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 Oggetto del messaggio: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 01/05/2015, 23:56 
Alla luce delle discussioni che sono nate sul forum a seguito dei recenti fatti di Milano ho pensato di cogliere questa opportunità per proporre una discussione sulla natura filosofica del concetto di "disobbedienza" e sulle implicazioni che questa ha a livello sociale, culturale e politico nella vita di una collettività facendo mia la seguente frase di Oscar Wilde.

La disobbedienza è, agli occhi di chiunque abbia letto la storia, la virtù primaria dell'umanità. E' attraverso la disobbedienza che si è fatto progresso, attraverso la disobbedienza e la ribellione.

Nella speranza che questo thread possa aiutare tutti noi ad arricchire il proprio pensiero in modo neutro.

E per introdurre il tema vado a inserire un articolo di Peter Schrembs

La disobbedienza, una splendida virtù
di Peter Schrembs

Immagine

Erich Fromm raccoglie i saggi pubblicati con il titolo “La disobbedienza” poco prima della sua morte. Il termine di disobbedienza va qui inteso come sinonimo di resistenza. Resistenza al consumismo, al ruolo di avviliti accumulatori di cose a cui ci destinano i ”poteri di morte” del moderno Stato azienda. Alla teoria dominante per cui l’obbedienza e una virtù, Fromm contrappone l’idea che non solo la storia dell’uomo inizia con un atto di disobbedienza, ma anzi che e stata proprio la disobbedienza a rendere l’uomo libero. La prossima “armonia” non sarà più quella imposta da un’autorità esterna, ma costruita dallo stesso essere umano con lo sviluppo delle proprie facoltà razionali e della capacità di amare. Di questa lettura si trova già traccia nei grandi miti dell’umanità, da quello giudaico di Adamo ed Eva a quello ellenico di Prometeo. Prometeo, punito per aver rubato il fuoco agli dei, non si pente, anzi: afferma orgoglioso di preferire di “essere incatenato a questa roccia che non il servo obbediente degli dei”. La storia dell’evoluzione umana si configura cosi come una storia di atti di disobbedienza: “Non soltanto lo sviluppo spirituale [dell’essere umano] è stato reso possibile dal fatto che nostri simili hanno osato dire “no” ai poteri in atto in nome della propria coscienza o della propria fede, ma anche il suo sviluppo intellettuale è dipeso dalla capacità di disobbedire: disobbedire alle autorità che tentassero di reprimere nuove idee e all’autorità di credenze sussistenti da lungo tempo, e secondo le quali ogni cambiamento era privo di senso”.

Specularmente, proprio l’obbedienza potrebbe essere la causa della distruzione della civiltà sulla terra. Infatti, mentre la scienza é progredita, le nostre concezioni della politica, dello Stato e della società sono ancora quelle dell’età della pietra, tant’è vero che se l’umanità si suiciderà sarà perché ci sarà chi obbedirà al potere, a passioni arcaiche come la brama di possesso, agli obsoleti cliché della sovranità statale. Gia da queste poche considerazioni traspare come nel suo testamento spirituale Fromm contrappone a tutta evidenza la capacita politica dell’individuo – e la disobbedienza é un atto politico – all’incapacità politica del potere, che agisce invece in base a concezioni dell’età della pietra. Ma cosa significa esattamente disobbedire? Significa paradossalmente obbedire, ma alla propria ragione o convinzione, in quanto atto di affermazione anziché di sottomissione. Questo atto di affermazione e ciò che chiamiamo, riferito a una persona, autodeterminazione o “libertà”.

