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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 03/09/2023, 10:08 
e aggiungo [:293]

https://www.msn.com/it-it/notizie/itali ... adf7&ei=17

ritaglio schermata.jpg



...NESSUNO dei testimoni IMPORTANTI giunse MAI a colloquio con il giudice Priore...che stava facendo collimare il puzzle... [:305]

[:295]



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"...la vita è uno stato mentale..." tratto da "Oltre il giardino" di Hal Ashby
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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 03/09/2023, 19:47 
---

Un articolo di oggi, 3 settembre 2023, MOOOLTO interessante > https://palermo.gds.it/articoli/politic ... d576e914d/

Una delle descrizioni più significative (già evidenziate in passato) >



...


Allegati:
Ustica_aereo_impatto_acqua_01.jpg


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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 04/09/2023, 10:09 
ma oggi... [8D] [;)]

https://www.giornalone.it/t/2023/09/04/ ... 54409.webp

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 04/09/2023, 12:43 
In quell'aereo è morto un giovane mio compaesano, un bravo ragazzo. [:(]


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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 07/09/2023, 04:30 
FABIOSKY63 ha scritto:
vimana131 ha scritto:
31 marzo 1987 – Viene trovato impiccato (la polizia scientifica dirà «In modo innaturale») il maresciallo Mario Alberto Dettori, in servizio a Poggio Ballone la sera del 27 giugno 1980. «Aveva commesso l’imprudenza di rivelare ai familiari di aver assistito a uno scenario di guerra», ha detto Priore


https://www.msn.com/it-it/notizie/itali ... a921&ei=47

.stralcio finale.
"Grande amarezza quando la Ragion di Stato, anzi “di Nato”, come la chiama Amato, ancora una volta schiaccia per mezzo secolo e ad ogni livello le ragioni di verità e giustizia in un paese a sovranità limitata", aggiunge Ingroia.

[:295]


[B)] [:(!]



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 07/09/2023, 20:45 
Riccardo aeritel ha scritto:
---

Un articolo di oggi, 3 settembre 2023, MOOOLTO interessante > https://palermo.gds.it/articoli/politic ... d576e914d/

Una delle descrizioni più significative (già evidenziate in passato) >



...



TESTIMONIANZA FONDAMENTALE !




Ustica_aereo_impatto_acqua_01.jpg







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qui altre tracce ... da valutare

https://www.ilparagone.it/attualita/ust ... xzhOSeGLLM



zio ot [:305]



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http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=57
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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 07/09/2023, 21:48 
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https://palermo.gds.it/articoli/politic ... d576e914d/












«I francesi ispezionarono l’area dove la sera del 27 giugno 1980 si inabissò il Dc9 dell’Itavia autonomamente, senza avvisarci: sui fondali del relitto trovammo tracce di mezzi che erano già stati nella zona».








A parlare è Leonardo Lecce, esperto aeronautico che faceva parte della commissione nominata dal giudice istruttore Vittorio Bucarelli che tra il 1984 ed il 1990 svolse la perizia sul caso. Lecce era a bordo del “Nadir”, nave della società statale francese Ifremer - qualcuno dice legata ai servizi transalpini - incaricata del recupero del velivolo a quasi 4mila metri di profondità nel Tirreno.

«Ciò che ha detto Giuliano Amato nell’intervista di ieri è coerente con quello che ho potuto accertare con le indagini svolte in quegli anni: l’aereo è stato colpito da un missile e l’operato dei francesi non è stato trasparente», sostiene.


Fin dall’inizio ci sono state opacità, secondo l’esperto. «Per poter ricostruire quanto accaduto - spiega - era fondamentale recuperare i resti del velivolo. Contattammo per prima una società privata americana: ci dissero che erano impegnati e furono proprio loro a segnalarci Ifremer. Non avendo alternative scegliemmo quest’ultima».


Con tre missioni la Nadir ha riportato in superficie circa il 70% del peso del Dc9, compresi motore, fusoliera e piani di coda.


«Secondo la nostra perizia - ricorda - l’aereo non si è disintegrato in volo, come sostenuto dagli assertori della bomba a bordo, ma è arrivato integro all’impatto con l’acqua. Abbiamo evidenze lampanti di questo: i pezzi sono stati trovati in un’area di un paio di chilometri mentre nel caso di aerei affondati per l’esplosione di ordigni a bordo i resti furono si sparpagliarono entro un’area decisamente maggiore, fino a 40 km».


