Una prossima meta e nuovi orizzonti!
Inviato: 14/11/2012, 05:35
Premessa per i moderatori: Una cortesia; visto il tempo che ho perso, vista la molteplicità degli argomenti fra cui qualcheduno sicuramente originale, e visto che all'interno credo che vi siano sparse delle informazioni nuove in questo forum; direi non sia il caso di chiudermi un ennesimo thread questa volta....il problema è che poi non si potrebbe continuare la discussione in qualche altro thread...non troverebbe una collocazione specifica! Faccio appunto questa premessa per non rischiarne la chiusura senza un seguito della stessa da qualche altra parte.
Grazie!
Nella corsa a Marte siamo in ritardo
Nel 1952 Wernher von Braun aveva
previsto il nostro arrivo per il 1965
Seconda casa.ma perché dovremmo colonizzare proprio marte?
Perché non ci sono altre alternative, non solo per un problema legato alle distanze ma anche perché Marte è l'unico pianeta del sistema solare che non presenti un ambiente effettivamente ostile.
1) Venere è un inferno con i suoi 460° centigradi e perennemente coperto da nubi.;
2)Mercurio non possiede atmosfera ed ha una temperatura nella zona che è sempre illuminata dal sole che è di 400° centigradi, quindi un altro inferno;
3)Giove,Saturno,Uranio e Nettuno sono gassosi; senza una superficie solida su cui atterrare.
Certo l'interesse potrebbe essere spostato verso qualche luna:
Europa, che orbita attorno a Giove, potrebbe nascondere sotto la sua crosta ghiacciata un interessante oceano liquido. Mentre Titano, una luna di Saturnoha il vantaggio di un'atmosfera abbastanza spessa da proteggere dalle radiazioni pericolose, ma lo svantaggio che essa può reagire con l'aria necessaria agli astronauti per respirare, producendo una miscela esplosiva. Quindi Marte rimane l'obbiettivo più praticabile per la colonizzazione umana.
Appuntamento al 2030.Quando ci arriveremo e quindi ci stabiliremo?"E' difficile fare previsioni spiega Antonio del Mastro presidente della Mars Society Italia, ramo dell'organizzazione internazionale no-profit nata proprio per promuovere l'espansione e l'insediamento dell'uomo su Marte."Ma le organizzazioni che si occupano dell'argomento, tra cui la nostra e anche gli enti governativi individuano nel 2030 una data ragionevole" E' molto probabile che che l'arrivo sul Pianeta Rosso avverrà almeno in 2 fasi " dapprima arriveranno i bagagli; una missione porterà ciò che potrà servire agli uomini che esploreranno il pianeta. In un secondo momento giungeranno gli esploratori, che grazie al materiale inviato in precedenza potranno iniziare a muovere i primi passi senza difficoltà.
Siamo comunque in ritardo rispetto alle previsioni del passato secondo cui l'uomo sarebbe arrivato su Marte nel 1965. L'ottimistica profezia era stata azzardata da Wernher von Braun, uno dei primi a parlare di basi permanenti sul Pianeta Rosso, che non si poteva considerare certo l'ultimo arrivato: Esperto di missili della Germania nazista (costruì razzi V2 con cui fu bombardata Londra a distanza), si consegnò agli americani dopo la seconda guerra mondiale e divenne il protagonista del programma spaziale USA, realizzando tra le altre cose i razzi Saturno V che portarono i primi uomini sulla Luna.Nel 1952 pubblicò il progetto Marte; nel quale definiva le specifiche per una missione marziana con 10 astronavi e 70 uomini.Nei calcoli di von Braun c'era tutto: quindi dimensioni delle navi, propellente necessario, tempistica;ovviamente in base alle conoscenze di allora, non si sapeva ad esempio che dal Sole provengono radiazioni pericolose e che quindi astronavi ed astronauti dovevano essere schermati.
Intanto la tecnologia sta dando qualche risultato alla ricerca di altri mondi che ospitino la vita,
e la ricerca di un eventuale modo per avere eventuali contatti con eventuali civiltà aliene da nuove speranze
Un'altra terra.
