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 Oggetto del messaggio: IL CANCRO AL PANCREAS
MessaggioInviato: 06/05/2026, 08:58 
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RITIRATA LA CURA SUL TUMORE AL PANCREAS:

LA VIGLIACCATA DI UN SISTEMA CHE CI VUOLE MALATI E REDDITIZI




https://it.wikipedia.org/wiki/Mariano_Barbacid


Non è un complotto. Non è una teoria letta sui social. È la nuda, cruda e feroce verità dei fatti, certificata dai vertici della scienza mondiale: la ricerca sulla cura per il tumore al pancreas è stata ufficialmente ritirata.


La prestigiosa rivista americana PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) ha cancellato con un colpo di spugna lo studio rivoluzionario guidato da Mariano Barbacid, uno dei massimi esponenti della biochimica europea. Uno studio che aveva dimostrato risultati clamorosi: la regressione completa, totale e permanente dell'adenocarcinoma duttale pancreatico (il più letale dei tumori) nei topi, senza alcuna recidiva per oltre 200 giorni.


Una luce nel buio più totale. Una speranza così forte che la gente comune, il popolo, si era mobilitata donando oltre tre milioni e mezzo di euro per finanziare questa ricerca pubblica al Centro Nazionale Spagnolo per le Ricerche Oncologiche (Cnio). Soldi veri. Sudore, lacrime e disperazione investiti per strappare i propri cari alla morte.


E poi?

Poi il sistema ti sputa in faccia.

Lo studio è stato ritirato.

E la motivazione è uno schiaffo alla dignità umana: non l'hanno cancellato perché la cura non funzionava, ma per un banale, sporco conflitto di interessi finanziari.

Barbacid e le sue collaboratrici non avevano dichiarato di essere i fondatori e di avere interessi economici diretti nella Vega Oncotargets, una società privata creata appositamente per brevettare e trasformare quella scoperta in futuri farmaci.

Ecco la vigliaccata. Ecco la verità che fa ribollire il sangue.

La cura sul cancro è di loro proprietà. È un asset aziendale, una quota azionaria, un brevetto da cui spremere miliardi. La ricerca pubblica, pagata con le donazioni dei cittadini, fa da incubatrice; ma appena si trova la soluzione, subentra la società privata per blindarla e quotarla in borsa.

In questo cortocircuito vomitevole, il business si sostituisce brutalmente alla salute. L'obiettivo delle multinazionali non è guarirci definitivamente. Un malato che guarisce è un cliente perso. Un malato cronico, costretto a comprare farmaci palliativi costosissimi che allungano semplicemente l'agonia, è invece una miniera d'oro inesauribile per i bilanci di Big Pharma.

È la stessa, identica logica di potere che ha distrutto Luigi Di Bella.

Al di là di come la si pensi clinicamente, la storia del professor Di Bella ha squarciato il velo sul modus operandi di questo sistema. Quando un medico prova a proporre una strada alternativa, economica, non brevettabile dai colossi del farmaco e fuori dal controllo delle grandi lobby, viene annientato. Fango, isolamento, burocrazia usata come clava. Se la cura non garantisce i margini di profitto decisi nei consigli di amministrazione, quella cura non deve esistere.

Ci stanno uccidendo con la finanza. Il ritiro dello studio di Barbacid è la prova inconfutabile che la nostra vita, per loro, è solo una voce a bilancio. E finché accetteremo che la salute pubblica sia sottomessa alla dittatura delle società per azioni, saremo solo carne da macello in un mercato in cui la vera "malattia" è l'avidità di chi lucra sulla nostra disperazione.




IL MALATO PERFETTO



Il sistema non vuole il morto.
Il morto non paga. Vuole il malato perfetto:
abbastanza stabile da continuare le terapie,
abbastanza fragile da non uscirne,
abbastanza spaventato da non fare domande.
È lì che il meccanismo funziona alla perfezione.
Silenzioso.
Legale.
Impeccabile.



NON È FANTASIA. È IL MONDO IN CUI VIVI

Ogni volta che una terapia costa cifre indecenti, ogni volta che una cura arriva dopo anni mentre i brevetti corrono, ogni volta che la prevenzione resta l’ultima voce di bilancio…
Stai guardando il sistema in funzione.
E il sistema non urla.
Fattura.


NON È ODIO. È LUCIDITÀ

Puoi continuare a raccontarti che è tutto normale.
Oppure puoi guardare in faccia la realtà:
la salute è stata privatizzata, industrializzata, monetizzata. E quando la vita entra nel mercato, non è più sacra.

È negoziabile.

E nel momento in cui diventa negoziabile…
qualcuno, da qualche parte, sta già decidendo quanto vali.


La sanità non può in alcun modo essere ridotta a un business spietato, dove il nostro sangue diventa la linfa per i dividendi degli azionisti. Non possiamo continuare a elemosinare la sopravvivenza o a comprare frammenti di vita a caro prezzo da chi monetizza il nostro dolore. La cura e l'esistenza non sono merci da mettere all'asta, ma valori sacri e intoccabili che nessuno deve osare brevettare.

Prima che la legge del profitto ci condanni tutti a morte, dobbiamo abbattere questo sistema e urlarlo a gran voce: la sanità deve tornare a essere, oggi e per sempre, un diritto inalienabile e universale.

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DA FB

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MAURO , TUTTI I DETTAGLI DEL CASO !






zio ot [:305]



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