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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 29/09/2019, 18:06 
Ma se vi domandassero chi secondo voi sversa più plastica nei mari (uno dei più grossi problemi dell'ultimo secolo), voi altri cosa rispondereste???

....Scommetto che una larga parte darebbe subito la colpa a quei cattivoni di americani vero???

....E invece vi sbagliate!!! .......


https://www.repubblica.it/dossier/ambie ... refresh_ce



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 29/09/2019, 18:46 
[:302] [:302] ho sempre visto plastica USA e getta, mai plastica RUS e getta



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 29/09/2019, 19:02 
ha perso la scommessa [:246]
lo sappiamo, non sono gli americani, loro la mandano in Africa e Asia così gliela smaltiscono [:246]
ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 02/10/2019, 12:31 
Note sulla teologia Gaiana: la Dea è un superorganismo?


DI UGO BARDI

lesakerfrancophone.fr

La bellezza della teologia gaiana è che, contrariamente alla teologia ordinaria, non dovete fidarvi soltanto di relazioni di seconda mano circa il soggetto dei vostri studi. Gaia esiste e potete percepirla tutt’intorno a noi. Allora, la domanda è: che cosa è, o anche: chi è lei?

Come sapete l’idea moderna di Gaia in quanto cittadina della sfera terrestre è stata sviluppata negli anni 1970 da James Lovelock. Si è poi evoluta in differenti versioni ed è stata fraintesa in vari modi. Per esempio, Toby Tyrrell ha scritto un intero libro cercando di dimostrare che “Gaia “non esiste. Ed è riuscito solo a dimostrare che si può scrivere un intero libro su qualcosa che non si capisce affatto.

Ma è vero che certi modi di comprendere Gaia sono insostenibili alla luce di ciò che sappiamo della biologia. Si parla a volte di Gaia come di un “superorganismo” e a volte di come si impegni a ottimizzare l’ecosistema per gli esseri viventi. Ciò non è possibile, come spiega per esempio un testo di Victor Gorshkov e Anastasia Makarieva del 2003 nel quale gli autori notano correttamente che se si suppone che Gaia sia un superorganismo, allora non può esistere.

Però, un attimo. Chi ha detto che Gaia è un superorganismo? E poi, che cos’è un superorganismo? Il termine è sufficientemente vago per poter essere usato e capito male. In generale si tratta di un assemblaggio di sottounità biologiche che non si riproducono individualmente, ma che per la bisogna dipendono da organi specializzati. Una cellula eucariota è un superorganismo, così come una colonia di formiche. e se tu, caro lettore, sei un essere umano, allora anche tu sei un superorganismo . Ma questo non vuol dire che Gaia lo sia. Per esempio, ho tra le mani il libro di Lovelock del 1988 “Gli anni di Gaia “e non trovo il termine “superorganismo”, che si riferisca a Gaia.

All’opposto, Lovelock aveva un’idea molto chiara di quello che è Gaia e lo ha descritto con il suo modello “Daisyword “un ecosistema molto semplificato composto da margherite che possono essere nere o bianche. Notate che le margherite non sono di due specie, come si spiega chiaramente nel libro, sono una sola specie con un certo polimorfismo nella loro pigmentazione. Il meccanismo gaiano di Daisyworld consiste nel modificare leggermente la frequenza di uno dei loro alleli – cioè che l’allele tinta bianca diventa più frequente o prevalente- per contrastare un aumento progressivo della radiazione solare. Esse lo fanno per mantenere una temperatura ottimale, ma questo influenza anche l’ambiente. Con un maggior numero di margherite bianche, l’albedo del pianeta aumenta, la luce del sole è maggiormente riflessa nello spazio e il pianeta si raffredda. Un evento raro nell’ecosistema reale, ma certe alghe possono utilizzare questa strategia.

