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Sull'identità di Simone e Giacomo figli di Giuda di Gamala (Giuseppe Flavio) e Simone e Giacomo dei Vangeli, a mio avviso, è decisivo un passaggio della versione russoantica delle Guerre Giudaiche.
“Allora Claudio mandò le sue autorità in quegli stati, Cuspio Fado e Tiberio Alessandro; entrambi mantennero la popolazione nella pace, non consentendole di deviare in nulla dalla pura Legge. Se qualcuno si allontanava dalla lettera della legge ed era denunciato dai maestri della Legge, era punito e bandito o inviato a Cesare. In questo tempo comparvero molti discepoli dell’artefice di miracoli descritto precedentemente, essi parlavano alla gente del loro maestro, dicevano che egli era ancora vivo sebbene fosse morto e dicevano: “Egli vi libererà dalla vostra schiavitù”. E molti del popolo li ascoltavano e prestavano attenzione alle loro istruzioni e non a causa della loro rinomata. Perché gli apostoli erano gente del basso popolo, alcuni tessitori di vele, altri calzolai, alcuni manovali, altri ancora pescatori. Ma essi facevano segni meravigliosi, in verità tutto ciò che volevano. Ma i nobili governatori vedendo l’eversione del popolo decisero con gli scribi di prenderli e di ucciderli, perché una piccola cosa non resta piccola quando la sua pienezza la fa diventare grande. Tuttavia essi erano attoniti e atterriti dai segni e dicevano “Tali meraviglie non accadono per magia, se non vengono nel nome di Dio essi saranno presto smascherati”. E diedero loro il permesso di andare liberamente. Più tardi, essendo da loro infastiditi, essi li consegnarono, qualcuno a Cesare, qualcuno ad Antiochia, altri in terre lontane, per un approfondimento dell’argomento.”
Questo genere di interpolazioni, all’interno della versione russoantica delle Guerre Giudaiche, ci fornisce in maniera ingenua, informazioni preziosissime concernenti il Cristo, i suoi discepoli (fratelli) e la reale natura del loro messaggio.
“Egli vi libererà dalla vostra schiavitù” dicevano i suoi discepoli.
Questo passaggio è fondamentale perché lega in maniera esplicita i discepoli del Cristo, crocifisso sotto Ponzio Pilato, ai disordini avvenuti sotto i due procuratori, Cuspio Fado e Tiberio Alessandro.
Ma quali furono questi disordini? Quali i nomi di questi discepoli? La versione greca delle Guerre Giudaiche è muta su questo episodio. La prima frase della versione russoantica ha un evidente parallelo con il libro II, 220, delle Guerre Giudaiche
“Claudio ridusse i regni nuovamente a provincia e mandò come procuratori prima Cuspio Fado e poi Tiberio Alessandro, che si astennero da ogni interferenza con gli usi nazionali, mantenendo il paese in pace.”
Tuttavia il racconto in Guerre Giudaiche finisce qui. Dove il compilatore della versione greca delle Guerre Giudaiche ha deciso in maniera brutale di tagliare, lo scriba della versione russoantico al contrario si è preso la briga di correggere e modificare.
“Ma i nobili governatori [Cuspio Fado e Tiberio Alessandro] vedendo l’eversione del popolo decisero con gli scribi di prenderli e di ucciderli.”
Nulla di più naturale in quanto questi discepoli del Cristo annunciavano la liberazione dal giogo romano. Resta da chiedersi quale sia l’episodio dal quale è partito il compilatore per elaborare la sua narrazione.
La versione greca delle Guerre Giudaiche come detto non ci dice nulla al riguardo ma altrettanto non può dirsi delle Antichità Giudaiche XX, 97-102 che ci racconta, anche se in maniera piuttosto succinta gli avvenimenti accaduti sotto Cuspio Fado e Tiberio Alessandro. Per completezza riporto i passaggi in questione.
"Durante il periodo in cui Fado era procuratore della Giudea, un certo sobillatore di nome Teuda persuase la maggior parte della folla a prendere le proprie sostanze e a seguirlo fino al fiume Giordano. Affermava di essere un profeta al cui comando il fiume si sarebbe diviso, aprendo loro un facile transito. Con questa affermazione ingannò molti. Fado però non permise loro di raccogliere il frutto della loro follia e inviò contro di essi uno squadrone di cavalleria che piombò inaspettatamente contro di essi uccidendone molti e facendone altri prigionieri; lo stesso Teuda fu catturato, gli mozzarono la testa e la portarono a Gerusalemme. ... Fu sotto l'amministrazione (di Tiberio Alessandro) che in Giudea avvenne una grave carestia, durante la quale la regina Elena comprò grano dall'Egitto con una grande quantità di denaro e lo distribuì ai bisognosi, come ho detto sopra. Oltre a ciò, Giacomo e Simone, figli di Giuda Galileo, furono posti sotto processo e per ordine di Alessandro, vennero crocefissi; questi era il Giuda che, come ho spiegato sopra, aveva aizzato il popolo alla rivolta contro i Romani, mentre Quirìno faceva il censimento in Giudea.”
Teuda dunque (ucciso sotto Cuspio Fado) e Simone e Giacomo (crocifissi da Tiberio Alessandro) figli di Giuda di Gamala.
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