Alieni su Alpha Centauri?
Inviato: 02/09/2009, 04:04
Proxima Centauri é,dopo il sole,la stella più vicina alla terra:4,75 anni-luce la distanza che ci separa.
Proxima e la sua compagna Alpha,potrebbero illuminare un pianeta abitato come il nostro?
In attesa di dati sicuri,possiamo discutere l'ipotesi tenendo conto di alcuni fattori:
1)un sistema doppio come questo genera una gravitazione più complessa di quella del sole.
Secondo gli studiosi,in questo gioco di attrazioni,non si sarebbero potuti formare pianeti di massa importante simili,per fare un esempio,a Giove,Saturno,ecc....
Inoltre,sempre secondo la scienza,i pianeti eventuali di piccola massa,non potrebbero orbitare vicino ai due soli per vari motivi.
Quindi,un eventuale pianeta di massa simile a Marte,dovrebbe situarsi ad una certa distanza dalle due stelle,avrebbe un clima abbastanza rigido,freddo,con una superficie caratterizzata dal permafrost,una probabile atmosfera non molto densa e problemi relativi all'acqua.
Comunque,potrebbe essere abitato ,anche da una specie simile alla nostra,e fornire risorse sufficienti a una vita semplice.
Il problema del permafrost potrebbe avere ostacolato in parte la genesi di una grande varietà di specie animali e vegetali ma sicuramente non avrebbe impedito un livello accettabile di vita e di vite.
Possiamo anche immaginare che un eventuale popolazione,su un pianeta del genere,non avrebbe probabilmente la necessità di una tecnologia più che essenziale e per questo non avrebbe forse sviluppato
quello che si é realizzato sulla terra.
In particolare una tecnologia di alto livello per i viaggi spaziali.
La possibilità di un contatto con una civiltâ di questo tipo,quindi,sarebbe piuttosto problematico,sia da parte nostra sia da parte loro.
Fin qui le ipotesi,le congetture.
Naturalmente alcune di queste idee potrebbero essere tutte o in parte errate ma tutto sommato sembrano plausibili e probabili se rapportate al genere di vita vegetale,animale e umana presente in aree terrestri
dove predominano queste condizioni.
******
A questo proposito voglio raccontarvi un sogno che é rimasto intatto dentro di me fino ad oggi,un sogno fatto molti anni fa.
Non si tratta di un racconto o di una blague,ma di un vero sogno che
mi ha poi motivato a fare ricerche sul sistema Centauri e vi garantisco
che non sto scherzando.
All'inizio mi trovo seduto su un divano in una sala piuttosto grande;sono
solo e davanti a me c'é una specie di schermo simile agli screensaver
del computer ma molto più grande.
Su questo schermo vedo sfilare lentamente un panorama di luci che sembrano stelle,in somma le cose erano un po' confuse.
Mi rendo conto di non essere in un salotto o qualcosa di simile,ma dentro
un mezzo che viaggia:c'é qualcuno alla guida,percepisco la sua sicurezza
e determinazione,ma non riesco a visualizzarlo.
Nel contempo mi rendo con to che lo schermo é in realtâ una vetrata
aperta sullo spazio e le vibrazioni del pavimento mi confermano il movimento.
Quindi tutto cambia e sfuma in un paesaggio che non dimenticherò mai.
Mi tgrovo a camminare su un terreno piuttosto duro e freddo,attorno a me c'é una nebbiolina abbastanza densa e bianca e,guardando verso il cielo vedo due soli.
Mi ricordo bene la loro posizione:uno,il più grande,in alto nel cielo leggermente spostato ad ovest,l'altro un po' più piccolo,in linea col primo ma molto più in basso,sempre verso ovest.
La luce non é forte e il calore é debole,forse anche a causa della nebbia.,
Mi giro verso destra e vedo venirmi incontro un gruppo di persone,uomini e donne:sorridono,hanno un'aria contenta e sembrano
aspettarmi.
MI ricordo bene anche i loro vestiti confezionati in modo semplice,con una stoffa di color marrone che sembra molto resistente,grezza.
Le donne portano un completo fino alle ginocchia,con una cintura,gli uomini una casacca e un paio di pantaloni.
Non mi ricordo le calzature.
Vedo il loro villaggio,fatto con case di legno anch'esse semplici ma funzionali,vicine le une alle altre,il tutto ha un'aria funzionale e pulita.
Queste persone mi si fanno vicino,mi attorniano,una donna mi dice:Finalmente sei arrivato ,io sono a mio agio,mi sermbra di essere a casa mia,e per un po' restiamo cosî in silenzio.
