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GEA
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Pagina 8 di 9

Autore:  sottovento [ 23/02/2019, 14:05 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

Cita:
Salvate il lupo! No agli abbattimenti

Parte la campagna "Noi stiamo con il lupo", che spazza via tutte le fake news alimentate ad arte per far fuori questo importante arbitro della catena alimentare

http://www.ilpopulista.it/news/23-Febbr ... menti.html


Ed anche:

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 1058057447

Autore:  sottovento [ 27/02/2019, 19:17 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

Cita:
Foreste 'certificate' che fanno bene, Italia prima al mondo

http://gds.it/2019/02/26/foreste-certif ... o_1008652/

Autore:  ArTisAll [ 08/03/2019, 13:38 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

Guarda su youtube.com

Autore:  vimana131 [ 12/04/2019, 17:54 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

Cita:

Maldive, tartaruga torna a riva per deporre le uova: al posto della spiaggia trova la pista di un aeroporto
Le tartarughe marine ritornano sempre nella stessa identica spiaggia in cui sono nate per deporre le loro uova, ma questa volta una tartaruga verde, specie considerata in via d'estinzione, ha trovato solo una grande striscia di asfalto

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Una tartaruga, giunta a riva su un’isola delle Maldive storicamente famosa come area di nidificazione, si è ritrovata a deporre le sue uova nel bel mezzo della pista di un nuovo aeroporto, costruito lì dove prima c’era una spiaggia. In quella che sembra una nuda e cruda illustrazione degli effetti della perdita dell’habitat naturale sulla fauna selvatica, si vede la tartaruga marina verde, una specie inserita nella lista di quelle in via d’estinzione, nel mezzo della pista di 2.200 metri di Maafaru, sull’atollo di Noonu, depositare le sue uova sull’asfalto. La popolazione di queste tartarughe sta diminuendo a causa dei bracconieri che le cacciano per la carne e per le uova.

image: http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploa ... 00x169.png
tartaruga maldive Le tartarughe marine ritornano sempre nella stessa identica spiaggia in cui sono nate per deporre le loro uova, a volte affrontando epici viaggi di più anni per raggiungere la stessa piccola striscia di sabbia. Nonostante le tristi circostanze e le desolanti foto che vedete in alto nell’articolo e qui a lato, secondo quanto riportato, la tartaruga era in buone condizioni di salute e i residenti l’hanno vista ritornare in mare.

L’atollo di Noonu si trova a circa 185km da Malé, la capitale delle Maldive, un arcipelago a ovest dello Sri Lanka, nell’Oceano Indiano. A 30km da Maafuru si trova la Riserva per la Conservazione delle Tartarughe sulla vicina isola di Naifaru. Negli ultimi 3 anni, Naifaru ospita anche il “Turtle Fest”, un festival per aumentare la consapevolezza sulla conservazione delle tartarughe marine.

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Maafaru ha una lunga storia come famoso sito di nidificazione per centinaia di tartarughe, secondo il giornale locale The Edition, che citando le autorità, riferisce che il numero di tartarughe che visitano l’isola non è diminuito dopo la costruzione della pista d’atterraggio dello scorso anno. “Nonostante la costruzione della pista, la frequenza con cui le tartarughe visitano l’isola per scopi di nidificazione non è diminuita”, riporta una fonte del Maafaru Island Council.

L’aeroporto internazionale di Maafaru è ancora incompleto, ma alla fine il progetto permetterà al piccolo atollo di accogliere un totale di 6 jet. Verranno costruiti anche un hotel e un resort. The Edition riporta anche: “Rimane da capire quanto dovrà essere sacrificata la biodiversità delle Maldive per spingere avanti il nostro Paese industrialmente ed economicamente”. Neanche i residenti di Maafaru sono felici della costruzione dell’aeroporto, temendo che l’isola venga privata della sua vegetazione.




http://www.meteoweb.eu/2019/04/maldive- ... o/1249456/

Autore:  ArTisAll [ 13/04/2019, 00:57 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

vimana131 ha scritto:
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È già un casotto nascere tartaruga.
Mentre si cerca di raggiungere il mare si diventa cibo facile per altri animali (c'è chi filosofeggia a riguardo -soprattutto se non si è toccati direttamemte da questo o quest'altro rischio Immagine-).
Anche in acqua comunque non vi è scampo certo.

