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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 18/04/2018, 15:27 
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Il caro prezzo del diniego



Ammettere ora ciò che è visibile agli occhi dei cittadini europei è una constatazione del fatto che la situazione è talmente critica e palese che perfino la cancelliera Merkel e il New York Times non sono più in grado di ignorarla.

Se è così, allora occorre pensare: immaginiamoci come sarebbe stata risolta se i dinieghi non fossero mai cominciati!

È possibile che i politici e i media mainstream abbiano finito per ammettere ciò che l'opinione pubblica europea può vedere con i propri occhi? Due episodi recenti indicano che potrebbe essere così.

Il primo riguarda un'ammissione fatta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale circa sei mesi dopo l'imbarazzo del suo partito alle elezioni politiche nazionali è finalmente riuscita a mettere insieme un governo di coalizione. Nel settembre scorso, non solo il partito della Merkel e i suoi partner di coalizione nel governo precedente hanno subito una memorabile sconfitta elettorale, ma hanno anche assistito all'entrata in parlamento dell'Afd (Alternativa per la Germania), il partito anti-immigrazione fondato nel 2013 e che ora è così grande da costituire la prima forza di opposizione nel paese. Se gli elettori tedeschi avessero voluto inviare un segnale, non avrebbe potuto essere più chiaro.

E forse è stato anche ascoltato. Lunedì 26 febbraio, la Merkel ha rilasciato un'intervista all'emittente televisiva tedesca N-TV, in cui ha finalmente ammesso l'esistenza nel suo paese di "no-go zones", ossia "zone dove nessuno si azzarda a entrare". E ha aggiunto: "Questi posti esistono, vanno chiamati col loro nome e bisogna fare qualcosa a riguardo". La Cancelliera ha affermato che privilegerà una politica di "tolleranza zero" verso tali posti, ma non ha detto dove siano. Due giorni dopo, il suo portavoce Steffen Seibert ha sottolineato che "le parole della Cancelliera parlano da sole".



Anche se la Merkel ha scelto di essere laconica, il fatto che abbia detto queste cose è rilevante. Per anni, i funzionari tedeschi, come le loro controparti politiche di tutto il continente, hanno fermamente negato l'esistenza nei loro paesi di posti in cui lo Stato di diritto non si estende. Anche i funzionari di altri paesi, come la Svezia e la Francia, hanno fatto altrettanto. Nel gennaio 2015, il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, minacciò di querelare Fox News dopo che l'emittente tv aveva detto che nella capitale francese c'erano delle "no-go zones". La Hidalgo disse all'epoca in un'intervista alla CNN che "l'onore e l'immagine di Parigi" erano stati danneggiati. Una tipica affermazione sorprendente, che ignorava il fatto che se "l'immagine di Parigi" era allora danneggiata, beh, era dovuto alla strage di dodici persone tra giornalisti, vignettisti e poliziotti nella sede parigina di Charlie Hebdo e al massacro di quattro persone in un supermercato kosher avvenuto due giorni dopo. Pertanto, le ammissioni come quelle della Merkel – al contrario degli insabbiamenti dei fatti come quello attuato dalla Hidalgo – vanno applaudite in misura non eccessiva, quando si verificano.

Solo una settimana dopo, è stato raggiunto un altro strano traguardo. Il 6 marzo scorso, il New York Times ha pubblicato in prima pagina un articolo – corredato di foto – che nessuno si sarebbe aspettato di vedere sul quotidiano. Sotto il titolo "Le granate scuotono la Svezia", il NYT ha riportato la notizia della recente morte di un uomo di 63 anni avvenuta a Varby Gard, alla periferia di Stoccolma. Come documenta l'articolo, Daniel Cuevas Zuniga aveva appena finito il turno di notte come operatore in una struttura per adulti disabili e si stava recando a casa in bicicletta in compagnia della moglie, quando ha visto per terra un oggetto sferico e si è fermato per raccoglierlo. Era una granata modello M75, la sua carica esplosiva e le 3mila sfere di cristallo hanno ucciso l'uomo e ferito la donna.

