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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 18/08/2019, 19:10 
Gli spettri rossi sul Nord Italia visti dalla Svizzera (Observatoire Montsevelier, Val Terbi JU)

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Spettro rosso
Lo spettro rosso è un fenomeno elettrico atmosferico ancora poco studiato. Si manifesta negli strati alti dell'atmosfera, anche fino a 80 km di quota, più precisamente al di sopra di fenomeni temporaleschi, di regola associato alla ionizzazione dell'aria. Raramente è osservabile a occhio nudo.ImmagineUlteriori informazioni su Wikipedia (IT)



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 18/08/2019, 20:26 
Tempo fa vidi un documentario sui fulmini, è davvero incredibile l'energia sprigionata ad ogni temporale. Tra l'altro i fenomeni elettrici che partono dalle nubi e vanno verso l'altro sono di vari tipi gli spritz gli sprite o ghost e tanti altri.



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 26/08/2019, 13:08 
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Quando si parla di distorsione della realtà legata alla propaganda sui cambiamenti climatici, il caso più clamoroso è quello dell’anidride carbonica (CO2). Demonizzata come causa prima del catastrofico riscaldamento globale, ormai considerata nell’immaginario collettivo un “gas satanico”, ogni notizia che aggiorna il suo costante aumento di concentrazione nell’atmosfera viene vissuta con angoscia collettiva (oggi è vicina alle 415 parti per milione, ppm, contro le 315 del 1958).


In realtà l’anidride carbonica è un gas vitale per la nostra sopravvivenza. Insieme alla luce e all’acqua, la CO2 è il terzo dei nutrienti fondamentali per le piante e per il processo di fotosintesi. Vale a dire che senza anidride carbonica non ci sarebbe vita umana. Né la concentrazione attuale può essere vista come un rischio per la salute: nel rapporto “Climate Change 2001”, dell’IPCC, l’organismo Onu che si occupa di cambiamenti climatici, si trova scritto, tra l’altro che la comparsa dei vegetali sul pianeta e la loro colonizzazione della Terra, corrisponde a un periodo in cui la concentrazione della CO2 nell’atmosfera era altissima, oltre le 6.000 ppm, vale a dire a livelli 15 volte superiori a quelli attuali. E a metà degli anni ’90 dello scorso secolo, un rapporto che teneva conto di oltre 300 studi su questo argomento (Plant responses to rising levels of Atmosheric Carbon Dioxide), spiegava che elevando la concentrazione di CO2 fino a 650 ppm, ben 475 varietà di piante studiate registravano un incremento nella crescita di oltre il 50%.

Dove nasce quindi l’idea che la CO2 sia un veleno?

Semplicemente per il fatto che è uno dei gas serra, responsabili – secondo la vulgata corrente – del riscaldamento globale. Ed è anche il principale gas serra su cui le attività umane incidono direttamente. Ma a parte che anche l’effetto serra è fondamentale per la vita dell’uomo (senza i gas serra non ci potrebbe essere vita sulla Terra dato che la temperatura media globale sarebbe di -18°C contro gli attuali +15), l’anidride carbonica rappresenta solo una piccolissima parte di questi gas: tra l’1 e il 5% (oltre il 90% è rappresentato dal vapore acqueo). In più la CO2 prodotta dall’uomo è a sua volta una piccolissima parte di quanto prodotto dalla natura. Già questo dovrebbe far nascere qualche dubbio sul fatto che l’incremento di CO2 nell’atmosfera sia attribuibile esclusivamente all’uomo.

Che l’aumento della temperatura globale sia correlata all’incremento di CO2 nell’atmosfera è un’ipotesi scientifica formulata per la prima volta poco più di cento anni fa dallo scienziato svedese Svante Arrhenius. Ma non ha mai avuto un riscontro certo, anzi successivi scienziati hanno attribuito alla CO2 un ruolo sia nell’aumento sia nella diminuzione delle temperature. Posizioni che a volte troviamo anche nella stessa persona. Clamoroso il caso di Stephen Schneider, professore alla Stanford University, consigliere del presidente americano Bill Clinton, uno dei massimi divulgatori della teoria del riscaldamento globale, che però all’inizio degli anni ’70 scriveva saggi e addirittura un libro per spiegare che l’aumento delle emissioni di anidride carbonica avrebbe congelato il pianeta.

