettromagnetico. La maglia dovrebbe essere abbastanza stretta; circa 1 centimetro di lato ed andrebbe poi “messa a terra” con dei picchetti profondi. Questa rete alta quanto le case, quindi almeno sei metri, potrebbe essere posta lungo il lungomare e/o sulla parete delle case, ma distanziata dal muro con opportuni isolatori elettrici. Forse questa soluzione potrebbe sembrare un po’ antiestetica ma sarebbe sicuramente funzionale alla salvaguardia delle persone e delle case stesse nonché degli arredi contenuti. Ovviamente se cambiasse la frequenza questo rimedio non sarebbe più valido e si dovrebbero studiare nuove soluzioni.

Si consiglia la diffusione di parte di questo rapporto anche a livello pubblico, poiché si è purtroppo constatato che non è stata intrapresa alcuna azione efficace a salvaguardia della salute pubblica.

Il comitato studi interni del Centro Ufologico Nazionale sui fenomeni di Caronia.




Vedete,Caronia,è un pò come i cerchi nel grano : perché il grano piegato ad arte, da un qualcosa di molto potente e direttivo,continua a crescere mentre gli insetti rimangono attaccati,uccisi,in fase spasmodica (con le ali aperte); o si distrugge il grano appena piegato,se fatto da buontemponi,e gli insetti fuggirebbero... Invece,come a Caronia, questo fortissimo campo elettromagnetico, o microonde ad altissima frequenza, fa guai selezionati... In mano nostra, succederebbe come i falsi crops circle, quello che capita sotto verrebbe totalmente coinvolto... Non abbiamo noi (umani) una simile energia applicata selettivamente; chi la possedesse, ed ormai sono 5 anni, la sperimenterebbe in una delle tante guerre purtroppo sparse in tutto il mondo, o perlomeno,prima o poi, qualcuno ne avrebbe visto o sperimentato gli effetti .
Ma perdonatemi,non credo proprio che siamo in possesso di una tale arma,se così vogliamo chiamarla; a me sembra,come ho in precedenza detto,che sia più una cosa,sgradita quanto si vuole,per attirare la nostra attenzione, PROPRIO COME I CERCHI...


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:44, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:38 
JOSEPH ALLEN HYNEK

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Astrofisico, direttore del Centro Ricerche Astronomiche Lindhemeimer presso la Northwestern University di Evanston, Illinois; già consulente del "PROJECT BLUE BOOK" ed in seguito fondatore del Centro Studi sugli UFO, in America .

" All'inizio ero completamente scettico. Come consulente dell'Aeronautica, mi divertivo a dimostrare l'inconsistenza di quelle che mi sembravano pure assurdità.
Ero l'acerrimo nemico di quei gruppi di "patiti dei Dischi Volanti", la mia conoscenza di tali gruppi, del resto, era quasi interamente basata su quanto mi aveva informato lo stesso personale del "Blue Book": ovvero, che erano tutti "pazzoidi e visionari".
Opporsi a tale opposizione non avrebbe avuto alcuna utilità; sarebbe stato un chiaro caso di "lotta al sistema".
La mia trasformazione è stata perciò graduale, ma alla fine degli anni 60 era completa.
Lo stesso scetticismo mi permise di ottenere la fiducia del personale delle Forze Aeree, potendo esaminare la totalità dei "casi".
Oggi non dedicherei un minuto di più alla questione degli U.F.O.,e non fossi convinto che il problema è REALE, e che gli sforzi per investigarlo, comprenderlo e, in fine, risolverlo, possono avere conseguenze di GRANDE PORTATA, rappresentare addirittura l'inizio di una rivoluzione nella visione che l'Uomo ha di se stesso e del proprio posto nell'Universo...
E' assolutamente falso asserire che gli U.F.O. non sono mai stati visti da persone scientificamente preparate; alcuni dei migliori rapporti che ho esaminato, all'epoca del "Blue Book", ed ultimamente, ed i più coerenti infatti, provengono da tali testimoni...
...Alcuni frammenti di filmati della NASA, che ho recentemente esaminato, si sono rilevati estremamente interessanti...In particolare quelli raccolti in occasione del volo di "Apollo-11", uno dei pochi per i quali la NASA non ha mai formulato nessun tentativo di "spiegazione", semplicamente sono... SPARITI!
E parecchi astronauti hanno dichiarato di essere stati seguiti nei loro voli, da piloti da caccia...!"


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:45, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:39 
CERNOBYL

Con tutto il rispetto per le vittime di Chernobyl

Come per i "Blackout" sparsi un po nel mondo, come quello della rete elettrica del Nord-Ovest, USA: il più clamoroso ed esteso come quello che mise all'oscuro 36 milioni di abitanti negli Stati del Massachussetts, New Hampishire, Rhode Island, Connecticut, Vernon New York, new Jersey, Pensylvania e parti del Canada.
Dopo una lunga ed accurata inchiesta, non risultò essserci stato nessun guasto; meccanicamente tutto era a posto! Ma nei pressi di Syracuse, che fu notasto brevemente dalla stampa e poi immediatamente... trascurato: fu notato un UFO brillante di circa una trentina di metri di diametro staionare sulla centrale elettrica di Clay. ma questo è un altro discorso... Torniamo a Chernobyl.

Gli ingegneri consultati dalla Commissione d'Inchiesta sull'incidente hanno affermato che l'impianto di Chernobyl avrebbe potuto originare un'esplosione nucleare, con danni inimmaginabili per molti stati europei. Dalle loro parole emerge che, se il disastro venne contenuto, lo dobbiamo in gran parte alla "buona sorte".

Secondo alcuni testimoni oculari la "buona sorte" avrebbe assunto, quel 26 aprile del 1986, la forma di un UFO: una sfera volante luminosa, per l'esattezza. Le prime testimonianze al riguardo vengono divulgate nel 1988, riprese subito da alcune riviste ufologiche. Una fonte relativa all'avvistamento sulla centrale di Chernobyl è il libro di Timothy Good Alien Update (Arrow, London, 1993). La "Pravda" recupera poi alcune di tali dichiarazioni, come quella di Mikhail Varitsky, specialista in tecnologie nucleari che faceva parte di una squadra impegnata nelle operazioni di soccorso: "Io e altre persone della mia squadra andammo sul luogo dell'incidente di notte. Vedemmo una sfera di fuoco che si librava nel cielo con un movimento lento. Ritengo che avesse un diametro di 6-8 metri. Quindi la osservammo mentre emetteva due raggi di luce cremisi in direzione della famigerata Quarta Unità. L'oggetto si trovava a circa 300 metri di distanza dal reattore. L'evento durò circa tre minuti. Le luci dell'oggetto andarono via ed esso si allontanò in direzione nord-ovest". Alcuni ipotizzano che l'UFO abbia abbassato il livello delle radiazioni, evitando la deflagrazione nucleare.

Tre anni dopo, il 16 settembre 1989, il dottor Gospina osserva un oggetto volante color ambra nel cielo sopra l'impianto di Chernobyl, ancora pericolosamente radioattivo. Nel mese di ottobre del 1990 Valéry Navran, un reporter del quotidiano "L'Eco di Chernobyl", fotografa la Quarta Unità: "Quando ho fotografato il tetto, con il buco provocato dall'incidente, non ho notato alcunché di insolito. Tuttavia, quando ho sviluppato i rullini, ho visto chiaramente un oggetto che fluttuava proprio sopra il foro".

Nel 1994 il ricercatore Anatoly Kutovoy pubblica una breve relazione relativa ad alcune segnalazioni di avvistamento nei cieli sopra la città di Chernobyl nel marzo del 1986, circa un mese prima dell'incidente nucleare ("Alien Contacts and Abduction Experiences: a Look from the C.I.S.", contenuto negli Atti dell'International UFO Symposium 1994 del MUFON, pp. 138-152). Ecco un estratto da quel testo (pag. 150, ripreso inV.Kratokhvil, UFO: A Time Machine, Kiev Vypol, 1993, pp. 6-7): "Circa un mese prima del disastro di Chernobyl, ho parlato con un controllore del traffico aereo dell'aeroporto di Kharkov. Mi ha detto che, secondo quanto riferito nei rapporti di alcuni piloti, erano stati osservati diversi UFO nell'area della centrale nucleare di Chernobyl. Non diedi peso a tali affermazioni ma sbagliai. Successivamente rilessi con stupore le note che avevo preso riguardo alle testimonianze dei piloti. Dopo l'incidente, come è risaputo, una squadra di specialisti in tecnologie nucleari, preparata ad affrontare eventuali incidenti, circa tre ore dopo l'esplosione vide nei cieli sopra l'impianto un globo volante che sembrava fatto di brace. I testimoni stimarono il suo diametro in 6-8 metri e la sua distanza dal reattore 4, quello esploso, in circa 300 metri. Poco prima dell'apparizione, gli specialisti avevano rilevato il livello di radiazioni sul posto. Misurava 3000 milliroentgens/h. Improvvisamente due raggi cremisi partirono dal globo e raggiunsero il reattore. L'azione dei raggi durò circa tre minuti. Quindi i raggi si spensero e la sfera si allontanò lentamente verso nordovest, in direzione del confine con la Bielorussia. I tecnici testarono ancora il livello radioattivo e constatarono, non senza stupore, che era sceso a 800 milliroentgens/h".

Il 16 settembre 2002 la "Pravda" riprende il caso, dedicandogli un articolo che si diffonde in tutto il mondo. Il pezzo, intitolato "Un UFO evitò un disastro all'impianto nucleare di Chernobyl", riporta il seguente occhiello: "Testimoni oculari dichiarano di aver osservato un UFO librarsi sul reattore esploso". La notizia è degna di attenzione perché ha trovato conferma nelle dichiarazioni (e forse in una prova fotografica) di un noto fotoreporter. È difficile intraprendere qualsiasi analisi del fenomeno UFO nell'ex URSS, nonostante alcuni studiosi abbiano condotto ricerche serie e approfondite negli anni 70, '80 e '90. Il regime sovietico non incoraggiava certo tale ordine di studi e tuttavia non vi si oppose mai, ritenendoli comunque scientificamente fondati. Purtroppo i casi più attendibili verificatisi nel Paese, distorti e amplificati dalla pseudoufologia occidentale, sono oggi di ardua lettura.

Una panoramica relativa alla casistica ufologica sovietica negli anni fra il 1977 e il 1990 si trova in un articolo firmato da Yulii Platov e Boris Sokolov, ambedue uomini di scienza, in ambito civile il primo, militare il secondo (tr. it. di Giuseppe Stilo: "Storia della ricerca di stato sugli UFO nell'URSS", in "UFO Forum" n. 19, ottobre 2001, a cura del CISU). Il 26 aprile del 1986, giorno del terribile incidente di Chernobyl, è incluso nel quadriennio 1984-87, in cui si verificano numerose segnalazioni nell'Unione Sovietica. Platov e Sokolov descrivono le più importanti, documentate come "emergenze in cui furono coinvolti piloti di un'unità di volo dislocata a Borisoglebsk, nella regione di Voronezh. Caratteristica comune a tali emergenze fu la presenza in zona di oggetti volanti sconosciuti rilevati dai radar e osservati con i propri occhi da alcuni piloti in volo. Il comandante della scuola militare di volo situata a Borisoglebsk, nel bel mezzo dell'area interessata dagli eventi, chiese personalmente che tali casi fossero sottoposti alla commissione di indagine sugli UFO in USSR".

Fonte: Roberto Malini, Margherita Campaniolo, Ufo - Il Dizionario Enciclopedico, Giunti, Prato, 2006


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:46, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:41 
GARY MCKINNON, ACCUSATO DAGLI STATI UNITI DI AVER CAUSATO 700 MILA DOLLARI DI DANNI, LOTTA CONTRO L’ESTRADIZIONE NEGLI USA

«Esiste una forma di Energia Extraterrestre inesauribile»

LONDRA. Con la frangetta scura e gli occhi a mandorla, ha l'aria vagamente stranita di Mister Spock. Il che non stona più di tanto, visto che Gary McKinnon, lo hacker che gli Stati Uniti accusano di aver causato 700 mila dollari di danni ai loro computer militari e della Nasa, dice di avere passato due anni a cercare di straforo prove dell'esistenza degli UFO e della tecnologia aliena. E di averle trovate: testimonianze fanno riferimento all'anti-gravità, a una fonte di energia di origine extraterrestre.

Per i suoi sostenitori, McKinnon è piuttosto una sorta di ciber-Mulder, una specie di cercatore solitario di verità tra gli X-Files degli alti comandi americani, Pentagono incluso. Ex parrucchiere inglese, entrava nei loro sistemi dalla sua casa in un quartiere a Nord di Londra, ma sostiene di non avere mai agito da vandalo. Un pubblico ministero Usa ha definito la sua impresa «il più grande scasso elettronico di computer militari di tutti i tempi» e ha chiesto di processarlo davanti a un tribunale della Virginia. Ma il suo avvocato ribatte che l'estradizione esporrebbe McKinnon al rischio della detenzione a Guantanamo Bay e a qualcosa come sessant'anni di reclusione. La sua sorte sarà decisa a Londra dopodomani.

Mica per niente il suo nome online era «Solo». Ancor prima che lo identificassero e lo arrestassero nel 2002, la sua ossessione da hacker gli era costata la fidanzata e il lavoro. Gli Stati Uniti lo accusano fra l'altro di avere alterato e cancellato files di una base aeronavale rendendo così inoperabili sistemi di importanza critica e, un'altra volta, di avere disabilitato un'intera rete di 2 mila computer militari. Già in un'intervista rilasciata l'anno scorso, McKinnon si era difeso dicendo di non avere causato danni. Oggi, alla vigilia dell'udienza, torna a parlare con il programma «Click» della BBC per spiegare come ha fatto e che cosa ha trovato.

A chi gli chiede perché è accusato di essersi intrufolato nei sistemi dell'esercito, della Marina, dell'aeronautica, del Pentagono e della Nasa, McKinnon risponde: «Ero in cerca di tecnologia soppressa, definita con un'espressione ridicola "tecnologia degli UFO". Credo che sia il segreto meglio conservato del mondo, una cosa molto importante: i pensionati non possono pagare le bollette del riscaldamento, si invadono Paesi per assegnare all'Occidente appalti per il petrolio, e nel frattempo parti segrete del governo tengono lì questa tecnologia soppressa che darebbe energia gratis». Ovviamente, ancora ieri, la Nasa ha smentito tutto.

Alla domanda se abbia trovato quello che cercava, McKinnon risponde: «Sì. C'era un gruppo chiamato "Progetto Rivelazione". Hanno pubblicato un libro con 400 testimoni esperti tra cui controllori del traffico, operatori di radar militari, fino ai tizi responsabili se lanciare o meno missili nucleari. Gente molto credibile e molto fidata, e tutti dicevano sì, la tecnologia UFO esiste, c'è l'anti-gravità, c'è energia liberamente disponibile ed è di origine extraterrestre, e abbiamo catturato astronavi e le abbiamo smontate per esaminarle». A chiedergli che cosa abbia scoperto all'interno della Nasa, McKinnon tira fuori la storia delle fotografie. «Una di queste persone era un'esperta fotografica della Nasa, la quale ha detto che nell'edificio numero 8 del Johnson Space Centre cancellavano regolarmente le immagini degli UFO dalle immagini satellite ad alta risoluzione. Ha detto che c'erano cartelle denominate “filtrate” e “non filtrate", "lavorate" e "crude", qualcosa del genere».

Ma McKinnon non è riuscito a scaricare nessuna di queste immagini sul suo computer: «Ho estratto una foto da una cartella, e tenendo a mente che era una connessione internet molto lenta, a 56k, all'epoca del dial-up, ho abbassato la risoluzione. Ciò che è comparso sul mio schermo era straordinario. Era il culmine di tutti i miei sforzi. Era l'immagine di qualcosa che non poteva essere prodotto da mani umane. Si trovava sopra l'emisfero terrestre. Assomigliava un po' a un satellite. Era a forma di sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità, e malgrado fosse a bassa risoluzione, l'immagine era molto ravvicinata. Questa cosa era sospesa nello spazio, e non aveva giunture, nessuno dei segni della normale fabbricazione umana».

McKinnon spiega che la sua connessione è saltata proprio quando stava cercando di scaricare l'immagine. Di fronte all'obiezione che avrebbe potuto trattarsi di un modello, risponde: «Non lo so. Per me, era più che una coincidenza». Lo hacker riconosce che «l'accesso non autorizzato» ai computer altrui «è contro la legge ed è sbagliato», ma vuole essere processato qui, «nel mio Paese, secondo la legge contro l'abuso dei computer, e voglio che gli americani forniscano le prove se vogliono estradarmi, perché so di non avere provocato danni». E conclude: «Per via di quello che cercavo, penso di essere stato moralmente nel giusto. Adesso sono pentito, ma credo che la tecnologia dell'energia libera debba essere resa disponibile a tutti».

setiufo.org




Intervista a Gary McKinnon (a cura di Kerry Cassidy)

K:Kery
G:Gary

K: Sono qua con Gary McKinnon per parlare sulla sua possibile estradizione negli Stati Uniti per delle operazioni di hacking e alcune investigazioni che ha fatto sugli UFO e sul disclosure.

Quindi, Gary, potresti parlarmi della tua situazione verso gli Stati Uniti e la tua opinione.

G: Cio' che principalmente mi riguarda è che ho ammesso pienamente e francamente, in due occasioni con la polizia, che sì, ho ottenuto accesso non autorizzato a questi sistemi. Ora però aggiungono queste accuse ridicole di danneggiamenti. Ho scoperto che per essere incarcerato in America in un caso di estradizione, avrei dovuto arrecare un danno di almeno 5000$ e così rientrerei nel cyber-crimine.

Così come per magia, sono stato accusato di aver fatto un danno di esattamente 5000$ su ogni macchina. E' chiaramente falso. Per mia opinione e per opinione di altri più informati di me, la pressione che fanno è dovuta a dove sono stato e a cosa posso aver visto.

K: Ok. Lo trovo molto interessante, che stiano insistendo su questi danni, perchè so che eri connesso con un modem e che non hai scaricato files. Quindi come puoi aver fatto danni?

G: Non hanno spiegazioni. Intendo, lo sostengono semplicemente. Sotto questa nuova legge sull' estradizione non devi portare alcuna prova, che è ridicolo. Inoltre dalla tua parte non servono firme. Il Congresso, il Senato, non hanno ratificato. Quindi al momento è un trattato con una sola firma.

K: Ok. Hai avuto una audizione. Quando è stato esattamente?

G: L' ultima volta è stato, penso, a metà di maggio (2006) o verso la fine di maggio. Non sono sicuro.

K: Ne hai un' altra per luglio? Giusto?

G: Non è prevista alcuna audizione ancora. Dopo il 21 giugno verrà presa la decisione sulla possibilità di estradizione o meno. Se verrà deciso che è possibile, come credo che sarà, allora potro' andare in appello.

K: Ok. Una volta che sarai in appello, sarai salvo, per dire, in termini di quanto possano farti, giusto?

G: Corretto. Si. Sono stato in libertà provvisoria, 5000$ di mese in mese..per 4 anni dall' arresto.

K: Per 4 anni?

G: Si. In marzo 2002 mi hanno arrestato.

K: Wow. Ok. Ora potresti spiegare esattamente per cosa sei dentro.

G: Sembra ci siano sette richieste per danneggiamento intenzionale e accesso non autorizzato, ogni richiesta è di massimo 10 anni. Ognuna.
Precedentemente il governo Americano ha provato a trattare con me dicendo: se non ci forzi a passare per l' estradizione e accetti per tua volontà, allora ti daremo solo 3 o 4 anni di prigione, la maggior parte dei quali li passeresti in servizio per il tuo paese dopo i primi 6 o 12 mesi.
Ho detto: Bene; suona grandioso. Datemi il tutto in forma scritta. (Ride, scuote le spalle) Immagina cosa è accaduto. Non ho avuto lo scritto. Così ho rinunciato alle trattative.
Loro mi hanno risposto: se non accetti la trattativa, noi ti perseguiremo per il massimo. Questa è una citazione verbale da Ed Gibson, per l' Ambasciata USA a Londra al tempo.
Per me questo non è un accordo. Un accordo è qualcosa che arriva dopo una discussione ragionevole tra due o più parti.

K: Assolutamente.

G: Loro stanno dicendo: se non lo accetti, richiederemo il massimo. Così, si, penso che non vogliano spingere per 60 o 70 anni in prigione che è ridicolo, considerando che avevano le password blank, in altre parole, nessuna password.

K: Giusto, entriamo un pò in questo. Tu semplicemente, non so se vuoi che usi la parola hack. Non so se ti consideri un "hacker", o lo eri al tempo?

G: Non mi consideravo un hacker al tempo. Ciò che stavo semplicemente facendo era, perchè era un accesso di tipo amministrativo, con controllo pieno sulla macchina in locale con password blank. Quindi era quasi come un logging on.

K: Fermiamoci un attimo qua. Cosa stavi cercando mentre facevi questo?

G: Prima di tutto cercavo qualcosa sugli UFO. Entrai a fondo nel soggetto e avevo sentito serie discussioni e discorsi sul soggetto, poi venne introdotto il Disclosure Project e realizzai che esistevano, sai, 400 testimoni oculari fra persone che hanno lavorato sia in ambito civile come nel controllo del traffico aereo, che in ambito militare come operatori radar, fino a uomini e donne in cariche di responsabilità su missili nucleari. Pensai che fossero sicuramente persone credibili.

Poi l' intera cosa della tecnologia soppressa, che catturò il mio lato umanitario. Pensai: Crikey, abbiamo guerre per il petrolio, bruciamo carburanti fossili, inquiniamo l' ambiente e abbiamo anziani pensionati che muoiono in Inghilterra perchè non possono pagarsi il riscaldamento.

Così ho pensato: Perchè non si usa questa tecnologia sulla Terra? Posso capire alcune delle cause. Per esempio, sai, cosa accadrebbe se i terroristi avessero la free energy, o se i terroristi avessero l' antigravità?
Bene, sai, cosa accade se i terroristi hanno le armi? Tutto ha un doppio uso. Devi proteggere, renderlo a prova di manomissione, tutto, ma portarlo al pubblico. Tutti dovrebbero averlo.

K: Ok. Ma per quanto riguarda la comunità hacker, hai detto, credo, in qualcosa che ho letto, che hai incrociato altre "parti interessate" che stavano visitano gli stessi posti in cui eri e sapevano che c' erano le password vuote e quindi che potevano accedere a livello amministrativo. Corretto?

G: Si. Intendo, sarei stato sorpreso di non trovare altri, perchè non serviva una manovra di "hack" per entrare. Era una pesca su larga scala con password vuote. Alcuni di questi posti, sai, erano molto speciali; posti che non penseresti mai senza firewalls o con password blank.

K: In quale anno sei stato coinvolto in questo?

G: 2000, 2001.

K: Non è stato molto tempo fa. I sistemi informatici avrebbero dovuto essere..specialmente per il governo, l' esercito e la NASA..avresti pensato che dovessero essere protetti per cose come questa.

G: Si, assolutamente. Infatti penso si supponga che seguano le regole federali, sai.

K: In modo da non fare loro un favore, non è vero questo?

G: Si, puoi vederlo come, questo perchè ne sono sicuro...Intendo, le altre connessioni che erano la - Turchia, Olanda, Germania, da tutto il mondo - puoi vedere l' indirizzo IP connesso alla macchina e puoi ottenerlo e sapere a quale paese appartiene e quale sia il possessore dell' indirizzo. Non so se fossero di governi stranieri. Poteva essere Al Qaeda. Poteva essere qualcuno come me, che curiosava in giro. Chi lo sa?

K: Questo è un punto molto interessante. Quindi hai ottenuto l' amministrazione, questo si è capito per ciò che hai fatto. E' questo che possiamo supporre?

G: No. E' bene chiarire cosa è l' accesso da Amministratore. Spesso, in una rete aziendale o in quella di una organizzazione come l' Esercito o la Marina, non usano davvero l' "Amministratore", ma un accesso incorporato. Non puoi cancellarlo. Puoi rinominarlo. Ma è per, diciamo, se qualcuno vuole fare qualcosa di sistemistico su tutta la rete, allora può usare l' accesso in remoto. Questo ti da controllo pieno sulla macchina. Ma non si riferisce veramente ad una persona in particolare.

K: Oh. Quindi non c'è nessuno in particolare coinvolto in questo, un manutentore del sito o altro.

G: Corretto, si. Ovviamente devono avere uno staff informatico che segue le cose.

K: Giusto. Tu non hai incontrato una persona del genere, un membro dello staff informatico, dall' altra parte?

G: Si. Era un ingegnere della rete. Dato che avevo controllo remoto grafico della macchina, era letteralmente come essere seduti sulla sedia difronte allo schermo. Penso che dovevo avere l' orario sbagliato o che stesse lavorando in tardo orario o altro. Ma ha ovviamente visto muoversi il mouse sullo schermo. Altra cosa che so, si è aperto WordPad e qualcuno ha scritto: "Chi sei tu?".

Mi sono spaventato. Non volevo essere beccato. Pensai rapidamente e trasformai la mia ricerca in una spiegazione per rispondere.

Allora risposi: "Sono della Nipponet Security", che è un protocollo internet non classificato e una rete di router - "Ho scoperto alcune scansioni non autorizzate che arrivano da questa macchina. Sono qua per investigare." Lui immediatamente, fu un buon stratagemma per la mia natura umana, lo so, provò ad impressionarmi con la sua conoscenza e mi mostrò questo, fece una scansione virus e mi mostrò che la macchina era pulita.

K: Wow. So che questo era collegato in qualche modo alla tua cattura, un mese dopo o non so quanto dopo.

G: Non posso ricordare quando avvenne l' incidente. Facevo questo ogni notte, tutte le notti praticamente, per due anni. Non guardavo molto ad altro, quindi date e altro sono un po' mutilate.

K: Quindi questa era una tua vera passione, in altre parole?

G: Oh si. Si.

K: Era la passione sugli UFO e la tecnologia nascosta? Era questa la tua passione? O quale dici sia la tua passione a riguardo?

G: Io credo con passione che tutti dovremmo avere questa tecnologia. Inoltre, ovviamente, se puoi confermare l' esistenza di extraterrestri e del loro contatto con noi, allora sarebbe buono. Ma per me sono piu' importanti questi sistemi free energy.

K: Ok. Allora cosa hai trovato?

G: Sulla free energy, nulla. Sfortunatamente, non ho trovato nulla.

Ma sugli UFO: può sembrare circostanziale ad alcuni, ma per quanto mi riguarda è provato. Come parte del Disclosure Project, Donna Hare, una scienziata della sezione fotografica della NASA che ha avuto accesso di livello Top Secret e si trovava al Johnson Space Center nel Palazzo 8, dice nella sua testimonianza che uno dei suoi colleghi che lavorava alle fotografie, la invitò ad osservare. Lei vide immagini ad alta risoluzione prese da un satellite, di un disco bianco a mezzo km dalla cima degli alberi.

