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 Oggetto del messaggio: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 03/04/2015, 16:41 
Sulla scia della nuova fiction di Sky che ripercorre in modo romanzato le vicende che caratterizzarono la storia politica d'Italia nel 1992 vorrei aprire un nuovo thread volto ad analizzare in chiave diversa quello che è successo in quel breve intervallo di tempo che ormai sta per essere consegnato al giudizio della storia.

Una storia purtroppo non ancora imparziale...

Sono passati più di 20 anni ma le conseguenze dei fatti storici e di cronaca noti e meno noti di quegli anni, dal Panfilo Britannia all'uccisione di Falcone e Borsellino, dalle inchieste di "mani pulite" alla discesa in campo di Berlusconi, dalle prime liberalizzazioni e privatizzazioni all'europeismo della sinistra, le stiamo pagando ancora oggi.

Contestualizziamo il tutto in un'ottica più ampia analizzando anche cosa succedeva nel resto del mondo in quegli anni attraverso le notizie del tempo e i fenomeni socio-culturali che hanno caratterizzato il passaggio dalla prima alla seconda repubblica... il "muro" era caduto da pochissimo tempo e credo che anche questo abbia condizionato molto il quadro geopolitico ed economico finanziario del tempo.

1992 - L'Inizio della Fine

Storicizzare significa “archiviare”, “dissociarsi”, “lavarsi le mani”. È qui il grande imbroglio. Siamo ancora dentro Mani Pulite e oggi più che mai subiamo violentemente le sue ripercussioni ideologiche.

Tra queste la perdita di sovranità politica, economica e militare.

Dopo la Roma della banda della Magliana e la Napoli della Camorra, tocca alla Milano delle tangenti. Pur scollegata dal circuito generalista, la nuova serie televisiva ideata da Stefano Accorsi, diretta da Giuseppe Gagliardi e lanciata da Sky non è passata inosservata.

Una massiccia dose pubblicitaria, 725mila spettatori per le prime due puntate e una prevedibile risonanza mediatica. 1992 è uno spaccato sull’Italia di Mani Pulite, dove ad intrecciarsi non sono soltanto gli affari e la politica ma anche le showgirl, il sesso, la televisione, il pubblicitario. Accanto alle mazzette, viene raffigurata l’ascesa trionfante del berlusconismo mediatico, pura continuazione del Sessantotto trotzkista, con il libertario che fa rima con il liberale.

L’intenzione della regia sembra quella di voler storicizzare, in maniera spettacolare, l’epoca che avrebbe messo fine alla Prima Repubblica, regno della corruzione e della malapolitica. Da qui il dipinto volgare scandito dai luoghi comuni che vede la Lega Nord – partito che in realtà nasce in quegli anni proprio come reazione al sistema delle tangenti – ritagliarsi degli spazi politici in un lasso di tempo brevissimo.

Pertanto storicizzare significa “archiviare”, “dissociarsi”, “lavarsi le mani”. È qui il grande imbroglio. Siamo ancora dentro Tangentopoli. In fondo, come la Lega di Umberto Bossi, il Movimento 5 Stelle è nato come reazione a questo sistema in cui gli scandali sono all’ordine del giorno (dal Monte dei Paschi di Siena fino all’Expo di Milano passando per il Mose di Venezia e Mafia Capitale).

1992, è l’affresco conformista, sbrigativo, poco coraggioso, privo di tecnicismi, dunque privo di denuncia, dove l’Italia si divide in buoni (magistratura) e cattivi (politici e imprenditori). Tutti conosciamo l’Italia dei pom*ini, delle cambiali, dei compromessi, dei sorrisi. La conosciamo bene perché, in un modo o nell’altro, ci tiene tutti a galla.

L’Italia fa comodo a molti italiani, come al gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi quanto a quello di Sky di Rupert Murdoch, che proprio in quegli anni, grazie alle conseguenze politiche di Tangentopoli, ha ottenuto enormi benefici dalla liberalizzazione del mercato televisivo, non a caso Sky Italia nacque nel 2003 dalla fusione delle prime tv a pagamento Tele + e Stream Tv.

Quello che invece non si racconta, almeno da quanto traspare nei primi due episodi, è il 1992 come inizio della fine. Fu “Mani Pulite” che spazzando via le forze politiche della Prima Repubblica, accelerò l’accordo sacro e segreto tra la destra e la sinistra parlamentare che nel 2011 si è svelato con il governo Monti, appoggiato da PD e PDL, e che oggi si è concretizzato con il renzismo in perfetta continuità con il berlusconismo.

A distanza di un paio di decenni si è potuto verificare come l’affaire Tangentopoli è stato un vero e proprio intervento chirurgico che ha eliminato progressivamente gli ultimi baluardi al capitalismo transnazionale pilotato da un’elite finanziaria e cosmopolita (i rapporti tra Antonio Di Pietro e le stanze d’Oltreoceano sono stati ampiamente denunciati da Bettino Craxi tramite la figlia Stefania).

Da una parte il Congresso di Rimini (3 febbraio 1991) sancì la fine del Partito Comunista Italiano, dunque il tradimento dei lavoratori, che si trasformò in Partito Democratico di Sinistra, dall’altra, terminò l’esperienza del “Pentapartito” (patto siglato nel 1981 tra il democristiano Arnaldo Forlani e il segretario del Partito Socialista Bettino Craxi, il tutto con la benedizione di Giulio Andreotti) il quale aveva ostacolato l’estensione delle logiche neoliberiste attraverso una sorta di alleanza tra una “destra dei valori” incarnata dalla DC e una “sinistra nazionale” risollevata dal PSI, che non teneva in considerazione gli accordi di Yalta e gli interessi anglo-americani in Italia (vedi il caso di Sigonella o l’appoggio all’OLP). A seguito di quella vicenda giudiziaria, il PCI si convertì al capitalismo, la Vecchia Democrazia Cristiana (come partito) fu sciolta, mentre Bettino Craxi, capro espiatorio e vero bersaglio di Di Pietro, scelse di lasciare il Paese trasferendosi ad Hammamet.

Dal 1992 in poi, il centro-destra e il centro sinistra, sono diventati perfettamente organici all’ideologia liberale-progressista. Da Amato a Ciampi, da Dini a Prodi, da Berlusconi a Renzi l’ideologia di fondo, eccetto qualche sussulto di libertà, è stata sempre la stessa: accettazione delle “missioni di pace” ordinate dalla Nato, subordinazione alle direttive economiche e sociali dell’Unione Europea, approvazione delle liberalizzazioni/privatizzazioni dei settori strategici del Paese. Checché ne dicano Accorsi, Gagliardi e Murdoch, questo è stato il 1992.

