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MessaggioInviato: 10/02/2010, 17:26 
caro leviatan,
Cita:
non so chi sia Mauro


basta che guardi nel profilo utenti [:D]

ho messo solo un link in cui si evidenzia ciò che cercava Sirius,
ma non ho nessuna voglia di entrare in discussione in merito se siano
veri o falsi [;)] [:D]
ciao
mauro



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sono lo scuro della città di Jaffa
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MessaggioInviato: 10/02/2010, 18:49 
Cita:
...Per quello poi, che spetta al prodigioso oscuramento del Sole, noi sappiamo che i nostri Apologisti de' primi tempi, in cui era ancor fresca la memoria della morte di Gesù, usavano con una gran forza di cotesto fatto, e chiamavano i Gentili ai loro Annali, ai loro Storici, ai loro stessi pubblici Archivi, ove, come essi dicevano, si leggevano testimonianze irrefragabili per la verità dei loro detti. Si vegga S. Luciano-martire presso Ruffino, Tertulliano nel suo Apologetico, Origene contro Celso, Giulio Africano presso Eusebio, Minuzio Felice nel suo Ottavio, ed altri, che anche portano i passi di due Autori Gentili: Tallo, scrittore del primo Secolo, nelle Storie Siriache, Flegone storico del secondo Secolo, ne' suoi Annali; noi abbiamo originalmente queste stesse parole di Flegone citate presso Eusebio nelle Cronache, le quali portano che nel quarto anno della ducentesima seconda Olimpiade intervenne un Eclissi del Sole maggiore di quanti prima eransene veduti: all'ora sesta del giorno si levò una notte sì nera, che apparvero' in Cielo le Stelle ed un tremuoto capovolse in Bitinta diversi edifizi della Città di Nicea. Quello, che è ancora più osservabile si è che nell'anno XVIII. dell' Impero di Tiberio, a cui corrisponde 1'anno quarto della ducentesima seconda Olimpiade(*), non' vi fu, né vi potè essere alcun Eclissi naturale del Sole a detta di tutti gli Astronomi Greci e Romani. Noi ancora non possiamo dubitare ragionevolmente della reale e sovrannaturale infusione del menzionato dono di parlare una diversità di linguaggi negli Apostoli di Cesù Cristo, in quegli uomini cioè, che dovevano annunziare il Vangelo per tutta la terra a tante e sì diverse Nazioni.

(*) - duecentoduesima Olimpiade: predicazione di Gesù Cristo



Un'ulteriore importante riflessione su tale aspetto.

"..all'ora sesta del giorno si levò una notte sì nera, che apparvero' in Cielo le Stelle ed un tremuoto.."

Flegone riportò tale materiale nelle sue 'Cronache' in un periodo compreso tra il 120-130. Ora, dal momento che tale materiale finì nei vangeli canonici, con la sola variante della località (Giudea anzichè la Bitinia), è evidente che i detti vangeli vennero scritti SUCCESSIVAMENTE al periodo di redazione delle Cronache da parte di Flegone!.. Ciò rappresenta un'ulteriore conferma che i vangeli vennero scritti nel II secolo e NON nel primo, come falsamente sostenuto ancora oggi!... Per la cronaca, detti vangeli vennero composti tra il 140-150, epoca in cui si diede vita al culto catto-cristiano


Veritas

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MessaggioInviato: 11/02/2010, 00:31 
La vera stupidità

Un personaggio che rivela chiaramente di fondare la sua 'profonda' cultura sui testi 'disneyani', mi ha chiamato in causa, associando la mia figura al concetto di ignoranza e stupidità, e questo perchè mi ostino a non prendere atto della 'palese' verità secondo cui Gesù di Nazareth non fu un personaggio storico, ma inventato di sana pianta.

Ogni anno, in tutto il Mondo, decine e decine di 'fior fiore' di eruditi producono e pubblicano testi riguardanti Gesù, celebrandolo nei modi più disparati, ma SEMPRE COME CARATTERE REALE e non come invenzione 'fictionale'. 'Ovviamente' si tratta di altrettanti 'stupidi' che, come Veritas, non sono in grado di percepire le profonde elucubrazioni di 'certi' dotti...

Come sostenuto da tali 'dotti' nostrani, il cui unico pregio è quello di mostrare a tutti, con coraggio, le loro esilaranti capacità esegetiche, Gesù sarebbe il frutto di un'invenzione teologica, sulla scorta di modelli mitologici preesistenti a tale 'invenzione.

Pur condividendo il fatto che i padri 'fondatori' abbiano alterato pesantemente fatti e personaggi, per suffragare la loro fraudolenta costruzione falsaria, tuttavia esistono consistenti indizi al di fuori della letteratura cristiana circa la storicità del personaggio Gesù di Nazareth: soprattutto nella letteratura rabbinica.

Rifugiarsi nella pseudo, quanto insulsa spiegazione secondo cui i rabbini si sono inventato tutto o distorto la storia (non si capisce bene a quale titolo), al fine di supportare la loro esilarante tesi negazionista, può al massimo stimolare la pietosa 'comprensione' di chi legge', ma non cerco piegarlo ad accettare una tale assurdità, come quella negazionista!..

Naturalmente, il discorso fatto per la letteratura rabbinica, vale pari pari per quella mandea. La lucida follia negazionista è arrivata al punto di definire i Mandei come il prodotto della cultura indo-persiana, soprattutto di quella 'zoroastriana'.

In pratica, detti negazionisti si appoggiano sulla tesi clericale (e chiamano gli altri 'esegeti clericali', sic!) secondo cui i Mandei rappresentavano un miscuglio di cultura babilonese e zoroastriana(*), speculando sulla scircostanza che Mani, il fondatore del 'manicheismo', dopo essere stato allevato presso i Mandei (i quali detestavano Gesù di Nazareth, fornendo, praticamente, esplicita conferma della storicità del Nazareno), operò sincreticamente una stupefacente sintesi teologica, chiamata successivamente 'manicheismo', attraverso l'utilizzo di elementi appartenenti a varie culture teologiche, per dar vita ad un nuovo culto neo-universalistico. Scopo di tutto ciò, fu quello di cercare di 'estraniare' i Mandei dal contesto dell'antico giudaismo, in modo da inficiare, di fatto, la validità storica di quanto da loro tramandato in merito alla vicenda gesuana e dei suoi principali 'attori'.

Ai posteri l'ardua sentenza!......

________________________________

Nota:

(*) - questi ameni individui, che io chiamo 'negazionisti', fingono di ignorare che nei secoli passati i Mandei erano appellati anche GIOVANNITI, a causa della loro profonda venerazione della figura di Giovanni il Battista, personaggio centrale e carismatico del loro culto. Ora, cosa c'entri Giovanni il Battista con la cultura babilonese-zoroastriana nessuno di loro l'ha mai spiegato!...


Veritas

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MessaggioInviato: 11/02/2010, 11:27 
dal forum 'consulenzaebraica' ( http://consulenzaebraica.forumfree.it/?f=7356701 )

Cita:
Hannah ha scritto:
..............

