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Stellare
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MessaggioInviato: 09/08/2012, 17:45 
L' ILVA sta UCCIDENDO la gente.


La sua chiusura è una necessità inevitabile, perchè i soldi per bonificare e ristrutturare tutto non ci sono.

E senza contare che i responsabili andrebbero messi in manette, NON ri-finanziati con soldi pubblici per spostare tutto in Cina.

E chi se la prenderebbe un rottame avvelenato come quello? Dove hai solo spese nei primi 50 anni?


Ergo l' ILVA va chiusa, punto. Poi cosa ci sarà al suo posto è il problema numero 2.


Intanto assistiamo al tribunale del riesame che cancella la giusta decisione presa dalla coraggiosa GIP Todisco,

col ministero dell' ambiente che tende la mano all' ILVA, e che si scopre con le intercettazioni essere "uno dei loro",

sappiamo già come andrà a finire, questi sono il governo delle banche e dei petrolieri, figurati.


E visto che si usa giustamente parlare di conoscenze personali delle economie locali, lasciatemi dire una cosa sulle tanto vituperate basi NATO.

Intorno ad esse si sviluppa una vera e propria economia locale,

addirittura una regione sperduta DAL NULLA può dare lavoro a tutti in un modo o nell' altro, esempio con strutture ricreative.


Sarebbe una ottima soluzione per il problema della ricollocazione di tutti quei lavoratori.


Certo, a differenza dell' ILVA dovremo imporre di rispettare le norme per l' ambiente.

Ma almeno i sottomarini hanno il pregio che non emettono gas tossici nell' atmosfera, mi spiace DAVVERO dirlo ma considerata la situazione attuale sarebbe già un guadagno.

Almeno l' aria comincerebbe lentamente a tornare respirabile.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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MessaggioInviato: 10/08/2012, 11:30 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:

Cita:
Thethirdeye ha scritto:
E non c'è niente di male a pensar male....
soprattutto in questo paese di burattini.

E' perfettamente lecito.


....... [}:)]

Questo documento è del Dicembre del 2000:
http://www.ansa.it/documents/1344272579 ... anto01.pdf

Perchè se ne sono usciti solo ora?
Qualcuno è in grado di spiegarlo?


L'Ilva è sotto indagine fin da quando era pubblica (credo che la prima condanna per problemi di inquinamento sia del 1982). E di indagini, quindi, ne ha subite parecchie. Il sequestro nasce da un'indagine iniziata nel 2009, ed è, appunto, solo l'ultima.

A dimostrazione del fatto che quando le cose non si sanno si vedono ombre più facilmente.

Atzlan, te lo dico perchè ho una esperienza un po' più diretta di Marghera: non basta chiudere una fabbrica per risolvere il problema inquinamento, perchè il problema non è solo l'emissione di gas. Ci sono polveri e fanghi che hanno inquinato sia il mare che i terreni circostanti, e, penso, anche le falde. E' come se dicessi che a Cernobyl basta chiudere tutto e buonanotte. Bisogna invece bonificare l'area, e servono soldi che, per legge, devono essere PUBBLICI perchè è l'autorità pubblica a dover tutelare la salute dei cittadini. Poi il privato può essere condannato a pagare i danni, ma intanto... Torno all'esempio nucleare: pensa a Fukushima, che è privata. Lo Stato non può dire ai cittadini "prendetevela col privato, io soldi pubblici per risanare non ce ne metto".

Anche perchè, ripeto, l'Ilva era Italsider ed era pubblica. In più, anche la zona dell'arsenale ha prodotto danni, e ci sono anche altri impianti in zona da verificare.

Sulla utilità della chiusura non voglio ritornare, tanto ho già scritto che si fa presto a disporre di decine di migliaia di operai dicendo "cercatevi un altro lavoro". Bella alternativa: da morti per l'inquinamento a morti di fame... Una genialata unica degna di Grillo ma non di chi "porta a casa la pagnotta". E se l'idea è quella di far lavorare mezza provincia di Taranto in "strutture ricreative", beh, vuol dire che non si ha idea di come funzioni il mondo.

