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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 18/05/2020, 13:58 
Attenzione che fenomeni elettromagnetici ed elettrici così intensi producono anche fulmini globulari più o meno grandi il cui comportamento è spesso imprevedibile e a volte può addirittura sembrare "intelligente" cioè compiono movimenti che sembrano dovuti alla guida e non al caso. Immagino che queste manifestazioni elettriche producano anche grandi alterazioni all'atmosfera circostante creando le condizioni per tutta una serie di manifestazioni energetiche come gli sprite o i rede sprite.

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Guarda su youtube.com


Ma ci sono anche gli ELVES ed i BLue Jet :) tutte manifestazioni elettriche che viste da profani (quando possibile perchè spesso si propagano nella direzione opposta al fulmine e cioè dalla nube verso la ionosfera) potrebbero sembrare tutt'altro.

Qui una breve sintesi:

http://www.blueplanetheart.it/2019/03/red-sprite-blue-jet-elves-le-spettacolari-scariche-elettriche-dalle-nubi-verso-la-ionosfera/



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 20/05/2020, 11:13 
La foresta Amazzonica “si ribella” e gli obiettivi dell’accordo di Parigi diventano sempre più irraggiungibili


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Una nuova ricerca mostra come parti dell’Amazzonia e altre foreste tropicali stiano emettendo più CO2 di quanta ne assorbano. Alcuni scienziati sono preoccupati che questo fenomeno, non ancora incorporato nei modelli climatici, possa rendere irraggiungibili gli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi


Per quasi dieci anni, la scienziata Luciana Gatti e il suo team dell’Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale in Brasile hanno campionato l’aria filtrata dai sensori sugli aerei che sorvolano la più grande foresta pluviale al mondo. Il risultato della loro ricerca ha recentemente mostrato che, probabilmente per la prima volta in migliaia di anni, gran parte dell’Amazzonia è passata dall’assorbimento di CO2 dall’aria – dunque dal temperamento del riscaldamento globale – all’emissione di gas serra, quindi all’accelerazione del riscaldamento globale.

«Abbiamo raggiunto un punto di non ritorno», ha commentato Gatti, «e ogni anno peggiora. Dobbiamo fermare la deforestazione mentre cerchiamo di capire cosa fare». Una dichiarazione che, con gli incendi che negli scorsi mesi hanno devastato l’Amazzonia e fatto notizia in tutto il mondo sullo sfondo, potrebbe rientrare a pieno titolo nella sceneggiatura di un film apocalittico, se non fosse che, purtroppo, si tratta della realtà. Le recenti scoperte sul “cambio di rotta” della foresta Amazzonica, infatti, non sono il risultato a breve termine dei roghi e si basano su misurazioni effettuate prima dell’incremento degli incendi, evidenziando quindi una tendenza a lungo termine.


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L’inquietante fenomeno era già stato osservato per un breve periodo durante gli anni della siccità, ma ora l’area è così compromessa che nemmeno il fatto che ci sia un anno umido o secco è in grado di incidere sullo stato delle cose. In altre parole la situazione è gravissima, e la pubblicazione dello studio di Gatti e del suo team mostra limpidamente, oltre alle evidenze scientifiche, anche il crescente sgomento tra gli studiosi del clima che stanno assistendo al collasso degli ecosistemi di tutto il mondo, ormai prossimi a fare la stessa fine dell’Amazzonia, l’ex “polmone verde del Pianeta”.

L’allarme degli scienziati riguarda anche i modelli climatici utilizzati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite, che non rispecchiano più la portata del riscaldamento globale e la sua crescente rapidità. Sono tre le aree di ricerca a dimostrarlo: da un lato studi come quello di Gatti in Amazzonia, che rivelano come le foreste si trasformino da “assorbenti” a “fonti” di CO2, dall’altro una nuova generazione di modelli climatici che incorporano gli effetti delle recenti trasformazioni degli ecosistemi nelle proiezioni future, i cui primi risultati stanno emergendo proprio ora, infine la continua crescita delle emissioni di metano, uno dei principali e più nocivi gas serra.