Lei pensò subito: Oh, è una bolla nell' emulsione, sai, qualcosa di sbagliato nel processo fotografico. Lui rispose: guarda, le bolle nell' emulsione non hanno ombre perfette che vanno nella stessa direzione degli alberi? Ecc..ecc.. Tutto il dettaglio era lì. Lei diceva in breve che nel Palazzo 8 si cancellavano gli UFO su base regolare, perchè poi mandavano le foto alle università.

Ho ipotizzato che la scansione con password blank potesse funzionare anche al Johnson Space Center e funzionò. Una volta dentro, ho usato vari comandi di rete per cercare nelle macchine del Palazzo 8. La prima in cui sono stato conteneva quello che lei diceva. Non ricordo se era "Filtered" e "Raw", "Processed" e "Unprocessed", ma c' erano cartelle che contenevano una trasformazione nei dati tra una e l' altra.

Queste cartelle erano piene di immagini in formato proprietario NASA o in un formato che non ho mai visto prima: non Jpeg o gif. Erano anche da 200 a 300 mb in dimensione. Essendo in connessione 56k, non avevo modo di scaricare più rapidamente di 5 minuti a megabyte.

Allora cosa ho fatto..Il programma di controllo remoto che ti da controllo grafico della macchina, ho abbassato la risoluzione, mi pare a 4bit di colore sul desktop della macchina NASA, sono entrato nella cartella e ho cliccato sulla prima immagine. L' applicazione è partita. L' immagine arrivò allo schermo, ma molto, molto lentamente.

Ciò che ho visto, o che speravo di vedere, era ciò che lei descriveva come disco, in immagine molto definita. Ciò che invece vidi penso fosse la Terra. Era in ombre di grigio. Avevi l' emisfera della Terra per 2/3 dello schermo e quindi a metà tra la cima dell' emisfera e la fine dell' immagine c' era una specie di oggetto dalla forma a sigaro, ma con cupole sopra e sotto e questo lato (indica verso destra), e credo uguale sul l' altro lato. Aveva delle estremità a sigaretta leggermente piatte. Nessuna saldatura. Nessun rivetto. Nessuna antenna telemetrica o altro di simile. Sembrava...non sembrava nulla di produzione umana. Non c' erano segni di manifattura umana.

K: In essenza era una nave, stai dicendo questo?

G: Si. Subito quando ho visto la prima metà ho pensato: Bollocks, solo una noiosa foto satellitare. Man mano la cosa si rivelava, divenne ovvio che non era alcun satellite che abbia mai visto. Sono stato matto per lo spazio dai 14 anni e quindi ho visto molte foto di satelliti.

K: Ok. Quindi sapevi cosa stavi guardando, ad un certo livello. Quindi, credi che in questi 2 anni di investigazione tu sia stato minacciato? Intendo, sei stato beccato da una persona, giusto? (Gary indica di si) E' stata l' unica volta?

G: No. Questo ragazzo, l' ingegnere di rete, mi ha visto ma non ha capito che non dovevo trovarmi lì. Il tipo che mi ha beccato era in NASA, quando la foto era a circa 3/4 visibile sullo schermo. Ha visto muoversi il mouse, ha cliccato sull' icona della LAN e ha disconnesso. Ecco perchè è stato un momento strano. E' stato un trionfo in un certo modo. Ho verificato completamente la testimonianza di Donna Hare, ma sono stato beccato allo stesso momento.

K:Quando dici essere beccato..come ti ha scoperto? Ho capito che ha chiuso la rete e quindi non hai potuto più accedere. (Gary indica sì) Ma questo significa che lui sapeva chi eri o ha dovuto investigare ulteriormente per scoprire da dove venivi?

G: E' servito pù tempo, credo molto più tempo, ma non so quanto di sicuro. Ancora non ricordo se era..Questo è accaduto poco prima della fine della mia investigazione. Penso sia stato verso la fine del 2001. Sono stato arrestato in Marzo 2002. Ciò che accadde, mi è stato detto, è che la NASA e varie strutture militari che hanno condiviso con me le informazioni, che credo debba accadere più spesso, non l' hanno fatto legalmente e hanno realizzato che chiunque sia stato nei sistemi stesse usando gli stessi strumenti, gli stessi programmi e lo stesso metodo per entrare.

Penso che la NASA sapesse che il mio IP fosse del Regno Unito. Questo è il fatto: non ero un hacker professionista, non stavo coprendo le mie tracce o altro. Ci sono stato mentre le persone erano al lavoro. Quindi, yeah.

K: Ok. Donna Hare. Immagino che tu abbia sentito la sua testimonianza o abbia visto la sua testimonianza da qualche parte? Era sul web?

G: Era il sito del Disclosure Project, della loro Conferenza Stampa del 2001.

K: Oh, capisco. Lei è mai stata in contatto con te?

G: No. Ma la sua segretaria sì.

K: Huh. Ok. Tu sei stato intervistato da un certo numero di media di buona reputazione, come la BBC. Giusto?

G: Si. BBC, Channel 4, Channel 5, ITV, BBC World Service..

K: E il Guardian?

G: Il Guardian.

K: Il Financial Times?

G: Si, il FT. Sono stato in The Metro, The Standard..The Daily Mail mi ha cercato ma al momento ho dovuto rifiutare.

K: Ok. E recentemente, Linda Moultoun Howe per Coast to Coast o possibilmente per Coast to Coast ad un certo punto e per il suo sito web.

G: Si. Per Earthfiles and Dreamland.

K: Ok. Sono stupita, perchè so che la tua causa è molto celebre nel Regno Unito, ma non sta avendo copertura sufficiente negli Stati Uniti a questo punto. Corretto?

G: Si. Secondo me è un blackout mediatico deliberato. Sono stato solo contattato da, penso la CNN e da nessun altro gruppo, perchè sembrano esserci due fazioni nellì Esercito USA e nel governo. Uno di questi è enormemente imbarazzato per la sua mancanza di sicurezza, nessun firewall, nessuna password, nessuna sicurezza in poche parole. Specialmente dall' 11 Settembre, sai, la sicurezza dovrebbe essere più forte. L' altra fazione sembra volere che venga tutto allo scoperto e che si faccia spettacolo per dire: Questo è Ciò che Accade agli Hackers.

K: Oh, capisco, per usarti come capro espiatorio. (Gary indica di sì) Bene, questo suona ingiusto e suona come, a livello più ovvio, perchè non ti hanno pagato (Kerry ride) visto che gli hai fatto notare un vero buco nel sistema? Avrebbero potuto prenderti a bordo. Sembra che tu non sia contro la sicurezza, la sicurezza dei computers.

G: No, per niente. Per niente. Ho grande rispetto per le agenzie che tutelano la legge e per le agenzie militari, quando sono corrette. Ma in questi giorni...sanno che sono completamente in disaccordo con anni e anni di - non la politica estera Americana - odio quando la gente dice gli Americani questo, gli Americani quello - non si tratta del popolo Americano. E' che sono vittime della successione di cattivi governi, con, sai, una visione a molto breve termine. Quindi penso che sappiano che non lavorerei per loro.

K: E come ti sta trattando il governo Inglese? Hai avuto interazioni con membri del governo Britannico?

G: Bene, sai, abbiamo scritto al MPs e questa sorta di cose. Sono però molto deluso quando pensi che la prima cosa fatta dal governo Britannico è dare tutto su un piatto al governo Americano. Tutte le prove erano a Londra. Il mio hard drive era a Londra. Io ero a Londra. Ho ammesso pienamente e francamente l' accesso non autorizzato. Tutti i dettagli erano lì.

Inizialmente i poliziotti erano amichevoli. Hanno detto: Oh, farai 6 mesi di servizio civile, aiutando la comunità ecc.. Quando è subentrata l' America e hanno avuto l' incontro con l' Ufficio dell' Intelligence della Marina, e penso anche con L' Ufficio delle Investigazioni Speciali dell' Air Force, sono tornati con un comportamente differente:
molto, molto pesante; molto, molto serio. Subito ho preso le connotazioni della "mente criminale" e tutte queste fesserie.

K: Oh. Giusto. E' vero che sei stato ispirato da War Games ad un certo livello..il film?

G: Questo lavoro di John Ronson. Ho detto di averlo visto, ma non ne sono stato ispirato. Quello che mi ha davvero ispirato è stato The Hacker's Handbook di Hugo Cornwall, che ora è Peter Sommer della London School of Economics.

K: Oh davvero...

G: (Scuote le spalle) Uh huh. E' stata la prima pubblicazione forte che ho letto. Infatti la prima stampa venne bloccata dal governo Britannico e hanno dovuto ristampare eliminando delle parti.

K: Ora però lui sta insegnando. Giusto?

G: Si. Non sono sicuro di cosa insegni.

K: Ok. Bene, è molto interessante che tu abbia come imparato da qualcuno che lavora per la classe dirigente, giusto?

G: Uh huh.

K: Ha scritto un libro sull' hacking. E "hacking" è un modo per trovare informazioni che può servire a chi fa investigazione ma può non piacere? O non essere apprezzato dai potenti?

G: Si. Ok. Come un giornalista.

K: Giusto. Puoi dirmi cos' altro hai trovato? Perchè so che hai alcune informazioni che riguardano Ufficiali Non-Terrestri. Corretto?

G: Si. Questo era un foglio di Excel e il titolo era "Ufficiali Non-Terrestri" e c' erano nomi, gradi..non era una lista lunga; non riempiva tutto lo schermo, non penso.

K: Puoi dire genericamente quanti fossero? Intendo, se dovessi ipotizzare, parliamo di 20, 50?

G: 20, o forse 30.

K: Sai se erano uomini o donne, per caso?

G: Questo non lo ricordo.

K: Ok. Nomi e cognomi?

G: (si ferma a pensare) Sicuramentei gradi, ma nulla che indicasse capitano dell' Esercito o della Marina o dell' Air Force.

K: Ah, quindi non c' era designazione o organizzazione per cui lavorano?

G: Si. Intendo, questo era il titolo "Non-Terrestrial Officers" e ovviamente non sono piccoli uomini grigi. Quindi stavo pensando: Che forza è questa? E questa frase non si trova sul web o in una documentazione ufficiale dell' Esercito o altro. E l' altra cosa era una lista di trasferimenti da nave a nave e da flotta a flotta e tieni in mente flotta a flotta, significa più navi, movimenti di materiali. Queste navi non erano della Marina USA. Ancora, non ricordo i nomi, ma ricordo che cercavo di far combaciare i nomi e nulla combaciava.

K: Quindi, ora, questo teoricamente dovrebbe essere top secret se non-terrestrial significa, fuori dal mondo, giusto?

G: Si. Intendo, Ho cercato di capire...ho pensato che un corpo di Marines Spaziali è stato formato. Se guardi il DARPA, Defense Advanced Research Projects Agency, negli ultimi anni, un sacco di roba governativa e di comando spaziale è tutto relativo al dominio dello spazio. E' realmente, sai, la frontiera finale. Si, quindi penso sia naturale per loro voler controllare lo spazio e sviluppare una forza spaziale in segreto. Credo però usando principalmente tecnologia retroingegnerizzata dagli ET.

K: Per uscire da qua, in altre parole?

G: Si. E anche per essere coperti, altrimenti quanti altri governi vedrebbero cio' che avviene.

K: Era la NASA? Dov' era? Puoi dirlo?

G: (ride) Ancora, vorrei. Trovo difficile ricordare tutto. E' strano: posso ricordare un indirizzo IP..ma (non posso ricordare) molti dei nomi e dov' ero quando ho trovato una cosa in particolare. Ricordo che pensavo sul momento che doveva essere la NASA e la Marina, sai, parti segrete. Quindi era o la Marina o la NASA. Penso fosse più facilmente la Marina. Ma non sono pienamente sicuro.

K: Ok, a questo punto questa scoperta è stupenda, giusto? Intendo, per qualsiasi ricercatore arrivare a qualcosa del genere è intenso.

G: Se.. (cerca le parole)..quello che credo sia corretto lo è, sì.

K: Ok. Conosci la storia di Serpo? Te ne abbiamo accennato. Ma non so se tu davvero..perchè non sei sul web, giusto? Non vai sul web da anni?

G: Corretto. Si.

K: Questa è parte della tua...come la chiami? Sorveglianza?

G: Della mia condizione di cauzione, si.

K: Quindi forse non ne sai nulla, ma è un programma di scambio tra alieni e umani che si suppone sia avvenuto tra il 1965 e il 1978. Sono state rilasciate informazioni sul web e ti ho dato un articolo da The Fortean Times che puoi istruirti su questo.

Per dirti qualcosa in merito, c' erano 12 astronauti che andarono su un altro pianeta. Il pianeta venne chiamato Serpo nel sistema di Zeta Reticuli, si suppone. Ora, molti dicono che sia disinformazione, ma la cosa interessante è che quando dici ufficiali non-terrestri, c' è possibilità che si riferisca agli astronauti di Serpo. Questo ti collega a qualcosa?

G: Bene, si, sicuramente. Credo che tutto sia possibile in casi di questo tipo. Penso..hmmmm. Intendo, il fatto che non abbia base sulla Terra non significa necessariamente che orbiti la Terra, giusto? Puo' essere basato su un altro pianeta, in un altro sistema solare.

K: Giusto. Perchè è non-terrestre, che significa non sulla Terra.

G: Si.

K: Quindi cosa ti è accaduto quando..colpo dopo colpo sei stato scoperto?

G: Ho dormito per un' ora. Erano circa le 8 del mattino e la mia ragazza aprì la porta. Era una unità nazionale per il crimine high-tech, 4 o 5 ufficiali, un grosso furgone della polizia. Entrarono in casa. Avevano un mandato. La mia ragazza e io vivevamo nella casa di sua zia. Noi stavamo a piano terra e sua zia sui due piani superiori. Il mandato era per tutta la casa. Così, sfortunatamente, così come presero il mio pc e quello della mia ragazza, (loro presero) 4 altri pc che dovevo riparare per amici e andarono anche di sopra e presero il pc della zia della mia ragazza.

Quindi ci separarono e fecero la routine del Mr. Buono e Mr. Cattivo. Tipo: "Sappiamo come sei, compagno, mi piace dilettarmi un pò, se sai cosa intendo. Oh, sei entrato alla NASA e al Pentagono, giusto?..cercando di farmi ammettere prima di arrivare alla stazione di polizia. Così ho tenuto la bocca chiusa, ovviamente.

Quindi andammo alla stazione di polizia. Ci sono stato per quattro ore, nel frattempo ho dormito un pò perchè ero distrutto. Quindi mi hanno tirato fuori dalla cella dopo aver interrogato la mia ragazza. Mi hanno interrogato per alcune ore, minacciandomi di arrestare il cugino di 15 anni della mia ragazza solo perchè era nella casa per cui era stato dato il mandato e mi misero sotto pressione per farmi parlare senza l' avvocato presente.

K: Wow.

G: Ho pensato: tutto è comunque nel mio hard drive, posso anche dire tutto prima che trovino da loro le prove. E' stato il mio stile da subito, ammissione piena e franca dell' accesso non autorizzato e del materiale scaricato. Ma non dell' accusa ridicola dei danni.

Quindi dopo due interrogatori, il secondo dei quali è avvenuto dopo che la polizia è stata, penso, a Washington, presso l' ONI (Office of Navy Investigation) e forse l' AFOSI (Air Force Office of Special Investigations).
Avevano un tono diverso: molto, molto serio. Mi chiesero molte più cose, cercando di farmi ammettere di essere stato in posti in cui non sono stato, cosa che ho trovato interessante.

Quindi nel novembre del 2000, essendo stato arrestato in marzo, nel novembre del 2000 il Dipartimento di Giustizia disse che volevano applicare la mia estradizione. Non l' applicarono, ma dissero che ne avevano intenzione.

Quindi aspettammo e aspettammo e aspettammo. Non accadde nulla. Quindi arrivò lo Special US-UK Extradition Act del 2003 che non richiedeva prove alcune da parte del Dipartimento di Giustizia per prendere un cittadino Britannico. Ora, noi non possiamo fare questo a un cittadino degli USA. Sei protetto dalla tua Costituzione. Questo trattato è stato firmato solo dagli Inglesi, non dagli Americani. Quattrocento persone sono sotto minaccia di estradizione con questo.

K: Lo sono?

G: Si. L' America ha accordi di estradizione con 119 paesi e solo l' Inghilterra e l' Irlanda hanno accettato di estradare i loro connazionali senza prove. E' una situazione ridicola.

K: Immagino ci sia anche Guantanamo Bay ..

G: Si. Qualcuno me lo ha detto.. Hanno detto il fatto che molte persone in Guantanamo Bay non hanno avuto ancora processo, e non è stato provato che siano terroristi, benchè sono sicuro che molti di loro possono essere..mentre si suppone che abbiano attaccato siti militari Americani. Quindi..sai..(muove le spalle)..suona come un buon biglietto di sola andata per me. E anche il fatto che l' ordine numero uno dell' esercito, quando hai un processo per segreto militare, nessun diritto di appello, nessun diritto di commento. Dichiarano sicurezza nazionale e tutta la cosa è in unbuco nero.

K: Quindi, hai un avvocato. Giusto?

G: Assolutamente. Si. Ho avuto aiuto legale. Perchè sono disoccupato, abbiamo avuto consulenze legali gratutite.

K: Ok. Non so se puoi dire come ti supporteranno in questo?

G: Si. (pausa) Umm..Sentivamo che il Giudice Distrettuale Nicholas Evans che si è occupato della mia ultima udienza non concordi con i punti principali che abbiamo sollevato. Non sono sicuro che sia qualificato o abbia abbastanza esperienza per notificarli alla House ed ecco perchè non l' ha fatto. Sentiamo che avremo più probabilità in appello di veder cambiare le cose. Stiamo provando anche di far cambiare la legge. Non solo per me. Per molte persone e per il fatto che puoi essere estradato senza prove. Quindi stiamo provando a ottenere revisioni giudiziarie e a fare pressione, abbiamo in atto petizioni, ecc..

K: Ok. E tu hai un sito. Giusto?

G: Giusto. Si. Freegary.org.uk

K: Ok. Molto bene. Puoi dirmi ora cosa hai pensato quando hai visto la lista di ufficiali non terrestri?

G: Ho pensato WOW, ho trovato davvero qualcosa. (Kerry ride) Ma questo, insieme al trasferimento di materiale, sono le unice due cose che ho trovato. Tieni a mente che per il 99% del tempo non trovi nulla, assolutamente nulla. Ho cercato nel sistema per anni. C' erano volte in cui sapevo dov' ero, ma era vago. Sapevo che ero nel Pentagono, ovviamente. Ma molto spesso, quando ottieni l' accesso ai margini dei sistemi per cercare di prendere controllo in modo più profondo, sei come accecato.

Peter Warren, un giornalista investigativo, mi ha detto che si recò in America per un intervista ad uno dei pezzi grossi e chiese: Perchè insegui questo ragazzo così intensamente? Perchè questo è il primo caso di estradizione per hacking? Qualcuno gli rispose : "Non è la persona o ciò che ha fatto e cosa sta dicendo, è per dove è stato e cosa può aver visto che non sta dicendo."

K: Ok, proseguiamo su questo per un secondo. Esiste qualcosa che non hai rivelato alla stampa? Per esempio, qualcosa su cui sei incappato? Sai, come un foro nel ghiaccio, qualche carta che conservi?

G: Se ci fosse, non te lo direi. (ride)

K: Oh, davvero. Ok ok. Chiaro. Se hai informazioni le tieni conservate. Perchè, vedi, la gente sparisce ogni giorno, giusto?

G: Uh huh.

K: Quindi si spera che tu ti sia protetto ad un certo livello.

G: (pausa, pensieroso) Non sto per sparire.

K: Si? Ok. In un certo senso, ti consideri un piccolo guerriero? Stai combattendo una battaglia?

G: No. No. Sono sicuramente in conflitto, ma..

K: Ciò che intendo è, che in un certo senso tu stia combattendo una battaglia per la rivelazione, ne stai prendendo parte, giusto?

G: Immagino di si. Divento impaziente per questa copertura di grandezza con cui molte persone si rivestono nel loro campo. (Kerry ride) Per me, è un lavoro che andava fatto e va fatto in modo pragmatico. Non mi vedo in modo particolare. Voglio seguire questo rap e portare avanti la rivelazione sugli UFO, ma ovviamente per canali legittimi questa volta.

K: Ok. Solo per curiosità, hai pensato di scrivere un libro?

G: Non ci ho pensato, ma poi John Wiley & Figli mi hanno avvicinato e richiesto di scrivere un libro. Scrivere qualcosa sul retro. Sai: GaryMcKinnon ci ha detto questo, quello e altro. E hanno detto: Oh fantastico, sembra davvero buono, wow. Quindi hanno avuto un incontro col loro dipartimento legale da Stateside, una compagnia Americana, infine e (schiocca le dita) questo è tutto.

K: Oh wow, hanno tirato.. Bene, ho alcune persone a Hollywood che possono essere interessate. Come ti senti per questo?

G: (Gary sorride) Yep! Per quanto posso stare in questo paese e filmare.

K: Oh, molto bene. Ok. per quanto sia il tuo background..Non sei proprio preparato, non so.. hai studiato in ambito informatico, corretto?

G: Sono preparato, ma non ho qualifiche formali.

K: Quando hai iniziato questa ricerca, avevi lavorato nel campo?

G: Oh si. Si. Ho avuto il mio primo computer a 14 anni, ho imparato a programmare in Basic, quindi in Samba e poi non ho lavorato sui computer per molto tempo, solo per hobby..programmazione grafica, OpenGl, intelligenza artificiale, programmazione per videogiochi. Quindi ho frequentato studi informatici, ma ho scoperto di avere grosse carenze in matematica di livello avanzato e quindi non ho potuto iniziare a studiare per una laurea.

Quindi mi hanno abbassato ad un Higher National Diploma e avevo ancora problemi con la matematica di un certo livello e quindi ho lasciato perdere e mi sono messo al lavoro. Ho avuto il primo lavoro con la mia sola esperienza amatoriale, nell' installazione e configurazione di Windows. Da qui ho avuto altri contratti, altra esperienza, altre mansioni. Al momento i datori di lavoro rispettavano più l' esperienza che un pezzo di carta. Più tardi hanno iniziato a rispettare di più i pezzi di carta, potevo sedere vicino a 10 ragazzi con la MCSEs e altro ed essere meglio di loro messi assieme grazie ai miei 20 anni di esperienza passata.

K: Grande. Quindi hai fatto videogiochi e programmazione su intelligenza artificiale?

G: Non per lavoro, per piacere. Algoritmi genetici, logica, roba così.

K: Favoloso. Ho capito che sei nella grafica? Hai una preparazione?

G: Si. Uso l' OpenGl come modo per comprendere la programmazione C++, perchè hai molti riscontri visivi. E' un sistema gratificante per imparare qualcosa un pò arido, davvero.

K: Ok. Quindi apprendi da solo in vari modi.

G: Mm.

K: Ora sono curiosa, la "comunità hacker" ti ha appoggiato in qualche modo?

G: Non sono stato parte della scena, per dire. Ho avuto qualche contatto nei newsgroup con personaggi che sembravano molto ben informati sul mio caso e uno di loro si occupa del sito freegary. E' molto ferrato, lodevole e molto premuroso, una di quelle persone che si sacrificano per il bene degli altri. Ho letto di hacker molto arrabbiati. Ho letto di hacker che hanno detto: se Gary va in galera in America, faremo hacking su tutto il possibile del governo Americano. (Kerry ride)

(Gary muove le dita davanti alla camera) Vi prego di non farlo ragazzi.

K: Altre persone combattono per te? La famiglia? Amici?

G: Mia mamma è una torre di forza, sai. Ho la fortuna di avere quattro genitori...Parlo col mio patrigno e il mio vero padre. Parlo con la mia matrigna, non molto perchè vive ancora in Scozia. Però sì, gli amici mi supportano, mi hanno detto di non fare ancora quello che facevo. Non sanno esattamente cosa stavo facendo, ma sanno che sono stato in posti dove non dovevo essere. Dicono sempre: è sciocco per te farlo. Mi scoraggiavano dal farlo. Quindi si sono molto arrabbiati subito, quando si è scoperto che ero stato beccato. Però, si, mi supportano incredibilmente.

La cosa migliore è che ci scherziamo sopra. A volte è molta la paura, pensando: Dio, potrei finire 60 anni in prigione! Quindi è bene mantenere il senso dell' humor.

K: Ok.Sai, quando investighi per due anni, sono sicura che molto rimane nel retro della mente da qualche parte. Sono curiosa, non so cosa tu abbia letto dopo, ma vorrei sapere se hai trovato riscontri su quello che avevi visto.

G: Ah, si. Intendo, la mia storia di per sè, la storia dell' hacking, non ho trovato...Solo poche cose. Non c' è altro che ho trovato. E' tutto qua. Il foglio Excel e l' immagine. Ma hai ragione: avendo letto molte cose recentemente, ho avuto molti contatti e li ringrazio per avermi mandato libri e DVD. Essendo senza lavoro e altro, è bene avere qualcosa per far lavorare il cervello. Ho realizzato che ci sono posti in cui sono stato, ma che al momento non sapevo quanto fossero legati all' attività UFO, China Lake..

K: Certamente, immagino, Johnson Space Center? (ride)

G: Si, assolutamente, Johnson Space Center. Un paio di macchine NASA a Fort Meade anche. Si, penso di essere stato in posti molto più sensibili di quanto sapessi al tempo. Probabilmente ho mancato molta roba, sai?

K: Quindi hai fatto una ricerca con parole chiave. Giusto?

G: No. Una volta che sei davvero..Devi diventare..Non è bene essere Amministratore della macchina. Devi diventare, come si dice nelle reti Microsoft, "Amministratore di Dominio" e quindi hai pieno controllo della rete. Una volta a questo punto, puoi eseguire un programma. Ne uso uno di nome Land Search, al momento, che ricerca su ogni computer e preleva un certo tipo di files. Ma al momento sfortunatamente non era abbastanza sviluppato da fare ricerche di parole chiave dentro i files, quindi sono stato creativo coi nomi dei files.

K: Wow. Quindi puoi aver mancato qualcosa di top secret perchè aveva un nome inncouo che non salta in mente?

G: Si. Quindi ho realizzato..C' era una rete su cui sono stato..non dico quale..dove a causa della tecnica..Piuttosto che installate Windows con un cd su ogni pc individualmente, puoi creare una cosiddetta immagine e quindi lanciarla verso le macchine sulla rete. Su questa rete particolare l' immagine era stata mandata con la password di amministrazione in bianco, quindi avevo 5000 macchine con la password di amministrazione in bianco. Qual' era la domanda?