Inoltre, aggiunge, «non è stata mai rilevata la presenza di bruciature all’interno dell’aereo; sui sedili non c’erano tracce di fiamme, cuscini e schienali erano nella fusoliera e non erano stati proiettati fuori come sarebbe avvenuto se ci fosse stata un’esplosione all’interno del velivolo».



Il Nadir fece tre spedizioni tra il 1987 ed il 1988 nel mare di Ustica. Lecce seguì le operazioni a bordo della nave per conto della commissione.


«Durante questi due anni - osserva - abbiamo avuto la sensazione, poi confermata dalla stessa Ifremer, che loro fossero tornati sul posto in maniera autonoma, senza avvertirci. Ci dissero che l’avevano fatto per la messa a punto delle attrezzature per il recupero. Ma noi, guardando tutte le riprese video che venivano fatto, ci accorgemmo che sul fondale c’erano solchi di un mezzo che era stato movimentato e ciò ci fece pensare».


Non è il solo elemento che induce l’esperto a guardare con sospetto verso la Francia. «Noi - rileva - facemmo indagini a tappeto sui radar, militari e civili, per cercare di capire cosa era successo quella notte. Verso la fine del nostro incarico il giudice Bucarelli ci chiamò una notte per mostrarci il tracciato prodotto da un sito dell’Aeronautica a Poggio Ballone, in Toscana: la traccia aveva un percorso molto particolare, circolare e non rettilineo, in prossimità della Corsica.

Una traccia inconfondibilmente identificabile come quella lasciata da un aereo radar, un Awacs della Nato, in contemporanea con l’evento di Ustica. Le operazioni militari necessitano di una sorveglianza in loco, per questo c’era evidentemente l’Awacs. In Corsica navigava in quelle ore la portaerei francese Clemenceau. Ciò dimostra che i francesi hanno dati radar che, a mia conoscenza, non sono stati mai consegnati all’autorità giudiziaria».

E se è vero che non ci sono segreti di Stato sul caso da parte dell’Italia, come affermato ieri dalla premier Giorgia Meloni, Lecce ricorda che l’indagine svolta successivamente dal giudice Rosario Priore «si fermò davanti al quartier generale della Nato. I tracciati radar di Marsala erano coperti dal codice Nato ed alla richiesta del magistrato di decodificarli l’Alleanza Atlantica rispose negativamente».



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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 26/06/2024, 15:21 
---

Si torna a parlare di Ustica a RAI3.
Trasmissione, di ieri sera, 25 giugno 2024, con l'esordio, meglio scrivere "il ritorno", di Giletti. 44 anni dopo la tragedia.
.
Ribadito da più parti, taluni si sono anche infervorati: ne bomba, ne missile.
Ma le versioni sono terribilmente, ancora, fortemente contrastanti.
.
E non si è accennato affatto all'UFO. Sembra che, con il passare degli anni, si enuncia sempre meno tale ipotesi. Sia in rete Internet che su programmi vari.
.
Invece la conclamata, terribile reticenza e le palesi pseudo-verità che perdurano ed anche ieri sera sono state sbandierate, risultano essere fortemente radicate.
.
Paradossalmente non fanno che avvalorare quella ipotesi che va oltre ogni standard terrestre.

...



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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 29/06/2024, 02:07 
https://www.ildubbio.news/strage-di-ust ... a-iyk7i90d

22 agosto, 2020 • 20:53
Strage di Ustica, prolungato il segreto di Stato. «La verità farebbe male all'Italia»
In una lettera indirizzata a Giuliana Cavazza, figlia di una delle 81 persone morte nella tragedia del 27 giugno 1980, Palazzo Chigi afferma che rendere pubbliche le carte arrecherebbe «un grave pregiudizio agli interessi della Repubblica»



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 Oggetto del messaggio: Re: Ustica: 40 anni dopo, speranze per la verità?
MessaggioInviato: 30/06/2024, 10:13 
https://www.ildubbio.news/strage-di-ust ... a-iyk7i90d

