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MessaggioInviato: 12/09/2012, 17:30 
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Thethirdeye ha scritto:

La Cannibalizzazione della Produzione Industriale della Germania
sul resto d’Europa e della Lombardia sul resto d’Italia.....


http://www.rischiocalcolato.it/2012/09/ ... talia.html


Certo ora chi produce e tira il carro è il cannibale parassita mentre chi sta comodamente sul carro è la vittima sfruttata.

Ma questa tizia di 'rischiocalcolato' che si fuma?



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MessaggioInviato: 04/10/2012, 01:33 
I tedeschi tornano a invadere la Polonia
Stavolta per conquistare un posto di lavoro
Dalle regioni dell'ex DDR sono quasi 10 mila i giovani che si spostano verso il Paese di Wojtyla in cerca di posto fisso e carriera. Sono idraulici, falegnami, muratori, operai specializzati

20:01 - La crisi colpisce anche la Germania e allora sono quasi 10mila i tedeschi che hanno scelto di trasferirsi nella vicina Polonia alla ricerca di lavoro. Come racconta il settimanale polacco Uwa#380;am Rze, il Paese di Karol Wojtyla ha preso il posto prima ricoperto dall'Austria e viene preferito a Svizzera e Stati Uniti dai tedeschi in cerca di opportunità. Sono soprattutto idraulici, falegnami, muratori eoperai specializzati gli immigrati che arrivano dal Brandeburgo e dalla Pomerania occidentale, regioni dell'ex Ddr oggi molto colpite dalla disoccupazione.
22 miliardi di euro di investimenti tedeschi
Secondo l'Ufficio federale tedesco di Statistica, sono quasi seimila le piccole e medie imprese tedesche che hanno traslocato oltre il confine con la Polonia, per un totale di 22 miliardi di euro di investimenti. Una somma che equivale al 21% di tutti gli investimenti esteri presenti nel paese baltico. Ad attrarre è soprattutto la prospettiva di un lavoro fisso e l'opportunità di fare carriera ottenendo incarichi di maggiore responsabilità.
Prima della caduta del Muro e della trasformazione democratica della Polonia, il flusso migratorio era inverso e la Germania occidentale era considerata un luogo mitico per i rifugiati polacchi in cerca di benessere e libertà.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/ar ... voro.shtml


Ultima modifica di vimana131 il 04/10/2012, 01:34, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: 04/10/2012, 10:01 
Parlare di immigrazione tedesca in Polonia mi pare eccessivo . Forse è solo orgoglio polacco che traspare tra le righe di quella rivista.

Senza contare che molti sono i Polacchi che vivono in Germania al confine e alcuni di loro potrebbero aver deciso di tornarsene nella terra di origine.

In Polonia con uno stipendio anche italiano si può vivere bene perchè il costo della vita è molto più basso almeno per i generi alimentari e di prima necessità (i megastore di elettronica ci sono ovviamente anche in Polonia ma i prezzi sono allineati alla media europea o anche qualcosina in più). Si può vivere bene accontentandosi di servizi scarsi e approssimativi però.

Ma che la Polonia possa diventare o superare la Germania la vedo dura .
Le strade fanno schifo, dissestate, anche nei maggiori centri urbani l'asfalto lascia presto il posto a buche.
Eccetto che per poche autostrade , due in realtà (quella che che collega il sud-ovest della polonia al confine tedesco fino a cracovia e l'altra da torun a danzica, più qualche breve tratto qua e la . Le strade che collegano i piccoli centri abitati mettono a dura prova le sospensioni di un'auto. Warsavia la capitale , o meglio le direttrici per raggiungerla, gode di un traffico assurdo. I tempi di percorrenza in polonia, tolte le poche autostrade , sono tempi biblici.

Ci sono i centri commerciali moderni, come dicevo, ma aspettatevi di trovare anche dei piccoli negozietti , tipo panifici, con una fila di 15 persone lungo il marciapiede per acquistare il pane.

Comunque c'è una gran voglia di fare e non è detto che nei prossimi decenni possa recuperare il gap con le più moderne nazioni dell'europa occidentale. Ma le brutture anche archittetoniche del comunismo sono ancora visibili. La Polonia è uno dei tanti esempi (non il peggiore per fortuna loro e forse in questo caso un ruolo positivo l'ha svolto la chiesa cattolica) di come le dittature, nazista prima , comunista dopo, possano piegare e rallentare lo sviluppo di una nazione anche a distanza di anni dalla loro caduta.

