Giovanni dalla Teva: la natività di Gesù Nazareno
Inviato: 07/12/2009, 17:38
Se una persona vuol comprendere come è stata costruita dalla chiesa cristiana l'impostura della nascita del Gesù di Nazareth, deve prima aver compreso a grandi linee la costruzione dei vangeli sinottici cioè di Marco, Matteo, Luca.
Già nella Chiesa antica è stato notato che fra i primi tre vangeli esistono concordanze sbalorditive:
• presentano lo stesso contenuto;
• possiedono una struttura complessiva simile e, soprattutto nella seconda parte, la sequenza dei singoli capitoli corre parallela;
inoltre, si trovano addirittura passi dal testo identico.
Particolarmente sorprendente è che quasi tutto il vangelo secondo Marco — ovvero 630 su 661 versetti, il 95,3% — si ritrovi in Matteo.
Nel vangelo secondo Luca si ritrovano 550 su 661 versetti, l'82,3% del vangelo secondo Marco.
Osservando la sequenza del contenuto, Matteo e Luca concordano l’uno con l’altro solo quando in questa sequenza corrono paralleli anche con Marco.
Se uno dei due, Matteo o Luca, non osserva la sequenza comune con Marco, la sua disposizione dei contenuti non concorda più nemmeno con quella che l’altro evangelista ha strutturato nel suo vangelo.
In altre parole, se Luca non si muove più parallelamente a Marco, non lo fa nemmeno con Matteo.
Così, subito dopo il terzo annuncio della passione da parte di Gesù (Mc 10,32-34), Marco racconta di rivalità fra i discepoli; esse vengono provocate dal fatto che Giovanni e Giacomo, i figli di Zebedeo, aspirano a una posizione particolare (Mc 10,35-40). Luca, al contrario, colloca questa disputa dopo l’Ultima Cena (Lc 22,14-23), anche se manca il riferimento a Giovanni e Giacomo (Lc 22,24-30). Luca pone l’istituzione dell'eucaristia prima di Marco. In Matteo la sequenza sia del l’annuncio della passione (Mt 20,17-19), sia del la cena (Mt 26,26-29) corrisponde a quella di Marco.
Da ciò emerge che il filo rosso comune che Matteo e Luca seguono è il vangelo secondo Marco.
Ciò è possibile solo se il vangelo secondo Marco, essendo la più antica delle tre opere, si trova a disposizione degli altri due evangelisti.
Questa osservazione è la cosiddetta teoria delle diverse fonti.
La teoria delle diverse fonti spiega un altro particolare che salta agli occhi nel rapporto fra i tre vangeli:
• a tratti i tre vangeli concordano nella sequenza, nel contenuto e nella lettera;
• spesso si incontrano solo Matteo e Luca, senza che si possa trovare un testo corrispondente in Marco;
• inoltre, vi sono brani che si trovano solo in Luca e altri che sono presenti solo in Matteo.
Matteo e Luca, infatti, raccontano storie completamente differenti dell’infanzia di Gesù o delle apparizioni del Risorto.
Qui non si può dimostrare nessun contatto fra Luca e Matteo. Singole parabole, come quella del buon samaritano o del figliol prodigo, si trovano solo in Luca.
Quando Matteo scrive il suo vangeli, ha a disposizione tre libri che trattano direttamente di Gesù:
Il vangelo di Tommaso;
Il vangelo degli Ebioniti;
Il vangelo di Marco;
l'Antico Testamento;
e materiale simile a quello ritrovato nelle grotte di Qumran;
e usa questi libri come aiuto e schema — come fonte — per formulare il suo vangelo.
Quando Luca scrive il suo vangeli, ha a disposizione tre libri che trattano direttamente di Gesù:
Il vangelo di Tommaso;
Il vangelo degli Ebioniti;
Il vangelo di Marco;
l'Antico Testamento;
materiale simile a quello ritrovato nelle grotte di Qumran;
e anche tutti gli scritti di Giuseppe Flavio
e usa tutto questo materiale come aiuto e schema — come fonte — per formulare il suo vangelo.