Ci sarebbero molte cose da dire. Credo anche che siano stati fatte di proposito o meno anche alcune manipolazioni per quel che riguarda il discorso madre di Gesù. Secondo me in alcuni passi (es. Nozze di Cana) non si allude ad una persona fisica ma allo Spirito santo, così come si può dedurre dalla lettura di alcuni vangeli gnostici, quale quello di Filippo.

Se i vangeli gnostici fossero delle manipolazioni fatte ad arte, non si capisce perchè siano stati nascosti con tanta cura. È possibile che ci siano delgi errori, delle commistioni fra tradizioni diverse ma non credo si tratti di manipolazioni ad hoc.



Io sono convinto, invece, che alle nozze di Cana il personaggio 'madre di Gesù' sia stato proprio la persona fisica a cui ci si riferisce. Elementi di analisi razionale, come ad esempio il luogo in cui si verificò l'evento delle nozze, con particolare riferimento alla sua REALE localizzazione geografica, legittimano l'affermazione secondo cui, con tutta probabilità, le nozze di Cana furono le nozze tra Gesù e Maria Salomè di Magdala. E' sicuramente in tale contesto che SALOME' si esibì nella celebre danza, che gli 'onesti' evangelisti hanno attribuito alla figlia di Erodiade, la quale, per inciso, NON si chiamava Salomè ma ERODIADE come la madre!

"...Se i vangeli gnostici fossero delle manipolazioni fatte ad arte..."

E' importante tenere bene a mente che NESSUNO tei testi oggi esistenti, sia 'canonici', sia apocrifi che gnostici, riportano con fedeltà chi fosse stato Gesù nel suo REALE complesso, nè la sua reale vicenda umana. In un modo o nell'altro, tutti hanno contributo, nel proprio 'orticello', a distorcere secondo i propri obiettivi la figura del nazareno. Tuttavia, i vangeli gnostici, se si dovesse stilare una 'classifica', sono quelli che presentano meno alterazioni: almeno in confronto a quelli 'canonici'.

Gli gnostici ebbero tutte le ragioni per arrabbiarsi con i cattolici per il fatto della crocifissione, in quanto un evento MAI verificatosi; tuttavia non è neppure vero che Gesù fu 'assunto' in cielo, alla moda di Elia, di Seth o di Enoch, come sostenuto dagli gnostici. (tesi poi 'usurpata' dagli stessi falsari cattolici, i quali collocarono il presunto evento a dopo la 'resurrezione' di Gesù). Essi sicuramente sapevano benissimo che Gesù era stato giustiziato mediante lapidazione dai giudei del tempo, dopo che il Sinedrio ne aveva emesso la sentenza di morte. Questa verità, tuttavia, poco si addiceva alla loro costruzione teologica. Al contrario, i cattolici invece optarono per l'improbabile crocfissione, al fine di sfruttarne l'indiscutibile impatto psicologico sulle masse destinate al plagio.

Ma si badi bene, però, che la scelta di un 'figlio di Dio' fattosi crocifiggere con mitezza, senza opporre alcuna resistenza, quando invece avrebbe potuto, almeno in teoria (visto che era reputato un 'figlio di Dio!), distruggere in un battito di ciglia i suoi aguzzini, rappresentò uno SPECIFICO MESSAGGIO per la massa reputata come 'target' del messaggio cristiano: vale a dire l'immensa platea degli schiavi, dei potenziali ribelli nella varie provincie dell'Impero e della massa dei poveri in generale.

Il catto-cristianesimo, infatti, nacque perchè 'sponsorizzato' dal potere imperiale-senatoriale dell'epoca, il quale si riprometteva con ciò di avere la possibilità di controllare le coscienze e la psicologia di coloro che, almeno potenzialmente, avevano tutti i motivi per covare sentimenti di odio e ribellione verso il potere costituito, provocando quindi la necessità di intervenire adeguatamente da parte dell'Impero. (spesso impiegando ingenti forze e risorse: v. le guerre giudaiche)

Sparsi in molti documenti neotestamentari e patristici, ci sono numerosi richiami ai fedeli circa la NECESSITA' ('conditio-sine-qua-non' per aspirare al premio finale 'post-mortem'!) di piegarsi docilmente e senza il minimo segno di ribellione ai padroni, assecondandone prontamente la loro volontà. Addirittura, in alcune lettere 'paoline' si arriva al punto di 'consigliare' i fedeli, schiavi o liberi cittadini, di onorare i loro padroni e non parlarne male, anche quando questi ultimi si comportavano da carogne nei loro confronti. Essi dovevano accettare e sopportare pazientemente tutto ciò, secondo il 'messaggio cristiano': vale a dire PORGERE L'ALTRA GUANCIA!!! (*)

QUESTO FU IL VERO MOTIVO PER CUI NACQUE IL CATTO-CRISTIANESIMO!!

E per contribuire a tale scopo, quale MIGLIORE IMMAGINE da instillare nella mente dei plagiati, di quella di un Dio che si fa crocifiggere con mansuetudine dai propri aguzzini romani, poi scagionati dalla colpa chiamando in causa i 'perfidi giudei'?... Se un Dio ha fatto tanto, a maggior ragione avrebbero dovuto fare dei semplici ed umani fedeli!.. Il messaggio era sin TROPPO CHIARO!!!...

Ovviamente i giudei non avevano nessuna colpa circa la crocifissione inventata dai falsari cattolici, i quali sapevano sin troppo bene che Gesù morì lapidato dai giudei in seguito ad una condanna di morte emessa da Sinedrio. (condanna che, come ho già affermato in altri luoghi, fu pienamente legittima, considerando i REALI capi di accusa con cui venne accusato Gesù: partecipazione, in funzione di caporibelle, alla ribellione antiromana del 66-70)


Saluti

_______________________________

Nota:

(*) - con un minimo di sforzo mentale, ci si può immaginare facilmente gli sghignazzi e le oscene risate dei santi 'evangelisti' quando composero i loro testi!...


Veritas
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MessaggioInviato: 11/02/2010, 21:45 
Cita:
Marcus ha scritto:

Salve. Le confesso che, pur sforzandomi, non riesco a vedere alcun appiglio concreto alle testimoniazne in nostro possesso nella sua ricostruzione. Essa non è priva di una qualche logiva interna, ma il problema è un altro: non trovo validi riscontri esterni. L'accettazione della sua tesi richiede una totale fiducia verso i suoi studi: in poche parole richiede un atto di FEDE.
In particolare non mi concince affatto al cronologia da lei sostenuta: crede davvero che il "cattocristianesmo" (termine dall'aspra sonorità) sia nato a partire dal 140-150 d.C.? Pensa davvero che l'establishment romano possa avere avuto un ruolo determinante nello sviluppo di una "religio illicita"?



«..L'accettazione della sua tesi richiede una totale fiducia verso i suoi studi: in poche parole richiede un atto di FEDE »

Beh, per un credente abituato a ritenere per FEDE gli allucinanti dogmi stabiliti dal clero cattolico, non dovrebbe essere poi un grande sforzo.... Tuttavia io, a differenza del clero, non scrivo per fare 'proseliti' circa la verità che ho scoperto in lunghi anni di gravose ricerche (nel senso che mi hanno imposto pesanti sacrifici), ma solo per fornire indicazioni, a chi desidera servirsene, per intraprendere un percosro autonomo di ricerca, come ho fatto io quando ho cominciato ad intuire che molte cose non quadravano nelle sante 'verità' evangeliche...