Ben più di una fiction.

http://www.progettoatlanticus.net/2015/ ... -fine.html



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 03/04/2015, 16:43 
In questo thread non può mancare questo video!

Guarda su youtube.com


[;)]



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 03/04/2015, 16:49 
D’Alema: il conto a Satanasso prima o poi si paga.

Tangentopoli fu un colpo di stato che servì a togliere di mezzo il sistema dei partiti che era uscito dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla Resistenza. Era un sistema parzialmente corrotto, ma ben funzionante e tutto sommato democratico. Il territorio e i cittadini, con i loro stessi difetti, erano rappresentati in Parlamento. I governanti, fossero DC o PSI o PSDI o PRI, rappresentavano un difficile ma tutto sommato equilibrio tra Vaticano e Massoneria internazionale.

L'Italia era cresciuta enormemente dal punto di vista economico e democratico.

Troppo libera era diventata, dal punto di vista del potere. E questa libertà poteva essere un grande supporto al movimento del risveglio delle coscienze dell' ultimo scorcio del secolo.

Dopo il passaggio cruciale della strategia della tensione e dell'assassinio di Moro, serviva ancora altro.

E allora qualcuno, era il '92, lanciò la procura di Milano a tirare fuori un verminaio. Attraverso una corruzione privata, quella di Chiesa del Trivulzio, si arrivò a colpire un sistema. Il sistema del finanziamento occulto ai partiti, attraverso il condiviso accordo di intascare più o meno il 5% su tutti gli appalti pubblici.
Rubavano in parte per se, ma soprattutto per il Partito di appartenenza.

Tutti erano d'accordo e tutti sapevano. Era il modo truffaldino per mantenere il Partiti. Ora lo fanno per legge, ma i soldi sono sempre sottratti a noi per mantenere la Casta. Per il resto il latrocinio privato è aumentato a dismisura.

Tutto viene naturalmente intercettato e registrato da procure e forze dell'ordine e servizi segreti, che tirano fuori uno scandalo a comando – vero o finto – sulle persone delle quali il potere ad un certo punto vuole disfarsi.

L'ex PCI si salvò da tangentopoli dopo essere stato messo sotto pressione con l'arresto dell'amministratore Greganti. Poteva finire esattamente come gli altri partiti, perché facevano le stesse cose.

Ma non avvenne perché qualcuno, per non finire in galera, accettò un patto col diavolo in quei giorni concitati; "se salviamo il partito e non vi arrestiamo, ci aiutate a combattere e distruggere in Parlamento e sui Media gli uomini d punta del vecchio sistema: Craxi, Andreotti, la vecchia DC, il PRI, ecc..."

E in cambio? In cambio accetterete dentro di voi la sinistra cattolica della DC e di modificare gradualmente il PCI. Qualcuno di voi farà anche il Presidente del Consiglio della nuova stagione.

E ora certo D'Alema non può lamentarsi se viene colpito con lo stesso sistema.

Lui, ormai vecchio dinosauro del PCI, mummia politica di un vecchio patto col Diavolo, non c'entra più nulla con il PD reazionario, massone, gesuita e filocapitalista di Renzi.

Il suo potere ormai ridotto al lumicino ha provato qualche giorno fa a dire no esplicitamente, intervenendo contro Renzi sull'Italicum... Ma aveva dimenticato il vecchio patto, e subito dopo hanno iniziato a massacrarlo con la storia di Ischia, del vino... e chissà cos'altro potrebbe venire fuori (tanto tutti sono presenti con i loro scheletri, negli armadi dei servizi...)

Prima di Moro e di tangentopoli c'era un sistema di partiti che rubava per il partito ma faceva le cose. Poi è stato favorito un sistema di politici felloni che rubavano per se e per arricchirsi. Ed ora li si fa fuori insieme alla politica per imporre un potere europeista e centralizzante meno corrotto perché dipendente direttamente da poteri oscuri che non vogliono lasciare alle coscienze dei cittadini il governo dei territori.
Ora il potere oscuro sovranazionale sta centralizzando rapidissimamente usando le emergenze scandali, guerre con l'Islam e crisi economica, e non vuole ostacoli.

Tosi si ribella all'astro della lega antiimmigrati Salvini, appositamente creato dal potere per gestire parte dell'opposizione più becera? Ed ecco dopo qualche giorno uno scandalo su Tosi.

Sarkozi vince le elezioni e resiste all'ascesa della appositamente creata stella antiimmigrati Le Pen in Francia? Ed ecco che dopo qualche giorno si ritrova coinvolto in uno scandalo e finisce davanti ai magistrati.

Fanno pena questi politici che si pensano potenti condottieri, come Craxi o D'Alema, ma che non si rendono ben conto di essere solo strumenti, pedine di un potere oscuro superiore. Loro pensavano di essere chissà chi nel mondo della materia... Poveretti.

Ma non lasciamoci scoraggiare: dopo Moro, quelli che cadono dal potere non sono meglio di quelli che arrivano al potere. Sono tutti ometti e femminucce in vendita al potere, con lo spirito dormiente per ambizione. Tutti parte del solito mercato delle anime.

Il vero obiettivo di queste manovre sono le coscienze in risveglio, alle quali si vuole togliere libertà e potere sui territori e nei loro ambiti. Ma dobbiamo ricordare che questo potere e questa libertà sono soprattutto un fatto interiore. E nella nostra interiorità, se vogliamo e ci teniamo svegli, comandiamo noi !
Non facciamoli entrare con l'acquiescenza, la paura, l'odio o la rabbia nella nostra anima. Diamoci da fare là dove siamo per i temi della Coscienza. E ne usciremo bene comunque.

http://coscienzeinrete.net/politica/item/2360-d’alema-il-conto-a-satanasso-prima-o-poi-si-paga



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 03/04/2015, 17:43 
Segnalo anche questo topic....
viewtopic.php?p=374266#p374266



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 04/04/2015, 14:22 
Cronologia mese per mese del 1992 così come riportata da http://cinquantamila.corriere.it/storyT ... ?year=1992 ai quali ho aggiunto in rosso il caso del Panfilo Britannia e la periodica assemblea del Bilderberg Group tenutasi in quell'anno a Evian proprio nei delicati giorni di Capaci e dell'elezione di Scalfaro.

