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MessaggioInviato: 20/01/2011, 18:41 
Vi rivolgo subito una preghiera. Non vorrei cominciare una guerra su Malanga si/Malanga no [:I] Che io lo apprezzi in toto è un dato di fatto visti i miei precedenti post a favore del prof, ma c'è una cosa che mi gira in testa e mi piacerebbe avere una risposta da chi come me, lo segue, e non per sparargli alla schiena [8D]
Uno degli ultimi argomenti da lui trattato è come sia possibile in ipnosi o con la flash far rimuovere una qualsiasi cosa dal corpo fisico tramite Anima.
La mia domanda nasce da appassionato di quantistica, paradossi, e roba brutta affine.
Se io "convinco" Anima a sradicare un parassita, un chip, un brutto male secondo la "teoria" (o "prova" a questo punto, visti i risultati di chi c'e' passato) che se una cosa non esiste nel passato, non puoi averla nel presente...
come posso averne memoria? Come posso ricordare un chip che ho eliminato nel passato se in verità, dopo "l'operazione", non v'è un passato "vissuto" per poterne avere traccia nel presente?
Credo che per dare una risposta serva conoscere Bohm, meccanica quantistica, Malanga, Ipnosi, e via dicendo [:p] Vi ripeto, non vorrei un polverone perchè non è la volontà di questo thread.
E giusto per sdramatizzare, ma non posso dire ad Anima che ero magro, così non devo fare la dieta? [:D]
Denghiu.



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MessaggioInviato: 20/01/2011, 23:46 
Intervengo volentieri perché a Corrado Malanga, tutto sommato, devo qualcosa.

Ti dico subito che non condivido minimamente la sua ipotesi fisica in tema di presenze aliene. Sono assai più vicino all'ipotesi parafisica alla quale, tuttavia, ho apportato più di una modifica.

In ogni caso, ho seguito il lavoro di Malanga per circa due anni (dal 2007 al 2009) dopodiché ho smesso di leggerlo perché, a mio modo di vedere, era finito dentro un buco dal quale ancora non è uscito. Detto questo, veniamo al topic.

All'interno del corredo dimensionale che sta alla base di quest'universo, il tempo è la dimensione più labile, quella più facile da 'modificare'. Credo che ciascuno di noi abbia sperimentato più di una volta nella vita contrazioni e/o dilatazioni temporali, anche minime. Vissuti che, peraltro, entrano anche nei luoghi comuni quali "il tempo è volato" o "il tempo sembrava non passare mai".

Ecco, questo potrebbe sembrare un banale gioco percettivo di natura esclusivamente soggettiva (nel senso "sì, il tempo è volato ma solo per te perché per un altro è decorso in modo del tutto normale"). Tuttavia, chiunque abbia una visione non ingenua della propria percezione credo possa testimoniare di avere vissuto, anche in modo eclatante, esperienze che involgono modifiche anche drammatiche della dimensione temporale.

Certamente gli addotti per i quali il missing time è quasi una regola. Accanto a questi, praticanti yoga, mistici naturali e sperimentatori d’ogni tipo che, grazie a tecniche o droghe specifiche, hanno portato il loro stato percettivo ad un livello diverso da quello comunemente accettato come ‘normale’.

Sono in molti fra questi soggetti a riferire che, oltre un certo livello d’alterazione percettiva, il tempo cessa d’esistere.

Penso che questo sia semplicemente vero e, a motivo di ciò, ritengo la tua domanda mal posta. Non fraintendermi, non intendo entrare nel merito della questione se anima può o meno fare certe cose. Questione inaffrontabile, secondo me, se prima non ci mettiamo d’accordo su cosa sia e cosa non sia anima e, più in generale, sulla quadri-partizione teorizzata da Corrado.

M’interessa solo la questione legata al tempo inteso come dimensione elastica e facilmente modificabile. In sostanza e per come la vedo io, l’unico modo per prescindere dalla dimensione tempo è trascenderla, ossia cambiare il proprio stato percettivo. A questo proposito e in caso di soggetti particolarmente dotati, credo che il c.d. simbad sia strumento certamente capace di portare il singolo ad un livello percettivo nel quale il tempo scompare e, quindi, di operare in un ‘qui e ora’ che ricomprende in sé passato, presente e futuro.