Sia Matteo sia Luca usano la struttura principale del vangelo di Marco per costruire la struttura portante del loro vangelo e poi copiano dalle altre fonti scritte anche modificandole nella forma letterale e contenutistica, ma in modo indipendente l’uno dall’altro e aggiungendo in pochi casi anche altro materiale.
Nella stesura dei loro vangeli, Matteo e Luca utilizzano il vangelo secondo Marco come struttura portante. Organizzano i contenuti, che traggono dal vangelo secondo Marco prevalentemente secondo la sequenza che già trovano in Marco.
Ciò spiega i parallelismi fra tutti e tre i vangeli.
Il vangelo di Marco o chi per lui, o il gruppo di persone per lui, inizia con le seguenti parole:
1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. 2 Come è scritto nel profeta Isaia:
"ecco io mando il mio messaggero davanti a te, a prepararti la via.
3 Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, appianate i suoi sentieri ",
4 (così avvenne che) Giovanni il Battista si recò nel deserto a predicare un battesimo di penitenza per la remissione dei peccati..................
9 In quei giorni venne Gesù di Nazareth della Galilea e si fece battezzare da Giovanni nel Giordano.
Possiamo subito sottolineare che già nella prima riga di tale vangelo compare una falsificazione successiva, perchè codici autorevoli, quindi i primi manoscritti, come il Sinaitico omettono questa precisazione.
Secondo la chiesa, l'evangelista Marco omette interamente il così detto vangelo dell'infanzia narrato successivamente da Matteo e da Luca, poiché segue le tracce della predicazione primitiva, la quale conteneva il vangelo tra l'attività del Battista e la risurrezione di Cristo. Da ciò si può comprendere che, nessuno in quel tempo, ne sapeva niente.
Per ben comprendere l'improvvisazione e il pressappochismo dell'evangelista Marco o chi per lui, basta osservare il seguente errore.
Il passo che dice:"Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, appianate i suoi sentieri ", appartiene a Malachia e non invece a Isaia come sostiene l'evangelista.
Anche in 1,9 "In quei giorni venne Gesù di Nazareth della Galilea e si fece battezzare da Giovanni nel Giordano", contiene la falsificazione successiva nell'inserimento di Nazareth.
Infatti, Il nome Nazareth nel vangelo di Marco compare solo una volta in 1,9; ebbene nei relativi versi sinottici di Matteo e di Luca non compare.
Si può dedurre che, Matteo e Luca in questi versi ricopiano tutto Marco, tranne il nome Nazareth, perchè evidentemente e certamente quando loro copiarono per scrivere i loro vangeli, non c'era il nome Nazareth, nel vangelo di Marco. Nazareth è stato quindi aggiunto dai falsari, nel vangelo di Marco molto più tardi nel tempo successivo alla stesura dei vangeli di Matteo e di Luca.
Poiché l'evangelista Marco non scrive nulla sulla natività del Gesù Nazareno, successivamente, agli altri due evangelisti viene a mancare il filo conduttore. Ed ecco che si inventano due natività completamente diverse, poiché l'evangelista Marco, o chi per lui, non sapeva cosa scriveva l'evangelista Luca, o chi per lui, e viceversa.
Infatti, l'evangelista Matteo 1,18 prende lo spunto come data e avvenimenti per la nascita del suo Gesù Messia , dalla nascita del figlio primogenito di Giuda il Galileo, cioè Giovanni. E sarà caratterizzata successivamente dalla fuga in Egitto, come descritto in Matteo 2,13 per paura di Re Erode il Grande. Mentre l'evangelista Luca, avendo a disposizione tutti gli scritti di Giuseppe Flavio, costruisce la sua straordinaria nascita del Suo Gesù Messia, riferita alla nascita dell'ultimo figlio maschio di Giuda il Galileo cioè Giuseppe, falsificato successivamente come ho dimostrato in altra parte, in Menahem; in data 6 d.c. al tempo del censimento di Quirinio. (Luca 2,1 e seguenti).