Se poi ci si mette l'uomo-sapienschenonjefreganiente (pensa che jella), dimostrando di essere una specie dannosoa per la vita su questo pianeta, allora ciao tartarughì. [:51]
Non hai alternative. Come dire..... sei f●##u#☠. Immagine

Autore:  MaxpoweR [ 13/04/2019, 13:52 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

Sono d'accordo però un minimo di elasticità pure loro che caz dai... Spostarsi 10 metri avanti o indietro no? Un minimo di adattamento...

Autore:  vimana131 [ 16/10/2019, 21:29 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

Cita:

Avvistata tigre della Tasmania: era considerata estinta dal 1936
La tigre della Tasmania era considerata estinta dopo che l'ultimo esemplare è morto in cattività nel 1936

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La tigre della Tasmania era ritenuta estinta da 80 anni, ma in nuovi documenti del governo australiano si annoverano vari avvistamenti recenti, l’ultimo un paio di mesi fa.
Il Dipartimento delle industrie primarie, parchi, acqua e ambiente della Tasmania ha pubblicato un rapporto sugli avvistamenti del tilacino, un grande carnivoro tigrato, negli ultimi 3 anni.
Il marsupiale ha una pelliccia giallo-bruna, mascelle potenti e un marsupio per i piccoli: sembra un incrocio tra un lupo, una volpe e un gatto, ed era considerato estinto dopo che l’ultimo esemplare è morto in cattività nel 1936.

Abbondano le leggende in Tasmania, grande isola selvaggia al largo della costa sud dell’Australia, ma non ci sono mai state evidenze concrete, solo notizie di avvistamenti, come quelle contenute nel report.
Circa 8 mesi fa 2 australiani visita in Tasmania hanno riferito di aver visto dalla loro auto, sul lato della strada, un animale con la coda rigida e il dorso striato.



http://www.meteoweb.eu/2019/10/avvistat ... 6/1327218/

Autore:  vimana131 [ 16/11/2019, 15:28 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

Dopo 30 anni riavvistato il tragulo del Vietnam
Un piccolo gruppo di questi animali particolari, simili a piccoli cervi zannuti, è stato immortalato nelle foreste vietnamite dopo una lunga ricerca


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Una fototrappola ha catturato questa immagine di un tragulo del Vietnam (noto anche come tragulo dal dorso argentato) di cui si erano perse le tracce da circa 30 anni.
Considerato perduto per un’intera generazione e ritenuto estinto, un piccolo tragulide dalle minuscole zanne è stato fotografato in una foresta secca di pianura nel Vietnam meridionale. L’ultima documentazione scientifica della presenza di questo animale, noto come tragulo del Vietnam (Tragulus versicolor) risale al 1990, quando un cacciatore ne ha ucciso uno e ha donato il corpo agli scienziati. “È una specie davvero affascinante e abbiamo sperato a lungo di trovare prove della sua presenza”, dice Andrew Tilker, biologo che si sta specializzando nella fauna selvatica del Sud-Est asiatico presso la Global Wildlife Conservation, un gruppo ambientalista, ed è dottorando al Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research in Germania.

Il tragulo del Vietnam ha le dimensioni di un grosso coniglio e una tipica striatura argentata sulla groppa. È dotato di incisivi simili a zanne, visibili nelle nuove immagini: questi animali non hanno corna o palchi e i denti dei maschi sono particolarmente lunghi, perciò gli scienziati pensano che se ne servano per competere per il territorio e l’accesso alle partner. Gli autori della scoperta,
pubblicata su Nature Ecology & Evolution, sperano che possa portare a un aumento della protezione per questi animali, minacciati soprattutto dalle tagliole. Il metodo usato dai ricercatori per rintracciarli, inoltre, potrebbe aiutare a trovare anche altre specie “perdute”.

