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Stellare
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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 29/10/2018, 08:53 
TheApologist ha scritto:
UDITE UDITE

S&P CI AVVISA CHE RATING E OUTLOOK ITALIANI SONO COLPA DELL’EURO

Grazie al nostro amico Fabio Dragoni, veniamo a conoscenza che il motivo di un basso Rating e di un outlook negativo sono colpa dell’Euro:

“Il rating è condizionato dalla limitata flessibilità monetaria italiana. In detto contesto ravvisiamo una minore flessibilità fiscale rispetto a paesi più ricchi e dinamici del G7 quali Canada, Giappone, Regno Unito e U.S.”


Immagine

Parole e musica di Standard and Poor’s – 26 Ottobre 2018

Cosa debbono dirci di più per convincerci dell’inganno di cui siamo caduti vittime?

https://scenarieconomici.it/sp-ci-avvis ... -delleuro/


Detto fra noi, non serviva che fosse Standard and Poor's a dircelo... Ma andatelo a spiegare a gente come Boldrin, Crudarelli, Mattarello, Floris, Giannini, Fazio, Formigli, Gruber, Barisoni, ECCETERA ECCETERA ECCETERA....!!! [:(!] [:305]



appunto..


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Marziano
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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 29/10/2018, 10:44 
credo che l'uscita dall'euro sia una questione di tempo, LA strada e' tracciata.

d'altronde Savona e' stato voluto perche fin dal principio Salvini aveva capito che per fare politiche di rilancio come un tempo si sarebbe dovuto distruggere l'ordinamento europeo odierno che e' solo l'euro, tutte le politiche dell'UE girano attorno alla stabilita' dell'Euro non dell'europa.

LA liberta' sta nel ripristinare l'acquisto di titoli di stato da parte Di banca Italia.



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...the earth is an enclosed plane, centered at the North Pole and bounded along its outward edge by a wall of ice, with the sun, moon, planets, and stars only a few hundred miles above the surface of the earth.
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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 29/10/2018, 10:57 
Già. Savona ha ribadito più volte che o si fa l'unione politica, cosa che nessuno vuole perché le costituzioni (quella italiana ma soprattutto quella tedesca) lo impediscono, o si torna indietro.

Il fatto è che non possono semplicemente uscire, devono trovare il modo di farci "buttare fuori", perché la stragrande maggioranza degli italiani ancora non vuole uscire dall'euro, non ha capito (grazie al certosino lavoro dei media) che è quello il problema principale.
Ormai la strada mi pare tracciata...



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Al è dibant cirî di insegnâ al mus, si piert dome timp e si infastidis la bestie!
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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 29/10/2018, 11:20 
è questo il punto,
è tutta la gabbia costruita attorno alla filosofia neo-liberista
(banche-fmi, ecc.) e ragioneristica, rigore ecc.

che va buttata giù..
è il sistema che è sbagliato..


https://www.ilfattoquotidiano.it/premiu ... -pericoli/

Rating, così il giudizio di agenzie private è diventato determinante per il destino dei Paesi
S&P ha rimandato il giudizio all'anno prossimo. Resta la questione di fondo: l’Eurozona nel 2004 si è consegnata alle "tre sorelle"
e le cose non sono cambiate dopo l flop nel valutare titoli poi rivelatisi spazzatura, come Lehman Brothers

Perché il report di Standard & Poor’s era così atteso? Semplice: il giudizio delle agenzie di rating ha un ruolo enorme nell’architettura disfunzionale dell’eurozona. È determinante per permettere alle banche di usare i titoli di Stato come collaterale nelle operazioni di liquidità con la Bce. Sotto il grado “investment” assegnato da tutte e 4 le agenzie – Moody’s, S&P, Fitch e la canadese Dbrs – Francoforte chiude i rubinetti. Un meccanismo dirompente, che ha una data di inizio, come ricostruito dall’economista Athanasios Orphanides su Voxeu.org. Nel 2005 fu la Bce di Jean-Claude Trichet a fissare le soglie minime di rating come discriminante. Fino ad allora, Francoforte accettava i titoli dei Paesi dell’area euro, senza distinzioni. A regolare la convergenza delle economie necessaria alla moneta unica era delegato il Patto di Stabilità e Crescita (tetto al deficit/Pil al 3% e debito/Pil al 60%).