In questa “leggenda nera” sulla CO2 si inserisce poi la sua definizione come “inquinante”, per cui l’aumento di CO2 nell’atmosfera è raccontato come aumento dell’inquinamento. Tale collegamento, peraltro, viene giustificato dal fatto che l’immissione dell’anidride carbonica nell’aria sarebbe legata all’uso dei combustibili fossili, anche questi diventati “nemico numero 1” dell’umanità. Ma la CO2, come abbiamo visto, non solo non è definibile come inquinante ma non è neanche possibile stabilire un rapporto causa-effetto tra inquinamento e CO2. Tanto è vero che – e sono certo che molti saranno sorpresi – nei paesi industrializzati l’inquinamento è in drastica riduzione da decenni, al contrario dei livelli di CO2 che crescono.

Già nel 2002, nel suo rapporto dedicato alle previsioni ambientali, l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) affermava che nei paesi indusrializzati c’era già stata una diminuzione dell’inquinamento atmosferico pari al 70% in quattro anni. E recentemente l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha presentato un rapporto che conferma quanto già sostenuto dall’Ocse: tra il 1990 e il 2016, nei paesi dell’Unione Europea si registrano fortissimi cali nell’inquinamento, che vanno dal 23 al 91% a seconda dei gas esaminati. Questo non significa che non ci sia inquinamento atmosferico ma che, contrariamente a quello che ci viene fatto credere, non solo non è in crescita ma addirittura in drastico calo.

Quando si parla di inquinamento atmosferico nei paesi sviluppati, ci si riferisce essenzialmente a sei elementi, considerati i più importanti a livello statistico e comparativo: anidride solforosa (SO2), ozono (O3), piombo (Pb), ossidi di azoto (NOx), monossidi di carbonio (CO), polveri sottili (Pm). Tutti questi agenti inquinanti sono in diminuzione, e chiunque può fare una semplice verifica andando sui siti delle Agenzie regionali per l’Ambiente (Arpa).


Dunque, l’inquinamento diminuisce mentre la concentrazione di CO2 nell’atmosfera aumenta. Peraltro, proprio la caccia alle streghe lanciata contro la CO2 rischia di diventare un boomerang dal punto di vista ambientale, perché concentrandosi esclusivamente sulla riduzione delle emissioni di CO2 si tolgono risorse alla ricerca e applicazione di tecnologie meno inquinanti.

Riccardo Cascioli

http://www.lanuovabq.it/it/processo-all ... wFu_luS2_k


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 26/08/2019, 13:22 
Cita:

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Un futuro dominato dai veicoli elettrici è un futuro rallentato e inefficiente che affligge il pianeta e le persone

DI LANCE D JOHNSON

pollution.news

In base al New Green Deal, le auto elettriche sono il futuro e presto sostituiranno i motori a combustione alimentati a benzina. Questa tecnologia “verde”, presumibilmente, produce “zero emissioni di gas a effetto serra” e aiuterà a salvare il mondo dal baratro del cambiamento climatico.

Quest’imbonimento, adottato dai Democratici nel ciclo elettorale del 2020, non potrebbe essere più lontano dalla verità. I motori diesel sono più ecologici dei veicoli elettrici.Secondo una valutazione ecologica dell’Istituto IFO in Germania, le auto elettriche hanno un’impronta di carbonio peggiore, se si considera il modo in cui sono fabbricate e quanta energia viene estratta dalla rete elettrica per mantenerle cariche. Sono necessarie enormi quantità di energia per estrarre litio, cobalto e manganese necessari per produrre le batterie per le auto elettriche. Questo processo, preso singolarmente, presuppone da 11 a 15 tonnellate di CO2 solo per produrre una batteria Tesla modello 3.

