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 Oggetto del messaggio: Sfere di Dyson.
MessaggioInviato: 08/07/2013, 11:53 
Buon Giorno.
Leggo che il dottor Geoff Marcy, docente di astronomia dell'università di Berkley, il più importante ricercatore e scopritore di esopianeti, studierà l'attività di Kepler per cercare le sfere di Dyson nel raggio di un chiloparsec. Cosa ne pensate?



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MessaggioInviato: 08/07/2013, 15:58 
Mi interessai alle sfere di dyson qualche anno fà, vi furono un paio di casi astronomici in cui si parlava di posibile sfera di dyson, anche se credo si potesse far riferimento in quel caso all'effetto che la sfera di dyson procura, e non che in effetti avessero prove che si trattasse di una sfera di dyson artificiale.

http://www.estropico.com/id129.htm#e__s ... _di_dyson_

Il tema è interessante anche se ha un baco logico a mio modo di vedere, ovvero:
Se tu specie evoluta, hai la possibilità di costruire una sfera che contiene una stella, con molta probabilità hai anche trovato un modo per estrarre l'energia più evoluta che costruire miliardi di km quadrati di pannelli solari.
Ma solo la mia opinione..

Saluti


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MessaggioInviato: 09/07/2013, 10:41 
Lo scienziato il argomento ritiene che le sfere di Dyson dovrebbero emettere nell'infrarosso. Io credo che una civiltà avanzata potrebbe trovare rimedi più efficienti per ottenere energia. Parlo di reattori ad annichilimento, microsingolarità ed energia del punto zero. Comunque non possiamo entrare nelle mente di eventuali civiltà aliene.
Superza, ti ringrazio molto per il riferimento che studierò.



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MessaggioInviato: 09/07/2013, 12:08 
Cita:
marino ha scritto:

Lo scienziato il argomento ritiene che le sfere di Dyson dovrebbero emettere nell'infrarosso.

Non ho letto l'articolo dello scienziato ma qualcosa non mi torna, visto che Kepler a quanto mi ricordo ha solamente sensori CCD ottici e non a infrarossi, boh magari qualche altro strumento tipo il WISE sarebbe probabilmente più indicato per questo studio...
Saluti


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MessaggioInviato: 10/07/2013, 10:43 
Hai ragione. L'ho letto inizialmente su Airone.Infatti sto approfondendo anch'io perchè la questione non quadra. Comunque confermo la ricerca nell'IR. Forse utilizza Kepler in modo sinergico per i rilievi indiziari con le tecniche offerte dalla sonda per poi approfondire con altri sistemi nell'IR..



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MessaggioInviato: 10/07/2013, 15:02 
Ti confermo. Da quello che ho capito, Kepler, con la tecnica fotometrica dei transiti, dovrebbe rilevare la presenza della massa di un'ipotetica sfera di Dyson, con un raggio da un decimo di U.A. nel caso di piccole stelle rosse a una U.A. nel caso di stelle gialle come la nostra. In seguito, la ricerca proseguirebbe con altri dispositivi, che sondano nell'infrarosso.



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MessaggioInviato: 10/07/2013, 15:09 
Ho letto il link che mi hai riportato e mi hanno colpito molto i rilevamenti del 1980, 1984 e 1987. Affascinante anche lo studio relativo alle sfere di Dyson sommerse. Ritengo che una civiltà stellare molto avanzata nella seconda tipologia, potrebbe intervenire per quanto concerne il modificare la chimica di una stella. Grazie di nuovo.


Ultima modifica di marino il 10/07/2013, 15:09, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 11/07/2013, 16:35 
Escludendo il terzo caso, che parrebbero stelle, gli altri due potrebbero riservare ancora sorprese, penso.



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MessaggioInviato: 16/09/2013, 08:20 
http://www.antikitera.net/news.asp?ID=12719

L'affascinante teoria delle "Sfere di Dyson" e le implicazioni nella ricerca di civiltà aliene

Clicca per ingrandireClicca per ingrandiretempo di lettura previsto 4 min. circa
Freeman Dyson propose la possibilità di costruire una sorta di "guscio" attorno ad una stella per catturare gran parte della sua energia. Strutture tecnologiche del genere potrebbero indicare l'impronta di una civiltà extraterrestre.Quando alziamo lo sguardo verso l'immenso blu scuro che dell'universo che sovrasta la volta celeste, contemplando l'immensità e le miriadi di stelle che formano la Via Lattea, viene quasi spontaneo chiedersi quante possibili civiltà extraterrestri ci siano là fuori.
Il problema è determinato proprio dall'incredibile numero di astri che popolano la nostra galassia e cercare di individuare una possibile civiltà aliena - o che loro stiano cercando in qualche modo di comunicare con noi - equivale alla ricerca del proverbiale ago nel pagliaio, come piace dire agli scienziati del SETI.