questa gente naviga a vista..
gli apprendisti stregoni sono loro..
i gestori dell'euro..
altro che i populisti..


cioè prima tutti i titoli
erano alla pari per la bce..
poi no..

hanno inventato i titoli uguali e quelli più uguali..
decisi da chi?
da 3 agenzie private di proprietà degli stessi fondi speculativi
(balck rock, ecc.)
che lucrano sui titoli di stato..


capite anche voi il cortocircuito,
no??
e questa sarebbe una moneta unica..

in pratica si sono impiccati da soli..
e gli economisti pro euro sarebbero geni della finanza..
una banda di koglioni avvinazzati..


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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 30/10/2018, 14:12 
Cita:



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méj tratà cun tri baloss che cunt un lòcch
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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 16/12/2018, 22:15 
Cita:

L’implosione di Macron – Si diffonderà ad altri membri dell’UE?



Il Movimento dei Gilet Gialli – fine settimana 8 e 9 dicembre – Round 4. Alcuni dicono che sono i peggiori scontri in Francia dopo la mini-rivoluzione studentesca del maggio 1968. Negli [ultimi] quattro fine settimana, centinaia di migliaia [di manifestanti] erano nelle strade, persone della classe media, dagli studenti ai lavoratori, ai duri e puri dipendenti e casalinghe. Le forze di polizia aumentano di ogni nuovo Round – e così anche i dimostranti. Oggi – più di 8.000 poliziotti è un aumento considerevole rispetto ai più di 5000 dello scorso fine settimana. Hanno manifestato decine di migliaia di Gilet Gialli; la polizia ha riferito oltre 1.600 arresti.

Ci sono i blindati nelle strade – che non si vedevano da almeno dieci anni – auto e vetrine di negozi in fiamme, edifici vandalizzati. La polizia li sta combattendo con gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma. La brutalità della polizia sembra inevitabile, tuttavia, è apparentemente più moderata che in altre occasioni. Ciononostante, circola un filmato su YouTube, dove un gruppo di poliziotti con equipaggiamento antisommossa ha picchiato un Gilet Giallo disarmato, già a terra indifeso. Queste sono le immagini che si vedono in TV.

E “tutti” globalizzati d’Europa e del mondo (occidentale) siedono comodamente nelle loro fauteuil (n.d.T poltrone), scuotono la testa – “di nuovo i francesi; non sono mai contenti, vogliono sempre di più” – avendo apparentemente idea alcuna che quello che loro, i lavoratori francesi, avevano a buon diritto accumulato in termini di fondi sociali e infrastrutture pubbliche – ospedali, scuole – dalla Seconda Guerra Mondiale (invece di pagare per un forte esercito) è stato loro “legalmente” derubato da una piccola élite che ha messo un banchiere Rothschild – Macron – al potere per approvare le disposizioni legislative occorrenti per rendere legale la frode.

Voilà. È così semplice. La maggior parte dei guerrieri da poltrona non ha idea che i carnefici si avvicinino di soppiatto anche a loro. Quando prenderanno coscienza e vedranno la luce irradiata dai Gilet Gialli francesi, potrebbe essere troppo tardi. Non per niente, l’Europa, sotto il comando della Commissione Europea non eletta (CE), è diventata sempre più militarizzata e un agglomerato Stato di polizia, per essere pronta quando si diffonderà il malcontento generale e inizieranno i disordini politici e sociali. Potremmo [già] essere a quel punto.

Per ora, l’Hot Spot è Parigi, in particolare i lussureggianti Champs Élysées, simbolo per i ricchi e potenti, l’élite francese. Ma il movimento si sta diffondendo rapidamente in altre città della Francia – e credetemi [anche] in altri Paesi dell’UE, come il Belgio e l’Olanda. Hanno visto la luce gialla e si sono resi conto che è stato anche a loro derubato ciò che rivendicano i Francesi.