GENNAIO
• In Croazia, dove è in corso la guerra, abbattuto un elicottero delle Nazioni unite, colpito da tre raffiche di cannoncino sparate da un «Mig 21» dell’armata federale. Muoiono cinque osservatori della Cee, quattro italiani e un francese (vedi 7 gennaio)
• Proseguono le indagini sul Dc9 dell’Itavia precipitato al largo di Ustica. Il giudice Rosario Priore emette 13 comunicazioni giudiziarie nei confronti di altrettanti generali dell’Aeronautica militare. Reati ipotizzati: attentato nei confronti dello Stato, alto tradimento e falsa testimonianza (vedi 15 gennaio)
• Rapito Farouk Kassam dall’Anonima sequestri nella villa dei suoi genitori a Porto Cervo (Sassari) (vedi 15 gennaio)
Il tribunale di Palermo condanna l’ex sindaco Vito Ciancimino a 10 anni di carcere. È il primo politico riconosciuto colpevole di associazione mafiosa e corruzione aggravate (vedi 17 gennaio)

FEBBRAIO
• Emanata la legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti dei portatori di handicap (vedi 5 febbraio)
I capi di Stato e di governo dei 12 paesi della Comunità europea firmano a Maastricht (Olanda) l’atto costitutivo dell’Unione europea. Poste le basi per la creazione dell’effettiva unione politica, monetaria ed economica di 340 milioni di cittadini europei (vedi 7 febbraio)
• Si aprono ad Albertville (Francia) i giochi della XVI Olimpiade invernale (vedi 8 febbraio) la dichiarazione d’apertura è letta dal presidente François Mitterrand, ultimo tedoforo l’ex calciatore Michel Platini
Il socialista Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, arrestato a Milano (vedi 17 febbraio) mentre intasca una tangente di 7 milioni. L’episodio dà il via all’inchiesta «mani pulite», che svela una trama di reciproche pressioni e corruzioni tra mondo della politica e mondo degli affari («tangentopoli»)
• Scandalo perché Pupo, escluso dalla finale, fa capire che il Festival è truccato, tanto che lui, nel 1984 si era comprato il quarto posto. (vedi 27 febbraio)

MARZO
• Il ministro dei Trasporti Carlo Bernini riceve un avviso di garanzia per l’accusa di corruzione in relazione alla concessione di alcuni appalti per lavori autostradali. Nella vicenda sono coinvolti anche altri sei personaggi (vedi 5 marzo)
Salvo Lima, ex sindaco di Palermo, euro-deputato e leader della corrente andreottiana della Democrazia cristiana in Sicilia, ucciso dalla mafia (vedi 12 marzo)

APRILE
• Ad Agrigento la mafia uccide, a colpi di kalashnikov, il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli, impegnato nelle indagini sull’assassinio del giudice Livatino
Si svolgono le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento nazionale (vedi 5 aprile). Si affermano le formazioni di recente costituzione (la Lega è il secondo partito in Piemonte, in Lombardia e nel Veneto; la Rete di Leoluca Orlando raggiunge quasi il 10% in Sicilia)
• Si concludono i lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sull’Operazione Gladio. La struttura è definita illegittima. (vedi 15 aprile)
Al termine del processo di primo grado per il fallimento del Banco ambrosiano di Roberto Calvi, il tribunale di Milano condanna tutti i 33 imputati per concorso in bancarotta fraudolenta (vedi 16 aprile). Licio Gelli, capo della P2, condannato a 18 anni e 6 mesi
• Il presidente della Repubblica Francesco Cossiga si dimette prima della scadenza naturale del mandato, prevista per il 2 luglio. Le funzioni di capo dello Stato sono assolte dal presidente del Senato Giovanni Spadolini (vedi 28 aprile)

MAGGIO
• Il Moro di Venezia di Raul Gardini, sconfitto alle regate finali della Coppa America dagli statunitensi di America Cube. Per il Moro è stata una regata segnata dalla sfortuna: tradita ancora da una partenza non felice (vedi 16 maggio)
A Capaci la mafia, in un attentato dinamitardo che fa saltare in aria un intero tratto dell’autostrada Trapani-Palermo, uccide Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre dei quattro agenti di scorta. (vedi 23 maggio)
Il consueto meeting del Bilderberg Group si tiene a Evian in concomitanza con l'attentato di Capaci http://www.bilderberg.org/1992.htm
Oscar Luigi Scalfaro eletto presidente della Repubblica al sedicesimo scrutinio, con i voti di Dc, Pli, Psdi, Psi, Pds, Verdi, Rete e Lista Pannella (vedi 25 maggio)

GIUGNO
Il «Britannia», lo yacht della corona inglese, gettava l'ancora presso le nostre coste con a bordo alcuni nomi illustri del mondo finanziario e bancario inglese
• Il governo decide l’abolizione dell’alto commissariato per la lotta alla mafia e vara un nuovo pacchetto antimafia (vedi 8 giugno) • A Palermo oltre 100.000 persone partecipano a una grande manifestazione contro la mafia e in ricordo di Giovanni Falcone (vedi 27 giugno)
Si insedia il governo presieduto da Giuliano Amato, un quadripartito a cui partecipano Dc, Psi, Psdi e Pli (vedi 28 giugno)

LUGLIO
Il governo, costretto a varare una manovra da 30.000 miliardi per riequilibrare i conti della finanziaria (vedi 10 luglio). Introdotta un’imposta patrimoniale sui conti correnti e sui depositi bancari e sulla casa, aumentati i bolli sulle patenti e i passaporti
• A Reggio Calabria l’ex sindaco democristiano Agatino Licandro e la maggior parte degli assessori arrestati per corruzione e abuso d’atti d’ufficio (vedi 17 luglio)
• A Palermo, in via d’Amelio, la mafia uccide con un’autobomba il giudice Paolo Borsellino, amico e stretto collaboratore di Giovanni Falcone nel pool antimafia, e i cinque agenti di scorta (vedi 19 luglio)
• Si aprono a Barcellona i giochi della XXV Olimpiade. Caduto il Muro di Berlino, la Germania partecipa con una sola squadra (vedi 25 luglio)
• A Catania la mafia, uccide l’ispettore di polizia Giovanni Lizzio, affiancandolo ad un semaforo (vedi 25 luglio)
• Confindustria e sindacati confederali siglano un accordo che abolisce definitivamente la scala mobile e blocca la contrattazione salariale fino al 1994 (vedi 31 luglio). L’accordo, fortemente criticato dai lavoratori, anche all’interno delle organizzazioni sindacali