La sottomissione e il conformismo sono invece vie di fuga dalla libertà. Imboccare queste vie significa sviluppare una personalità autoritaria alla ricerca di un “protettore magico” (Dio, principio, genitore, marito, superiore). Ciò avviene quando noi obbediamo alla coscienza autoritaria, “cioè la voce interiorizzata di un’autorità che siamo bramosi di ingraziarci e alla quale temiamo di dispiacere”. Ma perché siamo cosi inclini a obbedire e cosi poco a disobbedire? Perché l’obbedienza al potere dello Stato, della chiesa, dell’opinione pubblica crea sicurezza. Diventando tramite l’obbedienza parte del potere, ne assumiamo in parte la sua forza. Per disobbedire occorre coraggio, bisogna liberarsi dalla paura della libertà, il che pero e tanto più difficile in quanto per mantenere i propri privilegi il potere sostituisce alla mera forza la persuasione di modo che l’essere umano non deve, ma vuole obbedire.

A questo “super-io” autoritario si affianca sempre più la dipendenza dal consumo che a sua volta approfondisce il vuoto interiore da colmare con sottomissione e conformismo con la competitività quale ulteriore corollario. La capacità di pensare criticamente può essere paralizzata anche nell’applicazione di metodi di istruzione progressisti laddove si inculca al giovane un empio rispetto per il conformismo. Il pensiero deve essere invece, con le parole di Bertrand Russell, “sovversivo e rivoluzionario, implacabile nei confronti del privilegio, delle istituzioni ufficiali, delle comode abitudini, anarchico e senza legge, indifferente all’autorità… “ (Principi di riforma sociale, 1970).

Di fronte al conformismo e alla sottomissione resi sistema nel quadro di un’organizzazione sociale burocratica in cui il consenso dei cittadini é catturato con i mezzi della suggestione e della manipolazione, ecco la disobbedienza configurarsi come una splendida virtù per una completa realizzazione dell’individuo nella sua pienezza e nel reciproco arricchimento in seno alla società.

http://movimentodelcactus.blogspot.it/2 ... virtu.html



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 01/05/2015, 23:58 
E proseguo proponendovi uno dei miei testi di riferimento al riguardo... "Disobbedienza civile" di H.D.Thoreau

Il saggio più famoso di Henry David Thoreau (1817-1862), comunemente noto come Civil Disobedience, in realtà non venne mai pubblicato dall’autore con questo titolo. Fu dato alle stampe per la prima volta nel 1849 con il nome di Resistance to Civil Government all’interno del libro Aesthetic Papers, curato ed edito da Elizabeth Peabody (cognata di Hawthorne) ed esso altro non era che la trascrizione di una lezione tenuta da Thoreau nel febbraio del ’48 davanti al Concord Lyceum dal titolo The Rights and Duties of the Individual in Relation to Government. Soltanto dopo la morte del suo autore il saggio fu ristampato col titolo di Civil Disobedience, con il quale è diventato poi famoso in tutto il mondo.

Immagine

La fama di questo saggio è cresciuta soprattutto nel corso del ventesimo secolo: ignorato alla sua uscita, ha influenzato moltissimo personaggi del calibro di Gandhi e Martin Luther King. Il primo mise in pratica la disobbedienza civile su scala di massa nel Sudafrica ed in India, mentre il secondo applicò i principi del saggio nel movimento per i diritti civili negli Stati Uniti degli anni sessanta. Ma come nacque questo saggio?

Henry David Thoreau nacque a Concord, nel Massachusetts, nel 1817 e lì morì nel 1862. Si laureò ad Harvard nel ’37 dove maturò il suo interesse per la poesia greca e romana, per la filosofia orientale, e per la botanica.

Amava profondamente la natura e trascorreva intere giornate ad esplorare i boschi vicino a Concord e a raccogliere dettagliate informazioni sulle piante e sugli animali. Dal 1845 al 1847 visse addirittura in completa solitudine in una capanna da lui costruita presso il laghetto Walden, un’esperienza che poi descrisse nel suo libro più famoso: Walden o la vita nei boschi, dove criticava coloro che vivevano circondati dal superfluo, distaccati dalla natura.