L’inquietudine non è solo dei Francesi, dei Belgi, degli Olandesi o dei Tedeschi, ma, naturalmente, persiste anche in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia: di questi ultimi Paesi e persone non si sente più parlare e non se ne leggono più [notizie], con loro il discorso è chiuso. Il cartello bancario li ha sotto controllo. Nessuna attenzione pubblica deve concentrarsi più sulla loro difficoltà. A parte l’Italia, la loro sfacciata resistenza a Bruxelles è ancora un problema per i re della finanza. – Chapeau Italia!

Il malcontento è ovunque; il risultato di uno spudorato assalto neoliberale non solo ai diritti democratici e costituzionali delle persone, ma anche a un crescente risveglio di una realtà di frodi economiche e finanziarie, commesse davanti ai vostri occhi dalla mafia finanziaria globalizzata: banche, compagnie assicurative, società di investimento di ogni sorta – spolpare i lavoratori che hanno giustamente accumulato il capitale sociale, come i fondi pensione, i sussidi di disoccupazione, l’istruzione gratuita, l’assistenza sanitaria nazionale, gli ospedali pubblici, l’accesso ai farmaci essenziali sovvenzionati e così via. Tutto ciò viene fatto a brandelli dai frodatori finanziari. Ma c’è bisogno di leader politici per facilitare il processo. Macron è la scelta perfetta per fare ciò – e lo ha fatto in modo regale, a partire dalla riforma del lavoro molto impopolare e contestata.

Quindi, chiaramente, il movimento dei Gilet Gialli ha poco o nulla a che fare con il Macron che ha introdotto la nuova tassa francese sul carburante. La tassa era un semplice pretesto. La cosiddetta eco-tassa era un semplice strumento di propaganda politica, una sfacciata menzogna. La tassa non sarebbe servita a nessuna iniziativa ambientale in Francia, ma sarebbe stata semplicemente un “contributo” forzato al bilancio da parte del popolo, sempre più impoverito dai programmi di austerità di Macron. Vuole impressionare i suoi ‘datori di lavoro’ – l’austerità è il nome del gioco neoliberale. Inoltre, sotto la pressione della gente, Macron ha finalmente ritirato la tassa, una concessione fatta per attenuare le dimostrazioni di strada. Ma non ha funzionato. Perché in parole povere non è abbastanza. Il malcontento va ben al di là della tassa sul carburante. Ha a che fare con il generale decremento del tenore di vita, assieme ai salari in declino, a una nuova legge sul lavoro usurpatrice, imposta da Macron, e ai benefici sociali in Francia – e, in realtà, ben oltre le frontiere della Francia.

In realtà, la polizia francese supporta i Gilet Gialli che deve fronteggiare. Ha riconosciuto di far parte dei dimostranti; hanno le stesse preoccupazioni. È interessante notare che RT [Russia Today] riferisce che la polizia sta esercitando un certo controllo con l’uso di gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e altri atti di aggressione che si osservano normalmente in caso di proteste senza sosta, come quelle che stanno attualmente devastando la Francia.

Mentre la moderazione potrebbe non essere necessariamente visibile dalle immagini che circolano nei media, alla TV e il resto. In un’intervista con RT, Alexandre Langlois, Segretario generale della VIGI Police Union, ha dichiarato: “La maggior parte di noi sostiene i Gilets Jaunes [Gilet Gialli], perché saremo direttamente colpiti da qualsiasi aumento dei prezzi del carburante.” Ha aggiunto, “[noi] non possiamo vivere dove lavoriamo, perché è troppo oneroso, vale a dire che arresteremmo i nostri vicini più prossimi, quindi guidiamo su distanze significative”.

Di sicuro, sembra che prevalga tra la polizia una grande simpatia per i manifestanti, ma le provocazioni messe in scena dal governo potrebbero causare più disordini. La polizia, in tale occasione, non avrebbe altra scelta che intervenire con la forza – oppure, sotto lo stato di emergenza, che Christophe Castaner, quale Ministro degli Interni di Macron, è stato costretto a dichiarare, l’esercito potrebbe essere chiamato a intervenire. E in questo caso il governo francese non sarebbe molto lontano dal chiedere aiuto alla NATO – naturalmente, nell’ “Interesse del bene più grande per l’Europa”.