Come ammesso dal quotidiano, non è stato un episodio isolato, ma quanto accaduto fa parte di un'escalation di violenza – violenza che include l'uso di bombe a mano – causata dall'afflusso nel paese scandinavo di bande e armi straniere (in gran parte legate alle guerre balcaniche degli anni Novanta). Il NYT riporta la testimonianza di un richiedente asilo libanese, Paulus Borisho, che in precedenza aveva fatto parte di un commando di una milizia libanese. L'uomo si trovava nel suo negozio di kebab quando ha sentito l'esplosione. Come si legge nell'articolo:

"Il fatto che una granata si trovasse sul marciapiede all'esterno di un negozio di kebab, a pochi passi da una scuola elementare, è stato difficile per lui da accettare.

"Ora quando penso al futuro, ho paura", ha detto. "Ho paura per l'Europa."

Fa bene ad averne. Il giornale ha perfino avuto la correttezza di menzionare gli amici del compianto signor Zuniga, i quali hanno riferito che l'uomo si era lamentato dei recenti "cambiamenti a Varby Gard" ed era "deluso dal fatto che la polizia non esercitava un maggior controllo". E aveva tutte le ragioni per esserlo.

Ovviamente, nel corso degli ultimi anni, l'escalation di violenza ad opera delle bande criminali – e soprattutto gli episodi di violenza in cui si ricorre all'uso di bombe a mano – è stata segnalata anche da altri mezzi di informazione. Questi ultimi hanno sottolineato i modi spesso ridicoli con cui la polizia svedese affronta tale problema. Ad esempio, il fatto che il capo della polizia Linda Staaf abbia di recente cercato di dissuadere le gang dall'uso delle granate nel paese, rilevando che il lancio delle bombe a mano è pericoloso perché la persona che strappa la linguetta della granata "potrebbe esporsi a un enorme rischio". Giornali come il New York Times hanno mostrato poco interesse verso questi problemi – problemi che sono peggiorati a tal punto che il premier Stefan Löfven ha perfino minacciato di inviare l'esercito in alcuni sobborghi svedesi.

Invece, quotidiani come il NYT negli anni passati hanno mostrato una certa tendenza a negare l'esistenza dei problemi così come ha fatto Angela Merkel riguardo ai dilemmi che l'immigrazione di massa dai paesi in via di sviluppo sta causando in Europa. Tali giornali hanno tendenzialmente elogiato il "coraggio" di interrompere gli ordinari controlli alle frontiere coprendo o ignorando le terribili conseguenze dell'importazione di milioni di persone le cui identità sono sconosciute. E ovviamente, come il sindaco Hidalgo a Parigi, sono soliti prendersela con il messaggero più che riportare le notizie, liquidando episodi del genere come "fake news", propaganda della "destra alternativa" o della "estrema destra".

Lo scorso anno, i media mainstream sapevano a cosa si riferisse Donald Trump con la celebre frase: "Avete visto che è successo la notte scorsa in Svezia" [pronunciata nel corso di un comizio in Florida]. Sapevano che alludeva a un servizio visto su Fox News riguardante il deteriorarsi della situazione in quel paese. Ma i media hanno preferito non affrontare il problema, ridere del presidente e ridicolizzare l'idea che ci fossero problemi nel paradiso scandinavo.

Il New York Times ha rimarcato che i commenti del presidente Trump erano "sconcertanti", mentre gran parte degli altri media si sono limitati a dire che la Svezia, terra di infinita pace e patria dell'Ikea, era stata tristemente calunniata dal Presidente.

Le due ammissioni a sorpresa – e a pochi giorni di distanza – da parte della cancelliera Merkel e del New York Times di fatti che entrambi e i loro apologeti hanno a lungo voluto far credere che fossero immaginari potrebbero rappresentare una sorta di passo avanti. Ma non possono lasciare spazio all'ottimismo. Anziché dimostrare che le cose stanno migliorando, ammettere ciò che è visibile agli occhi dei cittadini europei è una constatazione del fatto che la situazione è talmente critica e palese che perfino la "Signora in Grigio [storico nomignolo del NYT, N.d.T.] e Mutti Merkel non sono più in grado di ignorarla. Se è così, allora occorre pensare: immaginiamoci come sarebbe stata risolta se i dinieghi non fossero mai cominciati!