AGOSTO
• Il Senato approva in via definitiva a larghissima maggioranza un pacchetto di misure contro la mafia (vedi 6 agosto). Nel corso del mese inviati dal governo in Sicilia, nel quadro dell’operazione «Vespri siciliani», 7000 uomini dell’esercito da schierare al fianco delle forze dell’ordine. Oltre 100 boss mafiosi trasferiti nel carcere speciale dell’Asinara
Le Ferrovie dello Stato diventano la maggiore società per azioni italiana, con un capitale di 42.400 miliardi interamente posseduto dal Ministero del tesoro (vedi 12 agosto)
• A Gioia Tauro (Reggio Calabria), arrestato il boss della ‘ndrangheta Saverio Mammoliti insieme alla moglie, Maria Caterina Nava (vedi 31 agosto)

SETTEMBRE
• Nei pressi di Vicenza arrestato il boss della mafia Giuseppe Madonia, considerato il numero due di Cosa nostra. Agli agenti che lo hanno arrestato ha detto: «Complimenti, avete fatto un bel lavoro» (vedi 6 settembre)
• Campionato mondiale di ciclismo su strada vinto da Gianni Bugno. (vedi 6 settembre)
• Paolo Mieli lascia la direzione de «La Stampa» per passare a quella del «Corriere della Sera». Mieli ha garantito il rispetto pieno d’identità e continuità della linea editoriale che ha consolidato il primato di prestigio e di vendite del «Corriere» (vedi 10 settembre)
• L’esploratore Ambrogio Fogar è vittima di un incidente durante una spedizione in Turkmenistan. Rimane quasi del tutto paralizzato. (vedi 12 settembre)
La lira travolta da una tempesta valutaria. La Comunità europea svaluta la moneta italiana del 7%. Il governo Amato decide l’uscita della lira dal regime di cambi controllati del Sistema monetario europeo, e vara una manovra di riequilibrio dei conti dello Stato da 93.000 miliardi (vedi 17 settembre)
• Il giudice Corrado Carnevale, presidente della prima sezione della Corte di cassazione, posto sotto inchiesta dal Consiglio superiore della magistratura (vedi 22 settembre). Carnevale chiede di essere affidato ad altro incarico e di lasciare le sezioni penali per quelle civili.

OTTOBRE
• A Roma la prima assemblea del movimento politico costituito da Mario Segni: Popolari per la riforma. Partecipano circa 10.000 persone (vedi 10 ottobre)
• Il segretario amministrativo del Partito socialista, Vincenzo Balzamo, riceve un avviso di garanzia per corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti (vedi 15 ottobre)
• Si costituisce a Roma Alleanza democratica, a cui partecipano, tra gli altri, il giornalista Ferdinando Adornato, il repubblicano Enzo Bianco, il pidiessino Willer Bordon e il cattolico Pietro Scoppola (vedi 17 ottobre)

NOVEMBRE
• A Roma sfilano 60.000 persone per protestare contro alcuni episodi di antisemitismo verificatisi nei giorni precedenti nella capitale. Al corteo silenzioso hanno partecipato i presidenti di Camera e Senato, Giorgio Napolitano e Giovanni Spadolini, il sindaco Franco Carraro e il rabbino capo della capitale Elio Toaff (vedi 9 novembre)
• In Sicilia vasta operazione di polizia contro l’attività delle cosche mafiose. Numerosi gli arresti. Nei confronti del clan Madonia, disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 1000 miliardi di lire (vedi 20 novembre)

DICEMBRE
• Deciso l’invio di un contingente dell’esercito italiano in Somalia per partecipare all’operazione «Restore Hope», predisposta dalle Nazioni Unite al fine di ristabilire la pace tra le fazioni in lotta nella nazione del corno d’Africa (vedi 3 dicembre). I primi militari italiani giungeranno a Mogadiscio il 13 dicembre
• Termina il processo sulle «carceri d’oro». L’ex ministro socialdemocratico ai Lavori pubblici Franco Nicolazzi, condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione (vedi 11 dicembre)
• A Palermo il funzionario della questura ed ex funzionario del Sisde Bruno Contrada, arrestato con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso (vedi 24 dicembre)


http://cronologia.leonardo.it/storia/a1992.htm



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 04/04/2015, 14:28 
Atlanticus81 ha scritto:
D’Alema: il conto a Satanasso prima o poi si paga.

Tangentopoli fu un colpo di stato che servì a togliere di mezzo il sistema dei partiti che era uscito dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla Resistenza. Era un sistema parzialmente corrotto, ma ben funzionante e tutto sommato democratico. Il territorio e i cittadini, con i loro stessi difetti, erano rappresentati in Parlamento. I governanti, fossero DC o PSI o PSDI o PRI, rappresentavano un difficile ma tutto sommato equilibrio tra Vaticano e Massoneria internazionale.

L'Italia era cresciuta enormemente dal punto di vista economico e democratico.

Troppo libera era diventata, dal punto di vista del potere. E questa libertà poteva essere un grande supporto al movimento del risveglio delle coscienze dell' ultimo scorcio del secolo.

Il sistema del finanziamento occulto ai partiti, attraverso il condiviso accordo di intascare più o meno il 5% su tutti gli appalti pubblici.
Rubavano in parte per se, ma soprattutto per il Partito di appartenenza.

Prima di Moro e di tangentopoli c'era un sistema di partiti che rubava per il partito ma faceva le cose. Poi è stato favorito un sistema di politici felloni che rubavano per se e per arricchirsi.

Ed ora li si fa fuori insieme alla politica per imporre un potere europeista e centralizzante meno corrotto perché dipendente direttamente da poteri oscuri che non vogliono lasciare alle coscienze dei cittadini il governo dei territori.
Ora il potere oscuro sovranazionale sta centralizzando rapidissimamente usando le emergenze scandali, guerre con l'Islam e crisi economica, e non vuole ostacoli.


Quoto.


"Mani Pulite" fu un golpe giudiziario servì a rimuovere i partiti che hanno scritto la Costituzione e sostituirli con chimere infinitamente più marce che avevano a cuore solo gli interessi personali,
personaggi addomesticati perfetti per far passare quella serie di "riforme" che hanno distrutto l' Italia consegnandoci nelle mani di una UE in cui comandano sempre i soliti.