Se è difficile andare a vivere su un altro pianeta del sistema solare, quasi impossibile è recarsi su di un'altro pianeta attorno ad una stella diversa dal sole. Ma ciò non ostacola la ricerca di pianeti extrasolari, che anzi è uno dei campi dell'astrofisica più interessanti. L'obbiettivo è trovare un pianeta gemello della terra. Fino alla metà degli anni 90 infatti non era stato identificato neppure un pianeta fuori dal sistema solare oggi invece sono quasi 800 ed aumentano di giorno in giorno.
Una delle missioni più importanti su questo tema è Kepler della NASA, il suo bottino è di oltre 70 pianeti confermati, ma sta indagando su oltre 2000 candidati. Kepler è un telescopio orbitante capace di misurare l'infinitesima deriva di luce che un pianeta se esiste produce al passaggio davanti alla propria stella. quindi studia le eclissi. Kepler è quindi uno strumento sensibilissimo.
Questo telescopio orbitante, quindi questo satellite, ha rivoluzionato le scoperte prima si poteva fare solo rilevazioni di un certo rilievo (si potevano individuare pianeti tipo Giove per intenderci, che molto più grande della terra) e molto più vicini alla propria stella; oggi con Kepler si trovano pianeti di ogni taglia e quasi in ogni posizione. Nel corso di una convegno in Luisiana, lo scorso luglio, Batalha ha rilevato al pubblico un dato inedito sorprendente:" oggi possiamo affermare che scoprire un pianeta che abbia un raggio pari ad 1 - 2 volte quello della terra è 10 volte superiore che scoprirne uno con un raggio 5-6 volte quello del nostro pianeta." In altre parole: i pianeti tipo Terra sono molti di più di quelli simili ai giganti gassosi del nostro sistema solare.
Primi candidati. Alla domanda: quando scopriremo un altro pianeta simile alla terra? la risposta è stata data "l'abbiamo già scoperto". Forse anche più di uno per l'esattezza. Per esempio Kepler 20 e Kepler 20f sono 2 pianeti di raggio e massa simili al nostro che orbitano attorno ad una stella della lira ad un migliaio di anni luce da noi.Assomigliano alla Terra, ma hanno un problema: non potrebbero ospitare la vita perché troppo vicini alla propria stella e quindi troppo caldi: rispettivamente 700 e 400° C. Kepler 22b è invece il primo pianeta di tipo terrestre scovato nella cosidetta "zona abitata". Ha un raggio pari a 2,4 volte quello della terra ed una temperatura teorica di poco inferiore a 0°C. Ciò significa che potrebbe esserci acqua allo stato liquido, un requisito fondamentale per la vita, almeno per come la conosciamo.Kepler 22b come gli altri 2 orbiterebbe vicino ad una stella simile al nostro sole ed è a 620 anni luce da noi.
Cercando ET. Guardando al futuro c'è però un altro quesito in sospeso: entreremo mai in contatto con una civiltà aliena?
"se arriva non ET da noi sarà difficile" spiega Stelio Montebugnoli, dirigente tecnico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) che da anni si occupa anche del Seti, cioè della ricerca di segnali radio provenienti da altre civiltà tecnologiche. " Ci sono 2 scogli insormontabili la distanza ed il codice,cioè la lingua.Se ci fosse ad esempio una civiltà a 5000 anni luce e ne rilevassimo un messaggio, la nostra risposta arriverebbe dopo 5000 anni, e una loro eventuale replica dopo altri 5000 anni.Non è esattamente quella che si può definire una conversazione". Inoltre afferma sarebbe praticamente impossibile decifrare il segnale dicendo;"in questi casi mi piace fare un paragone: qualche tempo fa ho ricevuto un fax dalla Cina.Era tutto in cinese, per me incomprensibile. Ma quel foglio conteneva un messaggio importantissimo:diceva che c'era qualcuno da qualche parte che voleva comunicare con me. Con gli extraterrestri è lo stesso: se ricevessimo un segnale non riusciremmo a decifrarlo, ma sapremmo di non essere soli".
più ottimista è Frank Drake, il pionere del Seti, il primo che nel 1974 inviò dal grande radiotelescopio di Arecibo (Portorico) un messaggio verso lo spazio. In un'itervista al Finacial Tunes, ha dichiarato che nel giro di qualche decina d'anni il contatto ci sarà".