Pensate un po’: la NATO. Non era Emmanuel Macron, che qualche settimana fa aveva esortato per [la creazione di] un esercito europeo indipendente? Ciò renderebbe la NATO obsoleta, o lo è già? Se presa dalla lettera, la NATO è obsoleta già da una trentina d’anni, ma ovviamente nessuno ha preso la NATO alla lettera. La NATO è una forza annientante per l’impero e una prospettiva che genera trilioni di dollari di profitto per il complesso industriale militare statunitense.

Quindi, quando Macron ha esortato un esercito europeo, potrebbe aver turbato alcuni gruppi di interesse molto violenti, quelli che letteralmente fanno fortuna dall’uccidere. Potrebbe aver fatto un passo troppo avanti nel suo ruolo immaginario di Re Macron. Ci sono Re più grandi di lui. Molto probabilmente un esercito europeo sarebbe armato da produttori di armi europei, soprattutto dalla Francia e dalla Germania e – Dio non voglia – forse anche la Russia? Sarebbe logico, dal momento che la Russia non è davvero nemica dell’Europa, come sa ogni politico in Europa, anche se non si osa ammetterlo. Inoltre, le armi della Russia, in particolare i sistemi balistici a lungo raggio e il sistema di difesa aerea S-400 russo, sono di gran lunga superiori alla gamma statunitense. Quindi, la collaborazione con la Russia non sarebbe qualcosa di campato in aria, anche se è certamente poco apprezzata da Washington.

Potrebbe essere che lo “Stato profondo” diviso, sia in disaccordo su Macron? Gli oligarchi finanziari gli hanno dato il potere per spolpare il sistema sociale francese fino alle ossa, che impressioni quindi le altre nazioni europee con programmi di austerità esagerati, perché facciano altrettanto. In caso di successo, Macron diventerebbe davvero il nuovo Re d’Europa del clan della mafia finanziaria.

D’altra parte, il giovane egocentrico Macron, potrebbe aver portato il suo ruolo ad altezze impreviste – proponendo un esercito europeo indipendente, qualcosa che nessun leader europeo osava nemmeno sussurrare, dal momento che [quando] il Generale de Gaulle ha proposto proprio questo, negli anni ’60 – non si è concretizzato, ma ha comunque ha abbandonato la NATO.

Potrebbe essere che gli oligarchi industriali militari vogliono che Macron se ne vada? – Potrebbe essere che le proteste dei Gilet Gialli, pur partendo dai presupposti autentici del “quando è troppo è troppo”, si siano gradualmente convertite in uno sforzo orchestrato, per spingere l’odio pubblico per Macron a un punto in cui egli non è più un leader difendibile, anche per il Parlamento francese, in cui il suo partito, o meglio il suo movimento (“En Marche”) ha la maggioranza assoluta?

Questo resta da vedere. Non sarebbe la prima volta che i dimostranti sono pagati per dimostrare – e soprattutto se è per la nobile causa di liberarsi di un politico scomodo. Alla fine, è tutto per il bene delle persone, giusto? Non è democrazia, quella che nella sua massima espressione, si svolge nelle strade di Francia – e nel prossimo futuro, si spera, nelle strade di Amsterdam, Bruxelles, Berlino, Roma – forse anche ispirando i finora così timidamente tranquilli Spagnoli, Portoghesi e Greci? Potrebbe essere forse un movimento che va ben al di là di quello che i pensatori del “profitto immediato” – gli sponsor della NATO, il produttore di macchine per uccidere gli Stati Uniti – hanno pensato e desiderato, ovvero la frantumazione della già defunta Unione (non-) Europea, con la sua moneta comune non sostenibile, l’euro?

Questo ovviamente è tutto ipotetico, ma non impossibile. Le dinamiche si svolgono secondo giochetti bizzarri. Basti pensare che la Francia è di nuovo il leader per una rivoluzione – 230 anni dopo l’assalto alla Bastiglia – portando un nuovo ordine negli Stati nazionali, lontano dalla globalizzazione – e forse di nuovo ai governi sovrani, costruendo nuove relazioni commerciali e alleanze di partenariato sulla base dell’uguaglianza, piuttosto che imposte da un ordine mondiale unipolare.




https://comedonchisciotte.org/limplosio ... ri-dellue/


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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 17/12/2018, 08:48 
sarebebe così se gli stati fossero tutti uguali,
ma siccome la francia è più uguale,
quella si salva,
gli altri meno uguali crepano..