Il problema ambientale non può in ogni caso essere risolto solo con la chiusura. Ed è un problema complesso: per cui, tutte le soluzioni "facili" sono fasulle, irreali e inadatte a risolvere davvero la questione. Certo, sui libri c'è scritto "questo è brutto" e quindi si ragiona solo di bella teoria. Ma la realtà è diversa: gli interessi a far vivere la gente in un ambiente pulito sono imprescindibili, ma non puoi mettermeli in contrasto con gli interessi, altrettanto legittimi, della stessa gente a non vivere di LSU o "strutture ricreative".

In più, c'è un altro problema, già detto ma ignorato: l'Ilva produce molto, e chiudendo l'Ilva si danneggerebbero molte altre aziende e attività, non solo del gruppo Riva. L'Italia produce più o meno 25 milioni di tonnellate di acciaio e ne importa 1,5. Chiudere l'Ilva significa perdere di botto circa 1/5 dell'acciaio italiano, con conseguente aumento delle importazioni.

Chi parla di chiusure si rende conto che l'Italia le sue industrie le sta perdendo tutte? Che se siamo fermi nello sviluppo è proprio perchè non sappiamo curare il nostro sistema industriale? Occorre aprire nuove fabbriche, non chiuderle. E bisogna essere sempre un passo avanti agli altri, per essere competitivi. Per cui l'Ilva non va chiusa, va rimodernata.


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MessaggioInviato: 12/08/2012, 01:01 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:



Tratto da:
http://nonlavorarestanca.blog.lettera43 ... deo-shock/

“La gravità dell’inquinamento nella zona in cui Matacchiera ha ha prelevato il campione è gravissima ed è attestata da una relazione scientifica del 2009 a cura di Nicola Cardellichio del Cnr diTaranto e di Luigi Lopez dell’Università di Bari, che definisce i sedimenti come “una fase di accumulo di inquinanti e sede di importanti processi chimico-fisici che influenzano la biodiversità e la speciazione”, ha spiegato in un comunicato Angelo Bonelli, leader dei Verdi. “Nella zona di mare limitrofa a Ilva ed Eni gli scarichi industriali, secondo la relazione, ammontano a 3.480.000 metri cubi al giorno per Ilva, mentre quelli Eni sono 240 mila metri cubi ogni giorno.

In totale verrebbero scaricati ogni ora 13,2 chilogrammi di idrocarburi alifatici (definiti anche come “grassi”) di cui il 7% proviene dagli scarichi Eni e il 93% dagli scarichi Ilva. Dai dati della relazione gli Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici) dell’Eni ammonterebbero a 5 grammi/ora, mentre quelli dell’Ilva a 3 chili e 460 grammi/ora”.





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Testimonianza video sui fumi dell'ILVA:

<EMBED WIDTH="420" HEIGHT="315" SRC="http://www.youtube-nocookie.com/v/SCge_VcO_Z4?version=3&hl=it_IT&rel="0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"" HIDDEN="false" AUTOSTART="true" LOOP="true" volume="100"></EMBED>











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नमस्ते

•Skywatchate più che potete•

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Time to eat all your words
Swallow your pride
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MessaggioInviato: 12/08/2012, 19:05 
ILVA: STUDIO RISCHIO +15% TUMORI, +30% POLMONI - E' maggiore del 15% l'incidenza dei tumori nell'area del sito dell'Ilva di Taranto, con un picco del 30% in più per quelli al polmone: i dati saranno presentati al ministero della Salute a metà settembre prossimo. Il ministro Renato Balduzzi riceverà nei prossimi giorni nuovi dati sul rischio dal Centro per il controllo delle malattie.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 30447.html



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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MessaggioInviato: 12/08/2012, 19:58 
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Qui invece non vedo e non sento non parlo [xx(]
Si è fatto qualcosa?