Immagine

Il modello Daisyword è una di quelle idee geniali che possono essere del tutto incomprese. È stata capita male: è stata percepita come un giocattolo, o come se non avesse rapporto col mondo reale, o semplicemente come insignificante. Però attenti: potete dire che è troppo semplice, rozza, ingannevole, quel che volete, ma tutti i modelli sono falsi e tutti i modelli sono utili se si tiene conto dei loro limiti. Questo è il caso di Daisyworld, un modello “a livello Zero” che apre per noi una visione completamente nuova sul funzionamento dell’ecosistema terrestre – Gaia. Un vero colpo di genio da parte uno degli spiriti più brillanti della nostra epoca.

Comunque ciò che discutiamo qua è il fatto che le margherite di Daisy World NON sono un superorganismo. Non hanno nulla della struttura complessa delle sottounità che costituiscono un superorganismo. Non si tratta che di una popolazione di individui vagamente accoppiati. In questo caso agiscono sull’ambiente modificando leggermente il loro genoma, Lovelock aveva in mente una scala temporale di milioni di anni, dunque c’era tempo a sufficienza perché il genoma cambiasse. Ma questa non è una condizione indispensabile, in una scala temporale più breve non abbiamo bisogno di intervenire sul genoma per far scattare il meccanismo gaiano. Ecco come Gorshkov e Makarieva descrivono il concetto che chiamano “regolazione biotica”.

Supponiamo che gli oggetti viventi capaci di controllare l’ambiente siano gli alberi e che la caratteristica ambientale da regolare sia la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Supponiamo inoltre che durante una grande perturbazione atmosferica (eruzione vulcanica, attività antropiche), la concentrazione globale dell’anidride carbonica dell’atmosfera diventi notevolmente superiore all’ottimale biotico. Tutti gli alberi del pianeta coperto di foreste affrontano delle condizioni ambientali sfavorevoli più o meno uguali per tutti. Gli alberi normali cominciano immediatamente a lavorare per eliminare il carbonio dall’atmofera allo scopo di ristabilire la concentrazione ottimale di anidride carbonica. Questo può avvenire per esempio depositando l’eccesso di carbonio atmosferico sotto forma organica nel suolo e nei sedimenti.

Un diverso meccanismo Gaiano potrebbe non coinvolgere soltanto la biosfera ma l’insieme del metasistema formato dalla geosfera, dall’atmosfera e dalla biosfera. È il caso del ciclo geologico del carbonio che sembra essere stato fondamentale per mantenere la temperatura della terra all’incirca costante su una scala temporale di centinaia di milioni di anni, come ho spiegato in un articolo precedente.

Nessuno di questi meccanismi implica un controllo centralizzato, né altruismo, né intelligenza, né pianificazione o altre cose di questo genere – nessun superorganismo di nessun genere. Ed ecco che Gaia ci appare. È una proprietà sviluppata dall’ecosistema che si traduce in retroazioni interne che tendono a mantenere il sistema in uno stato omeostatico.

Tornando alla teologia, adesso possiamo rispondere alla domanda posta all’inizio, chi è Gaia? In quanto fenomeno collettivo dell’ecosistema, assomiglia molto ai demoni che Gesù incontra nel paese dei Geraseni quando gli dicono “Il mio nome è legione, perché noi siamo molti”. Allora, Gaia è un demone? Forse. Nell’antichità, il concetto di demone (δαίμων) non aveva in sé la valenza negativa che gli verrà poi attribuito in seguito dal Cristianesimo. Un demone è una forza, un aggregato, un’egregora della natura, generalmente benevolo, ma non onnipotente.

Le parole hanno il significato che noi vogliamo attribuire loro: possiamo dire che Gaia e “solo” un ecosistema e che non è affatto una dea, nel senso che certamente non è benevola e misericordiosa e che non deve essere adorata (certamente no!). Ma c’è anche il concetto di “deferenza ” definito come un “un sentimento di profondo rispetto con sfumature di paura”. Il rispetto dovrebbe essere un atteggiamento appropriato nei confronti di una creatura estremamente potente che può fare strame dell’umanità in un tempo infinitesimo.

