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 Oggetto del messaggio: Religione e paranormale
MessaggioInviato: 08/02/2020, 12:12 
RELIGIONE E PARANORMALE

Il paranormale può far venire alla mente libri e piatti volanti associati ad attività poltergeist, sedute spiritiche dove i medium sostengono di comunicare con i morti, chiaroveggenti che fissano sfere di cristallo, fantasmi, case infestate e ogni sorta di bizzarri fenomeni. Molte persone rigettano il paranormale, eppure ogni importante religione di oggi è basata, in qualche misura, su fenomeni paranormali. La Bibbia, per esempio, è piena di miracoli, profezie, chiaroveggenza e guarigioni. Ma anche le storie relative a Maometto e a Buddha. Molti santi cristiani hanno compiuto miracoli ad alti livelli, un esempio è San Giuseppe da Copertino.

Il Santo Volante
Secondo resoconti contemporanei ben documentati, il frate del XVII secolo San Giuseppe da Copertino (1603- 1663) fece esperienza di numerose levitazioni, durante le quali egli poteva viaggiare per brevi distanze nell’aria, così da essere soprannominato il Santo Volante. In un episodio, si dice che sia rapidamente volato dal centro della chiesa all’altare maggiore, una distanza di circa dodici metri. Importanti persone dell’epoca furono testimoni dei voli di Giuseppe: l’ambasciatore spagnolo della corte papale; il protestante John Frederick, duca di Brunswick che, dopo una tale esperienza, si convertì al cattolicesimo; papa Urbano VIII (1623-1644), lo stesso che nel 1633 chiese a Galileo di rinnegare le sue nozioni eretiche sulla Terra che gira intorno al Sole. Oltre alla levitazione, si attribuì al santo anche la capacità di leggere nel pensiero, di guarire, di produrre pioggia durante la siccità. Nonostante i suoi miracoli e l’incredibile attenzione che essi richiamarono all’epoca, Giuseppe era lontano dalla perfezione. Intellettualmente ritardato, probabilmente soffriva di disabilità nell’apprendimento. Pare che leggesse e scrivesse a malapena e a volte aveva lo sguardo assente o era in stato confusionale. Quel che ci interessa non è tanto appurare la veridicità dei miracoli attribuiti a Giuseppe da Copertino, quanto piuttosto il modo in cui essi vennero interpretati dalle autorità religiose e dai credenti. I fenomeni paranormali e la religione hanno una lunga, complessa e interconnessa relazione, spesso antagonistica (come quando fatti paranormali vengono attribuiti al demonio o alle streghe) e talvolta reciprocamente potenziata (come i miracoli che vengono interpretati per confermare la vera divinità e santità). Lontana dall’accettare universalmente i miracoli di Giuseppe, l’autorità ecclesiastica li ha spesso trovati imbarazzanti. I suoi voli erano per lui apparentemente incontrollabili, almeno a un livello del tutto cosciente. In maniera inaspettata Giuseppe poteva andare in trance durante una festività o uno spostamento di massa o persino in seguito a una debole provocazione (per esempio, un’innocua opinione sulla bellezza di Dio). I suoi voli erano spesso motivo di disturbo, tanto che a volte gli fu impedito di partecipare alle processioni. A un certo punto fu persino accusato di attrarre eccessiva attenzione su di sé con i suoi miracoli e, come risultato, fu oggetto di indagine da parte dell’Inquisizione, sebbene non sia mai stato ritenuto colpevole di qualche crimine. I primi fenomeni miracolosi paranormali attribuiti a Giuseppe possono essere stati considerati sensazionali ed eccitanti, ma quando scendeva di nuovo a terra, anche piuttosto irrilevanti e difficilmente la prova di Dio onnipotente, onnisciente e onnipresente. Piuttosto, questi cosiddetti “voli di fantasia” ci dicono molto del carattere fortemente emotivo e del temperamento talvolta violento di Giuseppe, con il rilascio di abbondante energia accumulata nel suo corpo, che lo portava alle famose levitazioni incontrollate.