Convinto antischiavista, per tutta la vita scrisse e tenne conferenze contro la schiavitù, specialmente dopo l’approvazione nel 1850 della Fugitive Slave Law che obbligava gli ufficiali del Nord a catturare e restituire gli schiavi fuggiti dal Sud.

Egli stesse aiutò alcuni fuggitivi e ritenne sempre assurdo che una corte di tribunale potesse decidere in merito alla libertà o meno di un uomo. Thoreau credeva fermamente nei diritti dell’individuo e proprio la convinzione che ogni persona dovesse rispettare prima i dettami della sua coscienza piuttosto che le leggi di un determinato governo lo portarono ad elaborare lo scritto Disobbedienza Civile (oltre che ad avere problemi con la legge).

Thoreau condannava il governo statunitense perché ammetteva l’istituto della schiavitù e perché si impegnava in una politica imperialistica di espansione, la cui diretta conseguenza fu la guerra col Messico. Per dissociarsi completamente da questi indirizzi politici egli si rifiutò di pagare le tasse governative sostenendo che il pagarle era sinonimo di assenso per la condotta del governo, per la qual cosa egli fu anche arrestato (anche se restò in cella solo per un giorno perché qualcun altro, probabilmente la zia, pagò la tassa). Proprio per spiegare le ragioni del suo arresto e della sua condotta, Thoreau scrisse il breve saggio qui di seguito trascritto.

Il tema centrale di questo scritto è la preponderanza data al diritto rispetto alla legge: pur di seguire ciò che la propria coscienza individuale ritiene giusto Thoreau ammette anche la disobbedienza alle leggi. Secondo lui è più importante il rispetto del diritto piuttosto che il rispetto della legge, perciò egli si sente pienamente giustificato nel violare le leggi americane visto che il governo statunitense ammette la schiavitù.

È chiaro che una simile concezione deriva da una fiducia quasi illimitata nelle capacità del singolo individuo di saper scegliere tra giusto e sbagliato e può anche apparire pericolosa per la convivenza democratica, visto che non riconosce nessun valore alle idee della maggioranza, ma solo alle idee “giuste”, rispettose dei valori morali dell’individuo.

Un credo di questo genere lascia naturalmente delle zone di ombra suscettibili di critiche visto che la valutazione di cosa possa essere giusto o sbagliato, morale o immorale è sempre molto personale.

Ciò che però ha imposto le idee di Thoreau nel corso del ventesimo secolo, è la sconfessione della violenza: a leggi o imposizioni ingiuste egli contrappone una sorta di resistenza passiva. Bisogna rifiutarsi di eseguire azioni o comportamenti che non condividiamo, rifiutarsi di sostenere il governo che vuole imporli anche a rischio della detenzione, ma nel suo saggio Thoreau non parla mai di protesta violenta e, soprattutto grazie ai suoi celebri “seguaci” come Gandhi e Martin Luther King che fecero della non violenza la linea guida della loro azione, oggi la Disobbedienza civile è considerato una specie di manuale della protesta sociale pacifica.

Un saggio molto conosciuto, dibattuto e quindi una lettura importante soprattutto oggi dove le trasformazioni a livello politico, in Europa ma non solo, rendono di grande attualità il rapporto tra governanti e governati.

http://www.liberliber.it/mediateca/libr ... civile.htm



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 02/05/2015, 17:32 
E ci sarebbe da parlare anche della "disobbedienza" in ambito teologico cristiano e per farlo vi propongo la lettura del seguente testo.