Ognuno potrà conoscere i dettagli circa le mie ricostruzioni, fatte sulla scorta dei dati recuperati nel corso delle ricerche di cui sopra, quando avrò la fortuna di veder pubblicato il libro che sto 'faticosamente' e lentamente componendo, a motivo del fatto che il ciclo delle mie ricerche non si è ancora concluso.

«..In particolare non mi concince affatto la cronologia da lei sostenuta..»

Non la convince perchè lei fa riferimento alla 'santa' verità dei vangeli.. Se inizia a darsi un'occhiata in giro, accantonando momentaneamente i dogmi a cui ha creduto sino ad adesso, forse anche lei potrebbe cominciare ad accorgersi che qualcosa non quadra, nella verità che le hanno ammannito sin dalla sua più tenera età!..E tenga conto che inizialmente io mi trovavo nelle sue stesse identiche condizioni...

Persino nell'Enciclopedia Cattolica ora si cominciano a nutrire dubbi circa il fatto che i vangeli furono scritti nel I secolo. NESSUNO dei cosidetti 'padri apostolici', la cui attività è collocata nella prima metà del II secolo, conosce i vangeli, dal momento che NESSUNO di loro li cita (cosa assolutamente indispensabile, visto che i testi dei quattro vangeli canonici divergono spesso tra loro ed a volte anche in modo impressionante, come ad esempio il 'miracolo' riguardante la resurrezione di Lazzaro, misconosciuta da ben 3 evangelisti su 4!...). Il primo a citare i vangeli fu Ireneo di Lyone, il quale scrisse intorno al 180.

Ma c'è un nuovo particolare che io ho scoperto durante le mie ricerche. Si tratta del celebre oscuramento del Sole per circa 3 ore, in concomitanza con la morte di Gesù. Evento ignorato da tutti gli storici contemporanei, a partire dall'ebreo Giuseppe Flavio, il quale non avrebbe MAI potuto dimenticare di riportare un tale evento nei suoi libri di storia, se veramente esso si verificò. Idem per il terremoto associato a tale evento (quello che causò la fuoriuscita dei morti dai loro loculi). Ebbene, tale cataclisma venne riportato a Roma da Flegone, liberto dell'imperatore Adriano, il quale viene citato dai patristi (v. Eusebio, Origene, etc.) a testimonianza di ciò. Costui era originario della Bitinia ed il raccontò di tale cataclisma era relativo alla sua regione di origine e la città interessata NON FU Gerusalemme ma NICEA!!...

Ora si dà il caso che Flegone riportò tale notizia nelle sue 'CRONACHE', che egli compose in un periodo compreso tra il 120 ed il 130: ergo, è sin troppo evidente che gli evangelisti composero i loro testi successivamente alla redazione delle Cronache da parte di Flegone!

«..Pensa davvero che l'establishment romano possa avere avuto un ruolo determinante nello sviluppo di una "religio illicita..»

La religione cristiana non era più illecita di quanto lo fosse quella giudaica, la quale prosperava senza alcuna problema nella Roma del tempo: ergo, quella della discriminante relativa alla liceità del culto cristiano, fu solo un pietosa menzogna (una delle infinite!) del clero falsario di tutti i tempi, per i quali mentire per il 'bene della chiesa' non è un'infamia ma una virtù al cospetto di Dio! [la 'Donazione di Costantino' docet!]

I romani si servirono ampiamente della religone cristiana, con la sola eccezione di alcuni, quanto brevi periodi storici, come quelli dell'imperatore Decio e Diocleziano. Per la fondazione di tale culto, le autorità governative (imperiale e senatoriale) fornirono il 'team' di esperti, incaricato di dar vita al nuovo culto, con ben 200.000 sesterzi, tramite quello che, quasi sicuramente, fu in origine il capo del team: vale a dire Marcione!..

«..crede davvero che il "cattocristianesimo" (termine dall'aspra sonorità)...»

Non si tratta di 'aspra sonorità', ma di una distinzione assolutamente necessaria!.. Infatti, prima del catto-cristianesimo venne fondato in Antiochia (v. Atti degli Apostoli), tra l'85-90, il culto 'giudeo-cristiano', il quale non ebbe nulla a che vedere con il catto-cristianesimo, nato semplicemente come 'cattolicesimo' e poi chiamato anche 'cristianesimo', per le sue analogie (messianismo) con il precedente culto giudeo-cristiano: il primo 'cristianesimo' della storia!


Saluti


Veritas

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Ultima modifica di Veritas il 11/02/2010, 21:47, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 12/02/2010, 03:21 
Cita:
Negev ha scritto:
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Veritas ha scritto:

.....Ovviamente i giudei non avevano nessuna colpa circa la crocifissione inventata dai falsari cattolici, i quali sapevano sin troppo bene che Gesù morì lapidato dai giudei in seguito ad una condanna di morte emessa dal Sinedrio.


Pare che in quell'epoca solo l'autorità romana avesse il potere di condannare a morte



Eppure il Talmud dice il contrario...

Yeshu ha-notzri fu proprio GESU' di Nazareth!... Per questa ed altre verità presenti nella letteraura talmudica e nelle Toldoth Yeshu, centinaia di ebrei della diaspora finirono sui roghi o giustiziati in altri modi... Questo non si deve dimenticare mai!.. Se il personaggio celebrato nella suddetta letteratura non fosse stato Gesù di Nazareth, bisognerebbe pensare che i cattolici abbiano massacrato tutti quegli ebrei per puro 'sfizio' antisemita...

Probabilmente la risposta alla tua osservazione è quella che si trova nei vangeli canonici, vale a dire nelle parole messe in bocca a 'Pilato': ' Io me ne lavo le mani..". L'autorità romana del caso fu il generale Tito (siamo nel 72), il quale, quasi sicuramente, aveva conosciuto Gesù in tempi migliori e, probabilmente, gli era stato anche amico.

Anche Giuseppe Flavio si trovò più o meno nelle stesse condizioni di Gesù. Tuttavia furono gli stessi romani a salvargli la vita. Dopo aver rinunciato a giudicarlo (perchè messo alle strette dalle autorità giudaiche del tempo, che gli ricordavano con fermezza il suo dovere nei confronti dello stesso Impero), Tito lasciò che Gesù fosse consegnato al Sinedrio. La sua fine era ormai segnata.

Probabilmente Tito potè far leva solo sul fatto che non era certo che il personaggio 'sotto esame' fosse veramente Gesù nazareno, accusato di essere stato un caporibelle (probabilmente perchè lo si credeva morto durante la distruzione di Gerusalemme)(*); tuttavia, una volta riconosciuto con certezza, egli non potè far altro che consegnarlo al Sinedrio, visto che non voleva farlo uccidere di persona ('io me ne lavo le mani').


Saluti

______________________

Nota:

(*) - vi sono aspetti negli Atti degli Apostoli che possono suffragare una tale ipotesi.