Nel Contesto Religioso
Una visione comune è che sulla via dell’illuminazione, della salvezza o dell’unione con Dio, i fenomeni paranormali possano diventare manifesti, ma essi non sono un obiettivo di per sé e possono anzi divenire una distrazione. O persino, in taluni, motivo inutile di vanto e autoadulazione, sentendosi costoro speciali per delle piccole doti paranormali e allontanandosi dal sentiero della spiritualità. Dobbiamo distinguere tra taumaturgia o semplice “fare meraviglie” (come essere abili a predire il futuro, leggere nella mente o guarire una persona malata usando presunti poteri paranormali) e teurgia (il controllo di meraviglie e miracoli, ossia le manifestazioni paranormali, per scopi più elevati, come risultato di “illuminazione”). Per esempio, assumendo la veridicità e la storicità di Gesù, egli era un semplice taumaturgo o un vero teurgo? Questa è una domanda fondamentale che ha assillato la comunità cristiana di duemila anni fa. Trattare simili questioni porta alle origini di specifiche credenze e pratiche religiose (molte religioni fanno risalire il proprio inizio a un individuo cruciale, al quale sono attribuiti miracoli). Alcuni ricercatori ritengono che la religione possa essere sorta sopra i fenomeni paranormali, ma anche i fedeli guardano a essa attraverso profezie, miracoli, rivelazioni. La questione per molti è se vi sia qualche verità dietro tali accadimenti. Tradizionalmente, gli aderenti a una religione accettano la verità dei fenomeni sui quali essa è basata, come strumenti per confermarne la veridicità, mentre sminuiscono quei fenomeni legati alle altre religioni, liquidandoli o attribuendoli a entità malvagie, o anche accusandone i praticanti di mal interpretare i segni. Dall’altra parte vi sono atei, agnostici, moderni razionalisti e materialisti che parlano di tali fenomeni come di pura superstizione. Ma esiste anche un terzo modo di approcciare all’argomento: possiamo considerare la possibilità che alcuni (non necessariamente tutti) dei fenomeni principali delle religioni siano veri e di natura paranormale. Prima della fine del XIX secolo i ricercatori psichici Andrew Lang (britannico) e Cesare de Vesme (italiano) hanno suggerito che i fenomeni paranormali «siano praticamente gli unici che possono aver generato le prime credenze religiose dell’uomo» (de Vesme, Storia dello spiritismo, 1896-97; Lang, The making of religion, 1898).

Telepatia e Separazione
Sebbene sia raramente ammesso (particolarmente da certi razionalisti contemporanei che, cosa per me inspiegabile, continuano a sostenere la credenza tradizionale in Dio e nell’aldilà, ma liquidano il paranormale in generale), una forma di paranormale è ampiamente abbracciata da gran parte delle principali religioni oggi: la telepatia. Rivolgi silenziosamente una preghiera a Dio e stai praticando telepatia. Come asserì il ricercatore psichico frederic W. H. Myers (1843-1901) nel suo Human personality and its servival of bodily death (1903), la preghiera è una forma di telepatia e, in ogni età e ancora oggi, gli uomini ritengono di poter comunicare con esseri superiori, che possano ispirarli e influenzarli. Un’idea che stranamente non li porta a pensare che forse essi potrebbero anche comunicare l’uno con l’altro, concetto già espresso in passato da Austine, Bacon, Goethe, Tennyson (Myers, 1903). Qui Myers ha chiarito un importante aspetto di gran parte delle religioni: il concetto di intelligenze incorporee (immateriali) o, per dirla in altre parole, di dei, anime e affini oltre il mondo materiale. Andrew Lang scriveva nel 1894. «Al momento l’ipotesi teistica e di un’anima non ammette verifica scientifica. La difficoltà è dimostrare che la mente possa esistere e lavorare indipendentemente dalla materia. Ma può plausibilmente divenire verificabile che le relazioni di mente e materia siano meno immediatamente interdipendenti, che la volontà e il giudizio siano meno esclusivamente connessi agli organismi fisici di quanto la moderna scienza abbia ritenuto» (Andrew Lang, Cock lane and common-sense, 1894). Dunque, in che modo le entità simili agli dei manifestano la loro presenza nel mondo materiale? Si potrebbe dire attraverso il diretto effetto della mente sulla materia o, in termini tecnici, attraverso la psicocinesi. Per esempio, ogni potente dio potrebbe ottenere conoscenza attraverso telepatia e chiaroveggenza ed esercitare il proprio potere per mezzo della psicocinesi, anche se tale dio è fisicamente incarnato in qualche cosa di materiale. La separazione tra mente e materia e l’influenza della mente sulla materia sono il nocciolo di molta della ricerca parapsicologica. Sostenendo che la parapsicologia supporti le credenze religiose, il ministro metodista Alson J. Smith dichiarò nel 1949: «L’E.S.P. (percezione extrasensoriale) afferma la realtà di quel mondo spirituale che è la vera casa di tutte le religioni – quel mondo al di là di quello di spazio e tempo, che Dante ritiene “così forte da lottare contro tutto ciò che è falso e basso e meschino nella vita”. Esso apre la strada a una guarigione dalle lesioni ricevute nel mondo e nella chiesa dall’impatto della scienza materiale, una guarigione che potrebbe arrivare in tempo per impedire all’uomo di trasformare la sua conoscenza dell’atomo dalla maledizione alla benedizione. Esso apre la via per un nuovo sacerdozio che padroneggi l’uso di risorse del mondo spirituale, per la guarigione del cuore, della mente e del corpo di donne e uomini. Se la fisica nucleare ci ha portato “la buona notizia della dannazione”, la parapsicologia ci sta portando ora le infinitamente migliori notizie della salvezza, dei nuovi orizzonti, nuove frontiere, nuove ricerche». La separazione della mente dalla materia consente e conferma, nell’opinione di molte persone, la realtà e la divisione dell’anima – e l’anima non può solo essere separata dal corpo materiale, ma anche sopravvivere alla dissoluzione dell’organismo fisico. Tuttavia, ipotizzare o credere nell’esistenza dell’anima è una cosa, suggerire che possa sopravvivere alla morte del corpo, temporaneamente o permanentemente, è un’altra. Per esempio, almeno alcune sette dei primi Ebrei credevano che gli uomini avessero un’anima, ma non accettavano che tali anime sopravvivessero per un certo tempo alla morte del corpo fisico. L’immortalità personale, o anche una sopravvivenza alla tomba più limitata, non è necessariamente una componente della religione di per sé, ma è certamente di grande interesse e influenza i principali fondamenti di molte religioni. I fenomeni e gli studi paranormali, come il materiale raccolto da medium interpretato come entità disincarnate (in molti casi, persone decedute), fantasmi e apparizioni e apparenti memorie di vite passate possedute da persone vive, interpretate come prova della reincarnazione, sono stati citati come evidenze della sopravvivenza dell’anima. Forse è corretto, ma possono esserci altri modi per interpretare tali dati e, a mio giudizio, la seria ricerca paranormale continua.