Il fatto è che bisogna prima arrivarci a quel livello. Non solo, una volta giunti lì non è affatto detto che Tizio e Caio si comportino nel medesimo modo e/o siano capaci delle stesse imprese. Diciamo che il tutto si gioca su ciò che in stregoneria si chiama ‘potere personale’.

E così Tizio non avrà alcun problema di memoria limitandosi a vivere il qui ed ora e a modificarlo di conseguenza. Caio, viceversa, potrebbe non farcela. Il punto è che quando Tizio ‘torna’, il tempo torna a svolgersi e, a quel punto, sarà la stessa mente a posizionare i singoli eventi sulla linea temporale nel modo più accettabile per se stessa.

Quel che voglio significare è che non è possibile considerare la questione che poni dal punto di vista di una persona in stato di percezione definita normale. E’ anzitutto necessario uscire da tale stato, ma non basta. Bisogna farlo in modo tale da riuscire a trascendere la dimensione temporale come ho descritto sopra.


Ultima modifica di eSQueL il 21/01/2011, 00:03, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 21/01/2011, 02:07 
Cita:
eSQueL ha scritto:

Intervengo volentieri perché a Corrado Malanga, tutto sommato,

M’interessa solo la questione legata al tempo inteso come dimensione elastica e facilmente modificabile. In sostanza e per come la vedo io, l’unico modo per prescindere dalla dimensione tempo è trascenderla, ossia cambiare il proprio stato percettivo. A questo proposito e in caso di soggetti particolarmente dotati, credo che il c.d. simbad sia strumento certamente capace di portare il singolo ad un livello percettivo nel quale il tempo scompare e, quindi, di operare in un ‘qui e ora’ che ricomprende in sé passato, presente e futuro.

Il fatto è che bisogna prima arrivarci a quel livello. Non solo, una volta giunti lì non è affatto detto che Tizio e Caio si comportino nel medesimo modo e/o siano capaci delle stesse imprese. Diciamo che il tutto si gioca su ciò che in stregoneria si chiama ‘potere personale’.

E così Tizio non avrà alcun problema di memoria limitandosi a vivere il qui ed ora e a modificarlo di conseguenza. Caio, viceversa, potrebbe non farcela. Il punto è che quando Tizio ‘torna’, il tempo torna a svolgersi e, a quel punto, sarà la stessa mente a posizionare i singoli eventi sulla linea temporale nel modo più accettabile per se stessa.

Quel che voglio significare è che non è possibile considerare la questione che poni dal punto di vista di una persona in stato di percezione definita normale. E’ anzitutto necessario uscire da tale stato, ma non basta. Bisogna farlo in modo tale da riuscire a trascendere la dimensione temporale come ho descritto sopra.



Premettendo che in passato ho provato il simbad canonico(studio televisivo etc)senza particolari risultati,E che ora,grazie a qualche dritta passatami dalla sempre gentile Bliss,sto ottenendo i primi risultati(sono quindi ben lungi dal padroneggiare questa tecnica),leggendo quello che scrivi mi ci ritrovo in parte.Ovvero...
Quando entri nella "dimensione della tua stanza"il tempo assume una rilevanza del tutto differente dalla normalità,essendo comunque un prodotto della mia mente,di fondo c'è sempre la consapevolezza "di avere un piede nel presente",ma serve come ancora di tranquillità....all'interno della mia stanza in quel momento(non quantificabile in tempo "normale" finchè sei nella tua bolla)posso mandare avanti e indietro il tempo a mio piacimento,fermo restando la capacità di padroneggiare bene quella realtà,rendendo il tempo realmente relativo.
Quindi per rispondere ad Adama,se all'interno della mia bolla ripercorro a ritroso il vissuto passato sino all'episodio in questione,essendo padrone di quella raltà mentale,posso decidere di eliminare ricordi o episodi,con il risultato di avere quella parte di memoria vuota quando ritorno al di fuori della mia bolla.....
ma trovo difficile pensare che sia possibile eliminare un oggetto che fisicamente si trova all'interno del mio corpo convincendo il mio passato del fatto che non sia mai accaduto.....se l'oggetto c'è....c'è!
Potrei eliminare l'oggetto se viaggiassi nel tempo in terza dimensione(quella che per noi è reale)ed modificassi l'episodio fisicamente,ma per ora non è possibile e forse non lo sarà mai.
Perciò,pur essendo un estimatore di Malanga,SE HO CAPITO BENE QUELLO CHE DICE eSQuel,sono d'accordo con lui.

