Terra come una 'zucca', prima mappa campo gravità
Inviato: 28/06/2010, 20:02
Dalle immagini dal satellite europeo Goc le prima mappa ad alta definizione del campo gravitazionale

Le immagini della Terra dal satellite europeo GOCE (Foto Esa)
La Terra non sferica, come finora l'abbiamo vista dallo spazio, ma simile a un "zucca", allungata e deformata da mille protuberanze: appare così nelle misure più precise del campo gravitazionale mai ottenute finora, primo risultato del satellite europeo Goce. I dati sono stati presentati oggi in Norvegia, a Bergen, nel primo convegno sul programma di osservazione della Terra "Living Planet" dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).
A poco più di un anno dal suo lancio, avvenuto nel marzo 2009, Goce (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), ha fornito i primi dati. Questi permetteranno di conoscere meglio la circolazione delle correnti oceaniche che trasportano in calore regolando il clima globale. Oggi sono stati presentati anche i risultati di altri due satelliti-sentinella del clima recentemente lanciati dall'Esa: Smos (Soil Moisture and Ocean Salinity), che misura la salinità degli oceani e aggiunge così nuove conoscenze sulla circolazione delle correnti, e Cryosat, la "missione dei ghiacci" lanciata nell'aprile scorso, che ha già fornito le primissime misure sulla banchisa di Antartide e Artico.
"Da Goce stiamo avendo buone informazioni su quelli che definiamo i 'punti cruciali' del sistema climatico", ha detto il responsabile scientifico della missione, Reiner Rummel, del dell'Università Tecnica di Monaco. E' appena l'inizio di quello che si attende dalla "fuoriserie dello spazio", come è stato definito da subito questo satellite all'avanguardia della tecnologia. "Questi dati riguardano infatti appena due mesi di misure", ha spiegato responsabile del programma Earth Explorers dell'Esa, Danilo Muzi. "Si colgono - ha aggiunto - delle differenze fra i valori noti in quelle regioni rispetto alle misure di Goce. Questo vale soprattutto per regioni come Amazzonia, Ande, Sahara, per le quali esistono poche rilevazioni fatte al suolo o basate su estrapolazioni".
Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 83281.html
La nuova mappa della gravità terrestre
L'ha realizzata un satellite dell'ESA. Servirà per decifrare il cambiamento climatico
La gravità sulla Terra non è sempre uguale in tutti i punti del globo. Detta così può sembrare un’affermazione che interessa soltanto pochi scienziati specialisti di geodesia. Invece la misura di questo dato è determinante anche per decifrare il cambiamento climatico. Adesso un satellite dell’agenzia spaziale europea Esa ha realizzato la più precisa mappa gravitazionale della Terra che mai i ricercatori siano riusciti a disegnare con strumenti tradizionali. La sua presentazione è avvenuta al congresso degli studiosi della materia riuniti a Bergen, in Norvegia, e organizzato nell’ambito del programma Living Planet dell’Esa.
IL PROGETTO GOCE - La mappa è frutto di un progetto ambizioso che mirava alla costruzione di un satellite, Goce, il quale volando a bassa quota poteva misurare ad alta risoluzione la forza gravitazionale. Questa non è sempre uguale perché dipende dalla concentrazione delle masse interne la cui distribuzione esatta ovviamente non si conosce. Ma far volare un satellite a bassa quota, come era necessario per l’obiettivo da raggiungere, è un azzardo perché viene frenato dalle particelle atmosferiche e quindi decade rapidamente. Così per far viaggiare Goce ad appena 254,9 chilometri di quota è stato dotato di un avanzatissimo motore ionico che con piccoli ma costanti impulsi neutralizza la resistenza all’avanzamento e garantisce la quota di volo. Il secondo ostacolo da superare è stata la costruzione dello strumento così sensibile da cogliere anche le minime variazioni della forza che ci tiene legati a terra. In questo modo i ricercatori sono riusciti a mettere insieme la forma più corretta del «geoide» che è appunto la forma della Terra secondo un’altezza di riferimento media riferita alla forza di gravità. Sia lo strumento che la costruzione del satellite è avvenuta in buona parte nelle camere bianche di Thales Alenia Space di Torino. «Questo risultato è molto prezioso – spiega il professor Reiner Rummel dell’Università di Monaco di Baviera che guida gli scienziati impegnati nella ricognizione – perché finalmente abbiamo una descrizione precisa di grandi aeree del nostro pianeta riguardanti il Sudamerica, l’Africa, Himalaya, il Sud Est dell’Asia e l’Antartide. Di queste zone si possedevano in alcuni casi povere descrizioni».
CAMBIAMENTO CLIMATICO -Ma scendendo nella pratica forse l’aspetto che più fa capire l’importanza di Goce lanciato in orbita nel 2009 è connesso al «climate change» perché i suoi dati sono essenziali per misurare la circolazione delle correnti oceaniche, le variazioni dei mari e la dinamica dei ghiacciai, cioè tutti elementi che entrano nel gioco dell’ancora complicato processo di cambiamento climatico. Le informazioni raccolte da Goce permettono la complilazione di modelli teorici essenziali per spiegare i mutamenti del pianeta sul quale viviamo. Esse sono poi integrate con altre fornite da vari satelliti riguardanti l’ambiente (dall’acqua, all’umidità dei suoli, all’atmosfera) che l’Esa ha lanciato proprio nell’ambito del programma Living Planet al fine di decifrare una realtà ambientale in gran parte da scoprire ma determinate per capire come affrontare i risolvere i problemi e la tutela del pianeta stesso.
Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnol ... aabe.shtml

Le immagini della Terra dal satellite europeo GOCE (Foto Esa)
La Terra non sferica, come finora l'abbiamo vista dallo spazio, ma simile a un "zucca", allungata e deformata da mille protuberanze: appare così nelle misure più precise del campo gravitazionale mai ottenute finora, primo risultato del satellite europeo Goce. I dati sono stati presentati oggi in Norvegia, a Bergen, nel primo convegno sul programma di osservazione della Terra "Living Planet" dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa).
A poco più di un anno dal suo lancio, avvenuto nel marzo 2009, Goce (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), ha fornito i primi dati. Questi permetteranno di conoscere meglio la circolazione delle correnti oceaniche che trasportano in calore regolando il clima globale. Oggi sono stati presentati anche i risultati di altri due satelliti-sentinella del clima recentemente lanciati dall'Esa: Smos (Soil Moisture and Ocean Salinity), che misura la salinità degli oceani e aggiunge così nuove conoscenze sulla circolazione delle correnti, e Cryosat, la "missione dei ghiacci" lanciata nell'aprile scorso, che ha già fornito le primissime misure sulla banchisa di Antartide e Artico.
"Da Goce stiamo avendo buone informazioni su quelli che definiamo i 'punti cruciali' del sistema climatico", ha detto il responsabile scientifico della missione, Reiner Rummel, del dell'Università Tecnica di Monaco. E' appena l'inizio di quello che si attende dalla "fuoriserie dello spazio", come è stato definito da subito questo satellite all'avanguardia della tecnologia. "Questi dati riguardano infatti appena due mesi di misure", ha spiegato responsabile del programma Earth Explorers dell'Esa, Danilo Muzi. "Si colgono - ha aggiunto - delle differenze fra i valori noti in quelle regioni rispetto alle misure di Goce. Questo vale soprattutto per regioni come Amazzonia, Ande, Sahara, per le quali esistono poche rilevazioni fatte al suolo o basate su estrapolazioni".
Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 83281.html
La nuova mappa della gravità terrestre
L'ha realizzata un satellite dell'ESA. Servirà per decifrare il cambiamento climatico
La gravità sulla Terra non è sempre uguale in tutti i punti del globo. Detta così può sembrare un’affermazione che interessa soltanto pochi scienziati specialisti di geodesia. Invece la misura di questo dato è determinante anche per decifrare il cambiamento climatico. Adesso un satellite dell’agenzia spaziale europea Esa ha realizzato la più precisa mappa gravitazionale della Terra che mai i ricercatori siano riusciti a disegnare con strumenti tradizionali. La sua presentazione è avvenuta al congresso degli studiosi della materia riuniti a Bergen, in Norvegia, e organizzato nell’ambito del programma Living Planet dell’Esa.
IL PROGETTO GOCE - La mappa è frutto di un progetto ambizioso che mirava alla costruzione di un satellite, Goce, il quale volando a bassa quota poteva misurare ad alta risoluzione la forza gravitazionale. Questa non è sempre uguale perché dipende dalla concentrazione delle masse interne la cui distribuzione esatta ovviamente non si conosce. Ma far volare un satellite a bassa quota, come era necessario per l’obiettivo da raggiungere, è un azzardo perché viene frenato dalle particelle atmosferiche e quindi decade rapidamente. Così per far viaggiare Goce ad appena 254,9 chilometri di quota è stato dotato di un avanzatissimo motore ionico che con piccoli ma costanti impulsi neutralizza la resistenza all’avanzamento e garantisce la quota di volo. Il secondo ostacolo da superare è stata la costruzione dello strumento così sensibile da cogliere anche le minime variazioni della forza che ci tiene legati a terra. In questo modo i ricercatori sono riusciti a mettere insieme la forma più corretta del «geoide» che è appunto la forma della Terra secondo un’altezza di riferimento media riferita alla forza di gravità. Sia lo strumento che la costruzione del satellite è avvenuta in buona parte nelle camere bianche di Thales Alenia Space di Torino. «Questo risultato è molto prezioso – spiega il professor Reiner Rummel dell’Università di Monaco di Baviera che guida gli scienziati impegnati nella ricognizione – perché finalmente abbiamo una descrizione precisa di grandi aeree del nostro pianeta riguardanti il Sudamerica, l’Africa, Himalaya, il Sud Est dell’Asia e l’Antartide. Di queste zone si possedevano in alcuni casi povere descrizioni».
CAMBIAMENTO CLIMATICO -Ma scendendo nella pratica forse l’aspetto che più fa capire l’importanza di Goce lanciato in orbita nel 2009 è connesso al «climate change» perché i suoi dati sono essenziali per misurare la circolazione delle correnti oceaniche, le variazioni dei mari e la dinamica dei ghiacciai, cioè tutti elementi che entrano nel gioco dell’ancora complicato processo di cambiamento climatico. Le informazioni raccolte da Goce permettono la complilazione di modelli teorici essenziali per spiegare i mutamenti del pianeta sul quale viviamo. Esse sono poi integrate con altre fornite da vari satelliti riguardanti l’ambiente (dall’acqua, all’umidità dei suoli, all’atmosfera) che l’Esa ha lanciato proprio nell’ambito del programma Living Planet al fine di decifrare una realtà ambientale in gran parte da scoprire ma determinate per capire come affrontare i risolvere i problemi e la tutela del pianeta stesso.
Fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnol ... aabe.shtml