Il ciclo globale del carbonio e la sua importanza per il sistema terrestre

Il carbonio è una componente fondamentale per l’esistenza della vita sulla Terra a causa della sua capacità di combinarsi con altri elementi importanti. Il carbonio atmosferico sotto forma di anidride carbonica (CO2) e metano (CH4), ad esempio, aiuta a regolare il clima terrestre “catturando” il calore nell’atmosfera – fenomeno noto come effetto serra. L’anidride carbonica e il metano, insieme ad altri gas serra come il vapore acqueo e il protossido di azoto, sono dunque essenziali perché mantengono il clima della Terra in un intervallo che lo rende abitabile. E l’importanza del carbonio è anche economica, dato che la combustione di combustibili fossili a base di carbonio è tuttora il mezzo globale dominante per la produzione di energia.

Tra quelle di origine naturale e quelle causate dall’uomo, però, le emissioni extra – note come “feedback sul ciclo del carbonio” – rischiano di alterare a tal punto l’ambiente da rendere quasi impossibile la prospettiva di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2C°, l’obiettivo concordato nell’accordo sul clima di Parigi nel 2015. Per confermare questo scenario, si attendono le valutazioni scientifiche dell’IPCC – che a causa del Covid-19 è slittato ad aprile 2021 – sulle proiezioni risultanti dalla nuova modellistica aggiornata. Proiezioni che, secondo diversi esperti, saranno anche più negative del previsto.

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La terra e gli oceani del nostro pianeta assorbono attualmente circa la metà di tutta la CO2 che immettiamo nell’atmosfera e, se non fosse stato per questi “dissipatori di carbonio”, oggi avremmo già abbondantemente superato l’obiettivo di 2 gradi. Ora l’interrogativo è come i diversi ecosistemi reagiranno al gas in più nell’aria: gli scenari possibili, diametralmente opposti tra loro, sono due. Da un lato la CO2 in eccesso potrebbe accelerare la crescita delle piante, con un effetto fertilizzante che comporterebbe un maggior assorbimento di CO2 da parte delle foreste. Buone notizie, dunque.

La cattiva notizia è che le temperature più elevate causate anche dall’aumento di anidride carbonica sembrano al momento spingersi nella direzione opposta, riducendo la capacità della natura di assorbire CO2. Entrambi i “feedback” sono ancora in gioco, anche se il piatto della bilancia con lo scenario peggiore comincia a farsi sempre più pesante. Gli effetti debilitanti del riscaldamento, soprattutto se combinati con la crescente deforestazione, stanno diventando sempre più incisivi.


[b]Riusciremo a raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi?[/img]

Il problema di fenomeni tanto inquietanti quanto imprevisti è che non sono stati inclusi nella modellistica climatica usata fino ad ora e, quindi, non si è tenuto conto di essi nelle previsioni sul futuro fatte negli ultimi anni. Una mancanza che, secondo alcuni esperti, rischia di compromettere significativamente ogni piano strutturale di abbassamento delle emissioni.

La comunità scientifica si divide tra chi, come Katarzyna Tokarska dell’ETH di Zurigo, pensa che con un’azione ambiziosa per ridurre le emissioni sia ancora possibile raggiungere l’obiettivo fissato nell’accordo di Parigi e chi, invece, sostiene che se i cambiamenti climatici spingono ecosistemi come l’Amazzonia oltre il punto di non ritorno, il presente non può rappresentare una guida affidabile per il futuro e, dunque, ogni piano di medio-lungo termine non potrà che rivelarsi sbagliato.