PS Sono solo mie personali ipotesi,essendo neofita di queste tecniche e teorie,posso aver scritto delle castronerie terribili [:I]



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MessaggioInviato: 21/01/2011, 07:35 
Grazie ad entrambi, non sono sicuro che mi abbiate risposto... ma sarà perchè mi sono appena svegliato e capisco una parola su tre, magari oggi ci ritorno e vedo di capire meglo [8D]



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MessaggioInviato: 21/01/2011, 15:04 
Cita:
Messaggio di Adama


E giusto per sdramatizzare, ma non posso dire ad Anima che ero magro, così non devo fare la dieta? [:D]
Denghiu.


LOL
no, non funziona, ci ho provato anche io a convincerla ma non sente da quell'orecchio.

Non funziona come stai ipotizzando tu, credo.
Ti espongo brevemente il mio punto di vista, perchè su questi argomenti dubito che per ora possiamo dire di avere certezze.

Quando noi agiamo come anima, essendo anima al di fuori della dimensione temporale, necessariamente diamo luogo ad una catena di eventi che coinvolgono contemporaneamente più momenti della nostra esistenza. Bisogna capire però che questi eventi, proprio per loro natura, non si riflettono sulla nostra realtà in modo canonico.

Quando anima agisce su un chip ( e per chip non si intende solo il dispositivo tecnologico), non lo distrugge nel senso letterale del termine, ma lo neutralizza invalidandone l'effetto e lo fa per forza di cose contemporaneamente su tutta la linea temporale dell'oggetto in questione. Non si tratta di una rimozione completa dalla nostra storia personale, perchè questo genererebbe un effetto a cascata che non potrebbe essere contenuto e che andrebbe a sovrascrivere un percorso preesistente. Ma per anima questo non ha senso, quel che è stato, è o sarà per anima non sono variabili ma eventi fissati su una rete di possibilità. Le varie diramazioni della rete non possono essere sovrascritte. La memoria non si può toccare così come non si può modificare l'esperienza acquisita. Quello che fa anima è disinnescare il chip e lo fa contemporaneamente lungo tutto l'asse temporale su cui esso è attivo.. A questo punto entra in gioco la nostra coscienza che a differenza di anima, essendo calata in parte nel mondo fisico, è orientata lungo un asse temporale. Per la coscienza ciò che è stato è stato pertanto reagirà alla disattivazione del chip facendo questo più meno questo ragionamento: "gli eventi legati alla presenza del chip sarebbero potuti avvenire lo stesso perchè rientrano comunque nel ventaglio delle possibilità. Con il chip inattivo ciò che prima era un evento indotto è ora un evento fortuito". E per lei la cosa finisce così. C'è un percorso già fatto che non può essere rinnegato.
la libertà di movimento conquistata con la rimozione del chip non può essere sfruttata a ritroso, ma utilizzata seguendo il verso della freccia temporale.

Per ora mi fermo qui [:I], spero di essere stata chiara.



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MessaggioInviato: 21/01/2011, 15:15 
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Blissenobiarella ha scritto:

Per ora mi fermo qui [:I], spero di essere stata chiara.



Lo sei stata..... eccome.... Immagine


PS: siamo sicuri che la sezione giusta sia questa?



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MessaggioInviato: 21/01/2011, 17:14 
Direi che si può spostare in abduction. Alla fine comunque rientra nel discorso malanga rapimenti alieni.