I veicoli elettrici a carica lenta sono inefficienti, mettono a rischio la reteelettrica e causano più emissioni rispetto ai motori diesel

Tuttavia, al fine di mantenere carichi i veicoli elettrici, l’energia viene prelevata dal mix di rete(1), che richiede più carbone, più gas e conseguentemente più emissioni di CO2. Sebbene le auto elettriche non causino emissioni direttamente dal veicolo, richiedono 180 grammi di CO2 per chilometro, se vengono considerati i requisiti di produzione e ricarica della batteria. Secondo i ricercatori tedeschi, ciò causa fino al 28 percento in più di inquinamento rispetto a un motore diesel.
I ricercatori tedeschi ritengono che i veicoli alimentati a idrogeno o motori a combustione, che utilizzano metano “verde“, offrano maggiori vantaggi per l’ambiente, consentendo di accumulare picchi di energia eolica e solare in eccesso, per aumentare la sostenibilità dell’energia pulita a lungo termine.

Al fine di sostenere i benefici dell’energia pulita a lungo termine, ogni Paese dovrebbe cercare di diversificare le fonti del proprio consumo di energia, oppure potrebbe essere costretto a dipendere da altri Paesi, mettendo a dura prova le risorse a livello globale, minacciando al contempo la necessità a lungo termine, valore e crescita delle fonti energetiche pulite. Questo dato di fatto è ignorato dai sostenitori di ambiziosi (sconsiderati) programmi socialisti come il Green New Deal. Programmi come questi arrestano il progresso sul mercato, offrendo un maggiore controllo economico agli oligarchi e mettendo un limite al progresso in materia di ambiente. Esistono tecnologie più pulite ed efficienti dei veicoli elettrici. Le autorizzazioni per la tecnologia “verde” utilizzano sussidi, sostenuti dai dollari dei contribuenti, per controllare il mercato e trasmettere guadagni agli investitori avidi.

In America, il progresso in materia di ambiente può avvenire solo attraverso l’opportunità economica, non la compromissione economica. L’innovazione del mercato, determinata da una comunicazione di dialogo aperto, dovrebbe essere prioritaria rispetto ad autorizzazioni uniche per tutti. La protezione della diversità, nella generazione di energia, dovrebbe avere la precedenza su precisi dettami ambientali e sul capitalismo clientelare che ne deriva. La normativa in materia di ambiente dovrebbe rendere le aziende responsabili nei confronti della legge, ma non dovrebbe causare il razionamento delle risorse, in modo che solo i ricchi e i ben ammanicati possano goderne.

Dopotutto, un futuro dominato dai veicoli elettrici è un futuro rallentato e inefficiente che tortura il pianeta e le persone. Mentre i progressi nell’energia pulita sono grandiosi per il pianeta, i voli commerciali, i grandi motori e le auto veloci avranno sempre un posto in America!

Chi vuole essere bloccato nel traffico, in attesa di auto elettriche scadenti che si affidano a batterie che si esauriscono? Dove vanno [a finire] tutte le batterie spazzatura quando sono scariche? Come resisterà la rete elettrica, in un Paese dominato da flotte di batterie a carica lenta?

Traduzione della didascalia: Un furgone a benzina, che traina un generatore diesel, che ricarica un’auto elettrica. Il futuro è irragionevole…

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fonte: https://comedonchisciotte.org/un-futuro-dominato-dai-veicoli-elettrici-e-un-futuro-rallentato-e-inefficiente-che-affligge-il-pianeta-e-le-persone/



si fotta Greta, i gretini e tutto il FALSO movimento GREEN che serve solo a muovere miliardi di € per le quote di emissione e mettere il bavaglio agli stati in via di sviluppo ai quali è vietato di industrializzarsi come abbiamo fatto no occidentali. E' solo concorrenza sleale.



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 16/09/2019, 21:14 
Cita:


Il buco dell’ozono si sta riducendo: la rivelazione di Copernicus. “Potrebbe essere uno dei più piccoli degli ultimi 30 anni”
In vista della Giornata Internazionale per la preservazione dello strato di ozono delle Nazioni Unite, secondo gli scienziati del Copernicus Atmosphere Monitoring Service il buco dell’ozono del 2019 potrebbe essere uno dei più piccoli degli ultimi 30 anni

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Secondo gli scienziati del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), la comparsa annuale in Antartide del buco dell’ozono potrebbe essere una delle più piccole mai registrate dalla metà degli anni ’80. A meno di un mese dall’inizio della stagione del buco dell’ozono, gli scienziati del CAMS hanno osservato come quest’anno il buco dell’ozono si stia riducendo ad una dimensione di circa la metà di quanto si registri in questo periodo dell’anno. Oltre ad essere molto più piccolo rispetto agli ultimi anni, il buco dell’ozono è anche “fuori centro” e “fuori asse”. Le previsioni indicano che, dopo aver raggiunto un minimo locale la scorsa settimana, il buco dell’ozono potrebbe ricominciare a crescere gradualmente, ma è improbabile che raggiungerà nuovamente l’ampiezza degli ultimi due o tre decenni.

