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https://www.google.com/maps/d/u/0/viewe ... 75264&z=18https://www.originebologna.com/piante-d ... lla-citta/--------------------------
https://www.bibliotecasalaborsa.it/bolo ... _concordia1831
LA LOGGIA MASSONICA "CONCORDIA"Tra il 1831 e il 1848 opera a Bologna la Loggia massonica “Concordia”. Le riunioni si tengono di solito passeggiando a notte inoltrata all'interno della Certosa, con la complicità di alcuni impiegati, quali l'ispettore Carlo Sibaud e il pittore Raffaele Brasa, addetto alle tumulazioni.
Tra gli affiliati vi sono Francesco Guerzi, ex segretario del principe Astorre Hercolani, che nel 1860, ormai ottantenne, riunirà i massoni appartenenti alle logge clandestine e fonderà la “Concordia Umanitaria”, il padre barnabita Ugo Bassi e Livio Zambeccari (1802-1862), figlio del famoso aeronauta Francesco, con la dignità di Venerabili.
Quest'ultimo dovrà fuggire dall'Italia come compromesso nei moti carbonari e combatterà in Spagna e Argentina. In qualità di segretario di Bento Goncales, presidente della repubblica di Rio Grande, sarà arrestato e rimarrà per un certo tempo prigioniero in Sudamerica.
Seguirà quindi Garibaldi in Italia, partecipando a tutte le sue campagne e dopo l'Unità contribuirà alla rinascita della Massoneria.
Tomba di Carlo Sibaud
- Cimitero della Certosa (BO)
APPROFONDIMENTIGli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune – ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, pp. 175-180 (Voce: Massoneria bolognese)
Bologna massonica. Le radici, il consolidamento, la trasformazione, a cura di Giovanni Greco, Bologna, CLUEB, 2007, p. 135
Alessandro Boselli, Massoneria e sette segrete a Bologna nel Risorgimento, in: Bologna massonica. Fra passione e ragione, a cura di Giovanni Greco, 3. ed., Bologna, CLUEB, 2016, p. 97
Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, p. 71, 176
Luigi Polo Friz, La massoneria italiana nel decennio post unitario. Lodovico Frapolli, Milano, F. Angeli, 1998, p. 22
Storie dal Tricolore. Restauri nei Musei del Risorgimento in Emilia Romagna, a cura di Antonella Salvi, con la collaborazione di Cecilia Tamagnini, Bologna, IBC Istituto per i Beni Artistici e Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2011, pp. 62-63 (ritratto di Zambeccari in Sudamerica)
Simona Tatta, Bassi, barnabita e massone, in: Bologna massonica. Fra passione e ragione, cit., p. 106
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4 febbraio 1831
UNA RIVOLUZIONE MUNICIPALE
La mattina del 4 febbraio arriva in città la notizia che a Modena il duca ha fatto arrestare Ciro Menotti (1798-1831), capo della locale carboneria.
“Subito dopo, un gruppo di cittadini che si riuniva neoi caffè si dà la voce; s’arraffa qualche fucile da caccia, qualche spiedo, qualche baionetta e ci si dirige verso il palazzo”. (E. Riccomini)
Il Pro Legato mons. Paracciani Clarelli, che sostituisce il Legato cardinale Bernetti andato a Roma in Conclave, chiama a consiglio i conti Cesare Bianchetti, Carlo Pepoli, Alessandro Agucchi e il Senatore Francesco Bevilacqua Ariosti (che ricoprirà per breve tempo la carica di podestà), con l'intenzione di prevenire una rivoluzione a Bologna.
Li informa di quanto accade e chiede loro un parere. Essi affermano di rappresentare solo il ceto nobiliare e che occorre convocare anche dei “cittadini”.
Vengono subito proposti il prof. Francesco Orioli e gli avvocati Antonio Silvani, Giovanni Vicini (1775-1845) e Antonio Zanolini (1791-1877), tutti esponenti della locale massoneria (Orioli, nelle sue memorie, lo negherà).
Intanto in città i liberali si uniscono e cominciano a gridare per le strade. Gruppi di giovani muovono dalla gran sala del caffè Spisani, vicino a San Pietro, “risoluti di andare a rivolgere lo Stato”.
Il Pro-Legato si convince a costituire, con i consiglieri convocati, una commissione provvisoria. Orioli va a parlare nei caffè dove la folla è in fermento fino a tarda sera, e col suo discorso riporta la calma.
Il giorno successivo il tricolore sventola nei quattro quartieri e sul Palazzo della Legazione. Due grandi bandiere sono issate su carri scortati dalla Guardia Nazionale a sciabola sguainata e collocate sulla torre Asinelli.
I giovani accorrono ovunque armati, ma la giornata trascorre in allegria. Secondo alcuni “pare più una mascherata che una rivoluzione”.
Alla sera i teatri sono aperti: una bandiera tricolore è salutata da evviva e dalla Marsigliese: “Col verde, bianco e rosso la bandiera s'innalzò". Uomini, donne, soldati, e anche preti portano la coccarda tricolore.