Se voi non venerate o peggio disprezzate la Dea, male ve ne incoglierà : gli antichi avevano il concetto di hybris (ὕβρις) che provocava la Nemesi (Νέμεσις), la dea della vendetta, che dava un castigo appropriato a coloro che si rendevano colpevoli di un’eccessiva confidenza. Potrebbe essere che Nemesi non sia che un altro nome di Gaia, ma a ben guardare non abbiamo bisogno di una Dea in collera per distruggere l’umanità, sembriamo perfettamente in grado di farlo da soli. In conclusione tutto è nelle mani delle Moire (Μοῖραι) (le Parche dei Romani N.d.T.) che svolgono dalle loro mani il filo del destino

Fonte: https://comedonchisciotte.org/note-sulla-teologia-gaiana-la-dea-e-un-superorganismo/

Cita:
Ugo Bardi
Ugo Bardi insegna fisica chimica all’Università di Firenze ed è anche membro del Club di Roma. È interessato al tema dell’esaurimento delle risorse, ai modelli di dinamica dei sistemi, alle scienze climatiche ed alle energie rinnovabili.



Fonte: https://lesakerfrancophone.fr



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 06/10/2019, 12:21 
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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 06/10/2019, 14:32 
Il legame che unisce Greta Thunberg, i potenti della Terra e i cambiamenti climatici

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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 16/11/2019, 15:29 
State un pò in guardia amici delle Regioni del nord qui da stamattina soffia un forte vento di Scirocco che da noi porta innalzamento delle temperature e forse un pò di pioggia mista a sabbia del Deserto, però da voi al Nord vi arrivano piogge molto forti con rischio di allagamenti e forti mareggiate. [8]



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 16/11/2019, 17:00 
La Grande Truffa del Riscaldamento Globale

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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 12/12/2019, 18:30 
Ci hanno sempre detto che i poli sono a rischio estinzione e invece...


«Con 2 gradi in più, ghiaccio solo sull’Himalaya e ai Poli»
L’appello

È l’allarmante scenario dipinto da un gruppo di 40 scienziati della criosfera, secondo cui i Governi mondiali devono limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi



Contenere l’aumento medio della temperatura globale entro 1,5 gradi per la fine secolo altrimenti anche con +2 gradi «i ghiacci in tutto il mondo scompariranno: nel lungo termine, con +2 gradi centigradi non rimarrebbe quasi nessun ghiacciaio al di fuori dell’Himalaya e dei Poli, e a ciò si aggiunge la perdita di neve che danneggerebbe l’approvvigionamento idrico. È l’appello ai governi di un gruppo di 40 scienziati della criosfera.

Il limite di +1,5 di aumento medio della temperatura globale rispetto a quella preindustriale, viene definito dal gruppo di scienziati «un guardrail» per il Pianeta. I rischi e gli impatti a lungo termine per la criosfera (poli, regioni tropicali, quelle di alta montagna) sono maggiori a temperature più elevate.

L’appello ad una azione più aggressiva arriva a Madrid mentre le negoziazioni alla Conferenza mondiale sul clima si avviano alla fine. Ed è il risultato del loro rapporto «Cryosphere 1.5 gradi» che combina quanto emerge dai due rapporti speciali dell’Ipcc (il panel intergovernativo di scienziati sui cambiamenti climatici) sugli 1,5° (del 2018) e quello su Oceani e Criosfera (del 2019) con nuove ricerche che rivelano un futuro dove i ghiacci in tutto il mondo scompariranno.

Il rapporto esorta i governi a limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi per una semplice questione di fisica («il punto di fusione dell’acqua»).

La ragione per cui gli autori hanno deciso di pubblicare questo rapporto è che l’Ipcc pubblicherà il suo prossimo Rapporto di Valutazione completo solo nel 2021, ma i Paesi devono presentare i loro nuovi «Contributi a livello nazionale» (Ndc) cioè gli obiettivi e gli interventi per contenere il riscaldamento globale nel corso del prossimo anno che si concluderà con la Cop26 a Glasgow, organizzata da Italia e Regno Unito.

Fra le ragioni più importanti dell’appello, c’è un aumento delle emissioni di carbonio del permafrost a causa di eventi di «brusco disgelo», una perdita di ghiaccio di molto maggiore nel Mar Glaciale Artico. Tale perdita, a sua volta, accelererà non solo il disgelo del permafrost, ma anche lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, innalzando il livello dei mari a livello globale.