DISOBBEDIENTE FINO ALLA MORTE
( Le trasgressioni del Cristo )

da una conferenza di Alberto Maggi tenutasi ad Assisi nel 2002.

http://www.studibiblici.it/Conferenze/disobbediente.pdf

Da cui riporto i seguenti estratti

... Mai Gesù chiede obbedienza a sé! Mai Gesù chiede agli uomini di obbedire a Dio! Tanto meno Gesù,
chiede agli uomini di obbedire ad altri uomini. Possiamo così affermare che il verbo obbedire è
assente nei vangeli, perché si evita di usare questo verbo obbedire? Perché il verbo obbedire indica
una sottomissione a qualcuno, ebbene l’uomo non è sottomesso a nessuno, neanche a Dio! Poiché
Dio non sottomette gli uomini, ma Dio li potenzia e li innalza fino a sé. Mentre l’obbedienza significa
un abbassare, una distanza tra chi comanda e tra chi obbedisce, Gesù anteporrà al verbo obbedire,
la categoria dell’assomiglianza...


E ancora

... Mentre l’obbedienza sottomette, la somiglianza innalza. Innalza alla condizione divina, che è il traguardo
al quale ogni individuo è chiamato e al quale deve arrivare. Con Gesù, non l’obbedienza distingue
il credente, ma, la somiglianza. Chiediamoci: < allora Gesù, è stato obbediente, sì o no? >.

Se per obbediente s’intende che Gesù è stato fedele a questo disegno del Padre, si! Se per obbediente,
s’intende che Gesù si è sottomesso a tutto quell’ordinamento religioso, istituzionale, giuridico,
sacrale che era presentato come volontà di Dio, la risposta è no!

In maniera riduttiva, ma credo efficace, potremmo affermare che Gesù < tutto quello che la legge comandava
di fare, Gesù lo ha trasgredito>. Tutto quello che la legge proibiva di fare, Gesù, sistematicamente e
programmaticamente lo ha fatto. Gesù, quindi, per essere obbediente, o meglio < fedele >, alla volontà del Padre,
ha dovuto disobbedire a tutto quello che era spacciato come volontà di Dio. Per testimoniare il Dio di
Gesù, il Dio amante della vita, Gesù è stato ucciso da una legge, che pretendeva d’essere espressione
della volontà di Dio, mentre in realtà testimoniava gli interessi del < clero, della casta sacerdotale,
e della classe teologale > ... .



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 03/05/2015, 16:08 
Sul concetto di disobbedienza diciamo qualcosa anche nel seguente post pubblicato nelle "Stanze di Atlanticus"

Lucifero e il Primo Bugiardo

.... Fin dalle prime righe della Bibbia quindi conosciamo un dio veterotestamentario crudele, vendicativo, bugiardo. Ma la cosa che dovrebbe fare ulteriormente riflettere è che questo dio risulta persino avere timore della sua propria creatura “a immagine e somiglianza...” che cerca di limitare per impedire che diventi “esattamente come...”.

Cosa che invece proprio il serpente cercherà di realizzare. Serpente il quale disse la verità all’uomo relativamente al significato e alle conseguenze del frutto dell’albero della conoscenza, inducendo nell’uomo un atto di disobbedienza civile come diremmo oggi, attraverso il quale l’Uomo vincendo l’ignoranza della fede nella quale il dio veterotestamentario voleva costringerlo, ottiene, oltre alla conoscenza una maggiore libertà ed emancipazione... Libertà ed emancipazione che però pagherà a caro prezzo.

Disobbedienza e ribellione che comunque hanno caratterizzato tutti i grandi cambiamenti positivi che l’umanità ha ottenuto nel corso dei millenni. E’ innegabile infatti che ogni successo ottenuto dall’uomo in campo tecnologico, sociale, politico, economico, scientifico e religioso sono state grazie alla volontà di alcuni di opporsi e ribellarsi allo status-quo accettato dalla maggioranza delle persone come realtà dogmatica e incontrovertibile....

Immagine

http://www.progettoatlanticus.net/2015/ ... iardo.html



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 03/05/2015, 17:23 
Disobbedienza:non eseguire la volontà di altri

Dovrebbe essere un atto di volontà cosciente e non indotto
In Adamo e Eva la "disobbedienza" è indotta dal serpente,non è cosciente,disobbediscono a un dio e eseguono la volontà di un'altro "dio"

Nella foto sopra chi disobbedisce?Il manifestante o il soldato che non spara?Entrambi,il manifestante sa che morirà con l'atteggiamento tenuto,il soldato contraddice gli
ordini ricevuti,sono entrambi due atti di volontà propria e non indotti


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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 03/05/2015, 18:14 
Che bella osservazione rew!