La Commissione si costituisce in Governo Provvisorio presieduto da Giovanni Vicini e si riunisce in seduta permanente. I facchini e la plebe sono tenuti a freno con le elemosine.
Il cambio di governo avviene a Bologna in modo pacifico, senza spargimento di sangue. I capi del Governo Provvisorio, vecchi nostalgici napoleonici e esponenti della corrente moderata, non aspirano a rivolgimenti radicali, ma solo ad ottenere uno spazio laico nella gestione dello Stato pontificio, fidando tra l'altro nel non intervento dell'Austria.
Una delle esigenze più sentite - un vero e proprio paradosso in periodo rivoluzionario - è quella dell'ordine pubblico. Ai pontefici è rimproverata la mancanza di sicurezza per le strade e la corruzione nei pubblici uffici.
In un primo tempo il governo romano non sembra preoccuparsi troppo degli avvenimenti bolognesi: il "torbido" sembra prodotto "dal calore del carnovale, che si sarebbe raffreddato in quaresima". Pochi giorni più tardi, però, la rivolta sarà ai confini del Lazio.
APPROFONDIMENTI
Alla scoperta del Risorgimento a Bologna e provincia, a cura di Giuseppe Maria Mioni e Marco Poli, nuova ed., Bologna, Congregazione felsinaria, 2011, p. 12
Amo Bologna perché è bella. Agenda storica di Bologna 1996, a cura di Roberto Roversi, Rimini, P. Capitani, 1995 (4 febbraio 1831)
Atlante storico delle città italiane, diretto da Francesca Bocchi e da Enrico Guidoni, Emilia-Romagna, vol. 2., Bologna, tomo 4., Dall'età dei Lumi agli anni Trenta (secoli XVIII-XX), a cura di Giovanni Greco, Alberto Preti, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Grafis, 1998, p. 35
Roberto Balzani, Giancarlo Mazzuca, Amarcord Romagna. Breve storia di una regione (e della sua idea) da Giulio Cesare a oggi, Argelato, Minerva, 2016, pp. 121-122
Giancarlo Bernabei, La Montagnola di Bologna. Storia di popolo, Bologna, Pàtron, 1986, p. 25
Aldo Berselli, Bologna dalla Restaurazione al 1831, in: Leopardi e Bologna, atti del Convegno di studi (...), a cura di Marco A. Bazzocchi, Firenze, L. S. Olschki, 1999, pp. 15-16
Pompeo Bertolazzi, Cronache risorgimentali. 1831-1849, a cura di Giovanni Guidi, Bologna, Costa, 1999, p. 7
Bologna. Poste-Storia-Università, Bologna, Amministrazione P.T., 1988, pp. 21-22
Bologna massonica. Le radici, il consolidamento, la trasformazione, a cura di Giovanni Greco, Bologna, CLUEB, 2007, pp. 134-135
Bologna nell'Ottocento, a cura di Giancarlo Roversi, Roma, Editalia, 1992, p. 13
Beatrice Borghi, Rolando Dondarini, Bologna. Storia, volti e patrimoni di una comunità millenaria, Argelato, Minerva, 2011, p. 53, 170
Alessandro Boselli, Massoneria e sette segrete a Bologna nel Risorgimento, in: Bologna massonica. Fra passione e ragione, a cura di Giovanni Greco, 3. ed., Bologna, CLUEB, 2016, pp. 96-97
Giuseppe Brini, Artigiani a Bologna. Cenni di storia e attualità, Bologna, Tamari, 1978, p. 76
I caffè storici in Emilia-Romagna e Montefeltro, a cura di Giancarlo Roversi, Casalecchio di Reno, Grafis, 1994, p. 108
Marina Calore, Bologna a teatro. L'Ottocento, Bologna, Guidicini e Rosa, 1982, pp. 57-58
Giulio Cavazza, Bologna dall'età napoleonica al primo Novecento, in: Storia di Bologna, a cura di Antonio Ferri, Giancarlo Roversi, Bologna, Bononia University Press, 2005, pp. 287-289
Giulio Cavazza, Cospirazioni e moti risorgimentali dal 1831 al 1845 nei ricordi di Augusto Aglebert, in: Negli anni della Restaurazione, a cura di Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Museo del Risorgimento, 2000, pp. 136-137
Alfredo Comandini, L'Italia nei cento anni del secolo XIX, 1801-1900, giorno per giorno illustrata, continuata da Antonio Monti, Milano, Vallardi, 1900-1942, vol. 2: 1826-1849, p. 223
Tiziano Costa, “Adès basta!”. Umori della Bologna risorgimentale, in: Alla scoperta del Risorgimento ... cit., pp. 26-29
Da Parigi a Bologna. In viaggio con Liszt e Rossini, a cura di Rossana Dalmonte, Emanuela Marcante, Daniele Tonini, Santarcangelo di Romagna (RN), Maggioli Musei, 2018, p. 17
Romolo Dodi, Esponenti della Compagnia dei Lombardi protagonisti nel governo del Comune di Bologna (1802-1868), in: L'antica Compagnia dei Lombardi in Bologna. Un passato presente, mostra e catalogo a cura di Massimo Medica, Silvia Battistini, Cinisello Balsamo (MI), Silvana Editoriale, 2019, p. 32