Una sola cosa è certa. Se finora la natura ha assorbito e tamponato gli effetti dell’inquinamento provocato dall’uomo, ora sembra peggiorarli, e per questo possiamo solo incolpare noi stessi.
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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 06/07/2020, 14:42 
Michael Shellenberger: “A nome degli ambientalisti, chiedo scusa per l’allarmismo sul clima: i cambiamenti climatici non sono la fine del mondo”
"Sento l’obbligo di scusarmi per come noi ambientalisti abbiamo fuorviato il pubblico: i cambiamenti climatici stanno avvenendo. Non è la fine del mondo. Non è neanche il nostro problema ambientale più grave”


Michael Shellenberger è un ambientalista e attivista del clima, fondatore e presidente di Environmental Progress, organizzazione di ricerca e politiche che combatte per l’energia pulita e la giustizia energetica. Nel 2008, è stato anche nominato “Eroe dell’Ambiente” dalla rivista Time. Shellenberger ha voluto scusarsi, a nome di tutti gli ambientalisti, per l’allarmismo climatico creato negli ultimi 30 anni e lo ha fatto con un lungo articolo pubblicato su Environmental Progress.

“I cambiamenti climatici stanno avvenendo. Non è la fine del mondo. Non è neanche il nostro problema ambientale più grave”, scrive Shellenberger. “Sono un attivista del clima da 20 anni e un ambientalista da 30, ma come esperto di energia a cui è stato chiesto dal Congresso di fornire una testimonianza esperta obiettiva e invitato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) per fare da esperto revisore del suo prossimo rapporto di valutazione, sento l’obbligo di scusarmi per come noi ambientalisti abbiamo fuorviato il pubblico”, continua Shellenberger, che elenca “alcuni fatti che pochi sanno”:

cambiamenti climatici“L’uomo non sta causando una sesta estinzione di massa
L’Amazzonia non è il polmone del mondo
I cambiamenti climatici non stanno rendendo i disastri naturali peggiori
Gli incendi si sono ridotti del 25% nel mondo dal 2003
La quantità di terra che usiamo per la carne, il più grande uso di terra dell’umanità, si è ridotta di un’area grande quasi quanto l’Alaska
L’accumulo di combustibili legnosi e più case vicino alle foreste, non i cambiamenti climatici, spiegano perché ci sono incendi sempre più pericolosi in Australia e California
Le emissioni di anidride carbonica sono in calo nella maggior parte delle nazioni ricche e sono diminuite in Regno Unito, Germania e Francia da metà degli anni ‘70
I Paesi Bassi sono diventati ricchi, non poveri, adattandosi alla vita al di sotto del livello del mare
Produciamo il 25% di cibo in più di quello di cui abbiamo bisogno e le eccedenze alimentari continueranno ad aumentare mentre il mondo si riscalda
La perdita di habitat e la diretta uccisione di animali selvaggi sono minacce alle specie più grandi dei cambiamenti climatici
I combustibili legnosi sono ben peggiori per le persone e gli animali rispetto ai combustibili fossili
Prevenire le future pandemie richiede più agricoltura industriale, non meno”.

“So che questi fatti suonano come “negazionismo climatico” per molti, ma mostrano solo il potere dell’allarmismo sul clima. In realtà, questi fatti provengono dai migliori studi scientifici disponibili, inclusi quelli condotti o accettati da IPCC, FAO, IUCN e altri principali organismi scientifici”, afferma Shellenberger.

cambiamenti climatici climate change“Fino allo scorso anno, ho principalmente evitato di parlare contro l’allarmismo climatico. In parte perché ero imbarazzato. Dopo tutto, sono colpevole di allarmismo come qualsiasi altro ambientalista. Per anni, mi sono riferito ai cambiamenti climatici come ad una minaccia “esistenziale” per la civiltà umana e l’ho definita “crisi”. Ma soprattutto avevo paura. Sono rimasto in silenzio sulla campagna di disinformazione sul clima perché avevo paura di perdere amici e finanziamenti. Le poche volte che ho trovato il coraggio di difendere la climatologia da coloro che la distorcono, ho subito dure conseguenze. Quindi ho aspettato e non ho fatto quasi nulla mentre i colleghi ambientalisti terrorizzavano il pubblico”, scrive l’ambientalista.