[:264]

C'è da rifletterci molto... potevi aspettare qualche giorno però... adesso mi hai scombussolato una parte significativa della mia conferenza!

[:D]



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 04/05/2015, 20:52 
Atlanticus81 ha scritto:
Che bella osservazione rew!

[:264]

C'è da rifletterci molto... potevi aspettare qualche giorno però... adesso mi hai scombussolato una parte significativa della mia conferenza!

[:D]


Scusami,non volevo


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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 04/05/2015, 21:42 
Scherzi?

Hai fatto benissimo invece!

La tua osservazione merita un importante approfondimento in questo senso... vorresti provare a sviscerarla meglio inerente alla questione del serpente edenitico?

Mi sembra di capire che più che un atto di emancipazione tu consideri quello realizzato da Adamo ed Eva come risultato di un ulteriore atto di obbedienza nei confronti di altro dio (il serpente).

Ma a cosa corrisponde il serpente simbolicamente e concettualmente a tuo avviso?



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 04/05/2015, 23:12 
La disobbedienza è un atto prettamente individuale. Non è che se io disobbedisco a qualcuno è perchè inconsciamente o deliberatamente obbedisco ad un altro. [:)]
Caso mai "obbedisco" solo a me stesso, questo vuol dire essere liberi.



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 05/05/2015, 10:39 
Atlanticus81 ha scritto:
Scherzi?

Hai fatto benissimo invece!

La tua osservazione merita un importante approfondimento in questo senso... vorresti provare a sviscerarla meglio inerente alla questione del serpente edenitico?

Mi sembra di capire che più che un atto di emancipazione tu consideri quello realizzato da Adamo ed Eva come risultato di un ulteriore atto di obbedienza nei confronti di altro dio (il serpente).

Ma a cosa corrisponde il serpente simbolicamente e concettualmente a tuo avviso?


Non vorrei andare ot,sinteticamente,se considerassimo la disobbedienza come un atto di volontà cosciente cioè dettato da una comprensione(non sapere) e consapevolezza allora si può parlare di vera disobbedienza,quando invece istinti e falsa volontà agiscono non è vera disobbedienza ma obbedienza di turno

Nel caso di Adamo e Eva (leggendo la bibbia tra le righe e non letteralmente) troviamo 2 esseri inconsapevoli,senza alcuna esperienza,come dei bambini al primo giorno di scuola,la loro "mente"non è ancora pronta a comprendere,vanno "educati" a un certo tipo di comprensione ma per questo ci vuole "tempo",non bisogna avere fretta a volte non basta una intera vita,la differenza è tra il sapere e la comprensione di quel sapere.
L'uomo non era ancora pronto a mangiare la "mela",mangiandola hanno "saputo" ma non compreso,una pedina in mano a due "dei",il primo fornisce uno "scafandro" per l'anima,il secondo agisce in un certo senso mosso a "compassione" ma invece di "liberarlo" lo rende ancora piu schiavo
"Rivalità tra dei".


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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 04/08/2015, 16:36 
"Il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela. Quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disobbedienza" - Oriana Fallaci

Oriana.jpg



Fatto salvo quello che dice rew63 in merito alla chiave interpretativa dell'episodio della mela che sento di poter condividere voglio sottolineare il fatto che, a mio parere, oggi ci sono troppo pochi "disobbedienti" capaci di mettere in discussione i dogmi imperanti del "sistema".

E per "disobbedienti" non intendo certo quelli che vanno a spaccare vetrine durante le manifestazioni... quelli sono solo mentecatti



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 04/08/2015, 18:01 
Perfettamente d' accordo.