22 agosto, 2020 • 20:53
Strage di Ustica, prolungato il segreto di Stato. «La verità farebbe male all'Italia»
In una lettera indirizzata a Giuliana Cavazza, figlia di una delle 81 persone morte nella tragedia del 27 giugno 1980, Palazzo Chigi afferma che rendere pubbliche le carte arrecherebbe «un grave pregiudizio agli interessi della Repubblica»



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Strage di Ustica, prolungato il segreto di Stato. «La verità farebbe male all'Italia»

In una lettera indirizzata a Giuliana Cavazza, figlia di una delle 81 persone morte nella tragedia del 27 giugno 1980, Palazzo Chigi afferma che rendere pubbliche le carte arrecherebbe «un grave pregiudizio agli interessi della Repubblica»


Francesca Spasiano


22 agosto, 2020 • 22:53


«Stiamo valutando se ricorrere al Tar o riproporre la richiesta citando anche ciò che è stato già pubblicato sulle note del Sismi, inviate giorno per giorno poco prima della strage».

A dirlo è Giuliana Cavazza, presidente onoraria dell’associazione «Verità per Ustica» e figlia di una delle 81 persone morte nella strage del 27 giugno 1980, commentando la lettera a lei indirizzata e nella quale Palazzo Chigi afferma che rendere pubbliche le note del colonnello Stefano Giovannone, capocentro del Sismi in Libano dal 1973 al 1982, che nei giorni prima della strage avvertiva il governo italiano degli imminenti pericoli che correva il nostro Paese soprattutto per mano dell’Fplp, arrecherebbe «un grave pregiudizio agli interessi della Repubblica».


La lettera che Palazzo Chigi ha indirizzato alla Cavazza, riporta La Stampa, «ripercorre brevemente la storia: il colonnello Giovannone oppose il segreto di Stato durante l’inchiesta sulla scomparsa dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo. Era il 1984 quando l’allora presidente del Consiglio, Bettino Craxi, confermò il segreto di Stato e ciò impedì anche ai magistrati di visionare il dossier. Da quel momento sulle informazioni di Giovannone si è stesa una coltre impenetrabile che è durata fino al 2014. E quanto prescrive la legge: il segreto di Stato può durare al massimo trent’anni.



Immediatamente dopo, però, sulle sue carte è subentrata la classifica di «segretissimo». «Significa che ora almeno i magistrati potrebbero leggere questi documenti, ma con tanti vincoli, e non è dato sapere quali procure li hanno visionati». Subito dopo il quotidiano di Torino spiega: «Il segreto riguarda una serie di telegrammi cifrati sui rapporti occulti tra Italia e palestinesi, l’Olp, la formazione al-Fatah di Yasser Arafat, la formazione ancor più estremistica Fplp di George Habbash, altri servizi segreti arabi, i libici. Nel plico ci sono gli allarmi che Giovannone faceva rimbalzare a Roma.



L’escalation nel corso del 1979 e 1980 di minacce contro gli italiani da parte del gruppo terroristico Fplp dopo che furono sequestrati ad Ortona, in Abruzzo, alcuni missili terra-aria di fabbricazione sovietica che stavano portando attraverso l’Italia. Oppure i riferimenti al super-terrorista Carlos, sanguinario e folle, che era al soldo del Patto di Varsavia, ma anche di Gheddafi o di Saddam Hussein». C’è, poi, un documento che «impressiona più di tutti», scrive ancora La Stampa: «Un cablo arrivato a Roma il 27 giugno 1980, proprio il giorno in cui sarebbe precipitato il Dc9 dell’Itavia con 81 persone a bordo, nel quale il colonnello del Sismi avvisava che l’Fplp dichiarava superato il Lodo Moro.



Da quel momento per il gruppo di Habbash non vigeva più l’accordo che era stato stipulato sei o sette anni prima e che garantiva di tenere fuori l’Italia da atti terroristici. In cambio, ci eravamo impegnati a favorire i palestinesi in molti modi. Soprattutto sul piano diplomatico: avremmo aiutato l’Olp ad ottenere il riconoscimento dalla Comunità economica europea. Riconoscimento che venne il 14 giugno con una famosa, all’epoca, Dichiarazione di Venezia. Presidente del Consiglio era Francesco Cossiga».