K: Come hai fatto la ricerca?

G: Oh giusto, si. Questo avevo compreso. E' un lavoro troppo grande per una persona. Ho pensato: Mi ci vorrebbero anni, anni e anni. E sarebbe divenuto noioso, perchè per la maggior parte del tempo non si trova nulla. Anche la mia relazione stava andando a rotoli. Ho lasciato il lavoro. Stavo andando nella pentola, non mi nutrivo bene, non mi lavavo bene. Era divenuta una ossessione non salutare.

K: Quindi eri davvero motivato, ad un certo livello.

G: Si. Pensavo di fare qualcosa che avrebbe fatto bene a molte persone, così..

K: Bene, penso che ci siano molte persone là fuori che darebbero supporto al diritto di sapere, come per la free energy. Guarda, se stiamo mandando ufficiali fuori dal mondo, allora cosa stiamo facendo con lo Space Shuttle, macchina obsoleta che esplode everso lo spazio?

G: Si. Penso a ciò che stai dicendo sul fare hacking per trovare informazioni, non consiglierei a nessuno di farlo, o altro del genere. Ci sono però tempi nella storia in cui puoi guadagnare la libertà solo rompendo le leggi..Gesu stesso, ricordo nella Bibbia, parlando di persone povere che rubavano il cibo dal tavolo, venivano tagliate loro le mani. Cose del genere. Sono poveri, sono affamati. Lasciateli rubare un poco. Come può danneggiarvi?

K: Giusto. Quale futuro vedi per te?

G: Spero venga abbandonata tutta la cosa o che venga lasciato nel mio paese. Questa è la prima cosa. Questo prende molte delle mie energie al momento. Oltre a questo, mi mantengo aggiustando i computers delle persone. (Kerry ride) Vorrei seguire la mia ambizione come cantante, la mia passione maggiore, cantare e scrivere canzoni.

K: Oh...grande. OK!

G: Sono malato per le macchine, la tecnologia, la vita rapida e il profitto.

K: Ok. C' è altro che vuoi dire alle persone su questa esperienza? Su dove sei stato in questi due anni? Ovviamente sono passati anni e ora sei più vecchio e saggio, ma sai, c' è un messaggio (Gary ride) su cosa avresti fatto al tempo? Se potessi tornare indietro?

G: Si. (guarda diretto nella camera e parla seriamente) Ascoltate Sempre la Vostra Ragazza. (ride)

K: (ride) Ok. Ho sentito. Molto bene! Ok, bene, questa è Kerry Cassidy e abbiamo parlato con Gary McKinnon e preso una birra (Gary alza il bicchiere alla camera) nel retro di un pub a Londra, in periferia. Giusto?

G: Corretto.

K: Ho un' altra domanda. Mi chiedo. Pensi, ad oggi, che ci siano organizzazioni che usano queste password amministrative vuote, duplicando i desktops?

G: Giusto. Non sono sicuro, ma intendo. E' il Government Accounting Office ? O il General Accounting Office? Mostrano un rapporto ogni anno lodando la sicurezza federale nelle infrastrutture nazionali critiche. Lo leggo ogni anno e ogni anno non migliora nulla. Quindi penso..scommetterei molto denaro sul fatto che se lo facessi di nuovo oggi, probabilmente accadrebbe la stessa cosa ancora. Si.

K: Quindi cosa significa, che ci sono altre persone che fanno facilmente la stessa cosa e che possono ritrovarsi nella tua situazione.

G: Giusto, lo penso.

K: Loro non vengono ancora beccati.

G: Si. (scuote le spalle, ride)

K: Bene. Ora, in termini della situazione ET, hai avuto avvistamenti? Hai mai sentito di interazioni con altre razze, altri esseri di altri pianeti?

G: No. Ho visto qualcosa quando avevo circa, 11 o 12 anni, penso. Era una luce nel cielo. Era notte e non si muoveva in modo lineare. Si muoveva molto irregolarmente (indica una linea a zig-zag) in direzioni generiche, si muoveva irregolarmente da parte a parte. Ho pensato: non è una meteora e non è un satellite. Non sapevo cosa fosse. Non era un aeroplano. Il movimento laterale era rapido.

K: Ok.

G: Il mio patrigno ha visto qualcosa e ha avuto sogni sugli UFO. Ha vissuto a Falkirk, e Bonnybridge è un posto particolare per gli avvistamenti UFO. Era un fan della fantascienza, mi ha portato in questa passione quando ero giovane e questo ha messo il seme per questo genere di cose. Inoltre, Dio, solo il pensiero di incontrare esseri da altrove! Sarebbe meglio che nuotare con i delfini, vero? (ride)

K: (ride) Buon punto. Hai fatto investigazioni sul tuo governo, puoi parlarne?

G: Mettiamola in questo modo: la sicurezza del nostro governo è molto, molto, molto, molto buona.

K: Oh davvero?

G: Si. Ma ancora, anche la CIA, di Langley. Anche qua è molto, molto, molto buona.

K: Ma sei stato in grado di entrare al Pentagono e alla NSA?

G: Si, ma non rompendo le loro difese di sicurezza. Questo tramite una vecchia tecnica chiamata "sfruttamento delle relazioni di fiducia". Parti da un sito non ben protetto come un sito logistico della Marina. Siccome parti da un indirizzo internet di un dominio militare, allora gli altri domini militari ti danno fiducia. Così vai avanti sempre più a fondo.

K: Ok. Huh. Quindi leggevi le emails? In questo periodo, potevi recuperare cose del genere?

G: No. Una mia regola personale è di non leggere le emails delle persone.

K: Oh. Interessante.

G: Intendo, cercavo documenti, non comunicazioni. Quando inizi a leggere emails, quanti dati da setacciare..

K: Giusto. Cosa sai sul Majestic...hai famigliarità col sito del Majestic e i documenti del Majestic? Documenti top secret, che in parte sono stati esposti?

G: Si. Ne ho sentito. Vedi, al momento non ero davvero nel campo UFO. Non ero davvero in azione. Non ero consapevole di molte cose. Se lo fossi stato probabilmente avrei fatto un lavoro migliore. Per quanto ne so la storia del Majestic non è stata ancora definita reale o meno. Non mi piace credere a nulla che non so essere un fatto reale ed ecco perchè ho iniziato a cercare da me, sai..

K: Giusto. Molte grazie allora, Gary. Questo è stato grandioso. Ora cercheremo di provare a chiamare Jerry Pippin, che ci ha aiutati per questo. Speriamo di sentire altro da te. Ci piacerebbe sapere cosa porti nello zaino, per dire. (Gary ride) Spero che la rivelazione ti permetterà di dire anche quello che non hai ancora raccontato.

G: Non ho detto di portare qualcosa nello zaino! (ride)

K: Assolutamente. Capisco. Devi però capire, sai, c' è sempre la domanda..ed è un argomento affascinante.
Molto bene, allora grazie molte.


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:46, modificato 1 volta in totale.


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Quella cassetta nel Nevada...

Certo, dire che gli alieni sono già sul nostro mondo è tutt'altra cosa.

C'è tuttavia chi ritiene che gli extraterrestri facciano occasionalmente tappa sul nostro pianeta e, forse per questo, ha fatto in modo che, le persone interessate a mettersi in contatto con loro, potessero farlo servendosi di una banalissima cassetta della posta.

Nel bel mezzo del deserto del Nevada, a pochi chilometri dalla celebre Area 51, si erge solitaria una cassetta postale che quotidianamente viene riempita di lettere indirizzate agli E.T. di passaggio.
La zona, battuta più dai turisti che dagli Ufo, è diventata oggetto di pellegrinaggio.

La cassetta, piazzata probabilmente da un negoziante interessato più ad incrementare il proprio incasso mensile, è fissata sul ciglio dell'autostrada 375, detta non a caso "Extraterrestrial Highway".

Pirata informatico viola Pc della Nasa e rivela: "Gli alieni esistono": comunque sia il mistero sull'esistenza di forme di vita aliena sembra resistere negli anni e, a dirla tutta, trovare quotidianamente elementi che ne comproverebbero la veridicità.

Nel 2006 un pirata informatico britannico, un certo Gary McKinnon, dichiarò di esser riuscito a guadagnare l'accesso alla rete dei super computer della Nasa.
Un'impresa titanica che gli avrebbe tuttavia permesso di trovare le prove inconfutabili dell'esistenza degli extraterrestri.
"Hanno la chiave per un'energia inesauribile e molte foto di astronavi: molte le conservano negli archivi, altre le cancellano per nascondere la verità".

Conferme anche dall'astronauta americano Edgar Mitchell: tali dichiarazioni sono state in un qualche modo confermate dall'astronauta americano Edgar Mitchell che, nel 1971, fece una lunga passeggiata sulla superficie lunare.

In un'intervista radiofonica ha dichiarato che gli extraterrestri esistono e sono entrati più volte in contatto con noi ma la Nasa fa di tutto per tenere nascosti i contatti.

Conferme sulla loro esistenza e addirittura sulle loro caratteristiche fisiche arrivano poi dal Centro Ufologico di Taranto che, qualche tempo fa, riuscì a recuperare un importante documento stilato dal CNI (Centro Nazionale di Intelligence) spagnolo.
Si trattava di 4 pagine in cui si afferma che gli extraterrestri non solo esistono ma sono persino tra noi.

Gli omini verdi provengono da Alfa Centauri e sono di due differenti tipi.

Non sappiamo se esistono ma conosciamo tutto di loro: la prima razza è una specie quasi identica all'essere umano e vive in tre dei sei pianeti del relativo Sistema.
Il livello tecnologico di cui dispongono avrebbe permesso loro di disporre i pianeti su una stessa orbita in modo da facilitare la colonizzazione in circostanze ottimali.

La seconda razza è una sorta di forma di vita vegetale, estremamente intelligente, generata dalla prima grazie all'uso dell'ingegneria genetica.
Questi esseri, dalla pelle verde scura, sarebbero per alcuni aspetti simili agli esseri umani.

A questo punto la domanda che viene da porsi è la stessa che ci siamo fatti inizialmente: gli alieni esistono davvero oppure l'uomo è la sola specie intelligente che popola l'Universo?

Prove tangibili non ne esistono pertanto, fino a quando gli extraterrestri non decideranno di mostrarsi a tutto il mondo, non si potrà far altro che fantasticare e, al massimo, inviar loro una lettera che potremo però spedire soltanto dalla cassetta postale situata nel deserto del Nevada.

Fonte: Tiscali notizie


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:47, modificato 1 volta in totale.


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PAUL HELLYER

Intervista esclusiva a Paul Hellyer, ex vice primo ministro e ministro della difesa del Canada. È il momento di rivelare la verità sugli UFO, questione di fondamentale importanza per il futuro del nostro pianeta. I governi - quelli permanenti e quelli provvisori - devono assumersi le loro responsabilità.

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Il nome di Paul Hellyer è balzato agli “onori" delle cronache ufologiche internazionali in seguito alle sue dichiarazioni e alla sua clamorosa proposta rivolta agli USA perché si arrivi, in breve tempo, a dichiarare la verità sul fenomeno UFO e sul cover-up imposto dai governi maggiormente coinvolti nella questione. Hellyer ha utilizzato termini molto impopolari, in politica. Nel corso dell’ intervista che mi ha concesso lo scorso 24 Febbraio nel suo ufficio, a Toronto, sono entrata subito in argomento, domandandogli: «Quando ha cominciato a interessarsi all’argomento UFO? E quando a interrogarsi su quello che volava nei nostri cieli? Era ancora ragazzo, fu quindi la classica curiosità giovanile, oppure fu nel periodo in cui lavorava per il Ministero della Difesa?».
Hellyer: «Non è esatto. È stato di recente. Quando ero Ministro della Difesa, sulla mia scrivania arrivavano dei rapporti di avvistamenti. Indicavano solo se ci fosse o meno una qualche spiegazione naturale e io ero di gran lunga troppo occupato, all’epoca, per preoccuparmene. Ero il ministro che unificò le Forze Armate, il Royal Canadian Army, la Royal Canadian Navy e la Royal Canadian Air Force in una sola forza armata. Una mossa senza precedenti per il mondo occidentale. Robert McNamara, allora Segretario della Difesa statunitense, disse che questo era ciò che desideravano tutti i ministri, ma non avevano il fegato di farlo. In realtà, fu la guerra a renderlo possibile».

Paola Harris: Questo avvenne negli anni ‘60 con Robert McNamara, segretario alla Difesa per la presidenza Kennedy?

Paul Hellyer: «Sì, erano gli anni ‘60, ma allora non mi interessavano gli UFO, avevo troppo altro da fare. La vera curiosità è venuta, credo, negli ultimi tempi, quando alcuni amici hanno cominciato a inviarmi del materiale, che però non avevo tempo di leggere, così lo mettevo da parte, sullo scaffale, in attesa di consultarlo in futuro. Devo ammettere che fu solo dopo che portai il libro del Colonnello Corso nel mio cottage a Muskoska, un anno fa, e mi sedetti a leggerlo, allora si risvegliò il mio interesse, perché sapevo che era vero. Mi dissi “Ehi, qui c’è qualcosa che voglio scoprire, perché è importante e vi sono molte tematiche politiche su cui dovrò riflettere».

Harris: Chi le ha dato quel libro?

Hellyer: «Mi sembra sia stato Pierre Jeauneau. Pierre, è solito inoltrarmi parecchia roba. È sempre premuroso e sa quanto sono oberato di lavoro, è la verità, può constatarlo dalla mia scrivania».

Harris: Lei è impegnato in molti campi. Hellyer: «È vero. Lavoro giorno e notte. La gente mi chiede cosa faccio ora che sono in pensione, e la sola differenza è che lavoro, più o meno, solo sei giorni la settimana, adesso. Quando lessi il libro di Corso capii che era autentico. Mi sono chiesto “chi potrebbe essere in grado di scrivere una fiction come questa. In un anno, leggo solo pochi libri, ma quello di Corso era talmente convincente che fino alla fine non seppi decidere, al 100%, se si trattasse di fatti reali o di finzione. Esisteva anche solo una possibilità che fosse finzione? Conclusi che non era possibile, perché c’erano troppe date, troppi nomi e troppi riferimenti che conoscevo, in quanto ex ministro della Difesa, e che riconoscevo come corretti. Il libro immediatamente suscitò in me un forte interesse e una profonda apprensione».

Harris: Risulta anche che lei abbia interpellato un generale a quattro stelle degli Stati Uniti…

Hellyer: «Non posso dire di chi si tratta, o quante stelle abbia. Stavo leggendo il libro e ne parlai con mio nipote, che si trovava in visita da me per un paio di giorni. Come la gran parte della gente, era scettico, e non aveva problemi ad ammetterlo. Due settimane dopo mi chiamò. Mi disse di aver parlato con il mio amico generale in pensione e citò le sue parole: “È vera ogni singola parola, e anche di più. E poi aggiunse: “Quel libro, devo assolutamente leggerlo!».
Harris: Beh, il libro fu un best seller e uscì in occasione del 50#730; anniversario dello schianto di Roswell. Vi sono gruppi che credono che l’incidente non sia neppure accaduto, mentre il Colonnello Corso, nel libro Il Giorno Dopo Roswell e nei suoi appunti originali - il diario L’Alba di una Nuova Era - racconta di aver visto un corpo a Fort Riley, Kansas, nel 1947. Quindi non si tratta solo del suo lavoro alPentagono, ma del fatto che vide anche il corpo di un ET, il che è molto importante. Mi sembra di capire che questo ha cambiato il suo modo di pensare rispetto a molte cose, che l’ha incuriosita e che ha preso la questione sul serio. Questo, perché riguarda la sicurezza nazionale o perché, da essere umano, ha cambiato il suo modo di concepire il mondo?

Hellyer: «Ha stimolato la mia curiosità e la mia apprensione, perché riconosco le questioni politiche quando me le trovo davanti. Sul piano politico, si prenda la dichiarazione del Generale Twining (Nathan Twining, membro MJ-12, N.d.R.), il quale definì questi popoli come “nemici alieni". Dunque la mia prima domanda è: “Sono ancora considerati alieni". Perché, se lo sono, l’Esercito degli Stati Uniti si sta preparando ad annientarli. Poi mi sono chiesto, se (gli alieni) impiegassero una tecnologia superiore, cosa succederebbe? Subirebbero un attacco o adotterebbero tale tecnologia per reagire pesantemente alla provocazione? Quali sarebbero le conseguenze per gli Stati Uniti e per il mondo intero? È una questione di enorme importanza. Ovvio che, fra le altre considerazioni politiche, c’è che se questa tecnologia è tanto stupefacente potrebbe venire utilizzata per salvare in nostro pianeta dalla distruzione ambientale? Potremmo fare a meno di bruciare combustibili fossili e salvare la fascia di ozono, fermare lo scioglimento delle Calotte Polari e il conseguente innalzamento del livello del mare in tutto il mondo, o impedire la distruzione del sistema climatico? Credo che moltissima gente sia più preoccupata di quanto sia disposta ad ammettere ed è per questo che il clima è di enorme importanza. La terza considerazione è che, naturalmente, tutto ciò conferma che gli alti gradi non stanno raccontando la verità su Roswell. Questo è chiaro. Ho visto alcuni di loro in televisione, non molto tempo fa, e la linea di partito è ancora quella del pallone meteorologico, e ho sentito dozzine di altri dire di aver giurato segretezza. Così mi sono detto: “Aspetta un minuto! Non prendiamoci in giro! Far giurare segretezza a causa dello schianto di un pallone meteorologico».
Harris: Non ha senso!

Hellyer: «Beh, non è credibile! Quindi, per come vanno le cose, possono tacciare di mancanza di credibilità le persone che sostengono che questi schianti sono veri, ma a mio parere sono proprio quelli che sostengono che si trattò di un pallone meteorologico a non essere in alcun modo credibili. Questo è cover-up: sono convinto che ci sia stato un cover-up sistematico e ben riuscito, per mezzo secolo, se non di più. L’intero cover-up conferisce credibilità alla teoria di Lewis Lapham, il direttore di Harper’s Magazine, sui due governi. Immagino che ne abbia sentito parlare».

Harris: Il governo ombra e il vero governo?

Hellyer: «Quello permanente e quello provvisorio, o il permanente e il provvisorio. Lapham ritiene che il Governo degli Stati Uniti permanente sia rappresentato dall’elenco dei cinquecento nomi di “Fortune", dai maggiori studi legali di Washington che li assistono e dalle principali agenzie di che si occupano delle loro pubbliche relazioni, o per essere un po’ più schietti, della loro propaganda, senza dimenticare i mezzibusti, sia militari che civili. Sono loro a governare gli Stati Uniti e ogni tot anni, mi consenta una parafrasi da ex politico, organizzano una farsa chiamata “elezioni" e il governo permanente sceglie gli attori che dovranno calcare il palcoscenico e leggere il copione scritto dal governo programmato, assoldando attori che non improvviseranno troppo e che eseguiranno ciò che viene detto loro di fare, gli daranno dei soldi per essere eletti e nessun altro si presenterà, perché le elezioni sono diventate un affare troppo dispendioso, soprattutto negli Stati Uniti, dove servono somme astronomiche per essere eletti. Chi non abbia alle spalle l’establishment, non è neppure in lizza. La chiamano Democrazia, ma è solo un nonsenso. A mio avviso questo conferma l’esistenza di un vero problema nei paesi che definiamo democratici, dove noi siamo, sostanzialmente, i burattini di persone che si considerano proprietarie del nostro sistema sociale, quindi spesso non ha alcuna importanza chi eleggiamo, perché chi viene eletto non apporterà alcun cambiamento importante. Queste sono questioni politiche fondamentali, che mi interessano, anzi, ritengo che debbano essere affrontate e risolte in primo luogo per gli Stati Uniti, ma anche per tutta l’umanità, perché noi siamo subalterni agli Stati Uniti in tutto ciò in cui sono coinvolti. Basta prendere il giornale di oggi, per leggere che il nostro nuovo Ministro della Difesa sotto il nuovo governo di minoranza, Steven Harper, ha dichiarato di voler riproporre la questione della difesa antimissilistica. Ho drizzato subito le antenne. Faremo dunque parte di questo business nel costruire un sistema studiato per misurarsi con gli “intrusi alieni". Vogliamo farne parte? Sembra chiaro che vorremmo farne parte senza neppure sapere cosa stiamo facendo. Allora, vuol dire che il nostro Primo Ministro è… nel giro? Assolutamente no! Sono sicuro che non lo è. E che dire del nostro Ministro della Difesa, un semplice Generale di Brigata (grado, in Canada, inferiore a contrammiraglio, N.d.R.), lui può esserci, nel giro? Certamente no. Si allinea semplicemente al giudizio convenzionale secondo il quale va realizzato un sistema che ci protegga da missili nemici, da parte di solo il cielo sa chi, si associa alla linea politica, alla storia di copertura ed è qui che io dico “questo non mi sta bene". Prima di cominciare a spendere soldi, dobbiamo avere fatti, cifre e informazioni reali, per giustificare l’impegno di risorse e di tempo, deviati da cose di gran lunga più importanti, entrando oltretutto a far parte di un progetto che probabilmente per noi non va bene affatto».

Harris: Insomma, lei si rende conto di sostenere la causa del disclosure. Schierarsi a favore del disclosure (rivelazione, divulgazione di una realtà tenuta nascosta, N.d.R.), vuol dire sfilare il tappeto da sotto i piedi di molte potenti istituzioni, a partire da quelle finanziarie, religiose e politiche, il che è in fondo la ragione per cui un sacco di gente sta mantenendo “segreto il segreto" Come pensa di affrontare questo lato della questione?

Hellyer: «Io credo nella ricerca della verità, nella “Buona Novella" sta scritto che la Verità vi renderà liberi. Non esiste altro approccio. Non si può vivere nella menzogna. Sono una persona religiosa e non sono minimamente preoccupato per il futuro del disclosure. Sono assolutamente convinto che scopriremo la verità, per me è semplicemente naturale e inevitabile che esistano altre razze, altrove nella galassia o nelle galassie, tecnologicamente più avanzate di noi e probabilmente più avanzate spiritualmente, e che dovremmo cooperare con loro, apprendere da loro e lavorare insieme per costruire un mondo migliore. Prima dobbiamo preoccuparci di migliorare il nostro mondo, poi avremo modo di collaborare per migliorare la galassia o le galassie. Queste sono le politiche che dovremmo adottare, e non spendere centinaia di milioni di dollari, quando ci sono milioni di persone sul nostro pianeta che muoiono di fame o di malattie. Sul piatto della bilancia da una parte c’è un progetto che costa qualche centinaio di milioni di dollari solo per soddisfare le brame del complesso militare e industriale, dall’altra la possibilità di salvare alcune centinaia di milioni di vite umane che altrimenti non avranno scampo. Non le stiamo aiutando affatto, eppure avremmo la capacità e le risorse per farlo e per dare loro una vita migliore».

Harris: Ci stiamo addentrando in un discorso anche filosofico. Come ufologa, so che c’è una grande quantità di avvistamenti, li abbiamo sempre catalogati. Ve ne sono a migliaia e migliaia. Il fenomeno interessa il Sud America, l’Europa, l’Asia; ovunque abbiamo prove a sufficienza dell’esistenza di avvistamenti di questi oggetti anomali. Ma ora dobbiamo rispondere a un interrogativo di taglio filosofico: una volta ottenuta la verità, cosa ne faremo? Quale sarà la nuova dimensione politica? L’argomento viene sviluppato in una nuova area di cui si interessano il Dr. Michael Salla e Alfred Webre, chiamata “ esopolitica". Lei è d’accordo sul fatto che spetta a noi unirci per il futuro, persino a livello popolare, dal momento che i politici non lo stanno facendo, al fine di sviluppare politiche che riguardano ilcontatto?

Hellyer: «Sono convinto che si debba fare qualcosa. Plaudo ai loro sforzi. Dobbiamo fare qualcosa di positivo attraverso la cooperazione e Alfred Webre ha suggerito un periodo di dieci anni di contatto e cooperazione. Credo sarebbe straordinario e solo il cielo sa a cosa ci porterebbe. Ma credo che sarebbe di gran lunga più positivo che passare i prossimi dieci anni cercando di costruire un sistema militare in grado innescare un conflitto intergalattico».

Harris: Che potremmo non vincere...

Hellyer: «Certo che non lo vinceremo. Ma questa è una possibilità che alcuni militari non prenderebbero mai in considerazione. Secondo loro andremmo avanti fino alla vittoria. Conosco la mentalità militare».

Harris: È anche perché la guerra porta “soldi". Abbiamo a che fare con un complesso che vive dei finanziamenti derivati da queste situazioni.

Hellyer: «Solo certe persone fanno i soldi e il resto di noi si indebita. Il nostro è un sistema monetario decisamente peculiare, che si può conoscere e non conoscere, è uno dei miei interessi da una vita».

Harris: Sì! Vedo che ha scritto alcuni libri di economia. Non sapevo che fosse così prolifico in quest’area.... “Surviving the Financial Crisis" e “Agenda Plan for Action"... ha scritto molti libri sul sistema monetario.

Hellyer: «È un sistema particolare, che decide come si spendono soldi per vincere una guerra. Ma il modo in cui lo facciamo è indebitandoci ulteriormente e, di conseguenza, ogni volta facciamo un’altra guerra, la gente ha il fardello di un altro debito su di sé mentre pochi, i padroni delle industrie degli armamenti, sono i beneficiari. Ma i beneficiari delle industrie belliche non sono certo quelli che vanno a combattere. Sono quelli che vivono nel lusso continuo, sotto la guerra. Mentre è la povera gente che va a combattere, è la povera gente che perde i figli e i padri, gli zii e i fratelli, e che poi deve anche sostenere il debito pubblico, invece di essere libera di ricostruirsi una vita migliore. Dietro tutto questo ci sono enormi interessi politici. Interessi talmente grandi che ho difficoltà a trovare le parole per descriverli».



Harris: A livello di gente comune, se dovesse darci un consiglio, quale sarebbe? Molto di quanto lei ha avuto il coraggio di chiedere al Presidente Bush - come il riconsiderare la base sulla Luna - è stato riportato sulla nostra rivista “Area 51" - ma, a livello di gente comune, a coloro che si rendono conto che quanto sta dicendo è giusto e che è la verità, quale consiglio darebbe per un futuro migliore? Lei parla a livello politico perché ricopre una certa posizione, ma a noi, la “gente" cosa consiglierebbe?

Hellyer: «La gente dovrebbe tenersi informata per come può. Le notizie non mancano. È stata lei a fare cenno al Disclosure Project, al fatto che ha un po’ catalizzato l’attenzione dei media».

Harris: Il Disclosure Project di Steven Greer ha avuto i requisiti di un evento mediatico molto ben orchestrato, per affrontare l’argomentoUFO.