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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 17/12/2018, 09:42 
che poi per farvi capire il ragionamento
non giustificato e illegittimo..


la francia può fare quel kaz.zo che vuole
perchè ha i ldebito inferiore,
l'italia no..

ma sui trattati c'è questo ragonamento,
che il 3% vale solo per chi ha il debito più alto?
per l'ultimo della classe?
per tutti gli altri invece no..
l'ultimo deve morire,
fare da scudo umano,
gli altri si salvano..

ma dove sta scritto??

sono conclusioni del tutto arbitrarie..
le "ragioni sottili e complesse" di moscovici..

manicomio generale..


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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 16/01/2019, 08:51 
Avete sentito juncker?
"Con la Grecia abbiamo sbagliato.."

Come se prima non lo sapessero..
Adesso arrivano le elezioni europee
E prova a intortare la gente
Facendo capire di aver capito la lezione..

Fesso chi abbocca..

Passata la festa, gabbato lo santo,
Dopo le elezioni giù botte da orbi,
Peggio di prima..


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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 17/01/2019, 17:48 
Immagine

La Germania vuole mantenere il controllo sull’Europa. Soprattutto dopo il 2019, che si preannuncia un anno particolarmente importante e drammatico per l’Unione europea guidata dall’asse franco-tedesco e dall’establishment di Bruxelles.

Angela Merkel è uscita molto indebolita dal 2018. Le elezioni nel vari Lander tedeschi hanno dato un quadro chiarissimo della situazione politica in Germania. La Cdu e la Grande Coalizione sono in declino. Il partito non è più guidato dalla Cancelliera. Il vento sovranista e quello della sinistra dei Verdi colpisce sia il centrodestra che il partito socialdemocratico. Di fatto, quella Germania dipinta a immagine e somiglianza di Frau Merkel si è rivelata un grande errore di calcolo. E il voto ne è stata la conferma.

Ma la debolezza di Angela Merkel è soprattutto quella che può scontare in Europa. I governi filo-tedeschi si sono ridotti di numero negli ultimi mesi. Dall’Europa orientale e dall’Italia sono arrivate critiche su critiche all’operato di Berlino in Europa. E le elezioni europee appaiono come un momento di grande svolta nel panorama politico continentale. Se, come sembra, il vento sovranista si abbatterà sul Parlamento europeo, il Partito popolare dovrà per forza scendere a patti con le destra per governare in Europa. Ma di fatto questo indebolirebbe chi rappresenta uno dei pilastri del Ppe: la Cdu della Cancelliera.

Per evitare la catastrofe, Berlino ha già messo in atto tutta una serie di movimenti per posizionare i proprio uomini negli uffici che contano. Che si badi, non è detto siano quelli politici apicali. La Germania in questi anni si è costruita un sottobosco di funzionari che compone la burocrazia di Bruxelles e si è trasformata nel vero motore degli uffici dell’Unione europea. Sono loro, i burocrati, a gestire gli affari europei. E in questo la Germania è stata strategicamente perfetta. Ma adesso, da Berlino è arrivato un altro input: prendersi definitivamente la Banca centrale europea.

Il 2019 è una data spartiacque per la Bce, visto che Mario Draghi abbandonerà il trono di Francoforte. E nell’Unione europea si è aperta la sfida alla conquista dello scettro. Francia e Germania sono ovviamente le potenze in pole per accaparrarsi la guida della Bce, ma è soprattutto Berlino che sta mettendo in atto una serie di azioni per arrivare per prima e garantirsi la guida di Francoforte.

L’ultima mossa del governo tedesco è quella di spingere affinché il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann resti al suo posto, rinnovandone il mandato per altri otto anni. Come spiega Reuters, “il rinnovo del mandato di Weidmann gli permetterebbe in teoria di restare in corsa per la presidenza della Banca centrale europea”. In questo modo, la corsa per la Bce sarebbe sostanzialmente a due, fra la Francia rappresentata da Francois Villeroy de Galhau e, appunto, la Germania.