E se oggi quel passaggio «è negletto - conclude il quotidiano -, occorre ricordare che per impedire la Dichiarazione di Venezia si mossero forze potenti. Saddam, Gheddafi e Assad erano come impazziti contro Sadat (che sarebbe stato assassinato l’anno dopo) e Arafat, considerati traditori della causa. La settimana seguente, tra il 22 e il 23 giugno, Venezia ospitò anche una riunione del G7 con il Presidente Carter. L’ex ambasciatore Richard Gardner nelle memorie accenna all’incubo di un attentato contro il suo Presidente.



Francesco Cossiga insomma fu il mattatore dell’estate ’80. Le stragi sono collegabili a quegli eventi? Le carte di Giovannone per il momento non ci aiuteranno». Cavazza spiega che nella missiva il governo italiano afferma che quelle note di Giovannone «non sono attinenti» alla strage di Ustica, «ma secondo noi, invece, sono interessanti per disegnare lo scenario». «Non sono arrabbiata - spiega Cavazza - me l’aspettavo, ma in sostanza, visto che il segreto scadrebbe nel 2029 e poi basterà mettere una firma per rinviare ancora di quinquennio in quinquennio, bisognerebbe vivere come degli Highlander… ma non ci diamo per vinti».


Ma Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti vittime della strage di Ustica, commenta: «Sono tre anni che queste persone continuano a diramare la stessa notizia, le stesse banalità e le stesse menzogne. Quelli sono incartamenti relativi a un’altra vicenda e che hanno dei livelli di segretezza previsti dalla legge, e se contenessero elementi relativi ad Ustica sarebbero già stati consegnati, da direttiva Renzi, all’Archivio di Stato, e sarebbero, dunque, visibili. Ma proprio perché non contengono nessun elemento relativo alla vicenda di Ustica, stanno lì e seguiranno il loro corso».


E subito dopo chiosa: «È vergognoso e davvero insultante, dopo 40 anni di battaglie e dopo la presenza del Capo dello Stato a Bologna, dove ha auspicato insieme a noi che gli Stati stranieri collaborino per dirci i nomi degli autori della strage, che ancora ci si attardi con un titolo, quello dell’articolo, indecente e indecoroso e che richiama un mai esistito segreto di Stato sulla vicenda». «L’unica sentenza che ha analizzato e confrontato fatti, testimoni e perizie, ha stabilito che parlare di battaglia aerea è pura fantascienza. Sentenza definitiva della Corte di Cassazione penale. L’ex senatrice Bonfietti dovrebbe saperlo. Questa è semplice verità dei fatti», replica Eugenio Baresi, già segretario della Commissione Stragi, in risposta alla presidente Bonfietti.


«La verità sulle stragi di Ustica e di Bologna farebbe male all’Italia», accusa Adolfo Urso, senatore di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Copasir. «La giustificazione con cui il presidente del Consiglio avrebbe risposto ai familiari delle vittime - aggiunge - che chiedono verità e quindi giustizia non può in alcun modo essere condivisa. È solo la menzogna che fa male all’Italia». «Anche il Copasir ha chiesto, con una deliberazione assunta all’unanimità e dopo aver letto quei documenti, di desecretare le note di Giovannone dal Libano inerenti nello specifico l’assassinio di Aldo Moro e le stragi di Ustica e Bologna. Tutti coloro che hanno letto quelle carte sono convinti che possano contribuire a svelare la verità e quindi a fare vera giustizia.


Attendiamo la risposta ufficiale del presidente del Consiglio per giudicare», conclude il senatore Urso. Sul caso interviene anche Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia: «Da quarant’anni sulla strage di Ustica si combattono due tesi contrapposte: quella della bomba sull’aereo e quella del missile lanciato per sbaglio in uno scenario di guerra. A me oggi preme solo ricordare che nell’ultimo, recente anniversario della strage, il premier Conte ha detto che "non devono esserci più veli a coprire le pagine più tragiche della nostra storia nazionale".



Ebbene, la notizia che Palazzo Chigi ha prorogato per otto anni il segreto di Stato sui documenti del Sismi a Beirut va nella direzione esattamente opposta.


Se non si trattasse di una tragedia nazionale, sarebbe lecito parlare di farsa».



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