No. la Polonia non è ancora la Germania .



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MessaggioInviato: 04/10/2012, 19:20 
Però l'articolo parladi aziende tedesche trasferite in Polonia, magari saranno dei formatori di operai o operai specializzati


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MessaggioInviato: 04/10/2012, 21:34 
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vimana131 ha scritto:

Però l'articolo parladi aziende tedesche trasferite in Polonia, magari saranno dei formatori di operai o operai specializzati


l'articolo , almeno quello italiano mi pare un po' confuso.
Parla d'immigrati tedeschi che cercano fortuna in polonia e poi di aziende che delocalizzano in polonia. Non so se i due aspetti siano attinenti o meno.

Comunque se ho calcato la mano sulle strade polacche è per sottolineare che una nazione la quale voglia puntare sulla crescita economica non può prescindere da una rete di trasporti capillare ed efficiente. E in questo senso la Polonia ha ancora molta 'strada' da fare.



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MessaggioInviato: 10/11/2012, 12:05 
L’ECONOMICIDIO STA ARRIVANDO IN GERMANIA
di PAOLO BARNARD



Il valore di un’analisi sta nel suo avverarsi. Se è corretta, se ha veramente capito come funziona un sistema, essa indovinerà l’inevitabile. La Mosler Economics MMT (ME-MMT) che io divulgo in Italia ha denunciato una cosa sopra ogni altra: il costrutto dell’Eurozona è insostenibile, distruggerà tutta l’Unione Monetaria, non solo Italia o la Grecia. Infatti. Ora il veleno sta lambendo proprio lei, la signora teutonica degli sprezzanti strali contro noi ‘Maiali’. Il mostro si rivolta contro chi l’ha creato, il virus sta uccidendo lo scienziato che l’ha fatto vivere. La Germania è attonita, non si capacita, ma come? Come è possibile? E’… E’… UFFICIALMENTE IN RECESSIONE.

Per chi non ha seguito tutte le puntate, un inquadramento molto semplificato. L’Economicidio delle democrazie del sud Europa per mezzo della creazione di una moneta unica, anche se pensato 70 anni fa, ha preso la sua forma moderna con la nascita dell’euro. La Francia lo impone alla Germania negli anni ’80 offrendole in cambio appoggi finanziari (anche in nero) per l’imminente riunificazione. In particolare Parigi promette a Berlino (la futura Berlino) di non opporsi alla parificazione monetaria fra Germania occidentale e orientale in un cambio 1 a 1. Non spiego i dettagli tecnici, ma il profano sappia che ciò ha comportato per la Germania qualcosa di simile alla tua banca che in sordina aggiunge uno zero al tuo stipendio mensile per i prossimi 10 anni. Mi sono spiegato? Ok. Ma la Germania capisce anche che l’Eurozona, pur comportando anche per Berlino la perdita del meraviglioso Marco e la resa della sovranità monetaria, le farà ben altro regalo.

Infatti, in un sistema (l’euro) dove gli Stati diventano come cittadini qualsiasi che non avendo più una propria cassa (non hanno più monete sovrane) devono andare a chiedere prestiti alla finanziaria sotto casa ogni mese, è ovvio che la finanziaria presterà al cittadino meno indebitato con tassi favorevoli, e a quello più indebitato con tassi usurai. Conseguenza: il cittadino poco indebitato Kurtz avrà un vantaggio nella gara dieci volte superiore a quello dei cittadini Sakis, o Piero, o Fernandez. Ma per Kurtz la cosa più importante in questa gara truccata, che pur lo penalizza un poco rispetto a prima, è che straccerà Piero, che era il cittadino che prima di questo cambio di monete si lasciava spesso Kurtz negli scarichi, specialmente in produzione industriale, e nonostante il maggior debito (che con moneta sovrana non contava nulla, mentre con l’euro, come detto sopra, invece conta eccome, fregando noi e favorendo i tedeschi).