Sulla disobbedienza di Gesù non saprei dire, ma la religione che hanno tratto da questa figura incita all' obbedienza eccome.

Addirittura Paolo nelle sue lettere (non ricordo quale) asserisce che gli schiavi devono obbedire al padrone come l' Uomo a Dio.



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Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 04/08/2015, 21:56 
Aztlan ha scritto:
Perfettamente d' accordo.


Sulla disobbedienza di Gesù non saprei dire, ma la religione che hanno tratto da questa figura incita all' obbedienza eccome.

Addirittura Paolo nelle sue lettere (non ricordo quale) asserisce che gli schiavi devono obbedire al padrone come l' Uomo a Dio.


Lettera agli Efesini (6:5-9) ... c'è da dire che nella prosecuzione lo stesso discorso lo fa anche ai padroni.

Poi ovviamente durante le prediche in chiesa si fa enfasi su ciò che fa più comodo al "Sistema"

[;)]

Per questo motivo ci vorrebbero più "disobbedienti"... quali potrebbero essere le forme più efficaci di "disobbedienza" oggi come oggi?

Voglio dire, possiamo comportarci da "disobbedienti" già nel nostro piccolo?!



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 05/08/2015, 08:15 
Sicuramente.


Il boicotaggio ad esempio è un' azione legale molto efficace visto che toglie l' ossigeno al bersaglio.


Disattendere alle leggi però non è consigliabile e in definitiva non produce risultati apprezzabili in quanto il tuo impatto personale è tendente a zero e il sistema ti può perseguire e costringere a rientrare nei ranghi.

A meno che ovviamente non diventi una cosa di massa, ma in quel caso si parla di aperta ribellione che è l' obiettivo di lungo termine cui dobbiamo ambire.



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 Oggetto del messaggio: Re: La Disobbedienza
MessaggioInviato: 06/08/2015, 01:27 
Atlanticus81 ha scritto:
Aztlan ha scritto:
Perfettamente d' accordo.


Sulla disobbedienza di Gesù non saprei dire, ma la religione che hanno tratto da questa figura incita all' obbedienza eccome.

Addirittura Paolo nelle sue lettere (non ricordo quale) asserisce che gli schiavi devono obbedire al padrone come l' Uomo a Dio.


Lettera agli Efesini (6:5-9) ... c'è da dire che nella prosecuzione lo stesso discorso lo fa anche ai padroni.

Poi ovviamente durante le prediche in chiesa si fa enfasi su ciò che fa più comodo al "Sistema"

[;)]

Per questo motivo ci vorrebbero più "disobbedienti"... quali potrebbero essere le forme più efficaci di "disobbedienza" oggi come oggi?

Voglio dire, possiamo comportarci da "disobbedienti" già nel nostro piccolo?!


Certo che si può. Se ognuno di noi nel proprio piccolo cominciasse e disubbidire cercando di uscire dal sistema di routine imposte, anche con delle scemenze, vinceremmo facile.

Io, nel mio piccolo cerco e sto cercando di farlo.
Esempio sono un fumatore e mi piace molto ma ho deciso di smettere e dal primo agosto non sto fumando più. Ero un accanito consumatore di coca cola e da tempo ormai la evito, cerco in qualunque modo di non arrendermi davanti all' obsolescenza programmata, se prima prendevo l'auto anche per andare al tabacchino dietro casa oggi evito e prendo l'auto solo per spostamenti lunghi preferendo muovermi a piedi nella mia cittadina, non mi faccio prendere dalla mania dello shopping ogni qual volta apre un nuovo centro commerciale, e tante altre piccole cose insignificanti se fatte dal singolo ma potentissime se diventassero abitudini comuni.



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la prima religione nasce quando la prima scimmia, guardando il sole, dice all'altra scimmia: "LUI mi ha detto che TU devi dare A ME la tua banana. (cit.)
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