Note:
Avamposto Marziano
Le future basi su Marte dovranno sfruttare anche le risorse del pianeta
Le antenne SKA
Il megaradiotelescopio che sarà costruito in Australia, tali antenne vista dunque la struttura potrebbero rilevare segnali alieni
Contenuti che che si basano quasi integralmente alla Fonte: rivista Focus n.58 anno 2012,servizio di Gianluca Ranzini, poiché ho aggiunto solo qualche piccola modifica per renderne più agevole la comprensione.
Grazie!
Nella corsa a Marte siamo in ritardo
Nel 1952 Wernher von Braun aveva
previsto il nostro arrivo per il 1965
Seconda casa.ma perché dovremmo colonizzare proprio marte?
Perché non ci sono altre alternative, non solo per un problema legato alle distanze ma anche perché Marte è l'unico pianeta del sistema solare che non presenti un ambiente effettivamente ostile.
1) Venere è un inferno con i suoi 460° centigradi e perennemente coperto da nubi.;
2)Mercurio non possiede atmosfera ed ha una temperatura nella zona che è sempre illuminata dal sole che è di 400° centigradi, quindi un altro inferno;
3)Giove,Saturno,Uranio e Nettuno sono gassosi; senza una superficie solida su cui atterrare.
Certo l'interesse potrebbe essere spostato verso qualche luna:
Europa, che orbita attorno a Giove, potrebbe nascondere sotto la sua crosta ghiacciata un interessante oceano liquido. Mentre Titano, una luna di Saturnoha il vantaggio di un'atmosfera abbastanza spessa da proteggere dalle radiazioni pericolose, ma lo svantaggio che essa può reagire con l'aria necessaria agli astronauti per respirare, producendo una miscela esplosiva. Quindi Marte rimane l'obbiettivo più praticabile per la colonizzazione umana.
Appuntamento al 2030.Quando ci arriveremo e quindi ci stabiliremo?"E' difficile fare previsioni spiega Antonio del Mastro presidente della Mars Society Italia, ramo dell'organizzazione internazionale no-profit nata proprio per promuovere l'espansione e l'insediamento dell'uomo su Marte."Ma le organizzazioni che si occupano dell'argomento, tra cui la nostra e anche gli enti governativi individuano nel 2030 una data ragionevole" E' molto probabile che che l'arrivo sul Pianeta Rosso avverrà almeno in 2 fasi " dapprima arriveranno i bagagli; una missione porterà ciò che potrà servire agli uomini che esploreranno il pianeta. In un secondo momento giungeranno gli esploratori, che grazie al materiale inviato in precedenza potranno iniziare a muovere i primi passi senza difficoltà.
Siamo comunque in ritardo rispetto alle previsioni del passato secondo cui l'uomo sarebbe arrivato su Marte nel 1965. L'ottimistica profezia era stata azzardata da Wernher von Braun, uno dei primi a parlare di basi permanenti sul Pianeta Rosso, che non si poteva considerare certo l'ultimo arrivato: Esperto di missili della Germania nazista (costruì razzi V2 con cui fu bombardata Londra a distanza), si consegnò agli americani dopo la seconda guerra mondiale e divenne il protagonista del programma spaziale USA, realizzando tra le altre cose i razzi Saturno V che portarono i primi uomini sulla Luna.Nel 1952 pubblicò il progetto Marte; nel quale definiva le specifiche per una missione marziana con 10 astronavi e 70 uomini.Nei calcoli di von Braun c'era tutto: quindi dimensioni delle navi, propellente necessario, tempistica;ovviamente in base alle conoscenze di allora, non si sapeva ad esempio che dal Sole provengono radiazioni pericolose e che quindi astronavi ed astronauti dovevano essere schermati.
Intanto la tecnologia sta dando qualche risultato alla ricerca di altri mondi che ospitino la vita,
e la ricerca di un eventuale modo per avere eventuali contatti con eventuali civiltà aliene da nuove speranze
Un'altra terra.
Se è difficile andare a vivere su un altro pianeta del sistema solare, quasi impossibile è recarsi su di un'altro pianeta attorno ad una stella diversa dal sole. Ma ciò non ostacola la ricerca di pianeti extrasolari, che anzi è uno dei campi dell'astrofisica più interessanti. L'obbiettivo è trovare un pianeta gemello della terra. Fino alla metà degli anni 90 infatti non era stato identificato neppure un pianeta fuori dal sistema solare oggi invece sono quasi 800 ed aumentano di giorno in giorno.