dialogo di talanoa cambiamenti climatici“Lo scorso anno, le cose sono andate fuori controllo. Alexandria Ocasio-Cortez ha dichiarato che “il mondo finirà in 12 anni se non affrontiamo i cambiamenti climatici. Il gruppo ambientalista di più alto profilo in Gran Bretagna ha sostenuto che “i cambiamenti climatici uccidono i bambini”. Bill McKibben, il giornalista ecologista più influente del mondo, ha definito i cambiamenti climatici come “la più grande sfida che l’uomo abbia mai affrontato” e ha detto che “distruggeranno le civiltà”. I giornalisti delle principali testate hanno riportato ripetutamente che l’Amazzonia è “il polmone del mondo” e che la deforestazione è come una bomba nucleare pronta ad esplodere. Di conseguenza, metà delle persone intervistate nel mondo lo scorso anno ha detto che i cambiamenti climatici faranno estinguere l’umanità. E a gennaio, un bambino britannico su 5 ha detto agli intervistatori di avere incubi sui cambiamenti climatici”, denuncia Shellenberger, che ha scritto un libro, Apocalypse Never: Why Environmental Alarmism Hurts Us All (Mai l’Apocalisse: perché l’allarmismo ambientale fa male a tutti) in cui presenta le sue scuse formali per l’allarmismo climatico.

Tra i punti salienti del libro, basato su 20 anni di ricerca e 30 anni di attivismo ambientale, ci sono:

“cambiamenti climaticiLe industrie e l’agricoltura moderna sono le chiavi per la liberazione umana e il progresso ambientale
La cosa più importante per salvare l’ambiente è produrre più cibo, soprattutto carne, su meno terra
La cosa più importante per ridurre l’inquinamento dell’aria e le emissioni di carbonio è passare dal legno al carbone al gas naturale all’uranio
Il 100% delle energie rinnovabili richiederebbe l’aumento della terra utilizzata per l’energia dall’odierno 0,5% al 50%
Dovremmo volere che città, allevamenti e centrali elettriche abbiano maggiori densità di potenza, non minori
Il vegetarianismo riduce le emissioni di una persona di meno del 4%
La carne bovina ruspante richiederebbe 20 volte più terra e produrrebbe il 300% di emissioni in più
Il dogmatismo di Greenpeace ha peggiorato la frammentazione delle foreste dell’Amazzonia
L’approccio colonialista alla conservazione dei gorilla nel Congo ha prodotto un contraccolpo che potrebbe aver determinato l’uccisione di 250 elefanti”.

“Gruppi motivati da convinzioni anti-umaniste hanno costretto la Banca Mondiale a smettere di porre fine alla povertà e a rendere invece la povertà “sostenibile”. E il clima d’ansia, depressione e ostilità alla civiltà moderna sono alla base di gran parte dell’allarmismo. I media fanno annunci apocalittici sui cambiamenti climatici dalla fine degli anni ’80 e non sembrano disposti a fermarsi. L’ideologia alla base dell’allarmismo sull’ambiente, il maltusianismo, è stata ripetutamente sfatata per 200 anni ma è ancora più potente che mai. Ma ci sono anche motivi per credere che l’allarmismo ambientalista, se non finirà, avrà una potenza culturale ridotta. La pandemia di coronavirus è una crisi reale che mette la “crisi” climatica in prospettiva. Anche se credete che abbiamo reagito in modo eccessivo, il Covid-19 ha ucciso 500.000 persone e distrutto le economie del mondo. Le nazioni stanno tornando apertamente al proprio interesse e si stanno allontanando dal maltusianismo e dal neoliberalismo, che è un bene per il nucleare e un male per le rinnovabili. È schiacciante l’evidenza che la nostra civiltà ad alta energia è migliore per le persone e la natura rispetto alla civiltà a bassa energia a cui gli allarmisti del clima vorrebbero farci ritornare”, conclude Shellenberger.



http://www.meteoweb.eu/2020/07/michael- ... o/1452294/


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 07/07/2020, 01:21 
se si comincia ad abbandonare la narrativa sulla fine del mondo e di cominciano ad affrontare i problemi veri invece di trasformare tutto in business può darsi che si riuscirà a costruire una vera coscienza ambientalista. I fanatici del climate change sono solo utili idioti al servizio del business globale che dell'ambiente, nonostante la facciata green, se ne sbatte le OO