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Quirra, Sardegna: da paradiso terrestre
a inferno di tumori e nascite mostruose


Agnelli a sei zampe, capre con due teste e occhi sulla nuca. Non siamo in una brutta fiaba, ma in una delle zone più belle e considerate incontaminate della Sardegna, a nord di Cagliari. Lì, le nascite di bestiame malformato si accompagnano a morti misteriose e a uno spaventoso incremento di tumori. La denuncia dell'Asl, i sospetti sulla base militare, l'inchiesta della Procura

Silvia Vicchi

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CAGLIARI – Agnelli a sei zampe, capre con due teste e occhi sulla nuca. Non siamo in una brutta fiaba, ma in una delle zone più belle e considerate incontaminate della Sardegna, dove ogni anno centinaia di turisti approdano per le vacanze estive. In pochi chilometri quadrati, nella zona di Quirra, a nord est di Cagliari, le nascite di bestiame mostruosamente malformato si accompagnano a misteriose morti umane e a uno spaventoso incremento di tumori, denunciato dall’ASL di Cagliari in una dettagliata relazione.

LA SPERIMENTAZIONE DI ARMI - Dati precisi e allarmanti, tali da convincere il procuratore capo di Lanusei, Domenico Fiordalisi, ad aprire un’inchiesta. Oggetto dell’indagine, le reali conseguenze lasciate in eredità dal poligono militare interforze “Salto di Quirra”, la più importante base europea per la sperimentazione di nuove armi, missili e razzi, una polveriera nel cuore della Sardegna, dove esercito italiano e aziende private collaudano mezzi bellici da esportare nelle diverse guerre nel mondo. E dove la gente va in vacanza.

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La spiaggia di Quirra, paradiso contaminato?

IL PERICOLO INVISIBILE – «Siamo arrivati alla spiaggia di Quirra durante un’esplorazione a piedi, mentre eravamo in ferie – racconta Luca Dainesi, con la moglie e la figlia – Un mare da sogno, silenzio, paesaggio stupendo. Nulla che indicasse la pericolosità della zona, solo una leggera recinzione priva di segnaletica». Confermano altri turisti: «Per un mese io e i miei bambini abbiamo mangiato ricotta fatta col latte delle pecore che si abbeverano nel torrente Quirra e verdura annaffiata con la stessa acqua. – dice Silvia – Nessuno ci ha informati del pericolo».

CRESCITA VERTIGINOSA DEI TUMORI – Il poligono si estende per 120 chilometri quadrati, in un’area naturale a pascolo, su un mare caraibico. Oggi al poligono non si spara più, gli esperimenti sono sospesi e s’indaga per omicidio plurimo, inquinamento ambientale, omissione di atti di ufficio. L’ASL di Cagliari denuncia che “il 65% del personale impegnato con la conduzione degli animali negli allevamenti ubicati entro il raggio di 2,7 km dalla base militare di Capo San Lorenzo a Quirra, risulta colpito da gravi malattie tumorali e si evidenzia una tendenza all’incremento”.

ARMI CHIMICHE? C’È IL SEGRETO MILITARE – Una strage che ha un nome, a differenza dei colpevoli: si chiama “sindrome di Quirra” e vede da anni cittadini e associazioni, in prima linea per conoscere cause e rischi. Le voci che circolano parlano di sperimentazione di armi chimiche per la distruzione umana, ma la sola certezza è la loro pericolosità e l’omertà in cui la vicenda è avvolta, grazie al segreto militare e industriale.

ORDIGNI AL FOSFORO BIANCO E SMALTIMENTI BELLICI - Nella relazione dell’ASL di Cagliari si cita una famiglia di pastori di Tintinau, dove tre persone si sono ammalate di tumore in pochi anni, mentre a Escalaplano, 2.500 abitanti, nove bambini sono nati gravemente malformati. Una strage di Stato, senza certezze ufficiali. Quel che è certo l’uso di ordigni al fosforo bianco e documenti militari che indicano la zona di Quirra come “luogo ove sotterrare dei fusti al napalm”, oltre alle esplosioni usate per smaltire i rifiuti militari, dove i soldati agivano a mani nude e senza alcun tipo di protezione.