C’è un rischio molto maggiore di aumento irreversibile e massiccio del livello dei mari a 2 gradi (12-20 metri o più nel lungo termine). Le conseguenze per la pesca negli oceani polari a causa dell’acidificazione, che si verifica più rapidamente nelle acque polari che altrove - sono stati già osservati dei segni di danni alle conchiglie.



https://www.cdt.ch/mondo/cronaca/con-2- ... -AE2125057


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 27/12/2019, 19:04 
I morti legati al clima sono ai minimi storici: i dati che i catastrofisti non vogliono vedere
"Nel decennio dal 2004 al 2013, le morti legate al clima nel mondo sono crollate ad un livello dell’88,6% inferiore a quello del decennio di picco, dal 1930 al 1939"

In quello che è ormai diventato il suo famoso discorso al Climate Action Summit dell’ONU, l’attivista svedese Greta Thunberg ha accusato i leader politici mondiali di averle “rubato i sogni e l’infanzia” con le loro “parole vuote” sul clima. “Tuttavia, sono ancora una delle più fortunate. La gente sta soffrendo. La gente sta morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa e tutto quello di cui riuscite a parlare è il denaro e le favole di un’eterna crescita economica”, sono state le parole con le quali Greta ha accusato i leader mondiali di non fare nulla in merito.

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Ma mentre il clima cambia, gli umani stanno cercando di adattarsi ad esso. In fondo, costruire delle infrastrutture per proteggersi dalle catastrofi legare al clima, per esempio, è molto più facile che alterare la temperatura del pianeta attraverso politiche che richiederebbero l’adesione del mondo intero. Quest’ultimo caso è quello che si è cercato di fare con l’Accordo di Parigi sul clima che, come evidenziato anche dall’esito fallimentare della Cop25 tenutasi a Madrid a inizio mese, non vincola le nazioni ai loro impegni per ridurre le emissioni di carbonio.

Nel frattempo, l’adattamento al clima ha letteralmente salvato milioni di vite all’anno. Il Cato Institute, think tank statunitense (al 15° posto tra i migliori think tank al mondo, al 10° posto negli Stati Uniti) infatti afferma: “Nel decennio dal 2004 al 2013, le morti legate al clima nel mondo (incluse siccità, alluvioni, temperature estreme, incendi e tempeste) sono crollate ad un livello dell’88,6% al di sotto di quello del decennio di picco, dal 1930 al 1939. Il 2013, con 29.404 decessi riportati, ha avuto morti legati al clima inferiori del 99,4% rispetto all’anno storico da record del 1932, che ha avuto 5.073.283 vittime riportate per la stessa categoria”.

“I catastrofisti del clima non vogliono che questo si sappia perché svela quanto siano fondamentalmente errati i loro punti di vista. Loro considerano il sistema del clima globale come un posto stabile e sicuro che noi rendiamo instabile e pericoloso. In realtà, il sistema del clima globale è per natura instabile e pericoloso. Noi lo rendiamo vivibile attraverso lo sviluppo e la tecnologia, sviluppo e tecnologia alimentati dall’unica forma di energia economica e sicura che può rendere il clima vivibile per 7 miliardi di persone. Come mostrano i dati sulle morti legate al clima, ci sono alcuni grandi benefici, soprattutto la potenza delle macchine a combustibili fossili per costruire una civiltà resistente e altamente resiliente al caldo estremo, al freddo estremo, alle alluvioni, alle tempeste, eccetera. Perché non sono stati menzionati nelle discussioni in cui si parlava di tempeste come Sandy o Irene, anche se tutti quelli che hanno vissuto quelle tempeste sono stati molto più protetti da esse rispetto ad un secolo fa?”, continuava il Cato Institute, in un articolo pubblicato nel 2014. Tutto questo “perché il dogma secondo cui l’uomo stia rovinando il pianeta invece di migliorarlo è una religione, una fonte di prestigio e una carriera per troppe persone”.