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 09/07/2020, 23:25 
MaxpoweR ha scritto:
se si comincia ad abbandonare la narrativa sulla fine del mondo e di cominciano ad affrontare i problemi veri invece di trasformare tutto in business può darsi che si riuscirà a costruire una vera coscienza ambientalista. I fanatici del climate change sono solo utili idioti al servizio del business globale che dell'ambiente, nonostante la facciata green, se ne sbatte le OO



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 14/07/2020, 17:09 
Clima, al Polo Sud c’è più ghiaccio di 40 anni fa: estensione e concentrazione del ghiaccio marino in Antartide sono maggiori rispetto al 1980 [MAPPE]
“L’estensione del ghiaccio marino in Antartide ha raggiunto i 13,2 milioni di km² in media a giugno 2020: è chiaramente più grande dei valori registrati a giugno durante gli ultimi 3 anni”


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Buone notizie arrivano dall’Antartide, dove nel mese di giugno i dati relativi all’estensione e alla concentrazione del ghiaccio marino sono positivi. A giugno 2020, infatti, l’Antartide ha registrato un’estensione e una concentrazione maggiori rispetto al giugno del 1980. Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S), “l’estensione del ghiaccio marino in Antartide ha raggiunto i 13,2 milioni di km² in media a giugno 2020, di appena 0,3 milioni di km² (circa il 2%) al di sotto della media 1981-2010 per il mese di giugno. L’estensione di giugno 2020 è chiaramente più grande dei valori registrati a giugno durante gli ultimi 3 anni”. L’estensione del ghiaccio marino nel giugno del 1980, invece, era stata di 12,5 milioni di km² (vedi mappe della gallery scorrevole in alto).

La crescita del ghiaccio durante il mese è stata vicina alla media. “La mappa delle anomalie della concentrazione del ghiaccio marino per la regione antartica a giugno 2020 mostra settori alternati di anomalie positive e negative. Le concentrazioni di ghiaccio marino sono state sopra la media in settori come il Mare di Amundsen, il Mare di Weddell e la maggior parte del settore australiano dell’Oceano Meridionale. Sono state al di sotto della media nel Mare di Bellingshausen, nel Mare di Ross e nel settore centrale dell’Oceano Indiano”, riporta il C3S.

La concentrazione del ghiaccio marino a giugno 2020 è stata di 10,6 milioni di km² (9,6 milioni di km² nel giugno 1980).

L’estensione del ghiaccio marino antartico, nel complesso, è stata dunque leggermente inferiore all’estensione media del 1981-2010 per il mese di giugno, così come lo è stata da agosto 2016, fatta salva qualche eccezione, riporta il National Snow & Ice Data Center (NSIDC).

Negli scorsi giorni, è stato pubblicato uno studio sull’aumento della temperatura al Polo Sud, che ha ricevuto molta copertura mediatica, in alcuni casi, in associazione al riscaldamento globale di origine antropica. Ma da questo studio, è emerso che il contributo antropico non è un fattore rilevante in questo riscaldamento, che si sarebbe verificato in ogni caso per cause naturali anche senza il global warming. A questo proposito, il NSIDC puntualizza: “La temperatura dell’aria al Polo Sud sta aumentando rapidamente, secondo un recente studio condotto dal collega Kyle Clem. Durante gli ultimi 30 anni, le temperature sono aumentate al triplo del tasso medio globale: 0,6°C a decennio per la recente media globale. Il riscaldamento è legato ai pattern di circolazione atmosferica, alla tendenza positiva dei venti occidentali intorno all’Antartide come rappresentati dal Southern Annular Mode (SAM) e dal suo indice, l’Oscillazione Pacifica Decadale (IPO), ossia un pattern delle temperature superficiali del Pacifico, simile a El Niño-La Niña. Dalla fine degli anni ’90, il riscaldamento nel Pacifico tropicale occidentale, che è associato alla fase negativa dell’IPO, simile a La Niña, e alle tendenze climatiche di temperature più alte della superficie marina, combinato con la tendenza a lungo termine di venti occidentali più veloci intorno all’Antartide, ha portato ad un aumento nell’attività ciclonica, per esempio più sistemi di bassa pressione, nel Mare di Weddell, che tendono a guidare aria calda verso il polo”.