LE BUGIE SULLE OPERAZIONI MILITARI – In questo lembo di Eden all’apparenza non toccato dall’inquinamento, i pastori per anni hanno usato il materiale residuo dalle esplosioni per accendere il fuoco dove cuocere il cibo, facendo il pieno di torio, sostanza contenuta nel sistema di direzione dei missili anticarro, capace di entrare nel circolo sanguigno e nel cervello. Quindici pastori deceduti per tumore sono stati riesumati e sottoposti ad autopsia, da cui risulta che per 12 di loro il livello di torio 232, piombo, antipiombo, cadmio e altri metalli tossici, è impressionante. Il procuratore capo Fiordalisi avanza l’ipotesi di una vera e propria menzogna sulle operazioni militari a Quirra: “Menzogna specifica dietro cui mascherare lo smaltimento illecito di rifiuti militari“, cioè bombe e munizioni non più utili provenienti dagli arsenali dell’Aeronautica italiana.

LE TRAGICHE TESTIMONIANZE – Le testimonianze sono tante e circostanziate, oltre che drammatiche. Tra queste, F.M. che ha denunciato la morte del fratello, militare nella base di Perdasdefogu, a Quirra, colpito da una forma di tumore al testicolo, seguito da un linfoma non Hodgkin, che lo ha ucciso a soli 31 anni. Due forme di tumore tipiche dell’esposizione all’uranio impoverito. Lo stesso cancro di cui ha sofferto T.M., che dal 1992 ha vissuto a Perdasdefogu, sede del Poligono militare di Quirra. C.M., sottufficiale dell’Aeronautica militare, in servizio permanente nella zona, ha avuto il secondo figlio, Andrea, nato con un tumore al rene e morto dopo solo un mese. D. 35 anni, militare a Quirra, si è ammalato di cancro, come R. S, 39 anni, che bonificava il terreno del poligono e nel 2008 ha scoperto di essere affetto di un tumore al testicolo sinistro. M., caporal maggiore dell’Esercito, a 28 anni ha scoperto di avere un linfoma di Hodgkin ed è in cura presso l’ospedale oncologico di Cagliari. Per circa due anni e mezzo ha prestato servizio al poligono interforze di Perdasdefogu. I medici, alla scoperta della malattia, le hanno chiesto se fosse stata in quella zona, a confermare che siamo già oltre alle semplici ipotesi. Così R.C., che ha prestato servizio di leva nello stesso luogo, in Aeronautica Militare: «Nella base mi occupavo della sorveglianza dell’armeria – racconta – dov’erano stoccate le munizioni, ma mi è anche capitato di essere impiegato per il recupero dei bossoli sparati durante le esercitazioni militari e nel servizio antincendio. Il tutto senza nessuna protezione. Nel 2003 mi è stato diagnosticato un linfoma di Hodking».

E NON SONO SOLO COINCIDENZE… – Difficile credere che siano tutte coincidenze. Ma c’è chi, pur di fronte all’evidenza, contesta certe letture sul caso Quirra. In un territorio pesantemente colpito dalla crisi economica e da una veloce spopolamento, la vera sfida sarà trovare un equilibrio tra il bisogno di lavorare, la salute e la tutela dell’ambiente.

Source: Quirra, Sardegna: da paradiso ...e | ilVostro Quotidiano Online


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Cita:
lasciatemi dire una cosa sulle tanto vituperate basi NATO.

Intorno ad esse si sviluppa una vera e propria economia locale,

addirittura una regione sperduta DAL NULLA può dare lavoro a tutti in un modo o nell' altro, esempio con strutture ricreative.