L’idea è che l’asse franco-tedesco punti a una spartizione della torta. E del resto sia la Merkel che Emmanuel Macron non appaiono più in grado di poter gestire da co-regnanti un’Unione europea che appare sempre meno incline a consegnarsi al duopolio di Berlino e Parigi. Ma la Germania non sembra intenzionata a fare alcuna marcia indietro. Come confermato recentemente da Guenther Oettinger, commissario dell’Unione europea per il Bilancio, Berlino ha l’intenzione di prendersi l’Europa. Tanto che al Taggespiegel ha ammesso: “la priorità adesso è posizionare un tedesco alla guida della Commissione europea”. Insomma, Berlino vuole fare l’en-plein: Banca centrale europea e Commissione.

http://www.occhidellaguerra.it/germania ... ce-merkel/



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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 17/01/2019, 17:50 
.... E DI CONSEGUENZA ...................


Immagine

L’idea di una bomba atomica made in Germany ha cominciato a circolare proprio a luglio dell’anno scorso, non molto lontano dal vertice Nato di Bruxelles dove Trump aveva “sbottato” contro la Nato ventilando l’ipotesi dell’uscita degli Stati Uniti dall’Alleanza, ad opera del politologo Christian Hacke, che sull’inserto settimanale del Die Welt firmava un articolo dal titolo “Abbiamo bisogno della bomba?”.

Le considerazioni di Hacke prendono le mosse proprio da quello che, per i tedeschi, rappresenta un voltafaccia di Washington che è sempre di più in rotta di collisione con Berlino in merito alle politiche economiche – leggasi dazi – ed è diventata il bersaglio principale, insieme alla Francia, delle recriminazioni americane sulla spesa per la Difesa dei membri della Nato: la Casa Bianca, per voce del Presidente Trump, ha, in più di un’occasione, accusato i Paesi dell’Alleanza di destinare troppo poco del loro bilancio alla Difesa essendo lontani dall’obiettivo del 2% del Pil prefissato.

La soluzione per i tedeschi, secondo il politologo, sarebbe quindi di dotarsi di armamento atomico per mantenere un deterrente efficace che permetta alla Germania di allontanare lo spettro di azioni aggressive come quella effettuata dalla Russia in Crimea: sempre secondo Hacke se, infatti, la Germania avesse avuto un arsenale atomico proprio, avrebbe potuto avere un argomento molto più efficace per scoraggiare Putin dall’annettersi l’importante e strategica penisola del Mar Nero.
La Germania si sente sola

Hacke nella sua analisi non utilizza mezzi termini.”Questa rottura culturale all’ interno della società americana è particolarmente dura per i suoi alleati, specialmente la Germania. Se la Repubblica Federale è stato l’ alleato europeo preferito dagli Usa per oltre 70 anni, oggi ha uno status speciale: è considerata il nemico numero uno di Trump”. L’autore considera la rottura dell’idillio con gli Stati Uniti irreversibile e pertanto si apre la minaccia di venire esposti ad un attacco nucleare. Da parte di chi, però, il politologo non lo dice.

La Germania, ad onor del vero, non è totalmente sprovvista di armamento atomico. Così come l’Italia ha in dotazione un certo numero di bombe nucleari a caduta libera del tipo B-61-12 che possono venire impiegate con il meccanismo denominato “doppia chiave”. Sostanzialmente le bombe sono a tutti gli effetti americane, ma possono venire montate sui cacciabombardieri tedeschi e impiegate dalla Bundesluftwaffe in caso di necessità previa autorizzazione di Washington. Sono quindi armamenti a “sovranità limitata” che, qualora gli interessi americani e tedeschi diventino divergenti, potrebbero restare inutilizzate negli arsenali di Berlino.

A spaventare i tedeschi, però, più che la mancanza della copertura fornita dall’ombrello atomico americano, è la guerra commerciale mossa da Trump che, oltre ai dazi sull’acciaio e alluminio, sta cercando in tutti i modi di allontanare Berlino da Mosca per quanto riguarda le forniture di gas naturale, ed in questo è sostenuto da altri Paesi europei, come la Polonia, che vedono di cattivo occhio la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia più per questioni storiche che per reali motivazioni strategiche.

Polonia che viene citata da altri media tedeschi come uno dei Paesi “autoritari” che potrebbero, qualora la Germania dovesse decidere di dotarsi di un proprio arsenale atomico, fare altrettanto e generare così unaescalation nucleare in Europa che viene giudicata pericolosa.
I tempi per l’atomica tedesca sono maturi?