“Detto ciò, il Polo Sud è ancora il Polo Sud e questo significa freddo. Dopo il rapido riscaldamento che Clem e colleghi descrivono, le temperature media annuali hanno stabilito un record i -47°C nel 2018”, conclude il NSIDC.


http://www.meteoweb.eu/2020/07/clima-gh ... 1455513/#4


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 24/07/2020, 16:21 
“Fa fresco perché fa caldo”: estate senza eccessi di calore ma per i catastrofisti del clima è ancora colpa del riscaldamento globale e dell’uomo
Anche nell'estate 2020 in cui finora non abbiamo visto caldo in eccesso, per i catastrofisti del clima la colpa ricade sul riscaldamento globale e sull’uomo: "Fa fresco perché fa caldo"


L’estate 2020 si sta rivelando fresca sull’Italia, senza eccessi di caldo finora. Merito dell’anticiclone delle Azzorre che garantisce caldo, ma non troppo e non tale da essere considerato insopportabile, che spesso sta lasciando spazio a piogge e temporali. Se negli scorsi anni, il forte caldo era attribuito al riscaldamento globale, al presunto effetto dell’uomo con le sue emissioni di anidride carbonica, quest’anno che di caldo in eccesso finora non ne abbiamo visto, la colpa ricade ancora… sul riscaldamento globale e sull’uomo.

“Fa fresco perché fa caldo”, scrive, infatti, Filippo Facci su Libero, denunciando come alcune testate giornalistiche insistano anche quest’estate nell’attribuire le temperature fresche che stiamo registrando in Italia ancora al riscaldamento globale e ancora all’uomo.

“Non moriremo democristiani, moriremo meteorologi da carta stampata e da web, del genere che ti spiega che questa è l’estate più calda, più fredda, più secca, più piovosa, più tutto (prendere l’inverno e applicare specularmente) purché tutte le strade portino a Roma e purché la morale sia che è colpa del riscaldamento globale, e che il riscaldamento globale è colpa nostra, solo nostra, anche se il contributo umano è infinitesimale rispetto all’anidride carbonica che il nostro modesto Pianeta emette da solo.

Campioni del mondo della specialità: Repubblica, che in presenza di un’estate per nulla surriscaldata e addirittura mite e gradevole (sinora) ieri è riuscita a titolare «Il mistero dell’estate senza afa, ultimo regalo del clima impazzito». Ultimo. Poi basta regali. Affianco, scritto da (sovratitolo) «l’esperta», l’altro titolo: «Se l’anticiclone mostra un mondo alla rovescia». Già, perché il mondo dritto qual è? Già detto: quello che rispetto al riscaldamento globale conosce solo conferme, piccoli regali stagionali per ingannarci, dati in controtendenza per sbeffeggiarci, perché se fa caldo è per il riscaldamento, se fa fresco è per il riscaldamento, insomma, moriremo tutti comunque: è l’unico dato certo.

anidride carbonica cambiamenti climatici«Secondo i meteorologi, questa è l’estate più fresca degli ultimi cinque anni», scrive Repubblica. Ma, come spiegano i titoli, è solo «l’ultimo regalo del clima impazzito». Parola di titolista: anche perché l’articolo, in realtà, non dice niente di speciale; continua a citare una presunta «estate del mistero» (il mistero della normalità) e ammette quello che Libero ha scritto già da tempo, dati alla mano: che il lockdown globale per il Covid ha tagliato tonnellate di anidride carbonica, eppure l’Osservatorio di Mauna Loa delle Hawaii (dove da più tempo si studiano gli effetti della CO2 sul clima) ha registrato la più alta concentrazione di anidride carbonica degli ultimi vent’anni. La rivista Nature ha calcolato, durante il lockdown italiano, una diminuzione globale di emissioni umane di CO2 sino al 27,7 per cento – questo ha scritto Repubblica – mentre la rivista Nature Climate Change – questo scriveva Libero – ha misurato gli effetti della pandemia sulle emissioni e ha stimato un calo di un miliardo di tonnellate di CO2 rispetto all’anno scorso: e sono fioccati altri studi che a loro volta misurano gli effetti del calo della produzione umana sull’atmosfera e che dimostrano come la concentrazione di CO2 (appunto l’anidride carbonica, il principale gas serra) risulta trascurabile a dir poco, anzi è praticamente invisibile.