Articolo di Robert Schoch


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 Oggetto del messaggio: Re: Religione e paranormale
MessaggioInviato: 09/02/2020, 05:25 
Bastion ha scritto:
RELIGIONE E PARANORMALE

Il paranormale può far venire alla mente libri e piatti volanti associati ad attività poltergeist, sedute spiritiche dove i medium sostengono di comunicare con i morti, chiaroveggenti che fissano sfere di cristallo, fantasmi, case infestate e ogni sorta di bizzarri fenomeni. Molte persone rigettano il paranormale, eppure ogni importante religione di oggi è basata, in qualche misura, su fenomeni paranormali. La Bibbia, per esempio, è piena di miracoli, profezie, chiaroveggenza e guarigioni. Ma anche le storie relative a Maometto e a Buddha. Molti santi cristiani hanno compiuto miracoli ad alti livelli, un esempio è San Giuseppe da Copertino.

Il Santo Volante
Secondo resoconti contemporanei ben documentati, il frate del XVII secolo San Giuseppe da Copertino (1603- 1663) fece esperienza di numerose levitazioni, durante le quali egli poteva viaggiare per brevi distanze nell’aria, così da essere soprannominato il Santo Volante. In un episodio, si dice che sia rapidamente volato dal centro della chiesa all’altare maggiore, una distanza di circa dodici metri. Importanti persone dell’epoca furono testimoni dei voli di Giuseppe: l’ambasciatore spagnolo della corte papale; il protestante John Frederick, duca di Brunswick che, dopo una tale esperienza, si convertì al cattolicesimo; papa Urbano VIII (1623-1644), lo stesso che nel 1633 chiese a Galileo di rinnegare le sue nozioni eretiche sulla Terra che gira intorno al Sole. Oltre alla levitazione, si attribuì al santo anche la capacità di leggere nel pensiero, di guarire, di produrre pioggia durante la siccità. Nonostante i suoi miracoli e l’incredibile attenzione che essi richiamarono all’epoca, Giuseppe era lontano dalla perfezione. Intellettualmente ritardato, probabilmente soffriva di disabilità nell’apprendimento. Pare che leggesse e scrivesse a malapena e a volte aveva lo sguardo assente o era in stato confusionale. Quel che ci interessa non è tanto appurare la veridicità dei miracoli attribuiti a Giuseppe da Copertino, quanto piuttosto il modo in cui essi vennero interpretati dalle autorità religiose e dai credenti. I fenomeni paranormali e la religione hanno una lunga, complessa e interconnessa relazione, spesso antagonistica (come quando fatti paranormali vengono attribuiti al demonio o alle streghe) e talvolta reciprocamente potenziata (come i miracoli che vengono interpretati per confermare la vera divinità e santità). Lontana dall’accettare universalmente i miracoli di Giuseppe, l’autorità ecclesiastica li ha spesso trovati imbarazzanti. I suoi voli erano per lui apparentemente incontrollabili, almeno a un livello del tutto cosciente. In maniera inaspettata Giuseppe poteva andare in trance durante una festività o uno spostamento di massa o persino in seguito a una debole provocazione (per esempio, un’innocua opinione sulla bellezza di Dio). I suoi voli erano spesso motivo di disturbo, tanto che a volte gli fu impedito di partecipare alle processioni. A un certo punto fu persino accusato di attrarre eccessiva attenzione su di sé con i suoi miracoli e, come risultato, fu oggetto di indagine da parte dell’Inquisizione, sebbene non sia mai stato ritenuto colpevole di qualche crimine. I primi fenomeni miracolosi paranormali attribuiti a Giuseppe possono essere stati considerati sensazionali ed eccitanti, ma quando scendeva di nuovo a terra, anche piuttosto irrilevanti e difficilmente la prova di Dio onnipotente, onnisciente e onnipresente. Piuttosto, questi cosiddetti “voli di fantasia” ci dicono molto del carattere fortemente emotivo e del temperamento talvolta violento di Giuseppe, con il rilascio di abbondante energia accumulata nel suo corpo, che lo portava alle famose levitazioni incontrollate.