Di tutto questo, una piccola traccia rimane anche nei vangeli, infatti,
Osservando i Vangeli di Mc 6,3 , Mt 13,55. Non è egli forse il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? Ebbene l'evangelista Matteo 1,18 prende lo spunto come data e avvenimenti per la nascita del suo Gesù Messia , dalla nascita del figlio primogenito del falegname invece, l'evangelista Luca costruisce la sua straordinaria nascita del Suo Gesù Messia, riferita alla nascita dell'ultimo figlio maschio del falegname.
Ecco la tabella riassuntiva delle contraddizioni
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La chiesa cristiana ha costruito il suo quinto vangelo (sostenuto anche con vari film, per le persone non esperte dell'argomento) per nascondere queste lampanti contraddizioni ed è pronta a recitarlo ad ogni Natale, la festa pagana del Dio Mitra, che ha sostituito; così strutturato:
Apparizione dell'angelo a Giuseppe;
Apparizione dell'angelo a Maria;
Visita di Maria ad Elisabetta;
Venuta a Betlemme su asinello perchè arrivati da Nazareth a causa del censimento;
Nascita il giorno di Natale dell'anno zero, da dove si incomincia a contare gli anni;
In una grotta con bue e asinello;
Angeli e pastori;
Arrivo Re Magi guidati da stella;
Presentazione al tempio;
Fuga in Egitto;
Strage innocenti;
Ritorno dall'Egitto a Nazareth.
Ah!!! dimenticavo il vangelo di Giovanni.
L'apostolo e evangelista Giovanni che secondo la Chiesa, per anni ha seguito il Messia Gesù il Nazareno, non sa niente della sua nascita, però lo fa nascere nel 14 a.c., ricavato dal suo scritto "Come fai a dire che hai visto Abramo se non hai ancora 50 anni?" Gv 8,57.
Un caro saluto a tutti.
Già nella Chiesa antica è stato notato che fra i primi tre vangeli esistono concordanze sbalorditive:
• presentano lo stesso contenuto;
• possiedono una struttura complessiva simile e, soprattutto nella seconda parte, la sequenza dei singoli capitoli corre parallela;
inoltre, si trovano addirittura passi dal testo identico.
Particolarmente sorprendente è che quasi tutto il vangelo secondo Marco — ovvero 630 su 661 versetti, il 95,3% — si ritrovi in Matteo.
Nel vangelo secondo Luca si ritrovano 550 su 661 versetti, l'82,3% del vangelo secondo Marco.
Osservando la sequenza del contenuto, Matteo e Luca concordano l’uno con l’altro solo quando in questa sequenza corrono paralleli anche con Marco.
Se uno dei due, Matteo o Luca, non osserva la sequenza comune con Marco, la sua disposizione dei contenuti non concorda più nemmeno con quella che l’altro evangelista ha strutturato nel suo vangelo.
In altre parole, se Luca non si muove più parallelamente a Marco, non lo fa nemmeno con Matteo.
Così, subito dopo il terzo annuncio della passione da parte di Gesù (Mc 10,32-34), Marco racconta di rivalità fra i discepoli; esse vengono provocate dal fatto che Giovanni e Giacomo, i figli di Zebedeo, aspirano a una posizione particolare (Mc 10,35-40). Luca, al contrario, colloca questa disputa dopo l’Ultima Cena (Lc 22,14-23), anche se manca il riferimento a Giovanni e Giacomo (Lc 22,24-30). Luca pone l’istituzione dell'eucaristia prima di Marco. In Matteo la sequenza sia del l’annuncio della passione (Mt 20,17-19), sia del la cena (Mt 26,26-29) corrisponde a quella di Marco.