Mariagrazia Esposito, Gianluca Stanzani, Persicetani uniti. Storie e uomini del Risorgimento bolognese (1815-1871), San Giovanni in Persiceto, Maglio, 2011, pp. 32-33, 40 (C. Menotti)
Giancarlo (?) Ferri, Le origini di Bologna, s.l., Edizioni Studio, s.d., p. 191
Francesco Orioli e la rivoluzione del 1831, a cura di Franco Manaresi, Bologna, Analisi, 1990, p. 11
Mirtide Gavelli, Il sentimento e l'impegno patriottico, in: Gioachino in Bologna. Mezzo secolo di società e cultura cittadina convissuto con Rossini e la sua musica, a cura di Jadranka Bentini e Piero Mioli, Bologna, Pendragon, 2018, pp. 279-280
Francesco Majani, Cose accadute nel tempo di mia vita, a cura di Angelo Varni, Venezia, Marsilio, 2003, pp. 97-99
Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, pp. 59-60
Umberto Marcelli, Le vicende politiche dalla Restaurazione alle annessioni, in: Storia della Emilia Romagna, a cura di Aldo Berselli, Imola, University Press Bologna, 1980, vol. 3., p. 75
Alessandro Molinari Pradelli, Osterie e locande di Bologna. La grassa e la dotta in gloria della tavola: folclore, arte, musica e poesia nelle tradizioni contadine e gastronomiche della città felsinea, Roma, Newton Compton, 1980, p. 109
Cesare Monari, Storia di Bologna, divisa in libri otto, Bologna, Antonio Chierici, 1862, pp. 784-785
MSB Palazzo Pepoli. Museo della storia di Bologna. Testi del percorso espositivo, Bologna, Bononia University Press, 2011, pp. 114-115
Giovanni Natali, La rivoluzione del 1831 a Bologna e nelle Legazioni, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, p. 25
Jan Pachonski, Il generale Grabinski capo supremo dell'insurrezione bolognese del 1831, in: “Il carrobbio”, 4 (1978), p. 347
Orlando Pezzoli, Fuori porta prima del ponte. Santa Viola, Bologna, Comitato ricerca storica e sociale su Santa Viola, 1976, p. 71
Marco Poli, Accadde a Bologna. La città nelle sue date, Bologna, Costa, 2005, p. 202
Loris Rabiti, Il tocco di Polimnia. Maria Brizzi Giorgi, musicista, musa e mentore del giovane Rossini, introduzione di Antonio Castronuovo, Bologna, Pendragon, 2021, p. 450
Eugenio Riccomini, Bologna narrata. Dalle origini ai giorni nostri, con la collaborazione di Milena Naldi, Bologna, Poligrafici Editoriale, 2010, p. 139
Il Risorgimento a Bologna, a cura di Giuseppe Maria Mioni e Marco Poli, Bologna, Studio Costa, 2010, p. 16
Gida Rossi, Bologna nella storia nell'arte e nel costume, Sala Bolognese, Forni, 1980, p. 550
Paolo Terzo Silvani, Quattro lettere di Antonio Silvani durante la rivoluzione del 1831, in: "Atti e memorie della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna", Fuori Serie, 5 (1939-40), pp. 253-266
Giovanni Spadolini, L'Italia repubblicana, Roma, Newton Compton, 1988, p. 292
Giulia Squadrini, Curiosità menottiane, in: Storie dal Tricolore. Restauri nei Musei del Risorgimento in Emilia Romagna, a cura di Antonella Salvi, con la collaborazione di Cecilia Tamagnini, Bologna, IBC Istituto per i Beni Artistici e Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 2011, pp.19-21 (Ciro Menotti)
La storia d'Italia, Roma, La Biblioteca di Repubblica, 2005, vol. 25, Cronologia, p. 39
Cecilia Tamagnini, Gli eroi son tutti giovani e belli, in: Storie dal Tricolore, cit., pp. 14-18 (Ciro Menotti)
Fiorenza Tarozzi, Politica, economia e società nell'età del Risorgimento a Bologna, in: “Quaderni di cultura del Galvani”, centocinquantenario, numero speciale, 2012, vol. 1., pp. 37-38
Fiorenza Tarozzi, Uno sguardo sulla massoneria bolognese nell'Ottocento, in: Bologna massonica. Fra passione e ragione, cit., p. 114
Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, p. 30
Angelo Varni, Gli anni difficili della Restaurazione, in: Storia illustrata di Bologna, a cura di Walter Tega, Milano, Nuova ed. AIEP, 1989, vol. 2., p. 372
Sandro Zabbini, Nadia Cesari, Da Napoleone al 1945, in: Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia, nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta, 1987, vol. 1: Da Bologna a Modena, pp. 65-66
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