Veritas

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MessaggioInviato: 12/02/2010, 09:50 
VERITAS
Con molta probabilità, ciò che raccontò Flegone fu un accidente locale, connesso, probabilmente, all'esplosione di un vulcano, il quale riversò nell'aria milioni di tonnellate di ceneri (da cui il pesante oscuramento solare). Al fenomeno dell'esplosione si assocciò anche una forte manifestazione tellurica, la quale dovette devastare pesantemente il territorio di qualche città della Bitinia, tanto che vennero rovesciati i loculi ed i cadaveri o ciò che rimaneva di essi sparsi all'esterno degli stessi. Scene del genere non sono infrequenti neppure ai giorni nostri...


Poi:


all'ora sesta del giorno si levò una notte sì nera, che apparvero' in Cielo le Stelle ed un tremuoto capovolse in Bitinta diversi edifizi della Città di Nicea

Alla faccia dell'eruzione vulcanica!!Ci fu tanto fumo che apparvero le stelle !!!
Dalle mie parti queste storie si chiamano"Culacche",ma probabilmente chi racconta ,ha dimenticato di dire che era una notte nera e tempestosa!!

Chi ti ha detto che la storia dell'oscuramento del Sole per 3 ore sia stata inventata?...Non si riporta una cosa tanto assurda, almeno apparentemente, se dietro non vi è almeno un fondo di verità storica.... Tale evento è sicuramente avvenuto, MA NON IN PALESTINA!!


Ma il compito in classe non era"C'e' stato tanto tempo fa un oscuramento del sole in una qualsiasi parte del globo?"
Ma recita:C'e stato un oscuramento del sole all'ora nona di un venerdi santo degli anni trenta?

Svolgimento:

NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!


Fermarestando la mia stima ,ti saluto !


!!


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MessaggioInviato: 12/02/2010, 11:29 
Cita:
leviatan ha scritto:


Cita:
Veritas ha scritto:

Chi ti ha detto che la storia dell'oscuramento del Sole per 3 ore sia stata inventata?...Non si riporta una cosa tanto assurda, almeno apparentemente, se dietro non vi è almeno un fondo di verità storica.... Tale evento è sicuramente avvenuto, MA NON IN PALESTINA!!



Ma il compito in classe non era"C'e' stato tanto tempo fa un oscuramento del sole in una qualsiasi parte del globo?"
Ma recita: C'e stato un oscuramento del sole all'ora nona di un venerdi santo degli anni trenta?



Vedo che ce ne vuole per farsi capire!...

I vangeli vennero scritti a Roma, per un pubblico estraneo al giudaismo(*); un pubblico che mai sarebbe andato in Giudea per accertarsi se tutte le panzane riportate dai vangeli erano vere! Inoltre, i vangeli vennero scritti tra il 140-150, quando ormai era passato più di un secolo dai fatti (o presunti tali). Citando Flegone a conferma delle loro panzane, nessuno poteva capire (mi riferisco ai 'poveri di spirito' che cadevano nella trappola plagiante dei 'pii' missionari cattolici!) se quello che riportava Flegone fosse stato un fatto locale o la testimonianza di un fatto 'planetario', il quale, ovviamente, avrebbe coinvolto anche la Giudea!... Ai falsari era sufficiente che qualcuno, in qualche modo, confermasse un certo evento. I pagani eruditi non cadevano in questa trappola e Celso ne è una prova più che evidente!!...

_______________________________________

Nota:

(*) - malgrado le frottole raccontate dal clero di tutti i tempi, NESSUN ebreo, nato ebreo si sarebbe mai convertito al catto-cristianesimo, un culto che oltre ad essere chiaramente pagano o mostrarne tutti i segni, era per giunta ANTISEMITA!!


Veritas



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LE VIE DELLA MISTIFICAZIONE
Post n°800 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da Ledantec

Tag: GESU' VS/ GIOVANNI IL BATTISTA, STORICITA' DEI VANGELI

Anche in una pagina che si suppone "alta" dei Vangeli come il "Prologo" del Vangelo attribuito a "Giovanni" (1, 1-18) c'è spazio per le consuete polemiche intersettarie di bottega.

Dopo aver fatto riferimento al Verbo divino e alla luce che splende nelle tenebre, ecco il riferimento a Giovanni (il Battista, cioè il Battezzatore): "Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce."

Perché l'autore del quarto tra i Vangeli canonici, attribuito a "Giovanni" (figlio di Zebedeo, fratello di Giacomo e discepolo di Gesù) sente il bisogno di specificare che (un altro) Giovanni (detto il Battista, ovvero il Battezzatore) non era la luce, ma doveva solo renderle testimonianza?

Possiamo affermare che, come vi fu una setta cristiana, che poi ebbe straordinaria fortuna diventando una religione a diffusione mondiale grazie alla rielaborazione in chiave soterico-misteriosofica che di un marginale ed eterodosso culto messianico giudaico fu fatta nelle lettere attribuite a Paolo, così vi fu una setta battistica, che guardava a Giovanni (detto nella tradizione cristiana "il Battista") come al proprio fondatore.

Un relitto, la cui esistenza è perdurata nei secoli, della setta battistica, composta cioè dai seguaci di Giovanni (detto) il Battezzatore, è rappresentato dal "mandeismo", nelle cui scritture sacre viene attribuito un ruolo particolare appunto al Battista.

Tutto ciò sarebbe incomprensibile se che Giovanni (detto) il Battista avesse proclamato apertamente e chiaramente la propria inferiorità a Gesù, così come vuole il Vangelo attribuito a "Giovanni", tra le cui tendenze non a caso gli studiosi non confessionali hanno ravvisato anche un orientamento anti-battistico, cioè l'intento di combattere la setta battistica, che venerava Giovanni, ma non Gesù, e fu una rivale per il cristianesimo nascente, diventando poi del tutto marginale, mentre il cristianesimo conosceva uno straordinario successo grazie all'adattamento che la versione paolina ne fece alla sensibilità religiosa diffusa nel mondo ellenistico e volta al conseguimento della "salvezza" individuale attraverso l'assimilazione misterica ad una figura divina incarnata.


fonte>>> http://blog.libero.it/LAFINEDEITEMPI/8394272.html



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MessaggioInviato: 13/02/2010, 10:57 
Cita:
Francesco M. ha scritto:

Sul fatto che il Giudaismo foss eillecito quanto il Cristianesimo credoche Lei sia in errore. Fin dai tempi in cui Cesare fu soccorso dalla comunità giudaica di Alessandria, il culto giudaico ha goduto di privilegi di cui il cristianesimo non disponeva affatto in età precostantiniana. Ad esempio, i Giudei erano dispensati dal culto imperiale, quale riconoscimento del loro monoteismo esclusivo; in sostituzione, si doveva pregare nel Tempio per la salus dell'imperatore. I cristiani non hanno assolutamente goduto di tale privilegio. Lo status prvilegiato dei Giudei non fu messo a repentaglio neppure dalla rivolta di Simon Bar kokhbah.
La mia fonte al riguardo è costituita dagli studi del prof. Manlio Simonetti.
Una domanda: che ne pensa del libro di Goodmann "Roma e Gerusalemme"? Ho partecipato ad una conferenza sul tema, nel dicembre scorso, presso il dipartimento di studi storico religiosi della Sapienza. Sono interessato al suo giudizio critico sull'opera.
Saluti.