Il Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), implementato dal Centro Europeo per le previsioni metereologiche a medio termine (ECMWF) per conto dell’Unione Europea, contribuisce all’impegno internazionale per la preservazione dello strato di ozono monitorando e fornendo continuamente dati accurati sullo stato attuale. Le osservazioni satellitari sono combinate con i modelli computazionali dell’atmosfera, come avviene per le previsioni metereologiche. Il monitoraggio del buco dell’ozono è fondamentale, in quanto lo strato di ozono stratosferico ha l’importante funzione di fare da scudo e di proteggere il pianeta dagli effetti dannosi delle radiazioni ultraviolette.

Tipicamente il buco dell’ozono in Antartide comincia a formarsi ogni anno ad agosto, raggiungendo il massimo della sua dimensione ad ottobre, per poi chiudersi nuovamente a dicembre. Tuttavia, i dati del CAMS rivelano che il buco dell’ozono in Antartide ha cominciato a formarsi con circa due settimane di anticipo rispetto a quanto previsto e rispetto agli anni precedenti. Dall’inizio di settembre, il vortice polare (aria fredda nella stratosfera oltre l’atmosfera terrestre) che fornisce le condizioni per la formazione del buco dell’ozono, si è spostato “fuori centro” e si è indebolito a causa di un improvviso evento di riscaldamento stratosferico (SSW). Le temperature nella stratosfera superiore, infatti, stanno aumentando fino a 40 gradi sopra la norma, motivo per cui il vortice polare è stato più instabile del normale.

Il buco dell’ozono si è presentato per la prima volta decenni fa a causa delle emissioni nocive immesse dall’uomo nell’atmosfera, come sostanze chimiche derivanti da aerosol, refrigeranti, pesticidi e solventi. La Giornata Internazionale per la preservazione dello strato di ozono è stata creata dalle Nazioni Unite per commemorare la firma del Protocollo di Montreal da parte di 196 stati e dell’UE, avvenuta nel 1987, per bandire l’utilizzo delle principali sostanze chimiche dannose per l’ozono.

La Giornata delle Nazioni Unite si svolgerà il 16 settembre e quest’anno avrà come tema “32 anni e guarigione”, un’occasione per celebrare il graduale riassorbimento del buco dell’ozono. CAMS sta monitorando la formazione del buco dell’ozono giorno dopo giorno e fornirà previsioni su come il buco dell’ozono si presenterà con cinque giorni di anticipo. L’attività del CAMS può fornire un’idea chiara su come e se lo strato di ozono si stia rimarginando nel tempo, grazie a quanto concordato nel Protocollo di Montreal e dei suoi emendamenti che hanno vietato l’uso delle principali sostanze chimiche dannose per l’ozono.

Secondo le Valutazioni Scientifiche sulla Riduzione dell’Ozono del 2018 prodotte sotto gli auspici del WMO, il recupero dello strato di ozono ai livelli pre-1970 avverrà intorno al 2060.

“Nonostante questo tipo di attività sia molto insolita, non c’è motivo di compiacersi”, commenta Vincent-Henri Peuch, Head of the Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS). “Il recupero dello strato di ozono dipende dal cambiamento climatico e dal raffreddamento, a lungo termine, nella stratosfera, che può esacerbare la perdita di ozono e ritardare il processo. Inoltre, la possibilità che si verifichino emissioni non autorizzate di sostanze che riducono l’ozono non può essere esclusa. Infatti, le emissioni della seconda sostanza più abbondante nell’atmosfera, il clorofluorocarburo (CFC 11), sono state rilevate lo scorso anno. È molto importante mantenere un forte impegno internazionale per monitorare il recupero dello strato di ozono e gli eventi relativi al buco dell’ozono”.