Poi uno dei loro mi dice:Non riusciamo a trovare l'acqua,tu puoi aiutarci,sai come fare
Io mi aspettavo una loro richiesta e questa in particolare non mi pone problemi.
Iniziamo a camminare fuori dal villaggio,percorriamo parecchio spazio
ma io non sento nessuna presenza di acqua.
Poi ad un certo punto mi fermo e so che lî sotto ci dev'essere una sorgente o qalcosa di simile.
Iniziamo a scavare con le mani,senza strumenti particolari,il terreno é duro e difficile,poi,dopo un bel po' di fatica,ecco l'acqua che sgorga.
Ci rialziamo con le mani doloranti contentissimi mentre l'acqua riempie
lo scavo e fuoriesce come un piccolo ruscello.
Loro sono felici,mi vorrebbero trattenere,mi dicono di restare;io vorrei rimanere ma so che se restafre significherebbe non tornare più sulla terra,non svegliarmi più....
Quindi,e la cosa mi costa una fatica immensa,dico loro che non posso
fermarmi,che devo ripartire.
A loro dispiace ma sembrano capire,ma io so che non si tratta di un
addio ma solo di un arrivederci...
A quel punto mi sento risucchiare via e mi sveglio con una forte sensazione ed emozione mai provata prima.
Adesso vi dico un particolare,a costo di essere preso per visionario o
bugiardo,un particolare che ho avuto modo di discutere su altri forum
con amici interessati alle obe.
Le mani mi fanno un male cane e quando le guardo le vedo tutte rosse
e come screpolate...
Per un po' resto lÎ a guardarle e a chiedermi il perché di questo:il sogno
é vividissimo nella mia memoria come lo é tuttora.
Ho l'impressione di avere fatto davvero questo viaggio e le mani sembrano confermarlo.
Poi mi alzo,bevo un po' d'acqua,mi lavo le mani e le vedo come sempre.
Apro la finestra e guardo il cielo:c'é qualche stella e l'aria é fresca,ma
l'atmosfera mi pare molto diversa da quella del sogno,a dire la veritâ
mi sentivo molto meglio lâ che qui e forse avrei fatto meglio a restare.
Sono sicuro che la prossima volta lo farò a costo di non svegliarmi più,
di non tornare,di morire.
Ciau![Goloso [:p]](./images/smilies/UF/icon_smile_tongue.gif)
Proxima e la sua compagna Alpha,potrebbero illuminare un pianeta abitato come il nostro?
In attesa di dati sicuri,possiamo discutere l'ipotesi tenendo conto di alcuni fattori:
1)un sistema doppio come questo genera una gravitazione più complessa di quella del sole.
Secondo gli studiosi,in questo gioco di attrazioni,non si sarebbero potuti formare pianeti di massa importante simili,per fare un esempio,a Giove,Saturno,ecc....
Inoltre,sempre secondo la scienza,i pianeti eventuali di piccola massa,non potrebbero orbitare vicino ai due soli per vari motivi.
Quindi,un eventuale pianeta di massa simile a Marte,dovrebbe situarsi ad una certa distanza dalle due stelle,avrebbe un clima abbastanza rigido,freddo,con una superficie caratterizzata dal permafrost,una probabile atmosfera non molto densa e problemi relativi all'acqua.
Comunque,potrebbe essere abitato ,anche da una specie simile alla nostra,e fornire risorse sufficienti a una vita semplice.
Il problema del permafrost potrebbe avere ostacolato in parte la genesi di una grande varietà di specie animali e vegetali ma sicuramente non avrebbe impedito un livello accettabile di vita e di vite.
Possiamo anche immaginare che un eventuale popolazione,su un pianeta del genere,non avrebbe probabilmente la necessità di una tecnologia più che essenziale e per questo non avrebbe forse sviluppato
quello che si é realizzato sulla terra.
In particolare una tecnologia di alto livello per i viaggi spaziali.
La possibilità di un contatto con una civiltâ di questo tipo,quindi,sarebbe piuttosto problematico,sia da parte nostra sia da parte loro.
Fin qui le ipotesi,le congetture.
Naturalmente alcune di queste idee potrebbero essere tutte o in parte errate ma tutto sommato sembrano plausibili e probabili se rapportate al genere di vita vegetale,animale e umana presente in aree terrestri
dove predominano queste condizioni.
******
A questo proposito voglio raccontarvi un sogno che é rimasto intatto dentro di me fino ad oggi,un sogno fatto molti anni fa.