Per questo motivo, si è giunti alla conclusione che ha più senso cercare "qualcuno" che abiti nelle vicinanze del nostro sistema solare, piuttosto che dedicarsi all'ascolto o all'osservazione di stelle di sistemi planetari esistenti in altre galassie che, anche quando sono vicine, distano milioni di anni luce e ogni idea di comunicare con gli alieni è decisamente irrealizzabile.
Se riuscissimo a osservare mondi così lontani, potremmo sperare solo di trovare tracce archeologiche di civiltà intelligenti extraterrestri ormai estinte da milioni di anni.
Assodato che conviene dedicarsi alla ricerca nella nostra galassia, alcuni scienziati hanno suggerito che un metodo per scovare tracce di civiltà intelligenti nella Via Lattea potrebbe essere quello di individuare alcune "strutture" anomale, tanto anomale da non poter essere spiegate con i processi astronomici noti.
In altre parole, si tratterebbe di scovare delle strutture tecnologiche su mega-scala che potrebbero indicare l'impronta di una civiltà extraterrestre.
Nel 1964, l'astronomo sovietico Nikolaj Kardasev classificò le civiltà extraterrestri capaci di tali opere come di "tipo II". Civiltà del genere avrebbero capacità tecnologiche capaci di far impallidire i nostri più avanzati impianti di produzione di energia. Come? Catturando tutta l'energia prodotta dalla loro stella madre!
Nei primi anni del 1960, il fisico Freeman Dyson propose la possibilità di costruire una sorta di "guscio" attorno ad una stella per catturare gran parte della sua energia. Per costruire tale guscio sarebbe necessaria una quantità di materia almeno quanto la massa di Giove.
La megastruttura sarebbe composta da un sistema di satelliti orbitanti capaci di imbrigliare l'energia eolica per poi trasmetterla ad una stazione ricevente. Secondo Dyson, un opera del genere garantirebbe una lunga sopravvivenza ad una eventuale specie aliena, soddisfacendo ampiamente il crescente fabbisogno energetico di una civiltà tecnologica.
L'affascinante intuizione di Dyson parte dal presupposto che anche la nostra civiltà un giorno potrebbe realizzare strutture simili per far fronte alla crescente domanda di energia, sebbene non abbia mai descritto nel dettaglio come sia possibile realizzare un opera del genere.
Tuttavia, da allora sono stati proposti numerosi progetti per la costruzione di una struttura artificiale o una serie di strutture per imbrigliare l'energia di una stella. In alcuni casi, si è addirittura ipotizzato di richiudere una stella in un guscio solido di materia, ma questa è solo una delle varianti meno plausibili.
Fu proprio Dyson, prima di Kardashev, a intuire che la ricerca di prove dell'esistenza di strutture simili potrebbe portare alla individuazione di una civiltà intelligente extraterrestre. L'esistenza di un tale sistema costruito attorno ad una stella ne altererebbe la luce emessa, in quanto parte della luce sarebbe assorbita dai satelliti.
Se l'attenuazione dell'energia stellare fosse significativo, potrebbe essere un indizio dell'esistenza di una megastruttura tecnologica aliena. Il problema è che una stella avvolta in una nube di polvere cosmica sarebbe molto simile ad una sfera di Dyson. L'immagine della NASA catturata con il Wide-field Infrared Survey Explorer può essere un esempio.
L'oggetto rosso in alto a sinistra è una stella nella fase finale della sua vita avvolta nella polvere. Tuttavia, un sondaggio eseguito su 250 mila sorgenti celesti ad infrarossi, rivela che quasi 17 di queste potrebbero essere la firma di un'eventuale Sfera di Dyson, come spiega Richard Carringan del Fermilab.
E' verosimile che una super-civiltà aliena espanda la sua colonizzazione alle vicine stelle di tipo solare a partire dal sistema planetario di origine. Teoricamente, non bisognerebbe cercare troppo lontano dopo aver individuato una "Sfera di Dyson".
Carringan immagina un raggruppamento di stelle colonizzate da una civiltà di tipo II. Questo sarebbe rilevato come un anomalo vuoto scuro nel disco della galassia. Questi vuoti scuri sarebbero l'indizio di uno "sfruttamento" di alcune stelle.
Nelle sue riflessioni, Kardeschev ha ipotizzato anche l'esistenza di civiltà di tipo III, capaci di sfruttare l'energia di un'intera galassia. Ma ad oggi, manca qualsiasi prova oggettiva di uno sfruttamento tecnologico del genere, ed è quindi giusto affermare che le civiltà extraterrestri di tipo III o non esistono affatto, o almeno non ancora.
In verità, potrebbe anche essere che gli alieni semplicemente non abbiano nessuna motivazione a sviluppare sistemi del genere, o non ne siano capaci oppure abbiano problemi di bilancio!