Ulteriori informazioni e animazioni 3D sullo stato attuale del buco dell’ozono sono disponibili sul sito del CAMS: https://atmosphere.copernicus.eu/monitoring-ozone-layer

Come avviene la formazione del buco dell’ozono antartico

Le sostanze contenenti cloro e bromo si accumulano all’interno del vortice polare dove, nell’oscurità, rimangono chimicamente inattive. Nel vortice, le temperature possono scendere fino a -78 gradi Celsius e, nelle nuvole stratosferiche polari, possono formarsi dei cristalli di ghiaccio che svolgono un ruolo fondamentale nelle reazioni chimiche. Quando il sole sorge sul polo, l’energia solare rilascia cloro chimicamente attivo e gli atomi di bromo vengono rilasciati nel vortice, distruggendo rapidamente le molecole di ozono e causando la formazione del buco.

Nel 2019, l’aria fredda con bassi livelli di ozono all’interno del vortice polare si è mischiata con aria più calda e più ricca di ozono proveniente dall’esterno del vortice, che potrebbe aver diluito e disattivato una frazione dei prodotti chimici che riducono lo strato di ozono. Questo significa che c’è meno possibilità che si verifichi una rapida distruzione dell’ozono quando il sole primaverile apparirà in Antartide e, di conseguenza, un buco dell’ozono più piccolo.




http://www.meteoweb.eu/2019/09/il-buco- ... i/1314303/


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 20/09/2019, 14:39 
https://www.huffingtonpost.it/entry/cen ... t-homepage



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 24/09/2019, 13:15 
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Non si arresta la “lotta” di Greta Thumberg per il clima, così come non si arrestano le lacrime che scorrono sul suo volto, mentre recita – in modo discutibile, teatralmente parlando – il suo discorso al Climate Summit dell’ONU di New York, in corso al Palazzo di Vetro.

La sedicenne svedese accusa i potenti del mondo di averle rubato i sogni e l’infanzia e di “non essere abbastanza maturi per dire come stanno le cose”. Sarà anche vero. Ma sarebbe bene che la giovane provasse a rendersi conto che, forse, anche chi le sta attorno non la sta aiutando a vivere bene la sua l’infanzia: ossia l’alveo costituito da coloro che la strumentalizzano, come politici social-democratici svedesi, esperti di marketing proprietari di start-up e persino familiari, autori di libri.

Si arriva, a questo punto del discorso, al catastrofismo, mediante la frase “siamo all’inizio di un’estinzione di massa”, la quale, però, non viene coadiuvata da argomentazioni, esempi e dati scientifici, che sarebbe sempre bene avere con sé, quando si fanno determinate esternazioni.
Infatti, la stessa Thumberg, nei giorni scorsi, a Whashington, ha esortato tutti ad ascoltare gli scienziati, proprio perché molti studiosi ritengono fondate le preoccupazione in tema di clima e di ambiente. Sarebbe, quindi, opportuno avere i dati che si dicono di possedere alla mano, quando si parla ad una conferenza internazionale.

Infine, il riferimento al denaro: “tutto ciò di cui riuscite a parlare sono i soldi e l’illusione di una crescita economica perenne”. Sembrerebbe un attacco al consumismo, che caratterizza questa epoca. Tuttavia, i danni all’ambiente causati da quelli che la Thumberg chiama “potenti del mondo”, sembra che si vogliano risolvere solo mediante l’introduzione di eco-tasse, come, ad esempio, quella annunciata in Francia sui biglietti aerei e quella in programma in Italia sulle automobili. Nuove tasse, che, quindi, verranno pagate da persone comuni.

