Hikikomori
Inviato: 01/07/2017, 13:39
Precisazione: posto nella sezione "Spirtitualità ed Arte" poiché secondo me ogni forma di isolazionismo esalta le virtù dello spirito, pertanto secondo il mio pensiero chi si isola dalla società valorizza la propria spiritualità e molto frequentemente anche qualche forma d'arte (scultura, pittura, manufatti, scrittura ed altre forme di arte o artigianato dovute alla necessità di sopravvivere staccati dal mondo civilizzato).
Il termine Hikikomori fu coniato in Giappone per indicare coloro che hanno deciso di ritirarsi dalla vita sociale ovvero per non conformarsi ai costumi e ai dictat della società, una forma di isolazionismo non dovuto a problemi fisici o psichici ma semplicemente a un rifiuto. Dopo tutto cel'ha mica ordinato il medico che dobbiamo vivere in società? O perchè qualcuno notte tempo ha stabilito che l'essere umano è un animale sociale?
Io negli ultimi anni mi sto stufando sempre di più delle relazioni sociali. Mio nonno diceva sempre una frase: più passano gli anni e più si diventa intolleranti e aveva ragione. In realtà il termine Hikikomori fu coniato per identificare soprattutto giovani i quali si chiudevano in camera per problemi coi propri familiari, ragazzi che generalmente facevano una sorta di vita di clausura, io invece lo identifico con una forma moderna di eremitismo poiché mai e poi mai riuscirei a vivere confinato nel mio appartamento e casomai lo identifico con una forma di isolazionismo ma dalle persone e non dagli animali e dalla natura.
Pertanto nel termine Hikikomori identifico semplicemente colui che per svariate ragioni decide di staccarsi dalla società con la quale mantiene comunque dei legami per i propri fabbisogni personali migliorando in contempo il proprio rapporto con la natura e gli esseri che la compongono e perché no svolgendo anche una sana attività fisica all'aperto. Per me la forma ideale di Hikikomori è colui che si ritira in buon ordine (avendo la possibilità di farlo anche dal punto di vista economico e in generale del sostentamento personale), in località isolate dalla civiltà ma non eccessivamente al punto da metterlo in pericolo. Pertanto identifico in questa fase della vita il trasferirsi in montagna, in campagna, su un'isola, anche in una roulotte se vi va bene fuorché condividere le proprie giornate con altri umani, riferito principalmente alla vita di condominio e a tutte quelle situazioni sociali e familiari nelle quali le relazioni sociali sono spesso fonte di problemi.
Vorrei conoscere la vostra opinione in merito.
Il termine Hikikomori fu coniato in Giappone per indicare coloro che hanno deciso di ritirarsi dalla vita sociale ovvero per non conformarsi ai costumi e ai dictat della società, una forma di isolazionismo non dovuto a problemi fisici o psichici ma semplicemente a un rifiuto. Dopo tutto cel'ha mica ordinato il medico che dobbiamo vivere in società? O perchè qualcuno notte tempo ha stabilito che l'essere umano è un animale sociale?
Io negli ultimi anni mi sto stufando sempre di più delle relazioni sociali. Mio nonno diceva sempre una frase: più passano gli anni e più si diventa intolleranti e aveva ragione. In realtà il termine Hikikomori fu coniato per identificare soprattutto giovani i quali si chiudevano in camera per problemi coi propri familiari, ragazzi che generalmente facevano una sorta di vita di clausura, io invece lo identifico con una forma moderna di eremitismo poiché mai e poi mai riuscirei a vivere confinato nel mio appartamento e casomai lo identifico con una forma di isolazionismo ma dalle persone e non dagli animali e dalla natura.
Pertanto nel termine Hikikomori identifico semplicemente colui che per svariate ragioni decide di staccarsi dalla società con la quale mantiene comunque dei legami per i propri fabbisogni personali migliorando in contempo il proprio rapporto con la natura e gli esseri che la compongono e perché no svolgendo anche una sana attività fisica all'aperto. Per me la forma ideale di Hikikomori è colui che si ritira in buon ordine (avendo la possibilità di farlo anche dal punto di vista economico e in generale del sostentamento personale), in località isolate dalla civiltà ma non eccessivamente al punto da metterlo in pericolo. Pertanto identifico in questa fase della vita il trasferirsi in montagna, in campagna, su un'isola, anche in una roulotte se vi va bene fuorché condividere le proprie giornate con altri umani, riferito principalmente alla vita di condominio e a tutte quelle situazioni sociali e familiari nelle quali le relazioni sociali sono spesso fonte di problemi.
Vorrei conoscere la vostra opinione in merito.