La distruzione dell'occidente unitario - Psyops e internet
Inviato: 05/07/2022, 17:12
LA DISTRUZIONE DELL'OCCIDENTE UNITARIO – PARTE 01
CONTROINSURREZIONE, PSYOPS E INTERNET
Dustin Broadbery
Mentre la rivoluzione digitale era in corso a metà degli anni Novanta, i dipartimenti di ricerca di CIA ed NSA stavano sviluppando Programmi per prevedere l’utilità del World Wide Web quale strumento per catturare quelle che venivano definite “formazioni di uccelli di una sola piuma”. Tale locuzione viene generalmente usata per definire gli stormi di uccelli che fanno improvvisi movimenti, all’unisono, secondo schemi ritmici. I suddetti dipartimenti erano quindi particolarmente interessati al modo in cui tali princìpi avrebbero influenzato la modalità in cui le persone, alla fin fine, si sarebbero eventualmente ‘spostate in blocco’ in un Internet in espansione. Sulla dinamica, i principali due quesiti erano: i gruppi e le comunità si sarebbero spostati - collettivamente e contemporaneamente - allo stesso modo delle “formazioni di uccelli di una sola piuma”, così da poter essere rintracciati in modo organizzato? E, conseguentemente, i loro movimenti potevano essere indicizzati e registrati ed eventualmente identificati, in seguito, a partire dalle loro ‘tracce digitali’? Per rispondere a tali domande, la CIA e la NSA istituirono una serie d’iniziative raggruppate sotto il nome di Programma MDDS (Massive Digital Data Systems)1 per finanziare direttamente gli imprenditori tecnologici attraverso un programma di finanziamento interuniversitario. E chiamarono il primo briefing relativo - non classificato - per scienziati informatici proprio “Uccelli di una sola piuma”. Lo stesso si tenne a San Jose, nella primavera del 1995. Tra le prime sovvenzioni fornite dal Programma MDDS per far progredire la ‘teoria degli uccelli di una sola piuma’ verso la costruzione di un’enorme libreria digitale e sistema d’indicizzazione - utilizzando Internet come spina dorsale - ne venne distribuita una quantitativamente importante a due dottorandi della Stanford University, Sergey Brin e Larry Page, perché i due stavano compiendo progressi importanti nello sviluppo della tecnologia di posizionamento delle pagine Web in grado di tracciare i movimenti degli utenti online. Tali esborsi, insieme a 4,5 milioni di dollari2 in sovvenzioni da parte di un consorzio multi-agenzia tra cui la NASA e la DARPA, divennero il finanziamento iniziale utilizzato per fondare Google3. Alla fine il Programma MDDS venne integrato nelle attività globali d’intercettazione ed estrazione di dati condotte dalla DARPA, attività peraltro che avrebbero attentato alla privacy dei dati sui cittadini statunitensi. Pochi capiscono fino a che punto la Silicon Valley sia l’alter ego del Pentagono. E un numero ancor minore di persone si rende conto dell’impatto che la stessa ha avuto sulla sfera sociale. Purtuttavia, la storia non inizia con Google, né con le origini militari di Internet. Ma risale molto più indietro nel tempo, agli albori della controinsurrezione e delle PSYOPS durante la Seconda guerra mondiale.
Secondo la storica Joy Rohde, un famoso fisico disse nel 1961 al segretario alla Difesa statunitense Robert McNamara: “Mentre la Prima guerra mondiale avrebbe potuto essere considerata la ‘guerra dei chimici’, e la seconda guerra mondiale era considerata la guerra dei fisici, la terza guerra mondiale... potrebbe benissimo essere considerata la ‘guerra degli scienziati sociali’ ”4. L’intersezione tra scienze sociali e Intelligence militare è riconosciuta dall’esercito degli Stati Uniti come iniziata durante la Prima guerra mondiale, quando il giornalista (prebellico) capitano Blakenhorn istituì la sottosezione psicologica nel Dipartimento di guerra per coordinare la propaganda di combattimento. Queste ‘operazioni in area grigia’ - locuzione con la quale divennero note - si stabilizzarono durante la Seconda guerra mondiale quando gli strateghi militari, basandosi sulla ricerca in tempo di guerra sulla psicologia della folla5, arruolarono scienziati sociali nello sforzo bellico attraverso l’Office of Scientific Research and Development (OSRD). Tale ufficio aveva il preciso compito di aggregare le informazioni sul popolo tedesco, e avrebbe poi sviluppato operazioni di propaganda e psicologiche (PSYOPS) per abbassarne il relativo morale. Ciò culminò nel 1942 con il Governo federale USA che divenne il principale datore di lavoro degli psicologi negli Stati Uniti. L’agenzia OSRD (Office of Scientific Research and Development) è stata una delle prime amministrazioni del Project Manhattan, e fu responsabile d’importanti sviluppi tecnologici in tempo di guerra, incluso il radar. L’agenzia era diretta dall’ingegnere ed inventore Vannevar Bush - attore chiave nella storia dell’informatica - noto per il suo lavoro sul Memex, uno dei primi ipotetici dispositivi informatici che memorizzava e indicizzava i libri, i dati, e altre informazioni di un utente, e che avrebbe continuato ad ispirare la maggior parte dei principali progressi nello sviluppo dei personal computer nei successivi 70 anni. Quando la Seconda guerra mondiale finì e una nuova minaccia emerse dall’Europa devastata dal dopoguerra, studiosi e soldati si riunirono ancora una volta per sconfiggere un avversario invisibile e aggressivamente espansionista. Sebbene questo avversario possa sembrare il Covid-19, in realtà si trattava dell’Unione Sovietica. Attraverso i satelliti sovietici in Europa e nelle nazioni minacciate dal comunismo in Asia, Africa e America Latina, le operazioni speciali della Guerra fredda - locuzione con cui in seguito divennero note - erano una categoria nebulosa d’attività militari che includeva guerra psicologica e politica, operazioni di guerriglia e controinsurrezione. Per mobilitare queste “tattiche di guerra speciale” l’esercito istituì l’Office of the Chief of Psychological Warfare (OCPW) nel 1951, la cui missione era reclutare, organizzare, equipaggiare, addestrare e fornire supporto dottrinale agli Psywarriors6. Tale ufficio era diretto dal generale Robert McClure, padre fondatore della guerra psicologica e amico dello Scià dell’Iran, che fu determinante nel rovesciamento di Mohammad Mosaddegh nel colpo di stato iraniano del 1953. Parte integrante dei Progetti dell’OCPW di McClure era un’istituzione quasi accademica con una lunga storia di servizio militare chiamata Human Relations Area Files (HRAF).7 Fondato da George Murdock, antropologo diventato informatore dell’FBI, il HRAF fu istituito per raccogliere e standardizzare i dati sulle culture primitive in tutto il mondo. Durante la Seconda guerra mondiale i suoi ricercatori hanno lavorato fianco a fianco con l’Intelligence navale per sviluppare materiale di propaganda che avrebbe aiutato gli Stati Uniti a liberare le nazioni del Pacifico dal controllo giapponese. Nel 1954, il dipartimento era diventato un consorzio interuniversitario di 16 istituzioni accademiche, finanziato dall’esercito, dalla CIA e dalla filantropia privata. Nel 1954 l’OCPW negoziò un contratto con il HRAF per la stesura di una serie di manuali di guerra speciali, mascherati da progetti per borse di studio, che cercavano di comprendere il carattere intellettuale ed emotivo di persone strategicamente importanti. Ed in particolare i loro pensieri, motivazioni e azioni, con interi capitoli compilati sugli atteggiamenti e le potenzialità sovversive dei cittadini stranieri, ed altri capitoli più concentrati sui mezzi di trasmissione della propaganda in ciascuna nazione bersaglio, fossero quest’ultimi notiziari, radio o passaparola. Ciò avvenne, ovviamente, decenni prima di Internet.