Una delle missioni più importanti su questo tema è Kepler della NASA, il suo bottino è di oltre 70 pianeti confermati, ma sta indagando su oltre 2000 candidati. Kepler è un telescopio orbitante capace di misurare l'infinitesima deriva di luce che un pianeta se esiste produce al passaggio davanti alla propria stella. quindi studia le eclissi. Kepler è quindi uno strumento sensibilissimo.
Questo telescopio orbitante, quindi questo satellite, ha rivoluzionato le scoperte prima si poteva fare solo rilevazioni di un certo rilievo (si potevano individuare pianeti tipo Giove per intenderci, che molto più grande della terra) e molto più vicini alla propria stella; oggi con Kepler si trovano pianeti di ogni taglia e quasi in ogni posizione. Nel corso di una convegno in Luisiana, lo scorso luglio, Batalha ha rilevato al pubblico un dato inedito sorprendente:" oggi possiamo affermare che scoprire un pianeta che abbia un raggio pari ad 1 - 2 volte quello della terra è 10 volte superiore che scoprirne uno con un raggio 5-6 volte quello del nostro pianeta." In altre parole: i pianeti tipo Terra sono molti di più di quelli simili ai giganti gassosi del nostro sistema solare.
Primi candidati. Alla domanda: quando scopriremo un altro pianeta simile alla terra? la risposta è stata data "l'abbiamo già scoperto". Forse anche più di uno per l'esattezza. Per esempio Kepler 20 e Kepler 20f sono 2 pianeti di raggio e massa simili al nostro che orbitano attorno ad una stella della lira ad un migliaio di anni luce da noi.Assomigliano alla Terra, ma hanno un problema: non potrebbero ospitare la vita perché troppo vicini alla propria stella e quindi troppo caldi: rispettivamente 700 e 400° C. Kepler 22b è invece il primo pianeta di tipo terrestre scovato nella cosidetta "zona abitata". Ha un raggio pari a 2,4 volte quello della terra ed una temperatura teorica di poco inferiore a 0°C. Ciò significa che potrebbe esserci acqua allo stato liquido, un requisito fondamentale per la vita, almeno per come la conosciamo.Kepler 22b come gli altri 2 orbiterebbe vicino ad una stella simile al nostro sole ed è a 620 anni luce da noi.
Cercando ET. Guardando al futuro c'è però un altro quesito in sospeso: entreremo mai in contatto con una civiltà aliena?
"se arriva non ET da noi sarà difficile" spiega Stelio Montebugnoli, dirigente tecnico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) che da anni si occupa anche del Seti, cioè della ricerca di segnali radio provenienti da altre civiltà tecnologiche. " Ci sono 2 scogli insormontabili la distanza ed il codice,cioè la lingua.Se ci fosse ad esempio una civiltà a 5000 anni luce e ne rilevassimo un messaggio, la nostra risposta arriverebbe dopo 5000 anni, e una loro eventuale replica dopo altri 5000 anni.Non è esattamente quella che si può definire una conversazione". Inoltre afferma sarebbe praticamente impossibile decifrare il segnale dicendo;"in questi casi mi piace fare un paragone: qualche tempo fa ho ricevuto un fax dalla Cina.Era tutto in cinese, per me incomprensibile. Ma quel foglio conteneva un messaggio importantissimo:diceva che c'era qualcuno da qualche parte che voleva comunicare con me. Con gli extraterrestri è lo stesso: se ricevessimo un segnale non riusciremmo a decifrarlo, ma sapremmo di non essere soli".
più ottimista è Frank Drake, il pionere del Seti, il primo che nel 1974 inviò dal grande radiotelescopio di Arecibo (Portorico) un messaggio verso lo spazio. In un'itervista al Finacial Tunes, ha dichiarato che nel giro di qualche decina d'anni il contatto ci sarà".
Note:
Avamposto Marziano
Le future basi su Marte dovranno sfruttare anche le risorse del pianeta
Le antenne SKA
Il megaradiotelescopio che sarà costruito in Australia, tali antenne vista dunque la struttura potrebbero rilevare segnali alieni
Contenuti che che si basano quasi integralmente alla Fonte: rivista Focus n.58 anno 2012,servizio di Gianluca Ranzini, poiché ho aggiunto solo qualche piccola modifica per renderne più agevole la comprensione.