Le assicuro che in fatto di privilegi, il catto-cristianesimo ne ha goduti molti di più di quanto ne abbiano goduto i giudei, dal momento che il cattolicesimo nacque grazie all'appoggio ed alla sponsorizzazione (200.000 sesterzi!) del potere romano dell'epoca: quello imperiale e quello senatoriale, una volta tanto d'amore e d'accordo!

La panzana secondo cui il potere romano 'perseguitasse' i cattolici dell'epoca, trova un perfetto parallelo in quella secondo cui Hitler perseguitava il mondo cattolico!.. Un mondo cui il satanico dittatore nazista, cattolicissimo, doveva tutto! (senza l'appoggio dei cattolici, voluto da Pio XII, Hitler non avrebbe MAI potuto ottenere i poteri assoluti: tutto il resto è storia!)

Ci sono stati solo un paio di periodi storici, per altro brevissimi, in cui i VERTICI del clero, soprattutto quello romano (il quale diede prova, in tale occasione, di un'immonda vigliaccheria: v. i lapsi!), andarono soggetti a 'persecuzioni': si tratta del periodo relativo all'imperatore Decio (249-251) e di Diocleziano (284-305). Riguardo a quest'ultimo, le presunte persecuzioni (in quanto è da stabilire con certezza quali furono le cause storiche scatenanti) iniziarono nella seconda parte del suo regno, visto che nella prima i cattolici andarono d'amore e d'accordo con questo imperatore)

Per capire, o comunque intuire le cause di queste repressioni, è necessario leggere attentamente quanto ha scritto Ippolito, vescovo romano, in merito ad alcuni vescovi/papi suoi contemporanei: vale a dire il 'santo' Callisto, Zeferino e Ponziano. Ci sono poi sparse qua e là nella letteratura patristica (v. Eusebio, Tertulliano, etc.) delle critiche nient'affatto velate all'indirizzo di certe eminenti figure del clero romano. Eusebio, per esempio, richiama con sdegno il comportamento di certi religiosi cattolici, i quali se ne andavano allegramente a spasso per la città su delle carrozze, accompagnati da volgari prostitute sghignazzanti! (spesso anche 'matrone'). Questo tanto per rendere chiaro quale fosse il VERO clima di 'spiritualità' della chiesa dei primi secoli! (spesso vi furono 'santi' vescovi o diaconi che gestivano 'coscienziosamente' dei bordelli: abitudine che si ripeterà sotto alcuni papi del periodo più buio del medioevo!)

Non conosco il libro di Goodmann e quindi non posso fornirle alcun parere utile in merito. Tenga presente che, a cagione dell'immensa massa di testi da 'sfruguliare', alla ricerca di qualche dato utile per le mie ricostruzioni esegetiche, sono costretto ad ignorare tutte le opere cartacee, e rifarmi solo a quelle elettroniche che posso scaricare da Internet. Grazie al motore di ricerca interno di Windows, posso 'scandagliare' tali opere entro un ragionevole periodo di tempo. (altrimenti neppure tra dieci anni potrei portare a termine il mio lavoro!)

Saluti

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MessaggioInviato: 13/02/2010, 19:34 
Salve a tutti, in questo discussione ho potuto leggere di Giovanni di Gamala.
Non sono molto pratico di storia, comunque vorrei chiedervi come nasce questa tesi e quali studiosi la portano avanti.

Vi ringrazio anticipatamente


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MessaggioInviato: 13/02/2010, 23:18 
Cita:
DuncanIdaho ha scritto:

Salve a tutti, in questo discussione ho potuto leggere di Giovanni di Gamala.
Non sono molto pratico di storia, comunque vorrei chiedervi come nasce questa tesi e quali studiosi la portano avanti.

Vi ringrazio anticipatamente


Ciuo Duncan, e benvenuto.

Rispondo io . [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D] [:D]

per iniziare questi Topic sono l' ideale, sono molto sostanziosi ,buona lettura

http://consulenzaebraica.forumfree.it/?t=42739506

http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=4803



zio ot [;)]


Ultima modifica di barionu il 13/02/2010, 23:28, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 14/02/2010, 17:38 
Cita:
DuncanIdaho ha scritto:

Salve a tutti, in questo discussione ho potuto leggere di Giovanni di Gamala.
Non sono molto pratico di storia, comunque vorrei chiedervi come nasce questa tesi e quali studiosi la portano avanti.

Vi ringrazio anticipatamente



La figura di Giovanni di Gamala è controversa. Che vi sia stata più di una figura 'messianica' coinvolta nell'edificazione dell' 'impianto' catto-cristiano è fuor di dubbio, dal momento che Gesù venne sì giustiziato, ma attraverso la LAPIDAZIONE e non mediante la crocifissione! Inoltre, l'evento della morte di Gesù si ebbe intorno al 72 e quindi NON ai tempi di Pilato (anni 30). Da tutto ciò ne scaturisce che se la presunta crocifissione ha un fondamento storico è evidente che deve essere riferita ad un altro personaggio.

L'attuale figura di Gesù Cristo, cardine del culto catto-cristiano, deriva, di conseguenza, dalla sovrapposizione sincretica delle due figure di cui sopra: vale a dire quella di Gesù di Nazareth (il personaggio storico lapidato dai giudei) su quella del personaggio fatto crocifiggere dai romani ai tempi di P. Pilato.

Al fine di proteggere tale allucinante falso storico, i falsari della 'prima ora' cercarono di cancellare tutte le tracce di questo personaggio 'misterioso'. Tuttavia, alcune briciole di tali tracce ancora rimangono nella letteratura 'apocrifa', abbastanza da farci capire che il suo nome fu Giovanni. Altre indicazioni, invece, ci mostrano indirettamente che egli proveniva dalla cittadina di Gamala, situata sulle alture del Golan, a pochi km dalla costa nord-orientale del lago di Tiberiade.

E' altamente probabile che tale Giovanni di Gamala possa essere stato un discendente della casata degli Asmonei, gli ultimi legittimi re di Israele, prima che Erode il Grande ne usurpasse il trono con l'aiuto dei romani. In funzione di ciò, è possibile che Giovanni, nel corso della probabile ribellione che si sviluppò nell'ultimo anno del mandato di P. Pilato (poi rimosso dal suo ruolo ed arrestato), si sia autoproclamato il 'messia atteso' dell'immaginario comune giudaico(*) e, per il fatto di essere di discendenza asmonea, anche come legittimo pretendente al trono di Israele.

La ribellione che, con tutta probabilità, ebbe come capo (o uno dei capi) Giovanni di Gamala, venne soffocata dal governatore Vitellio, superiore gerarchico di Pilato, sceso in forze in Giudea per dare man forte alla guarnigione romana di Gerusalemme. Sicuramente fu proprio nel corso di tale eventi che Giovanni di Gamala venne arrestato e poi giustiziato mediante crocifissione: la pena prevista per i ribelli. Insieme a lui vennero giustiziati anche un certo numero di altri ribelli.