Hellyer: «Dobbiamo usare internet a livello globale, per diffondere le informazioni e usare questo veicolo affinché la gente chieda ai propri politici di agire. Da un po’ di tempo in Canada c’è un gruppo di amici che sta chiedendo al Comitato Difesa del Senato di aprire un’inchiesta e di ascoltare alcuni dei testimoni del Disclosure Project di Greer, e altri testimoni ancora, e di parlare con loro. Credo che in Canada ci sarà un riscontro da parte della stampa».

Harris: Pensa che il Canada possa ricevere pressioni esterne per non farlo?

Hellyer: «È possibile, ma se si sottometteranno, sarà soltanto l’ennesima prova di quanto siamo subalterni rispetto a quello che l’“elefante bianco" ci dice di fare. Se sarà una nostra iniziativa, potrebbero derivarne delle pressioni. Mi spiego: di solito, le comunicazioni vanno dal Sud al Nord, ma a volte capita il contrario. Alcuni ascoltano la Canadian Broadcasting Corporation e altri network: se si riuscisse a ottenere una buona pubblicità, le notizie potrebbero passare il confine sud, raggiungere gli USA e incoraggiare gli Americani ad attivarsi. A quel punto, gli Americani dovrebbero chiedere ai membri del Congresso, cosa diamine stanno facendo con i loro soldi. Quali sono i progetti? Quali sono i progetti segreti e quali le conseguenze militari? Saranno gli Americani a dover spingere i membri del Congresso a chiarire la faccenda dei progetti segreti. E, ancora, dovranno chiedere se i politici considerano questi popoli alieni come nemici… e, se è così, perché? Dimostratecelo e mostrateci le prove. Credo che l’unica cosa da fare sia continuare a fare pressione sui politici dicendo: “Ehi, ti ho eletto per prenderti cura dei nostri interessi e non per fare quello che dicono i servizi segreti!. Quelli non li ha eletti nessuno. Sono solo un manipolo di individui che si credono padroni del mondo, che fanno solo il proprio interesse, entro una cerchia ristretta in cui mentono l’un l’altro. E una volta che ti abitui alla menzogna, lo farai anche con il pubblico. Abbiamo la grande responsabilità di premere sui politici perché dicano che il momento è arrivato. Completo Disclosure. Vogliamo sapere e di conseguenza avere il potere di decidere se vogliamo imbarcarci in un progetto per salvare il pianeta in collaborazione con altri, oppure lasciargli mano libera per costruire una migliore e più potente bomba all’ idrogeno, per far saltare i bunker e per fare molte altre cose che porterebbero, alla fine, a un pianeta virtualmente inabitabile, o relativamente inabitabile e la scelta, sembra essere quest’ultima».

Harris: OK. Può darci un’anticipazione di ciò che scriverà nel capitolo del suo libro dedicato a questo argomento?

Hellyer: In sostanza, quello che ho appena esposto. A cominciare dalle prove portate da persone che hanno grande esperienza in questo campo. Ma non fornirò troppi esempi, per non intasare un intero capitolo e per non dilungarmi. Sceglierò, forse, otto o dieci testimoni fra i più attendibili, con esperienze dirette, e parlerò direttamente con loro, in modo da poterli citare in quanto affidabili e veritieri. Non penso sia molta la gente che sta dicendo la verità. Oggi è il momento del completo disclosure. Dovrò spiegarne le ragioni e ne svilupperò alcuni aspetti politici, anche come riflessi sulla politica monetaria. Vi sarà un filo conduttore che legherà tutto.

Harris: Tutto è collegato. C’è un aspetto “futuristico" in questo, una filosofia dell’ esopolitica, sul come rapportarsi con questa realtà. In altre parole, «che si abbia voce in capitolo su come andranno le cose nel futuro»! La nostra è un’euforia contagiosa, che può spingere altri ad andare avanti, a dare loro una “speranza". Perché un nuovo futuro è possibile. Comunque, quando uscirà questo libro?

Hellyer: Ci metterò un paio due anni per scriverlo. Voglio portare avanti una ricerca adeguata e renderla attendibile per quanto riuscirò a fare. Non ho una scadenza ma, allo stesso tempo, voglio iniziare prima possibile e spero di ultimarlo in tempo per le prossime elezioni presidenziali americane! Per certi versi, non è importante, ma per altri potrebbe fornire consigli agli elettori sul tipo di alternative cui dovrebbero guardare nelle scelte di partito, sia negli Stati Uniti sia in Canada. Sarà il mio ultimo tentativo, credo. Per questo voglio che venga bene. Cercherò di collegare i punti in un insieme.

Harris: Stati Uniti e Canada, ma aggiungerei che noi in Europa la stiamo seguendo attentamente. Perché, vede, qualsiasi cosa accada qui, si riflette dall’altro lato dell’oceano. Il suo contributo ci fa capire che tutto questo influisce su tutti noi.

Hellyer: È una comunità globale, tutti sono coinvolti e il sistema monetario è universale. Non mi riferisco solo al Nord America. Ciò di cui parliamo è universale. Il fatto che ci siano persone che muoiono di fame, in una parte del mondo, e gente ricca e ipernutrita dall’altra, è universale, non è ristretto ad una singola area geografica. Io, dal mio canto, mi concentrerò su quella che conosco meglio. Potremo avere un mondo di pace, se ci saranno donne e uomini di buona volontà. Ma non vedo, oggi, donne e uomini e donne di buona volontà. Siamo più interessati ad ucciderci a vicenda, piuttosto che aiutarci a vicenda. Dunque, se in qualche modo possiamo cambiare le cose, rivedere le nostre priorità per cambiare rotta, per la nostra vita e per le nostre spese, per emancipare l’umanità e per “le altre specie", allora cominciamo a pensare che «desiderare un futuro positivo» non è un’utopia, ma una realtà positiva. È possibile, ne abbiamo i mezzi! Abbiamo la tecnologia, non ci manca nulla, tranne la volontà politica di farlo. Quella manca. Il Generale Eisenhower ci mise in guardia. Immagino che fosse al corrente della questione UFO, quando dichiarò: «State attenti al complesso dell’industria militare». Probabilmente, aveva concluso che alcune informazioni da parte degli ET stavano andando a finire nelle mani sbagliate e che in qualche modo dovevamo ristabilire il controllo pubblico su quanto accadeva.

Harris: Ci ha dato un po’ di speranza. In Europa la maggior parte è cento volte indietro rispetto a lei. Aspettiamo il libro. Abbiamo bisogno di sviluppare una filosofia dell’ esopolitica a livello della gente comune. Avere una persona del suo calibro che parla, aiuta a convalidare l’ottica dell’ esopolitica. Aiuterà non solamente noi, ma l’intero pianeta. Grazie.

Hellyer: Speriamo di poter lavorare insieme e di produrre qualche risultato positivo.

[align=right]Fonte: Intervista di Paola Harris[/align]




L’ex ministro della Difesa Canadese Paul Hellyer, subisce pressioni prima del suo discorso alla Conferenza della SSE.

Paola Harris dagli USA

Questa mia breve corrispondenza per segnalare alcuni interessanti sviluppi relativi alla Scientific Exploration Conference (SSE), che si sta tenendo in questi giorni (25-28 Giugno 2008) nella mia città, Boulder, Colorado. Si tratta delle ventisettesima edizione di questa importantissima conferenza scientifica, organizzata dalla SSE presso il Millennium Hotel. Il titolo è “Emerging Paradigms at the Frontiers of Consciousness and UFO Research” e vede la partecipazione di ben 39 relatori, sotto l’egda della presienza di Bob Wood. È certamente un momento storico per tutti noi, quello che si sta vivendo, segnato in questaconferenza soprattutto dalla presenza e dalla partecipazione in qualità di relatore, dell’onorevole Paul Hellyer, ex ministro della Difesa ed ex vice primo ministro del Canada, già noto per le sue prese di posizione a favore della divulgazione della verità sul fenomeno UFO e contro il cover-up del governo USA.

In una conferenza che include, fra gli argomenti più caldi in discussione, anche la Remote Viewing, la relazione di Paul Hellyer, intitolata “Star Dreams or Star Wars?” è stata una vera bomba. A breve sarò in grado di fornirvene il testo, trascritto. L’on. Paul Hellyer ha ammesso pubblicamente di essere stato oggetto di pressioni, presumibilmente provenienti da parti governative interessate, rispetto a quello che avrebbe potuto dichiarare, o meno, durante il suo discorso. Le pressioni si sarebbero materializzate nei giorni immediatamente antecedenti laConferenza.

Hellyer, inoltre, è stato sfidato pubblicamente dal colonnello John Alexander, esperto in strategia militare e in armi non letali, in merito all’appoggio dato dall’uomo politico canadese al colonnello Philip Corso, del quale Alexander da tempo è uno dei più feroci debunker. Ma Hellyer ha coraggiosamente ribattutto colpo su colpo a tutte le insinuazioni di Alexander, come potrete leggere al più presto.




Atto di accusa di Pauk Hellyer contro il Governo USA: “Bata menzogne, inganni e oscurità”.

L´ex Ministro della Difesa Canadese alla X-Conference di Washington
Lo scorso 18 Novembre la "X-Conference" di Washington D.C. ha visto la partecipazione come relatore dell´onorevole Paul Hellyer, ex vice Primo ministro e ministro della Difesa del Canada. Hellyer ha pronunciato un discorso di enorme portata politica, un appello al popolo degli Stati Uniti affinché venga sollevato il velo di segretezza che ricopre la
questione UFO e la presenza di esseri extraterrestri in visita al pianeta Terra. Espresso nella capitale degli Stati Uniti, a pochi passi dalla Casa Bianca, il discorso di Hellyer è stato totalmente ignorato dai grandi media statunitensi.
Si ringrazia Michael J. Bird, Direttore di Exopolitics Toronto (Canada) per aver fornito alla nostra corrispondente dagli USA, Paola Harris, la trascrizione del discorso di Paul Hellyer. Ecco il testo, nella nostra traduzione.
«Avrei voluto essere di buon umore, ma non lo sono affatto. Stiamo precipitando verso la distruzione del nostro pianeta, e sembriamo fare ben poco di utile per evitarlo.
Alcune decadi orsono visitatori da altri pianeti ci misero in guardia sulla direzione da noi intrapresa, e si offrirono per aiutarci. Però noi, o almeno alcuni di noi, interpretammo le loro visite come una minaccia, e decidemmo di sparare prima e di porre le domande dopo. Il risultato fu che alcuni dei nostri aerei andarono perduti; ma quanti lo furono per rappresaglia e quanti furono il risultato della nostra stupidità è un punto controverso.
Wilbert Smith, uno dei primi Canadesi ad interessarsi attivamente all´argomento UFO, ebbe modo di chiedere ai visitatori quali fossero le ragioni delle distruzioni accidentali di nostri velivoli che si erano avvicinati troppo ad un disco volante. La loro risposta fu questa: Eravamo informati del fatto che, nonostante pochi dei nostri aerei (dei terrestri, N.d.T.) avessero fatto una fine sventurata a causa di cioè che essi ritenevano frutto della stupidità colossale dei nostri piloti, adesso essi stavano adottando misure correttive per evitare i nostri velivoli.
Allora chiesi loro cosa era accaduto e loro risposero: "Bene, i campi che circondano i dischi per assicurarne la capacità di librarsi, per produrre la gravità differenziale, il differenziale di campo temporale necessario per rendere operativa l´astronave, tali campi a volte producevano delle combinazioni di campo, che riducevano la resistenza dei materiali, sino al punto di non essere più forti abbastanza per sopportare il peso che i materiali avrebbero dovuto sopportare".
Ora, come sappiamo, gli aerei, in particolare quelli di tipo militare, sono costruiti in base a fattori di sicurezza piuttosto limitati e, nelle regioni a curvatura ridotta, i materiali non riescono più a sopportare il peso e il velivolo, semplicemente, viene distrutto. Questo non convinse i nostri vertici militari, che devono aver pensato che fosse più importante garantire la superiorità nucleare Americana - anche se il suo impiego avesse provocato l´annientamento del genere umano - piuttosto che seguire i consigli e iniziare ad allontanare il pianeta dal baratro dell´olocausto globale.
Loro, i militari, devono essere stati e lo sono ancora, così paranoici da credere che fosse necessario usare la tecnologia dei visitatori per combatterli, invece che accoglierli come partner nello sviluppo - nonostante fossero stati in grado di appoggiare alcuni traditori e assisterli in ciò che può essere ben definito come sviluppi diabolici.
Stephen (Bassett) ha dichiarato che parlare di UFO è ormai obsoleto e che dovremmo invece parlare di eso- politica. In teoria, io sono d´accordo, ma nella realtà abbiamo a che fare con un problema, considerando che la politica ufficiale U.S.A. ribadisce che gli UFO non esistono. Il velo della segretezza deve essere sollevato e adesso,
prima che sia troppo tardi.
È ironico pensare che gli U.S.A. possano iniziare una guerra devastante -apparentemente per scoprire delle armi di distruzione di massa - quando le conseguenze più temibili in questo campo si stanno verificando proprio nel cortile di casa vostra. È ironico pensare che gli U.S.A. debbano combattere delle guerre mostruosamente dispendiose in Iraq e Afghanistan, apparentemente per portare la democrazia a queste due nazioni, mentre questa stessa democrazia non può più legittimamente essere definita tale, dato che miliardi di dollari vengono spesi in progetti dei quali sia il Congresso sia il Comandante in Capo sono stati deliberatamente tenuti all´oscuro.
Quali risultati sono stati raggiunti in sessanta anni di febbrili attività condotte da alcune delle menti più elevate degli Stati Uniti?
L´America ha sviluppato veramente dei dischi volanti visualmente indistinguibili dai visitatori, come qualcuno presume? E se così fosse, cosa si propongono di fare con questi oggetti?
Un punto ancora più critico: quali progressi sono stati conseguiti nello sviluppo di fonti di energia pulita che possano sostituire i combustibili fossili, salvando così il pianeta dal trasformarsi in un vero e proprio deserto? Chi ha le risposte? Qualcuno le ha, ma apparentemente non lo stanno dicendo né ai segretari della difesa, né ai presidenti, perché essi non posseggono il nulla osta di accesso a queste informazioni.
In un episodio riportato dal Dr. Stephen Greer, al Presidente Clinton fu posta la domanda dalla giornalista della Casa Bianca Sarah McClendon sul perché egli non avesse fatto qualcosa per la divulgazione della verità sugli UFO. Clinton replicò: "Sarah, c´è un governo all´interno del governo ed io non ne ho il controllo".
Ora dovete scusarmi. Il Comandante in Capo, la stessa persona in grado di premere il bottone del detonatore nucleare quindi non ha il diritto di sapere quello che i suoi subordinati stanno facendo?
I cittadini degli Stati Uniti, in base alla loro Costituzione, hanno il diriritto di sapere.
I cittadini del mondo si appellano al diritto di sapere, perché questo riguarda anche i nostri discendenti e le loro esistenze minacciate da un pericolo mortale.
È giunto il momento, per il popolo degli Stati Uniti, di lanciare una nuova guerra contro il demonio delle menzogne, dell´inganno e dell´oscurità, e alzare la testa, lottando per la vittoria della verità, della trasparenza, e della luce».

Paul Hellyer

[align=right]a cura di Maurizio Baiata[/align]




Paul Hellyer auspica che si sollevi il velo di segretezza sugli UFO e le visite extraterrestri



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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:48 
Edgar Mitchell ammette: "GLI ALIENI SONO TRA NOI"!

Durante un'intervista avvenuta un paio di giorni fa a RADIO KERRANG, l'ex Astronauta Dr. Edgar Mitchell ha ammesso la vita extraterrestre nell'Universo e una futura rivelazione da parte dei Governi.

Mitchell ha affermato con assoluta chiarezza che la Terra e' visitata costantemente dagli Alieni e il Governo Americano lo sa e sta coprendo questa realta' da moltissimi anni.
Egli e' stato per anni a servizio presso la NASA e frequentando gli ambienti Militari nell'arco degli anni ha ricevuto informazioni riservate ed ora ha la certezza che l'essere umano e' in contatto con esseri Alieni. Molti astronauti che giunsero sulla Luna sono a conoscenza di questa realta', ma tutto e' tenuto segreto.

Nell'intervista inoltre ha confermato la veridicita' dell'UFO Crash di Roswell e ha detto che molti avvistamenti sono riconducibili a velivoli sperimentali terrestri costruiti basandosi su tecnologia non di questo pianeta. Gli Alieni tuttavia non sarebbero ostili.

Ndr: Questa e' solo una delle molteplici testimonianze molto attendibile che nell'arco degli anni sono state fatte. Ma c'e' ancora qualcuno che dei dubbi?

Ecco l'intervista: ovnis-usa.com/SONS/EdgarMitchell_KerrangRadio_July23rd...




Edgar Mitchell

L’intervista di Edgar Mitchell a Radio Kerrang! del 23 luglio 2008

di PaoloG

1. Premessa
Si tratta delle affermazioni del Dr. Edgar Mitchell, astronauta dell’Apollo 14 e sesto uomo a
mettere piede sulla Luna, rilasciate nel corso di una trasmissione radiofonica inglese il 23
luglio 2008, secondo il quale il fenomeno degli UFO è reale ed è stato tenuto celato al pubblico per oltre 60 anni, che gli extraterrestri esistono e che hanno visitato e visitano il nostro pianeta con intenzioni pacifiche, e che dei contatti sono in corso con i visitatori.

2. Inquadramento
L’emittente che ha ospitato la trasmissione, Radio Kerrang!, è una radio locale che trasmette in Modulazione di Frequenza nella zona di West Midlands, Regno Unito, su 105,2 MHz; la
emittente ha anche un sito web il cui indirizzo è indicato nei riferimenti.
La trasmissione, intitolata The Night Before1, era condotta dal presentatore Nick Margerrison ed ha visto la partecipazione dell’oggi 77enne Dr. Edgar Mitchell come unico ospite collegato per via telefonica.
“Il conduttore del programma” secondo quanto affermato nel sito Internet della radio “opera seguendo un criterio di quasi totale non-intervento su coloro che vi partecipano. Questo
significa che praticamente chiunque può andare in onda fra le 22 e la una di notte; tutto ciò
che serve è un telefono ed un cervello. Ma a differenza della maggior parte dei conduttori
radiofonici, Nick stimola continuamente gli ospiti a riconsiderare le loro opinioni, e non è a
corto di opinioni lui stesso”.

3. Osservazioni generali
L’intervista dura in totale 24 minuti, con la parte finale in cui si tratta della questione

UFO/ET della durata di circa 9 minuti.

Il tono generale dell’intervista è assolutamente non tecnico ed il conduttore Margerrison in-
tervista il suo ospite ponendogli domande su vari aspetti di carattere molto generale della
missione e sui riflessi a livello personale della sua partecipazione alla missione lunare.
Il tono del conduttore poi cambia quando Mitchell comincia a parlare della questione
UFO/ET, divenendo prima incredulo poi sconcertato, rimanendo poi sul meravigliato per il
resto della trasmissione.
L’impressione che se ne ricava è di una persona sinceramente sorpresa da quanto ha avuto
modo di apprendere.
Il tono dell’intervistato Mitchell rimane stabilmente tranquillo per tutta la durata dell’in-
tervista, anche nella parte in cui parla della questione UFO/ET; l’impressione che se ne ricava è quella di qualcuno che riferisce tranquillamente delle cose che conosce da molto
tempo.

4. Trascrizione in italiano dell’intervista
(per brevità tralascio le prime domande e trascrivo di seguito la sola parte relativa alla
questione UFO/ET):

Margerrison: “Lei crede all’esistenza di vita su altri pianeti?”

Mitchell: “Si, certo. Non ci sono dubbi, vi è vita nell’Universo; non siamo affatto soli”.

Margerrison: “Lei è convinto che non siamo soli nell’Universo?”

Mitchell: So per certo che non siamo soli nell’Universo. Ora, siamo stati capaci di individuare con certezza dove si trovano gli altri pianeti abitati? No, non lo siamo, e sicuramente non
si trovano nel nostro sistema solare. Ma sono stati già stati identificati un buon numero di
pianeti che potrebbero essere molto probabilmente portatori di vita.
Io ho avuto il privilegio di sapere per certo che siamo stati visitati su questo pianeta e che il
fenomeno UFO è reale, per quanto sia stato tenuto celato dai nostri governi per un bel po’
di tempo.

Margerrison: Ehi! … Un momento, un momento! ... Questa è grossa!... Questo è davvero
uno shock2 per me!

Mitchell: Bè, mi dispiace ma mi sa che non ha letto i giornali ultimamente, la questione sta
cominciando ad aprirsi.

Margerrison: Così… lei mi sta dicendo... ci sono troppe informazioni qui da prendere. Un
momento... senta, io ho avuto diversi fanatici di UFO che mi dicevano queste stesse cose,
ma non avrei mai immaginato di avere il Dr. Ed Mitchell, il sesto uomo a camminare sulla
Luna, un rispettato scienziato, ad annunciarmi che abbiamo ricevuto visite da parte di alieni
provenienti da altri pianeti e che essi sono là fuori, senza dubbio alcuno!

Mitchell: Bè, questa è la prima volta che lei mi parla, se no glielo avrei detto prima.

Margerrison (con un riso un po’ imbarazzato) : Così ... lei crede in tutta questa faccenda?

Mitchell: In giro ci sono molte più stupidaggini che non vera conoscenza, ma si tratta di un
fenomeno reale e ci sono diversi di noi che lo sanno. E’ stato mantenuto segreto dai nostri
governi per gli ultimi 60 anni circa, ma pian piano è filtrato ed alcuni di noi hanno avuto il
privilegio di esserne informati, almeno su una parte. Io sono cresciuto a Roswell, nel New
Mexico, dove ha presumibilmente avuto luogo nel 1947 l’omonimo incidente, quindi io conosco bene la zona, essendoci cresciuto. Ma sono anche stato in ambienti militari e d’intelligence3 che conoscono ciò che si trova sotto la superficie e sanno che, si, siamo stati visitati.

Margerrison (dopo un po’ di esitazione): Sta parlando seriamente? Non è che adesso se ne
esce con una frase del tipo “Stavo giusto scherzando....”? Non è così? Mi stavo giusto chiedendo se per caso non fossi incappato in una sorta di humour astronautico, e magari dopo
un paio di minuti lei mi dice “ma si dai, stavo scherzando” ?

Mitchell: No, non farò questo.

Margerrison: Wow! Così ... lei è ... è informato sul fatto che abbiamo ricevuto visite (da alieni)?

Mitchell: Bè, informato è un po’ poco. Sono stato coinvolto in molto di questo lavoro, anche
se questa non è la mia attività principale, ne’ il mio principale interesse. Ma sono stato intensamente coinvolto in certi comitati e programmi di ricerca con scienziati molto credibili e
molta gente dell’intelligence3 che conoscono la vera storia, e non ho esitazioni a parlarne.

Margerrison: Qual è allora la vera storia?

Mitchell: Glielo ho detto, siamo stati visitati.

Margerrison: Si tratta di contatti regolari, di un singolo incidente, o di che cosa?

Mitchell: Bè, no, c’è un buon numero di contatti in corso. Non posso essere più preciso perché non conosco tutto quanto, non sono al corrente di tutti i dettagli non essendo questo il
mio principale interesse.

Ma il fatto che siamo stati visitati, che l’incidente di Roswell è reale, e che un buon numero
di altri contatti sono reali ed in corso è ben conosciuto da quelli di noi che hanno ricevuto
queste informazioni e sono dentro alla questione.

Margerrison: Allora, perché è stata coperta la questione, perché non è di pubblico dominio?

Mitchell: La ragione di questo risale al periodo in cui i casi principali cominciarono a verificarsi dopo la seconda guerra mondiale, almeno per quanto concerne gli Stati Uniti; non
posso dire per quanto riguarda altri governi, quali quelli dell’Europa o del Sud America; tutti questi hanno cominciato ad aprire i loro archivi; la questione sta cominciando ad aprirsi e
se esegue una ricerca su Internet, o sui principali organi di stampa internazionali, avrà modo di leggere le storie che stanno venendo a galla adesso.

Margerrison: Ho avuto dei partecipanti al programma che affermavano che i governi stanno
andando verso la rivelazione. Lei pensa che sia veramente così, che ci sarà veramente una
rivelazione, magari quest’anno stesso. Che i governi…

Mitchell: Non so se per gli Stati Uniti sarà quest’anno, ma certamente l’abbiamo già avuta
nel corso di questi ultimi anni dal governo del Belgio, della Francia, del Brasile, del Messico:
hanno tutti aperto i loro archivi ammettendone l’esistenza.

Margerrison: OK, mi dia un attimo per fare chiarezza. Ecco ciò che so; ho avuto dei partecipanti alla trasmissione che affermavano che la chiesa cattolica ha dichiarato che credere
nella vita su altri pianeti non è contrario alla dottrina della Chiesa.

Mitchell: Naturalmente questo si è verificato recentemente, mi sembra in corrispondenza di
un importante rilascio d’informazioni da parte del governo britannico. Non erano i vostri
principali archivi, ma era già qualcosa.

Margerrison: Che cosa pensa che potrà verificarsi nel giro dei prossimi quattro anni? Verranno resi pubblici tutti gli archivi UFO qui nel Regno Unito? Pensa che arriveremo all’ammissione da parte della Gran Bretagna (dell’esistenza degli UFO)?

Mitchell: Non posso dire nulla in merito alla rapidità con la quale si potrebbe verificare, ma
di sicuro la consapevolezza e l’accettazione del pubblico stanno aumentando. La quantità di
disinformazione, di reale copertura e dei tentativi più o meno palesi di copertura sembra in
calo. Penso che stiamo andando verso una vera e propria rivelazione da parte di una qualche seria organizzazione che si sta muovendo in tal senso.

Margerrison: Lei che ha avuto molto tempo per pensarci, quale pensa potrà essere l’impatto a livello mondiale quando finalmente la notizia sarà di pubblico dominio, la notizia che
esistono esseri alieni a questo pianeta?

Mitchell: Non credo proprio che le reazioni possano essere di stupore; mi sembra che negli
Stati Uniti ben oltre il 70 percento della popolazione oggi accetti questo come un dato di
fatto. Anche se non conoscono l’intera storia, sanno – o accettano il fatto – che vi sono state visite, e vedono UFO in cielo che sono molto probabilmente navi aliene. O almeno non
tutte, perché sospetto che alcune di queste siano di fabbricazione terrestre. Ho il sospetto
che negli ultimi 60 anni all’incirca vi siano state operazioni di retroingegneria che hanno
portato alla creazione di tali dispositivi. Ma non sono ancora nemmeno lontanamente sofisticati come quelli dei visitatori.

Margerrison: E così, con tutto il suo bagaglio di conoscenze e per il fatto di renderle pubbliche, non ha timori in merito alla sua sicurezza?