Un secondo golpe economico ha rimosso l' ultimo Presidente del Consiglio eletto dai cittadini, ormai diventato obsoleto, scomodo e imbarazzante, per arrivare a imporre un personaggio che veniva dal mondo finanziario e che non faceva nemmeno parte del Parlamento, che ha terminato di distruggere l' Italia.

Dopo di lui il caro vecchio strumento chiamato PD ha fornito la materia prima per i prossimi due Presidenti non eletti, nonostante le ultime elezioni avessero visto prendere più voti il Movimento 5 Stelle.


Ormai siamo al terzo governo non eletto, la democrazia è morta.


Adesso i signori feudali del Nuovo Millennio vogliono prendere il controllo direttamente perchè la gente si sta svegliando e si è creata una vera alternativa,
quindi cambiare i partiti non basta più, il sistema politico è da cambiare: modifiche alla Costituzione, nuova legge elettorale,
via tutti i leader significativi grazie ai soliti giudici sempre pronti ad eseguire.

Gli Stati nazionali europei vengono sistematicamente distrutti, la sovranità viene ceduta, l' economia crolla, più sovranità viene ceduta per rimediare al danno.

Parallelamente la UE si dota di una propria forza militare e di polizia - segreta - senza alcun controllo democratico, parlamentare o giudiziario (nazionale o europeo)
e presto scommetto di una propria agenzia di intelligence che traccerà e se possibile metterà il bavaglio alla Rete, ultimo spazio in cui è rimasta la libertà (virtuale perchè in quelli reali non c'è più da un pezzo).

I trattati transoceanici forgeranno una nuova unione economica in cui le multinazionali dettano legge e gli Stati praticamente non esistono più se non come facciata per le forze di polizia che dovranno reprimere le proteste nel sangue, e comunque presto solo in quanto affiancate alla più fidata sopracitata Eurogendfor.


Lo scontro finale con la Russia (e il suo prossimo alleato cinese), ultima opposizione rimasta nel mondo occidentale, è una scommessa in cui si pensa di vincere comunque,

sia che la guerra venga vinta e il dominio venga esteso ancora attraverso il braccio atlantico, sia che finisca con una distruzione reciproca tale che la gente invochi il nuovo ordine mondiale che loro attendevano solo l' occasione per instaurare.


Non hanno messo in conto una possibilità però: che l' alleanza russo-cinese,
con milioni di soldati e tecnologie che hanno già dimostrato di mettere in ginocchio le difese NATO se si arriverà alla guerra,
o con la costruzione di un circuito economico alternativo e il crollo di quello basato sul dollaro e la relativa fine della supremazia atlantica se faranno in tempo prima,
li obliteri imponendo un nuovo equilibrio geopolitico.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
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27 Maggio 1993 Firenze. Strage Via dei Georgofili, Galleria degli Uffizi. Un'autobomba provoca la morte di cinque persone: Angela Fiume, il marito Fabrizio Nencioni, le Figlie Elisabetta di 8 anni e Caterina, di 50 giorni, e lo studente Dino Capolicchio.

Il 27 maggio 1993, pochi minuti dopo l'una del mattino, a Firenze, in via dei Georgofili, si verificò una terribile esplosione, che sconvolse il centro storico della città. L’esplosione distrusse la Torre dei Pulci, sede dell'Accademia dei Georgofili.

Sotto le sue macerie morirono la custode dell'Accademia, Angelamaria Fiume in Nencioni, e i componenti della sua famiglia. Si incendiò inoltre un edificio di via dei Georgofili e tra le fiamme morì Dario Capolicchio. Trentotto persone rimasero ferite. Subirono gravi danni numerosi edifici della zona, la Chiesa di S. Stefano e Cecilia e il complesso artistico monumentale della Galleria degli Uffizi. Dipinti di grande valore furono distrutti mentre il 25% delle opere presenti in Galleria subì danni. A determinare l'esplosione fu una miscela ad alto potenziale collocata all'interno di una vettura.

I processi hanno accertato che i mandanti e gli autori materiali della strage erano esponenti della mafia e che ad ispirarla era stata l'avvenuta formale deliberazione di «una sorta di stato di guerra contro l'Italia» da attuarsi utilizzando una precisa strategia di tipo terroristico ed eversivo, che andava oltre i consueti metodi e le consuete finalità delle varie forme di criminalità organizzata.

Con essa si intendeva «costringere lo Stato Italiano praticamente alla resa davanti alla criminalità mafiosa». Le sentenze hanno ricordato che - dopo i fatti del 1992, che avevano determinato la morte dei magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle persone addette alla loro tutela - lo Stato aveva reagito elaborando normative penitenziarie di rigore a carico degli esponenti di mafia (il noto art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario) e normative di favore per quegli esponenti della criminalità organizzata che decidevano di collaborare con gli organi di polizia o giudiziari. Si trattò, come si legge nelle sentenze, di una svolta nell'atteggiamento statale, che servì a intaccare la «presunzione di onnipotenza e di libertà» dei capi di mafia. Da qui, la scelta di tentare di "ammorbidire" lo Stato minacciando i suoi organi che «perseverando nella linea dura intrapresa avrebbero provocato al Paese lutti e distruzioni a non finire».

A indurre negli esponenti della mafia l'idea di ricorrere alle nuove forme di attentato contro il patrimonio artistico, fu un trafficante di opere d'arte. Spiegò ai capi di mafia che «ucciso un giudice questi viene sostituito, ucciso un poliziotto avviene la stessa cosa, ma distrutta la torre di Pisa veniva distrutta una cosa insostituibile con incalcolabili danni per lo Stato». Fu in questa ottica e seguendo le medesime modalità esecutive, che la mafia fece seguire alla strage di via dei Georgofili, quella al Padiglione di Arte Contemporanea di via Palestro a Milano, il 27 luglio 1993, e, il giorno successivo, 28 luglio, a distanza di cinque minuti tra loro, gli attentati ai danni della Basilica di San Giovanni e della chiesa di San Giorgio a Velabro a Roma. A differenza della strage di via dei Georgofili e di quella di via Palestro, questi ultimi due attentati non provocarono morti, ma il ferimento di oltre venti persone e il danneggiamento di edifici e luoghi di culto.

http://vittimemafia.it/index.php?option ... &Itemid=67



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 14/04/2015, 16:37 
1993. Anno formidabile, ma ricordate cos'è successo in Italia

Il 1993 è stato l'anno che ha cambiato tutto? L'affascinante domanda, un po' apocalittica e visionaria come da gusto americano, se l'è posta il New York magazine con un lungo articolo celebrante dodici mesi rivoluzionari. Fu lì, pare, che il mondo ripartì, gonfio di novità e moderni ribaltamenti, dopo la fine dell'Impero del Male, secondo la definizione di Ronald Reagan. Si inaugurò una breve stagione di dolce e fecondo smarrimento occidentale, di coltivazione di una politica senza conti in sospeso, di invenzioni scientifiche apparentemente non riconvertibili in applicazione bellica, di nuovo respiro artistico con qualche crollo depressivo ma da società con la pancia piena; e poi i nemici erano finiti (ma in realtà erano già in volo verso le Torri Gemelle: è del 1993, guarda un po', anche il primo attentato al World Trade Center).