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Lasciamolo qui per ora...
Vediamo se il discorso può svilupparsi al di là dell'argomento abduction...



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Ma a qualcuno non è mai venuto il dubbio che non è anima il vostro interlocutore ma altra entità



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Mai. anima non è un' altra entità, sei sempre tu. Quando sei anima semplicemente la tua coscienza si è spostata in una posizione diversa da quella abituale. E' come dire, hai mai pensato che il tuo inconscio non sei tu? O che il tuo pensiero non sei tu? E così via...
[;)]



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Posto di seguito un frammento scritto davvero bene e relativo ad un paradosso quantistico che, su scala astronomica, può esserti utile a capire quanto il tempo sia una dimensione estremamente labile [8D]

[Fonte: http://www.ipotesi.net/ipotesi/perche.htm ]

XIII - L'esperimento 'a scelta ritardata' di Wheeler.

Immaginiamo un fotone che passa attraverso i due fori, come un'onda, e fa interferenza con se stesso. Come abbiamo visto, per distruggere la figura di interferenza, è sufficiente osservarlo "subito dopo" che è passato da un foro: in tal caso esso non è più un'onda ma una particella e quindi non può passare anche dall'altro foro. E poiché non può passare dall'altro foro la figura di interferenza scompare.

Perciò noi possiamo "decidere" se osservare il fotone come particella o se permettergli di fare la figura di interferenza come un'onda. Benissimo.

Abbiamo detto che riveliamo il fotone "subito dopo" che è transitato dal primo foro. "Subito dopo" significa che è passato pochissimo tempo dal transito nel foro. Ma per quanto piccolo sia il tempo trascorso, il fotone comunque ha già oltrepassato il foro; inoltre fino a questo momento esso è rimasto un'onda perché non l'abbiamo ancora rivelato. Perciò nel frattempo l'onda ha già imboccato anche l'altro foro e lo ha oltrepassato. E allora come fa il fotone ad essere rivelato "tutto intero" vicino al primo foro? Che fine fa il fronte d'onda che aveva appena oltrepassato il secondo foro? Scompare nel nulla? Sembra proprio di sì, ma com'è possibile?

Per chiarire questo punto, Wheeler propose di fare così: lasciamo che il fotone passi attraverso la maschera, come un'onda, passando da entrambi i fori. A questo punto, dopo che il fronte d'onda ha superato la maschera, inseriamo un rivelatore non lontano dal primo foro, ma neanche tanto vicino (cioè quanto basta per essere sicuri che nel frattempo tutto il fronte d'onda sia già sicuramente transitato dalla maschera). In pratica vogliamo effettuare la scelta di osservare il fotone come particella, però dopo che esso è transitato da entrambi i fori come un'onda. Infatti l'esperimento è chiamato "a scelta ritardata".

L'esperimento è stato realmente effettuato da alcuni scienziati dell'Università del Maryland. Ebbene, inserendo il rivelatore dopo che l'onda è transitata dalla maschera, esso individua il fotone come particella e perciò la figura di interferenza non si crea. Ma allora che fine fa la parte dell'onda già transitata dal secondo foro?!

Scompare nel nulla, poiché il fotone viene rivelato interamente vicino al primo foro! Eppure, diciamo noi, l'onda era transitata sicuramente anche dal secondo foro: infatti, se non si inserisce il rivelatore (lasciando inalterato tutto il resto), si forma la figura di interferenza (che può formarsi solo se l'onda transita da entrambi i fori). E allora com'è possibile?!

La realtà è che anche stavolta cerchiamo di fornire un'immagine oggettiva di ciò che accade: ma un'immagine oggettiva non è adeguata. Non ha senso dire che "l'onda è già passata", perché solo all'atto della misura possiamo dire che qualcosa è avvenuto: prima della misura il fotone rimane in uno stato indefinito di potenzialità o di non-oggettività (qualcuno preferisce dire perfino di irrealtà). Quando poi inseriamo il rivelatore, allora possiamo dire con certezza che il fotone era passato solo dal primo foro e non dal secondo foro, e infatti non c'è interferenza. Quando invece non inseriamo il rivelatore, e riveliamo dei fotoni sul bersaglio (con figura di interferenza), allora possiamo dire che ciascun fotone ha fatto interferenza come se fosse un'onda transitata da entrambi i fori; ma questo lo possiamo dire solo dopo che il fotone viene rivelato sul bersaglio (in un punto raggiungibile solo da un'onda ma non da una particella), cioè dopo la misura.