SORO
Nel 1956, lo Special Operations Research Office (SORO) nacque dai suddetti Programmi. Incaricato di gestire le tattiche di guerra psicologica e non convenzionale dell’esercito degli Stati Uniti durante la Guerra fredda e di portare il lavoro dello HRAF ad un livello superiore, il SORO intraprese il monumentale compito di definire le cause politiche e sociali della rivoluzione comunista, le leggi che governa(va)no il cambiamento sociale e le teorie della comunicazione e della persuasione che potevano/possono essere utilizzate per trasformare la percezione pubblica. Il SORO, nel tempo, costituì una componente centrale della militarizzazione della ricerca sociale da parte del Pentagono, ed in particolare delle idee e della dottrina che avrebbero inaugurato un graduale spostamento verso un ordine mondiale guidato dagli americani. Il suo gruppo di ricerca si trovava nel campus della American University di Washington DC, e comprendeva i più eminenti intellettuali ed accademici dell’epoca. Il team dell’ensemble del SORO - dai campi della psicologia, della sociologia e dell’antropologia - si sarebbe immerso nella teoria dei sistemi sociali, analizzando la società e culture di numerosi paesi bersaglio, in particolare in America Latina8, confrontandosi con le leggi universali che regolano il comportamento sociale e i meccanismi di comunicazione e persuasione in ciascuna giurisdizione. L’idea sottesa era: se l’esercito americano infatti fosse stato in grado di comprendere i fattori psicologici scatenanti una rivoluzione, in teoria avrebbe potuto prevedere e intercettare le rivoluzioni prima che queste fossero decollate. Il SORO faceva parte di un network in rapida espansione di centri di ricerca finanziati a livello federale (Federal Contract Research Centers, o FCRC, fino al 1967), che ri-orientavano il mondo accademico verso gli interessi di sicurezza nazionale. Lavorando all’intersezione tra Scienza e Stato, i “SORON” - com’erano definiti - sostenevano una democrazia guidata da esperti, indipendentemente dalle conseguenze totalitarie degli ingegneri sociali e dei tecnocrati che acquisivano il controllo sui pensieri, le azioni e i valori, della gente comune . In quei primi giorni di Guerra fredda, accademici e scienziati che lavoravano ‘al confine’ tra esercito e mondo accademico credevano fermamente che gli intellettuali dovessero guidare la geopolitica. Questa modalità venne accettata come la forma più stabile di governo per portare il mondo libero nel prossimo secolo. E spiega - anche - come siamo arrivati, oggi, sotto la guida della “Scienza stabilizzata”. O almeno, sotto l’egida di politiche mascherate da Scienza. Dallo stato di biosicurezza al fondamentalismo della scienza del clima, molto di ciò che è stato ottenuto in quegli anni d’oro della ricerca sociale militarizzata ha infatti plasmato il XXI secolo. Nel 1962 erano operativi 66 istituti di ricerca militare finanziati dagli USA. Tra il 1951 e il 1967, il numero degli stessi triplicò, mentre i finanziamenti salirono alle stelle da 122 milioni di dollari ad un totale di 1,6 miliardi di dollari.
Lo stato di sicurezza nazionale
Ma con l’intensificarsi dell’opposizione alla guerra del Vietnam negli anni ‘60, un numero crescente d’intellettuali, politici e accademici, divenne sempre più preoccupato che lo stato di sicurezza nazionale si stesse trasformando nella forza statalista e globalista che aveva combattuto durante la Guerra fredda, ed iniziò a criticare pubblicamente il Pentagono per il fenomeno degli scienziati sociali finanziati quali ingegneri sociali tecnocratici. Ciò ispirò un’ondata di malcontento circa la militarizzazione della ricerca sociale per attanagliare l’America, culminata nel 1969 con gli amministratori dell’American University che bandirono il SORO dal loro campus e ruppero i legami con i loro partner militari. La mossa fu un segno del cambiamento d’atteggiamento nei confronti delle operazioni speciali nell’area grigia, e portò negli anni ‘60 e ‘70 alla scomunica dei centri di ricerca militare dai campus universitari negli Stati Uniti, fattore che costrinse i militari a guardare altrove - verso il settore privato - per il miglioramento delle loro capacità in termini di guerra alternativa. Seguendo una lunga tradizione di cooperazione militare pubblico-privata, dalla Rand Corporation allo Smithsonian Group, tali istituzioni semi-private vennero velocemente escluse dai militari a partire dagli anni ‘40.
Project Camelot
Uno dei Programmi ideati dal SORO era “Metodi per prevedere e influenzare il cambiamento sociale e il potenziale di guerra interna”. Nome in codice: “Project Camelot”. Tale programma cercò di comprendere le cause della rivoluzione sociale ed identificare le azioni, nell’ambito delle scienze comportamentali, che potrebbero essere intraprese per reprimere un’insurrezione. L’obiettivo, secondo l’analista della difesa Joy Rohde, era quello di “costruire un sistema ‘radar’ per i rivoluzionari di sinistra”. Una sorta di “sistema di allerta precoce computerizzato in grado di prevedere e prevenire i movimenti politici prima ancora che decollassero”. “Questo sistema informatico”, scrive Joy Rohde, “potrebbe confrontare l’Intelligence aggiornata con un elenco di precondizioni, e le rivoluzioni potrebbero essere fermate prima ancora che gli istigatori sapessero di essere diretti sulla via della rivoluzione”9. La ricerca raccolta dal “Project Camelot” avrebbe prodotto modelli predittivi del processo rivoluzionario, e avrebbe trattato ciò che gli scienziati sociali consideravano “tendenze e tratti rivoluzionari”. Si prevedeva che tale conoscenza non solo avrebbe aiutato i leader militari ad anticipare la traiettoria del cambiamento sociale, ma avrebbe anche consentito loro di progettare interventi efficaci che avrebbero potuto/potrebbero - in teoria - incanalare o sopprimere il cambiamento in modi favorevoli agli interessi della politica estera degli Stati Uniti. Era inteso che le informazioni raccolte dal “Project Camelot” sarebbero state incanalate in un ampio database computerizzato per previsioni, ingegneria sociale e controinsurrezione, che poteva essere sfruttato in qualsiasi momento dalla comunità militare e dell’Intelligence. Ma tale Progetto venne sommerso da polemiche quando gli accademici in Sud America scoprirono l’origine dei suoi finanziamenti militari e le motivazioni imperialistiche. Il conseguente contraccolpo condusse alla chiusura del “Project Camelot”, sebbene il nucleo del Progetto sia sopravvissuto. Numerosi progetti di ricerca militare raccolsero il “sistema radar di allerta precoce per i rivoluzionari di sinistra” del “Project Camelot”, mentre il suo database computerizzato per “previsioni, ingegneria sociale e controinsurrezione” continuò ad ispirare una tecnologia nascente sviluppata negli anni a venire. Che alla fine sarebbe divenuta nota al mondo come Internet.