Ad ogni modo, Greta ha detto qualcosa di particolarmente sensato, riferendosi al fatto che dovrebbe essere a scuola e non all’ONU. Forse questa parte del discorso deve essere sfuggita al neo-ministro dell’Istruzione Fioramonti, il quale si adopera per emanare una circolare, nella quale chiede agli istituti di giustificare a prescindere le assenze che gli studenti faranno, per partecipare alla protesta ambientalista del 27 settembre.

https://loccidentale.it/greta-thunberg- ... entalismo/

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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 24/09/2019, 13:16 
«L’origine antropica del riscaldamento globale è una congettura»

(Emanuele Boffi 28 giugno 2019 Società)

Bisogna basarsi sui «fatti», non sulla «propaganda». Intervista al professor Ricci, tra i firmatari dell’appello “Clima, una petizione controcorrente”

«Non si può prendere una ragazzina e mandarla in giro per il mondo a “lottare”, ho proprio sentito usare questo verbo come slogan nelle varie manifestazioni di piazza, contro il cambiamento climatico. Ma che significa? È un’affermazione che ha la stessa logica di chi afferma di volere “lottare” contro il fatto che la terra giri su se stessa». Renato Angelo Ricci, professore emerito di Fisica all’Università di Padova, già presidente della Società italiana di Fisica e della Società europea di Fisica, è tra i firmatari di “Clima, una petizione controcorrente” pubblicata qualche giorno fa dall’Opinione.
Cosa “non” sappiamo

La lettera, indirizzata ai politici, raccoglie le firme di studiosi, professori, esperti di alto livello sul tema del “riscaldamento globale antropico”. Oltre a Ricci, l’hanno sottoscritta personalità accademiche importanti come Uberto Crescenti, Franco Prodi, Antonino Zichichi. La missiva è ricca di dati, spiegazioni, «fatti», come scrivono i firmatari, per richiamare tutti a un sano realismo di fronte ai sempre più frequenti allarmismi climatici. «La nostra petizione – spiega Ricci a tempi.it – vuole rimettere le cose un po’ in ordine e riportare il problema sui sentieri di un serio dibattito scientifico. Spiegare cosa sappiamo a proposito di cambiamenti climatici e, soprattutto, cosa “non” sappiamo. Perché, vede, la prima questione da puntualizzare è proprio questa: è più quel che non si sa, di quel che si sa. Uno scienziato che si voglia serio, che non si faccia guidare dalla propaganda e che non si lasci trascinare in polemiche e allarmismi inutili, deve basarsi sui fatti, essere disposto a proporre ipotesi che possano essere discusse, non accontentarsi di modelli, considerati infallibili, che prefigurano opinabili scenari. Insomma, deve seguire il metodo galileiano. Altrimenti il suo non è un atteggiamento scientifico, ma fideistico».
Posizione anticatastrofista

La petizione tocca diversi punti oggi al centro della discussione pubblica, andando a smontare diverse affermazioni che ormai, come nota Ricci, «sono diventate “verità incontrovertibili”. Ma dire “verità incontrovertibili” nel linguaggio scientifico è una bestemmia. Permettere poi che si confonda il problema climatico con le giuste preoccupazioni relative all’inquinamento (la Co2 non è un inquinante, semmai un gas serra, meno importante ad esempio del metano e del vapore acqueo) e con altri problemi ambientali reali è mistificante. La nostra è una ferma posizione anticatastrofista analoga a quella di anni fa contro i falsi allarmismi dell’”elettrosmog” e degli Ogm (organismi geneticamente modificati)».
Miliardi di euro

Il lettore avrà la pazienza di seguire il link sopra riportato per approfondire le tematiche toccate dalla petizione, qui si riporta l’osservazione di Ricci che si dice sconcertato dal fatto che «ormai pare non si possa più discutere di nulla. Chi pone dubbi sui cambiamenti climatici d’origine antropica è messo al bando. È qualcosa di assurdo. Ormai ci sono scienziati che devono aspettare la pensione per potere dire cosa pensano perché, se solo lo facessero mentre sono in attività o se solo osassero mettere in discussione le tesi dell’Ipcc (Intergovernamental Panel on Climate Change), sarebbero subito additati come “negazionisti”, imbecilli o addirittura criminali». Risultato? «Il risultato è che poi i responsabili dei vari Stati prendono provvedimenti in base a questi assunti e spendono miliardi di euro che potrebbero essere destinati a cause migliori».
Il clima cambia