Hai perso una specie? Chiedi agli autoctoni
Tilker e colleghi sono andati nelle aree costiere coperte di foresta nei pressi della città di Nha Trang dove, nel 1910, sono stati raccolti gli esemplari noti. Le fototrappole nelle foreste tropicali umide del Vietnam non hanno mai avvistato un tragulo, perciò è possibile che preferiscano gli ambienti asciutti delle foreste spinose.

“Queste foreste non sono comuni, ma alcune aree del Vietnam mi ricordano il Texas”, dice Tilker. La posizione precisa degli avvistamenti del 1910 non è nota, perciò i ricercatori hanno visitato diverse comunità nella regione per parlare con cacciatori locali ed esperti delle foreste e scoprire se avessero visto traguli con una striatura argentata (c’è un’altra specie, il tragulo minore, ma non è argentato).

La caccia illegale con tagliole è molto diffusa in Vietnam, perciò ottenere queste informazioni è stato difficile. Gli scienziati hanno dovuto investire molto tempo in modo da conoscere i locali e ottenerne la fiducia, spiega An Nguyen di Global Wildlife Conservation, che ha guidato la spedizione. “Tuttavia le persone oggi si preoccupano della scomparsa di una grande quantità di fauna selvatica negli ultimi 5-10 anni. Sanno che è per via delle tagliole e della caccia eccessiva”. A un certo punto i locali hanno portato Nguyen e colleghi in aree della foresta dove erano stati avvistati quelli che sembravano i traguli del Vietnam. Tra novembre 2017 e luglio 2018 sono state allestite le fototrappole. Hanno immortalato immagini in 280 singoli incontri con i traguli, anche se alcuni potrebbero essere lo stesso animale, il che rende complicato stabilire quanti ne vivano nell’area.

“Ero entusiasta quando abbiamo controllato le fototrappole e visto le foto di un tragulo con i fianchi argentati”, racconta l’esperto. Oltre al tragulo, le tagliole hanno spinto sull’orlo dell’estinzione anche altre creature endemiche come la saola (Pseudoryx nghetinhensis) e il muntjak gigante (Muntiacus vuquangensis). Questa caccia illegale, vero e proprio bracconaggio, è guidata dalla richiesta di bushmeat nell’Asia orientale e ha portato alla scomparsa degli animali in habitat vietnamiti un tempo incontaminati. In questi casi si parla di “sindrome della foresta vuota”, perché le trappole catturano e uccidono in modo indiscriminato praticamente tutto ciò che cammina.

Mai arrendersi
Del tragulo del Vietnam sappiamo poco o nulla, nonostante la nuova pubblicazione. In base a foto e video sembrano animali solitari, che si nutrono di frutti e piante durante il giorno. “Camminano sulla punta degli zoccoli e si aggirano circospetti su quelle gambe magre”, conferma Tilker. Ci sono nove specie di traguli nell’Asia meridionale e nel Sud-Est asiatico, oltre a una nell’Africa centrale. Sono gli ungulati più piccoli del mondo. Gli scienziati ora pianificano di posizionare le fototrappole in un’altra regione del Vietnam ricca di foreste e sperano di condurre la prima ricerca strutturata della specie, in modo da stabilire dimensioni e distribuzione della popolazione.

I ricercatori non sanno ancora quanti traguli del Vietnam sopravvivano oggi o dove vivano di preciso; lo status per la conservazione della specie resta “carente di dati” per via della mancanza di studi. Identificando una o due aree con popolazioni quantificabili e stabili, si potrebbero attuare misure per la tutela - come educazione degli abitanti del luogo e attività anti bracconaggio -, spiega Tilker. La sopravvivenza a lungo termine della specie dipende dalla riduzione delle trappole e del bracconaggio. Il Vietnam prende il problema molto seriamente ma affrontarlo non è semplice.