Douglas Murray è uno scrittore britannico, un analista e opinionista, che risiede e lavora a Londra, in Inghilterra. Il suo ultimo libro, The Strange Death of Europe: Immigration, Identity, Islam, è un best-seller internazionale.




https://it.gatestoneinstitute.org/12167/europa-diniego


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 19/04/2018, 19:06 
vimana131 ha scritto:
Cita:

Il caro prezzo del diniego



Ammettere ora ciò che è visibile agli occhi dei cittadini europei è una constatazione del fatto che la situazione è talmente critica e palese che perfino la cancelliera Merkel e il New York Times non sono più in grado di ignorarla.

Se è così, allora occorre pensare: immaginiamoci come sarebbe stata risolta se i dinieghi non fossero mai cominciati!

È possibile che i politici e i media mainstream abbiano finito per ammettere ciò che l'opinione pubblica europea può vedere con i propri occhi? Due episodi recenti indicano che potrebbe essere così.

Il primo riguarda un'ammissione fatta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale circa sei mesi dopo l'imbarazzo del suo partito alle elezioni politiche nazionali è finalmente riuscita a mettere insieme un governo di coalizione. Nel settembre scorso, non solo il partito della Merkel e i suoi partner di coalizione nel governo precedente hanno subito una memorabile sconfitta elettorale, ma hanno anche assistito all'entrata in parlamento dell'Afd (Alternativa per la Germania), il partito anti-immigrazione fondato nel 2013 e che ora è così grande da costituire la prima forza di opposizione nel paese. Se gli elettori tedeschi avessero voluto inviare un segnale, non avrebbe potuto essere più chiaro.

E forse è stato anche ascoltato. Lunedì 26 febbraio, la Merkel ha rilasciato un'intervista all'emittente televisiva tedesca N-TV, in cui ha finalmente ammesso l'esistenza nel suo paese di "no-go zones", ossia "zone dove nessuno si azzarda a entrare". E ha aggiunto: "Questi posti esistono, vanno chiamati col loro nome e bisogna fare qualcosa a riguardo". La Cancelliera ha affermato che privilegerà una politica di "tolleranza zero" verso tali posti, ma non ha detto dove siano. Due giorni dopo, il suo portavoce Steffen Seibert ha sottolineato che "le parole della Cancelliera parlano da sole".



Anche se la Merkel ha scelto di essere laconica, il fatto che abbia detto queste cose è rilevante. Per anni, i funzionari tedeschi, come le loro controparti politiche di tutto il continente, hanno fermamente negato l'esistenza nei loro paesi di posti in cui lo Stato di diritto non si estende. Anche i funzionari di altri paesi, come la Svezia e la Francia, hanno fatto altrettanto. Nel gennaio 2015, il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, minacciò di querelare Fox News dopo che l'emittente tv aveva detto che nella capitale francese c'erano delle "no-go zones". La Hidalgo disse all'epoca in un'intervista alla CNN che "l'onore e l'immagine di Parigi" erano stati danneggiati. Una tipica affermazione sorprendente, che ignorava il fatto che se "l'immagine di Parigi" era allora danneggiata, beh, era dovuto alla strage di dodici persone tra giornalisti, vignettisti e poliziotti nella sede parigina di Charlie Hebdo e al massacro di quattro persone in un supermercato kosher avvenuto due giorni dopo. Pertanto, le ammissioni come quelle della Merkel – al contrario degli insabbiamenti dei fatti come quello attuato dalla Hidalgo – vanno applaudite in misura non eccessiva, quando si verificano.