Visto oggi, da qui, sì che fu un anno inebriante. L'elezione di Bill Clinton alla Casa Bianca, con tutte le aspettative che un figlio dei fiori si portava dietro; il primo boom della nuova straordinaria dimensione, Internet (il World Wide Web nasce nel 1991); la globalizzazione muove le merci in un pianeta che ha aperto le frontiere o ne ha di friabili, e riconverte ogni concetto economico conosciuto; in Sudafrica finisce l'Apartheid e Nelson Mandela vince il premio Nobel per la Pace; nella musica i Nirvana incidono il loro ultimo disco, In Utero, prima del suicido di Kurt Cobain, e con Pablo Honey esordiscono i Radiohead, che in una decina d'anni renderanno rottamabile tutto ciò che nel rock era venuto prima; Quentin Tarantino gira Pulp Fiction a dare una bella sganassata all'ambiente e nella moda salta su una segaligna dalla faccia lunare, Kate Moss, di modo che quindici minuti dopo tutte le Claudia Schiffer e tutte le Cindy Crawford del pianeta sono invecchiate di trent'anni.

Ci sarebbe da andare avanti per delle pagine, tanto che il New Museum di New York, l'istituzione di arte contemporanea più radicale della città (guidata da Massimiliano Gioni, giovane prodigio italiano che curerà la prossima Biennale di Venezia), installa una mostra a celebrare quel mozzafiato 1993, in ogni declinazione possibile, in ogni calibratura cromatica e visiva e multitematica – altro che la nostra sommaria introduzione – a rendere l'epifania di due decenni fa. Se avete confidenza con le trasvolate oceaniche, andateci e vi divertirete, e forse migliorerete l'idea di un anno che qui, anche ripensandoci, anche riguardandolo con occhi edulcorati dall'invecchiare e dalla lontananza, continua a lasciare il ricordo di un tempo oscuro, rabbioso, violento.

Il prologo del 1992 aveva portato le carneficine di Capaci e via D'Amelio, e il battesimo dell'inchiesta Mani pulite.

Ma è nel 1993 che si sfalda il lungo equilibrio del Secondo dopoguerra, e che la nostra democrazia di frontiera, retta dai denari e da qualche mascalzonata degli americani (a risparmiarci il comunismo: Tito era di là del confine, non lo si dimentichi), viene abbandonata a se stessa. Ora dobbiamo cavarcela da soli.

Dobbiamo regolare le nostre questioni, trovare una nostra stabilità, inventarci un sistema sociale in grado di reggere a una situazione internazionale completamente mutata: soprattutto la Cortina di ferro non c'è più, ma nel 1992 si firma il Trattato di Maastricht che diventa operativo nel 1993, ed è il battesimo dell'Unione europea.

Come scrive ripetutamente in quegli anni Guido Rossi – avvocato, prima senatore indipendente di sinistra, poi uomo chiave nella sbrigativa ripulitura e ricostruzione dell'Eni – le società nuove non nascono dalla concordia ma dal contrasto, e così per esempio nacque Roma, addirittura dal fratricidio.

Dunque così nacque la Prima repubblica e così nascerà la Seconda: è l'idea diffusa e praticata e ha torme volenterose e tumultuanti, ma non subito, no, noialtri italiani siamo quelli che sferrano calci al cadavere. Infatti Bettino Craxi ha compreso meglio e prima degli altri che i meccanismi e le prassi della Prima repubblica saranno spazzati via: «I mattoni del Muro non mi cadranno addosso», dice. Gli cadranno addosso tutti, uno dopo l'altro. Naturalmente la meravigliosa società civile non ci ha capito un fico secco, altro che rivoluzioni civili. Alle Politiche del 1992 la Dc ha ancora undici milioni e mezzo di voti, e sfiora il 30 per cento.

Il Pds scende al 16 (il Pci si è sciolto nel 1991, giusto sei mesi prima del Pcus, il Partito comunista dell'Unione sovietica). Il Psi ha già i suoi guai, Mani pulite è partita arrestando il 17 febbraio a Milano il socialista Mario Chiesa, ma rispetto al 1987 perde soltanto lo 0,6 per cento e rimane al 13,6. Rifondazione e il Msi stanno attorno al 5. Repubblicani e liberali sono alle secondarie quote tradizionali. Non fosse per l'8 per cento della Lega Nord, liquidata con disprezzo da politici e commentatori, non ci si accorgerebbe di nulla. Questo per precisare come siamo fatti noi italiani, che celebriamo la Liberazione il 25 aprile, dimenticando che il 25 aprile Benito Mussolini era a Milano, in Arcivescovado, a colloquio con il cardinale Schuster, e lasciò la città diretto in Valtellina solamente al tramonto.

Nel 1993, secondo Eugenio Scalfari, si ebbe la giornata più buia dell'intera Repubblica dopo quella dell'assassinio di Aldo Moro. Succede che il 29 aprile la Camera dei deputati nega l'autorizzazione a procedere per Craxi. L'aria che tira non è più quella di dodici mesi prima. Adesso la totalità della classe politica, quella che aveva governato per quasi cinquant'anni, è sotto accusa a Milano o a Palermo.

Hanno ricevuto avvisi di garanzia tutti i leader della Dc, del Psi, del Pri, del Pli. Sono andati in galera, o ci stanno per andare o saranno comunque inquisiti i massimi boiardi di Stato, gli imprenditori abituati a ungere le ruote – come era stato Enrico Mattei, il più grande manager e il più grande corruttore del Novecento, oggi glorificato al cinema e nei libri, e giustamente – per fare denari, ingrandire le aziende, conquistare spazi d'influenza. Un intero sistema ormai privo di protezioni internazionali viene raso al suolo a colpi di codice penale. Secondo uno schema abbastanza semplice, lo schema inquirente, la Prima repubblica si è retta con le tangenti e con la mafia.