Secondo le misurazioni dell’osservatorio meteorologico di Mauna Loa – scriveva ancora Libero – il cambiamento non risulta neppure visibile rispetto a quello normalmente causato dalla flora e dalle foreste a seconda di come reagiscono, ogni anno, alle variazioni di temperatura e umidità. Insomma, par di capire che a cambiare non sia la sostanza, ma solo i titoli di giornale: Repubblica titola «ultimo regalo del clima impazzito», Libero (26 maggio) che il Covid aveva smascherato Greta: perché la media mondiale della riduzione di emissioni «umane» era stata del 26 per cento e cioè un esito che nessun trattato avrebbe ottenuto neanche in cinquant’anni, e che in pratica si era dimostrato irrilevante.

I trasporti terrestri sono calati del 36 per cento rispetto al 2019 (in pratica hanno riguardato solo le auto, perché i treni hanno continuato a funzionare) mentre gli aerei hanno prodotto ben il 60 per cento di emissioni in meno: il che dimostra che non sono tanto i comportamenti individuali a incidere sulla produzione di CO2 (tipo prendere la barca anziché l’aereo, come Greta) bensì è la produzione di energia.

riscaldamento globale Ma nulla possiamo contro «gli esperti». Perché nella stessa pagina di Repubblica compare «l’esperta», Valentina Acordon, contro la quale non abbiamo nulla, ma che deve farsi perdonare una frase come questa: «Benediciamo un’estate, se non proprio fresca, certamente dal clima gradevole e senza grandi eccessi di calore. È il segno dell’accelerazione del riscaldamento globale che negli ultimi due decenni, a colpi di temperature estive sempre più canicolari, ci sta rapidamente abituando ad una nuova normalità». Cioè: fa fresco perché il riscaldamento globale sta aumentando. E come lo argomenta, Valentina Acordon? Non lo argomenta. L’esperta passa a parlarci dell’anticiclone africano che sta latitando, di qualche incursione atlantica, e di un’estate che «è ancora lunga, e sarà agosto a decretare il destino di quella che al momento è, dopo il 2014, una delle stagioni più fresche degli ultimi 20 anni».

Basta. Fine. Ha scritto che dopo luglio c’è agosto. E che fa fresco perché la Terra si sta riscaldando”, scrive Filippo Facci.



http://www.meteoweb.eu/2020/07/fa-fresc ... o/1459620/


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MessaggioInviato: 23/08/2020, 12:33 
Nell'Atlantico c'è 10 volte più plastica del previsto


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Nell'Atlantico c'è più plastica del previsto: la sua quantità è almeno 10 volte maggiore di quanto si pensava finora. Lo indica la ricerca che ha misurato per la prima volta i frammenti invisibili perché si trovano in profondità, stimando che nei primi 200 metri sotto la superficie siano circa 21 milioni di tonnellate. Pubblicata sulla rivista Nature Communications, la ricerca si deve al gruppo coordinato da Katsiaryna Pabortsava e Richard Lampitt, del britannico National Oceanography Center (Noc).

"Per determinare i pericoli della contaminazione da plastica per l'ambiente e per gli esseri umani, abbiamo bisogno di buone stime della quantità e delle caratteristiche di questo materiale, di come entra nell'oceano, di come si degrada e quindi di quanto sia tossico a queste concentrazioni" rileva Lampitt. La ricerca, aggiunge "dimostra che finora gli scienziati hanno avuto una comprensione del tutto inadeguata anche del più semplice di questi fattori, cioè della quantità di plastica negli oceani".