Solo una settimana dopo, è stato raggiunto un altro strano traguardo. Il 6 marzo scorso, il New York Times ha pubblicato in prima pagina un articolo – corredato di foto – che nessuno si sarebbe aspettato di vedere sul quotidiano. Sotto il titolo "Le granate scuotono la Svezia", il NYT ha riportato la notizia della recente morte di un uomo di 63 anni avvenuta a Varby Gard, alla periferia di Stoccolma. Come documenta l'articolo, Daniel Cuevas Zuniga aveva appena finito il turno di notte come operatore in una struttura per adulti disabili e si stava recando a casa in bicicletta in compagnia della moglie, quando ha visto per terra un oggetto sferico e si è fermato per raccoglierlo. Era una granata modello M75, la sua carica esplosiva e le 3mila sfere di cristallo hanno ucciso l'uomo e ferito la donna.

Come ammesso dal quotidiano, non è stato un episodio isolato, ma quanto accaduto fa parte di un'escalation di violenza – violenza che include l'uso di bombe a mano – causata dall'afflusso nel paese scandinavo di bande e armi straniere (in gran parte legate alle guerre balcaniche degli anni Novanta). Il NYT riporta la testimonianza di un richiedente asilo libanese, Paulus Borisho, che in precedenza aveva fatto parte di un commando di una milizia libanese. L'uomo si trovava nel suo negozio di kebab quando ha sentito l'esplosione. Come si legge nell'articolo:

"Il fatto che una granata si trovasse sul marciapiede all'esterno di un negozio di kebab, a pochi passi da una scuola elementare, è stato difficile per lui da accettare.

"Ora quando penso al futuro, ho paura", ha detto. "Ho paura per l'Europa."

Fa bene ad averne. Il giornale ha perfino avuto la correttezza di menzionare gli amici del compianto signor Zuniga, i quali hanno riferito che l'uomo si era lamentato dei recenti "cambiamenti a Varby Gard" ed era "deluso dal fatto che la polizia non esercitava un maggior controllo". E aveva tutte le ragioni per esserlo.

Ovviamente, nel corso degli ultimi anni, l'escalation di violenza ad opera delle bande criminali – e soprattutto gli episodi di violenza in cui si ricorre all'uso di bombe a mano – è stata segnalata anche da altri mezzi di informazione. Questi ultimi hanno sottolineato i modi spesso ridicoli con cui la polizia svedese affronta tale problema. Ad esempio, il fatto che il capo della polizia Linda Staaf abbia di recente cercato di dissuadere le gang dall'uso delle granate nel paese, rilevando che il lancio delle bombe a mano è pericoloso perché la persona che strappa la linguetta della granata "potrebbe esporsi a un enorme rischio". Giornali come il New York Times hanno mostrato poco interesse verso questi problemi – problemi che sono peggiorati a tal punto che il premier Stefan Löfven ha perfino minacciato di inviare l'esercito in alcuni sobborghi svedesi.

Invece, quotidiani come il NYT negli anni passati hanno mostrato una certa tendenza a negare l'esistenza dei problemi così come ha fatto Angela Merkel riguardo ai dilemmi che l'immigrazione di massa dai paesi in via di sviluppo sta causando in Europa. Tali giornali hanno tendenzialmente elogiato il "coraggio" di interrompere gli ordinari controlli alle frontiere coprendo o ignorando le terribili conseguenze dell'importazione di milioni di persone le cui identità sono sconosciute. E ovviamente, come il sindaco Hidalgo a Parigi, sono soliti prendersela con il messaggero più che riportare le notizie, liquidando episodi del genere come "fake news", propaganda della "destra alternativa" o della "estrema destra".

Lo scorso anno, i media mainstream sapevano a cosa si riferisse Donald Trump con la celebre frase: "Avete visto che è successo la notte scorsa in Svezia" [pronunciata nel corso di un comizio in Florida]. Sapevano che alludeva a un servizio visto su Fox News riguardante il deteriorarsi della situazione in quel paese. Ma i media hanno preferito non affrontare il problema, ridere del presidente e ridicolizzare l'idea che ci fossero problemi nel paradiso scandinavo.