L’origine militare di Internet
Al culmine della Guerra fredda10, i comandanti militari statunitensi stavano cercando un sistema di comunicazioni informatiche decentralizzato senza una base operativa o quartier generale, in grado di resistere ad un attacco sovietico, senza oscurare o distruggere l’intera rete. Il progetto venne coordinato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) - creata dal presidente Eisenhower nel 1958 - per lo sviluppo di tecnologie che avrebbero ampliato le frontiere della Scienza e della tecnologia nonché aiutato gli Stati Uniti a colmare il divario missilistico con i sovietici. Da allora la DARPA è stata all’avanguardia di ogni importante progresso nello sviluppo dei personal computer sin dalla Guerra fredda, culminata nel 1969 con i primi computer nelle università degli Stati Uniti. Alcuni anni dopo, la DARPA svilupperà i protocolli per consentire ai computer collegati di comunicare in modo trasparente su più reti. Conosciuto come “The Internetting Project”, la rete di comunicazione prototipo di DARPA, chiamata “ARPANET”, nacque nel 1973. Il progetto venne infine trasferito alla Defense Communications Agency, ed integrato nelle numerose nuove reti che emersero. Nel 1983 ARPANET era diviso in due componenti: MILNET, utilizzata dalle agenzie militari e di difesa, e la versione civile che avrebbe mantenuto la dicitura ARPANET. E ciò fino al 1990, anno in cui ARPANET venne ufficialmente ritirato dal servizio e Internet fu privatizzato in un consorzio di società tra cui IBM e MCI Inc. Alla fine il Governo federale creò una dozzina di fornitori di rete e li trasferì al settore privato, costruendo società che sarebbero diventate la spina dorsale dell’Internet di oggi, tra cui Verizon Time Warner, AT&T e Comcast. Sono le stesse 6 società che non solo possiedono il 90% dei media statunitensi11, ma controllano anche il flusso delle comunicazioni globali attraverso un processo di allineamento verticale-orizzontale assoluto dei media tradizionali con i media digitali12, nonché le infrastrutture e le tecnologie che consentono le loro comunicazioni di massa, inclusi cavo, satellite e wireless, i dispositivi e l’hardware, il software e i sistemi operativi.
J.C.R. Licklider
Un attore centrale nello sviluppo di ARPANET, che molti considerano “il padre fondatore dell’informatica”, è stato lo psicologo statunitense J.C.R. Licklider. “Lick”, sopranome col quale era noto, fu il primo direttore dell’agenzia incaricata d’eseguire i programmi di tecnologia dell’informazione della DARPA, l’Information Processing Techniques Office (IPTO). Ufficio che è stato responsabile della frenesia di ogni grande progresso nelle comunicazioni informatiche a partire sin dagli anni Sessanta. Come ha riflettuto Stephen J. Lukasik, un collaboratore del progetto ARPANET, nel suo articolo “Why the Arpanet Was Built”13, Lick ha visto “la tecnologia dell’informazione e le problematiche delle scienze comportamentali e cognitive come connesse...” Lick stava essenzialmente prevedendo come Internet avrebbe continuato ad evocare processi sociali del mondo reale che avrebbero trasformato radicalmente il modo in cui comunichiamo, organizziamo ed elaboriamo, le informazioni. Non è un caso che uno psicologo del calibro di Lick fosse all’avanguardia di una nuova tecnologia progettata per sfruttare le vulnerabilità di base della psiche umana. Negli anni ‘60 Lick supervisionò l’interesse strategico della DARPA nella nuova frontiera della tecnologia dell’informazione chiamata Brain-Computer Interface (BCI). Nel suo famoso articolo14 - considerato uno dei più importanti nell’intera storia dell’informatica - Lick avanzò l’idea, allora radicale, che la mente umana un giorno si sarebbe fusa perfettamente con i computer15. Anticipava l’evoluzione dell’IA e il ruolo che la DARPA avrebbe continuato a giocare nel finanziamento di quasi tutti i principali progressi circa la tecnologia BCI nei seguenti otto decenni, inclusa l’azienda creatrice dell’interfaccia wireless cervello-macchina completamente impiantata di Elon Musk , Neuralink16.
La guerra in Vietnam
ARPANET mise insieme la macchina da guerra del Pentagono con i dipartimenti di ricerca universitari e la scena controculturale della Bay Area, ispirando gran parte dell’idealismo aneddotico che avrebbe definito i primi anni del cyberspazio quale nuova frontiera liberatoria per l’umanità. Il cyberspazio venne lodato dai suoi primi utilizzatori, e sembrò che avrebbe liberato informazioni e fornito connettività universale. I regni delle possibilità erano, in effetti, infiniti. Ma i falchi della guerra e gli analisti dell’Intelligence, avevano altre idee. Se le lezioni della guerra del Vietnam fossero qualcosa da seguire, il futuro della guerra statunitense non sarebbe contro Stati nazione, ma contro le ideologie o, più specificamente, contro i movimenti di base come furono i Viet Cong. Perché tali movimenti hanno il potere di alimentare le fiamme dei disordini civili, potrebbero portare a rivolte, o peggio, a rivoluzioni. Erano quindi necessari approcci alternativi per infiltrarsi e distruggere tale nuova minaccia al mondo libero. Mentre la guerra infuriava nel sud-est asiatico, un altro dottore in psicologia, Robert Taylor, si unì alla DARPA come terzo direttore dell’agenzia. Taylor si trasferì in Vietnam, nel 1967, per stabilire il primo centro informatico presso la base del Military Assistance Command17 a Saigon18, un pilastro centrale nelle operazioni di guerra psicologica del Dipartimento della Difesa USA. La mossa contraddistinse le mutevoli regole dell’impegno militare che videro la DARPA - e in effetti tale nuova tecnologia - svolgere un ruolo importante nello sforzo bellico, sia nel sud-est asiatico sia in patria su suolo statunitense, contro il crescente movimentismo contrario alla guerra. Nel 1968, Taylor e Lick pubblicarono il loro articolo fondamentale “The Computer as a Communication Device”, delineando il futuro di ciò che Internet sarebbe poi diventato. Il documento iniziava con l’affermazione visionaria: “In pochi anni, gli uomini saranno in grado di comunicare in modo più efficace attraverso una macchina che faccia a faccia”19. Questa affermazione anticipava l’ascesa metrica dei social media, e in particolare di Facebook, nei decenni a venire.