Mitchell: Bè, direi che quei tempi sono oramai andati. Una volta erano una preoccupazione
per coloro che ci stavano dentro, ma adesso non credo che eliminino più le persone o facciano loro cose drastiche.
Margerrison: Quale ritiene sia l’intento degli alieni? Ostile o pacifico?

Mitchell: Assolutamente non ostile. E’ evidente che se fossero ostili saremmo già stati spaz-
zati via.

Margerrison (ridendo): Veramente?

Mitchell: Lo saremmo di sicuro.

Margerrison: WOW!

Mitchell: Se il loro atteggiamento fosse ostile noi non avremmo alcuna difesa.

Margerrison: Insomma, come è il loro aspetto?

Mitchell: Alcune delle immagini le avete viste. Per quanto riguarda le immagini di cui io sono a conoscenza, alcuni di essi sono quei piccoli esseri che ci sembrano così strani; da
quanto i miei contatti (che hanno avuto contatti con gli alieni) mi hanno fatto sapere, queste immagini sono molto accurate.

Margerrison: Pensa che altre persone coinvolte nello sbarco sulla Luna siano al corrente di
tutto questo?

Mitchell: Alcuni lo sono. Ma, ripeto, così come per altre persone, se siete sufficientemente
interessati alla questione e volete veramente sapere, potete arrivarci.

(squillo di cellulare in sottofondo)
Margerrison: Sento squillare il suo cellulare, immagino che lei sia molto indaffarata.

Mitchell: Si, non ho mai pace; il telefono squilla in continuazione ed io sono da solo.

Margerrison: Questa è sicuramente una delle più importanti conversazioni della mia vita…
Incredibile! La voglio ringraziare di essere stato con noi!

Mitchell: Prego!

Margerrison: E, la prego Dr. Mitchell, lei è un amico del nostro programma, se vuole accet-
tare la nostra amicizia, e… wow! Che conversazione incredibile! Grazie per la sua partecipa-
zione.

Mitchell: Mi fa piacere che sia stata gradita.

___________________________________________________________

Stando a quanto riferito sul sito della stazione il produttore della trasmissione, di cui è noto
solo il nome, Alex, ha in seguito interpellato la NASA per conoscerne le reazioni.
Nessuno dell’Ente, a quanto affermato, ha voluto intervenire in voce nella trasmissione per
replicare a quanto affermato dal Dr. Mitchell.
L’Ente ha affidato la sua risposta al seguente messaggio di posta elettronica, inviato all’in-
dirizzo della trasmissione:

“Caro Alex,

la NASA non tiene sotto controllo gli UFO.
La NASA non è coinvolta in alcuna sorta di copertura dell’esistenza di vita aliena su
questo pianeta come altrove nell’Universo.

Il Dr. Mitchell è un grande americano, ma non condividiamo la sua opinione
sull’argomento.
Grazie per averci dato l’opportunità di replicare”.


Traduzione e commenti di PaoloG - 07/08/2008.


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:49, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:50 
MISTERI VERI : "WOW"

E' il 15 agosto 1977. Il radiotelescopio Big Ear della Ohio State University sta ascoltando l'incessante fruscio dei segnali radio naturali che provengono dallo spazio, specificamente nella direzione della costellazione del Sagittario. L'astronomo Jerry R. Ehman sfoglia i tabulati prodotti dal radiotelescopio e a un certo punto segna con la biro rossa una serie di dati e vi aggiunge un grande "Wow!".

Il suo stupore è più che giustificato. Il segnale ha tutte le caratteristiche tipiche di un segnale artificiale proveniente dallo spazio profondo.

* Il radiotelescopio Big Ear aveva un puntamento fisso: spazzava il cielo man mano grazie alla rotazione terrestre. Di conseguenza, poteva "osservare" un punto specifico del cielo per esattamente 72 secondi prima che uscisse dal suo campo di ricezione. Un segnale che fosse durato di più o di meno avrebbe indicato una fonte terrestre (un satellite in orbita o un aereo, per esempio). Un segnale che fosse durato esattamente 72 secondi sarebbe stato quindi di origine non terrestre (non necessariamente artificiale, ma non terrestre). Il segnale durò esattamente 72 secondi.
* Un segnale non terrestre avrebbe avuto un'intensità che iniziava bassa, raggiungeva il picco massimo dopo 36 secondi (quando era al centro del campo di ricezione del radiotelescopio), e poi calava di nuovo. Il "segnale Wow" aveva queste esatte caratteristiche.
* Il segnale fu il più potente mai ricevuto dal radiotelescopio Big Ear.
* La larghezza di banda del segnale era inferiore a 10 kHz: in altre parole: un segnale ben preciso, senza le sbavature tipiche dei segnali di origine naturale.
* La frequenza di emissione del segnale era vicinissima ai 1420.406 MHz, che è quella ritenuta ottimale per le trasmissioni radio interstellari perché buca le nubi di polvere nello spazio e quindi viaggia meglio di tutte le altre; sarebbe quindi un candidato naturale per qualunque segnale emesso intenzionalmente da una civiltà extraterrestre.
* La stessa frequenza è fra quelle proibite ai trasmettitori terrestri, e questo è un altro motivo per escludere l'origine terrestre del segnale.

Purtroppo il segnale "Wow" non si è mai più ripetuto. Sono stati fatti numerosi tentativi di riascolto, puntando verso la medesima posizione nel cielo anche i più recenti radiotelescopi, ma non è mai stato ricevuto altro. In quella posizione, inoltre, non ci sono corpi celesti significativi. Sono state escluse anche le fonti più improbabili, come pezzetti di satelliti che potevano riflettere un segnale di origine terrestre.

C'è chi ha obiettato che un segnale intenzionale si sarebbe ripetuto. Non si grida "Ehi, sono qui" una volta sola, no? Ma bisogna considerare che quando siamo stati noi a mandare nello spazio un radiosegnale per farci conoscere, tramite il radiotelescopio di Arecibo il 16 novembre 1974, lo abbiamo fatto una sola volta.

L'apposita voce della Wikipedia in lingua inglese ha una ricca bibliografia tecnica sul "segnale Wow".

Questi sono i veri misteri della scienza. Ed è per questo che la ricerca scientifica va finanziata: perché sarebbe veramente vergognoso scoprire che là fuori Ci stanno chiamando da una vita, e noi siamo troppo stupidi per rispondere al campanello.

(O troppo occupati a celarlo, dico io!)

(Dal "disinformatico")


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:49, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:51 
"HO LE MANI LEGATE"

Di Jim Marrs

Un interessante articolo da "edicolaWeb.net"; se ne parlava, in quegli anni... Il tiro incrociato sul presidente fu deciso per impedirgli di rivelare la notizia della presenza aliena sulla Terra.

Il giornalista sulla pista ancora non comprovata.

Secondo molte fonti credibili, il Presidente John F. Kennedy potrebbe aver avuto una profonda conoscenza del fenomeno UFO. Questa tesi è confermata dalla testimonianza di Bill Holden, ex-assistente di volo dell’Air Force One (l’aereo privato presidenziale) che ha rivelato un commento sibillino rivoltogli da Kennedy in occasione di un viaggio in Europa avvenuto nell’estate del 1963. Commentando una conferenza sul fenomeno UFO che si svolgeva a Bonn, in Germania, in quel periodo, Holden chiese: "Lei cosa pensa degli UFO, Signor Presidente?" Kennedy si fece serio in volto e rimase pensieroso per qualche istante, prima di rispondere: "Mi piacerebbe poter parlare alla popolazione dell’argomento Alieni ma le mie mani sono legate". Anche un controverso documento MJ-12 intitolato "Fenomeni Interplanetari" deporrebbe a favore delle conoscenze approfondite di Kennedy sull’argomento. Questo documento, apparentemente redatto poco dopo gli UFO crashes avvenuti in Nuovo Messico nel Luglio 1947, afferma: "È stato reso noto al CIC (Counter Intelligence Corps, ovvero: Servizi di Controspionaggio) che John F. Kennedy - Rappresentante Democratico del Massachusetts eletto al Congresso nel 1946, figlio di Joseph P. Kennedy, della Commissione sull’Organizzazione della Sezione Esecutiva del Governo - aveva partecipato ad alcune delle operazioni di recupero". Kennedy, durante la II Guerra Mondiale, aveva limitate responsabilità come ufficiale navale assegnato ai Servizi Segreti della Marina. Si pensa che le informazioni (riguardanti l’ormai celebre incidente di Roswell) furono ottenute da un membro del Congresso molto vicino al Segretario per le Forze Aeree. Kennedy era l’unico uomo del Congresso nominato che, all’epoca, sapesse la verità sull’incidente di Roswell.


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:50, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:52 
COOPERAZIONE USA-URSS

Un ulteriore documento a riprova di questo sembra essere un memorandum scritto dal Presidente Kennedy per il direttore della CIA, riguardo il "controllo della segretezza di tutti i documenti dei servizi segreti, concernenti gli UFO, che interessino la sicurezza nazionale". In questo memorandum Kennedy dichiara: "Ho iniziato... (parte censurata) ed ho ordinato a James Webb (allora amministratore della NASA) di sviluppare un programma di esplorazione lunare e spaziale in collaborazione con l’Unione Sovietica". Questo documento - che mostra chiaramente come il Presidente fosse in procinto di rendere noti i segreti sugli UFO ad una più ampia cerchia di funzionari del governo e quindi, probabilmente, anche al pubblico - è datato 12 Novembre 1963: appena dieci giorni prima del suo assassinio a Dallas, avvenuto il 22 Novembre. Abbarbicandosi disperatamente alla loro impostazione mentale anti-UFO, i denigratori mettono in dubbio l’autenticità di questo memorandum, ma un altro documento, innegabilmente autentico, è stato ritrovato nella biblioteca di John F. Kennedy. Il memorandum numero 271 sugli Atti di Sicurezza Nazionale si intitola "Cooperazione con l’URSS nelle questioni spaziali" ed è indirizzato all’amministratore della NASA, James Webb. Il documento, firmato, non nomina espressamente gli UFO, tuttavia, in esso Kennedy ordina a Webb di: "Assumere personalmente l’iniziativa e le responsabilità maggiori all’interno del Governo per lo sviluppo di un programma di sostanziale cooperazione con l’Unione Sovietica riguardo lo spazio profondo, incluso lo sviluppo di specifiche proposte tecniche." Kennedy aggiunge che questo piano è il risultato diretto della "mia proposta, presentata il 20 Settembre, per una maggiore collaborazione tra gli Stati Uniti e l’URSS nell’esplorazione spaziale, compresa una cooperazione nel programma di spedizioni lunari". Anche questo incredibile documento è datato 12 Novembre 1963: ma chi avrebbe mai pensato che, nel ‘63, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica potessero impegnarsi ad attuare operazioni spaziali in cooperazione? Dai registri della Casa Bianca risulta che, quel giorno, Kennedy non aveva "appuntamenti ufficiali" ma che "conferì con vari membri dello staff nel pomeriggio". Ovviamente, quel giorno, Kennedy ebbe tutto il tempo necessario per occuparsi di questioni che riguardavano lo spazio.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:53 
IDEE PERICOLOSE PER L'ESTABLISHMENT

Risulta anche ovvio che questo apparente tentativo di collaborare con l’Unione Sovietica finì bruscamente con la morte di Kennedy a Dallas. Ancora durante l’amministrazione Reagan si moltiplicavano gli avvertimenti contro il "malvagio impero" del Comunismo, mentre la dispendiosa Guerra Fredda andava avanti. Gli avversari di Kennedy accolsero con grande agitazione i suoi tentativi di mutare il corso della precedente politica USA. Secondo una fonte ben informata, Kennedy stava giocando un gioco molto pericoloso "dopo aver reso ben chiaro che non intendeva sostenere azioni contro i Comunisti. Infatti, pianificava di richiamare le truppe dal Sud Vietnam; di indebolire o addirittura eliminare alcune sezioni della CIA; di espandere il sistema giudiziario; rifiutò il suo sostegno all’invasione della Baia dei Porci; e desiderava condividere alcuni dei più importanti segreti americani (sulle piattaforme spaziali ecc.) con i Russi ed i Cinesi. Inoltre, tutto ciò avveniva in un periodo in cui la sua popolarità presso il pubblico americano stava crescendo a vista d’occhio, nonostante il Presidente non avesse avuto il sostegno della maggioranza al momento delle sue elezioni. Insomma, si trattava di una situazione molto pericolosa, che lasciava ai suoi avversari ben pochi mezzi di controllo a parte l’assassinio".
La stessa fonte afferma anche: "Io credo che J.F. Kennedy avesse accesso a sufficienti informazioni segrete per giungere alla conclusione che gli UFO e, quindi, le forme di vita aliena, probabilmente esistono ancora all’interno del nostro sistema solare. Penso che Kennedy giunse a questa conclusione e che volesse dimostrare non solo la capacità del genere umano di allearsi per raggiungere un traguardo comune ma, soprattutto, dimostrare formalmente che anche la specie umana poteva conquistare lo spazio. All’epoca, tuttavia, molti potevano considerare queste idee folli (se non avessero avuto accesso ai materiali segreti) oppure (se, viceversa, lo avessero avuto) molto premature e potenzialmente pericolose".


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:50, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:54 
LE ANNOTAZIONI SCOMPARSE

Sono state fatte molte illazioni sul discorso che Kennedy avrebbe tenuto al Trade Mart di Dallas, il 22 Novembre del ‘63. Diversi ricercatori ed alcuni periodici hanno dichiarato che egli progettava di cambiare il discorso in programma ed hanno riferito di alcune note scritte a mano che, forse, comprendevano commenti riguardo l’argomento UFO. Queste annotazioni del Presidente non sono mai state rese pubbliche e quindi continuano ad essere materiale per i teoristi della cospirazione. Galvanizzati da queste prove allettanti, alcuni ricercatori sono arrivati ad affermare che Kennedy fu assassinato per impedirgli di rivelare al pubblico la notizia della presenza degli extraterrestri sulla Terra. Sebbene questa teoria non sia comprovata e probabilmente non sia vera, il suo desiderio di terminare la Guerra Fredda e di condividere le conoscenze sullo spazio con i nemici "storici" degli Americani, può essere stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per le potenti gerarchie del complesso industriale, militare e dei servizi segreti. Questo gruppo, del resto, pensava già che il giovane Presidente si fosse dimostrato troppo "accomodante" verso il Comunismo e che rappresentasse un pericolo per la loro struttura di comando e controllo. Con tutte le prove che abbiamo accumulato, comunque, non resta alcun dubbio sul fatto che il Presidente Kennedy sapesse sugli UFO molto più di quanto si creda normalmente.


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:51, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:55 
PILOTA DI "CONCORD"

Sono lieto di rendervi partecipi di un'E-Mail giuntami da poco (èh, se tutti potessero parlare!):

Hai ricevuto questo messaggio da: +++++++++++++@hotmail.com)
dal: http://www.ufologia.net/forum/

Ciao Ufologo 555.
Mi chiamo °°°°°° e sono di Bergamo.
Questa sera ho scoperto che hai svolto x 35 anni il lavoro di radarista e subito mi è sorta una domanda: qualche mese fa ho conosciuto una donna pilota di linea.
Questa signora ha lavorato molti anni con l'Air France...sui Concord.
Dopo una lunga chiacchierata con lei non ho resistito a fargli la fatidica domanda....ma lei non ha mai visto un Ufo mentre era in volo? Lei mi ha guardato e mi ha sorriso rispondendomi cosi: vuoi sapere se siamo soli?? no, non siamo soli...loro esistono.
Mi ha anche confermato che gli avvistamenti erano piu frequanti quando volava con i Concord.
Purtroppo, mi disse, una volta avvenuto l'avvistamento dobbiamo fare rapporto compilando delle schede e poi una volta arrivati a terra il materiale finisce tutto in mano ai militari...e noi non ne possiamo parlare con nessuno perchè potremmo andare incontro a grossi problemi( in quel momento si fece seria in volto).
Dopo tutto queste parole c'è una domanda che vorrei farti: perchè mi disse che la maggior parte degli avvistamenti avvenivano quando volava con i Concord??
Non riesco a capire il perchè di questa cosa...
Tutto qui...grazie x la tua attenzione.
+++++++

°°°°°°, ti ringrazio moltissimo per ciò che mi hai raccontato; succede a
molti piloti di linea, ma penso anch'io di più quando volavano i "Concord".
Il motivo è semplice, era l'aereo civile più progredito! E chissà quanti
rapporti avranno omesso, perché, per l'appunto, quando poi scendono a terra
sono messi alle strette. Un mio compagno di scuola Elementare divenne
comandante pilota di "Jumbo" ; mi raccontò di ben 12 avvistamenti, di cui al
terzo la Compagnia gli disse: "°°°°° Se vuoi continuare a volare,
tienteli per te!"
Io posterò questa tua Mail, ma senza fare nomi di nessuno
(perché mi hai fatto una confidenza, giustamente) però è interessante
ugualmente; grazie ancora con i miei migliori saluti. Massimo


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:52, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2009, 13:56 
PIERFORTUNATO ZANFRETTA

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Se qualcuno ci chiedesse se riteniamo possibile che un uomo possa essere catturato da misteriosi extraterrestri alti tre metri e trasportato all'interno di un enorme disco volante, la risposta non potrebbe essere che no. Anzi, quasi quasi dubiteremmo pure della sanità mentale di chi ci ha rivolto la domanda. Secondo quanto ci hanno insegnato sui banchi di scuola, infatti, un mondo abitato da creature intelligenti deve ancora essere scoperto. Figuriamoci poi se si può credere a fantastici alieni che si divertirebbero a volare sulle nostre teste e che di tanto in tanto, per motivi che sarebbe difficile comprendere, «prelevano» un povero diavolo per interrogarlo, usarlo come cavia per qualche esperimento scientifico oppure, come nel caso di Zanfretta, affidargli la custodia di una fantomatica sfera contenente una piramide luminosa il cui scopo sarebbe quello di renderci edotti sulla loro presunta civiltà. Ripeto: si può credere a tutto questo? La risposta, in qualunque modo la si voglia mettere, non può essere che no. La realtà, però, non è così in bianco e nero come spesso la immaginiamo. Anche se la nostra ragione si rifiuta di prendere in considerazione fatti che non rientrano nei canoni scientifici che conosciamo, non si possono ignorare episodi che accadono concretamente nel nostro mondo solo perché non rientrano nei parametri della scienza ufficiale. Non possiamo chiudere gli occhi davanti ad un fenomeno che coinvolge decine o centinaia di testimoni liquidandolo semplicemente con un «Non può essere» e dando del pazzo a coloro che ne sono rimasti coinvolti loro malgrado. Perché questo è proprio quello che è successo con il caso Zanfretta. In questa breve presentazione del libro non intendo riassumere gli avvenimenti che sono stati oggetto di due anni di indagini in poche e succinte parole. Chi fosse interessato alla vicenda dovrebbe leggersi il volume ed eventualmente allargare la ricerca ad altre fonti. Voglio però tratteggiare i contorni di questa storia e, possibilmente, suscitare alcune riflessioni. La prima volta che la guardia giurata Piero Fortunato Zanfretta dell'Istituto di vigilanza privata «Valbisagno» ha fatto parlare di se è stato nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 dicembre 1978 quando fu trovato in stato di choc e in preda ad un indicibile terrore nei pressi della villa «Casa nostra» di Marzano di Torriglia, un piccolo centro sulle alture di Genova. Quando si riprese, Zanfretta raccontò tremando di aver visto «un essere enorme, alto circa tre metri, con la pelle ondulata, come se fosse grasso o tuta molle, comunque grigia» che subito dopo volo via «in una gigantesca luce a forma di triangolo, sormontata da lucette di diverso colore» . Quando la notizia uscì sul «Secolo XIX» , il quotidiano regionale più diffuso della Liguria, l'uomo divenne subito oggetto di un'interminabile serie di scherzi e battute. Eravamo negli anni Settanta e a Genova, una città che per tradizione rifiuta il nuovo. Figuriamoci poi se appare nella veste di un Ufo con tanto di rapimento e alieni giganteschi. Allora ero un giovane cronista fresco di studi americani e quindi con una mentalità decisamente più aperta di quella di molti miei concittadini. Ragionando, mi chiedevo perché un metronotte stimato nel suo ambiente come uomo serio e coraggioso, sposato e padre di due figli, si andasse a complicare la vita, rischiando seriamente il licenziamento, raccontando quella strana favola ufologica. Decisi allora di indagare per saperne di più e fu proprio quella la ragione che per due anni mi fece seguire le avventure di Piero Zanfretta, ormai diventato noto in tutta Italia dopo la sua comparsa alla trasmissione televisiva Rai «Portobello» di Enzo Tortora. Del resto il caso Zanfretta non ci sarebbe stato - e oggi non ne sapremmo nulla - se io non avessi chiesto, e ottenuto, che la guardia giurata fosse sottoposta a ipnosi regressiva. Per farla breve, l'uomo ebbe altri tre «incontri ravvicinati» con i presunti alieni e durante l'ipnosi continuò a fornire dettagli a dir poco esplosivi. Il punto era che spesso e volentieri le sue testimonianze collimavano con quelle di altre persone che si sono trovate a vivere l'esperienza dell'avvistamento ufologico. Nel primo caso, ad esempio, i carabinieri di Torriglia, comandati dal maresciallo Antonio Nucchi, trovarono 52 testimoni oculari e una grossa traccia a forma di ferro di cavallo nel punto in cui Zanfretta venne trovato. La circostanza si ripetè in altri incontri e sempre più allarmante sembrava la coincidenza che i misteriosi episodi fossero confermati da testimoni o da fatti oggettivi. Nel 1980, così come erano comparsi, gli avvistamenti ufologici sparirono dalla provincia di Genova.
E anche per Zanfretta, ormai completamente succube degli «extraterrestri» , venne il momento di salutare i suoi «amici» . Almeno ufficialmente, i suoi incontri terminarono. Ed egli in privato continuò a sostenere di essere il guardiano di una sfera che però, a quanto ne so, nessuno è mai riuscito a vedere. Persino nelle sedute ipnotiche dimostrava di essere chiaramente controllato da una forza estranea che lo faceva regolarmente sfuggire al controllo del dottor Mauro Moretti, il medico ipnotista che lo seguiva. Da quel momento persi di vista Zanfretta e fu solo quattro anni dopo, nel 1984, ormai a mente fredda, che mi decisi a raccontare la mia esperienza in un libro pubblicando «Luci nella Notte, Ufo: Il Caso Zanfretta» con la Alkaest Editrice di Genova. Recentemente, invece, il libro è stato riproposto dalla De Ferrari Editore con il titolo «Il Caso Zanfretta» . Il volume suscitò anche un buon interesse dopo che la Rai ne ricavò uno sceneggiato televisivo in due puntate che andò in onda il 12 e 18 dicembre 1984. Devo dire che in quel periodo Zanfretta era davvero molto conosciuto. Un mio articolo apparso sul settimanale «Gente» venne tradotto e venduto in tutto il mondo. Mi capitò di trovare pezzi sul caso Zanfretta in giornali americani, brasiliani e giapponesi. Ancora adesso, se si cerca nella bibliografia internazionale, il nome di Zanfretta salta fuori assieme al mio libro. Un ulteriore sviluppo internazionale del caso avvenne nel '92 quando venni invitato a Tucson, in Arizona, per presentare il volume al primo Congresso mondiale di ufologia. In quell'occasione venne fuori una realtà americana della quale, fino ad oggi, non ho mai parlato. Intendo dire che all'Hotel Hilton di Tucson venni contattato da due persone, un uomo e una donna, che mi dissero di ritenere attendibile la storia di Zanfretta anche perché loro erano a conoscenza di altre due sfere esistenti sulla Terra, anch'esse donate da alieni a presunti rapiti. Insomma, volevano a tutti i costi la sfera di Zanfretta e per ottenerla erano disposti a ricompensarci principescamente.
Per dimostrare che non scherzavano, i due, che si dicevano rappresentanti di una non meglio specificata organizzazione, vennero a trovarmi in Liguria dopo il mio ritorno e stettero due settimane parlandomi di tutti i loro progetti da fare insieme. Io avrei preferito cedere i diritti del libro e farla finita lì , ma loro desideravano invece coinvolgermi in una joint-venture comune. In altre parole una società che doveva gestire il business che sarebbe scaturito dall'uscita di un film, prodotto da Hollywood, sul caso Zanfretta. A questo proposito mi fecero inviare da un legale di Chicago (anche se loro erano dell'Arizona, quindi l'organizzazione di cui facevano parte non era locale ma nazionale) un contratto che io dovevo firmare. Contratto che però io non volli sottoscrivere in quanto mi qualificava come maggior azionista della società (50%) la cui gestione era affidata interamente agli altri due (25% l'uno). Era come dire che io sarei stato responsabile di tutto quello che loro avrebbero fatto o deciso. Su questo scoglio l'accordo saltò e non se ne fece più nulla. Dopo un po' dei due non sentii più parlare. Questa storia, però, provocò una cocente delusione in Zanfretta che probabilmente si vedeva già in America. Comunque sia, poco tempo dopo l'uomo ebbe guai con la giustizia (anche se ha sempre sostenuto di essere stato vittima di un complotto), abbandonò la divisa da guardia giurata e si mise a fare altri lavori. Un po' di soddisfazione cinematografica gli sta arrivando proprio in questo periodo visto che la Liguria Film Company ha appena annunciato di voler girare un film di fantascienza a sfondo ironico («Invaxön», ma si legge «Invasciun» , alla genovese) che prende spunto proprio dalle sue avventure. Non sarà un successo hollywoodiano, ma è comunque qualcosa. Del resto, film a parte, a quanto mi dicono continua a dire di essere il guardiano di quella sfera. E nessuno è mai riuscito a risolvere il mistero che si porta dentro.