La cosa che a noi appare incredibile è che ciò che il fotone ha deciso di fare sulla maschera (passare da un foro solo o entrambi) dipende da una scelta successiva al transito stesso! Infatti il rivelatore viene inserito dopo che il fronte d'onda è transitato dalla maschera. Come dice Wheeler, la "scelta" di far passare il fotone da un solo foro o da entrambi è "ritardata", cioè avviene dopo che il fotone è passato!

Affinché la cosa non risulti incredibile, dobbiamo ammettere che ciò che è successo prima non è definito. Occorre specificare che l'esperimento condotto nell'Università del Maryland non è stato impiegato uno schermo con due fori ma un'apparecchiatura concettualmente equivalente: un fascio laser è stato diviso in due fasci separati, uno dei quali attraversava un rivelatore (che poteva essere "acceso" o "spento"), ed infine i due fasci venivano fatti convergere nel rivelatore finale, dove si poteva verificare l'eventuale interferenza.

XIV - Un incredibile paradosso astronomico.

Come sottolinea Wheeler, l'esperimento sopra analizzato fornisce un risultato assurdo se continuiamo a considerare "oggettivo" l'universo. Per rendere ancora più strabiliante questa assurdità, Wheeler fa notare che l'esperimento in questione, se considerato su scala astronomica, può produrre risultati sbalorditivi. Ecco un esempio.

Oggi conosciamo alcuni oggetti astronomici lontanissimi, chiamati quasar. Per giungere fino a noi, la luce di un quasar impiega miliardi di anni. Se nel percorso incontra una galassia di grande massa, che in base alla relatività generale di Einstein può funzionare da "lente gravitazionale", il fascio di luce si divide in due fasci che aggirano la galassia da due parti opposte (infatti noi dalla Terra otteniamo delle immagini sdoppiate di alcuni quasar).

Immaginiamo che il quasar si trovi a dieci miliardi di anni luce di distanza e la galassia-lente a otto miliardi. Se noi sulla Terra vogliamo osservare il quasar, possiamo scegliere di far produrre interferenza ai due fasci, oppure di rivelare i singoli fotoni di ciascun fascio. Il concetto è identico a quello dell'esperimento precedente.

Proviamo a chiederci se otto miliardi di anni fa il singolo fotone è passato da entrambi i lati rispetto alla lontana galassia (come un'onda) oppure da un lato solo (come una particella). Ebbene, se continuiamo a mantenere una concezione oggettiva dell'universo, la risposta dipende da come decidiamo di osservarlo noi oggi!

Se oggi noi scegliamo di rivelare la figura di interferenza, allora otto miliardi di anni fa il fotone ha deciso di percorrere entrambi i cammini. Viceversa, se noi scegliamo di vedere il singolo fotone su un singolo cammino, allora otto miliardi di anni fa il fotone ha scelto di comportarsi come una particella!

Nel momento in cui noi cambiamo idea e lo osserviamo in un modo invece che nell'altro, il fotone che sta arrivando è già preparato alla nostra scelta!

In pratica, come dice l'articolo di J.Horgan (Le Scienze n.289), "i fotoni devono aver avuto una sorta di premonizione, per sapere come comportarsi in modo da soddisfare una scelta che sarebbe stata fatta da esseri non ancora nati su un pianeta ancora inesistente"!

Ciò che risolve il paradosso è che l'universo non si trova in uno stato pienamente oggettivo, ma le sue caratteristiche fisiche sono in parte determinate dall'osservatore cosciente (anche se solo a livelli quantistici si riesce a rivelare chiaramente tale piccola influenza).



