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MessaggioInviato: 12/05/2026, 12:53 
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TRUMP 2026




IA

Il dato dei 30 milioni/ora:


Un'analisi riportata da The Guardian e altri media (come riportato da Quote Business e Fortune) indica che le prime 100 aziende del settore hanno incassato queste cifre astronomiche soprattutto durante il primo mese di picco dei prezzi, con il barile sopra i 100 dollari.Extra-profitti (Windfall Profits): Si tratta di guadagni definiti come "straordinari" o "non guadagnati" (windfall profits), ovvero profitti che eccedono le normali aspettative aziendali a causa di shock esterni.


Proiezioni 2026: Se i prezzi del greggio dovessero mantenersi stabili su livelli elevati (intorno ai 100 dollari al barile), le analisi citate da News9 e The Guardian suggeriscono che i profitti extra totali per l'anno 2026 potrebbero accumularsi fino a 234 miliardi di dollari.Principali beneficiari: Tra le aziende che trainano questi risultati, le analisi menzionano Saudi Aramco, Gazprom, ExxonMobil, Chevron e le major europee.


Contesto economico: Questi profitti avvengono in un contesto in cui i consumatori affrontano costi elevati del carburante e dell'energia, alimentando il dibattito politico sulla tassazione degli extra-profitti (windfall taxes).Le stime fornite sono basate su analisi di ONG e testate internazionali che elaborano dati di settore, ad esempio Rystad Energy.



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https://lavocedinewyork.com/news/econom ... n-un-anno/




Forbes: il patrimonio di Trump

quasi triplicato da quando è presidente





La ricchezza del presidente-tycoon passa da 2,3 a 6,6 miliardi di dollari, trainata da crypto e asset digitali



Al 2 gennaio 2026, poco meno di un anno dal ritorno alla Casa Bianca, il patrimonio personale del presidente è infatti stimato da Forbes in 6,6 miliardi di dollari, contro i 2,3 miliardi del 2024 e i 5,1 miliardi del 2025 – che gli vale oggi il 581° posto nella classifica globale dei paperoni globali.

Il dato è notevole soprattutto perché arriva in un momento difficile per il suo tradizionale terreno di gioco, ossia il mercato immobiliare. I tassi d’interesse lasciati alti dalla Fed (nonostante gli strali di Trump affinché il presidente della banca centrale Jerome Powell li abbassi), lo svuotamento degli uffici e la crisi del commercio fisico hanno rallentato rendimenti e valutazioni. Eppure l’impero Trump, che include alberghi, campi da golf, residenze di lusso, una cantina vinicola e persino un Boeing 757 del 1991 ribattezzato Trump Force One, non solo ha retto, ma ha accelerato.

Il motore di tutto è stato la finanza digitale. Nel 2025, per la prima volta nella storia americana, il pubblico retail ha potuto investire direttamente sul presidente in carica, come se fosse un titolo quotato. I due strumenti principali sono stati le azioni di Trump Media & Technology Group (ticker DJT) e la criptovaluta Official TRUMP, una memecoin lanciata a gennaio.

Per gli investitori comuni, però, l’operazione si è rivelata tutt’altro che redditizia. Dal giorno precedente all’insediamento di Trump alla fine del 2025, il titolo Trump Media ha perso il 67% del suo valore. Nello stesso arco di tempo, il settore di riferimento ha fatto molto meglio: l’ETF Global X Social Media è salito del 27%, mentre il Nasdaq ha guadagnato il 18%.

Ancora più ripida la parabola della memecoin presidenziale. Dopo un’esplosione iniziale a metà gennaio, Official TRUMP ha invertito bruscamente la rotta ed è oggi in calo dell’89%. Per confronto, dogecoin ha perso il 67%, mentre l’intero mercato delle criptovalute ha limitato la flessione al 16%.

Tradotto in dollari (come ha fatto Axios): 1.000 dollari investiti su Trump il 19 gennaio oggi valgono rispettivamente 331 (Trump Media) e 114 dollari (criptovaluta Official TRUMP). Al contrario, la stessa cifra sarebbe incrementata a 1.184 dollari scegliendo il Nasdaq oppure 1.272 dollari l’ETF sulle principali aziende di social networking. Oppure 842 dollari seguendo il mercato delle criptovalute o 327 con dogecoin.

Com’è possibile allora che Trump si sia arricchito pur essendo il valore delle sue creature in perdita? Presto detto: il presidente non ha comprato titoli come un azionista qualunque, ma ha trasformato il proprio nome (e la carica presidenziale) in asset finanziari, ottenendo quote di controllo a costo quasi nullo. Quindi, anche dopo forti crolli di prezzo, quelle partecipazioni restano valutate miliardi “su carta” e vengono contabilizzate nel patrimonio stimato da Forbes. Diverso il discorso per chi ha acquistato a mercato, che ci ha rimesso finora tanti soldi propri.