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MessaggioInviato: 16/09/2013, 20:31 
Per aiutare chi eventualmente non avesse le idee chiare sul tema, posto uno stralcio dell' OP di 2di7 dal topic originale:


Cita:
2di7 ha scritto:

Freeman John Dyson è un matematico e fisico teorico britannico, famoso in tutto il mondo per la sua ricerca nel campo dei quanti.

Nel 1960, in un articolo pubblicato su Science dal titolo "Ricerca di sorgenti artificiali di radiazione infrarossa stellare",
Dyson ha teorizzato che una civiltà extraterrestre tecnologicamente avanzata potesse essere in grado di circondare la propria stella con strutture artificiali in grado di produrre energia in maniera estremamente efficiente.
Essendo infatti vicine alle radiazioni luminose e termiche emesse dalla stella, queste strutture potrebbero produrre elevate quantità di energia per un periodo virtualmente illimitato.

La sfera di Dyson, a livello pratico, potrebbe essere strutturata secondo diverse configurazioni:

Sciame di Dyson
Questo concetto di sfera di Dyson prevede uno sciame di satelliti artificiali che accumulano l'energia solare attraverso pannelli solari. Lo sciame orbita attorno alla stella, raccogliendone l'energia luminosa e trasferendola attraverso lo spazio tramite un sistema laser o a microonde estremamente potente. Il problema con questo sistema a sciame sarebbero le continue correzioni orbitali che ogni singolo satellite dovrebbe eseguire. Se anche lo sciame seguisse una formazione ad anello (Dyson ring) condividendo la stessa orbita, le perturbazioni gravitazionali generate dalla stella costringerebbero lo sciame a continue correzioni di rotta per poter mantenere l'orbita.

Bolla di Dyson
La bolla di Dyson è l'ampliamento del concetto di sciame di Dyson. Una nuvola di strutture indipendenti vengono posizionati nello spazio, ma non seguono un'orbita attorno alla stella-generatore. Ogni satellite sarebbe dotato di una vela solare o di un sistema in grado di bilanciare l'attrazione gravitazionale della stella.
Questo consentirebbe di poter cambiare la distanza tra i satelliti e la stella senza dover utilizzare grosse quantità di energia per poter uscire da un'orbita. Oltre al fatto che i materiali necessari per la costruzione di un sistema di satelliti di questo tipo non è paragonabile alle quantità necessarie per realizzare un guscio di Dyson: si calcola che la quantità di materiale necessaria per mettere in atto un progetto di questo tipo è pari alla massa dell'asteroide Pallas, un corpo roccioso del diametro di circa 550 km.

Guscio di Dyson
Contrariamente allo sciame di Dyson, il guscio è costituito da una struttura solida attorno alla stella che ne altera l'emissione energetica ed assorbe la quasi totalità della radiazione solare. Una struttura del genere comporterebbe la costruzione di un'enorme superficie, sfruttabile anche per costruire zone abitabili.
La creazione di un guscio di Dyson che circondasse il nostro Sole, ad esempio, con il raggio di 1 Unità Astronomica avrebbe una superficie 550 milioni di volte superiore a quella terrestre, intercettando un'energia tale da rappresentare 3.300.000.000.000 volte quella attualmente consumata dall'intero genere umano in un anno.
Costruire una struttura simile tuttavia comporterebbe dei problemi non indifferenti, per non dire enormi viste le tecnologie attuali. Per prima cosa, per una sfera del diametro ipotizzato non ci sono sufficienti materiali costruttivi in tutto il Sistema Solare per poterla realizzare. La sfera inoltre sarebbe suscettibile ai capricci di asteroidi, comete, meteore ed altri sassi spaziali.