Detto questo, va detto anche quest’altro: gli economisti tedeschi che stanno al governo sono esattamente come gli economisti che stanno negli altri governi, cioè sono delle macchinette robotizzate che, per dirla alla Sapelli, “sanno quelle 4 formulette Neoliberiste e nulla di più”. Cioè non capiscono assolutamente come funzionano le monete e i mercati. Questo significa che, seriamente, gli economisti tedeschi non seppero capire e prevedere quello che ben altri economisti, da Godley a Mosler a Goodhart alla stessa FED americana, avevano ben visto in partenza, e cioè che se un sistema monetario (l’Eurozona) è costruito per fallire, quando fallisce, fallisce per tutti, Germania inclusa. E infatti…

Erano ormai due mesi che ogni tanto scovavo le 20 righe sul Financial Times, o su Market Monetarist, o su Bloomberg, dove qualche bravo analista iniziava a dire “ma… occhio che anche in Germania le cose già puzzicchiano un pochino”. Sono stato paziente fino a oggi, mentre i miei detrattori, e detrattori della ME-MMT, danzavano al suono di “E allora se è sto euro il problema, perché la Germania va da Dio?”. Bé, primo non era affatto vero già allora. Infatti nel mio Il Più Grande Crimine avevo dato conto della verità sui ‘mitici’ salari tedeschi, che mitici sono proprio perché che siano così favolosi è solo un mito. Avevo detto di andarsi a leggere Karl Brenke nel suo Real wages in Germany. Numerous years of decline. Weekly report 28/2009, German Institute for Economic Research, dove si diceva la verità sulla durissima stagnazione dei salari tedeschi da anni. Altro che favolosi. Poi ora arriva il resto della dose.

La notizia di ieri è ufficiale, il governo tedesco ammette che l’economia del Paese si sta piantando, non c’è crescita, le esportazioni sono in declino, gli ordini aziendali precipitano, gli indici di business (es. il PMI) in peggioramento senza sosta, i consumi che rotolano. Addirittura la Commissione Europea ha scritto mercoledì che la Germania si sta avviando alla “stagnazione”. Addirittura è Mario Draghi a parlare di allarme tedesco, proprio ieri a Francoforte: “La disoccupazione europea è altissima, le prospettive economiche deboli… I dati ci dicono che questi sviluppi stanno intaccando l’economia tedesca” (lo dice lui che è una delle cause! sic).

Cosa è successo? Bé, che la gara truccata dove la Germania aveva fregato l’Italia per mezzo dell’Eurozona e dove oggi se la spassava puntando tutto sul suo mega-export, si è inceppata per questi ovvi motivi: i tedeschi avranno anche distrutto i concorrenti del sud Europa, ma tonti come sono, i loro economisti non hanno pensato che distruggevano anche milioni di loro clienti che gli compravano l’export. Poi: non hanno pensato che le Austerità teutoniche che ci hanno imposto a suon di sgridate e sberleffi, significavano la paralisi dei nostri governi nella loro spesa, senza la quale noi cittadini ci impoveriamo di sicuro, e da più poveri compriamo sempre meno made in Germany. Howard Archer, Analista Europa per IHS Global Insight, ha infatti scritto ieri che “Le Austerità dell’Eurozona stanno soffocando la domanda, limitando il potere d’acquisto dei redditi, e aumentando la disoccupazione”. E Archer non è uno dei Cobas, ok?

Inoltre, il fatto che la Germania super export, sempre per primeggiare nella gabbia dell’euro, abbia costretto così tanto del suo PIL a prendere il volo per andare oltre frontiera a sollazzare altre nazioni, ha esposto il benessere di milioni di lavoratori tedeschi ai capricci anche del resto del mondo, come la Cina. E infatti Carsten Brzeski, economista del colosso ING, ha dichiarato sul Financial Times che “In passato le vendite della Germania a partner forti fuori dall’Eurozona l’ha protetta dalla crisi dell’euro. Ma ora con le recessioni che si allargano anche al settore globale, questa immunità tedesca sta sparendo”.

Eccoci, cari tedeschi, arriva anche a voi. Avete creato Frankenstein, e ora sentite il suo fetido fiato sul collo. Benvenuti nel club. Ma, ovvietà fra le ovvietà, la buona Germania ha sempre barato quando ha fatto pasticci, come quando imponeva a noi italiani di tagliare gli aiuti di Stato alle nostre industrie mentre lei se le rinnovava tutte a suon di deficit di bilancio negli anni ’90. E che fa ora? Bara! Il parlamento tedesco il 25 ottobre scorso ha approvato un taglio dei contributi in busta paga per 6,4 miliardi di euro, come “primo passo” per dare stimolo all’economia. Seguiranno altri incentivi. Attenzione: sono 6,4 miliardi di espansione del deficit tedesco, DE-FI-CIT. Ma come? Non si doveva applicare il rigore? Non dobbiamo noi italiani fulminare qualsiasi funzionario del Tesoro che elargisca 5 euro alle imprese italiane?

Conclusione: scrivetela voi, noi della ME-MMT sono tre anni che la scriviamo.