Riportare a casa le PSYOPS
Le origini di Facebook coincidono con un controverso Programma militare che fu misteriosamente chiuso lo stesso anno in cui Facebook venne lanciato20. Il programma militare in questione, LifeLog, venne sviluppato dall’Information Processing Techniques Office21 della DARPA, con l’obiettivo dichiarato di creare un diario elettronico permanente e tracciabile dell’intera vita di una persona - un set di dati delle sue informazioni più personali, inclusi i suoi movimenti, conversazioni, connessioni - e tutto ciò che ha ascoltato, guardato, letto e acquistato22. Ma le persone cederebbero volentieri una registrazione delle loro vite private ad una piattaforma di social media dell’Intelligence militare? Probabilmente, no. Ed ecco “perché” Facebook. LifeLog - nel frattempo - venne apparentemente chiuso. Ma questa non fu né la prima né l’ultima volta che un progetto di tale portata sarebbe stato proposto... In un articolo del 1945 per The Atlantic, Vannevar Bush - che il lettore ricorderà come diresse le operazioni psicologiche dell’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale - discusse del suo ipotetico progetto, il Memex, come un dispositivo “in cui un individuo conserva tutti i suoi libri e comunicazioni, e che è meccanizzato in modo che possa essere consultato con velocità e flessibilità estreme”. Nell’immortalare la vita delle persone, si sperava che “LifeLog”, in definitiva, avrebbe contribuito al campo emergente dell’Intelligenza Artificiale (IA). E che un giorno avrebbe pensato proprio come un essere umano, integrandosi con un altro progetto sostenuto dalla DARPA: l’assistente personale che impara (PAL - Personal Assistant that Learns), un sistema di cognitive computing progettato per rendere più efficiente il processo decisionale militare, seppur alla fine quest’ultimo sia stato scorporato come Siri - l’assistente virtuale del sistema operativo di Apple - presente nelle case di 1 miliardo23 d’ignari consumatori. Ma “LifeLog” è solo una parte della storia. C’era anche un altro programma DARPA, anch’esso “scomparso” un anno prima del debutto di Facebook. Spesso citato come ‘il precursore di Facebook’, l’Information Awareness Office (IAO) aveva riunito diversi progetti DARPA di sorveglianza e tecnologia dell’informazione, tra cui il MDDS, che fornì il finanziamento iniziale di Google.
Analisi predittiva e polizia
L’obiettivo dichiarato dello IAO era raccogliere e archiviare le informazioni personali di ogni cittadino statunitense, comprese le loro e-mail personali, i social network, lo stile di vita, i registri delle carte di credito, le telefonate, le cartelle cliniche. Senza, ovviamente, la necessità (e difficoltà) d’ottenere un mandato di perquisizione. Queste informazioni sarebbero tornate utili alle agenzie di Intelligence - con il pretesto di prevedere e prevenire gli incidenti terroristici prima che si verificassero - ricordando il sistema radar di allerta precoce del Project Camelot sviluppato per ‘i rivoluzionari di sinistra’. Nonostante il Governo statunitense abbia apparentemente abbandonato il proprio intento di ‘conoscenza totale’ delle informazioni sugli americani comuni, il nucleo del progetto sopravvisse. Porto in tal senso alla vostra attenzione “Palantir”, la spettrale società d’analisi dati fondata dal membro del consiglio di amministrazione di Facebook, Peter Thiel. Travestita come “fantascienza” nel film Minority Report, l’analisi predittiva poliziesca di Palantir è stata ampiamente utilizzata contro i ribelli in Iraq e dai dipartimenti di polizia negli Stati Uniti. Ovviamente ciò non è una novità per i cinesi. La convergenza dell’analisi dei dati delle big tech con il sistema di crediti sociali cinese è stata utilizzata per molti anni onde eliminare e punire i dissidenti che possono ritrovarsi trattenuti a tempo indeterminato e senza accusa, o processo, nei campi di rieducazione politica per aver sostenuto una ‘sequela sbagliata’ di convinzioni politiche. Ma bisogna anche accettare che tali metodi di repressione orwelliani non hanno avuto origine in Cina. L’invasione della CIA nella sfera pubblica avviene sin dagli anni ‘60, quando gli Stati Uniti importarono anni di Intelligence di controinsurrezione dai satelliti sovietici per contrastare i movimenti contro la guerra e per i diritti civili. Tale dinamica è stata poi intensificata sulla scia degli eventi dell’11 Settembre. E ora, attraverso la backdoor del Covid-19, la conoscenza totale delle informazioni sta tornando in auge, poiché il sistema di crediti sociali cinese è stato implementato con il modello del Green Pass. Prima dei ‘No Vax’ e dei teorici della cospirazione vi erano gli attivisti per i diritti civili e quelli contro la guerra. L’ideologia che guida il dissenso può essere cambiata, ma le tattiche militari utilizzate per contrastarlo rimangono le stesse.
NOTE
1. Bhavani Thuraisingham, Big Data: Have we seen it before? 25 March 2013, https://is.gd/JE08Ed
2. David Hart, On the Origins of Google, National Science Foundation, 17 August 2004, https://is.gd/INRL9B
3. Jeff Nesbit, Google’s true origin partly lies in CIA and NSA, research grants for mass surveillance, Quartz, 8 December 2017, https://is.gd/9JRXMI
4. Joy Rohde, Gray Matters: Social Scientists, Military Patronage, and Democracy in the Cold War, Journal of American History, 1 June 2009, https://is.gd/Qe9hgX
5. Crowd psychology, Psychology Wiki, Fandom, https://is.gd/xYWny5
6. Jared M. Tracy, PhD, Rebuilding Psywar: The Psychological Warfare Division, the Office of the Chief of Psychological Warfare, and the Psywar School at Fort Riley, 1950-1951, Veritas, Vol.7, No. 2, 2011, Office of the Command Historian, https://is.gd/DNXIVu
7. History and Development of the HRAF Collections, Human Relations Area Files, https://is.gd/dp8oNG
8. Latin America, https://is.gd/4HoDPf
9. Joy Rohde, Armed with Expertise Cornell University Press, 2013, https://is.gd/4awjtn
10. Cold War, Britannica, https://is.gd/LJhd24
11. Rani Molla and Peter Kafka, Here’s who owns everything in Big Media today, 27 May 2021, Vox.com, https://is.gd/XDFsGG
12. Steve Andriole, There Will Be 30 Technology Companies In 2030, 10 in 2050, And Then There Will Be None, 25 May 2017, Forbes, https://is.gd/mMT4h3
13. Stephen J. Lukasik, Why the Arpanet Was Built, IEEE Annals of the History of Computing, July-September 2011, https://is.gd/uQiM2o
14. J.C.R. Licklider, Man-Computer Symbiosis, IRE Transactions on Human Factors in Electronics, March 1960, https://is.gd/KcQPSK
15. Defense Advanced Research Projects Agency, Information Processing Techniques Office, https://is.gd/rfeUhJ
16. Neuralink, https://neuralink.com/blog/
17. Military Assistance Command, Vietnam, Wikipedia, https://is.gd/RNGyp8
18. Ho Chi Minh City, Wikipedia, https://is.gd/MI34ps
19. J. Licklider, The Computer as a Communication Device, 1968, semanticscholar.org, https://is.gd/02rfvq
20. Whitney Webb, The Military Origins of Facebook, 12 April 2021, Unlimited Hnagout, https://is.gd/4UbFDf
21. Information Processing Techniques Office, Wikipedia, https://is.gd/E8iln9
22. David Axe, 15 Years Ago, the Military Tried to Record Whole Human Lives. It Ended Badly, Vice.com, 21 MAY 2018, https://is.gd/UfpMuj
23. Jacob Kastrenakes, Apple says there are now over 1 billion active iPhones, The Verge, 27 January 2021, https://is.gd/rbxwy6
CONTROINSURREZIONE, PSYOPS E INTERNET
Dustin Broadbery