Da ciò emerge che il filo rosso comune che Matteo e Luca seguono è il vangelo secondo Marco.
Ciò è possibile solo se il vangelo secondo Marco, essendo la più antica delle tre opere, si trova a disposizione degli altri due evangelisti.
Questa osservazione è la cosiddetta teoria delle diverse fonti.
La teoria delle diverse fonti spiega un altro particolare che salta agli occhi nel rapporto fra i tre vangeli:
• a tratti i tre vangeli concordano nella sequenza, nel contenuto e nella lettera;
• spesso si incontrano solo Matteo e Luca, senza che si possa trovare un testo corrispondente in Marco;
• inoltre, vi sono brani che si trovano solo in Luca e altri che sono presenti solo in Matteo.
Matteo e Luca, infatti, raccontano storie completamente differenti dell’infanzia di Gesù o delle apparizioni del Risorto.
Qui non si può dimostrare nessun contatto fra Luca e Matteo. Singole parabole, come quella del buon samaritano o del figliol prodigo, si trovano solo in Luca.
Quando Matteo scrive il suo vangeli, ha a disposizione tre libri che trattano direttamente di Gesù:
Il vangelo di Tommaso;
Il vangelo degli Ebioniti;
Il vangelo di Marco;
l'Antico Testamento;
e materiale simile a quello ritrovato nelle grotte di Qumran;
e usa questi libri come aiuto e schema — come fonte — per formulare il suo vangelo.
Quando Luca scrive il suo vangeli, ha a disposizione tre libri che trattano direttamente di Gesù:
Il vangelo di Tommaso;
Il vangelo degli Ebioniti;
Il vangelo di Marco;
l'Antico Testamento;
materiale simile a quello ritrovato nelle grotte di Qumran;
e anche tutti gli scritti di Giuseppe Flavio
e usa tutto questo materiale come aiuto e schema — come fonte — per formulare il suo vangelo.
Sia Matteo sia Luca usano la struttura principale del vangelo di Marco per costruire la struttura portante del loro vangelo e poi copiano dalle altre fonti scritte anche modificandole nella forma letterale e contenutistica, ma in modo indipendente l’uno dall’altro e aggiungendo in pochi casi anche altro materiale.
Nella stesura dei loro vangeli, Matteo e Luca utilizzano il vangelo secondo Marco come struttura portante. Organizzano i contenuti, che traggono dal vangelo secondo Marco prevalentemente secondo la sequenza che già trovano in Marco.
Ciò spiega i parallelismi fra tutti e tre i vangeli.
Il vangelo di Marco o chi per lui, o il gruppo di persone per lui, inizia con le seguenti parole:
1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. 2 Come è scritto nel profeta Isaia:
"ecco io mando il mio messaggero davanti a te, a prepararti la via.
3 Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, appianate i suoi sentieri ",
4 (così avvenne che) Giovanni il Battista si recò nel deserto a predicare un battesimo di penitenza per la remissione dei peccati..................
9 In quei giorni venne Gesù di Nazareth della Galilea e si fece battezzare da Giovanni nel Giordano.
Possiamo subito sottolineare che già nella prima riga di tale vangelo compare una falsificazione successiva, perchè codici autorevoli, quindi i primi manoscritti, come il Sinaitico omettono questa precisazione.
Secondo la chiesa, l'evangelista Marco omette interamente il così detto vangelo dell'infanzia narrato successivamente da Matteo e da Luca, poiché segue le tracce della predicazione primitiva, la quale conteneva il vangelo tra l'attività del Battista e la risurrezione di Cristo. Da ciò si può comprendere che, nessuno in quel tempo, ne sapeva niente.
Per ben comprendere l'improvvisazione e il pressappochismo dell'evangelista Marco o chi per lui, basta osservare il seguente errore.
