Confine tra la Vita e la Morte & ESP
Inviato: 18/09/2009, 10:27
Ieri mattina è morta mia Nonna (pace all'anima sua). Nonna orgogliosa e cocciuta tutta d'un pezzo, ma generosa come solo una nata in segno di fuoco può essere. Era da 1 mese che stava all'ospedale dopo un ictus preso di notte.
Andavo ogni giorno a trovarla (così come i miei famigliari) e "sembrava" aver perso tutta la sua energia e testardaggine che ha caratterizzato tutta la sua vita. Ogni volta però che apriva gli occhi per osservare chi gli era davanti, traspariva sempre la solita e stessa anima che aveva contraddistinto tutto il corso della sua esistenza.
Era una Nonna forte ed inossidabile e fino al giorno prima dell'ictus faceva su e giu la scala a chiocciola almeno 20 volte al giorno...
Era autosufficiente, si vestiva e mangiava da sola con le sue mani.
Aveva 90 anni.
Ha preso questo ictus ed è rimasta solo con la sua parte sinistra del corpo che si poteva muovere. La guardavo nel letto e lei in questo mese alternava momenti di lucidità (apparente) ad altri di profondo dormiveglia. Io le parlavo e lei aprendo gli occhi osservava tutto e sembrava volere dirmi qualcosa che solo l'impedimento del non poter usare la parola non gli consentiva di fare.
I primi giorni a vederla così mi faceva tenerezza, poi era diventata una breve e piacevole abitudine dato che una c'era una cosa che mi colpiva in lei: la assoluta serenità impressa nelle espressioni del viso, quasi fosse tornata bambina e fosse immersa in sogni che la rasserenavano, sogni simili a quelli di un bambino che si sveglia nel letto dei genitori e i raggi del sole che penetrano delicatamente nella camera creando un'atmosfera da favola....
Era quieta e serena e ne ero felice... non ho mai pianto eccetto la mattina prima della sua morte, quasi fosse stato un presentimento che quella volta sarebbe stata l'ultima a vederla ancora in vita. E' stato un pianto strano (era quasi un mese che era all'ospedale e non si sapeva quanto ci sarebbe rimasta), che veniva da dentro e mi è venuto spontaneo, e quasi per tutta la giornata avevo le lacrime agli occhi, quasi che un impulso nascosto mi avesse inconsciamente avvertito dell'imminenza del suo ritorno al luogo che aveva temporaneamente lasciato...
Andavo ogni giorno a trovarla (così come i miei famigliari) e "sembrava" aver perso tutta la sua energia e testardaggine che ha caratterizzato tutta la sua vita. Ogni volta però che apriva gli occhi per osservare chi gli era davanti, traspariva sempre la solita e stessa anima che aveva contraddistinto tutto il corso della sua esistenza.
Era una Nonna forte ed inossidabile e fino al giorno prima dell'ictus faceva su e giu la scala a chiocciola almeno 20 volte al giorno...
Aveva 90 anni.
Ha preso questo ictus ed è rimasta solo con la sua parte sinistra del corpo che si poteva muovere. La guardavo nel letto e lei in questo mese alternava momenti di lucidità (apparente) ad altri di profondo dormiveglia. Io le parlavo e lei aprendo gli occhi osservava tutto e sembrava volere dirmi qualcosa che solo l'impedimento del non poter usare la parola non gli consentiva di fare.
I primi giorni a vederla così mi faceva tenerezza, poi era diventata una breve e piacevole abitudine dato che una c'era una cosa che mi colpiva in lei: la assoluta serenità impressa nelle espressioni del viso, quasi fosse tornata bambina e fosse immersa in sogni che la rasserenavano, sogni simili a quelli di un bambino che si sveglia nel letto dei genitori e i raggi del sole che penetrano delicatamente nella camera creando un'atmosfera da favola....
Era quieta e serena e ne ero felice... non ho mai pianto eccetto la mattina prima della sua morte, quasi fosse stato un presentimento che quella volta sarebbe stata l'ultima a vederla ancora in vita. E' stato un pianto strano (era quasi un mese che era all'ospedale e non si sapeva quanto ci sarebbe rimasta), che veniva da dentro e mi è venuto spontaneo, e quasi per tutta la giornata avevo le lacrime agli occhi, quasi che un impulso nascosto mi avesse inconsciamente avvertito dell'imminenza del suo ritorno al luogo che aveva temporaneamente lasciato...