Mentre la rivoluzione digitale era in corso a metà degli anni Novanta, i dipartimenti di ricerca di CIA ed NSA stavano sviluppando Programmi per prevedere l’utilità del World Wide Web quale strumento per catturare quelle che venivano definite “formazioni di uccelli di una sola piuma”. Tale locuzione viene generalmente usata per definire gli stormi di uccelli che fanno improvvisi movimenti, all’unisono, secondo schemi ritmici. I suddetti dipartimenti erano quindi particolarmente interessati al modo in cui tali princìpi avrebbero influenzato la modalità in cui le persone, alla fin fine, si sarebbero eventualmente ‘spostate in blocco’ in un Internet in espansione. Sulla dinamica, i principali due quesiti erano: i gruppi e le comunità si sarebbero spostati - collettivamente e contemporaneamente - allo stesso modo delle “formazioni di uccelli di una sola piuma”, così da poter essere rintracciati in modo organizzato? E, conseguentemente, i loro movimenti potevano essere indicizzati e registrati ed eventualmente identificati, in seguito, a partire dalle loro ‘tracce digitali’? Per rispondere a tali domande, la CIA e la NSA istituirono una serie d’iniziative raggruppate sotto il nome di Programma MDDS (Massive Digital Data Systems)1 per finanziare direttamente gli imprenditori tecnologici attraverso un programma di finanziamento interuniversitario. E chiamarono il primo briefing relativo - non classificato - per scienziati informatici proprio “Uccelli di una sola piuma”. Lo stesso si tenne a San Jose, nella primavera del 1995. Tra le prime sovvenzioni fornite dal Programma MDDS per far progredire la ‘teoria degli uccelli di una sola piuma’ verso la costruzione di un’enorme libreria digitale e sistema d’indicizzazione - utilizzando Internet come spina dorsale - ne venne distribuita una quantitativamente importante a due dottorandi della Stanford University, Sergey Brin e Larry Page, perché i due stavano compiendo progressi importanti nello sviluppo della tecnologia di posizionamento delle pagine Web in grado di tracciare i movimenti degli utenti online. Tali esborsi, insieme a 4,5 milioni di dollari2 in sovvenzioni da parte di un consorzio multi-agenzia tra cui la NASA e la DARPA, divennero il finanziamento iniziale utilizzato per fondare Google3. Alla fine il Programma MDDS venne integrato nelle attività globali d’intercettazione ed estrazione di dati condotte dalla DARPA, attività peraltro che avrebbero attentato alla privacy dei dati sui cittadini statunitensi. Pochi capiscono fino a che punto la Silicon Valley sia l’alter ego del Pentagono. E un numero ancor minore di persone si rende conto dell’impatto che la stessa ha avuto sulla sfera sociale. Purtuttavia, la storia non inizia con Google, né con le origini militari di Internet. Ma risale molto più indietro nel tempo, agli albori della controinsurrezione e delle PSYOPS durante la Seconda guerra mondiale.
L’alba delle PSYOPS
Secondo la storica Joy Rohde, un famoso fisico disse nel 1961 al segretario alla Difesa statunitense Robert McNamara: “Mentre la Prima guerra mondiale avrebbe potuto essere considerata la ‘guerra dei chimici’, e la seconda guerra mondiale era considerata la guerra dei fisici, la terza guerra mondiale... potrebbe benissimo essere considerata la ‘guerra degli scienziati sociali’ ”4. L’intersezione tra scienze sociali e Intelligence militare è riconosciuta dall’esercito degli Stati Uniti come iniziata durante la Prima guerra mondiale, quando il giornalista (prebellico) capitano Blakenhorn istituì la sottosezione psicologica nel Dipartimento di guerra per coordinare la propaganda di combattimento. Queste ‘operazioni in area grigia’ - locuzione con la quale divennero note - si stabilizzarono durante la Seconda guerra mondiale quando gli strateghi militari, basandosi sulla ricerca in tempo di guerra sulla psicologia della folla5, arruolarono scienziati sociali nello sforzo bellico attraverso l’Office of Scientific Research and Development (OSRD). Tale ufficio aveva il preciso compito di aggregare le informazioni sul popolo tedesco, e avrebbe poi sviluppato operazioni di propaganda e psicologiche (PSYOPS) per abbassarne il relativo morale. Ciò culminò nel 1942 con il Governo federale USA che divenne il principale datore di lavoro degli psicologi negli Stati Uniti. L’agenzia OSRD (Office of Scientific Research and Development) è stata una delle prime amministrazioni del Project Manhattan, e fu responsabile d’importanti sviluppi tecnologici in tempo di guerra, incluso il radar. L’agenzia era diretta dall’ingegnere ed inventore Vannevar Bush - attore chiave nella storia dell’informatica - noto per il suo lavoro sul Memex, uno dei primi ipotetici dispositivi informatici che memorizzava e indicizzava i libri, i dati, e altre informazioni di un utente, e che avrebbe continuato ad ispirare la maggior parte dei principali progressi nello sviluppo dei personal computer nei successivi 70 anni. Quando la Seconda guerra mondiale finì e una nuova minaccia emerse dall’Europa devastata dal dopoguerra, studiosi e soldati si riunirono ancora una volta per sconfiggere un avversario invisibile e aggressivamente espansionista. Sebbene questo avversario possa sembrare il Covid-19, in realtà si trattava dell’Unione Sovietica. Attraverso i satelliti sovietici in Europa e nelle nazioni minacciate dal comunismo in Asia, Africa e America Latina, le operazioni speciali della Guerra fredda - locuzione con cui in seguito divennero note - erano una categoria nebulosa d’attività militari che includeva guerra psicologica e politica, operazioni di guerriglia e controinsurrezione. Per mobilitare queste “tattiche di guerra speciale” l’esercito istituì l’Office of the Chief of Psychological Warfare (OCPW) nel 1951, la cui missione era reclutare, organizzare, equipaggiare, addestrare e fornire supporto dottrinale agli Psywarriors6. Tale ufficio era diretto dal generale Robert McClure, padre fondatore della guerra psicologica e amico dello Scià dell’Iran, che fu determinante nel rovesciamento di Mohammad Mosaddegh nel colpo di stato iraniano del 1953. Parte integrante dei Progetti dell’OCPW di McClure era un’istituzione quasi accademica con una lunga storia di servizio militare chiamata Human Relations Area Files (HRAF).7 Fondato da George Murdock, antropologo diventato informatore dell’FBI, il HRAF fu istituito per raccogliere e standardizzare i dati sulle culture primitive in tutto il mondo. Durante la Seconda guerra mondiale i suoi ricercatori hanno lavorato fianco a fianco con l’Intelligence navale per sviluppare materiale di propaganda che avrebbe aiutato gli Stati Uniti a liberare le nazioni del Pacifico dal controllo giapponese. Nel 1954, il dipartimento era diventato un consorzio interuniversitario di 16 istituzioni accademiche, finanziato dall’esercito, dalla CIA e dalla filantropia privata. Nel 1954 l’OCPW negoziò un contratto con il HRAF per la stesura di una serie di manuali di guerra speciali, mascherati da progetti per borse di studio, che cercavano di comprendere il carattere intellettuale ed emotivo di persone strategicamente importanti. Ed in particolare i loro pensieri, motivazioni e azioni, con interi capitoli compilati sugli atteggiamenti e le potenzialità sovversive dei cittadini stranieri, ed altri capitoli più concentrati sui mezzi di trasmissione della propaganda in ciascuna nazione bersaglio, fossero quest’ultimi notiziari, radio o passaparola. Ciò avvenne, ovviamente, decenni prima di Internet.