Sarebbe una ottima soluzione per il problema della ricollocazione di tutti quei lavoratori.


Si lo sò i sottomarini non sono un poligono di tiro. Non cerco la polemica su quanto ho quotato.
Ma se le basi NATO in una regione danno lavoro e benessere ed in un'altra regione storpiano ed ammazzano, il bilancio non quadra.
Vogliamo curare tutti i mali? allora estirpiamo tutte le erbacce a 360° tanto per essere equi.
Daccordo, iniziamo dall'ILVA, ma poi non ci si fermi qui.

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Ultima modifica di Wolframio il 12/08/2012, 20:27, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 12/08/2012, 20:03 
C'è un topic sull'argomento..... [;)]

Sindrome di Quirra, magistratura apre un’inchiesta
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=9195



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MessaggioInviato: 12/08/2012, 20:26 
Cita:
Thethirdeye ha scritto:


C'è un topic sull'argomento..... [;)]

Sindrome di Quirra, magistratura apre un’inchiesta
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=9195


Ho messo l'articolo sulla Sardegna come valore aggiunto al mio punto di vista sul caso ILVA [:)]


Ultima modifica di Wolframio il 12/08/2012, 20:32, modificato 1 volta in totale.


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MessaggioInviato: 12/08/2012, 21:13 
Di siti da bonificare ce ne sono tanti, l'importante è che si usi questa vicenda "mediaticamente rilevante" per aprire un discorso serio sullo sviluppo industriale dell'Italia, secondo due principi (per me): tutela del lavoro e tutela dell'ambiente. Un lavoro che uccide non è lavoro, e un ambiente pulito senza lavoro serve solo a morire sani di fame.

Non capisco perchè (tornando all'Ilva) il GIP abbia emesso un'ordinanza prima ancora che arrivassero le motivazioni del riesame. Oggettivamente, è molto pericoloso: il GIP ha "interpretato" una decisione senza avere le basi per interpretarla. E se le motivazioni sono contrarie alla sua idea? Ha agito troppo in fretta, e rischia di prendersi la classica tramvata. Oltre ad esporsi a polemiche politiche. Tutta questa furia non ha senso: sourtout pas trop de zèle...

Anzi, il comportamento del GIP potrebbe proprio giustificare iniziative politiche e amministrative... Cavolo, aspetta le motivazioni, ti pari il sedere! Se perdi credibilità, fai solo un danno all'inchiesta, altro che "intransigenza".


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MessaggioInviato: 12/08/2012, 21:21 
Cita:
Wolframio ha scritto:

Cita:
Thethirdeye ha scritto:


C'è un topic sull'argomento..... [;)]

Sindrome di Quirra, magistratura apre un’inchiesta
http://www.ufoforum.it/topic.asp?TOPIC_ID=9195


Ho messo l'articolo sulla Sardegna come valore aggiunto al mio punto di vista sul caso ILVA [:)]


Hai fatto bene.. volevo solo segnalarti la discussione,
per eventuali aggiornamenti futuri... [;)]



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Vertice straordinario a Milano. «Scelta che aumenta la tensione»

Ferrante: «E' chiaro che vogliono chiuderci»

«Se non produco come faccio a pagare 12 mila persone? Io ho sempre rispettato la magistratura. Ma in questo caso credo che il provvedimento non sia per nulla ragionevole»

Vertice straordinario a Milano. «Scelta che aumenta la tensione»

Ferrante: «E' chiaro che vogliono chiuderci»

«Se non produco come faccio a pagare 12 mila persone? Io ho sempre rispettato la magistratura. Ma in questo caso credo che il provvedimento non sia per nulla ragionevole»

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Gli impianti dell'Ilva (Imagoeconomica)
Blu jeans, camicia casual, giacca sulla spalla e le carte del giudice fra le mani. Un Bruno Ferrante informale si presenta nella sede Ilva di Milano alle quattro di un pomeriggio deserto. Il presidente dell'acciaieria più grande d'Europa ha convocato al volo un consiglio d'amministrazione straordinario. Spegne il telefonino e si infila dritto nella sala consiliare.