ADESSO GLI UFO MI VOGLIONO RAPIRE
Così dice Fortunato Zanfretta dopo un secondo "incontro ravvicinato del terzo tipo" (del primo parlò anche a "Portobello") - Lo hanno trovato tremante e piangente i suoi colleghi: "Cosa ne sarà dei miei bambini?", gridava. "Non voglio, non voglio" - Come "prove" dell'incontro rimangono alcune orme sul terreno, di grandezza non umana, e un innaturale calore all'interno della sua automobile
di Rino Di Stefano
(Gente, 20 Gennaio 1979)
Genova, gennaio Pierftunato Zanfretta, il metronotte di Genova che ha avuto un "incontro ravvicinato del terzo tipo" con un Ufo ed ha raccontato la sua esperienza alla trasmissione "Portobello" di Enzo Tortora, si è sottoposto ad una seduta ipnotica. Lo ha fatto per metter fine all'incredulità della gente che lo segna ironica mente a dito, come "quello che ha visto i marziani". Sotto ipnosi, Fortunato Zanfretta ha rivelato una parte finora ignorata del suo racconto. Eravamo nello studio del medico ipnotista genovese dottor Mauro Moretti, mentre si svolgeva la seduta, ed abbiamo registrato le parole del metronotte. Il suo è stato un racconto strano, affascinante e in alcuni momenti incredibile. Fortunato Zanfretta, in stato di ipnosi, ha detto di essere stato rapito da mostruose creature extraterrestri e portato su un disco volante, dove lo hanno interrogato ed esaminato. I visitatori, ha detto, "provenivano dalla terza galassia" e gli hanno persino affidato un messaggio. Il dottor Moretti, al quale Zanfretta si è rivolto accompagnato dai suoi superiori, ci ha spiegato che "sotto ipnosi non si può mentire". "Ciò che una persona ipnotizzata dice", ha proseguito, "corrisponde a quelle sensazioni o a quegli avvenimenti che il soggetto ritiene di avere veramente vissuto".
Prima di riferire il risultato dell'esperimento di ipnosi, ricapitoliamo i fatti.
Giovedì 7 dicembre i carabinieri di Torriglia, un paesino dell'entroterra genovese, ricevettero, dalla cooperativa "Val Bisagno" di Genova, la segnalazione dell'atterraggio di un Ufo di cui era stato testimone il loro dipendente Fortunato Zanfretta, 26 anni, la sera prima, durante il suo giro di perlustrazione. Zanfretta era stato ritrovato dai suoi colleghi Walter Lauria e Raimondo Mascia in stato di choc alle 1,15 del mattino, presso la villa "Casa Nostra" in frazione Marzano di Torriglia. Non connetteva. Era spaventatissimo, e continuava a ripetere: "Li ho visti, li ho visti". Quando si riprese, disse che coloro che lo avevano tanto terrorizzato erano "degli extraterrestri dalle sembianze mostruose".
Dietro sua indicazione, i carabinieri si recarono sul "luogo dell'atterraggio" e lì, chiare sull'erba gelata dalla brina invernale, trovarono due impronte a forma di ferro di cavallo, aventi un diametro di circa tre metri.
Per Zanfretta fu l'inizio di una "popolarità" non prevista e forse non gradita. Giornalisti, televisioni private, poi "Portobello": tutti volevano sentire il racconto del suo straordinario incontro. Persino la sua vita familiare ne fu sconvolta. Sua moglie, Silvana Mura, continuava a ricevere telefonate: c'era chi voleva prendere in giro suo marito, e chi invece chiedeva appuntamenti. Anche i loro due bambini, Margherita, di 4 anni, e Fabio, di 15 mesi, finirono per risentire di tutto quel trambusto che si era creato attorno al loro papà. Nella zona dove la famiglia abita, a Sampierdarena, molti non credevano al racconto di Zanfretta e lo definivano "un visionario".
Prima che la seduta ipnotica avesse luogo, ci siamo fatti ripetere da Fortunato Zanfretta il racconto di ciò che ha visto e sentito nella notte fra il 6 e il 7 dicembre scorso. "Mercoledi 6 dicembre, verso le 23,30", ha raccontato il metronotte, "mi sono recato a Marzano per il solito giro di ispezione. Arrivato nei pressi della villa "Casa Nostra" la mia auto si è improvvisamente fermata con l'impianto elettrico fuori uso. A distanza ho visto allora quattro luci che si muovevarro nel prato circostante la villa. Subito ho pensato a dei ladri e ho provato a chiamare via radio la centrale per avvertire, ma anche la radio si era misteriosamente ammutolita. Lì per lì ho pensato ad un guasto e non ci ho fatto caso. Sono sceso dalla macchina e, pistola in mano, mi sono diretto verso la villa. Nell'altra mano avevo la mia pila elettrica, ovviamente spenta. Tutto quello che pensavo in quel momento era di prendere i ladri, non si ha tempo per aver paura o cose del genere. Vicino alla villa ho visto che il cancello era aperto e la porta spalancata. Allora sono entrato e mi sono avvicinato al muro per poi saltare fuori e arrestare i ladri.

ALTO TRE METRI
Proprio allora mi sono sentito spingere e mi sono voltato di botto con la pistola spianata e la luce accesa. Lì, a pochi centimetri da me, ho visto qualcosa che mi ha fatto accapponare la pelle. Era un essere mostruoso, spaventoso e molto alto. Per vederlo in viso ho dovuto alzare la pila e ho calcolato che non poteva essere meno di tre metri. Lo spavento è stato tanto che la pila mi è caduta dalle mani. L'ho raccolta e sono fuggito. Correndo, ho avvertito improvvisamente una luce enorme alle mie spalle. Mi sono voltato e sono rimasto come abbagliato da un velivolo di forma triangolare, ma molto appiattito, che si alzava da dietro la villa con un sibilo. Era molto luminoso e più grande della stessa casa; la luce era tanta che ho dovuto ripararmi gli occhi con il braccio. Si è anche svi luppato un forte calore tutto intorno".
Da questo momento in poi la narrazione di Zanfretta si fa confusa e lacunosa. Non ricorda molto bene. Tutto quello che sa è che ha richiamato la centrale via radio e questa volta qualcuno gli ha risposto. Poi nebbia assoluta. Da notare che, in quello stesso istante, alcune persone abitanti nella vicina Torriglia vedevano un forte bagliore in direzione della villa "Casa Nostra".
La prima chiamata, ricorda Carlo Toccalino, il centralinista della "Val Bisagno" che quella notte era di turno, "l'ho ricevuta soltanto verso mezzanotte e un quarto. Zanfretta urlava e diceva continuamente: "Mamma mia quanto è brutto". Io allora gli ho chiesto se lo stavano aggredendo e lui, di rimando: "No, non sono uomini, non sono uomini". A questo punto la comunicazione si è interrotta e io ho subito avvertito il tenente Giovanni Cassiba".
"In effetti non sapevamo né dove Zanfretta si trovasse, né cosa fosse successo", spiega il tenente. "Subito ho dato ordine alla pattuglia delle guardie Luria e Mascia di mettersi sulle tracce di Zanfretta, ma lo hanno trovato soltanto all'1,15 sdraiato per terra nel prato antistante la villa. Quando li ha visti è saltato su con la pistola in una mano e la pila accesa nell'altra; non li conosceva e aveva gli occhi fuori dalle orbite. Gli hanno detto di abbassare la pistola ma lui non sembrava nemmeno capire. Alla fine hanno dovuto saltargli addosso e disarmarlo. Quello che è strano è che aveva gli abiti caldi nonostante il freddo pungente che c'è da quelle parti. Inoltre sia il cancello sia la porta della villa erano regolarmente chiusi. Ben visibili i segni dell'atterraggio dell'Ufo".
Gli stessi carabinieri nutrono pochi dubbi sul fatto che un qualche oggetto volante si sia posato. Né mettono in dubbio le parole di Zanfretta. "Conosco Zanfretta da molti anni" afferma il brigadiere Antonio Nucchi, comandante della stazione di Torriglia "e ritengo di poter affermare con sicurezza che è un tipo deciso e senza strane fantasie per la testa. Quando abbiamo effettuato il sopralluogo, di giorno, lui quasi non voleva venire, tanto era spaventato. Soltanto qualcosa di eccezionale poteva mettergli addosso un timore simile. In ogni modo io ho ricevuto segnalazioni di Ufo anche da altre persone che quella notte ne hanno visto uno dirigersi proprio su quella zona. Tutti tacciono fino a quando il caso non esplode, poi però si fanno coraggio e parlano. Non mi stupirei, quindi, che le cose fossero andate più o meno come le ha descritte Zanfretta".

QUATTRO LUCI
Questi, dunque, i precedenti della seduta ipnotica che Zanfretta ha voluto, stanco di essere preso per bugiardo da gente che si ostina a non credere al suo racconto. L'esperimento di ipnosi si è svolto il 23 dicembre in via San Sebastiano, a Genova, nello studio del dottor Moretti, al quale Zanfretta si è presentato accompagnato dal suo tenente, Giovanni Cassiba, Erano presenti anche, in veste di testimoni, Angelo Massa, psicoterapista e assistente del dottor Moretti, Giorgio Cesari, studioso di ipnologia, e Luciano Boccone, del "Gruppo di ricerche clipeologiche ed ufologiche" di Arenzano.
Nel corso della seduta è emerso che, dopo avere visto l'extraterrestre, Zanfretta non sarebbe fuggito, come lui crede di aver fatto, bensì sarebbe stato rapito e trasportato in un locale caldissimo dove lo avrebbero interrogato. Ciò spiegherebbe come mai i suoi abiti erano tanto caldi quando fu trovato, e come mai intercorse mezz'ora di tempo da quando egli lasciò la macchina la prima volta a quando vi ritornò per chiamare la centrale.
Quella che segue è la fedele registrazione della seduta ipnotica.
Dottor Moretti: "Ora, davanti ai suoi occhi, c'è un grande quadrante d'orologio, un grande orologio bianco con le lancette nere. Però questo grande orologio ha una particolarità: non va avanti, bensì va indietro. Le lancette scorrono all'indietro e noi torniamo indietro nel tempo. Trascorrono indietro i minuti, trascorrono indietro le ore, trascorrono indietro i giorni e io e lei torniamo indietro nel tempo. Sempre più indietro, sempre più indietro, sempre più indietro. Ora lei è circondato da una nebbia, una nebbia densa e lei non vede nulla perché la nebbia è il tempo che lei sta oltrepassando all'indietro. Ora noi ci troviamo al giorno 6 di dicembre, è un mercoledì, mercoledì 6 dicembre. La nebbia si dirada. È notte, sono le 23 passate, lei sta facendo il suo lavoro, si trova a Marzano di Torriglia, sta facendo il suo giro di perlustrazione. È buio e freddo. Ora ci troviamo vicino ad una villa, questa villa si chiama "Casa Nostra". Ora io voglio che lei, pur restando nel sonno più profondo, parli. Voglio che mi racconti tranquillamente, perché io sono vicino a lei, tutto quello che lei vede. Parli forte, in modo che io la possa sentire bene. Io vedo un cancelletto, un cancelletto bianco. Mi sembra aperto, vero?".
Zanfretta, disteso sul lettino nella penombra della stanza, comincia a dare segno di vita e sussurra un "sì" sottovoce. Il dottor Moretti, in piedi dinanzi a lui, continua, con voce suadente, a interrogarlo.

Dottor Moretti: "Che cosa c'è nel prato dietro il cancello?"
Zanfretta: "Quattro luci".
"SIETE MOSTRI!"
Dottor Moretti: "Saranno dei ladri? Non ha paura, vero?".
Zanfretta:"No".
Dottor Moretti: "Mi racconti, cosa vede?".
Zanfretta: "Canguro dalla 68, Canguro dalla 68... le luci della macchina, come mai? Le luci della macchina si sono spente". (Evidentemente ora il metronotte sta tentando di chiamare la centrale con le parole convenzionali).
Dottor Moretti: "Parli più forte, se no non la sentono".
Zanfretta: "Ma non mi sentono. Canguro, mi porto dentro la villa, ci sono dei ladri".
Zanfretta ora comincia ad ansimare profondamente, il suo petto va su e giù ritmicamen te, le sue mani tremano.
Zanfretta: "Chi c'è? Che succede? Mamma... ".
Dottor Moretti: "Cosa c'è? Mi racconti. Io sono qui con lei e non può accaderle nulla. Mi racconti cosa vede".
Zanfretta: "Madonna... Perché dovrei venire con voi? Cosa volete farmi? Cosa sono tutte quelle luci? Non voglio. Voi non siete esseri umani. Via! Cosa mi mettete sulla testa? Via! Non voglio... Lasciatemi stare...".
Appare chiaro che il metronotte sta parlando di particolari che gli sono ignoti allo stato cosciente. Sta dicendo in sostanza di essere stato prelevato e portato in un luogo luminoso e caldo dove lo hanno interrogato ed esaminato.
Zanfretta: "Non voglio che tornate. Non posso dirlo? Sì... farò come voi volete... Datemi una prova... Non mi crederanno... Quante luci... Via! Via! Via quel coso dalla testa. Aspetterò che tornate... Che caldo. Via quel coso dalla testa... Via. Siete dei mostri... Voglio andare a casa. La mia pila".
Finalmente il metronotte è scappato, o lo hanno lasciato libero. Correndo, si ferma e vede una gran luce alzarsi da dietro la casa, poi arriva in macchina e richiama la centrale via radio.
Zanfretta: " Cos'è tutta quella luce? Com'è grande. Mi dà fastidio. Canguro dalla 68... Canguro... Non sono uomini... Non sono uomini".
Ora Zanfretta ritorna a parlare con qualcuno e dice: "Volete che torni alla villa? Va bene... sì".
Poi c'è l'incontro con i suoi colleghi. Zanfretta rivive quei momenti e dice le cose che gli sono state dette là, nel prato vicino alla villa dove è stato ritrovato. "Metti giù la pistola, pensa ai bambini", gli dice uno. "Dài, piantala", insiste l'altro. Poi lo prendono, lo schiafieggiano, e lo portano via ancora intontito mentre continua a ripetere: "Li ho visti, li ho visti".
Dottor Moretti: "Ora voglio che lei mi descriva bene questi esseri che ha visto. Dice che non sono uomini come noi. Li descriva".
Zanfretta: "Sono verdi, occhi gialli a triangolo, con degli spinoni, hanno la carne verde e la pelle piena di rughe come se fossero vecchi, hanno una bocca con qualcosa che sembra ferro, hanno delle vene rosse sulla testa, le orecchie a punta, braccia con delle unghie... con delle cose rotonde...Vengono dalla terza galassia".
Dottor Moretti: "Prima ha detto che hanno lasciato un messaggio, se lo ricorda?".
Zanfretta: "Vogliono parlare e dicono che torneranno presto e numerosi".
Dottor Moretti: "In che modo comunicate? Parlano la nostra lingua?".
Zanfretta: " No. Traducono... con l'apparecchio luminoso".

NUOVO ALLARME
Quando il dottor Moretti lo ha risvegliato, Zanfretta non ricordava più niente e sosteneva di essere rimasto su quel lettino per meno di tre minu ti, In effetti lo stato di ipnosi controllato in tutte le sue fasi dal medico; è durato per oltre mezz'ora. Il metronotte non sapeva nulla di quanto era rimasto nella registrazione.
Tra i testimoni quello forse più impressionato era il tenente Cassiba. "Io a Marzano non ce lo vorrei più mandare", diceva "Ho paura".
Quasi a conferma dei timori del tenente Cassiba, nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 dicembre, a 21 giorni esatti dal primo "incontro", l'allarme e scattato nuovamente nella sala operativa della "VaI Bisagno". Zanfretta aveva preso servizio alle 22,05 e viaggiava a bordo di una Fiat 127 diretto come al solito verso Torriglia.
Alle 23,46 esatte il centrali nista di turno, Attilio Mazza, ha ricevuto dalla Beta 68 (sigla di Zanfretta) una concitata chiamata di soccorso. "Sono avvolto da una fitta nebbia e non vedo più nulla", urla Zanfretta nella radio, "la macchi na sta andando da sola e acquista velocità. Non so cosa fare".
In quel momento il me tronotte si trova all'uscita della galleria della Scoffera. Alle 23,50, quattro minuti dopo, Zanfretta chiama un'altra volta. La voce, dirà in seguito Mazza, sembra più calma e quasi obbediente. "La macchina si è fermata. Vedo una gran luce, Ora esco".
A questo punto viene dato l'allarme. Mazza avverte la Beta 29 del brigadiere Emanuele Travenzoli e la Beta 70 del metronotte Raimondo Mascia, che si mettono alla ricerca di Zanfretta. Il centrali nista chiama anche la Eco 15 del tenente Cassiba. Questi, unitamente al dottor Tutti, direttore della "VaI Bisagno", si mette a sua volta alla ricerca di Zanfretta.
"La notte era freddissima e pioveva a dirotto", ricorda il tenente Cassiba. "Inoltre dalle parti di Torriglia una fittissima nebbia impediva ogni visibihità, Le ricerche sembravano ad un punto morto quando all'1,09 abbiamo udito un nuovo messaggio radio di Zanfretta: "Non so dove mi trovo, Sono vicino ad una grande luce, Ho paura, venite".
Servendosi della radio, infine il brigadiere Travenzoli rintraccia Zanfretta. È l'1,25. La Beta 68 si trova ferma su un sentiero di montagna a 800 metri di altezza e a 4 chilometri dal più vicino centro abitato, Ma quando Zanfretta vede i fari della macchina del collega, non capisce più niente. "Sembrava un gatto selvatico braccato", dice Travenzoli. E in effetti lo deve rincorrere, acchiapparlo e assestargli qualche ceffone per farlo tornare in sé. "Dicono che mi vogliono portar via", dice Zanfretta tremando e piangendo, "cosa ne sarà dei miei bambini? Non voglio, non voglio..".
Misteriosamente, nonostante la fittissima pioggia, Zanfretta ha gli abiti e il viso asciutti. "Dal naso in su", spiega Travenzoli "era caldissimo, le orecchie erano rosso fuoco".

HA SPARATO?
Di lì a poco arrivano anche gli altri e Zanfretta viene affidato al dottor Tutti e al tenente Cassiba."Era completamente stravolto", ricorda Tutti "sembrava un bambino impaurito".
Intorno all'auto di Zanfretta, sparse qua e là, il metronotte Mascia nota alcune tracce ancora fresche. Sotto la luce delle torce appaiono diverse orme di grandezza spropositata. Misurate l'indomani dai carabinieri, queste orme risultano lunghe 50 centimetri e larghe circa 20. La profondità è di 3 centimetri. Le sorprese non finiscono qui: il tetto della 127 è tanto caldo che non si può toccare. "All'interno", dice il metronotte Francesco Meligrana, che l'ha riportata indietro a Genova "sembrava di essere in un forno".
Di questo nuovo episodio sono stati informati sia i carabinieri sia la questura di Genova, che stanno tuttora indagando sulla vicenda. Un particolare strano è che dalla rivoltella di Zanfretta risultano essere stati sparati cinque colpi su sei. Contro chi? Per il momento il campo è aperto soltanto alle supposizioni. Zanfretta, che ora non ricorda più nulla, è stato sottoposto a una completa visita medica da uno specialista genovese che gli ha riscontrato "ipertensione nervosa da forte choc emotivo". Per adesso i dirigenti della "Val Bisagno" gli hanno dato qualche giorno di riposo, perché si rimetta.

STORIA DELL'UOMO CHE INCONTRÒ GLI UFO
Gli inquietanti fenomeni si ripeterono per quattro volte - Pier Fortunato Zanfretta
raccontò di aver visto "un essere alto tre metri, grigio e
con le orecchie a punta"- Ipnotizzato dai medici, ripeté frasi in una lingua sconosciuta
di Rino Di Stefano
(Il Giornale, Venerdì 6 Luglio 1984)
Nella tarda serata di mercoledì 6 dicembre 1978 la guardia giurata Pier Fortunato Zanfretta era in servizio su una "126" nell'area di Torriglia, un piccolo centro sulle alture dell'entroterra genovese. Faceva molto freddo e la neve caduta durante la giornata si era ormai trasformata in una pericolosa lastra di ghiaccio che invadeva buona parte dell'asfalto. Zanfretta procedeva lentamente cercando, per quanto possibile, di evitare i punti dove la luce ne denunciava la presenza. Del resto l'uomo era abituato sia al clima rigido dei monti sia alle insidie della zona che negli ultimi due anni aveva imparato a conoscere. Quella notte, però, sarebbe stata diversa, anche se fino a quel momento egli non lo sospettava neppure.
Erano le 23.30 quando Zanfretta imboccò la deviazione che dalla statale 45 conduce a Marzano. Il metronotte percorse la stradina che porta al centro del paese e da qui, continuando, si diresse verso la villa «Casa Nostra» del medico dentista genovese Ettore Righi. La notte era buia e senza luna, ma il cielo stellato rendeva meno tetro il brullo paesaggio dell'appennino ligure. Dopo circa un centinaio di metri la guardia giurata si lasciò alle spalle l'ultima casa e si ritrovò di nuovo solo in aperta campagna.
Era quasi arrivato quando, poco prima dell'ultima curva, il motore e i fari della "126" si spensero. "Ma che succede?", mormorò sorpreso. Fu proprio mentre metteva piede a terra che vide distintamente nel giardino della villa quattro luci che si muovevano. Allora, dimenticando l'improvviso guasto all'impianto elettrico che lo aveva fatto fermare, prese in mano il microfono della radio per comunicare alla centrale operativa dell'istituto di vigilanza, ciò che si accingeva a fare. "Canguro dalla 68, canguro dalla 68 — chiamò - mi porto dentro la villa: ci sono dei ladri". Ma la centrale non rispose: anche la radio non funzionava.
Impugnò quindi la sua Smith & Wesson calibro 38 special e, con la pila spenta nella sinistra, si avviò cautamente verso la villa. Il cancelletto del giardino e la porta d'ingresso erano aperti. Zanfretta entrò, si appiattì di schiena contro il muro perimetrale e pian piano si avvicinò all'angolo. Voleva sorprendere i ladri, evidentemente. Ma grande fu invece il suo stupore quando si sentì toccare le spalle. Rapido si voltò con la pila accesa e la pistola spianata, pronto a far fuoco, se fosse stato il caso. E del resto non sarebbe stata la prima volta. Ma il fascio di luce non illuminava un ladro. Interrogato la mattina dopo dal brigadiere dei carabinieri Antonio Nucchi, comandante della stazione di Torriglia, Zanfretta raccontò tremando di aver visto "un essere enorme, alto circa tre metri, con la pelle ondulata, come se fosse grasso o avvolto in una tuta molle, comunque grigia, occhi gialli a triangolo, vene rosse sulla testa, orecchie a punta e mani con dita dalle unghie rotonde".
Terrorizzato, lasciò cadere la pila. Poi la raccolse e fuggì a gambe levate verso la "126". Sempre in preda al panico, afferrò convulsamente il microfono. "La prima chiamata - ricorda Carlo Toccalino, operatore di turno quella notte - l'ho ricevuta soltanto verso mezzanotte e un quarto. Zanfretta urlava e diceva continuamente ‘Mamma mia, quant'è brutto'. Io allora gli ho chiesto se lo stessero aggredendo e lui di rimando: ‘No, non sono uomini, non sono uomini...'. A questo punto la comunicazione si è interrotta».
Mentre l'uomo urlava alla radio, improvvisamente una grande luce triangolare si alzò da dietro la casa. Zanfretta poi la descriverà come un disco luminosissimo più grande, in lunghezza, della stessa villa. La luce lo abbagliò a tal punto che dovette ripararsi gli occhi con il braccio. Sentì dunque un grande sibilo e, con un'accelerazione fantastica, il velivolo si perse nel cielo.
Sul terreno dove il misterioso oggetto si sarebbe posato, i carabinieri scoprirono poi una grossa impronta semicircolare che nel loro rapporto definirono come "il segno lasciato da un elicottero o qualcosa di grosso che si è posato sul prato adiacente alla casa".
Zanfretta, comunque, svenne. I suoi colleghi lo ritrovarono dopo oltre un'ora accanto alla villa, in forte stato di choc. Mentre lo portavano via continuava a dire: "Li ho visti, li ho visti".
E non fu il solo. Perché i carabinieri, durante la loro inchiesta, trovarono altri 52 testimoni i quali confermarono che a quell'ora, e in quella zona, notarono un grosso oggetto volante di forma piatta e triangolare, emanante un'intensa luce variante dal bianco al rosso. Venerdì 8 dicembre il quotidiano Il Secolo XIX usciva con un titolo a sei colonne: "Incontri ravvicinati a Torriglia".
E fu così che il mondo venne a conoscenza della vicenda del "metronotte che aveva visto gli Ufo". Io allora ero cronista del quotidiano genovese della sera Corriere Mercantile e ricordo molto bene il clima di curiosità e di divertito scetticismo che la notizia provocò non soltanto tra il pubblico, ma anche nelle redazioni dei giornali. Ovviamente non era facile prendere sul serio la storia dell' "extraterrestre alto tre metri". Tuttavia, se si fosse voluto realmente archiviare l'episodio, sarebbe stato il caso di fornire una spiegazione logica ad almeno tre cose: lo stato di shock del metronotte, la grossa impronta trovata accanto alla villa, le testimonianze di 52 persone. Mi sembrava logico, infatti, prima di dare del matto ad un uomo e di definirlo mitomane o peggio, "smontare" quei risultati che stavano emergendo dall'inchiesta aperta dai carabinieri. Perché, dunque, non indagare su Pier Fortunato Zanfretta e sulle circostanze di quella notte?
Con sorpresa mi accorsi che altri colleghi giornalisti si guardavano bene dal farlo. Ebbi l'impressione che la mentalità corrente si potesse riassumere in questa frase: "Dal momento che dice di aver visto un disco volante e un mostruoso extraterrestre, deve essere per forza un pazzo". In quanto ai carabinieri, probabilmente qualcuno pensava che stessero perdendo il loro tempo.
Fu proprio questa diffusa convinzione che mi indusse ad occuparmi del caso Zanfretta. Anche perché sembrava che tutti puntassero sull'aspetto ufologico della questione trascurando il dramma umano del protagonista. Mi chiedevo: è possibile che un metronotte conosciuto come persona onesta e corretta, padre di due figli, si inventi di sana pianta una storia di questo genere, rischiando il posto di lavoro, trovando poi 52 testimoni che convalidino casualmente il suo racconto? Ed è poi possibile che lo stato di choc fosse simulato? Volevo saperne di più.
I responsabili dell'istituto di vigilanza Val Bisagno si dissero subito disposti a collaborare con me. Il direttore Gianfranco Tutti mi raccontò che il suo socio, Luigi Cereda, aveva già provveduto a presentare denuncia contro ignoti per ciò che era accaduto. Volevano che fosse fatta luce su tutta quella storia, ma avevano anche paura delle conseguenze pubblicitarie negative che nel frattempo avrebbero potuto avere.
Per prima cosa chiesi e ottenni di parlare con Zanfretta. Il metronotte mi parve subito timido e impacciato. Mi accorsi che tutto il rumore che si stava facendo su di lui lo disturbava parecchio. "Gente sconosciuta mi telefona a casa a tutte le ore per prendermi in giro - si lamentava -. Io non lo so che cosa fosse quello che ho visto, però l'ho visto. Non sono un bugiardo".
Dopo aver pubblicato il mio primo articolo su Zanfretta, fui contattato da diversi ufologi. Tagliai corto con tutti, ma accettai un suggerimento: chiedere a Zanfretta di sottoporsi ad ipnosi regressiva. L'ipnosi è infatti uno dei metodi più usati per far rivivere passate esperienze, dissociando il lato cosciente dell'individuo. Perché, dunque, non provare?