A quanto umilmente ne sapevo l' ipotesi originale di Dyson trattava unicamente di una rete di satelliti intorno alla stella, mentre il guscio solido era un topos fantascientifico,

e infatti dopo che mi sono letto l' articolo postato da Dresda ho trovato conferma seppur parziale.

A scopo di precisazione quindi riporto:


Cita:
dresda99 ha scritto:



La megastruttura sarebbe composta da un sistema di satelliti orbitanti capaci di imbrigliare l'energia solare [e non eolica, mia correzione] per poi trasmetterla ad una stazione ricevente.

Secondo Dyson, un opera del genere garantirebbe una lunga sopravvivenza ad una eventuale specie aliena, soddisfacendo ampiamente il crescente fabbisogno energetico di una civiltà tecnologica.

Tuttavia, da allora sono stati proposti numerosi progetti per la costruzione di una struttura artificiale o una serie di strutture per imbrigliare l'energia di una stella.

In alcuni casi, si è addirittura ipotizzato di richiudere una stella in un guscio solido di materia, ma questa è solo una delle varianti meno plausibili.

Fonte: http://www.antikitera.net/news.asp?ID=12719



Cita:
marino ha scritto:

Da quello che ho capito, Kepler, con la tecnica fotometrica dei transiti, dovrebbe rilevare la presenza della massa di un'ipotetica sfera di Dyson, con un raggio da un decimo di U.A. nel caso di piccole stelle rosse a una U.A. nel caso di stelle gialle come la nostra. In seguito, la ricerca proseguirebbe con altri dispositivi, che sondano nell'infrarosso.



Quanto all' oggetto del topic, ovvero la ricerca di una siffatta struttura, che ritengo plausibilissima

(mi riferisco alla rete satellitare stellare ipotizzata da Dyson, non al "guscio")

riposto quanto già detto amaramente, con la stessa amarezza con tanto di interessi, nel topic suddetto:


Cita:
Aztlan ha scritto:

il metodo di ricerca è indifferente, se poi i risultati sono tenuti segreti....

Sono dell' idea che già il SETI abbia ricevuto il tanto atteso segnale parecchio tempo fa e probabilmente diverse volte, ma a quel che serve... se poi arriva l' ordine di tacere il tutto.



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MessaggioInviato: 16/09/2013, 20:52 
Nell'ipotesi del guscio che appare più che fantascientifica sarebbe impossibile rilevarla perchè se ingloba tutta l'energia e qindi la luce la stella apparirà nera, la si potrebbe individuare solo guardando eventuali corpi celesti orbitanti



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MessaggioInviato: 16/09/2013, 21:45 
Concordo pienamente.

Avrebbe invece molta più speranza, per entrambe le ragioni, la ricerca di un eventuale Sciame (rete satellitare) di Dyson.



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MessaggioInviato: 21/09/2013, 19:00 
Forse, e dico forse, parte dell'energia irradiata dalla stella potrebbe essere volutamente fatta passare attraverso lo spessore del guscio, per induzione, per poi essere opportunamente dispersa, nell'infrarosso, nel cosmo. Bisogna considerate che le leggi della termodinamica chiedono conto e che un rilascio programmato eviterebbe il surriscaldamento interno della struttura.


Ultima modifica di marino il 21/09/2013, 19:01, modificato 1 volta in totale.


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Cita:
MaxpoweR ha scritto:

Nell'ipotesi del guscio che appare più che fantascientifica sarebbe impossibile rilevarla perchè se ingloba tutta l'energia e qindi la luce la stella apparirà nera, la si potrebbe individuare solo guardando eventuali corpi celesti orbitanti


La si può osservare anche all'infrarosso:
i 2 casi che ho riportato sopra, in cui osservatori parlarono di possibili sfera di Dyson, se non erro a interpretare, eran proprio per osservazioni all'infrarosso di corpi più grossi di quanto avrebbero dovuto, quindi spiegabili ad esempio con una Dyson.

La si osserva all'infrarosso perché per quanto perfetti possano essere gli ipotetici pannelli "cattura energia solare" che abbiano efficienza del 100% non è fisicamente possibile, metti avessero un efficienza del 90% , si scalderebbero e quindi dovrebbero per forza irradiare qualcosa all'esterno della sfera


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Infatti coloro che vorrebbero ricercarle confiderebbero nell'emissione nell'infrarosso.



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