Il gran capo tangentaro sarebbe Craxi, il gran capo mafioso sarebbe Giulio Andreotti, indagato a marzo per associazione di stampo mafioso e più avanti come mandante dell'omicidio del giornalista-ricattatore Mino Pecorelli. È difficile raccontare tutto dopo tanti anni. Vengono alla mente particolari, dettagli, sembrano tutti importanti, ma ci si immagina la faccia di giovani lettori persuasi di essere alle prese con le guerre puniche. Restiamo all'essenziale. Adesso la meravigliosa società civile si è ridestata dal suo torpore, segue le cronache quotidiane e tambureggianti di arresti e avvisati (cinque, sei al giorno per dodici mesi) col gusto di chi legge lo sgominio della banda del Guercio da parte di Tex Willer.

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/ ... d=AbrL8ubH



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 14/04/2015, 16:41 
La strana morte di Raul Gardini

Due suicidi eccellenti, due morti che hanno lasciato perplesso il jet set finanziario italiano. Due imprenditori di successo che hanno posto termine alla loro vita in modalità a dir poco sconcertanti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro.

Il 20 luglio 1993, il presidente dell’ENI Gabriele Cagliari, all’epoca il primo gruppo siderurgico italiano, viene trovato morto per soffocamento in circostanze misteriose e mai chiarite del tutto dalla Procura di Milano. Lo trovano senza vita nei bagni di San Vittore con un sacchetto di plastica infilato in testa e fissato al collo con una stringa da scarpe. L’inchiesta sulla sua morte verrà archiviata come suicidio.

Pochi giorni più tardi, il 23 luglio 1993, alle sette del mattino, il maggiordomo di Palazzo Belgioioso trova riverso sul letto senza vita Raul Gardini, patron del potente gruppo imprenditoriale Ferruzzi-Montedison. Secondo gli inquirenti anche lui si sarebbe suicidato, seppur in circostanze anomale e mai definitivamente chiarite, sparandosi un colpo di pistola con una Walter Pkk. Un unico colpo alla tempia che non gli ha lasciato scampo….Ma qualcosa non torna, a cominciare dalla posizione dell’arma al momento del ritrovamento del corpo senza vita dell’imprenditore.

La Walter PKK viene trovata infatti sulla sponda opposta del letto di Gardini a significativa distanza dal suo corpo. La pistola poi ha esploso due colpi. E anche il biglietto di addio ritrovato vicino al corpo di Gardini (che riportava un semplice “grazie” rivolto ai familiari) secondo le perizie potrebbe essere stato scritto mesi prima, forse in occasione di un compleanno o del Natale precedente. Insomma sono parecchie le tessere del puzzle che non sembrano coerenti con lo scenario suicidario.

Tuttavia all’epoca, è bene ricordarlo, infuriava l’inchiesta meglio nota come “Tangentopoli” che ha letteralmente colpito al cuore il sistema degli “affari” che governava il nostro Paese. Gardini ne era divenuto, suo malgrado, uno dei principali protagonisti. Fatto sta che, almeno inizialmente, il caso viene archiviato come suicidio.

L’imprenditore, secondo la ricostruzione della Procura di Milano, non avrebbe retto allo scandalo giudiziario che lo vedeva coinvolto e avrebbe preferito la strada del suicidio. Tutto risolto quindi? Andiamo per gradi.

Nel 2006 un nuovo colpo di scena riaccende i riflettori sulla vicenda. A far capolino nell’inchiesta questa volta è la Procura di Caltanissetta. Secondo l’Espresso del luglio di quell’anno, i magistrati di Caltanissetta avrebbero riaperto l’inchiesta sulla morte del noto finanziere ipotizzando scenari diversi e a dir poco sconvolgenti: a spingere Gardini al suicidio non sarebbe stata la vergogna per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Tangentopoli” ma la volontà di sottrarsi una volta per tutte ai ricatti e alle pressioni ricevute da parte di organizzazioni criminali.

Un’istigazione al suicidio in piena regola dunque alla base del tragico gesto anticonservativo oppure un omicidio vero e proprio. E a fare da cornice alla suggestiva ipotesi avanzata dagli inquirenti siciliani ci sarebbe una fitta rete di collegamenti tra la società Calcestruzzi Spa, all’epoca parte dell’impero Ferruzzi, e proprio “Cosa Nostra” nell’ambito dei multimiliardari appalti nel settore edilizio.

I magistrati nisseni si mostrano convinti della sussistenza di tale scenario al punto da richiedere una nuova perizia balistica per verificare se Gardini si è tolto davvero la vita volontariamente. L’unica a non aver mai creduto al suicidio era sempre stata la moglie del potente finanziere.

Ma c’è anche un’altra circostanza che getta da sempre una luce sinistra sul decesso del finanziere: fino alla tarda serata del 22 luglio 1993 Gardini era deciso a presentarsi ai magistrati di “mani pulite” per rispondere alle accuse mossegli sull’ “affare” Enimont e sulle relazioni tra il Gruppo Ferruzzi e il sistema dei partiti. Ad affermarlo sono stati i suoi stessi avvocati.

Era con loro infatti che Gardini aveva parlato sino a tarda sera proprio in merito a cosa riferire ai PM milanesi. E sembrava più deciso e pronto che mai. Ma solo poche ore più tardi avrebbe esploso contro di sè i colpi mortali lasciandosi dietro solo un biglietto con su scritto soltanto “grazie” a conclusione di un’esistenza costellata dal successo e dal denaro.

Sono passati ben 19 anni da allora, ma non sono bastati a dipanare i molti misteri che ancora circondano quella morte. E non solo.

http://www.robertabruzzone.com/Internet ... rdini.html



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 15/04/2015, 00:02 
Se ne ha parlato ai suoi avvocati la sera prima chi lo ha riferito a terzi per farlo uccidere se non gli avvocati stessi? A nessuno ha sfiorato l'idea? =_=



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 Oggetto del messaggio: Re: 1992 - L'Inizio della Fine
MessaggioInviato: 17/04/2015, 17:22 
Mani Pulite, un colpo di Stato giudiziario (di Diego Fusaro)

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“Mani Pulite” continua a essere agiograficamente celebrato come un evento decisivo, come una liberazione, vuoi anche come il trionfo della democrazia sulla corrottissima “prima repubblica”. Ma siamo davvero sicuri che sia questo il corretto modo di intendere la realtà? Mi permetto di dubitarne, sollevando il dubbio metodico di marca cartesiana. Il compito della filosofia, forse, risiede proprio nel problematizzare l’ovvio o, come diceva Heidegger, nel fare emergere come “in ogni cosa risaputa si celi ancora qualcosa degno di essere pensato”.