E' possibile che Giovanni rimase vivo anche nel corso della notte che fece seguito alla sua crocifissione, cosa che, con tutta probabilità, stimolò l'audace impresa dei suoi famigliari (fratelli) e di alcuni suoi seguaci, i quali, dopo aver abbondantamente subornato i soldati di guardia(**), provvidero, durante la notte, a staccare il corpo dalla croce e a trasportarlo nel suo luogo natio: vale a dire Gamala.

Una sorte diversa toccò invece al corpo di Gesù di Nazareth, il quale, dopo essere stato tumulato in un tomba, venne prelevato da alcuni giudei (forse su 'commissione') e gettato per spregio in un profondo pozzo. (da qui l'allucinante ricostruzione 'evangelica' circa la scomparsa del corpo di Gesù dalla tomba!!..)

Sicuramente lo storico ebreo Giuseppe Flavio parlò diffusamente dell'episodio riguardante Giovanni di Gamala, come del resto di Gesù di Nazareth, che egli conobbe di persona. Tuttavia, tale materiale venne espunto dalle opere di Giuseppe Flavio dai 'padri' falsari, in quanto troppo compromettente per il 'castello' di menzogne che essi avevano edificato per dare origine al culto catto-cristiano. Al posto di tale materiale venne inserito il famigerato 'testimonium flavianum', di chiara matrice catto-scribale! (si parla di una glossa a 'latere' inserita 'erroneamente' nel testo!)


Saluti

_________________________________________

Note:

(*) - tale circostanza si evince da quanto riportato dal vangelo di Luca, in cui è narrato che Gesù (in realtà Giovanni di Gamala) dopo aver letto all'interno della sinagoga (a Nazareth non vi fu MAI una sinagoga!) un passaggio biblico relativo al libro di Isaia, lasciò intendere ai presenti che il messia 'atteso', vagheggiato dal profeta, era proprio lui. Come già detto, a Nazareth non vi fu mai una sinagoga (i nazareni facevano riferimento al loro tempio e non alla sinagoga, com'era usanza tra i giudei), mentre a Gamala invece ci fu. Che si sia trattato proprio di questa cittadina gaulanitide è lo stesso Luca che ce lo fa capire, quando ci dice che la città di 'Gesù' era situata su un'alta montagna, dalla cui sommità si apriva un precipizio mortale: caratteristiche che 'calzano' a pennello all'antica Gamala piuttosto che a Nazareth, la quale si trova distesa in pianura rispetto al panorama circostante.

(**) - questo aspetto della corruzione appare, sebbene mistificato, anche nei testi evangelici. Da tenere presente che uno dei motivi, forse il più pressante, per cui vennero redatti i vangeli, fu proprio quello di mistificare la storia reale che 'avvolgeva' la figura di Gesù di Nazareth, fornendo agli 'attoniti' (e totalmente sprovveduti!) fedeli catto-cristiani, una versione alternativa alle 'calunnie' (sic!) che circolavano in giro, a motivo delle 'chiacchiere' dei giudei della diaspora che provvedevano, probabilmente su richiesta (v. Celso), ad informare gli eruditi pagani, i quali cercavano di mettere in guardia le potenziali vittime dei 'missionari' cristiani dalle loro insidie e dai loro inganni.


Veritas


Ultima modifica di Veritas il 14/02/2010, 17:52, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 15/02/2010, 10:14 
Lynn Picknett, Clive Prince
Il libro che Gesù non ti avrebbe mai fatto leggere
Newton Compton Editori, ottobre 2009, pp 384 - 390.

Il grande segreto.
Un potenziale disastro per l’equilibrio della Chiesa cominciò con la scoperta, nel Vecchio Cairo del diciannovesimo secolo, di quasi duecentomila manoscritti ebraici di vari periodi nel geniza (magazzino) di una sinagoga del nono secolo. Uno di questi, comprende due copie incomplete, era particolarmente entusiasmante non solo perché risaliva al 100 AEC ca., ma anche perché era stato prodotto da una setta precedentemente sconosciuta.

Questo “Libro dei comandamenti” diceva che il gruppo era stato fondato intorno all’epoca della rivolta maccabea da un uomo divinamente ispirato, chiamato semplicemente il “Maestro di rettitudine”, “Unico maestro” o “Unico”, il Messia sia di Aronne sia di Israele, nonché la “stella che spunta da Giacobbe” profetizzata nel Libro dei Numeri.

Quando questo maestro o messia fu rifiutato, la setta si ritirò a Damasco, dove egli morì, anche se ci si aspettava che risorgesse trionfante “alla fine dei tempi”.

Una caratteristica singolare del testo era la sua incompatibilità con la tribù di Giuda e con la linea di Davide, perché chiaramente il Maestro in questione proveniva da un’altra tribù. Per questa setta, la linea di sangue messianica di Davide era stata sostituita da quella che aveva origine con Sadoc, il sommo sacerdote di Davide; di qui la definizione di “figli di Sadoc”, da cui gli studiosi coniarono il termine “sadochiti”.

Un importante studio di quello che era noto all’epoca come il Libro sadochita dei comandamenti fu pubblicato nel 1910 da Salomon Shechter, presidente del Jewish Theological Seminary of America, secondo il quale questa setta, precedentemente sconosciuta, corrispondeva da vicino a quel poco che si sapeva della setta dei dositeani, fondata dall’uomo che, come sappiamo, la letteratura pseudo clementina associava a Giovanni il Battista e a Simon Mago. Non solo certe caratteristiche dei loro credo corrispondevano, ma il nuovo testo rivelava anche che usavano lo stesso calendario di trenta giorni, e gli scrittori arabi dicevano che i dositeani usavano, per definire il loro fondatore, due titoli alternativi attribuiti al “maestro di rettitudine”, ossia l’Unico e la Stella. Alla luce di questo, Schechter avanzò l’ipotesi che i dositeani fossero una propaggine dei sadochiti, sorta dal periodo di scismi e apostasie che il Libro dei comandamenti descrive come conseguenza della morte del Maestro(60).

E c’era di più. Il testo spiegava uno degli aspetti più strani della letteratura pseudo clementina, quando diceva che la prima spaccatura importante, nella serie di scismi che produssero i movimenti di Giovanni il Battista, Simon Mago e Dositeo, fu quella dei sadducei. Di certo non poteva esserci niente di più lontano da quel trio eterodosso dell’aristocrazia sacerdotale ultraconservatrice alla base dell’establishment del Tempio. Non sorprende che questa sia stata sempre considerata una prova dell’inaffidabilità degli pseudoclementini. In ogni caso, “sadduceo” è la traduzione greca dell’ebraico Zadokim. Sia i sadducei sia i “figli di Sadoc” sostenevano di discendere da Sadoc, anche se gli ultimi contestavano ardentemente le asserzioni dei primi, ritenendosi loro stessi i legittimi eredi del sacerdote. Entrambi i gruppi potrebbero chiamarsi sadochiti o sadducei, a seconda della lingua usata, quindi, inaspettatamente, la scoperta del Cairo dimostrò che gli autori degli scritti pseudoclementini sapevano di cosa stavano parlando: esisteva in effetti un collegamento tra “sadducei” e “dositeani.”(61).