SORO
Nel 1956, lo Special Operations Research Office (SORO) nacque dai suddetti Programmi. Incaricato di gestire le tattiche di guerra psicologica e non convenzionale dell’esercito degli Stati Uniti durante la Guerra fredda e di portare il lavoro dello HRAF ad un livello superiore, il SORO intraprese il monumentale compito di definire le cause politiche e sociali della rivoluzione comunista, le leggi che governa(va)no il cambiamento sociale e le teorie della comunicazione e della persuasione che potevano/possono essere utilizzate per trasformare la percezione pubblica. Il SORO, nel tempo, costituì una componente centrale della militarizzazione della ricerca sociale da parte del Pentagono, ed in particolare delle idee e della dottrina che avrebbero inaugurato un graduale spostamento verso un ordine mondiale guidato dagli americani. Il suo gruppo di ricerca si trovava nel campus della American University di Washington DC, e comprendeva i più eminenti intellettuali ed accademici dell’epoca. Il team dell’ensemble del SORO - dai campi della psicologia, della sociologia e dell’antropologia - si sarebbe immerso nella teoria dei sistemi sociali, analizzando la società e culture di numerosi paesi bersaglio, in particolare in America Latina8, confrontandosi con le leggi universali che regolano il comportamento sociale e i meccanismi di comunicazione e persuasione in ciascuna giurisdizione. L’idea sottesa era: se l’esercito americano infatti fosse stato in grado di comprendere i fattori psicologici scatenanti una rivoluzione, in teoria avrebbe potuto prevedere e intercettare le rivoluzioni prima che queste fossero decollate. Il SORO faceva parte di un network in rapida espansione di centri di ricerca finanziati a livello federale (Federal Contract Research Centers, o FCRC, fino al 1967), che ri-orientavano il mondo accademico verso gli interessi di sicurezza nazionale. Lavorando all’intersezione tra Scienza e Stato, i “SORON” - com’erano definiti - sostenevano una democrazia guidata da esperti, indipendentemente dalle conseguenze totalitarie degli ingegneri sociali e dei tecnocrati che acquisivano il controllo sui pensieri, le azioni e i valori, della gente comune . In quei primi giorni di Guerra fredda, accademici e scienziati che lavoravano ‘al confine’ tra esercito e mondo accademico credevano fermamente che gli intellettuali dovessero guidare la geopolitica. Questa modalità venne accettata come la forma più stabile di governo per portare il mondo libero nel prossimo secolo. E spiega - anche - come siamo arrivati, oggi, sotto la guida della “Scienza stabilizzata”. O almeno, sotto l’egida di politiche mascherate da Scienza. Dallo stato di biosicurezza al fondamentalismo della scienza del clima, molto di ciò che è stato ottenuto in quegli anni d’oro della ricerca sociale militarizzata ha infatti plasmato il XXI secolo. Nel 1962 erano operativi 66 istituti di ricerca militare finanziati dagli USA. Tra il 1951 e il 1967, il numero degli stessi triplicò, mentre i finanziamenti salirono alle stelle da 122 milioni di dollari ad un totale di 1,6 miliardi di dollari.
Lo stato di sicurezza nazionale
Ma con l’intensificarsi dell’opposizione alla guerra del Vietnam negli anni ‘60, un numero crescente d’intellettuali, politici e accademici, divenne sempre più preoccupato che lo stato di sicurezza nazionale si stesse trasformando nella forza statalista e globalista che aveva combattuto durante la Guerra fredda, ed iniziò a criticare pubblicamente il Pentagono per il fenomeno degli scienziati sociali finanziati quali ingegneri sociali tecnocratici. Ciò ispirò un’ondata di malcontento circa la militarizzazione della ricerca sociale per attanagliare l’America, culminata nel 1969 con gli amministratori dell’American University che bandirono il SORO dal loro campus e ruppero i legami con i loro partner militari. La mossa fu un segno del cambiamento d’atteggiamento nei confronti delle operazioni speciali nell’area grigia, e portò negli anni ‘60 e ‘70 alla scomunica dei centri di ricerca militare dai campus universitari negli Stati Uniti, fattore che costrinse i militari a guardare altrove - verso il settore privato - per il miglioramento delle loro capacità in termini di guerra alternativa. Seguendo una lunga tradizione di cooperazione militare pubblico-privata, dalla Rand Corporation allo Smithsonian Group, tali istituzioni semi-private vennero velocemente escluse dai militari a partire dagli anni ‘40.
Project Camelot
Uno dei Programmi ideati dal SORO era “Metodi per prevedere e influenzare il cambiamento sociale e il potenziale di guerra interna”. Nome in codice: “Project Camelot”. Tale programma cercò di comprendere le cause della rivoluzione sociale ed identificare le azioni, nell’ambito delle scienze comportamentali, che potrebbero essere intraprese per reprimere un’insurrezione. L’obiettivo, secondo l’analista della difesa Joy Rohde, era quello di “costruire un sistema ‘radar’ per i rivoluzionari di sinistra”. Una sorta di “sistema di allerta precoce computerizzato in grado di prevedere e prevenire i movimenti politici prima ancora che decollassero”. “Questo sistema informatico”, scrive Joy Rohde, “potrebbe confrontare l’Intelligence aggiornata con un elenco di precondizioni, e le rivoluzioni potrebbero essere fermate prima ancora che gli istigatori sapessero di essere diretti sulla via della rivoluzione”9. La ricerca raccolta dal “Project Camelot” avrebbe prodotto modelli predittivi del processo rivoluzionario, e avrebbe trattato ciò che gli scienziati sociali consideravano “tendenze e tratti rivoluzionari”. Si prevedeva che tale conoscenza non solo avrebbe aiutato i leader militari ad anticipare la traiettoria del cambiamento sociale, ma avrebbe anche consentito loro di progettare interventi efficaci che avrebbero potuto/potrebbero - in teoria - incanalare o sopprimere il cambiamento in modi favorevoli agli interessi della politica estera degli Stati Uniti. Era inteso che le informazioni raccolte dal “Project Camelot” sarebbero state incanalate in un ampio database computerizzato per previsioni, ingegneria sociale e controinsurrezione, che poteva essere sfruttato in qualsiasi momento dalla comunità militare e dell’Intelligence. Ma tale Progetto venne sommerso da polemiche quando gli accademici in Sud America scoprirono l’origine dei suoi finanziamenti militari e le motivazioni imperialistiche. Il conseguente contraccolpo condusse alla chiusura del “Project Camelot”, sebbene il nucleo del Progetto sia sopravvissuto. Numerosi progetti di ricerca militare raccolsero il “sistema radar di allerta precoce per i rivoluzionari di sinistra” del “Project Camelot”, mentre il suo database computerizzato per “previsioni, ingegneria sociale e controinsurrezione” continuò ad ispirare una tecnologia nascente sviluppata negli anni a venire. Che alla fine sarebbe divenuta nota al mondo come Internet.