Sarò telegrafico, esponendo in forma apodittica la mia tesi, che ho meglio argomentato nello studio “Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione” (Bompiani 2014, cap. VI). “Mani Pulite”, con buona pace delle retoriche edificanti e della “pappa del cuore” per anime belle, fu un vero e proprio colpo di Stato che rese possibile l’abbandono del welfare State e di quelle forme politiche che, pur corrottissime, ancora ponevano in primo piano la comunità umana e i suoi bisogni concreti, l’istruzione e la sanità garantite, non certo il mercato sovrano e assoluto.

La logica dialettica di sviluppo del capitalismo è quella della progressiva estensione della forma merce a ogni ambito e, insieme, della distruzione di ogni limite che a tale movimento si opponga: “ogni limite è per il capitale un ostacolo”, sapeva già Marx. E il capitale procede al superamento degli ostacoli per imporre la forma merce ovunque, di modo da rispecchiarsi in ogni cellula della realtà integralmente reificata (sul tema, rimando al mio “Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo”, 2012).

Ora, con la “prima repubblica” vi era certo la corruzione (che non mi sogno di negare o anche solo di ridimensionare!), ma vi era pur sempre un governo ispirato a valori non coincidenti con quelli del mercato e, anzi, potenzialmente in grado di prendere posizione contro di essi. DC e PCI, pur diversissimi, erano accomunati da un’attenzione per il sociale che oggi è scomparsa su tutto il giro d’orizzonte, a destra come a sinistra. Il fanatismo dell’economia doveva abbattere esattamente tutto questo, per sostituirlo con una politica che non fosse altro che la continuazione dell’economia con altri mezzi.

Fu ciò che, appunto, “Mani Pulite” rese possibile. Non era possibile farlo tramite un aperto colpo di Stato manu militari, proprio come gli USA non possono bombardare i popoli esibendo l’autentica ragione, cioè la criminale brama di dominio imperialistico del mondo: proprio come gli USA, dal 1989 ad oggi (in quella che, con Costanzo Preve, ho definito la “quarta guerra mondiale”), bombardano sempre in nome dei diritti umani e della libertà, della democrazia e dell’umanità, analogamente “Mani Pulite” distrusse i diritti sociali e una politica non ancora subordinata integralmente all’economia, e lo fece in nome della lotta alla corruzione e della giustizia, dell’onestà e della questione morale. Lo fece, cioè, trovando l’appoggio di un’opinione pubblica artatamente pilotata e, di più, rincretinita ad opera del circo mediatico e dal clero giornalistico, tramite parole d’ordine come “lotta alla corruzione” e “onestà”; parole d’ordine che, trovando subito il cosnenso universale, fecero sì che gli Italiani acconsentissero e, di più, volessero la distruzione dell’Italia stessa come Paese sovrano e non ancora integralmente sottomesso al fanatismo economico.

Il grado di ipocrisia fu, grosso modo, lo stesso che riscontriamo abitualmente nelle politiche estere statunitensi: la lotta contro la corruzione divenne il casus belli per distruggere lo Stato e la politica, i diritti sociali conquistati, e dunque per aprire l’esiziale ciclo delle privatizzazioni in nome del sacro dogma – sempre ripetuto ancora oggi nelle omelie neoliberali – della competitività in assenza dei lacci e dei lacciuoli dello Stato. Non diversamente, gli USA continuano a usare barbuti dittatori come pretesto per massacrare i popoli (Iraq, Libia, ecc.), sempre in nome – citando Preve – dell’intervenitismo umanitario, del bombardamento etico e dell’embargo terapeutico. Questo è il punto. Occorreva attuare la cosiddetta “rivoluzione liberista”, ossia la privatizzazione neoliberale dell’intera società, con aziendalizzazione del sociale, rimozione del diritti sociali (sostituiti dai diritti civili innalzati a soli diritti esistenti), distruzione della politica, sostituzione dei politici con maggiordomi della finanza e del vecchio capitalismo europeo dotato di welfare state con il capitalismo selvaggio americano senza diritti e garanzie.

Questo fece Mani Pulite, con buona pace delle grandi narrazioni ripetute urbi et orbi dalla propaganda ufficiale. Mani Pulite fu un colpo di Stato giudiziario ed extraparlamentare con cui, in coerenza con la nuova politica globale, si era precocemente iniziato a distruggere il lascito di uno Stato sociale di stampo keynesiano, sia pure in preda alla corruzione.

Si aprì, così, nel consenso generale, e nel trionfo di scene patetiche come quella del lancio delle monetine, il ciclo irresistibile di politiche inetrscambiabili di centro-destra (il cavaliere Berlsuconi) e di centro-sinistra (il baffetto D’Alema), in un’alternanza senza alternativa in cui a vincere era sempre e solo il mercato, sempre e solo il nesso di forza capitalistico, sempre e solo il fanatismo dell’economia. Di qui occorre tornare a riflettere per comprendere le vicende degli ultimi vent’anni, il piano inclinato che ci ha portati dove attualmente siamo.

Diego Fusaro



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Fine di molti partiti, speranza di scalare il potere di una certa parte (risparmiata, anzi ...), opposizione ad oltranza per 9 anni al governo in carica; così finì miseramente l'italia come la conoscevamo ... [^] E, piano, piano dittatura della parte che ... perse! (variando un po' il "nome") [^]



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MessaggioInviato: 17/04/2015, 19:34 
Comunque non mi fido più neanche a scrivere: qua ci stanno controllando di brutto ... Vorrei, possibilmente, crepare in santa pace! [^]



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MessaggioInviato: 17/04/2015, 21:31 
Ufologo 555 ha scritto:
Comunque non mi fido più neanche a scrivere: qua ci stanno controllando di brutto...


Questo è maledettamente vero.

Ma ormai siamo tutti schedati e non ci cancelleranno e dimenticheranno tutto se smettiamo di parlare.

Quindi tanto vale continuare a esprimere la nostra opinione finchè ne avremo la facoltà.



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Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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.. siamo in ... democratura ... [8)]



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