“La riscoperta del tragulo del Vietnam porta grandi speranze per la conservazione della biodiversità in Vietnam, specialmente per le specie a rischio di estinzione”, dice Hoang Minh Duc, a capo del Department of Zoology alSouthern Institute of Ecology. Incoraggerà il Vietnam, così come i partner internazionali, a cercare altre specie e fare sforzi extra nel tutelare la biodiversità del paese. Il tragulo del Vietnam è il primo mammifero riscoperto entro un progetto di Global Wildlife Conservation chiamato Search for Lost Species. L’iniziativa pianifica di trovare ben 1.200 tra animali e piante che la scienza ha perso di vista e lavorare per tutelarli. Molte di queste specie non sono entusiasmanti o carismatiche, specifica Tilker, perciò è importante che ricevano attenzione. “Non dovremmo abbandonarle solo perché non le vediamo da tempo”.


http://www.nationalgeographic.it/natura ... e-4610957/

Autore:  ArTisAll [ 11/12/2019, 07:59 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

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A Fish Geek’s 4K View of the Fiji Islands: Underwater Video in UltraHD

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4K Underwater - Diving the Bunker Group, Lady Elliot Island, and MV Karma (Queensland, Australia)

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Leafy Sea Dragons

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Autore:  ArTisAll [ 21/12/2019, 06:14 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

The Lyrebird (Uccello Lira - Menura) Perfetto imitatore!!!

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L'Uccello Lira, il più grande tra i rumoristi

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Weta gigante

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Insect Returns From The Dead | Wild New Zealand | BBC Earth

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Autore:  ArTisAll [ 05/01/2020, 07:41 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

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Autore:  argla [ 05/01/2020, 11:01 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

ArTisAll ha scritto:
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Meraviglia... non sembrano Ent ? [:160]

" Sembrava vi fosse dietro le pupille un enorme pozzo, pieno di secoli di ricordi e di lunghe, lente e costanti meditazioni; ma in superficie sfavillava il presente, come sole scintillante sulle foglie esterne di un immenso albero, o sulle creste delle onde di un immenso lago. Non so, ma era come se qualcosa che cresceva nella terra quasi in letargo, o consapevole soltanto della propria presenza tra la punta delle radici e quella delle foglie, tra la profonda terra ed il cielo, si fosse improvvisamente destato e ci stesse considerando con la stessa lenta attenzione che aveva prestato ai propri problemi interiori per anni ed anni. "

E' strano a dirsi ma è come se sentissi nel profondo che sono gli alberi i veri abitanti di questo pianeta.

Autore:  mauro [ 05/01/2020, 11:42 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

qui altri alberi....fortunati [8D] [:246]

https://www.keblog.it/pareidolia-alberi ... ivertenti/

ciao
mauro

Autore:  ArTisAll [ 06/01/2020, 10:36 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

argla ha scritto:
" Sembrava vi fosse dietro le pupille un enorme pozzo, pieno di secoli di ricordi e di lunghe, lente e costanti meditazioni; ma in superficie sfavillava il presente, come sole scintillante sulle foglie esterne di un immenso albero, o sulle creste delle onde di un immenso lago. Non so, ma era come se qualcosa che cresceva nella terra quasi in letargo, o consapevole soltanto della propria presenza tra la punta delle radici e quella delle foglie, tra la profonda terra ed il cielo, si fosse improvvisamente destato e ci stesse considerando con la stessa lenta attenzione che aveva prestato ai propri problemi interiori per anni ed anni. "

E' strano a dirsi ma è come se sentissi nel profondo che sono gli alberi i veri abitanti di questo pianeta.



Mi piace ciò che hai scritto (specialmente la parte evidenziata). Su quelle immagini poi. [:264]
Immagine Immagine Immagine

Autore:  barionu [ 19/04/2020, 10:46 ]
Oggetto del messaggio:  Re: GEA

VENEZIA come non l' avete mai vista !!!

Guarda su youtube.com





IL FIUME PO ' come non l' avete mai visto !!!!!!!!!!!!!!

ambiente-e-coronavirus-il-fiume-po-torna-pulito-come-non-si-era-mai-visto-ansa-3bmeteo-103162.jpg



https://www.ansa.it/sito/videogallery/i ... yotNiEVkz8

https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/ ... sto-334594


questo la dice lunga sulla non efficienza

dei dispositivi anti-inquinamento ...




zio ot [:305]

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