La Casa Bianca e la Trump Organization non hanno commentato. Forbes stima che il patrimonio del presidente sia esploso proprio grazie agli asset digitali. Quello del suo primogenito, Donald Trump Jr., sarebbe addirittura cresciuto di sei volte nel solo 2025. E a fine anno Trump Media ha annunciato l’arrivo di un nuovo token crypto riservato agli azionisti.

Certo, le avvertenze restano. Il titolo DJT ha chiuso l’anno con un rimbalzo dopo un accordo che punta sull’energia da fusione nucleare. E la memecoin TRUMP ha già dimostrato di poter risalire rapidamente dopo i crolli.

Fabio Cupolo Carrara




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DICEVA IL SAGGIO : SEGUIRE I SOLDI ...



i giornalisti dicono che sia tonto , irresponsabile , da internare ....

di sic Trump li sta prendeno tutti per il c u lo ...



zio ot [:305]



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ORZO BIMBO

https://it.euronews.com/my-europe/2026/ ... ro-il-2026





https://it.wikipedia.org/wiki/RS-28_Sarmat



Putin accelera sul super missile nucleare Sarmat:

operativo entro il 2026



Di Stefania De Michele

Pubblicato il 13/05/2026 - 15:51




Il Cremlino celebra il successo del nuovo test del missile intercontinentale Sarmat. Putin annuncia l’entrata in servizio entro il 2026, mentre Peskov parla di “evento cruciale” per la sicurezza russa
"Entro la fine del 2026 entrerà in servizio operativo il missile più potente al mondo". Ci mette enfasi i presidente russo Vladimir Putin quando promuove il missile balistico intercontinentale RS-28 Sarmat. L'arma - considerata da Mosca uno dei pilastri della deterrenza nucleare russa dei prossimi decenni - ha passato con successo l'ultimo test.


A rafforzare il messaggio politico è intervenuto anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha definito il test “un evento molto importante per la Russia e per la sua sicurezza per molti anni a venire”. Le dichiarazioni sono arrivate dopo l’incontro tra Putin e il comandante delle forze missilistiche strategiche russe, il generale Serghei Karakayev, che ha illustrato al presidente i risultati del lancio sperimentale effettuato nei giorni scorsi.

Secondo quanto riferito dalle autorità russe, il Sarmat sarebbe in grado di trasportare oltre dieci testate nucleari indipendenti e di colpire bersagli a lunghissima distanza, anche seguendo traiettorie suborbitali considerate più difficili da intercettare dai sistemi di difesa occidentali.

Putin ha sostenuto che il missile possa superare qualsiasi scudo antimissile esistente o futuro, parlando di una capacità distruttiva superiore a quella dei sistemi occidentali equivalenti.





L’annuncio segna anche il ritorno sulla scena di un programma militare che negli ultimi anni aveva subito pesanti rallentamenti. Putin aveva già anticipato nel 2023 l’imminente entrata in servizio del Sarmat, ma una serie di test falliti nel 2024 aveva costretto Mosca a rinviare più volte il dispiegamento operativo. Alcune ricostruzioni internazionali avevano persino parlato di gravi incidenti durante le prove, con danni alle infrastrutture di lancio nel cosmodromo di Plesetsk.

Il nuovo test riuscito viene ora presentato dal Cremlino come la dimostrazione che il programma strategico russo ha superato le difficoltà tecniche e industriali emerse negli ultimi anni, nonostante le sanzioni occidentali e la pressione economica legata alla guerra in Ucraina. Analisti vicini agli ambienti della difesa russa sostengono che il Sarmat rappresenti non solo uno strumento militare, ma anche un potente mezzo di pressione psicologica e geopolitica.

Sul piano diplomatico, Mosca ha precisato di aver notificato preventivamente il lancio agli Stati Uniti e agli altri Paesi interessati attraverso i canali previsti dai protocolli internazionali di riduzione del rischio nucleare. Peskov ha sottolineato che, almeno finora, da Washington non sarebbe arrivata alcuna risposta ufficiale sul test.

Parallelamente, il ministero della Difesa russo continua a lavorare al dispiegamento dei primi sistemi di serie. Secondo il piano illustrato dal Cremlino, il primo reggimento equipaggiato con il Sarmat dovrebbe entrare in servizio di combattimento entro la fine del prossimo anno, rafforzando ulteriormente la componente nucleare strategica della Federazione Russa.



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