L’origine militare di Internet
Al culmine della Guerra fredda10, i comandanti militari statunitensi stavano cercando un sistema di comunicazioni informatiche decentralizzato senza una base operativa o quartier generale, in grado di resistere ad un attacco sovietico, senza oscurare o distruggere l’intera rete. Il progetto venne coordinato dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) - creata dal presidente Eisenhower nel 1958 - per lo sviluppo di tecnologie che avrebbero ampliato le frontiere della Scienza e della tecnologia nonché aiutato gli Stati Uniti a colmare il divario missilistico con i sovietici. Da allora la DARPA è stata all’avanguardia di ogni importante progresso nello sviluppo dei personal computer sin dalla Guerra fredda, culminata nel 1969 con i primi computer nelle università degli Stati Uniti. Alcuni anni dopo, la DARPA svilupperà i protocolli per consentire ai computer collegati di comunicare in modo trasparente su più reti. Conosciuto come “The Internetting Project”, la rete di comunicazione prototipo di DARPA, chiamata “ARPANET”, nacque nel 1973. Il progetto venne infine trasferito alla Defense Communications Agency, ed integrato nelle numerose nuove reti che emersero. Nel 1983 ARPANET era diviso in due componenti: MILNET, utilizzata dalle agenzie militari e di difesa, e la versione civile che avrebbe mantenuto la dicitura ARPANET. E ciò fino al 1990, anno in cui ARPANET venne ufficialmente ritirato dal servizio e Internet fu privatizzato in un consorzio di società tra cui IBM e MCI Inc. Alla fine il Governo federale creò una dozzina di fornitori di rete e li trasferì al settore privato, costruendo società che sarebbero diventate la spina dorsale dell’Internet di oggi, tra cui Verizon Time Warner, AT&T e Comcast. Sono le stesse 6 società che non solo possiedono il 90% dei media statunitensi11, ma controllano anche il flusso delle comunicazioni globali attraverso un processo di allineamento verticale-orizzontale assoluto dei media tradizionali con i media digitali12, nonché le infrastrutture e le tecnologie che consentono le loro comunicazioni di massa, inclusi cavo, satellite e wireless, i dispositivi e l’hardware, il software e i sistemi operativi.
J.C.R. Licklider
Un attore centrale nello sviluppo di ARPANET, che molti considerano “il padre fondatore dell’informatica”, è stato lo psicologo statunitense J.C.R. Licklider. “Lick”, sopranome col quale era noto, fu il primo direttore dell’agenzia incaricata d’eseguire i programmi di tecnologia dell’informazione della DARPA, l’Information Processing Techniques Office (IPTO). Ufficio che è stato responsabile della frenesia di ogni grande progresso nelle comunicazioni informatiche a partire sin dagli anni Sessanta. Come ha riflettuto Stephen J. Lukasik, un collaboratore del progetto ARPANET, nel suo articolo “Why the Arpanet Was Built”13, Lick ha visto “la tecnologia dell’informazione e le problematiche delle scienze comportamentali e cognitive come connesse...” Lick stava essenzialmente prevedendo come Internet avrebbe continuato ad evocare processi sociali del mondo reale che avrebbero trasformato radicalmente il modo in cui comunichiamo, organizziamo ed elaboriamo, le informazioni. Non è un caso che uno psicologo del calibro di Lick fosse all’avanguardia di una nuova tecnologia progettata per sfruttare le vulnerabilità di base della psiche umana. Negli anni ‘60 Lick supervisionò l’interesse strategico della DARPA nella nuova frontiera della tecnologia dell’informazione chiamata Brain-Computer Interface (BCI). Nel suo famoso articolo14 - considerato uno dei più importanti nell’intera storia dell’informatica - Lick avanzò l’idea, allora radicale, che la mente umana un giorno si sarebbe fusa perfettamente con i computer15. Anticipava l’evoluzione dell’IA e il ruolo che la DARPA avrebbe continuato a giocare nel finanziamento di quasi tutti i principali progressi circa la tecnologia BCI nei seguenti otto decenni, inclusa l’azienda creatrice dell’interfaccia wireless cervello-macchina completamente impiantata di Elon Musk , Neuralink16.
La guerra in Vietnam
ARPANET mise insieme la macchina da guerra del Pentagono con i dipartimenti di ricerca universitari e la scena controculturale della Bay Area, ispirando gran parte dell’idealismo aneddotico che avrebbe definito i primi anni del cyberspazio quale nuova frontiera liberatoria per l’umanità. Il cyberspazio venne lodato dai suoi primi utilizzatori, e sembrò che avrebbe liberato informazioni e fornito connettività universale. I regni delle possibilità erano, in effetti, infiniti. Ma i falchi della guerra e gli analisti dell’Intelligence, avevano altre idee. Se le lezioni della guerra del Vietnam fossero qualcosa da seguire, il futuro della guerra statunitense non sarebbe contro Stati nazione, ma contro le ideologie o, più specificamente, contro i movimenti di base come furono i Viet Cong. Perché tali movimenti hanno il potere di alimentare le fiamme dei disordini civili, potrebbero portare a rivolte, o peggio, a rivoluzioni. Erano quindi necessari approcci alternativi per infiltrarsi e distruggere tale nuova minaccia al mondo libero. Mentre la guerra infuriava nel sud-est asiatico, un altro dottore in psicologia, Robert Taylor, si unì alla DARPA come terzo direttore dell’agenzia. Taylor si trasferì in Vietnam, nel 1967, per stabilire il primo centro informatico presso la base del Military Assistance Command17 a Saigon18, un pilastro centrale nelle operazioni di guerra psicologica del Dipartimento della Difesa USA. La mossa contraddistinse le mutevoli regole dell’impegno militare che videro la DARPA - e in effetti tale nuova tecnologia - svolgere un ruolo importante nello sforzo bellico, sia nel sud-est asiatico sia in patria su suolo statunitense, contro il crescente movimentismo contrario alla guerra. Nel 1968, Taylor e Lick pubblicarono il loro articolo fondamentale “The Computer as a Communication Device”, delineando il futuro di ciò che Internet sarebbe poi diventato. Il documento iniziava con l’affermazione visionaria: “In pochi anni, gli uomini saranno in grado di comunicare in modo più efficace attraverso una macchina che faccia a faccia”19. Questa affermazione anticipava l’ascesa metrica dei social media, e in particolare di Facebook, nei decenni a venire.