Paolo Barnard
Fonte: http://paolobarnard.info/
Link: http://paolobarnard.info/intervento_mos ... php?id=487
8.11.2012

http://www.comedonchisciotte.org/site/m ... &sid=11062



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MessaggioInviato: 10/11/2012, 12:08 
Più che la locomotiva d' Europa, mi sembra un carro piuttosto pesante da sganciarsi subito.


Ultima modifica di greenwarrior il 10/11/2012, 12:08, modificato 1 volta in totale.


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Oramai il re è nudo, caro green.



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MessaggioInviato: 10/11/2012, 12:34 
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Blissenobiarella ha scritto:

L’ECONOMICIDIO STA ARRIVANDO IN GERMANIA
di PAOLO BARNARD


Eccoci, cari tedeschi, arriva anche a voi. Avete creato Frankenstein, e ora sentite il suo fetido fiato sul collo. Benvenuti nel club. Ma, ovvietà fra le ovvietà, la buona Germania ha sempre barato quando ha fatto pasticci, come quando imponeva a noi italiani di tagliare gli aiuti di Stato alle nostre industrie mentre lei se le rinnovava tutte a suon di deficit di bilancio negli anni ’90. E che fa ora? Bara! Il parlamento tedesco il 25 ottobre scorso ha approvato un taglio dei contributi in busta paga per 6,4 miliardi di euro, come “primo passo” per dare stimolo all’economia. Seguiranno altri incentivi. Attenzione: sono 6,4 miliardi di espansione del deficit tedesco, DE-FI-CIT. Ma come? Non si doveva applicare il rigore? Non dobbiamo noi italiani fulminare qualsiasi funzionario del Tesoro che elargisca 5 euro alle imprese italiane?

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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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MessaggioInviato: 10/11/2012, 16:54 
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Thethirdeye ha scritto:

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Blissenobiarella ha scritto:

L’ECONOMICIDIO STA ARRIVANDO IN GERMANIA
di PAOLO BARNARD


Eccoci, cari tedeschi, arriva anche a voi. Avete creato Frankenstein, e ora sentite il suo fetido fiato sul collo. Benvenuti nel club. Ma, ovvietà fra le ovvietà, la buona Germania ha sempre barato quando ha fatto pasticci, come quando imponeva a noi italiani di tagliare gli aiuti di Stato alle nostre industrie mentre lei se le rinnovava tutte a suon di deficit di bilancio negli anni ’90. E che fa ora? Bara! Il parlamento tedesco il 25 ottobre scorso ha approvato un taglio dei contributi in busta paga per 6,4 miliardi di euro, come “primo passo” per dare stimolo all’economia. Seguiranno altri incentivi. Attenzione: sono 6,4 miliardi di espansione del deficit tedesco, DE-FI-CIT. Ma come? Non si doveva applicare il rigore? Non dobbiamo noi italiani fulminare qualsiasi funzionario del Tesoro che elargisca 5 euro alle imprese italiane?

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Finalmente tocca anche a loro....
E' l'unico modo per cominciare ad affrontare seriamente il problema eurofiasco, chissà se mai qualcuno ammetterà i gravi errori commessi.
Ci sarebbe da leggere un libro che mi sembra interessante del Prof. Alberto Bagnai, ho ascoltato una sua intervista.
Il tramonto dell'euro nelle condizioni attuali non è un'opinione ma una certezza!

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galaXia ha scritto:

Ci sarebbe da leggere un libro che mi sembra interessante del Prof. Alberto Bagnai,
ho ascoltato una sua intervista. Il tramonto dell'euro nelle condizioni attuali non è
un'opinione ma una certezza!



E' già... [;)]
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=13992



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Messaggio di Blissenobiarella

LA GERMANIA NON E’ MAI STATA LA LOCOMOTIVA DELL’EUROPA, MA IL RIMORCHIO
http://vocidallestero.blogspot.it/2012/ ... ta-la.html


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http://www.wallstreetitalia.com/article ... opolo.aspx



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SPY FINANZA/ I guai delle banche che la Germania vuol nascondere

Il sistema bancario tedesco è il peggiore d’Europa. Lo si legge in un articolo pubblicato sul New York Times qualche giorno fa. Per un esperto come Sergio Bianchi, professore di Metodi Matematici dell’Economia presso l’Università degli Studi di Cassino, non si tratta tuttavia di una grossa novità. Già nel 2011, quando ci fu il salvataggio delle banche europee, su 11 interventi 7 riguardarono proprio le maggiori banche tedesche. «Finalmente se ne sono accorti anche loro, verrebbe da dire, visto che non è una grossa novità. Che in questo momento il sistema bancario tedesco, più che quello di altri stati, abbia qualche problema è un fatto abbastanza acclarato. La Germania stessa sta correndo ai ripari con la riforma che entrerà in vigore all’inizio del 2014».