I cambiamenti climatici ci sono sempre stati e ci saranno sempre (per dirla con Franco Prodi, quel che è certo del clima è che cambia). Nella petizione si ricorda «che il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni». Al contrario, «l’origine antropica del riscaldamento globale è una congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models». Ricci e gli altri scienziati contestano in particolare due “dogmi”: «Il primo – ci spiega il professore – è l’assunto secondo cui il “riscaldamento globale è appurato che sia di origine essenzialmente (al 99%!) antropica”. Il che discende dalla sequenza riduttiva: cambiamento climatico = riscaldamento globale = riscaldamento globale antropico. Una semplificazione senza significato. Se stiamo ai dati, non è scientificamente realistico attribuire all’uomo la responsabilità quasi totale del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Chi lo fa, si affida a modelli che sovrastimano l’incidenza antropica mentre sottostimano la variabilità climatica naturale, fenomeno assai complesso che implica l’uso di numerosi parametri, molti dei quali tutt’altro che definiti».
La natura governa il clima

Assunto numero due. A Ricci e agli altri che s’oppongono alla vulgata allarmista non va giù che sia fatta passare l’affermazione secondo cui «il 97 per cento degli scienziati sono d’accordo sul fatto che i cambiamenti climatici sono d’origine antropica. A parte il fatto che le verità scientifiche non si affermano a colpi di maggioranza (Galileo insegna), ciò comunque non è vero, è falso. Come abbiamo ricordato anche nella petizione, già moltissimi autorevoli colleghi come quelli (migliaia) riuniti intorno al fisico Frederick Seitz, già presidente della National Academy of Sciences americana, oltre a quelli aderenti al Non-governamental International Panel on Climate Change (Nipcc), sostengono che “la natura, non l’attività dell’uomo, governa il clima”».
Altri dieci anni. Ancora

Semmai, aggiunge Ricci con amara ironia, «l’unico 99 o 97 per cento di consensi che si raccoglie attorno a una tesi è costituito dalla grande stampa e dai mezzi di comunicazione (purtroppo anche di divulgazione scientifica, che confondono opportunisticamente un sano scetticismo e dubbio scientifico con le banalità delle fake news) schierati compattamente dalla parte di chi sostiene il riscaldamento globale antropico. E, così, ogni dieci anni, ci dicono che abbiamo solo dieci anni per salvare il pianeta. Ne sono passati più di trenta. Ormai non si è perso solo il lume della ragione scientifica, ma anche il senso del ridicolo».

Foto Ansa

https://www.tempi.it/lorigine-antropica ... ongettura/


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MessaggioInviato: 24/09/2019, 13:18 
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Antonio Zichichi – noto fisico e divulgatore scientifico italiano e professore emerito del dipartimento di fisica superiore dell’Università di Bologna – ci spiega perché secondo lui il riscaldamento globale evocato dagli scienziati sarebbe la più grande bufala di tutti i tempi.

“Proibiamo di immettere veleni nell’aria con leggi draconiane, ma ricordiamoci che l’effetto serra è un altro paio di maniche, e noi umani c’entriamo poco. Sfido i climatologi a dimostrarmi che tra cento anni la Terrà sarà surriscaldata. La storia del climate change è un’opinione, un modello matematico che pretende di dimostrare l’indimostrabile”.

Antonio Zichichi, 85 anni, in una intervista a Il Mattino avverte: “Noi studiosi possiamo dire a stento che tempo farà tra quindici giorni, figuriamoci tra cento anni”. E poi si chiede Zichichi: “In nome di quale ragione si pretende di descrivere i futuri scenari della Terra e le terapie per salvarla, se ancora i meccanismi che sorreggono il motore climatico sono inconoscibili? Divinazioni”.

Lo scienziato spiega che “per dire che tempo farà tra molti anni, dovremmo potere descrivere l’evoluzione del tempo, istante per istante, sia nello spazio che nel tempo. Ma questa evoluzione si nutre anche di cambiamenti prodotti dall’evoluzione stessa. È un sistema a tre equazioni che non ha soluzione analitica”. Quindi, perché molti scienziati concordano sul riscaldamento globale? “Perché hanno costruito modelli matematici buoni alla bisogna. Ricorrono a troppi parametri liberi, arbitrari. Alterano i calcoli con delle supposizioni per fare in modo che i risultati diano loro ragione. Ma il metodo scientifico è un’altra cosa”.