Il New York Times ha rimarcato che i commenti del presidente Trump erano "sconcertanti", mentre gran parte degli altri media si sono limitati a dire che la Svezia, terra di infinita pace e patria dell'Ikea, era stata tristemente calunniata dal Presidente.

Le due ammissioni a sorpresa – e a pochi giorni di distanza – da parte della cancelliera Merkel e del New York Times di fatti che entrambi e i loro apologeti hanno a lungo voluto far credere che fossero immaginari potrebbero rappresentare una sorta di passo avanti. Ma non possono lasciare spazio all'ottimismo. Anziché dimostrare che le cose stanno migliorando, ammettere ciò che è visibile agli occhi dei cittadini europei è una constatazione del fatto che la situazione è talmente critica e palese che perfino la "Signora in Grigio [storico nomignolo del NYT, N.d.T.] e Mutti Merkel non sono più in grado di ignorarla. Se è così, allora occorre pensare: immaginiamoci come sarebbe stata risolta se i dinieghi non fossero mai cominciati!

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https://it.gatestoneinstitute.org/12167/europa-diniego


Si dai, continuiamo a dare spazio e visibilita' alla propaganda del Gatestone Institute. Poi non lamentiamoci se ci mettono a 90 e ci fanno adottare il social media points system. (http://www.ufoforum.it/viewtopic.php?p=471483#p471483)



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"Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te hanno perso la testa, forse non hai afferrato bene la situazione" - Jean Kerr

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"Chi e' disposto a dar via le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non otterra' né la liberta' ne' la sicurezza ma le perdera' entrambe" - Benjamin Franklin

"Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni" - Emil Cioran

"Quanto piu' una persona e' intelligente, tanto meno diffida dell'assurdo" - Joseph Conrad

"Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse." – Osho

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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 26/05/2018, 15:22 
Cita:

Germania, se il prete dice messa con il velo islamico


Berlino, 26 mag – In linea con la politica di Papa Francesco e dell’accoglienza a tutti i costi, un prete cattolico in Germania ha avuto la brillante idea di indossare il velo islamico durante l’omelia pentecostale di domenica scorsa. Wolfgang Sedlmeier, parroco della chiesa di Nostra Signora di Aalen, ha voluto protestare in maniera quantomeno coreografica contro le affermazioni che Alice Weidel, leader dell’AfD, ha recentemente esposto durante un cruciale dibattito sui bilanci nelle aule del Parlamento tedesco. La Weidel, ignorando la linea del politicamente corretto in voga nei palazzi di potere, aveva dichiarato in quella sede: “Posso assicurarvi che i burqa, le ragazze con il velo e gli uomini armati di coltelli tradizionali che vivono di sussidi statali non assicureranno la nostra prosperità né la nostra crescita economica, e ancor meno la sopravvivenza del nostro stato sociale”.

La rappresentante del partito di destra si è poi scagliata contro le folli spese della Germania per l’Ue, denunciando una vera e propria perdita di sovranità del Paese a fronte dello strapotere di Bruxelles e una dipendenza dalla migrazione compensativa a fronte di un basso tasso di natalità, e accusando di palese malafede il governo in carica. L’invettiva della Weidel difatti proseguiva così: “La Germania da molto tempo è diventata un Paese di immigrazione massiva per chi non ha alcun tipo di specializzazione, e di emigrazione per i cittadini qualificati. Cosa fate per arginare questi fenomeni? Chi dovrebbe pagare le pensioni statali in futuro? Chi le sta pagando ora? Il popolo tedesco sembra essere completamente irrilevante per voi. Vi limitate soltanto a osservare il crollo verticale della nostra nazione e talvolta abbiamo l’impressione che addirittura questa caduta vi rallegri! Ma probabilmente questo corrisponde alla vostra morale e ai vostri valori etici”.