Non si tratta di un racconto o di una blague,ma di un vero sogno che
mi ha poi motivato a fare ricerche sul sistema Centauri e vi garantisco
che non sto scherzando.
All'inizio mi trovo seduto su un divano in una sala piuttosto grande;sono
solo e davanti a me c'é una specie di schermo simile agli screensaver
del computer ma molto più grande.
Su questo schermo vedo sfilare lentamente un panorama di luci che sembrano stelle,in somma le cose erano un po' confuse.
Mi rendo conto di non essere in un salotto o qualcosa di simile,ma dentro
un mezzo che viaggia:c'é qualcuno alla guida,percepisco la sua sicurezza
e determinazione,ma non riesco a visualizzarlo.
Nel contempo mi rendo con to che lo schermo é in realtâ una vetrata
aperta sullo spazio e le vibrazioni del pavimento mi confermano il movimento.
Quindi tutto cambia e sfuma in un paesaggio che non dimenticherò mai.
Mi tgrovo a camminare su un terreno piuttosto duro e freddo,attorno a me c'é una nebbiolina abbastanza densa e bianca e,guardando verso il cielo vedo due soli.
Mi ricordo bene la loro posizione:uno,il più grande,in alto nel cielo leggermente spostato ad ovest,l'altro un po' più piccolo,in linea col primo ma molto più in basso,sempre verso ovest.
La luce non é forte e il calore é debole,forse anche a causa della nebbia.,
Mi giro verso destra e vedo venirmi incontro un gruppo di persone,uomini e donne:sorridono,hanno un'aria contenta e sembrano
aspettarmi.
MI ricordo bene anche i loro vestiti confezionati in modo semplice,con una stoffa di color marrone che sembra molto resistente,grezza.
Le donne portano un completo fino alle ginocchia,con una cintura,gli uomini una casacca e un paio di pantaloni.
Non mi ricordo le calzature.
Vedo il loro villaggio,fatto con case di legno anch'esse semplici ma funzionali,vicine le une alle altre,il tutto ha un'aria funzionale e pulita.
Queste persone mi si fanno vicino,mi attorniano,una donna mi dice:Finalmente sei arrivato ,io sono a mio agio,mi sermbra di essere a casa mia,e per un po' restiamo cosî in silenzio.
Poi uno dei loro mi dice:Non riusciamo a trovare l'acqua,tu puoi aiutarci,sai come fare
Io mi aspettavo una loro richiesta e questa in particolare non mi pone problemi.
Iniziamo a camminare fuori dal villaggio,percorriamo parecchio spazio
ma io non sento nessuna presenza di acqua.
Poi ad un certo punto mi fermo e so che lî sotto ci dev'essere una sorgente o qalcosa di simile.
Iniziamo a scavare con le mani,senza strumenti particolari,il terreno é duro e difficile,poi,dopo un bel po' di fatica,ecco l'acqua che sgorga.
Ci rialziamo con le mani doloranti contentissimi mentre l'acqua riempie
lo scavo e fuoriesce come un piccolo ruscello.
Loro sono felici,mi vorrebbero trattenere,mi dicono di restare;io vorrei rimanere ma so che se restafre significherebbe non tornare più sulla terra,non svegliarmi più....
Quindi,e la cosa mi costa una fatica immensa,dico loro che non posso
fermarmi,che devo ripartire.
A loro dispiace ma sembrano capire,ma io so che non si tratta di un
addio ma solo di un arrivederci...
A quel punto mi sento risucchiare via e mi sveglio con una forte sensazione ed emozione mai provata prima.
Adesso vi dico un particolare,a costo di essere preso per visionario o
bugiardo,un particolare che ho avuto modo di discutere su altri forum
con amici interessati alle obe.
Le mani mi fanno un male cane e quando le guardo le vedo tutte rosse
e come screpolate...
Per un po' resto lÎ a guardarle e a chiedermi il perché di questo:il sogno
é vividissimo nella mia memoria come lo é tuttora.
Ho l'impressione di avere fatto davvero questo viaggio e le mani sembrano confermarlo.
Poi mi alzo,bevo un po' d'acqua,mi lavo le mani e le vedo come sempre.
Apro la finestra e guardo il cielo:c'é qualche stella e l'aria é fresca,ma
l'atmosfera mi pare molto diversa da quella del sogno,a dire la veritâ
mi sentivo molto meglio lâ che qui e forse avrei fatto meglio a restare.
Sono sicuro che la prossima volta lo farò a costo di non svegliarmi più,
di non tornare,di morire.
Ciau