Riportare a casa le PSYOPS
Le origini di Facebook coincidono con un controverso Programma militare che fu misteriosamente chiuso lo stesso anno in cui Facebook venne lanciato20. Il programma militare in questione, LifeLog, venne sviluppato dall’Information Processing Techniques Office21 della DARPA, con l’obiettivo dichiarato di creare un diario elettronico permanente e tracciabile dell’intera vita di una persona - un set di dati delle sue informazioni più personali, inclusi i suoi movimenti, conversazioni, connessioni - e tutto ciò che ha ascoltato, guardato, letto e acquistato22. Ma le persone cederebbero volentieri una registrazione delle loro vite private ad una piattaforma di social media dell’Intelligence militare? Probabilmente, no. Ed ecco “perché” Facebook. LifeLog - nel frattempo - venne apparentemente chiuso. Ma questa non fu né la prima né l’ultima volta che un progetto di tale portata sarebbe stato proposto... In un articolo del 1945 per The Atlantic, Vannevar Bush - che il lettore ricorderà come diresse le operazioni psicologiche dell’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale - discusse del suo ipotetico progetto, il Memex, come un dispositivo “in cui un individuo conserva tutti i suoi libri e comunicazioni, e che è meccanizzato in modo che possa essere consultato con velocità e flessibilità estreme”. Nell’immortalare la vita delle persone, si sperava che “LifeLog”, in definitiva, avrebbe contribuito al campo emergente dell’Intelligenza Artificiale (IA). E che un giorno avrebbe pensato proprio come un essere umano, integrandosi con un altro progetto sostenuto dalla DARPA: l’assistente personale che impara (PAL - Personal Assistant that Learns), un sistema di cognitive computing progettato per rendere più efficiente il processo decisionale militare, seppur alla fine quest’ultimo sia stato scorporato come Siri - l’assistente virtuale del sistema operativo di Apple - presente nelle case di 1 miliardo23 d’ignari consumatori. Ma “LifeLog” è solo una parte della storia. C’era anche un altro programma DARPA, anch’esso “scomparso” un anno prima del debutto di Facebook. Spesso citato come ‘il precursore di Facebook’, l’Information Awareness Office (IAO) aveva riunito diversi progetti DARPA di sorveglianza e tecnologia dell’informazione, tra cui il MDDS, che fornì il finanziamento iniziale di Google.
Analisi predittiva e polizia
L’obiettivo dichiarato dello IAO era raccogliere e archiviare le informazioni personali di ogni cittadino statunitense, comprese le loro e-mail personali, i social network, lo stile di vita, i registri delle carte di credito, le telefonate, le cartelle cliniche. Senza, ovviamente, la necessità (e difficoltà) d’ottenere un mandato di perquisizione. Queste informazioni sarebbero tornate utili alle agenzie di Intelligence - con il pretesto di prevedere e prevenire gli incidenti terroristici prima che si verificassero - ricordando il sistema radar di allerta precoce del Project Camelot sviluppato per ‘i rivoluzionari di sinistra’. Nonostante il Governo statunitense abbia apparentemente abbandonato il proprio intento di ‘conoscenza totale’ delle informazioni sugli americani comuni, il nucleo del progetto sopravvisse. Porto in tal senso alla vostra attenzione “Palantir”, la spettrale società d’analisi dati fondata dal membro del consiglio di amministrazione di Facebook, Peter Thiel. Travestita come “fantascienza” nel film Minority Report, l’analisi predittiva poliziesca di Palantir è stata ampiamente utilizzata contro i ribelli in Iraq e dai dipartimenti di polizia negli Stati Uniti. Ovviamente ciò non è una novità per i cinesi. La convergenza dell’analisi dei dati delle big tech con il sistema di crediti sociali cinese è stata utilizzata per molti anni onde eliminare e punire i dissidenti che possono ritrovarsi trattenuti a tempo indeterminato e senza accusa, o processo, nei campi di rieducazione politica per aver sostenuto una ‘sequela sbagliata’ di convinzioni politiche. Ma bisogna anche accettare che tali metodi di repressione orwelliani non hanno avuto origine in Cina. L’invasione della CIA nella sfera pubblica avviene sin dagli anni ‘60, quando gli Stati Uniti importarono anni di Intelligence di controinsurrezione dai satelliti sovietici per contrastare i movimenti contro la guerra e per i diritti civili. Tale dinamica è stata poi intensificata sulla scia degli eventi dell’11 Settembre. E ora, attraverso la backdoor del Covid-19, la conoscenza totale delle informazioni sta tornando in auge, poiché il sistema di crediti sociali cinese è stato implementato con il modello del Green Pass. Prima dei ‘No Vax’ e dei teorici della cospirazione vi erano gli attivisti per i diritti civili e quelli contro la guerra. L’ideologia che guida il dissenso può essere cambiata, ma le tattiche militari utilizzate per contrastarlo rimangono le stesse.
NOTE
1. Bhavani Thuraisingham, Big Data: Have we seen it before? 25 March 2013, https://is.gd/JE08Ed
2. David Hart, On the Origins of Google, National Science Foundation, 17 August 2004, https://is.gd/INRL9B
3. Jeff Nesbit, Google’s true origin partly lies in CIA and NSA, research grants for mass surveillance, Quartz, 8 December 2017, https://is.gd/9JRXMI
4. Joy Rohde, Gray Matters: Social Scientists, Military Patronage, and Democracy in the Cold War, Journal of American History, 1 June 2009, https://is.gd/Qe9hgX
5. Crowd psychology, Psychology Wiki, Fandom, https://is.gd/xYWny5
6. Jared M. Tracy, PhD, Rebuilding Psywar: The Psychological Warfare Division, the Office of the Chief of Psychological Warfare, and the Psywar School at Fort Riley, 1950-1951, Veritas, Vol.7, No. 2, 2011, Office of the Command Historian, https://is.gd/DNXIVu
7. History and Development of the HRAF Collections, Human Relations Area Files, https://is.gd/dp8oNG
8. Latin America, https://is.gd/4HoDPf
9. Joy Rohde, Armed with Expertise Cornell University Press, 2013, https://is.gd/4awjtn
10. Cold War, Britannica, https://is.gd/LJhd24
11. Rani Molla and Peter Kafka, Here’s who owns everything in Big Media today, 27 May 2021, Vox.com, https://is.gd/XDFsGG
12. Steve Andriole, There Will Be 30 Technology Companies In 2030, 10 in 2050, And Then There Will Be None, 25 May 2017, Forbes, https://is.gd/mMT4h3
13. Stephen J. Lukasik, Why the Arpanet Was Built, IEEE Annals of the History of Computing, July-September 2011, https://is.gd/uQiM2o
14. J.C.R. Licklider, Man-Computer Symbiosis, IRE Transactions on Human Factors in Electronics, March 1960, https://is.gd/KcQPSK
15. Defense Advanced Research Projects Agency, Information Processing Techniques Office, https://is.gd/rfeUhJ
16. Neuralink, https://neuralink.com/blog/
17. Military Assistance Command, Vietnam, Wikipedia, https://is.gd/RNGyp8
18. Ho Chi Minh City, Wikipedia, https://is.gd/MI34ps
19. J. Licklider, The Computer as a Communication Device, 1968, semanticscholar.org, https://is.gd/02rfvq
20. Whitney Webb, The Military Origins of Facebook, 12 April 2021, Unlimited Hnagout, https://is.gd/4UbFDf
21. Information Processing Techniques Office, Wikipedia, https://is.gd/E8iln9
22. David Axe, 15 Years Ago, the Military Tried to Record Whole Human Lives. It Ended Badly, Vice.com, 21 MAY 2018, https://is.gd/UfpMuj
23. Jacob Kastrenakes, Apple says there are now over 1 billion active iPhones, The Verge, 27 January 2021, https://is.gd/rbxwy6