Un duro atto d’accusa terminato con l’affermazione: “La prosperità può essere assicurata solo se investiamo nella sicurezza dei nostri confini e nelle nostre generazioni future”. Ma sono soprattutto le frasi sul velo islamico ad aver scatenato le ire del prete cattolico, che ha pensato bene di rispondere con una provocazione, indossando l’hijab durante la celebrazione, giudicando le parole della Weidel “osservazioni offensive che vanno contro la dignità umana e lo spirito pentecostale”. Nel dibattito scatenatosi in seguito è intervenuta anche la Curia, nella persona di Gebhard Furst, vescovo di di Rottenburg-Stoccarda, che ha detto di condividere la critica al pensiero di Alice Weidel, pur essendo in disaccordo con i modi della protesta. E pensare che noi credevamo che don Biancalani fosse uno sfortunato caso statistico.



https://www.ilprimatonazionale.it/ester ... ico-86152/


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 03/06/2018, 20:46 
Cita:
Bagnai: ‘Era previsto uno scontro tra USA e Germania. Finirà male per quest’ultima’

http://www.imolaoggi.it/2018/06/03/bagn ... estultima/



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 03/06/2018, 22:15 
non so perchè ma queste cose mi fanno godere... A voi no? E pure gli usa mi stanno sulle scatole ma sai com'è il nemico del mio nemico è mio amico...



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 03/06/2018, 23:22 
cari amici, per capire,
guardare quanti Tedeschi ci sono negli Stati Uniti

https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uni ... Demografia
ciao
mauro



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 04/06/2018, 08:41 
MaxpoweR ha scritto:
non so perchè ma queste cose mi fanno godere... A voi no? E pure gli usa mi stanno sulle scatole ma sai com'è il nemico del mio nemico è mio amico...

Concordo :)
Però Trump vuole mettere in riga la Merkel perché, oltre alla questione del surplus, si è avvicinata troppo a zio Vlad... Quindi noi scordiamoci la revoca delle sanzioni alla Russia!
Pena attentato del solito zulù mentalmente instabile "già conosciuto alle forze dell'ordine".
In teoria avremmo il diritto di rimanere equidistanti, alleati (per forza di cose, vista l'occupazione militare) ma mantenendo una certa autonomia, perché non possiamo permetterci di tagliare i ponti con Russia e Iran per fare un favore a loro. Per noi sono tanti soldini...
Nella pratica non si sa.
Comunque con Moavero Milanesi agli esteri non aspettiamoci mosse rivoluzionarie.



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 08/06/2018, 16:28 
Cita:
Angela Merkel, il piano per strozzare l'Italia: il nuovo Fondo monetario europeo, scenario spaventoso

http://www.liberoquotidiano.it/news/eco ... talia.html

Avete capito quei volponi dei tedeschi?



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 08/06/2018, 16:33 
..I soliti Paesi con le ... corna in testa! [:291] [:246]



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 08/06/2018, 16:43 
Forse chi c'era prima avrebbe accettato senza battere ciglio pronunciando la solita emblematica frase "Per il bene dell'Europa" ma ora per fortuna abbiamo un nuovo governo e per Merkel e Macron non c'è trippa per gatti.



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 08/06/2018, 19:20 
[:296] ... Speriamo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 13/06/2018, 18:56 
Cita:
Dieselgate, in Germania multa da 1 miliardo di euro per Volkswagen. L'azienda: "Pagheremo"

http://www.repubblica.it/economia/2018/ ... 198930086/

Ai tedeschi non sembra girar bene ultimamente [:297]



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 17/06/2018, 14:41 
Cita:
Islamizzazione: sembra la Turchia ma è la Germania della Merkel

http://www.imolaoggi.it/2018/06/17/isla ... la-merkel/



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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 17/06/2018, 19:20 
(... capito perché er sor Macron se da' da fa' ...!) [;)]


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 Oggetto del messaggio: Re: Germania: locomotiva d' Europa?
MessaggioInviato: 20/06/2018, 11:57 
Dieselgate, arrestato il ceo di Audi, Stadler

Secondo quanto comunicato dai magistrati, l'arresto è motivato dal rischio di occultamento delle prove: è accusato di frode, dichiarazioni false e omissioni.
https://www.google.it/amp/s/www.milanof ... 1147504012

[}:)]



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