I ricercatori hanno raccolto campioni di acqua durante la 26ma spedizione Atlantic Meridional Transect, in 12 siti lungo un'area che si estende per 10.000 chilometri da Nord a Sud nell'Oceano Atlantico. In particolare è stata misurata la quantità di particelle di polietilene, polipropilene e polistirene, le tre materie plastiche più comuni che insieme costituiscono oltre la metà dei rifiuti di plastica globali.

In ciascun sito sono stati raccolti campioni da tre profondità: a 10 metri, 30 metri e a 100 metri. Sono state rivelate fino a 7.000 particelle di questi tre tipi di polimeri (di dimensioni comprese fra 32 e 651 milionesimi di metro) per metro cubo di acqua. Secondo la stima dei ricercatori la massa di microplastiche "invisibili" che si trova nei primi 200 metri dell'Oceano Atlantico è compresa fra 12 e 21 milioni di tonnellate. Inoltre, sulla base delle tendenze di generazione dei rifiuti di plastica dal 1950 a oggi, gli autori calcolano che la quantità di plastica finita nelle acque e nei sedimenti dell'Atlantico sia compresa tra 17 e 47 milioni di tonnellate.
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Tutto l'acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino.
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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 23/08/2020, 14:29 
Tra un milione di anni, quando si saranno succedute e cadute 20\25 diverse civiltà con diversi gradi e apici di sviluppo scavando troveranno lo strato relativo alla nostra epoca, magari carotando un ex fondale oceanico divenuto frattempo una mesa desertica e troveranno lo strato di polimeri depositatisi nel frattempo; incuriositi cominceranno una campagna di studi in giro per il mondo per verificare l'estensione di questo "strato geologico anomalo". Attorno a questi studi affioreranno decine di studiosi alternativi che parleranno di una antica civiltà globale che per qualche motivo è scomparsa, altri diranno che è un qualche processo naturale sconosciuto, altri ancora rievocheranno antichi miti su antiche città scomparse...

Ed è proprio grazie alla plastica che divenimmo MITO.



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 23/08/2020, 15:06 
MaxpoweR ha scritto:
, altri ancora rievocheranno antichi miti su antiche città scomparse...

.

Se alludi al mito (se poi lo chiamate mito!) di Atlantide, non capisci che questa frase nel contesto del discorso è fuori luogo dalla discussione?. [:291]
Lo studio su Atlantide per ora è uno studio teorico,come fece Heinrich Schliemann scopritore della città di Troia che nessuno credeva che si sarebbero trovate le rovine [:305]
Tu critichi gli scienziati che si attengono scrupolosamente solo alla scienza ufficiale mettendosi i paraocchi di fronte alle cose che non possono spiegare e ora lo fai anche tu?. [:246]


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 23/08/2020, 15:19 
evidentemente non hai colto il senso del post, ormai sei nella tua bolla di delirio e lì ti lascio. Auguri.



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 23/08/2020, 15:22 
Fino a pochi anni fa,tanti in questo forum elogiavano il nucleare: il nucleare è progresso e il futuro dicevano, così è stato per la plastica, per i cellulari, gli OGM ecc...e per tutte le altre schifezze per far progredire a detta di chi ci "guida" l'umanità. [:303]


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 23/08/2020, 15:28 
MaxpoweR ha scritto:
evidentemente non hai colto il senso del post, ormai sei nella tua bolla di delirio e lì ti lascio. Auguri.

Spiegati meglio allora se sai che sono in una bolla di delirio, io non ho tuoi studi letterali umanistici e tecnici, io nella risposta che ti ho dato ho capito questo!. [:296]


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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 10/10/2020, 12:03 
cari amici,

Il settembre più freddo degli ultimi 50 anni
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/ ... 268769912/

dopo qualche giorno...


Settembre 2020 è il più caldo mai registrato
https://www.repubblica.it/green-and-blu ... 269877271/

[:296] [8D] [;)]

ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Clima questo sconosciuto
MessaggioInviato: 10/10/2020, 13:26 
hahahaahah non male, ma questo vuol dire che 50 anni fa c'è stato un settembre caldo\freddo quanto questo...



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