Qual è il problema?

Sostanzialmente consiste in questo. Sembra che le valutazioni fatte dall’Eba, l’Authority bancaria europea, siano state abbastanza generose soprattutto con la Germania.



Cosa intende dire?

Quando si valuta la capienza del patrimonio bancario per far fronte alle esigenze che gli istituti hanno, la si sconta con i rischi della parte attiva. L’Eba dice che devi avere un capitale pari almeno al 9% degli asset ponderati per il rischio. Quindi fa una valutazione dei rischi connessi agli asset che le banche hanno in portafoglio. Se uno fa una valutazione sulla base dei criteri stabiliti dall’Eba le banche tedesche sembrano reggere e ottengono una valutazione positiva. Ma c’è anche un altro modo per fare questa valutazione.



Quale?

La metodologia Ocse, usata negli Stati Uniti, che stabilisce che devi avere un capitale pari almeno al 5% di tutte le attività. Se si fa questo tipo di valutazione sul sistema bancario tedesco emergono dei problemi. Molte delle attività delle banche tedesche, in realtà, nascondono dei rischi occultati nelle pieghe del bilancio, collegati per esempio a titoli che hanno in portafoglio. Il cui rischio viene sottostimato dalla metodologia Eba. Questo è particolarmente evidente in alcune banche tedesche.



Può fare degli esempi?

La Deutsche Bank, ad esempio, fino all’anno scorso aveva qualcosa come il 49% di quegli attivi classificato come “Altri attivi”. Questa voce significa titoli, significa anche derivati, una montagna di attività che non si sa bene come valutare in termini di rischio. Vengono comunque valutati in termini di rischio, ma con ipotesi tutte da verificare alla prova dei mercati. Tanto è vero che la stessa Deutsche Bank ha intrapreso azioni per ridurre questa esposizione e contenere queste fonti di rischio. La cosa è abbastanza nota negli ambienti finanziari. Chiaramente stiamo parlande della Germania e non sarà certo l’Italia a scagliare la prima pietra. Ci sono delle remore a scagliarsi contro, visto il potere politico dei tedeschi. È una questione politica. Dal punto di vista tecnico, le cose sono abbastanza chiare. C’è da dire anche un’altra cosa.


Prego.

Nel 2011, se ricordo bene, quando ci fu il salvataggio delle banche europee, su 11 interventi 7 riguardarono i maggiori operatori bancari tedeschi. Significa che quel sistema qualche problema ce l’ha. Non così evidente come quelli del sud Europa, perché più recondito, ma ce l’ha.



È per questo che la Germania si oppone all’unione bancaria?

È una lettura ragionevole. Secondo me, però, l’opposizione della Germania passa per una richiesta di maggior rigidità nei controlli ben sapendo che ci sono paesi come la Francia e l’Inghilterra che non la vogliono. In realtà, questa posizione nasconde la preoccupazione per il fatto che un controllo così marcato da parte della Bce farebbe venire a galla alcuni problemi. Mi sembra più che altro un gioco al rialzo proprio per impedire che si giunga a un controllo comune più serrato. Anche l’accordo che è stato trovato in caso di fallimento, che prevede che inizino a pagare prima gli azionisti, poi gli obbligazionisti, poi i risparmiatori oltre i 100mila euro, mi sembra che cerchi di contenere l’impatto che un controllo centrale a livello europeo potrebbe avere.



E il nostro sistema bancario sta meglio? Proprio l’altro giorno Bankitalia ha evidenziato alcune sue difficoltà...

C’è una differenza di fondo con il sistema bancario tedesco. I nostri problemi sono legati a un’economia che non va, che è in paralisi e non se ne vede l’uscita. Nel caso della Germania il problema invece è negli investimenti che sono stati fatti, nei titoli che sono stati acquistati. E da un certo punto di vista quei problemi sono più gravi dei nostri.


Perché?

Che la nostra economia non funzioni è un fatto conclamato, ed è sotto la luce del sole. Dobbiamo preoccuparci piuttosto di quello che c’è sotto il tappeto, che è invisibile e fa più paura perché è anche più difficile da valutare e il suo impatto è più difficilmente stimabile. Come nel caso della Germania. E ci sarebbe anche un altro aspetto da considerare.