Al di là delle considerazioni di politica interna, basate sulle forti opposizioni che potrebbero levare gli ambienti “pacifisti” tedeschi che rappresentano ancora la maggioranza delle forze politiche, la nostra risposta è negativa.

Lo stesso Hacke, come riporta La Verità, è scettico in merito: “sfortunatamente, per ragioni di correttezza politica e a causa della mancanza di coraggio civile oltre ad inadeguate considerazioni strategiche militari, la questione è stata completamente rimossa in Germania fino ad ora. In relazione a questa domanda ci si comporta come le tre scimmie: non dire, non sentire, non vedere. Ma la Germania deve affrontare il problema e discuterlo pubblicamente senza riserve e paraocchi. L’ umore pacifista di base gioca un ruolo decisivo. Ma non sarebbe intelligente se le controverse questioni di sicurezza fossero fin dall’inizio diffamate come militariste”.

Il vero scoglio che impedisce un passaggio epocale come questo è, in realtà, la stessa condizione delle Forze Armate tedesche, alle prese con enormi problemi di finanziamenti, di arruolamenti, e di conseguente capacità di mantenimento dell’efficienza dei mezzi in dotazione.
Le Forze “disarmate” tedesche

La Germania parrebbe infatti proprio mancare di vocazione militaresca, dopo il lavaggio del cervello post Seconda Guerra Mondiale, tanto che la Bundeswehr, l’esercito tedesco, sta considerando di estendere l’arruolamento agli stranieri e ai minorenni per tappare i buchi del fabbisogno dei propri effettivi.

Oltre a questo il livello generale delle Forze Armate viene ritenuto dallo stesso Stato Maggiore non sufficiente a garantire la sicurezza del Paese.

Come indicato anche da Hans-Peter Bartels, membro della commissione parlamentare della Difesa, l’efficienza delle Forze Armate negli ultimi quattro anni, nonostante l’incremento dei fondi stanziati, è peggiorata invece di migliorare.

Viene citato, ad esempio, il caso dei sommergibili, che per un lungo periodo, a cavallo tra il 2017 ed il 2018 sono stati tutti “fuori servizio”. I sei vascelli classe U-212, per mesi, sono rimasti fermi negli scali di Kiel per improrogabili lavori di manutenzione venendo così a mancare dalla disponibilità della Flotta.

Come non ricordare poi i numerosi incidenti occorsi alla flotta di superficie, il più delle volte dovuti sempre a mancanza di manutenzione e di adeguato addestramento degli uomini. Il più famoso resta il fallito lancio di un missile Standard SM-2 che ha causato un incendio sulla fregata Sachsen il 21 giungo scorso.

Anche i mezzi dell’Esercito non se la passano bene. La deriva decadente è infatti comune a tutte e tre le branche delle Forze Armate. Erano 95, infatti, i carri Leopard II rimasti in forza alla Bundeswehr, di cui efficienti solo una minima parte, lo scorso gennaio, a fronte di uno schieramento stimato di circa 20mila carri armati da parte russa – operativi e no.

Un po’ poco per pensare di poter fungere da deterrente. Ecco spiegato quindi il motivo della ricerca dell’atomica che, secondo Hacke, servirebbe a colmare lo svantaggio militare delle Germania in pochi anni.

Risulta però una prospettiva quantomeno di difficile attuazione e non solo per questioni politiche: una corsa all’atomica non si risolve in una manciata di anni soprattutto quando si hanno Forze Armate in preda ad una crisi profonda che, come abbiamo visto, l’aumento delle spese non ha contribuito a risolvere, evidenziandone così la natura strutturale. Che senso avrebbe avere, dopo quasi un decennio – tanto durò la corsa alla bomba della Francia effettuata tra il 1958 ed il 1966 quando De Gaulle annunciò la nascita della Force de Frappe e successiva uscita dalla Nato – con una struttura militare fortemente debilitata di uomini, mezzi e senza una strategia?