“Occorre distinguere nettamente tra cambio climatico e inquinamento. L’inquinamento esiste, è dannoso, e chiama in causa l’operato dell’uomo. Ma attribuire alla responsabilità umana il surriscaldamento globale è un’enormità senza alcun fondamento: puro inquinamento culturale. L’azione dell’uomo incide sul clima per non più del dieci per cento. Al novanta per cento, il cambiamento climatico è governato da fenomeni naturali dei quali, ad oggi, gli scienziati, come dicevo, non conoscono e non possono conoscere le possibili evoluzioni future. Ma io sono ottimista”.

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/11863436/Il-guru-Zichichi-smonta-le-eco.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 24/09/2019, 13:21 
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Ammettiamolo: uno come Lorenzo Fioramonti all’Istruzione ci voleva. Ci voleva per il semplice fatto che un ministro che teorizzasse lo sciopero come surrogato dell’offerta scolastica effettivamente ci mancava in quell’autentica galleria degli orrori che, salvo qualche eccezione, è stato il Miur dal dopoguerra in poi.
Il post con cui autorizza i presidi a giustificare l’assenza di quegli studenti (tutti, ovviamente) che ogni venerdì preferiranno la piazza all’aula a maggior gloria di Greta Thunberg, è una resa incondizionata alla demagogia travestita da trasgressivismo.
Forse Fioramonti aveva in mente il fecondo anticonformismo del professor John Keating dell’Attimo fuggente, ma è riuscito solo a fare la parodia dell’Ecce Bombo di Nanni Moretti: una robetta de sinistra, coda post-ideologica dello sciocchezzaio ideologico che in decenni – prima contro la scuola borghese, poi quella dell’autoritarismo, quindi quella del nozionismo e infine la scuola stessa al netto di ogni ismo – ha ridotto la pubblica istruzione ad un allevamento di somari. Con la differenza che prima il 6 politico si strappava con la lotta mentre oggi il filone di massa con giustifica incorporata reca addirittura il timbro ministeriale. Una vera assurdità, alla luce del coma profondo in cui versa la scuola.
Fioramonti ignora il coma della scuola

Lo ha certificato L’Istat a maggio, citando il Rapporto Sdg sullo Sviluppo sostenibile del 2018: il 34,4 per cento degli studenti italiani di terza media «non raggiunge un livello sufficiente di competenza alfabetica». Percentuale che sale al 40, addirittura a 50 al Sud, sulla competenza numerica. Una Caporetto culturale. Conosce questi numeri signor ministro? Sa che quel rapporto metteva al quarto posto l’obiettivo «istruzione di qualità per tutti»? Lei pensa di centrarlo con una scuola in funzione dal lunedì al giovedì o crede davvero che chi sciopera il venerdì torni in classe il giorno dopo? Coraggio, si riconnetta al mondo reale. Tanto più che tra modello finlandese, merendine tassate e sciopero con week-end ha già mostrato di essere fuori posto. Non è il primo, in verità. Ma almeno i suoi predecessori tentavano di emulare Giovanni Gentile, l’unico – chissà perché – al quale sia riuscito di riformare sul serio la scuola. Lei, invece, è solo un grillino aspirante gretino. A conferma che al peggio, purtroppo, non c’è mai fine.

https://www.secoloditalia.it/2019/09/la ... ritacarne/


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 24/09/2019, 18:42 
Greta ho la sensazione di una ragazzina che parla tramite un extraneo...........
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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 24/09/2019, 20:24 
No, diciamo che è ... TELEGUIDATA! [;)] [:o)] [:306]


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 25/09/2019, 13:01 
xkjes ha scritto:
Greta ho la sensazione di una ragazzina che parla tramite un extraneo...........
tipo la "Madonna" [:299]


huushdsadhusdahudsahudashusad certamente, facciamola SANTA!

Greta è solo un burattino, ed anche molto fruttuoso per i genitori che invece di mandarla a scuola le fanno fare la marionetta. ancora ppiù idioti quelli che le danno retta.



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 25/09/2019, 13:36 
Intanto però..........

http://www.meteoweb.eu/2019/09/ghiaccia ... o/1318397/



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 25/09/2019, 14:34 
Pazienza, il clima è ciclico tra qualche migliaio di anni si riformeranno.



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