ORSOGRIGIO ha scritto:
bleffort ha scritto:
ORSOGRIGIO ha scritto:
Scusa Bleff, ma è una battuta, la tua, oppure senza autonomia cosa sarebbe successo??
Non è una domanda polemica, ma solo per conoscenza.
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Accidenti devo sempre ripetermi!.
L'Autonomia è stata data per evitare che noi Siciliani continuassimo a combattere per l'Indipendenza,purtroppo tante vicende scomode vengono nascoste dallo Stato Italiano.
Come vedi anche se qualcosa l'ho scritto su "l'Autonomia Siciliana" tanti neanche la leggono,ho magari informati sui Portali Web Siciliani.
![Tranquillo e sicuro [:305]](./images/smilies/UF/tranquillo_e_sicuro.gif)
Io volevo da te che sei una fonte autorevole, la versione "vera".
Grazie.
Allora se siamo tutti uguali, in itaGlia, sarà meglio che anche noi cominciamo a combattere per l'indipendenza, o no??
O noi, non ne abbiamo diritto??
E dobbiamo rimanere sempre destinati alla sala mungitura???
I privilegiati siete stati sempre voi ,ora che vi manca il terreno sotto i piedi dite che la colpa è nostra!.
Leggi e te ne renderai conto:
L’AUTONOMIA SICILIANA DAL 1946 AD OGGI.
12 febbraio 2008 - 17:07
Come tutti sanno, la Sicilia è diventata “Regione a statuto speciale” il 15 maggio 1946, in altre parole quando l’Italia era ancora un Regno, e non una Repubblica; e il suo decreto istituzionale non fu firmato da un Presidente della Repubblica, bensì dal principe Umberto di Savoia, Luogotenente del Regno d’Italia per il padre Vittorio Emanuele III.
Questa priorità storica della “Regione Siciliana” è dimostrata proprio dalla sua denominazione, che adoperava l’aggettivo “Siciliana”, mentre tutte le altre regioni italiane vengono contrassegnate dal proprio sostantivo, per questo abbiamo la “Regione Lazio”, la “Regione Puglia”, e così via. Il decreto-legge relativo, approvato il 15 maggio 1946 con la legge n. 455, fu pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana” del 10. giugno 1946; e risulta composto da 41 articoli, di cui, purtroppo, i più importanti e i più determinanti, o non sono stati mai applicati, oppure sono caduti nel dimenticatoio, dopo una temporanea applicazione.
È stupefacente costatare come lo Statuto Regionale Siciliano sia stato progressivamente svuotato di valore e di significato, proprio nelle sue principali prerogative. Infatti:
1) L’art. 25 prescriveva che, in Sicilia, fossero abolite le province con i loro organi amministrativi; e che al loro posto fossero istituiti i “Liberi Consorzi di Comuni”. Questo articolo non è stato mai applicato e tutto è rimasto come prima.
2) L’art. 21 disponeva che il Presidente della RS partecipa con rango di Ministro al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la RS. Questo articolo non è stato mai applicato e quando recentemente il Presidente Giuseppe Provengano tentò di farlo valere, gli furono letteralmente chiuse le porte in faccia.
3) L’art. 24 prevede l’intervento giuridico di una Alta Corte di Giustizia, per decidere della costituzionalità delle leggi riguardanti la Sicilia ed emanate tanto dallo Stato, quanto dalla Regione stessa. Questa Alta Corte fu Costituita e funzionò per qualche tempo, ma poi scomparve senza lasciare traccia.
4) L’art. 31 disponeva che il Presidente della Regione Siciliana fosse il “Capo della Polizia di Stato nell’ambito della Regione”, con il diritto di decidere la rimozione dei funzionari di polizia in S o il loro trasferimento fuori della S, ma questo articolo non è stato mai applicato,
5) L’art. 38 dispone che lo Stato “verserà annualmente alla Regione Siciliana, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi in lavori pubblici. Questo articolo funzionò per qualche tempo; poi, non se ne è saputo più nulla.
6) L’art. 40 dispone l’istituzione per il Banco di Sicilia di Palermo, di una “Cassa di Compensazione”, allo scopo di destinare ai bisogni della Regione Siciliana le valute estere, provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dal ricavo dei noli di navi iscritte bei compartimenti siciliani. Questo articolo non è stato mai applicato. Come si vede, nessuno degli articoli, veramente determinante per lo sviluppo e per la vita stessa della RS risulta oggi applicato e lo Statuto Regionale risulta quindi svuotato di reale efficacia, degradandosi ad inutile e derisorio “pezzo di carta”.
Ma c’è di più. Nel suo oltre mezzo secolo di vita, dal 1946 ad oggi; la “Regione Siciliana a statuto speciale” non è riuscita:
- A completare l’autostrada A 20 (Palermo Messina), che da oltre trent’anni è interrotta nel notevole tratto che va da Sant’Agata di Militello (Messina) a Cefalù (Palermo), con gravi disagi per il turismo e per i trasporti.
- A far funzionare il “Casinò di Taormina”, autentico polmone per il turismo e per l’economia siciliana, che è stato chiuso “per ragioni morali, dato che si trattava di gioco d’azzardo”, mentre in Italia funzionano allegramente ben cinque Casinò: due a Venezia ed uno ciascuno a San remo, a Saint Vincent e a Campione d’Italia.
- A garantire l’attività autonoma degli istituti bancari siciliani, che sono stati tutti accorpati, e cioè assorbiti da istituti bancari del Nord (anche piccole banche locali, anche la Banca del Monte S. Agata” di Catania, o la “Cassa di San Giacomo” di Caltagirone, o la “Banca Santa Venera” di Acireale, sono diventate tutte filiali del “Credito Valtellinese”. (Se fosse avvenuto il contrario, ci potete scommettere che si sarebbe parlato di “mafia”.)
- Ad assicurare alla Sicilia, che produce e raffina il 70 percento della benzina italiana, i privilegi fiscali di cui, in questo campo, gode la Val d’Aosta, che di petrolio non ne produce, né ne raffina nemmeno una goccia e lascia volentieri l’inquinamento alla Sicilia.
- A creare una “coscienza regionale” in Sicilia, perché la Sicilia è l’unica regione “a statuto speciale” a non avere nelle sue scuole elementari e medie un insegnamento di “Cultura Regionale “ e vale a dire storia, economia, geografia, letteratura e folklore regionali, che invece esiste, e dal 1958, dalla terza elementare alla terza media nelle altre quattro regioni “a statuto speciale”, e cioè in Sardegna, in Val d’Aosta, in Trentino-Alto Adige e in Friuli-Venezia Giulia.(…) Da quanto ho sopra specificamente documentato, è sorta in me la convinzione che la Sicilia non è affatto una regione, ma soltanto una colonia d’Italia e sarò lieto di essere smentito.
Santi
Correntihttp://archivio.siciliainformaz ... 6-ad-oggi/Direttore Onorario dell’Istituto Siciliano
Di Cultura Regionale – Catania