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Entro il 2018, secondo i dati del Centre of Research on the Epidemiology of Disasters, le morti legate al clima sono ulteriormente diminuite fino a circa 5.000, per un calo del 99,9%. Quello sviluppo e quella tecnologia che Greta e i suoi seguaci attaccano, dunque, non sembrano affatto averle rubato i sogni e l’infanzia, anzi è proprio quello che ha permesso a tutti noi di vivere la vita che viviamo oggi.



http://www.meteoweb.eu/2019/12/morti-cl ... i/1366197/


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 28/12/2019, 13:01 
Qualcuno che ragiona ancora c'è, meno male...



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 10/02/2020, 09:58 
•Forbes ha pubblicato una bomba sul potere di una lista nera per i “disinformatori del clima”. Se, come accademico, esci e dici la verità sulla mancanza di prove per il cambiamento climatico causato dall’uomo, sei aggiunto a una lista nera che distruggerà la tua carriera e mezzi di sussistenza. Un gruppo di difesa del clima chiamato Skeptical Science ospita un elenco di accademici che ha etichettato “disinformatori climatici”. L’elenco comprende 17 accademici ed è inteso come una lista nera.

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 04/04/2020, 13:52 
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Alla faccia di Greta e dei gretini.
Quando dicevo che la Natura ha SEMPRE il sopravvento sull'Uomo ....... ;-)


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MessaggioInviato: 30/04/2020, 16:54 
Il buco nell'ozono più grande del Polo Nord si è finalmente chiuso


Il più grande buco nell'ozono mai rilevato sul Polo Nord si è finalmente chiuso, riferiscono i ricercatori del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS). Il buco in questione è rimasto sopra l'Artico per quasi un mese.

Il buco nello strato di ozono, che ricordiamo si tratta di una porzione dell'atmosfera terrestre che protegge il pianeta dalle radiazioni ultraviolette, si è aperto per la prima volta sopra l'Artico alla fine di marzo, quando delle condizioni di vento insolite intrappolarono l'aria gelida sul Polo Nord per diverse settimane di fila.

Quei venti, noti come vortice polare, hanno creato una sorta di "gabbia" circolare di aria fredda che ha portato alla formazione di nuvole ad alta quota nella regione. Le nuvole si sono mescolate con inquinanti artificiali come il cloro e il bromo, divorando il gas di ozono circostante fino a quando un enorme buco circa tre volte più grande della Groenlandia si è aperto nell'atmosfera, secondo quanto dichiarato dall'Agenzia spaziale europea (ESA).

Un grande buco nell'ozono si apre ogni autunno sul Polo Sud, ma le condizioni che permettono a questi buchi di formarsi sono molto più rare nell'emisfero settentrionale. Il buco nell'ozono artico si è aperto quest'anno solo perché l'aria fredda è stata concentrata nella zona per molto più tempo del solito. Attualmente, non sappiamo se buchi del genere nell'Artico rappresentino una nuova tendenza.

"Dal mio punto di vista, questa è la prima volta che puoi parlare di un vero buco nell'ozono nell'Artico", afferma a Nature Martin Dameris, scienziato atmosferico del German Aerospace Center. Per quanto riguarda il buco nell'ozono nel Polo Sud, invece, probabilmente non guarirà completamente fino almeno al 2050, ma si sta riducendo di circa l'1% al 3% per decennio.



https://tech.everyeye.it/notizie/buco-o ... 42954.html


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 13/05/2020, 20:40 
Wolframio ha scritto:
La geoingegneria è la manipolazione diretta dei sistemi climatici terrestri [...] in combinazione con HAARP (Programma di ricerca aurorale attiva ad alta frequenza) un riscaldatore ionosferico che produce impulsi elettromagnetici.


Non sarà il topic giusto ma mi vorrei collegare a questo trafiletto.

Cosa potrebbe essere quella sfera nera che si vede in cielo circa al minuto 0:12 seguita a terra da una specie di "esplosione bianca", il tutto prima della scossa ?
E' normale che un terremoto sia preceduto da questi fenomeni ?

Guarda su youtube.com


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