Un paio d'ore dopo, faccia stanca e fogli d'appunti sotto braccio, si avvia verso la sua Smart con l'aria sconsolata. «Non ce l'aspettavamo, assolutamente. Per noi è una doccia fredda» dice. Preoccupati? «Beh, a questo punto direi che è chiaro che una parte dei nostri interlocutori vuole chiudere l'Ilva. Siamo preoccupati, sì, sorpresi e molto preoccupati. Ma arresi mai. Andremo avanti fino alla fine di questa strada, faremo tutto ciò che serve per far valere le nostre ragioni». L'ex prefetto di Milano, l'uomo delle istituzioni scelto alla guida del gigante d'acciaio per la sua capacità di tessere relazioni e dialoghi con istituzioni e magistratura, adesso si sente sott'attacco. «Se la mia persona serve a rendere più forte le ragioni di quel dialogo è un bene. Però provvedimenti così drastici aumentano la tensione e rendono tutto più difficile. Comunque anche qui: niente resa. Sono convinto che un punto d'incontro sia ancora possibile».

La domanda del futuro è: se lo stabilimento non può produrre si può immaginare la cosiddetta «messa in libertà» per i lavoratori. Esiste il rischio del «tutti a casa»? Ferrante premette che «è prematuro parlare di qualunque cosa» ma aggiunge che di «tutti a casa» non vuole nemmeno sentirne parlare. E poi: «Io so soltanto che dire no all'attività produttiva vuol dire togliere la linfa vitale all'azienda. Viene meno la ragione stessa dell'esistenza dell'Ilva. E poi, banalmente: se non produco come faccio a pagare 12 mila persone?».

È sincero, l'ex prefetto, quando descrive la «sua» Ilva che «è vero, si è difesa male in sede processuale nel corso del tempo. Ha avuto un atteggiamento che poteva sapere un po' di arroganza e presunzione. C'è stato un difetto di comunicazione e un eccesso di conflittualità perché impugnava qualsiasi provvedimento». Ma adesso, almeno da quando è arrivato lui, le carte in tavola sono cambiate, «quell'atteggiamento è sparito» valuta lui. Possibile che nessuno ne tenga conto? Questo sembra chiedersi il presidente del gruppo siderurgico da 20 mila operai quando dice che «registro in tutti quelli con cui ho parlato un enorme sentimento di sorpresa. Dal ministro Clini al presidente della Regione Vendola ai sindacati... C'è stupore, specialmente dopo la decisione del Riesame che apriva la via di un risanamento possibile e dopo l'intesa che l'Ilva ha raggiunto con le istituzioni sulle cose da fare. Alcune di quelle cose le abbiamo proposte noi senza che ci sia nessun obbligo di legge».

C'è amarezza, nelle parole di Ferrante. Che proprio non si capacita di questa «grande differenza», come la definisce, fra la sentenza del Riesame e la nuova decisione del giudice Patrizia Todisco. «Il Riesame ci diceva "usate gli impianti al fine di risanare" e c'era in sottofondo anche la minaccia reale: "Se non risanate sappiate che chiuderete". Adesso il gip ribalta tutto. La sua logica è: "Non dovete produrre, dovete terminare l'attività". La chiusura è il suo obiettivo e non una possibilità alla quale si arriva se si è inadempienti».

Nel provvedimento del giudice c'è anche una riduzione degli incarichi che l'ex prefetto aveva avuto dal tribunale del Riesame. Non più custode e amministratore delle aree e degli impianti sotto sequestro ma responsabile delle questioni amministrative legate al personale. Un passaggio che Ferrante non vuole leggere come una dichiarazione di guerra. «Gli scenari di questa storia cambiano così velocemente che aggiorniamo le agende di ora in ora» dice. «Il mio compito, quello vero, è cercare di trovare una soluzione ragionevole per salvare l'azienda. Io ho sempre rispettato la magistratura, come credo che tutti possano riconoscermi. Ma in questo caso credo che fermare la produzione non sia per nulla ragionevole. Faremo ricorso e intanto aspetteremo le motivazioni del Riesame, come pensavamo che avrebbero fatto i nostri interlocutori della giustizia».