Il passo che dice:"Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, appianate i suoi sentieri ", appartiene a Malachia e non invece a Isaia come sostiene l'evangelista.
Anche in 1,9 "In quei giorni venne Gesù di Nazareth della Galilea e si fece battezzare da Giovanni nel Giordano", contiene la falsificazione successiva nell'inserimento di Nazareth.
Infatti, Il nome Nazareth nel vangelo di Marco compare solo una volta in 1,9; ebbene nei relativi versi sinottici di Matteo e di Luca non compare.
Si può dedurre che, Matteo e Luca in questi versi ricopiano tutto Marco, tranne il nome Nazareth, perchè evidentemente e certamente quando loro copiarono per scrivere i loro vangeli, non c'era il nome Nazareth, nel vangelo di Marco. Nazareth è stato quindi aggiunto dai falsari, nel vangelo di Marco molto più tardi nel tempo successivo alla stesura dei vangeli di Matteo e di Luca.
Poiché l'evangelista Marco non scrive nulla sulla natività del Gesù Nazareno, successivamente, agli altri due evangelisti viene a mancare il filo conduttore. Ed ecco che si inventano due natività completamente diverse, poiché l'evangelista Marco, o chi per lui, non sapeva cosa scriveva l'evangelista Luca, o chi per lui, e viceversa.
Infatti, l'evangelista Matteo 1,18 prende lo spunto come data e avvenimenti per la nascita del suo Gesù Messia , dalla nascita del figlio primogenito di Giuda il Galileo, cioè Giovanni. E sarà caratterizzata successivamente dalla fuga in Egitto, come descritto in Matteo 2,13 per paura di Re Erode il Grande. Mentre l'evangelista Luca, avendo a disposizione tutti gli scritti di Giuseppe Flavio, costruisce la sua straordinaria nascita del Suo Gesù Messia, riferita alla nascita dell'ultimo figlio maschio di Giuda il Galileo cioè Giuseppe, falsificato successivamente come ho dimostrato in altra parte, in Menahem; in data 6 d.c. al tempo del censimento di Quirinio. (Luca 2,1 e seguenti).
Di tutto questo, una piccola traccia rimane anche nei vangeli, infatti,
Osservando i Vangeli di Mc 6,3 , Mt 13,55. Non è egli forse il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? Ebbene l'evangelista Matteo 1,18 prende lo spunto come data e avvenimenti per la nascita del suo Gesù Messia , dalla nascita del figlio primogenito del falegname invece, l'evangelista Luca costruisce la sua straordinaria nascita del Suo Gesù Messia, riferita alla nascita dell'ultimo figlio maschio del falegname.
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La chiesa cristiana ha costruito il suo quinto vangelo (sostenuto anche con vari film, per le persone non esperte dell'argomento) per nascondere queste lampanti contraddizioni ed è pronta a recitarlo ad ogni Natale, la festa pagana del Dio Mitra, che ha sostituito; così strutturato:
Apparizione dell'angelo a Giuseppe;
Apparizione dell'angelo a Maria;
Visita di Maria ad Elisabetta;
Venuta a Betlemme su asinello perchè arrivati da Nazareth a causa del censimento;
Nascita il giorno di Natale dell'anno zero, da dove si incomincia a contare gli anni;
In una grotta con bue e asinello;
Angeli e pastori;
Arrivo Re Magi guidati da stella;
Presentazione al tempio;
Fuga in Egitto;
Strage innocenti;
Ritorno dall'Egitto a Nazareth.
Ah!!! dimenticavo il vangelo di Giovanni.
L'apostolo e evangelista Giovanni che secondo la Chiesa, per anni ha seguito il Messia Gesù il Nazareno, non sa niente della sua nascita, però lo fa nascere nel 14 a.c., ricavato dal suo scritto "Come fai a dire che hai visto Abramo se non hai ancora 50 anni?" Gv 8,57.
Un caro saluto a tutti.