LA SECONDA INSPIEGABILE SCOMPARSA
Zanfretta acconsentì subito, e la sera del 23 dicembre era già sdraiato e ipnotizzato sul lettino di pelle del medico genovese Mauro Moretti. Il risultato di quella seduta, registrata su nastro, fu sconcertante. Ad un certo punto Zanfretta cominciò ad ansimare: riviveva il momento in cui entrò nel giardino della villa.
Zanfretta: "Chi c'è? Che succede? Mamma...".
Moretti: "Cosa c'è? Mi racconti. Io sono qui con lei e non può accaderle nulla. Mi racconti cosa vede".
Zanfretta: "Madonna... Perché dovrei venire con voi? Cosa volete farmi? Cosa sono tutte quelle luci? Non voglio. Voi non siete esseri umani, via! Cosa mi mettete sulla testa? Via! Non voglio... Lasciatemi stare...".
Appare chiaro che il metronotte sta parlando di particolari che gli sono ignoti allo stato cosciente. Sta dicendo in sostanza di essere stato prelevato e portato in un luogo luminoso e caldo dove lo hanno interrogato e esaminato.
Zanfretta: "Non voglio che tornate. Non posso dirlo? Si…farò come voi volete…
Datemi una prova... Non mi crederanno... Quante luci... Via! Via! Via quel coso dalla testa. Aspetterò che tornate... Che caldo. Via quel coso dalla testa... Via! Siete dei mostri... Voglio andare a casa. La mia pila…".
Zanfretta, dunque, raccontava di essere stato rapito. Pur sentendo la mia curiosità parzialmente appagata, non volli scrivere alcun articolo su quella seduta d'ipnosi. Le rivelazioni involontarie del metronotte mi sembravano troppo irreali per essere prese in considerazione. Stavo ancora pensando a quella sera, quando Zanfretta sparì di nuovo. Era la notte tra il 27 e il 28 dicembre.
"Sono avvolto da una fitta nebbia e non vedo più nulla - urlò il metronotte per radio -la macchina sta andando da sola e acquista velocità. Non so cosa fare". Erano le 23.46. Quattro minuti dopo Zanfretta chiamò di nuovo. Questa volta la sua voce era calma, quasi ubbidiente. "La macchina si è fermata - disse -, vedo una gran luce. Ora esco".
Le ricerche furono ostacolate dalla nebbia e dalla pioggia che in quel momento gravavano sulla zona. La "127" su cui viaggiava Zanfretta fu comunque ritrovata dopo oltre un'ora su uno spiazzo della strada di montagna che porta all'abitato di Rossi. Il primo a vedere Zanfretta fu il brigadiere Travenzoli. Tremava e piangeva. "Dicono che mi vogliono portare via - diceva -. Che ne sarà dei miei bambini? Non voglio, non voglio...". Stranamente, nonostante la pioggia e il freddo, il metronotte aveva il viso e gli abiti asciutti. "Dal naso in su - spiegò Travenzoli - era caldissimo. Le orecchie erano rosso fuoco".
Inoltre, il tetto della «127» su cui viaggiava Zanfretta, scottava come se fosse stato sottoposto ad un forte calore. Accanto all'auto, chiarissime, alcune orme gigantesche, a suola concava, lunghe oltre 50 centimetri.
Tutti questi elementi fecero poi parte del "Rapporto informativo circa l'avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi da parte di Zanfretta Fortunato" che il brigadiere Nucchi il 3 gennaio 1979 inviò alla Pretura unificata di Genova perché venissero presi provvedimenti. Il rapporto finì sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica Luciano Di Noto, che lo passò, per competenza, al giudice istruttore Gian Rodolfo Sciaccaluga. Da qui esso raggiunse il giudice Russo che l'11 gennaio 1980, un anno dopo, lo fece archiviare con il numero di registro 203 per "mancanza di estremi di reato".
Del resto lo stesso comando dei carabinieri aveva già provveduto ad informare il ministero dell'Interno e gli alti comandi militari con due telex spediti rispettiva- mente 1'8 dicembre e il 28 dicembre 1978. Nei messaggi il grado di attendibilità degli eventi descritti veniva definito "buono".
Dopo il secondo "incontro ravvicinato" qualcuno cominciava a pensare che, nonostante gli interrogativi emergenti dalle avventure notturne (orme gigantesche, lamiera dell'auto calda, eccetera), fosse il caso di accertare se Zanfretta fosse in condizioni di mente "normali" oppure no. È per questo che l'istituto di vigilanza lo mandò ripetutamente dal professor Giorgio Gianniotti, libero docente in neurologia, specialista in malattie nervose e mentali, vice-primario neurologo presso l'ospedale genovese di S. Martino.
Il 31 gennaio 1979 il professor Gianniotti rilasciò il seguente certificato: "Su richiesta della direzione dell'istituto di vigilanza da cui dipende, ho visitato in data 28 e 30 dicembre 1978 il signor Zanfretta Fortunato, anni 26, di professione vigile giurato, che mi viene rinviato in data odierna per essere sottoposto nuovamente a visita neuropsichiatrica. Come nelle due precedenti visite, ho trovato il signor Zanfretta in perfette condizioni psichiche e neurologiche. Il paziente non presenta alterazioni del pensiero né disturbi psicosensoriali, e normale è la sua capacità volitiva e logico–critica".
Il certificato redatto dal professor Giannotti così concludeva: "Ritengo pertanto lo Zanfretta idoneo al suo lavoro in modo incondizionato, e non abbisognevole di periodo di osservazione né tanto meno di consigli terapeutici". L'opinione del professor Gianniotti ebbe molta eco sia tra il pubblico sia tra le forze dell'ordine.

ORA VUOLE DIMENTICARE
Intanto il "caso" usciva dai confini genovesi. Enzo Tortora, allora conduttore di "Portobello", volle Zanfretta in trasmissione. Se lo portò anche due volte ad "Antenna Tre" scomodando per lui un personaggio come Cesare Musatti, l'ottuagenario padre della psicanalisi italiana. Musatti, dopo aver assistito ad una ipnosi in diretta davanti alle telecamere, disse che, per lui Zanfretta era in buona fede anche se era difficile distinguere la realtà oggettiva da quella soggettiva. Contemporaneamente, anche la stampa straniera si interessava al metronotte: il settimanale popolare statunitense a più vasta tiratura (5 milioni di copie) "National Enquirer" gli dedicò tre articoli e una copertina.
È in questo clima che la sera del 30 luglio 1979 il metronotte rimase vittima di una terza "abduction". Questa volta era di servizio su uno scooter nella zona di Quarto, a Genova. Sui monti, visti i precedenti, ormai non lo mandavano più. Tuttavia sparì di nuovo e lo ritrovarono, dopo oltre due ore, sulla cima del monte Fasce, alle spalle di Genova. Dal momento che l'unica via di accesso al monte era pattugliata, e di lì Zanfretta non era passato, ci si chiedeva come avesse fatto ad arrivare fin lassù. La risposta venne cercata nell'ipnosi.
Questa volta venne condotto presso il Centro internazionale di ipnosi medica e psicologica di Milano dove il professor Marco Marchesan, su richiesta dello stesso Zanfretta, lo sottopose al Pentotal, e cioè il siero della verità, in risposta ad alcune polemiche nate sull'uso dell'ipnosi. Zanfretta non solo confermò tutto ciò che aveva detto, ma disse anche che l' ultima volta era stato "sollevato" da una luce verde che lo aveva trasportato sull' "astronave degli alieni".
Ma le sue avventure non erano ancora finite. Alle 22.30 del 2 dicembre 1979 scomparve nuovamente mentre si trovava a bordo di una "Mini" alla periferia di Genova. In quell'occasione altre quattro guardie giurate videro distintamente l'Ufo. Infatti, da una nuvola ferma in cielo, si accesero improvvisamente due fari che illuminarono i metronotte alla ricerca del loro collega. L'episodio avvenne sui monti vicino a Torriglia. Il tenente Giovanni Cassiba, caposervizio dei metronotte, scaricò il caricatore della sua pistola contro i fari.
Nella successiva ipnosi Zanfretta raccontò ancora una volta di essere stato rapito e trasportato a bordo del "disco volante" con tutta l'auto. Qui, parlando con i suoi misteriosi interlocutori, ad un certo punto disse: "...Dove siete andati? E a far che cosa sopra la Spagna? Perché? Ma tutti assieme? Belin, ma spaventate la gente!".
L'indomani mattina, martedì 4 dicembre 1979, il servizio internazionale dell'Ansa trasmise a tutte le redazioni dei giornali italiani il seguente flash:
"Guadalajara (Spagna) - Un veterinario spagnolo ha affermato di essere stato seguito da un oggetto volante non identificato (Ufo) mentre si trovava al volante della sua automobile su una strada vicina a Guadalajara, ad una cinquantina di chilometri da Madrid. Secondo la sua testimonianza Alfredo Sanchez Cuosta ha avvistato, nella notte tra sabato e domenica scorsi, un Ufo che ha seguito la sua vettura, quindi l'ha superata per porsi una quindicina di metri al di sopra di essa. Accecato dal forte bagliore giallo, proveniente dall'apparecchio, Sanchez ha perduto ad un certo punto il controllo del veicolo che è uscito di strada. Secondo il veterinario, l'Ufo si allontanava dal percorso seguito dall'automobile quando questa attraversava i villaggi". Conferma o coincidenza? Il dubbio rimane.
Zanfretta scompare un'altra volta il 14 febbraio 1980. Questa volta, però, la sua auto era sotto controllo e lo ritrovarono quasi subito. Quella notte volli partecipare anch'io alle ricerche, e così fui presente quando lo ritrovarono, ormai mezzo assiderato, sul ciglio di un burrone in stato di choc. Ci furono testimoni. Un contadino che abita nei pressi raccontò di aver visto una grossa massa luminosa "simile ad un pallone di rugby".
L'ipnosi riservò altre novità. Infatti, tra la meraviglia dei presenti, ad un certo punto il metronotte, in ipnosi profonda, cominciò a par lare una lingua sconosciuta:
"Ei chi snaua. . . si naila. . . isne ghe... il se lai... go che ti snau exi che... sci nis che ixi kai snode. . . chisnauag the. . . aiex piscinau kep na... tei sdei...".
L'ultima scomparsa "ufficiale" di Zanfretta risale al 13 agosto 1980. Ma anche questa volta era talmente guardato a vista che non riuscì ad "incontrare" i suoi interlocutori. Interrogato in continuazione dal dottor Moretti, Zanfretta rispose in questo modo: "Domanda con risposta negativa, tixel". Ed inutile si rivelò ogni sforzo di andare oltre: la guardia giurata era ormai assolutamente fuori da ogni controllo ipnotico.
In seguito alle sue avventure notturne, il questore di Genova sospese senza ufficiale motivazione il porto d' armi a Zanfretta. Glielo dovrà rendere quando Zanfretta si rivolgerà ad un avvocato. Ma ormai il metronotte è stanco. Con i capelli ingrigiti nel giro di pochi mesi, il 10 dicembre 1982 Fortunato Zanfretta lascia l'istituto di
vigilanza per il lavoro più tranquillo di magazziniere.
Però dopo qualche tempo avverte la nostalgia per il suo vecchio mestiere, e il primo dicembre 1983 indossa nuovamente la divisa dei metronotte nello stesso istituto. Ma di Ufo non vuole più parlare, né sentir parlare.
Dischi volanti luminosi e presunti «incontri ravvicinati del terzo tipo»
che dal 1978 al 1980 hanno coinvolto decine di persone e il paese di Torriglia.




«Il Bivio» di Ruggeri indaga su Zanfretta

Questa sera su Italia 1 alle 22 il programma sarà interamente dedicato alla misteriosa storia dell'ex metronotte
di Rino Di Stefano

(Il Giornale, Martedì 27 Febbraio 2007)


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Via Feltre, dove sono gli studi che producono la trasmissione «Il Bivio» di Enrico Ruggeri, è nel cuore di Milano, a due passi da piazza Udine. Arrivando in auto, la prima cosa che notiamo è una folla che si accalca nell'entrata principale. Come più tardi ci spiegherà un ispettore di produzione, sono le persone che fanno parte del pubblico. Il custode alla sbarra non ci fa storie. «è il protagonista», gli sussurra l'ispettore facendoci da battistrada. E in effetti con me nell'auto c'è Piero Zanfretta, cioè il personaggio cui Ruggeri ha dedicato una delle sue trasmissioni. Zanfretta zoppica, e si aiuta con un bastone, a causa di un recente incidente sul lavoro. Insieme a noi viaggia anche Elisa Nerva, la responsabile delle pubbliche relazioni della De Ferrari Editore che ha pubblicato la terza edizione del mio libro "Il Caso Zanfretta, la vera storia di un incredibile fatto di cronaca". Ci hanno detto che durante le riprese saranno presenti alcuni giornalisti delle testate accreditate da Mediaset e lei è lì per incontrarli.
Zanfretta è ormai un veterano degli studi televisivi. Da quando le sue avventure sono diventate note a livello mondiale, è stato ospite in decine di programmi in Italia e all'estero. Ma sempre e solo per rispondere alle domande di chi lo voleva in trasmissione. Come ci tiene a specificare, non ha mai guadagnato nulla dalla sua popolarità e per vivere fa l'assistente al Piccolo Cottolengo Don Orione di San Fruttuoso, a Genova.
L'ispettore ci scorta fino agli studi televisivi. Appena entriamo, ci accorgiamo di essere in un grande capannone suddiviso in tanti piccoli locali dove si svolge il lavoro dello studio. è tutto un brulichio di persone. Alcune ragazze vanno avanti e indietro con una specie di registro dove annotano i nomi delle persone che devono partecipare al programma. Due ragazzi domandano ai presenti chi vuole passare dalla sala trucco per una «ritoccatina». Nell'atrio, subito dopo la porta d'ingresso, la produzione ha preparato un rinfresco a base di pizzette e focacce.
Il primo a venirci incontro è Ade Capone, l'autore del programma su Zanfretta. è lui che lo ha scritto così come ha diretto la fiction girata sull'Appennino ligure per ricostruire le vicende del metronotte più noto d'Italia. E la prima persona che Capone ci presenta è proprio Ruggeri. Di altezza leggermente superiore alla media, fisico asciutto e sorriso cordiale, Ruggeri è simpatico così come appare in video. Probabilmente è la sua comunicativa naturale ad averlo portato al nuovo ruolo di conduttore televisivo, nonostante l'indubbia bravura come cantante.
Ci fanno vedere anche il nostro camerino dove potremo riporre i giacconi. Sulla porta c'è un cartello che dice a grossi caratteri: «Zanfretta, Il Bivio». Ma a lui, al protagonista, quello spazio non serve. Nonostante il clima rigido, fuori ci sono tre gradi scarsi, indossa un semplice giubbottino di pelle su una maglietta bianca a maniche corte, aperta sul davanti. Dice che ha caldo...
Inoltre non vuole star fermo. Quel piccolo locale lo soffoca, preferisce girare per gli studi. Fuori troviamo anche Emy Balbi, membro della sezione genovese del Centro Ufologico Nazionale. Emy aveva seguito la storia di Zanfretta fin dagli inizi ed è stata intervistata nella fiction. Anche lei è una degli ospiti. Mentre parliamo tra di noi in attesa di essere chiamati, arriva una faccia conosciuta. è Alessandro Cecchi Paone, noto conduttore televisivo e adesso anche professore universitario. Dal momento che è una star della televisione, si presenta come tale. Arriva su una lunga ed elegantissima Jaguar amaranto, veste un impeccabile completo nero dal quale fa capolino una camicia di seta, nera anche quella, aperta sul collo. Ma non si dà arie. Porge la mano a tutti, saluta ed è educato. Come più tardi verrò a sapere, è stato chiamato in quanto dovrebbe fare da controparte scientifica al caso Zanfretta.
Giunge infine il momento di accomodarsi sul set. Prima fanno firmare a ognuno una liberatoria per l'uso dell'immagine televisiva. Poi ci sediamo. Lo studio, come si può vedere anche dagli schermi di casa, è composto da un grosso palco circolare sollevato di circa un metro da terra. Tre scalini per salire. Sotto c'è il meccanismo che fa muovere alcune grosse pale ovali fissate al palco, formate da una cornice di acciaio sulla quale è saldata una rete. Ruotando su se stesse, provocano un interessante gioco di luci che ha un forte effetto scenico. Il pubblico, invece, è seduto sulle due ali davanti al palco. Di fronte, infatti, c'è la gabbia di vetro dove ad un certo punto viene fatto accomodare il protagonista della serata. Tutto intorno al palco corre un tunnel trasparente dal quale passerà l'auto del destino, e cioè il prototipo di Giugiaro su cui il protagonista sale se accetta il cambiamento che il programma gli propone.
Gli ospiti sono fatti accomodare nella prima fila a destra del palco. Su ogni sedia c'è il nome dell'ospite. Poi ci chiamano uno per volta per fissare il radiomicrofono nel quale si parlerà. Alla fine entra Ruggeri. Blu jeans, giacca sportiva su scarpe casual, si muove con assoluta naturalezza sul palco. E finalmente arriva Zanfretta, zoppicando. Per esigenze di scena gli mettono da parte il bastone. Così si siede accanto a Ruggeri al centro del palco. Non c'è niente di istrionico in Ruggeri quando inizia a parlare con l'ex metronotte e si fa raccontare la sua vita: figlio del gestore di un piccolo circo, nasce dopo che la madre ha partorito sei coppie di gemelli. Lui, il tredicesimo, nasce solitario e i genitori, oltre al nome di Piero, gli aggiungono quello di Fortunato. «Ma la s**** - aggiunge lui - ha avuto il sopravvento». E quello che gli è capitato, aggiunge, lo dimostra.
A quel punto Ruggeri dà il via alla fiction e sui sei grandi schermi che si trovano ai bordi del palco, tre per parte, cominciano a fluire le immagini della sua vita: Zanfretta bambino, Zanfretta militare, Zanfretta metronotte. Quando alla fine si arriva alla storia degli Ufo, iniziata nel dicembre del 1978 e conclusasi ufficialmente nell'agosto del 1980 (anche se lui sostiene che ebbe altri incontri fino all'agosto 1981) si entra nel vivo della questione. E Ruggeri passa la parola agli ospiti.
La giornalista Adriana Fonzi Cruciani (che mi confesserà di non essere affatto giornalista, ma continuano a definirla così) cerca di dare spazio a tutti. Il primo a sbilanciarsi è il biologo parmense Giorgio Pattera che agli Ufo ci crede. Cecchi Paone, premettendo che ha il massimo rispetto per Zanfretta, fa comunque osservare che l'essere mostruoso di cui lui parla nei suoi incontri, potrebbe essere un uomo infagottato in una tuta Nbc, e cioè un indumento di tipo militare per proteggersi da attacchi nucleari, biologici e chimici.
Io entro nella discussione quando Zanfretta dice di avere nel retro del cranio un impianto che gli sarebbe stato messo dagli alieni. Cecchi Paone chiede le prove, dove sono le cartelle cliniche che dimostrano l'evidenza di quell'impianto, e io gli faccio osservare che nel libro sono riportati, integralmente, tutti gli esami clinici fatti da Zanfretta, compresa la perizia psichiatrica (che lo ha giudicato sano di mente) e le radiografie al cranio, fino al 1980. E da quegli esami risulta che Zanfretta non aveva nessun corpo estraneo nella testa, almeno fino a quella data.
Il mio libro venne pubblicato in prima edizione nel 1984. Tuttavia negli anni successivi egli si sottopose ad altri esami clinici e altre radiografie, ma i referti per qualche misteriosa ragione sparirono. L'unico sistema per accertare se, in effetti, quell'impianto è ancora presente sarebbe dunque di sottoporre Zanfretta ad una Tac o ad una risonanza magnetica. Ma l'interessato, dopo essersi sottoposto per oltre dieci anni a ogni tipo di accertamento clinico, adesso vuole essere lasciato in pace e non intende recarsi in alcun ospedale.
Non vado oltre perché non voglio rovinarvi il piacere di assistere alla puntata del «Bivio» di questa sera (su Italia 1 alle 22) anticipando i colpi di scena che il programma riserva. Dico solo che mi sento dalla parte di Cecchi Paone quando chiede prove scientifiche da chi cerca di contrabbandare, spesso a buon mercato, misere realtà terrestri per fantasmagoriche favole spaziali.
A fine trasmissione abbiamo scoperto che i giornalisti che ci erano stati annunciati, non c'erano affatto. Il set del Bivio, infatti, è off limits ai cronisti per evitare indesiderate fughe di notizie. Io sono stato un'eccezione quale ospite e autore del libro sul caso di cui si parlava. E hanno contato sulla mia serietà per evitare che si sapesse anzitempo cosa succede nel programma. Nei limiti che la mia professione mi impone, ho cercato di rispettare la fiducia che mi è stata accordata.
Uscendo, ho notato che i miei due compagni di viaggio per ragioni diverse erano un po' abbacchiati. Elisa Nerva, infatti, non aveva trovato i giornalisti delle testate nazionali che avrebbe dovuto incontrare. E Zanfretta, invece, non aveva gradito più di tanto le richieste di prove lanciate a più riprese da Cecchi Paone. Ho cercato di fargli osservare che nessuno si può aspettare di essere creduto se rivela verità sconvolgenti che non sono avvalorate da alcuna prova. Ma lui, ostinatamente, e devo dire anche con gran dignità, continua ad affermare che verrà un giorno in cui potrà dimostrare la verità delle sue affermazioni. Gli ho allora fatto notare che è da ventotto anni che continua a dire così e ad aspettare che i suoi amici alieni tornino per riprendersi la sfera che gli avrebbero lasciato. Ma il tempo passa e non succede nulla. «Si vedrà», ha tagliato corto quando a tarda sera l'ho lasciato a San Fruttuoso nei pressi del Piccolo Cottolengo Don Orione. E zoppicando, lentamente, mi ha dato le spalle e si è avviato verso la camera dove trascorre la sua esistenza aiutando gli anziani ricoverati nell'istituto.




La storia di Zanfretta diventa trash nello show del «Bivio» di Ruggeri

La produzione ha cambiato la scaletta del programma del cantante che stasera sarà a Sanremo
Un «duetto» tra Cecchi Paone e una «aliena» di Milano ha ridicolizzato lo sviluppo del racconto
di Rino Di Stefano
(Il Giornale, Giovedì 1 Marzo 2007)


Non è sfuggito ai quasi 4 milioni di telespettatori (picchi del 16% di share) che martedì sera hanno seguito il programma «Il Bivio» su Italia 1 che la trasmissione, volutamente, ha usato il pretesto del caso Zanfretta, l'ex metronotte protagonista di una misteriosa storia ufologica, per buttarla sul ridicolo puntando sul «duetto» tra Alessandro Cecchi Paone, che difendeva l'indagine scientifica, e Simona Sibilla, una signorina dalle evidenti velleità sceniche che per l'occasione diceva di essere un'aliena e di vedere i cavalli che volano. Che cosa c'entrava questa farsa con il caso Zanfretta? Assolutamente nulla, ovviamente. Se non la voglia di fare spettacolo a buon mercato, evitando di affrontare seriamente il dramma di un uomo che, a causa di questa storia di Ufo e metronotte, ha avuto la vita rovinata perdendo il lavoro, la famiglia e spesso anche il rispetto del prossimo.
Ma vediamo cosa è accaduto realmente dietro le quinte del «Bivio» visto che, purtroppo, quel pomeriggio di giovedì 1 febbraio, quando è stato registrato il programma, c'ero anch'io tra gli ospiti.
Secondo l'accordo con Ade Capone, autore del programma, la trasmissione avrebbe dovuto affrontare tutti i risvolti del caso Zanfretta. Si parla dunque di una serie di episodi che dal 1978 al 1980 lo ha visto involontario protagonista di presunti incontri con esseri alieni che, alla fine, gli avrebbero affidato una sfera dentro la quale ci sarebbe una piramide immersa in un fluido blu. Sottoposto a ripetute ipnosi, a Genova dallo psicoterapeuta dottor Mauro Moretti e a Milano dal professor Rolando Marchesan, Zanfretta non è mai caduto in contraddizione. Neppure quando ha voluto farsi iniettare il Pentotal, il siero della verità, o quando è stato esaminato dal professor Cesare Musatti, il padre della psicanalisi italiana. Sottoposto inoltre per dieci anni a continui esami clinici, perizia psichiatrica compresa, è sempre risultato perfettamente in grado di intendere e di volere, nonché di esercitare la sua professione di guardia giurata.
Durante la trasmissione, quindi, si è parlato di questo. Gli ospiti, oltre a me, convocato in quanto autore del libro «Il Caso Zanfretta, la vera storia di un incredibile fatto di cronaca», pubblicato in prima edizione nel 1984 e giunto adesso alla terza edizione con De Ferrari Editore, c'erano Emy Balbi, rappresentante del Centro Ufologico Nazionale per Genova, il biologo Giorgio Pattera della Asl di Parma, Alessandro Cecchi Paone, un tizio che affermava di aver fotografato una specie di orrido gnomo (e che per questo era stato denunciato dai carabinieri in quanto lo consideravano un falso) e l'«extraterrestre» meneghina Simona Sibilla.
Abbiamo parlato tutti. La non-giornalista Adriana Fonzi Cruciani (quando le ho chiesto perché non mi dava del tu, visto che tra colleghi si usa così, mi ha risposto: «Ma io sono dottore in legge!», allora ho lasciato perdere) ha presentato ognuno di noi in trasmissione. Pattera, ad esempio, sosteneva che nell'universo ci potrebbero essere diversi tipi di alieni. E ha avuto un battibecco con Cecchi Paone. Lo hanno tagliato. La Balbi ha parlato di come era Zanfretta ai primi tempi. è stata tagliata anche lei. Io ho citato le testimonianze che hanno accompagnato il caso, le indagini dei carabinieri, il fascicolo aperto dalla Procura di Genova su quella storia, la drammatica notte di quattro guardie giurate sulle alture di Torriglia alla ricerca di Zanfretta. Era la notte tra il 2 e il 3 dicembre 1979 e i quattro viaggiavano su due auto. Improvvisamente da una nuvola ferma in cielo (avete capito bene, proprio una nuvola) si sono accesi due fari la cui luce colpì i veicoli, bloccandoli all'istante. I quattro metronotte, comprensibilmente impauriti, sono scesi. Il loro capogruppo, Giovanni Cassiba, comandante delle guardie giurate dell'Istituto Val Bisagno di Genova, ha estratto la sua pistola d'ordinanza e ha fatto fuoco contro i fari nel cielo. Scaricato il tamburo, ha preso la pistola di un altro metronotte, e ha continuato a sparare fino a quando non ha esaurito i proiettili. A quel punto i fari si sono spenti, le auto hanno ripreso a funzionare e la «nuvola» si è allontanata in direzione di Genova.
Una delle quattro guardie giurate rimase molto più impressionata delle altre. L'uomo era terrorizzato e, scusando l'espressione, se la fece letteralmente addosso. Non solo. La sua mente in qualche modo restò sconvolta. E poco tempo dopo, nessuno seppe mai spiegarsene il motivo, neppure la stessa moglie, si chiuse in camera da letto, si puntò la pistola alla tempia e schiacciò il grilletto. Non ho mai inserito questa storia nel mio libro perché nessuno può avere la certezza di che cosa sia avvenuto nella mente di quell'uomo e se, in effetti, quel suicidio fosse correlabile all'episodio sui monti. Ma accadde. Ebbene in trasmissione ho raccontato di quella notte sui monti. Così come ho avuto un continuo scambio di battute con Cecchi Paone sull'argomento della serata, ma tutto è stato tagliato.
Così, per chi guardava, gli ospiti presenti in studio sono stati soltanto Cecchi Paone, l'«extraterrestre» e l'uomo dal presunto gnomo di terracotta. Anche le inquadrature sono state fatte in modo che di quella prima fila, appunto la fila degli ospiti, si vedessero soltanto queste persone.
Perché? Per quale recondita ragione la produzione del «Bivio» ha scelto questa impostazione? La risposta più semplice è che eliminando le persone intervenute per parlare proprio del caso Zanfretta, si lasciasse spazio allo show che l'«extraterrestre» aveva intenzione di imbastire con l'appoggio dell'amico Antonio Urzi (quello che urlava dalla fila dietro) il quale, ma guarda un po', spiega Ade Capone, è un impiegato di Mediaset.
è ovvio, infatti, che parlando di cavalli che volano e di una signorina che tutti i giorni usa fare colazione, pranzo e cena con gli «alieni», anticipando che presto i suoi compari marziani si faranno vedere nel cielo di Milano (perché è lì che lei abita), il telespettatore viene sviato dall'argomento principale e pensa «sono tutte fregnacce». Personalmente nemmeno sotto tortura qualcuno mi farebbe dire che gli extraterrestri di Zanfretta sono reali. Ma solo perché non li ho visti e non esistono prove concrete sulla loro esistenza. Questo, però, nulla toglie al fatto che quest'uomo ha avuto la vita distrutta da un'esperienza del tutto indesiderata. E solo per questo merita rispetto. Ma far diventare questa storia umana una barzelletta trash, come ha fatto «Il Bivio», è davvero inaccettabile.