Fa un caldo moderato, all'ombra della sede milanese dell'Ilva. Il presidente guarda il telefonino che si illumina ogni dieci quindici secondi. Lo chiamano in mille. «Tutto lavoro per le prossime ore» sorride. Sale in macchina e torna a casa. «Vorrei riposare un po'». Oggi sarà un'altra giornata in salita. Per non parlare di domani: destinazione Taranto.

Giusi Fasano12 agosto 2012 | 8:57© RIPRODUZIONE RISERVATA

Source: Ferrante: «E' chiaro che vogliono chiuderci» - Corriere.it



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Ecco, appunto: i colpevoli si mettono a fare le vittime perseguitate.

Un'ordinanza emessa interpretando qualcosa di ancora sconosciuto non ha senso. Ora sarà tutto un "brutto GIP, cattiva magistratura", che non fa bene nè alla risoluzione del problema, nè alla magistratura. Ma caspita...


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MessaggioInviato: 12/08/2012, 23:42 
Il solito Sezione 9 , inizio a prendere gusto a saltare a piè pari i tuoi posts ...... non esiste un organo composto da esseri umani che non possa sbagliare !!!!!!! la cosiddetta magistratura non è affatto esente di errori vedi il caso Tortora ad esempio..


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MessaggioInviato: 13/08/2012, 00:16 
Cominci solo ora? Sei in ritardo, noi abbiamo già preso questa misura da un pezzo.


Quanto alla Sardegna, caro Wolf, io sono di Cagliari e ho aperto un topic a riguardo non solo di questo caso ma su tutto in generale.

Topic disertato dopo pochi interventi..... quando la discussione è seria, a volte non decolla.

Puoi farci un salto se hai davvero a cuore la questione.


Ribadisco che nel caso dell' ILVA, l' unica scelta giusta è chiudere, POI si vedrà.

Intanto l' aria diventerà pian piano più respirabile, e già questo sarebbe un netto miglioramento rispetto alla situazione attuale.

Ricordo inoltre quanto detto circa le prospettive lavorative, non è l' ideale ma è l' unica cosa che darebbe subito di nuovo lavoro a tutti.



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Per quanto possa essere buia la notte sulla Terra, il sole sorgerà quando è l' ora, e c' è sempre la luce delle stelle per illuminarci nel cammino.

Non spaventiamoci per quando le tenebre caleranno, perchè il momento più buio è sempre prima dell' alba.

Noi siamo al tramonto, la notte è ancora tutta davanti, ma alla fine il sole sorgerà anche stavolta. Quello che cambia, è quello che i suoi raggi illumineranno. Facciamo che domani sotto il Sole ci sia un mondo migliore.
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MessaggioInviato: 13/08/2012, 01:14 
A titolo informativo, segnalo...

La lettera che Legambiente ha inviato ai lavoratori dell'Ilva
http://www.legambiente.it/contenuti/com ... iderurgico



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"…stanno uscendo allo scoperto ora, amano annunciare cosa stanno per fare, adorano la paura che esso può creare. E’ come la bassa modulazione nel ruggito di una tigre che paralizza la vittima prima del colpo. Inoltre, la paura nei cuori delle masse risuona come un dolce inno per il loro signore". (Capire la propaganda, R. Winfield)

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MessaggioInviato: 13/08/2012, 01:36 
Cita:
Aztlan ha scritto:


Cominci solo ora? Sei in ritardo, noi abbiamo già preso questa misura da un pezzo.



Aztlan..... te possino, sto ancora lacrimando dal ridere. [;)] [:)]





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