Schechter sosteneva anche che i sadochiti/dositeani avessero compiuto “speciali tentativi missionari” presso il tempio ebraico fondato da Onias nell’egiziana Leontopoli, scrivendo:
Il distacco degli ebrei egiziani dall’influenza palestinese […] preparò il terreno per le dottrine di una setta come quella dei sadochiti, in cui veniva respinta la fedeltà a Giuda e a Gerusalemme, e in cui i discendenti della Casa di Sadoc (di cui lo stesso Onias faceva effettivamente parte) rappresentavano sia il Sacerdote sia il Messia.(62)

Le conclusioni di Schechter, però, dovettero essere riviste dopo la scoperta dei rotoli del Mar Morto. Il Libro sadochita dei comandamenti, e la setta che stava dietro di essa, sono ora molto più noti, dato che un certo numero di copie – tutte incomplete, ma comunque sufficienti a ricostruire l’intera opera – sono state trovate a Qumran. Si pensa che l’opera in questione, attualmente nota come Regola di Damasco (o Documento di Damasco), riguardi le origini e gli statuti della setta di Qumran, che attualmente si ritiene formata da esseni, invece che da dositeani.

Come abbiamo visto nel settimo capitolo, la scoperta dei rotoli del Mar Morto aveva fatto riprendere in considerazione un altro esempio di ortodossia accademica che, per un corso fortuito degli eventi, si riferisce anch’esso alla setta di Giovanni il Battista. Era la questione delle origini mandaiche. Prima della scoperta dei rotoli, la linea accettata era che i mandei fossero davvero i discendenti dei seguaci del Battista; in seguito, però, dalla fine degli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta del secolo scorso, essi vennero considerati una creazione successiva, priva di qualunque collegamento con lui o con la sua epoca. Ora, invece, i mandei sono stati ricollegati alla Palestina del primo secolo, sia pure con alcune riserve sulla portata del loro collegamento storico con il Battista.

La posizione precedente alla scoperta dei rotoli del Mar Morto era dovuta in gran parte all’influenza di accademici come Richard Reitzenstein e, soprattutto, Rudolf Bultmann, che avevano dimostrato dei paralleli tra i testi sacri dei mandei e certi concetti contenuti nel Vangelo di Giovanni. Ovviamente esisteva un collegamento tra loro e la comunità che aveva prodotto il vangelo in questione. Ma quando poi i rotoli del Mar Morto hanno cambiato gli atteggiamenti nei confronti dei mandei, fornendo un altro parallelo, molto più vicino geograficamente e storicamente, per la scrittura del Vangelo di Giovanni, il consenso si è spostato da un’origine mandaica del Vangelo di Giovanni a un’altra che indicava una connessione settaria ebraica (e di conseguenza gli studi sui mandei sono caduti in discredito per alcuni anni).

Stranamente la nuova generazione riteneva che i rotoli del Mar Morto dessero torto a Bultmann, mentre in realtà gli avevano dato ragione. Egli non ha mai sostenuto che i mandei fossero esistiti esattamente nella stessa forma oggi nota, prima che fosse scritto il Vangelo di Giovanni. In realtà, riteneva che una setta da cui i mandei sarebbero discesi, e i cui scritti erano andati perduti, fosse esistita nello stesso periodo e avesse influenzato l’evangelista e la sua comunità. In effetti, le scoperte di Qumran hanno rivelato l’esistenza proprio della setta, e degli scritti, che Bultmann aveva predetto. Come ha dichiarato Charles H.H. Scobie del Presbyterian College di Montreal nel suo studio del 1964 su Giovanni il Battista, “nell’ipotesi mandaica, i rotoli si trovano nello stesso posto in cui ci aspetteremmo di trovare le idee che entrarono a far parte del cristianesimo attraverso un Giovanni il Battista pre-mandaico”.(63)

Uno dei pochi ad accorgersi che i rotoli hanno confermato e non smentito la tesi di Bultmann sembra sia Wayne A. Meeks, il quale ha scritto, nel 1967, a proposito dei sostenitori della nuova posizione: “Forse non è troppo dire che, se riuscissero a dimostrare la loro tesi, riuscirebbero a portare l’ideologia di Qumran sotto l’ombrello del mito gnostico di Bultmann. (64) Questo implica l’esistenza di un collegamento tra la setta di Qumran e i mandei, proprio come hanno sostenuto alcuni ricercatori, quali il tedesco Otto Huth. (65) In effetti, sin dall’inizio si sono notati dei collegamenti specifici tra la letteratura di Qumran e quella mandaica. Nel 1957, per esempio, Theodor H. Gaster, nel primo libro popolare sui rotoli del Mar Morto, parlò dei primi entusiasmi provocati dalla convinzione di poter finalmente risolvere alcuni dei misteri delle origini cristiane:

Per mettere l’intera questione nella giusta prospettiva, si dovrebbe osservare che nei rotoli del Mar Morto si possono trovare tanti paralleli con il Nuovo Testamento quanto con gli apocrifi e gli pseudoepigrafi dell’Antico Testamento… e con le parti più antiche del Talmud. Inoltre, molti di questi paralleli si trovano anche nelle antiche dottrine di sette come i mandei dell’Iraq e dell’Iran e i samaritani, perciò anche se non ci sono pervenuti attraverso canali ebraici, possiamo comunque riconoscere in essi parte del pensiero e del folclore comune all’epoca in Palestina.(66)

Gaster dimostrò anche quante delle espressioni specifiche usate dagli autori dei rotoli, a proposito della loro comunità, fossero identiche a quelle che i mandei usavano per definirsi. Ma ancora più significativamente, Gaster collegò i rotoli alle “antiche dottrine” dei mandei e dei samaritani, riunendo tra loro ancor più strettamente le varie componenti.

E c’è dell’altro. La setta di Qumran sembra aver usato la versione samaritana del Pentateuco: vi sono aggiunte e omissioni, soprattutto nella loro versione dell’Esodo, e delle citazioni contenute nei rotoli del Mar Morto rivelano le stesse peculiarità. Inoltre, la studiosa francese del Nuovo Testamento Annie Jaubert ha stabilito dei collegamenti tra il calendario di Qumran e quello samaritano, che differiscono entrambi da quello ebraico standard dell’epoca. (67)

Come nel caso dei mandei e dei samaritani, esistono tanto delle somiglianze quanto delle differenze tra il materiale contenuto nei rotoli del Mar Morto e quel che sappiamo degli insegnamenti e degli obiettivi di Giovanni il Battista. Vi è una diffusa teoria secondo cui questi – se non Gesù stesso – era membro della setta di Qumran, ma nel caso sia suo sia di Gesù, la differenza tra quel che insegnavano e il materiale dei rotoli sono evidenti quanto le somiglianze. Almeno nel caso di Giovanni il Battista, sembra ci sia stata una conoscenza di parte del materiale dei rotoli, anche se forse poco di più. (68)

Non esiste una corrispondenza assoluta tra le idee e i concetti esposti nei rotoli del Mar Morto e, rispettivamente, quelle dei mandei, dei samaritani e di Giovanni il Battista. Esistono però delle somiglianze specifiche in quantità sufficiente a dimostrare che tutti questi movimenti facevano parte dello stesso complesso di sette. E anche se non è esatto dire che la comunità di Qumran fosse mandaica, esiste un collegamento più forte di quello che viene generalmente riconosciuto.