Telespettatori in rivolta per Zanfretta: Ruggeri trasmette la puntata integrale

Versione completa de "Il Bivio" depurata dal trash lunedì 16 alle 23.30 su Italia 1
(Il Giornale, Venerdì 13 Luglio 2007)


I produttori del programma televisivo "Il Bivio" di Enrico Ruggeri ci ripensano e ritrasmettono la puntata del caso Zanfretta nella sua forma più seria, e cioè senza tutto quel "trash" che ha fatto insorgere migliaia di telespettatori in tutta Italia. è la prima volta nella storia della televisione che un programma viene "rifatto" su pressione del pubblico. L'edizione rinnovata della puntata del Bivio andrà in onda lunedì 16 alle 23,30 su Italia 1 e si potranno vedere gli interventi in studio fatti dagli ospiti invitati proprio per parlare delle misteriose avventure con presunti alieni sulle alture di Genova da parte di colui che ormai è l'ex metronotte più famoso d'Italia, appunto Pier Fortunato Zanfretta.
La nuova versione del Bivio, tuttavia, non è affatto casuale. Essa nasce invece dall'accordo firmato tra la Quadriotivù, società che produce il programma per conto di Mediaset, e il giornalista Rino Di Stefano (autore del libro "Il caso Zanfretta – La vera storia di un incredibile fatto di cronaca", De Ferrari Editore) che aveva aperto un'azione legale contro la Quadriotivù per aver alterato i contenuti del programma nella prima versione andata in onda nel febbraio scorso. Infatti in quell'occasione, nonostante in fase di registrazione del programma nello studio vi fossero stati diversi interventi tra Alessandro Cecchi Paone, Rino Di Stefano, il biologo Giorgio Pattera e l'ufologa Emy Balbi, nella versione finale mandata poi in onda, questi interventi erano spariti ad eccezione di una specie di show improvvisato tra Cecchi Paone e una signorina che sosteneva di vedere alieni tutti i giorni. Appunto quel genere di cose che ha fatto definire trash, cioè spazzatura mediatica, il programma a migliaia di persone ovunque nel Paese. Si è arrivati al punto che l'e-mail del Bivio è stata presa d'assalto da una marea di messaggi di protesta che hanno mandato in tilt la sua posta elettronica. Contro Il Bivio si schierarono non solo le riviste specializzate in temi ufologici, ma anche decine di siti web che gridarono allo scandalo per il modo in cui Italia 1 aveva trattato l'argomento. E non furono poche le attestazioni di simpatia nei riguardi di Zanfretta che davanti alle telecamere si era limitato a raccontare con molta dignità e senza ostentazione la storia che gli aveva rovinato la vita.
Da qui l'accordo tra Di Stefano e Quadriotivù per ristabilire la verità sulla puntata, così come era stata registrata, evitando l'aggiunta di scenette tanto disdicevoli quanto negative per la serietà con cui lo stesso Ruggeri si è distinto conducendo il programma. Tra l'altro proprio in questi giorni il cantante-conduttore ha pubblicato per Rizzoli il suo libro "Quante vite avrei voluto" inserendo 21 storie tratte dal Bivio. Ovviamente, visti i risvolti legali che ha avuto il caso Zanfretta per la sua trasmissione, Ruggeri non ha ritenuto di inserire anche la storia dell'ex metronotte nel volume. Anche se, a detta degli stessi produttori, il caso Zanfretta è quello che più ha fatto alzare l'indice di ascolto del programma portandolo ad un inedito 16 per cento.
Come chi vedrà la trasmissione potrà notare, a prescindere dal fatto se l'ex metronotte abbia realmente incontrato esseri provenienti da altri mondi, ciò che più allarma in tutta questa vicenda non è la sua personale testimonianza dei fatti, quanto piuttosto quella di numerose altre persone che, coinvolte per diversi motivi nella storia, hanno vissuto esperienze a dir poco incredibili seguendo Zanfretta. è il caso dei suoi ex colleghi che ancora oggi, a quasi trent'anni di distanza da quei giorni, conservano nella memoria il vivido ricordo di un grosso disco volante luminoso che vola sopra le loro teste. E qualcuno ne fu veramente atterrito. Così come è rimarchevole anche la testimonianza di Antonio Nucchi, ex maresciallo dei carabinieri oggi in pensione, autore dell'inchiesta giudiziaria che venne svolta proprio sulle vicissitudini notturne di Zanfretta. Adesso, davanti alle telecamere del Bivio, Nucchi racconta che non solo trovò 52 persone che affermarono di avere visto volare a bassa quota un grosso disco volante luminoso nei luoghi e nel momento in cui si svolgeva la storia di Zanfretta (tra i testimoni c'era anche il sindaco di Torriglia, Giuseppe Cevasco) ma anche egli stesso fu tra i testimoni. All'epoca dei fatti i suoi superiori gli dissero di tacere e Nucchi ubbidì. Oggi, in pensione, Nucchi rivela che una sera, mentre si trovava in compagnia della moglie e di una coppia di amici, vide insieme agli altri, a una distanza di poche decine di metri, un grosso oggetto discoidale che si librava nell'aria davanti a loro. Il disco volante ruotava leggermente su se stesso e dopo alcuni minuti si allontanò velocissimo scomparendo alla loro vista.
Che cosa accadde dunque tra il 1978 e il 1980 a Torriglia? Probabilmente nessuno lo saprà mai e il caso Zanfretta resterà per sempre un affascinante mistero irrisolto.




DOSSIER DELLA PRETURA UNIFICATA DI GENOVA SUL CASO ZANFRETTA

http://www.rinodistefano.com/docs/pretu ... fretta.pdf




PRIMO RAPPORTO DEL COMANDO CARABINIERI SUL CASO ZANFRETTA

http://www.rinodistefano.com/docs/primo ... fretta.pdf

Fonte: http://www.rinodistefano.com




ZANFRETTA ABDUCTION: RAPITO DAGLI ALIENI






INTERVISTA A ZANFRETTA








COSE DELL'ALTRO MONDO: INTERVISTA TELEFONICA A ZANFRETTA








VECCHIO DOCUMENTARIO SU ZANFRETTA

http://www.rinodistefano.com/multimedia/video/sceneggiato-tv-rai-zanfretta-1984.php




PAOLA HARRIS: INTERVISTA A ZANFRETTA






INTERVISTA A ZANFRETTA IN SICILIA

Il metronotte rapito dagli “E.T.” è stato ospite del “C.U.S.” di Riposto. Da lui due nuove sensazionali rivelazioni: in questo 2010 qualcosa di eclatante potrebbe accadere sulla Terra ed i “disegni” di Eugenio Siragusa ritraevano il vero.

RODOLFO AMODEO INTERVISTA ZANFRETTA
Torna d’attualità il “Caso Zanfretta”, balzato agli onori della cronaca nel “lontano” 1978, quando l’allora poco più che ventenne metronotte lombardo Pier Fortunato Zanfretta, in servizio nei dintorni di Genova, fu protagonista di un fenomeno di “abduction”, ossia un rapimento da parte di entità extraterrestri.
A detta anche dei più scettici, quanto occorso all’agente presenterebbe un notevole grado di credibilità: ai suoi incontri ravvicinati si accompagnavano, in quei giorni, numerosi avvistamenti Ufo da parte della popolazione locale e la presenza di gigantesche orme non certamente umane nei tratti di terreno in cui Zanfretta veniva ritrovato (in stato confusionale e febbricitante) dopo essere stato rilasciato dai “mostri” (da lui descritti come esseri dalla pelle verdastra ed increspata, alti quasi tre metri, con grandi spigoli sulla testa ed occhi triangolari gialli).
Il personaggio dichiara di essere stato negli ultimi trent’anni costantemente in contatto con queste entità tramite una misteriosa ed inquietante scatola metallica al cui interno vi sarebbe una sfera, a sua volta contenente una piramide immersa in un fluido di colore bluastro. Gli alieni gliel’avrebbero affidata dopo una serie di undici incontri ravvicinati conclusisi nel 1981, ed il metronotte l’avrebbe nascosta in una contrada ligure sperduta e difficile da raggiungere (nei pressi di Torriglia, il paesino sopra Genova che fu teatro dei suoi primi contatti con gli alieni), dove lui si reca ogni qualvolta (almeno ogni due settimane) avverte una sorta di richiamo inconscio inviatogli da una specie di microchip che gli sarebbe stato impiantato nel cranio durante uno degli interventi invasivi subiti sulle astronavi degli alieni.
Sulla mirabolante vicenda e sul suo protagonista si stanno riaccendendo i riflettori in quanto, dai più recenti contatti con la “scatola”, Zanfretta avrebbe percepito che entro il presente anno 2010 avverrà qualcosa di particolare nel rapporto tra l’umanità e gli esseri provenienti da altri mondi.
Oggi l’ex metronotte è un attempato signore che ha definitivamente smesso la divisa e la rivoltella ritenendo più appagante lavorare al servizio di una cooperativa sociale impegnata nel dare sostegno a persone malate e bisognose.
E qualche giorno fa, reduce dall’ennesima nottata (tra le ore 23,00 della sera e le 4,00 del mattino) trascorsa accanto alla “scatola extraterrestre”, è arrivato a Riposto per prendere parte all’interessante convegno che gli ha dedicato il “Centro Ufologico Siciliano” (C.U.S.) guidato dal presidente Salvatore Giusa, il quale è ancora una volta riuscito a trascinare in Sicilia una presenza “vip” del panorama ufologico nazionale (nei mesi scorsi il Cus ripostese aveva ospitato il famoso ricercatore Corrado Malanga ed ancor prima la nota scrittrice Valentina Gebbia, autrice di un romanzo-inchiesta sui fenomeni di Caronia).
“Una storia vera” era l’intitolazione che il presidente Giusa e l’impeccabile giornalista moderatore Stefano Famà hanno voluto dare alla conferenza, proprio a rimarcare l’attendibilità di quanto riferito in questi anni da Zanfretta, un uomo che non avrebbe avuto certo alcun interesse a raccontare frottole visto che, alla fine, tale vicenda si è ritorta contro di lui, procurandogli un certo dileggio da parte dell’opinione pubblica, l’allontanamento della famiglia e difficoltà nell’ambito del suo lavoro («Se avessi saputo tanto – ripete spesso visibilmente rammaricato e denotando una sincera buona fede – mi sarei tenuto tutto dentro, senza parlarne con nessuno»).
Così anche noi ne abbiamo approfittato per rivolgere a Fortunato Zanfretta alcune domande, aggiungendoci alla sfilza di famosissimi giornalisti ed anchorman che in questi anni hanno fatto a gara per intervistarlo o averlo ospite nelle più popolari trasmissioni televisive.

- Signor Zanfretta, da cosa derivano le sue recenti preoccupazioni per il corrente anno 2010?
«Dal sistema di luci di cui è corredata la “scatola”: in questi ultimi mesi, ed a cadenza regolare, undici su dodici si sono accese, ma l’ultima continua a rimanere spenta. Lo ritengo un particolare inquietante. Sulla base dei segnali che mi giungono, qualcosa dovrebbe accadere al massimo entro il mese di luglio di quest’anno. Se dovessi avere intuizioni più precise informerò per tempo l’amico Salvatore Giusa, presidente del “Centro Ufologico Siciliano” ed organizzatore di questo convegno, affinché lui possa comunicarle anche voi ed a tutte le persone a lui care».

- Ma ci faccia meglio capire cosa succede quando lei si reca dalla “scatola”…
«Intanto, dato il luogo in cui si trova, mentre per qualsiasi altro uomo sarebbe un’impresa, io ci arrivo sempre con estrema facilità, quasi aiutato da una forza che mi spinge verso di essa; ed anche se piove o nevica arrivo lì completamente asciutto. Quando sono nelle immediate adiacenze si accende una luce che via via s’ingrossa fino ad inghiottirmi. Vengo, dunque, proiettato in un’altra dimensione e mi ritrovo in un lungo corridoio che mi conduce alla grande stanza in cui si trova la “scatola”. Mi seggo accanto a quest’ultima (un cubo di un metro per un metro di probabile metallo) ed appoggiandovi la mano ne provoco automaticamente l’apertura. Quindi la piramide a tre facce contenuta nella sfera di vetro inizia a roteare su se stessa generando delle scosse elettriche luminose».

- Ed a cosa conduce tutto ciò?
«Non saprei. So solo che quando da quella sorta di “chip” che gli alieni mi installarono nella zona del cranio ricevo l’ordine di andare lì, non posso esimermi dal farlo; e che quando vado via dalla “scatola” avverto nella testa un po’ di confusione. Suppongo di venire utilizzato come una “memoria esterna” di un computer, il cui contenuto la “scatola” provvede a “scaricare” per acquisire informazioni su noi umani. Chissà…: forse la prossima volta che andrò lì giungeranno su qualche altra galassia anche i volti di voi che ho incontrato stasera qui a Riposto ed i discorsi che abbiamo fatto…».

- Perché non porta mai nessuno con sé quando si reca in visita alla “scatola”?
«Perché non voglio che si distruggano vite umane. Una volta da tale apparato vidi partire un raggio ed un istante dopo sentii un urlo lancinante: mi voltai e vidi una lepre che evidentemente mi aveva seguito e che era stata fulminata. La stessa sorte potrebbe toccare ad un uomo. Tanti amici ed ex colleghi di lavoro si dicono pronti ad accompagnarmi armati, ma penso proprio che nessun mezzo di offesa-difesa in possesso di noi umani possa sortire effetti in un tale contesto. Diverse volte ho anche tentato di fotografare la “scatola” per portare una prova della sua esistenza, ma si ottenevano solo scatti dal contenuto confuso ed indecifrabile».

- Pare, comunque, che la “scatola” non fosse destinata propriamente a lei, bensì ad un eminente scienziato americano, guarda caso piuttosto scettico riguardo agli avvistamenti Ufo, sui quali lo stesso stava indagando su preciso mandato delle autorità governative statunitensi…
«E’ vero: gli alieni, in realtà, mi affidarono il compito di farla pervenire all’astronomo Josef Allen Hynek, deceduto nel 1986 per un tumore al cervello. Mi misi subito in contatto con lui invitandolo a venire in Italia per ritirarla in quanto io non mi sarei potuto permettere un viaggio alla volta degli Stati Uniti. Ma lui mi mandò un suo collaboratore ed io mi rifiutai di consegnargliela».

- Ma perché le entità extraterrestri avrebbero scelto lei come interlocutore o “cavia”?
«Non sono mai riuscito a spiegarmelo. Probabilmente avrebbero sortito effetti migliori con una persona più colta ed altolocata; ed, invece, hanno preso di mira uno semplice e sconosciuto come me che, a causa di questa vicenda, ho avuto stravolta la vita. Credetemi: ho tanta paura, perché ho a che fare con esseri a noi ignoti ed, in ogni caso, diversi dall’uomo. Non riesco a capire se vogliono il bene o il male dell’umanità. Ultimamente, quando mi reco dalla “scatola”, avverto il seguente imperativo: “Prepàrati”. Ma a che cosa dovrei prepararmi?!... ».

- Lei è a tutt’oggi “corteggiato” dalle televisioni, da studiosi e ricercatori e, probabilmente, anche da uomini dell’“intelligence”: non ha mai tratto profitti economici da ciò?
«Assolutamente! Mi sono state offerte valigette piene di banconote, ma le ho sempre rifiutate».

- Lei si interessa di ufologia e di esperienze extraterrestri di altre persone?
«Per niente! Di esperienza mi basta la mia. E’ l’esperienza che mi limito a testimoniare nelle varie conferenze e trasmissioni televisive cui vengo invitato. Avendola vissuta sulla mia pelle, so di dire la verità e, pertanto, la mia coscienza è tranquilla. Si è liberissimi di non crederci, ma non me ne frega niente!».

- Il compianto Enzo Tortora, Baudo, Costanzo, Fazio, Magalli ed altri popolarissimi anchorman televisivi si sono occupati del suo caso e l’hanno voluto ospite nelle rispettive trasmissioni. Ma i grandi mass media nazionali che approccio hanno con le tematiche extraterrestri?
«C’è la tendenza a spettacolarizzare e, di conseguenza, a banalizzare tali questioni. Al “Bivio” di Enrico Ruggeri, ad esempio, è stata realizzata e mandata in onda una molto suggestiva ricostruzione sceneggiata di quanto mi è accaduto, ma parecchio lontana dalla realtà dei fatti. Nei cosiddetti “salotti” o “talk-show”, poi, si rischia di perdere la reputazione in una manciata di minuti: tutto si trasforma in “trash” perché, onde fare “audience”, ti mettono sempre accanto il “fenomeno da baraccone” che sfrutta l’ufologia per acquisire facile popolarità o quello che deve, a priori, recitare la parte del “contraddittore”, anche se non ne è affatto convinto. Ricordo, ad esempio, il falso scetticismo nei miei riguardi di un “tal” Alessandro Cecchi Paone il quale, invece, ha pubblicamente ammesso di aver avuto esperienze extraterrestri».

- Lei crede in Dio?
«Eccome! Sono un credente, frequento la Chiesa ed amo aiutare la gente che soffre nell’ambito del mio nuovo lavoro di dipendente di una cooperativa socioassistenziale. La fede, anzi, mi ha aiutato a superare i momenti critici che ho vissuto in ambito familiare e lavorativo a seguito delle note vicende occorsemi. E penso proprio che la Chiesa, anche se non lo vuol dare a vedere, si interessi al mio caso. Dico questo perché, tempo addietro, i dirigenti della mia cooperativa mi mandarono in missione alla Città del Vaticano per consegnare un plico ad un alto prelato. Ebbene: mi accorsi che era tutto un pretesto per dare modo alle autorità ecclesiastiche di venire in contatto con me. Non appena consegnato quel plico, infatti, era mia intenzione riprendere subito la via del ritorno, ma fui con insistenza pressato per rimanere a pranzo: alla fine mi ritrovai circondato da diverse decine di religiosi che, un po’ come avete fatto voi questa sera in questa conferenza, mi rivolgevano domande sui fenomeni di cui sono stato e sono protagonista».

- Quando si parla di ufologia in Sicilia, non si può non pensare al famoso contattista catanese Eugenio Siragusa, deceduto alcuni anni fa. Ha mai avuto rapporti con lui?
«Altro che! Di Siragusa ho, anzi, un particolarissimo e significativo ricordo. Ci conoscemmo da queste parti in occasione di una trasmissione televisiva, e mi rivolse lo “strano” invito a recarmi con lui sull’Etna alle… quattro del mattino! Io accettai e, dopo ben tre ore di cammino, giungemmo dinnanzi ad una grotta lavica dove, a suo dire, abitavano dei suoi “amici”. Ebbene: davanti ai nostri occhi si materializzarono dal nulla quattro figure simili ad esseri umani, ma altissime (quasi tre metri), con lunghi capelli biondi e vestite con tuniche bianche. Alcuni anni dopo, nel corso di un convegno al Nord Italia in cui si parlò pure di Siragusa, vidi proiettato su uno schermo il disegno di quelle quattro figure. Come dicevo prima, l’ufologia e le persone che ruotano attorno ad essa non mi appassionano più di tanto, ma ho sempre sentito dire che degli esseri che Eugenio Siragusa sosteneva di incontrare sono rimasti solo i suoi schizzi; per quanto mi riguarda posso, invece, testimoniare che quel disegno rispondeva perfettamente alla realtà».

di RODOLFO AMODEO
http://www.centroufologicosiciliano.info





LA VERITA' SU ZANFRETTA

Premesso che mi avevano invitato a quella trasmissione e che io ho declinato l'incarico perchè so come vanno a finire certe cose e non avendo voglia di fare spettacolo ma informazione, non credevo ed a ragione di cavarci un ragno dal buco.... devo sottolineare che io seguii il caso Zanfretta in modo distaccato fin dall'inizio quando i soliti inutili personaggi del CUN mi dissero di andare a Genova a dare un'occhiata. Ed io andai a genova.
Mi trovai a parlare con un signore che si chiamava luciano Boccone ed era il capo di un gruppo ufologico che in Zanfretta vedeva il suo caso ufologico. Non voleva che nessuno parlasse con lui. Solo Boccone doveva essere colui che faceva da tramite tra Zanfretta ed il mondo esterno. Per fortuna l'ufologia di una volta è morta e salvo le scorie del CUN e del CISU non ne è rimasto più niente.
Zanfretta aveva avuto una serie di abduction. leggo le testimonianze e cerco testimoni collaterali. In quel tempo il CISU che è un gruppo di scettici del fenomeno ufologico in italia prezzolati dei servizi segreti italiani ovviamente dissero che il "drago" visto da Zanfretta in realtà era una antenna televisiva posta su una collinetta di fronte a dove il povero fortunato avrebbe avvistato l'alieno.
Alieno serpentiforme che dopo sempre il Cisu cominciò a dire che somigliava al fumetto del mostro della laguna nera che soleva leggere il buon Fortunato. Dunque tra una antenna televisiva ed il mostro della laguna nera Zanfretta passava come un povero di spirito incapace di intendere e di volere.
Io in realtà allora seguivo il caso da lontano. Zanfretta subiva in seguito altre abduction ed era sempre più utilizzato dal cun in trasmissioni televisive italiane e straniere con Pinotti che lo utilizzava come fenomeno da baraccone per avere solo per sè un ritorno di immagine. Infatti Pinotti nell'arco della sua vita ha sputtanato Zanfretta almeno tante volte quante ha detto che la sua fenomenologia era vera... ha, ha, ha...
Ma come sono andate le cose?..
Ora te lo dico io..
Il primo episodio e forse il secondo episodio sono fenomeni realmente accaduti. Quella specie di alieno che Zanfretta descriveva, i locali in cui era stato ed il resto sarebbero stati confermati anni dopo da decine e decine di ipnosi su altri soggetti. Quello che lui aveva visto in tempi insospettabilli era il sauroide. Zanfretta dopo il primo incontro con questo alieno nel giro di venti giorni fa tutti i capelli bianchi a dimostrazione che se l'era veramente fatta sotto. La sua ricostruzione era reale anche se confusa, come sempre accade nei nostri addotti.
Poi sopraggiunge un altro fattore. I suoi colleghli del Valbisagno che peraltro avevano assistito come testimoni anche in parte alla sua prima esperienza (via radio e poi sul posto) gli fanno uno scherzo ed organizzano almeno altri due rapimenti finti. Zanfretta cade nella trappola essendo un buon uomo e sui giornali si sputtana allegramente ma in buona fede raccontando degli altri suoi rapimenti. Scopre però alla fine di essere stato oggetto degli scherzi dei suoi amici e li minaccia dicendo che lo avevano messo in ridicolo e che dovevano in qualche modo aiutarlo a riparare.
Da quel Momento Zanfretta mette in atto un progetto che avrebbe dovuto farlo diventare ricco. Avrebbe venduto i diritti della sua storia ad un regista americano che doveva farci un film. Il giornalista Rino di Stefano aveva già scritto un libro su di lui e la macchina commerciale si muoveva.
Secondo alcuni soggetti di genova gli scherzi avevano funzionato bene. I suoi amici avevano costruito anche un' astronave piccola finta che opportunamente illuminata di notte avrebbe convinto zanfretta che la sua abduction fosse stata vera. pare che esista anche una fattura della ditta che ha costruito il modellino secondo alcuni testimoni di Genova da me contattati.
Nel frattempo Zanfretta veniva posto sotto ipnosi sia da Granone a milano (Induzione chlimica ) che da Moretti su Genova. Moretti si espresse con me in modo chiaro. Zanfretta diceva la verità ma quando parlava di quella specie di piramide che gli alieni gli avevano dato mentiva. Conosco moretti da una vita e ho usato con lui gli stessi trucchi usati con zanfretta per identificare il vero od il falso in ipnosi e le sue conclusioni sono assolutamente vere.
Zanfretta comincia a pensare di poter diventare ricco ma le cose vanno male. nessun film e niente altro.. Zanfretta nel frattempo dopo molti anni viene beccato con le mani nel sacco della cassaforte della Valbisagno che nota un ammanco di credo centocinquanta milioni di vecchie lire. Zanfretta viene accusato di essere colui che ha preso materialmente i soldi dalla sassaforte e viene licenziato in tronco.
La morale è la seguente. Quando non ci si capisce niente sulle abduction sarebbe meglio che la gente non si immischiasse perchè se non sei da supporto alle persone finisci per rovinarle.
Il Gruppo di Boccone, il cun ed il cisu hanno sfruttato questo personaggio che per mancanza di cultura e furbizia è stato vittima prima degli alieni e poi degli uomini.

Fonte: topic.asp?TOPIC_ID=8942


Ultima modifica di Bastion il 07/06/2011, 12:54, modificato 1 volta in totale.


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