Rispondiamo noi: nessuno. Nemmeno a fronte del drammaticamente mutato scenario internazionale che vede sia il nascere di una nuova corsa agli armamenti atomici di nuovo tipo – testate HGV e a basso potenziale – sia l’uscita di potenze globali da trattati come l’Inf che hanno garantito la pace e l’equilibrio atomico in Europa allontanando lo spettro di una guerra da trent’anni.

http://www.occhidellaguerra.it/germania-bomba-atomica/

DUE GUERRE (ED UNA PECUNIARIA) NON SONO BASTATE EVIDENTEMENTE .... [:287]



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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 21/01/2019, 19:51 
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... o/4913191/

‘Moneta coloniale’, Adnkronos: “Francia ha convocato ambasciatrice italiana dopo le frasi di Di maio

Quando scopri gli altarini,
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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 21/01/2019, 19:59 
Ho sentito, ma che se lo riprendessero l'ambasciatore!
IL FATTO E' CHE ABBIAMO TRADITORI IN CASA ........... [:(!]



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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 21/01/2019, 20:45 
Adesso si é aggiunta pure la strega Lagarde

https://www.google.com/amp/www.ansa.it/ ... 4ae94.html

Secondo il FMI l'Italia rappresenta un rischio per il mondo intero!!
Io non ho parole! Non facciamo altro che pagare interessi su interessi ai suoi amici *CENSURA*, c*zzo vuole questa?!
E la Germania? Deutsche Bank strapiena di derivati!? Nada eh, li non vanno a guardare...

In realtà sanno tutto, questi sono sono i "preparativi" per darci la colpa...
Sta arrivando la recessione, e finalmente avranno la scusa per imporci la troika e portarci via quel poco che ci è rimasto.
E chi credete che pagherà per salvare Deutsche Bank, Topolino? NOI!

Spero che Savona si svegli, abbandoni le sue "politeie" del cavolo, le letterine all'Ue nel tentativo di "farli ragionare" (con la MAFIA non si ragiona), e cominci a pensare seriamente al PIANO B, altrimenti siamo fottuti.



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 Oggetto del messaggio: Re: Il declino dell'Unione Europea
MessaggioInviato: 21/01/2019, 21:06 
TheApologist ha scritto:
Adesso si é aggiunta pure la strega Lagarde

https://www.google.com/amp/www.ansa.it/ ... 4ae94.html

Secondo il FMI l'Italia rappresenta un rischio per il mondo intero!!
Io non ho parole! Non facciamo altro che pagare interessi su interessi ai suoi amici *CENSURA*, c*zzo vuole questa?!
E la Germania? Deutsche Bank strapiena di derivati!? Nada eh, li non vanno a guardare...

In realtà sanno tutto, questi sono sono i "preparativi" per darci la colpa...
Sta arrivando la recessione, e finalmente avranno la scusa per imporci la troika e portarci via quel poco che ci è rimasto.
E chi credete che pagherà per salvare Deutsche Bank, Topolino? NOI!

Spero che Savona si svegli, abbandoni le sue "politeie" del cavolo, le letterine all'Ue nel tentativo di "farli ragionare" (con la MAFIA non si ragiona), e cominci a pensare seriamente al PIANO B, altrimenti siamo fottuti.

PREMETTO: SPERO PROPRIO DI SBAGLIARMI MA ....

Mi stavo e mi sto tuttora chiedendo a cosa sia servita l'attuale alleanza di governo.
Da una parte Salvini che cosciente o non, sta comunque avendo un effetto bromuro sui ± nordici, come ai tempi di Bossi(faccenda delle 300.000 doppiette).
Dall'altra DiMaio che con la faccenda del RDC, sta anche lui spargendo bromuro agli altri italici.

Ma niente niente, è una manovra "studiata" a tavolino, commissionata alla Casaleggio & Co che è servita e servirà, visto le nubi che, Lagarde dimostra, ci stanno per sovrastare???
Dico ciò perchè probabilmente hanno fatto bene gli studi, le analisi su di noi, poichè saremo "LEGNATI" di brutto, ma non siamo più in tempo per organizzarci come i Gilet Jaunes, e ci sbraneranno senza incontrare opposizione.
È vero che non siamo proprio uguali ai greci, ma ......


Ultima modifica di ORSOGRIGIO il 21/01/2019, 21:38, modificato 1 volta in totale.


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