Nel Contesto Religioso
Una visione comune è che sulla via dell’illuminazione, della salvezza o dell’unione con Dio, i fenomeni paranormali possano diventare manifesti, ma essi non sono un obiettivo di per sé e possono anzi divenire una distrazione. O persino, in taluni, motivo inutile di vanto e autoadulazione, sentendosi costoro speciali per delle piccole doti paranormali e allontanandosi dal sentiero della spiritualità. Dobbiamo distinguere tra taumaturgia o semplice “fare meraviglie” (come essere abili a predire il futuro, leggere nella mente o guarire una persona malata usando presunti poteri paranormali) e teurgia (il controllo di meraviglie e miracoli, ossia le manifestazioni paranormali, per scopi più elevati, come risultato di “illuminazione”). Per esempio, assumendo la veridicità e la storicità di Gesù, egli era un semplice taumaturgo o un vero teurgo? Questa è una domanda fondamentale che ha assillato la comunità cristiana di duemila anni fa. Trattare simili questioni porta alle origini di specifiche credenze e pratiche religiose (molte religioni fanno risalire il proprio inizio a un individuo cruciale, al quale sono attribuiti miracoli). Alcuni ricercatori ritengono che la religione possa essere sorta sopra i fenomeni paranormali, ma anche i fedeli guardano a essa attraverso profezie, miracoli, rivelazioni. La questione per molti è se vi sia qualche verità dietro tali accadimenti. Tradizionalmente, gli aderenti a una religione accettano la verità dei fenomeni sui quali essa è basata, come strumenti per confermarne la veridicità, mentre sminuiscono quei fenomeni legati alle altre religioni, liquidandoli o attribuendoli a entità malvagie, o anche accusandone i praticanti di mal interpretare i segni. Dall’altra parte vi sono atei, agnostici, moderni razionalisti e materialisti che parlano di tali fenomeni come di pura superstizione. Ma esiste anche un terzo modo di approcciare all’argomento: possiamo considerare la possibilità che alcuni (non necessariamente tutti) dei fenomeni principali delle religioni siano veri e di natura paranormale. Prima della fine del XIX secolo i ricercatori psichici Andrew Lang (britannico) e Cesare de Vesme (italiano) hanno suggerito che i fenomeni paranormali «siano praticamente gli unici che possono aver generato le prime credenze religiose dell’uomo» (de Vesme, Storia dello spiritismo, 1896-97; Lang, The making of religion, 1898).