Di cosa si tratta?

Riguarda il meccanismo di stabilità europeo (Esm), il Fondo salva-Stati. L’Italia vi concorre per il 17,9% e nei prossimi anni dovrà versare 125 miliardi di euro. Ora, dove andranno a finire quei soldi? Non certo a paesi con problemi di rating, andranno a quelli con tripla A, come la Germania. Assistiamo così a un fenomeno curioso, per cui si drenano risorse a paesi in difficoltà per darle a chi invece sta bene.




http://www.ilsussidiario.net/News/Econo ... re/418515/


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Riporto un commento di un utente di WSI presente in coda a questo articolo:


Draghi confuso: ora si rimangia l'ottimismo
http://www.wallstreetitalia.com/article ... mismo.aspx


La verità sul disastro del modello tedesco.


Ecco il disastro del modello tedesco, quello che secondo i tromboni televisivi dovrebbe essere il nostro modello. Le fonti sono autorevoli, cioé: OCSE, German Institute for Economic Research, Peterson Institute for International Economics, WSJ. Non aggiungo commenti, se non ci arrivate da soli…

- il modello di competitività della Germania porta un solo nome: tagliare gli stipendi. Solo abbassando i redditi la Germania è riuscita a rimanere la prima economia dell’Eurozona, perché è riuscita ad esportare masse di prodotti a costi bassi. Ci hanno guadagnato in due: le multinazionali Neomercantili tedesche, e i numerini sui computer del Tesoro di Berlino. Ci hanno perso tutti gli altri tedeschi.

- Carsten Brzeski del colosso assicurativo ING ci dice che la Germania si è sostenuta durante la crisi esportando fuori dalla UE, ma ora col crollo dei Paesi emergenti, dei BRICS in particolare, la Germania è esposta a shock economici pericolosissimi. Questo conferma uno dei capisaldi della ME-MMT che sconsiglia a qualsiasi economia di contare sull'export.

- la bassa disoccupazione tedesca è una truffa: hanno creato posti di lavoro part-time, flessibili, a stipendi da miseria e senza le tutele sociali delle generazioni precedenti, e li hanno contati come occupazione. Oggi la Germania ha la proporzione più alta di lavoratori sotto-pagati, a fronte del reddito nazionale medio, di tutta l’Europa.

- La Commissione Europea non ha ancora cancellato la sua stima di "stagnazione" dell'economia tedesca. Il fatto è che la cosiddetta ripresa ci segnala solo che le stime al ribasso non si sono verificate, ma nulla nel senso di una crescita.

- I consumi in Germania rimangono a livelli bassissimi, infatti la cosiddetta ripresa della "fiducia in business" ha favorito solo gli azionisti in borsa, ma ha ignorato l'economia reale dei cittadini.

- la Germania ha il tasso di giovani lavoratori con istruzione superiore più basso fra Canada, Giappone, USA, Francia, Spagna e Gran Bretagna. Berlino non ha affatto investito nelle sue università pubbliche, e nemmeno il settore privato ha fatto gran che in questo settore.

- la sbandierata produttività della Germania pro capite è una bufala. Il PIL prodotto in Germania x ora lavorata è il più basso di tutta la media OCSE. Di fatto le aziende tedesche possono competere solo tagliando gli stipendi e producendo nell’Est europeo.

- la Germania ha avuto stipendi medi stagnanti e non al passo dell’inflazione per 10 anni. Lo testimonia l'autorevole Real Wages in Germany, numerous years of decine, di Karl Brenke del German Institute for Economic Research.

- Il 15 marzo del 2013 il Wall Street Journal pubblicava i dati sugli investimenti in Germania: il quadro era deprimente, col governo tedesco che ha ignorato gli investimenti in infrastrutture, istruzione e tecnologia per almeno 20 anni, particolarmente nel settore pubblico, con lo sguardo invece sempre rivolto all'export. I danni sono oggi evidenti.

Questa è la verità del tanto sbandierato modello tedesco, nel nome del quale gente come Monti o Letta stanno devastando l’Italia. Non so come dirlo, ma veramente il livello dell’informazione che i media italiani vi forniscono non è neppure al livello di… di… bè, vorrei usare un termine moderato, e scelgo questo: spazzarcisi il culo.

Con una situazione del genere la germania finirà di fare la fine di crono della mitologia greca mangiando gli stessi tedeschi!



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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