In questo quadro dobbiamo aggiungere i sadochiti che, prima della scoperta dei rotoli, gli accademici avevano collegato ai dositeani. Anche questo implica un contatto tra la setta di Qumran e la famiglia di sette che comprendeva il gruppo del Battista. In effetti, alcuni hanno continuato a vedere il collegamento anche dopo la scoperta dei rotoli del Mar Morto. L’eminente specialista di origini gnostiche, Robert McLachlan Wilson, e Jean Daniélou (il gesuita francese docente di origini del cristianesimo diventato poi cardinale) sostenevano entrambi che i componenti della setta di Qumran fossero effettivamente dositeani. (69) Daniélou, in particolare, avvicinava ancora di più le componenti dicendo che Dositeo “sembra rappresentare un messianesimo samaritano combinato con gli ideali ascetici, una sorta di essenismo samaritano”. (70)

Di certo, però, i rotoli del Mar Morto significano che dobbiamo restare fermamente, persino tenacemente, nel tradizionale ebraico, con una comunità che si isolò dal mondo gentile per studiare i propri testi sacri, senza lo scomodo materiale “da misteri pagani”, che troviamo invece in Simon Mago e in Gesù. Ma inaspettatamente, anche qui si colgono allettanti segni di influenze esterne. Pochi parlano della “grotta 7” di Qumran, scoperta nel 1955 e piena di documenti – ora ridotti a miglia di piccoli frammenti perlopiù illeggibili – tutti in greco (uno dei quali proveniente da una commedia di Menandro) e difficilmente compatibili con l’immagine puritana della setta del Mar Morto. (71) Alcuni dei loro rotoli (per esempio il Manuale di disciplina) si servono di “una terminologia simile a quella dei misteri”,(72) facendo pensare che la setta di Qumran avesse una certa familiarità con pratiche misteriche.

Un altro segno del fatto che la comunità era più complessa di quanto si credesse generalmente proviene dall’opera del metallurgista e storico Robert Feather sul famoso rotolo di rame. Questo enorme manufatto, lungo circa ventiquattro metri, è fatto di rame sottile inciso con scritte che si suppone rivelino le ubicazioni dei depositi nascosti di tesori e di altri preziosi. Vari indizi nella grafia e nello stile di scrittura dimostrano che, benché sia stato creato nel primo o secondo secolo AEC, il rotolo di rame era una copia di un documento risalente forse a seicento anni prima. Feather ha stabilito che la composizione chimica del rame è quasi identica a quella di rotoli analoghi utilizzati in Egitto (il solo posto in cui si praticava la scrittura su rotoli di rame, visto che quello di Qumran costituisce l’unico altro esempio di scrittura del genere). Lo studioso ha dimostrato anche che le liste di quantità di metalli preziosi e di altri beni di lusso facevano uso di pesi e misure egiziani. Ma perché mai una setta ebraica del periodo romano avrebbe dovuto possedere qualcosa che non solo costituiva un legame con l’antico passato di Israele, ma anche con l’Egitto? Quantomeno ciò dimostra che sette come quella di Qumran preservavano degli antichi segreti.

Malgrado la credenza popolare al riguardo, non è ancora stato dimostrato in modo conclusivo che la comunità di Qumran facesse parte della setta essena, come è stato proposto subito dopo la scoperta dei rotoli. Ma se non faceva parte, era comunque una componente di un gruppo di sette collegate, sorte in quei tempi apocalittici che cercavano di scoprire cosa riservasse il futuro riscoprendo il passato. Se, per esempio, gli appartenenti a queste sette sapevano che i loro antenati avevano venerato una dea, potevano essere ispirati a indagare sul contemporaneo culto egiziano di Iside.

Perciò, quando vennero alla luce nel 1947, i documenti del Mar Morto sembravano poter fornire le prove di due teorie collegate alla setta di Giovanni il Battista. C’erano sia l’ipotesi avanzata da Solomon Schechter di un collegamento tra la Regola di Damasco e i dositeani, sia la predizione di Rudolf Bultmann sull’esistenza di una setta, che avrebbe colmato la lacuna tra comunità per cui fu scritto il Vangelo di Giovanni (che sembra sia stata samaritana) e i mandei. La possibilità di scoprire la verità a lungo soppressa su Giovanni il Battista fornisce una ragione molto più solida per giustificare la reazione e il comportamento dei cattolici, preoccupati che il loro segreto bi millenario stia per essere rivelato.

Il fatto che la paura del Vaticano fosse proprio questa riceve conferma da una strana storia, emersa di recente attraverso Robert Feather, l’esperto del rotolo di rame. (73) Col suo profondo interesse per l’archeologia biblica e le origini cristiane, Feather si conquistò la fiducia di uno dei componenti fondamentali della squadra archeologica originale dell’École Biblique a Qumran, il solitario Jósef T. Milik, un ex prete cattolico polacco stabilitosi in Francia. Nel 1999, Feather venne a sapere da Milik che una scoperta era stata tenuta nascosta. Non si trattava di un rotolo, bensì di resti umani nel terreno di sepoltura della comunità: un corpo senza testa, che Milik era convinto appartenesse a Giovanni il Battista. In preda all’entusiasmo e alla curiosità, come racconta in modo affascinante nel suo The Secret Initiation of Jesus at Qumran (2005), Feather confermò che il corpo in questione era stato effettivamente trovato, ma la scoperta era stata occultata. Tra il 1949 e il 1956, la squadra dell’École Biblique aveva riportato alla luce diversi corpi. Ne aveva passato la maggior parte ad altri istituti negli Stati Uniti e in Europa, ma ne aveva anche nascosti alcuni, pur avendolo negato regolarmente fino al 2000. Nel corso di questi trasferimenti, alcuni resti “scomparvero” e ora risultano impossibili da rintracciare. I documenti relativi a uno di essi non parlano di un teschio. Alla fine, però, nonostante il suo tenace lavoro d’indagine, Feather non riuscì a rintracciare questi resti. Insomma, sembra che a Qumran sia stato trovato un corpo senza testa durante i primi scavi, ma che per qualche motivo l’informazione sia stata tenuta nascosta per circa mezzo secolo. Perché? Forse non perché le autorità cattoliche sapevano che il corpo era di Giovanni il Battista – come potevano saperlo con certezza? – ma perché temevano che potesse esserlo, e che potesse stabile un collegamento tra lui, Qumran e i rotoli del Mar Morto. Se non altro, avrebbe potuto ispirare il tipo di interesse per il Battista che avevano sempre cercato di ostacolare. Se si fosse pensato, o anche soltanto ipotizzato, che i discepoli di Giovanni avessero portato il suo corpo a Qumran, allora questo avrebbe suscitato un maggior interesse per il collegamento tra i rotoli del Mar Morto, i dositeani e, ancor più significativamente, i mandei, che fino a quel momento era stato minimizzato con tanto successo.



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