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MessaggioInviato: 24/01/2011, 19:07 
Sarà scritto bene, ma è complicatissimo


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In poche parole, i paradossi quantistici dimostrano in modo evidente che la consapevolezza dell'osservatore ha un ruolo talmente importante da essere decisivo nella determinazione del livello più profondo di quella che chiamiamo realtà. Quindi, nel momento in cui Adama pone il problema della memoria perduta nel presente rispetto ad un fatto modificato da Anima nel passato, pone una domanda sbagliata perché il fatto nel passato esiste e non esiste in quel modo a seconda di come si pone l'osservatore rispetto ad esso.

In sostanza, i paradossi quantistici hanno spogliato definitivamente la c.d. realtà del requisito dell'oggettività, trasformando la realtà stessa in un insieme di informazioni (e non di oggetti) che prendono rilevanza a seconda di quanto l'osservatore fa o da come si pone.

Non è la realtà che ci forma, bensì il contrario: noi formiamo la realtà (la creiamo, infine).


Ultima modifica di eSQueL il 24/01/2011, 20:04, modificato 1 volta in totale.


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Cita:
Blissenobiarella ha scritto:

Cita:
Messaggio di Adama


E giusto per sdramatizzare, ma non posso dire ad Anima che ero magro, così non devo fare la dieta? [:D]
Denghiu.


LOL
no, non funziona, ci ho provato anche io a convincerla ma non sente da quell'orecchio.



Questa è la notizia più brutta della giornata, un senso di frustrazione e desolazione s'impossessa di me e la carogna sale selvaggia.

*torna sulla cyclette*


Grazie per le risposte a tutti ;)



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 Oggetto del messaggio: Re:
MessaggioInviato: 27/12/2019, 19:55 
Blissenobiarella ha scritto:
Mai. anima non è un' altra entità, sei sempre tu. Quando sei anima semplicemente la tua coscienza si è spostata in una posizione diversa da quella abituale. E' come dire, hai mai pensato che il tuo inconscio non sei tu? O che il tuo pensiero non sei tu? E così via...
[;)]


Non mi perderò in acrobazie teorico-mentali per dimostrare che l'Anima è l'antitesi della "coscienza", e come tale NESSUNO la può "convincere a fare" nulla di nulla, perchè Lei prende ordini solo dal suo Creatore, a cui è connessa, non interviene mai sul cervello.

Gli alieni non fanno altro che rinchiudere l'Anima Umana in una sequenza di memorie detta "identità cosciente", cioè la cosiddetta "conoscenza" ambientale, ma alla morte del corpo l'Anima si libera di questa prigione spazio-temporale indotta, cioè dell'identità parassita che l'avvolge in una ragnatela di vincoli che paiono spazio-temporali, poichè essa è senza tempo e senza limiti materiali.

Mi fanno ridere quelli che dicono "La mia anima...", nessun cervello può possedere l'Anima e mettersi al di sopra di Lei, può solo soffocarla ed annichilirla, per cui chi dice una tale idiozia non è Anima Umana.

Chi vorrebbe "convincere l'Anima a fare e a disfare" è anche lui una coscienza cerebrale, per cui la rimozione dei vincoli alieni è una pura illusione mentale, nulla si cancella dal circuito neuronale, la memoria si può solo bypassare, e ciò non è opera dell'Anima, ma un mero shortcircuit indotto in una certa area neuronale, permante o transitorio.

L'alieno lo elimina solo Dio, quando l'Anima vive nel Creatore, ovvero fuori da questo spazio-tempo illusorio in cui tutti fanno fede schiavi dei loro parassiti non umani che li condizionano in modo socio-scientifico, culturale e religioso rendendoli scimmie.

L'Anima Libera dice: "Io sono nel mondo, ma non sono del mondo.".

https://www.thelivingspirits.net/corrad ... i-non-lha/



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Correte correte... che per pagare i mercanti e i loro camerieri dovrete rubare sempre di più, e attenti a non dimenticarvi la carta di credito a casa... che se vi rompete il muso per strada neppure il carroattrezzi viene più a prendervi.
Mi raccomando: Votate, umili e silenti.
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