Telepatia e Separazione
Sebbene sia raramente ammesso (particolarmente da certi razionalisti contemporanei che, cosa per me inspiegabile, continuano a sostenere la credenza tradizionale in Dio e nell’aldilà, ma liquidano il paranormale in generale), una forma di paranormale è ampiamente abbracciata da gran parte delle principali religioni oggi: la telepatia. Rivolgi silenziosamente una preghiera a Dio e stai praticando telepatia. Come asserì il ricercatore psichico frederic W. H. Myers (1843-1901) nel suo Human personality and its servival of bodily death (1903), la preghiera è una forma di telepatia e, in ogni età e ancora oggi, gli uomini ritengono di poter comunicare con esseri superiori, che possano ispirarli e influenzarli. Un’idea che stranamente non li porta a pensare che forse essi potrebbero anche comunicare l’uno con l’altro, concetto già espresso in passato da Austine, Bacon, Goethe, Tennyson (Myers, 1903). Qui Myers ha chiarito un importante aspetto di gran parte delle religioni: il concetto di intelligenze incorporee (immateriali) o, per dirla in altre parole, di dei, anime e affini oltre il mondo materiale. Andrew Lang scriveva nel 1894. «Al momento l’ipotesi teistica e di un’anima non ammette verifica scientifica. La difficoltà è dimostrare che la mente possa esistere e lavorare indipendentemente dalla materia. Ma può plausibilmente divenire verificabile che le relazioni di mente e materia siano meno immediatamente interdipendenti, che la volontà e il giudizio siano meno esclusivamente connessi agli organismi fisici di quanto la moderna scienza abbia ritenuto» (Andrew Lang, Cock lane and common-sense, 1894). Dunque, in che modo le entità simili agli dei manifestano la loro presenza nel mondo materiale? Si potrebbe dire attraverso il diretto effetto della mente sulla materia o, in termini tecnici, attraverso la psicocinesi. Per esempio, ogni potente dio potrebbe ottenere conoscenza attraverso telepatia e chiaroveggenza ed esercitare il proprio potere per mezzo della psicocinesi, anche se tale dio è fisicamente incarnato in qualche cosa di materiale. La separazione tra mente e materia e l’influenza della mente sulla materia sono il nocciolo di molta della ricerca parapsicologica. Sostenendo che la parapsicologia supporti le credenze religiose, il ministro metodista Alson J. Smith dichiarò nel 1949: «L’E.S.P. (percezione extrasensoriale) afferma la realtà di quel mondo spirituale che è la vera casa di tutte le religioni – quel mondo al di là di quello di spazio e tempo, che Dante ritiene “così forte da lottare contro tutto ciò che è falso e basso e meschino nella vita”. Esso apre la strada a una guarigione dalle lesioni ricevute nel mondo e nella chiesa dall’impatto della scienza materiale, una guarigione che potrebbe arrivare in tempo per impedire all’uomo di trasformare la sua conoscenza dell’atomo dalla maledizione alla benedizione. Esso apre la via per un nuovo sacerdozio che padroneggi l’uso di risorse del mondo spirituale, per la guarigione del cuore, della mente e del corpo di donne e uomini. Se la fisica nucleare ci ha portato “la buona notizia della dannazione”, la parapsicologia ci sta portando ora le infinitamente migliori notizie della salvezza, dei nuovi orizzonti, nuove frontiere, nuove ricerche». La separazione della mente dalla materia consente e conferma, nell’opinione di molte persone, la realtà e la divisione dell’anima – e l’anima non può solo essere separata dal corpo materiale, ma anche sopravvivere alla dissoluzione dell’organismo fisico. Tuttavia, ipotizzare o credere nell’esistenza dell’anima è una cosa, suggerire che possa sopravvivere alla morte del corpo, temporaneamente o permanentemente, è un’altra. Per esempio, almeno alcune sette dei primi Ebrei credevano che gli uomini avessero un’anima, ma non accettavano che tali anime sopravvivessero per un certo tempo alla morte del corpo fisico. L’immortalità personale, o anche una sopravvivenza alla tomba più limitata, non è necessariamente una componente della religione di per sé, ma è certamente di grande interesse e influenza i principali fondamenti di molte religioni. I fenomeni e gli studi paranormali, come il materiale raccolto da medium interpretato come entità disincarnate (in molti casi, persone decedute), fantasmi e apparizioni e apparenti memorie di vite passate possedute da persone vive, interpretate come prova della reincarnazione, sono stati citati come evidenze della sopravvivenza dell’anima. Forse è corretto, ma possono esserci altri modi per interpretare tali dati e, a mio giudizio, la seria ricerca paranormale continua.

Articolo di Robert Schoch



“Le abilità psichiche sono un dato di fatto non di credo. Che cosa sono e cosa significano per la nostra visione della realtà è un'altra questione, ma non si possono respingere come finzione e tuttavia mantenere la credibilità come osservatore imparziale. ”(Fontana, 2005, Is There An Afterlife ? , O Books, UK

cit tratta da

https://www.robertschoch.com/parapsychology.html

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"...la vita è uno stato mentale..." tratto da "Oltre il giardino" di Hal Ashby
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